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Animali

auguri di buone feste da erbaviola e dalla gattina Kiki che si lamenta perché la vestono da Babbo Natale
Animali, Giorno per giorno

Auguri in silenzio

Come dicevo nel post precedente, c’è stato un cambiamento e c’è una nuova strada. Una riflessione cominciata mesi fa, di cui avevo parlato come di amor fati, una riflessione così piena di energie che ha fatto vorticare il mondo attorno a me, con qualche evento burrascoso che era necessario. L’ho un po’ chiamato. Sono cambiate un po’ anche le persone attorno a me: chi non sopporta il cambiamento o il miglioramento altrui ha scatenato una guerra e poi si è ritirato borbottando un abbandono vittimistico, chi ama evolvere è rimasto ed è più apprezzato di prima.

In tutto questo caos che ha proprio la forma di un vortice veloce, mi ritrovo a fine dicembre senza aver più scritto niente sul mio caro blog. Ma ho scritto, per la carta, con grande soddisfazione. Per un articolo tra il serio e faceto su FunnyVegan, dedicato alla libera scelta di non avere figli, ho ricevuto così tante email di ringraziamenti che ho finito di rispondere a tutti solo pochi giorni fa. Tornerò sull’argomento anche qui, non è certo esaurito. Come tornerò con novità importanti sull’argomento orto… dopo Natale si riprende a progettare! Continue Reading

Vi auguro serenità e pace
Animali

Praticare la pace e la serenità

Serenità e pace, forse tra le due parole più usate e tra le meno presenti nel mondo. E’ il mio augurio per questi giorni, che serenità e pace possano arrivare nella nostra mente, prima che nel cuore. Prendo in prestito le parole di Thích Nhất Hạnh nel discorso sull’essere felici nella frugalità e sul dovere di essere felici. “Se siamo felici, se siamo in pace, possiamo sbocciare come un fiore; e la nostra famiglia, tutta la società, trarranno beneficio dalla nostra pace” (in L’unica nostra arma è la pace. Il coraggio di costruire un mondo senza conflitti, Mondadori, 2005 ). Una lezione molto semplice, quanto fondamentale.

Se si possa, non lo so. Io ci provo. Ci provo quando mi ritrovo i cacciatori che sparano sotto casa e inseguono un cinghiale con il cucciolo che gli corre dietro. Ci provo quando chiamo i Carabinieri e arrivano più di un’ora dopo, redarguendomi sul fatto che i cacciatori sono autorizzati a stare a 150 metri (non lo erano, altrimenti non avrei chiamato). Continue Reading

Koi, natale 2014
Animali, Decrescita, Giorno per giorno

La serenità è per tutti

Non sono persona da auguri standard, vorrei lasciare solo qualche pensiero. So che per alcuni non è un bel periodo, quello che sta succedendo in Italia tocca in modo diverso molte persone che sono solite passare di qui.
So che a volte staccare da problemi gravi e momenti negativi non è facile e parlo per esperienza: quando ci arriva addosso un problema che mette in discussione il nostro modo di vivere, il futuro e anche l’immediato, tutti i pensieri vanno lì, quasi che pensarci tutto il giorno costituisse una soluzione. Non lo è, infatti, anche questo ve lo confermo per esperienza. Continue Reading

Animali, Giorno per giorno, Orto, Orto sul balcone

Una ricca estate e il lupo dell’Appennino

rubrica orto estate 2014 grazia cacciola su vivi consapevole

E’ uscito il numero 37 – Estate 2014 della rivista gratuita Vivi Consapevole. Per chi ancora non lo sapesse, si può sfogliare gratuitamente online oppure scaricarla. Questa volta la mia rubrica è dedicata alla ricchezza dell’orto estivo e al macerato di ortica, con utilizzi e ricetta di preparazione. Se poi qualcuno leggendo la rubrica fosse curioso di sapere com’è finita la questione potatura: per ora ho vinto io, ma sicuramente se un giorno avremo più terreno e più alberi da frutto, la decisione sarà diversa. 

