CI VUOLE UN GRAN CORAGGIO PER SCAPPARE

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06/2009

CI VUOLE UN GRAN CORAGGIO PER SCAPPARE

Intervista a Erbaviola, che tra uno scatolone e l’altro si esercita nella raffinata arte del lamento di Penelope “cioè, ma ti pare che possiamo avere una volta una vita normale? no, dico, una volta almeno! Questo gruppo qui di scatole non so neanche se devo ancora aprirle dal trasloco di novembre o se sono quelle che ho fatto ieri per il trasloco nuovo. E non ridere! Cavoli! Tu e il cavolo di segnetto in angolo a destra, queste scatole sono piene di segnetti della malora, ogni scatola ha già fatto minimo minimo quattro traslochi, non vedi che manifestano per l’abbassamento dell’età pensionabile?!”

Senta Erbaviola, è vero che lei vuole entrare nel Guinness dei traslochi e per questo si appresta ad affrontare il secondo trasloco in 10 mesi, nonché l’ottavo in 10 anni?
Ebbene sì. Anzi, se ci fosse qualche sponsor interessato a finanziare l’impresa …tipo una ditta di traslochi o una clinica psichiatrica…

In qualche modo possiamo dire che la cosa era già nell’aria?
L’avevo detto che mi frullava in testa l’idea. L’avevo detto che ero piuttosto preoccupata dall’incidenza pesante dei tumori in Lomellina, che è maggiore di quella di Milano – dati miei personali, perché quelli ufficiali non esistono, sappiatelo. E’ una delle poche aree d’Italia in cui non ci sono rilevamenti ufficiali delle ASL, incrocio dei dati, niente. Perché? Perché i medici di base scrivono ai sindaci sottolineando i danni di quattro centrali e nessuno ne parla? Perché altrimenti scapperebbero in troppi? O forse qualcuno invece di scappare e invece di fare le lotte pacifiche, prenderebbe una spranga e farebbe volare le dentiere a quei quattro vecchi bavosi che sono responsabili dell’alto tasso di inquinamento in queste province, vecchiacci purulenti animati solo dal lucro? Guardate qui come hanno ridotto il nord Italia, questa è la mappa dell’inquinamento vista dal satellite.

Sì, però ora non trasfrormi l’intervista in un comizio, a suo solito…
Eviterò di salire sul palco a pontificare, se proprio le dà fastidio. Resti pure ignorante. Tra l’altro, visto che alla fine la spinta ad andarmene subito e in tutta fretta è arrivata da una faccenda personale piuttosto infelice… eviterò di fare un comizio sull’inquinamento in questa zona.
Vorrei solo chiederle se è normale che se stendo al sole le lenzuola, le ritiro grigie. E tanto per fare un esempio c’è della gente che ha strani tumori al naso e alla gola che gli oncologi affermano essere tipici di chi lavora con la gomma… Solo che queste persone non hanno mai lavorato con la gomma. Fanno le casalinghe, gli impiegati, i baristi. Io queste cose non le ho mai viste nemmeno quando abitavo nel centro di Milano… alla faccia della campagna!

Sembra molto inquietante detto così…
Vedi un po’ tu…

Tornando a noi, alla novità che la sta tenendo lontana dal sito…
eh già.. fattostà chemmenevadooo. Oh, là.  Si ritrasloca signori. Ho trovato casa sull’Appennino Tosco-Emiliano, per ora non dico di più, però ho già tutto il piano di sotto pieno di scatoloni.

Ma infine, Erbaviola, non ci è chiaro perché se ne va in quattro e quattr’otto…
Perché mi sono veramente sfrangiata tutte le nove vite della mia Santissima Pazienza e prima di diventare io quella con la spranga che tira giù le dentiere a questi porci viscidi, è meglio che alzi le vele.

Ma quindi signorina Erbetta, molla tutto e tutti così?
Un po’. Chiaramente continuerò ad aiutare come posso quelle fantastiche, meravigliose persone di Vigevano Sostenibile e di Civiltà Vigevanese. Mi metterò la maglietta arancione contro la centrale della Morsella anche per fare il trasloco, così magari qualche vicino mi chiederà di cosa si tratta. (O magari no, tanto la maggior parte della gente pensa al cancro solo quando gli arriva, ma solo se entro il primo grado di parentela. O magari nemmeno allora.)
Io però devo andarmene. Questo ultimo anno è stato esageratamente pesante, con vicende veramente dure da digerire, danni morali che mi hanno lasciato con l’anima graffiata e la testa vuota, tutto determinato dal peso di un ambiente in cui vige il più sfrenato clientelarismo e il disprezzo del diritto umano alla salute.

Scappare non è un po’ da codardi?
Non la ritengo proprio una fuga. E’ più un allontanarmi dalla zona del fuoco. E poi, come scriveva Ruzante “Ci vuole un gran coraggio per scappare”.  E, mi creda, ci vuole davvero un gran coraggio per spostare la propria vita 400 km più in là, così, di botto.

Quindi continueremo a sentirla nonostante il trasloco?
Purtroppo sì.

