Passeggiando per il Vegfestival

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10/2010

Passeggiando per il Vegfestival

Finalmente ho il tempo (e gli occhi!!!) per pubblicare un po’ di foto con persone e informazioni interessanti che ho trovato al Vegfestival. Ci tenevo particolarmente perché oltre ai vecchi amici ho trovato anche alcune nuove persone veramente in gamba che fanno le cose con il cuore invece che con il portafoglio. Ovviamente non starò ad annoiarvi con acquisti necessari da Ganjamaica che ovviamente ci sono stati (portafoglio e piattina a tracolla in fibra di canapa e semi di canapa sativa per uso alimentare a go-go!). Tanto da loro compro sempre. E non vi annoio nemmeno con banali acquisti personali da toelettatura, ma vi segnalo al volo D’Aymon/s Natural Erbe con uno stupendo sapone di Aleppo con stagionatura 12 mesi e 25% di olio di alloro che mi sono accaparrata subito, da nota fan del sapone di Aleppo quale sono. E per fortuna, perché l’unico che ho visto poi al SANA aveva l’aria triste e contraffatta del sapone di Aleppo da supermercato. Sorvolo anche sull’aver comprato l’ennesima sportina dipinta a mano, questa volta con l’agnello che dice “Sono come te”. Ma ho una buona scusa: verrà regalata alla neo-veg-zia-settantenne :D   (sìsì, proprio così. Temo di averla presa per sfinimento!)

Ma volevo farvi vedere delle cosine e delle personcine….

per esempio il grande, mitico, ineguagliabile Parva. Un’anima molto profonda e grande. Ci saremo riabbracciati dieci volte tra la perplessità degli astanti ma che ci devo fare, ognuno ha i maestri che si merita. Per me l’approvazione di Parva supera qualsiasi premio. Come dice lui, “siamo vicini, uniti nel fiume della vita”. Snif.
Parva ha portato al Vegfestival il basilico (di Shiva), la stevia, la perilla, un sacco di piantine da orto e l’okra, quella specie di peperoncino che vedete in primo piano sul banco. Ve ne parlerò prestissimo, è una pianta per il futuro! Per chi ha partecipato al gruppo di acquisto della stevia sul forum di Orti e giardini naturali, lui è il nostro natur-fornitore che ha omaggiato tutti anche di brochure autoprodotta con storia e proprietà della stevia :)

Vicino a Parva, e la cosa secondo me non era troppo casuale dalle parti del Karma o giù di lì, c’era un’altra anima bella: Rosanna o meglio Patatino Store. Patatino intanto esiste davvero, è il micio adottato anni fa e dà il nome al negozio, a quanto pare è un boss esigente e sornione. Lei aveva in braccio un altro patatino, un piccolo cagnolino vecchietto strappato al canile. Così chiacchierando ci siamo stra-informati su rimedi olistici e terapie alternative per i due pelosi di casa, sui pro e contro delle crocchette vegan e su mille altre cose. E’ veramente difficile trovare una persona così preparata tra chi commercia in alimenti per animali… diciamo che non è esattamente un campo in cui il veganesimo è molto presente ;) E poi è un’altra fan del viola… ci siamo trovate in pratica! Anzi, ha anche quasi indovinato chi fossi perché è andata avanti a chiamarmi ‘la ragazza tutta viola’ :D   Inutile dire che l’abbiamo assoldata come nuovo fornitore per i pelosetti.

Altra interessante scoperta è stata la coppia veg che ha fondato GranVeg e inventato la linea Fry’s. Gli assaggi mi hanno detto tutti che erano ottimi (io purtroppo avevo appena finito di pranzare, non ce la facevo proprio) e unanime acclamazione per l’hot dog. Ho visto qualcuno con le lacrime agli occhi dire “erano quasi dieci anni che sognavo un hot dog vero!”. Chiaramente, tutte proteine vegetali ogm free. Purtroppo essendo surgelati la distribuzione è ancora un po’ limitata a chi ha il banco frigo. Riforniscono però i GAS e diversi ristoranti, in più se il vostro bio-negozio ha il banco surgelati, chiedetegli di ordinarli perché ne vale veramente la pena. Come sempre, per fare ottimi prodotti vegan, ci vogliono almeno dei vegetariani,  non un consiglio di amministrazione di vecchi carnivori bavosi ;)