 

articolo lupo dell'appennino grazia cacciola su vivi consapevole

Vi segnalo anche a pag. 10-11 un mio articolo sul lupo che è nato da un incontro sull’Appennino bolognese. Vi è mai capitato di passeggiare in un bosco e chiedervi se c’è il rischio di essere attaccati da un lupo? Oppure vi è capitato di sentire leggende come il lupo cattivo, il lupo che fa stragi, cattivissimi branchi di lupi di cinquanta esemplari? I meno fortunati si saranno imbattuti anche, come è capitato a me, in petizioni di cacciatori per ottenere i permessi di cacciare i lupi, con la scusa che aggrediscono le greggi.

Così, qualche tempo fa, l’associazione Amici degli Animali, sezione di Monghidoro e l’ANPANA Sezione Territoriale di Bologna, hanno organizzato un incontro aperto a tutti. In questo incontro due biologi dell’Università di Bologna specializzati nello studio sul campo dei lupi hanno spiegato chi è davvero il lupo italiano e perché non è mai successo che attaccasse qualcuno che passeggiava nei boschi o che formasse grandi branchi.
Per le curiosità sulla vita del lupo e l’etologia di questo meraviglioso animale, vi rimando alle parole dei dottori Marco Galaverni e Davide Palumbo che ho intervistato per Vivi Consapevole.

Qui vorrei invece raccontare una cosina, un retroscena di quella serata a Monghidoro, poiché queste perle si tende a perderle nella memoria dei tempi. Dovete sapere che ogni tanto, mi raccontava una persona del posto, sugli Appennini dall’Emilia alla Toscana, nascono storie leggendarie sul lupo che poi diventano verità dell’immaginario comune. In pratica, basta che uno senta un ululato nella notte e lo racconti la mattina al bar, che ora di sera certuni con il fucile facile avvistano branchi di lupi famelici pronti a sbranare tutto il paese. Cosa che ovviamente non è vera e non è mai successa.
Una di queste storie circolava proprio prima di questo incontro e aveva attraversato le valli. Noi che non abitiamo lì, avevamo già sentito della faccenda: un’allevatrice che aveva raccontato di aver affrontato, in pieno giorno, un branco di almeno quaranta lupi, mentre in sella al suo cavallo correva a scacciarli e disperderli. Nella storia -in più versioni grazie al passaparola – i lupi cercavano di aggredirla ma lei aveva la meglio e li faceva scappare tutti. Questo in breve il racconto. La novella Tex Willer era stata munifica di particolari sul suo comportamento eroico, al galoppo in sella al destriero mentre sparando in aria – in pieno periodo di migrazioni delle anatre, ma è un particolare – disperdeva i lupi.
Ora, è evidente che già così la storia faceva acqua ovunque. I lupi non formano branchi così grandi, non attaccano in pieno giorno, girano al largo dagli uomini e soprattutto… i cavalli in una situazione del genere scapperebbero terrorizzati: davanti a quaranta lupi e con in sella la Tex Willer che spara all’aria, disarcionano e scappano.
Comunque, il fatto è questo. La signora Willer era ospite attesissima alla conferenza: attesa dai relatori che studiano il lupo da anni e volevano ragguagli su cosa avesse visto, attesa dai cittadini che volevano sapere se preoccuparsi di trovare i lupi famelici anche in fila alle casse della Coop, attesa dalle rappresentanze di allevatori e cacciatori che avevano finalmente una testimone diretta dell’incommensurabile pericolosità del lupo.  A dirla tutta, era marginalmente attesa anche dalle guardie ANPANA della sezione territoriale di Bologna, interessati a capire se davvero qualcuno cavalcasse in giro per l’Alpe di Monghidoro sparando in aria. Ma questo è un dettaglio.
Fatto sta che la signora Willer, così attesa da tutti, nella generale impazienza di ascoltare la sua mirabolante avventura con i lupi, non si è presentata. E così si è conclusa l’ennesima leggenda metropolitana sul lupo.
Ci vediamo alla prossima allucinazione 😉

natale vegan erbaviola.com - Auguri a tutti, erbivori e non!
Animali, Giorno per giorno

Buone feste!

natale vegan erbaviola.com - Auguri a tutti, erbivori e non!

 

p.s. La verità è che quest’anno, nonostante il bellissimo cappellino da Babbo Natale, Mako non ne ha voluto sapere di farsi fotografare e l’ha espresso piuttosto chiaramente cercando di inghiottire il pon pon del cappello. Gatti!

farfalla e cardo - erbaviola.com
Animali, Escursioni & Trekking

PARCO NATURALE DEL CONTRAFFORTE PLIOCENICO – MONTE ROSSO

Abbiamo cominciato a fare i percorsi del Parco Naturale del Contrafforte Pliocenico. Capita che il nostro interesse a volte ci porti a voler percorrere tutti i sentieri di un posto in particolare, sondando tutte le possibilità in cui ci si può procurare una dose solenne di mal di piedi e un principio di disidratazione.
In realtà volevamo solo ricominciare con il trekking, abbandonato per un po’ di tempo, e offrirci un percorso leggero e tutto relax.  Ma se un percorso di soli sette chilometri si rivela un’escursione di una cinquantina e siete anche fuori allenamento, la faccenda si complica. Come dicevo, volevamo ricominciare con un’uscita leggera, una passeggiatina da nulla visto che 5-6 chilometri li facciamo tutte le sere dopo cena, appena il bosco permette un’uscita senza insolazione ma vedendoci ancora (il bello di vivere senza lampioni!).  Così ieri, primo giorno di simil-vacanza (rallentiamo solo un po’, le vacanze per noi arriveranno in inverno) siamo usciti alle dieci passate, che tanto 7 chilometri li facciamo in un’ora fermandoci anche per le foto. Scarpetta leggera, zainetto con solo due banane e 1 litro di acqua. Illusi.

anello di Livergnano, Monte Rosso, ingresso - erbaviola.com

Il percorso segnalato come “7,5 chilometri attorno a Monte Rosso” ha forse una virgola di troppo. O forse, arrivati all’inizio, nella foto sopra, invece di scegliere la strada sterrata dovevamo svoltare sull’asfalto fronteggiando la casa, bussare, chiedere di attraversarla, attraversare poi un paio di campi di grano e infine risbucare a Livergnano, così erano più o meno 7 chilometri. O forse ci siamo persi noi, ma ormai siamo abituati al modo estremamente approssimativo con cui vengono segnalati gli inizio percorso.

Avete mai notato? Trovare dove inizia il percorso prende sempre più tempo che farlo e di solito le indicazioni sono del genere “nel piccolo paese, passata la casa bianca, c’è una stradina che sale verso la malga Piripì che incontrerete dopo 10 chilometri…“. Tu arrivi nel piccolo paese e scopri che fa diecimila abitanti con tremila costruzioni di cui la metà bianche, ma quella che serve a te per trovare l’inizio del percorso è stata dipinta di rosso l’anno scorso. Un grande classico delle indicazioni escursionistiche in Italia, insomma, non dico nulla di nuovo.

edifici rurali Livergnano - erbaviola.com

Ma saltando questo piccolo dettaglio, il percorso attorno a Monte Rosso o “anello di Livergnano” è una meraviglia e il Parco Naturale del Contrafforte Pliocenico è un’oasi ben tenuta, facile da girare e con un’abbondanza di segnaletica.
Lasciato il piccolo centro di Livergnano, con le sue quattro casette colorate scavate nella pietra, si percorre il sentiero sterrato che circonda le pendici di Monte Rosso, passando per antiche costruzioni rurali ancora in uso, caprette incuriosite e magici scorci che si compaiono improvvisamente tra gli alberi. Per la posizione, con la parte di Appennino più alto alle spalle, sembra sempre di essere in cima al mondo mentre si è a soli 400 mt.

Monte Rosso Livergnano - erbaviola.com

Poco dopo si staglia decisa davanti la parte verdeggiante della Rocca di Badolo e si prosegue per una strada sterrata con poche salite fino in località Bortignano. In queste zone fino agli anni ’40 c’erano monasteri, chiese e castelli da visitare, purtroppo andati persi durante la seconda guerra mondiale che in questo pezzo meraviglioso di mondo ha lasciato la distruzione della linea gotica.