Altra meravigliosa scoperta sono state le ragazze di Vegusto. Giuro, volevo abbracciarle e metterle in valigia, portarmele a casa e rinchiuderle nella mia cucina, a mia disposizione! Fanno TUTTO e quando dico tutto, intendo proprio tutto tranne le pulizie (ma tanto da me passano di continuo i rappresentanti della Folletto). Fanno tutti i prodotti a base di seitan, dai burger agli affettati e sono buonissimi. Poi fanno dei formaggi vegan notevoli come il No-Muh che conoscevo già per altri canali, la maionese vegetale davvero buona (non la solita crema di farina al limone!) e anche gli alimenti vegan per animali!! Quelli che vedete sotto sono per cani, quelli per gatti li avevano purtroppo finiti ma mi hanno dato un paio di campioncini che provvederò a testare. Ora non è il momento, i pelosi sono sclerati per il cambio di clima, non si capisce quando non mangiano perché non gli piace o solo perché hanno il capriccio meteropatico. Mi sono fermata a chiacchierare con Raffaella (che non sa di aver rischiato il rapimento seduta stante) e si è rivelata un pozzo di scienza sull’alimentazione animale e gli alimenti vegetali in genere.

Quella nella foto con i guantini invece è Karin che dispensa assaggi di formaggi e affettati gustosissimi.

E questo è il Vegusto per cani. La particolarità rispetto agli altri mangimi è che è umido (e quindi non le solite crocchette) ed è arricchito da Vegedog TM, una miscela di vitamine e minerali ideata  dal veterinario americano James A. Peden in vent’anni di ricerca.

Purtroppo dovendo fare due corsi non ho potuto partecipare a molti eventi – sigh! – e ho saltato la conferenza di Isabelle dove dovevo anche prendere appunti per due amiche – sob!- ma in compenso sono passata per caso vicino al teatrino dei burattini e sono stata piacevolmente sorpresa. Di solito non mi attirano, forse perché sono stata cresciuta a spettacoli di Gianni e Cosetta Colla, delle messe in scena così meravigliose e magiche che è poi difficile accontentarsi di meno. Al Vegfestival sono stata piacevolmente sorpresa da questo spettacolo animalista che come vedete ha raccolto giustamente una piccola folla. I bambini erano incantati, letteralmente. Recitazione ottima, i burattini molto carini e ben fatti. Tutto ad opera della Compagnia La Vecchia Soffitta. Bravi bravi. Lo spettacolo di burattini era Pierino e la strega.

Qui è uno dei momenti animal-clou: quando il lupo chiede “Lo sai quanti lupi ci vogliono per fare una pelliccia? eh, lo sai? 5 lupi come me! E lo sai, lo sai, quanti ermellini ci vogliono per fare una pelliccia? Cento ermellini!!!”. Si è alzato qualche urletto “noooo cattivi!!”… animalisti in erba :D

Altra cosa che mi è piaciuta, è che l’organizzazione del Vegfestival si è curata anche dei particolari eco-equo-sostenibile quindi niente Coca-cola e caffé dalle piantagioni bombardate di pesticidi, niente plastica non biodegradabile. In alternativa hanno proposto Ubuntu cola (sì, a chi come me viaggia dalle parti di Linux fa sempre un po’ ridere il bere dell’Ubuntu), chiaramente a scelta anche le compagne bollicinate del commercio equo, stoviglie in carta riciclabile e mater-b, persino i cucchiaini del caffé in legno, quindi stesso sacco del biodegradabile :D   Notevole, perché in altre fiere ben più grosse come alcune edizioni di “Fà la cosa giusta”, mi è capitato di vedere il gruppo Coca Cola al gran completo.

Ho infine qualche segnalazione buffa extra-Vegfestival, ma lì intorno comunque.

Per esempio questo è il bar Rumenta in corso Casale. Al banco si alternano un emulo di Johnny Rotten e sua cugina, simpatici e fanno tutto al momento, anche le insalate, con gli ingredienti che chiedete, quindi anche vegan (ci sembrava brutto scroccare di continuo il wi-fi e il bagno solo per un aperitivo). Sono stati la nostra salvezza per il bagno, perché il comune di Torino su questo non brilla… dentro il parco c’erano due bagni chimici su cui stendo un velo pietosissimo e degli altri bagni in muratura con cui non ho approfondito la conoscenza perché già da fuori sembravano il set di Christiane F.

So che non è carino citare qualcuno solo per il bagno, ma li abbiamo scoperti per quello e ci torneremo quando saremo di passaggio a Torino, ovviamente per gli ottimi aperitivi, intanto sappiate che sono aperti dalle 6 del mattino alle 3 di notte e volendo si può mangiare veg :) La nota buffa è che “Rumenta” dalle nostre parti vuol dire “immondizia” mentre loro intendono un gioco di parole tra Rum e Menta. Loro comunque sono tutto tranne ‘rumenta’!

Pare che qualcuno nei dintorni mi abbia beccata, ha capito che sono tutta una montatura e ha piazzato un mio libro tra “Il mondo secondo Monsanto” e “Il club Bilderberg” (ottime letture tra l’altro). Mi è scappato da ridere, ma provo a dare questa lettura: l’orto sul balcone come gesto insurrezionalista contro la schiavitù imposta dalle multinazionali dell’alimentare :D
Che è poi l’esatta lettura, secondo me. Infatti la chiacchierata del venerdì sera al Vegfestival  l’ho cominciata proprio citando Kissinger che nel 1975 disse al congresso americano “Controlliamo il petrolio e controlleremo le nazioni. Controlliamo il cibo e controlleremo i popoli“.   (Io quel libro volevo intitolarlo “Vaffanculo Kissinger” ma l’editore ha ritenuto più opportuno “L’orto sul balcone. Coltivare naturale in spazi ristretti”)

Concludo con i nostri meravigliosi ospiti che non solo mi hanno sopportata due giorni (e non è da tutti!) ma ci hanno anche deliziati con squisiti veg-pancake a colazione! Due di loro hanno fornito una quantità di coccole e fusa da far intenerire anche un orco, quindi mi piace chiudere questo reportage tra il serio e il demenziale con le immagini dei patatissimi Choo (detta Mimì) e Jimmy (… Jimmy Choooooo!!! Ci sono arrivata solo dopo, con una risata!)

Ricordo per quanti si trovassero a Torino in questo weekend che gli eventi del Vegfestival continuano!

Per esempio sabato 2 ottobre c’è l’aperi-cena al parco Michelotti e ci sarà nientemeno che Yari, non ancora stramazzato dalle fatiche (è Bruce Banner, alla fine l’abbiamo capito!) che terrà una demo di cucina vegan a tema autunnale!

Postato in Boicottaggi, Conferenze, corsi, Gatti & Co., Libri, Pro consumatori, Ricette, Vita da veg* | 11 Commenti

9
03/2010

OSTAGGI DELLA NEVE E FELICI DECRESCITORI

Ok, era annunciato. Ma io sono una povera ragazza di pianura, che a marzo trapiantava l’insalata e i pomodori, non mi sono ancora abituata a tutta questa neve qui.
E non ho mai benedetto come stamattina la scelta di lavorare in proprio perché davvero quando ho aperto la finestra stamattina, l’ho dovuta richiudere al volo. Mi sono riseduta sul letto e ho cercato di visualizzare i ricordi di Milano con la neve, i mezzi congestionati, il traffico fermo, il sudore sotto ai piumini sintetici che saliva insieme al vapore di ombrelli bagnati formando una condensa che oscurava tutti i finestrini, la musica in cuffia per cercare di isolarsi dal baccano opprimente, la mia borsa bagnata e quella del vicino in mezzo alle costole. Tutto quello che mi avrebbe aspettato oggi, ma sette/otto anni fa.