Segnaletica del CAI BO - erbaviola.com

panorami sono mozzafiato e ci si perde più volte nella vista della piana sottostante. I cartelli del CAI abbondano, teoricamente sarebbe possibile girare senza cartina ma… evitiamo! Qui si intersecano così tanti sentieri e alte vie che diventa fin troppo facile trovarsi su un altro percorso, tipo l’Alta Via dei Parchi che scende nel versante toscano.

vista del Parco del contrafforte pliocenico - erbaviola.com

Proseguendo verso Casola si alternano boschi fitti e radure sempre diverse, da prati verdeggianti a zone sabbiose.

riserva naturale appennino Monte Rosso - erbaviola.com

Sentiero attorno a Monte Rosso Livergnano - erbaviola.com

Con un passo lento, ci si può fermare ad osservare tutto il fremente lavoro degli insetti, con i loro colori sgargianti o le mirabolanti architetture di qualche ragno, svelate da un po’ di rugiada.

Insetti al lavoro - erbaviola.com

E qualche farfalla che pare mettersi in posa e attendere impaziente lo scatto. Tutto attorno è tranquillo, silenzioso, declinato al sereno.

farfalla e cardo - erbaviola.com

A tratti, si affacciano le rocce del contrafforte pliocenico, le guardi da lontano e dopo qualche chilometro le osservi sopra la testa, con la loro maestosità imperturbabile e i colori dorati.

Riserva Naturale Contrafforte Pliocenico - erbaviola.com

Mi lascio incantare dai piccoli dettagli del bosco, che raccontano storie passate: una vite appesantita dall’uva quasi matura, sarà ciò che rimane di un antico vigneto o una talea casuale arrivata con il vento? Questo ginepro qualcuno lo raccoglierà? E la meraviglia delle rocambolesche contorsioni delle radici dei castagni per aggrapparsi alla terra franata, non potati, non addomesticati ma liberi di decidere dove ancorarsi, quanto allargarsi, che forme assumere.

sottobosco con... uva! - erbaviola.com

Persino quella che può sembrare una delle tante betulle nascosta un po’ tra le fronde, fermandosi un attimo svela la presenza di un piccolo condominio: probabilmente di un picchio rosso maggiore.

Picchio rosso maggiore, tana - erbaviola.com

Dopo Casola ci si può inoltrare ulteriormente per i sentieri solo da marzo a ottobre, in altri periodi sono chiusi per non disturbare la nidificazione. Da qui in poi il percorso è un po’ più ostico, con piccoli sentieri, spesso su scarpatine o piccoli crepacci (niente foto, non volevo veder rotolare la macchina ai piedi di un cinghiale), ma comunque percorribile senza grandi accorgimenti. Qualche salita ci ha messo un po’ alla prova ma davvero niente di eccessivo.

sentieri nel bosco - erbaviola.com

Si sbuca poi improvvisamente dal bosco su campi di grano, l’oro-arancio della mietitura appena passata, il verde dell’Appennino e il cielo grande che ci fa restare quassù. Un po’ di sterrati costeggiando i campi e qualche metro sulla Futa, siamo tornati al punto di partenza.

Campi di grano e balle di fieno - erbaviola.com

Letto ciò, qualcuno si chiederà: ma ti hanno assunta all’ente del turismo locale? No, amo moltissimo questi posti, tanto che ho scelto di viverci. E’ un post scritto solo per condividere un po’ di questa bellezza, che non è strombazzata come i soggiorni all inclusive a Sharm El Sheik o il last minute alle Canarie. O ancora peggio le super inquinanti crociere.

L’Italia è meravigliosa, a pochi passi da chiunque c’è qualcosa di bello e un po’ di natura in cui immergersi. Perché stare rinchiusi in un appartamento o pucciarsi in una piscina piena di cloro e urina altrui, quando si può avere questo?
Io non sono in ferie ma mi godo qualche giorno qui e là, gironzolando a costo zero. Il downshifting, volendo, è anche questo. Non è spendere meno per fare le vacanze, infilandosi in un condominio galleggiante. E’ vivere meglio, anche in vacanza. In molti posti stupendi come quello sopra ci si arriva con i mezzi pubblici, spesso con il treno, a costi molto contenuti e godendo di una pace e una natura che mettono una mano gentile sull’anima di tutti quelli che le sanno apprezzare.