Ma senza andare troppo lontano.
L’anno scorso mi chiamano per una supplenza a Vigevano e chiaramente dal giorno dopo nevica, perché il mio karma ha un grande senso dell’umorismo. Prendo il treno prima, mi sparo 10 minuti sotto la neve nella strada non ancora spalata, treno strapieno, ritardo del treno per neve, altri 20 minuti a piedi sotto la neve e dentro la neve, perché a Vigevano avevano fatto finta di spalare solo le strade principali.
Arrivo a scuola con 20 minuti di ritardo e mi becco la classica donna-frustrata che fa la vice-preside, ce n’è una nella vita di ogni insegnante.
Mi affronta subito dalla sua nanezza stizzita: “Tu non dovresti già essere in classe?”.
Momento di esitazione… vuoi vedere che vive nel sotterraneo della scuola e non si è accorta che fuori c’è l’era glaciale 3?
“Sì ma ha fatto ritardo il treno, c’è una bufera… ”
Ma lei non aspettava altro, è partita a razzo con “Aheiocomefaccioaesserequisempreinorario? eh??? E se facciamo tutti così? Io quando ho visto che non arrivavano i mezzi, sono venuta a piedi!”
“Scusa, ma io non abito a Vigevano, dovevo venire a piedi in mezzo ai campi per 30 kilometri?!”.
Ha sfoderato l’indice, fendendo l’aria per mezzo metro attorno “Non fare l’ironica con me! Hai capito? Dovresti essere già in classe!”
“Allora se non ti dispiace vado…”
“Sì ma guarda che questa mezz’ora te la tolgo come un’ora di ferie I-N-T-E-R-A, non si può tollerare sempre, che appena c’è un dito di neve non venite a scuola!”
Sempre?! Ma se sono qui da ieri… vabbé, mi dico, cerchiamo di essere diplomatici… avrà le sue cose, assecondiamola.
“Vai in segreteria e firma un’ora di ferie prima di andare in classe!”
Ok, vado in segreteria, che tanto hanno già sentito la strillata anche in piazza Ducale. “Mi dai un modulo che stamattina ho preso un’ora di ferie sul Mortara-Vigevano?”  (io non ho mai capito perché tra docenti bisogna darsi del tu, mentre bisogna dare del lei a quelli della segreteria ma tranne il capo della segreteria e mio nonno in cariola, così ho optato per il ‘tu’ per tutti).
La segretaria mi guarda imbarazzata, tra l’altro è arrivata con lo stesso treno: “e che ferie ti dò, non hai cumulato ferie dopo un giorno”  “Boh. Senti ti firmo un’ora di supplenza e la faccio quando c’è”.  “Non si può”, mi fa segno con gli occhi che la nanetta-della-puntualità è ancora in zona.
“Senti, se ti firmo una cambiale posso andare in classe? ” Occhiata circospetta, si sente la voce della vice ormai in fondo al corridoio “Dai, ma tu vai, poi lo spiego io alla preside, c’è il modulo delle ferrovie che ti giustifica il ritardo”.
Mi pare giusto, vuoi mai dare fiducia a qualcuno che lavora con te? Mi deve scrivere la giustifica Trenitalia, addirittura.
Mi avvio finalmente per i corridoi silenziosi, carica di registri, borse, laptop, pacchi di compiti (che la supplita ha ‘casualmente’ lasciato da correggere a me) e entro in classe.
Nessuno. Guardo bene. Nessuno. Gli studenti ovviamente ne hanno approfittato per restare a casa e così metà dei docenti. Invece io dopo un’odissea sotto la neve avevo dovuto assistere agli anticipi di menopausa della vice-preside.

Ora, quanto ero contenta stamattina di non dover uscire sotto la neve?

E quanto mi piace non avere un team-leader, un dirigente, una vice-preside mestruata che mi fa salire il nervoso a mille?

Quanto mi manca la burocrazia del nonsense tutto italiano?

E quanto mi manca non avere due stipendi, tra scuola e libera professione? (pochissimo, basta ridurre i consumi)

Fate un po’ voi. Cambiare si può :)

Ah, vero, poi ci sono i contro, ma ci si può sempre ridere sopra… tipo:

stamattina ho cercato di SOCCHIUDERE la finestra e dopo cinque minuti era così:


ho anche spalato davanti alla porta-finestra ma non ho fatto in tempo a prendere la macchina fotografica che era già così, però giuro che ho spalato:


e il mio balcone marzolino è da qualche parte qui sotto:  (notare l’auto di un vicino, mentre la nostra forse la ritroveremo con i san bernardo):

Oh, sono le 16.40, è ora che vada a farmi un bel té verde e faccia compagnia ai gatti nell’occupazione odierna di guardare cadere la neve.  A presto!

p.s.

se non si era capito, oggi si parla di downshifting. Voi che leggete dall’ufficio, non odiatemi, pensatevi al mio posto se vi piace la situazione e magari qualcosa comincerà a cambiare ;)

AGGIORNAMENTO DEL 10 MARZO, ORE 8.00 : QUELLA INDICATA DALLA FRECCIA SAREBBE LA NOSTRA MACCHINA. E continua a nevicare. Evito i commenti… (in compenso quelli della mia metà credo che li stiano sentendo anche in Svezia)

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18
02/2010

Piccolo interludio felino

I gatti ci insegnano l’arte del prendersela con calma. Quindi, prima di riprendere la questione coop & c. che ha avuto notevoli risvolti e lunghe discussioni, piccola pausa per quella che – almeno quella – si può considerare una vittoria dei diritti degli animali contro l’ottusità di qualche umano. A presto!

Postato in al volo, Gatti & Co., Ma che Bel Paese, Ridendoci sopra... | 7 Commenti

8
08/2009

… UPDATES POST-TRASLOCO

Quella sopra è la prima foto del primo pezzo di terreno a cui riesco ad accedere. Il resto è così invaso dalla vegetazione spontanea che non riesco ad arrivarci in infradito. Appena ritrovo gli stivali da orto, mi addentro e faccio altre foto. Per ora… penso a come metterci le mani!

Ringrazio per tutte le mail tra il preoccupato e il divertito che mi chiedevano dove diavolo fossi finita, com’era andato il trasloco, come stavano i mici. Devo dire che “come stanno i mici” è una domanda più frequente di come sto io! Ingrati! Come se il blog lo scrivesse Mako!

Allora: adesso stiamo tutti benone. Il trasloco è stato ridicolo e vagamente traumatico.

La domenica sono saltata in piedi alle 6.00 e l’abbiamo passata a finire di svuotare e smontare mobili, terminando all’ 1.00 di notte. I mici hanno seguito tutta la faccenda con entusiasmo e interesse, soprattutto per gli scatoloni. Si procedeva infatti così: monta uno scatolone, prendi la roba da metterci dentro, tira fuori il micio dallo scatolone, mettici la roba, prendi lo scotch, ritira fuori il micio dallo scatolone, chiudi lo scatolone, togli il micio dalla pila di scatoloni, metti lo scatolone sulla pila. E via da capo. Loro si sono divertiti un casino, noi solo all’inizio. Verso sera volevo chiuderli in uno scatolone e lasciarceli dopo che hanno cercato di ingoiare nell’ordine: le mie graffette, una cinturina di vernice, tre cordini di misterica provenienza, le gomme da disegno e vari pallini di polistirolo.

Alle 2.00, sfiniti, ci siamo coricati con l’idea di svegliarci alle 6.00 visto che alle 7.00 arrivava il camion. Ma siamo stati troppo ottimisti.

Dalle 2.00 alle 4.00 abbiamo lottato con le stramaledettissime zanzare della Lomellina che avevano fatto un summit lì nel nostro letto approfittando del fatto che per il trasloco avevamo lasciato porte e finestre aperte… risultato: un’afa e un caldo pazzeschi e due ore di morsi e punture. Dopo due ore però erano finiti tutti i millimetri di pelle su cui pungerci e se ne sono andate.
Ora si dorme? ma no, ovvio!

Alle 4.30 siamo stati svegliati di colpo dai mici: la Kiki soffiava e Mako piangeva disperato. La mia metà è corsa a vedere cosa succedeva: il gatto di una vicina proprio quella mattina aveva deciso di venire sulla nostra terrazza a grattare la persiana e far impazzire i gatti residenti.

Alle 5.00, rimandato a casa sua l’intruso e svegliato mezzo vicinato, ero pronta per uccidere qualcuno ma ho deciso invece di dormire almeno un’ora.

Alle 7.30 è arrivato il camion e devo dire che qui ci è capitata la fortuna di trovare due persone stupende che hanno fatto un lavoro perfetto per una cifra davvero conveniente (contrariamente ai miei incubi e pronostici di perdita di tutte le nostre cose) e alle 9.20 avevamo finito di caricare tutto. Durante queste operazioni, visto che abbiamo spalancato tutte le porte di casa, i mici sono rimasti nella loro portantina a osservare lo spettacolo.

A questo punto ci siamo sparati le nostre tre ore e mezza di strada che sono diventate quasi sei… da incubo, visto che a Parma abbiamo beccato una coda per incidente e abbiamo rischiato la liquefazione in auto. Abbiamo dovuto spegnere l’aria condizionata perché rischiavamo di restare senza benzina. I mici sono stati bravissimi ma rantolavano. Ho messo in campo tutti i rimedi anti-caldo per gatti che ho raccolto in vista del viaggio:

- posizionamento della portantina a livello finestrino, per ricevere più aria (ma non c’era)
- frizioni con la pezzuolina umida
- bottiglietta da mezzo litro fredda passata sulla testa e orecchie (i loro punti critici per il caldo)
- acqua fresca da bere
I due pelosissimi però si sono terrorizzati per il caldo, non volevano bere. Allora sono ricorsa al rimedio estremo, ho tirato fuori dalla borsa frigo i cosi per il ghiaccio (come si chiamano? gli affari blu che si mettono nelle borse frigo…) e li ho infilati nella portantina verso le pareti laterali. La Kiki ignorandone la natura si è seduta su uno e … scusate sto ancora ridendo!!! Dovevate vedere la faccia della Kiki seduta sul ghiacciolo! :D Comunque hanno capito al volo l’uso e si sono sdraiati abbracciati ai ghiaccioli della borsa frigo. All’arrivo erano umidicci ma sani e salvi!

Dopo lo scaricamento del camion e la preparazione di una stanza pulita e pappa e acqua e coccole per Mako e Kiki, abbiamo preso la nostra valigia e ci siamo avviati verso l’hotel di charme che ci attendeva, quello offerto dall’agenzia immobiliare perché per una incomprensione non ci hanno allacciato luce e gas. Palazzo Loup si è rivelato splendido, abbiamo avuto una camera molto accogliente dove ci siamo doverosamente rilassati, lavati e rimessi in sesto. La struttura è veramente bella e l’atmosfera molto rilassante, inoltre ho notato positivamente che utilizzano un sistema ecologico per il lavaggio della biancheria, così ho eliminato un pochino dei sensi di colpa per la permanenza. D’altra parte non potevo chiedere che mi costruissero apposta un resort bio-vegan in mezzo ai monti per aver dimenticato di allacciarmi il gas e la luce, già il fatto che questa agenzia immobiliare abbia riparato signorilmente alla mancanza l’ho trovato davvero positivo, infatti se e quando ci metteremo in cerca di altre soluzioni in zona, andremo sicuramente da loro! (Hanno aperto anche un’agenzia a Bologna: sono veramente affidabili e seri, li consiglio!)

I seguenti giorni fino a oggi li abbiamo passati a montare mobili, lavorare, disfare scatoloni, esplorare i dintorni in cerca di fornitori di frutta e verdura bio (qui ho grandissime novità che vi racconterò presto), goderci la totale assenza di mosche e zanzare e moscerini, goderci l’arietta fresca e il sole caldo e bere tisane guardando il tramonto sull’appennino dal nostro terrazzo. Siamo molto molto stanchi ma molto molto felici, anche i mici.

Domani arrivano i nostri primi ospiti, Fabio e Serena, che casualmente sono stati anche i primi ospiti nella ex casa e hanno ‘portato bene’… tra loro e il folletto della casa regalatoci da Barbara, Alain e Anita (con la sprintosissima Grandma Teresa!), speriamo che le cose continuino alla grande ;)

Ah, intanto che scrivevo questo post, mi sono arrivate delle mail per le quali ho dovuto fare una rettifica al post precedente, dategli un’occhiata passando :)

Postato in al volo, Gatti & Co., Giorno per giorno, Ridendoci sopra..., Vita da veg* | 14 Commenti

24
07/2009

…si parte!

movekiki.jpg

ehi, ora è rimasto libero solo il davanzale… !

Comunque ok, visto che sono due notti che ci lasciate correre tra gli scatoloni ;)

Kiki

Postato in al volo, Gatti & Co. | 2 Commenti

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