(L’intervista è stata terminata perché l’intervistata è schizzata alla rincorsa dei gatti che erano riusciti a saccheggiare da una valigia un paio di calzini e tentavano di nutrirsene)

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04/2009

QUELLI CHE I TERREMOTI NON SI POSSONO PREVEDERE

Nel 2004 ci fu il terremoto a Salò. Abitavo a 150 km di distanza, a Cesano Maderno, al quinto piano di un palazzo anni ’70 che non vedevamo l’ora di lasciare. Per tutta la sera i gatti avevano dato i numeri, miagolii continui, scappavano da tutte le parti, si erano anche rifiutati di mangiare, cosa stranissima per loro. Avevamo già stabilito di portarli dal veterinario il giorno dopo. Tutti e due. Mi preoccupavano, perché non li avevo mai visti fare quei versi e soprattutto rifiutarsi di mangiare. Non sapendo come interpretare la faccenda, avevo pensato solo di portarli dal veterinario sperando che non fosse qualche forma virale che attacca il sistema nervoso e che magari aveva preso entrambi.

Era quasi mezzanotte e stavo lavorando al computer, Mako e Kiki continuavano a venirmi a chiamare ma al contrario di quando vogliono giocare, appena gli davo retta e mi alzavo dalla scrivania, loro scappavano in giro e mi guardavano con gli occhi sbarrati. Il cane dei vicini di due piani sotto continuava ad abbaiare e non riuscivano a farlo smettere.
Un minuto prima di mezzanotte alzo lo sguardo alla finestra e vedo sparire il platano, piegato verso sinistra. Il tempo di pensare “Ma che vento c’è?!” e lo vedo tornare nel riquadro dei vetri, accorgendomi che è il palazzo ad ondeggiare piegandosi da sinistra a destra… non il platano! In un minuto abbiamo infilato i gatti nella gabbia e siamo corsi giù per le scale insieme ai vicini, scappando via in macchina verso spazi aperti senza palazzi. Fortunatamente non è successo nulla lì da noi, (almeno, visivamente – perché secondo me quel palazzo prima o poi crollerà su se stesso), però i gatti sapevano dell’arrivo del terremoto ORE prima e hanno tentato di farcelo capire in tutti i modi, stupidi noi a non sapere interpretare. Loro sapevano almeno dalle 20, il terremoto c’è stato alle 23.59

Leggo oggi su La Repubblica nel servizio di Jenner Meletti:

“Nelle sere senza tv si raccontano storie, come una volta. Vincenzo Breglia dice che Schaula, femmina di pastore tedesco, ha salvato la vita a tutta la famiglia. “Si è messa ad abbaiare prima della scossa, voleva proprio mandarci via dalla casa. Appena siamo scappati c’è stato il crollo e lei è rimasta intrappolata. E’ rimasta chiusa due giorni, ho portato i bambini qui e mandavo un amico a darle da bere. Poi l’abbiamo salvata. Non è bellissima, la mia Schaula?”.

No, infatti, i terremoti non si possono prevedere.

Finché continueremo a riempire i centri di ricerca e le università di baroni, figli di baroni, portaborse e accattoni di vario genere per i quali è più importante farsi pubblicare un articolo idiota che riassume teorie già conosciute e altrettanto inutili (l’importante è che le teorie siano quelle gradite a chi ha il potere), è indubbio che i terremoti non si potranno prevedere. Dire che gli animali lo possono sentire prima, significherebbe sminuire i loro alti ingegni di pagliacci assassini.

Meglio affidarsi agli animali che non devono proteggere il proprio stipendio e prestigio nel Consiglio di Facoltà e non hanno problemi a far sapere che il terremoto sta arrivando, anche se dirlo va contro le teorie di quattro vecchi babbioni bardati di ermellini morti.

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04/2009

RICERCA URGENTE DI STALLI, PAPPE, TRASPORTINI, GABBIE, COPERTE

Mi sembra inutile dire che mi ha colpito l’ondata di dolore scaturita da quelle macerie.

A quanto pare, i soccorsi per gli umani stanno funzionando, grazie anche alla quantità di volontari che come sempre in questo Paese si muovono. Italiani, brava gente. Accanto agli umani e alle loro tragedie, esiste però anche la tragedia degli animali domestici. E dei loro amici umani.
Non è il momento e il luogo per la retorica dei buoni sentimenti e, obiettivamente, da centinaia di km penserete che si può fare ben poco a parte partecipare emotivamente e mettere mano al portafogli.

Sbagliato.

Pensate di aver perso la vostra casa e di non sapere come fare con i vostri animali. Guardate un attimo negli occhi il vostro cane e pensate a cosa passerebbe in un momento del genere.
Pensate di aver perso tutto, che la vostra casa non ci sia più e dover perdere anche lui perché non è possibile tenerlo in un accampamento o trovargli una pappa.
E se qualcuno ve lo ospitasse per qualche tempo? non sarebbe grandioso?

Noi che siamo a km di distanza possiamo fare qualcosa di concreto:

OFFRIRE UNO STALLO MOMENTANEO A UN ANIMALE DOMESTICO. (Anche adozioni, ma si cercano principalmente stalli). Avete un giardino o un cortile o una casa che può accogliere momentaneamente un cane o un gatto con abitudini domestiche? Potete dare uno stallo a animali esotici, cavie e rettili?
Per il trasporto si organizzeranno i volontari, se non potete andarli a prendere non c’è problema, si stanno organizzando delle staffette per trasportarli.
Per gli stalli e le staffette pro-stalli contattare:

  • Emanuela
  • Raffaella 346.1423036
  • Stefania 329.8606542
  • LAV Roma 06/4461325

AIUTARE LE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO che si stanno già muovendo sul posto: aiutare con DENARO ma anche con PAPPE, COPERTE, TRASPORTINI, GABBIE e tutto quanto non serve più ai vostri amici a quattro zampe. Ecco chi è già entrato in azione:

POLIZIA ECOZOOFILA: domani 2 automezzi riceveranno il permesso di arrivare a l’Aquila rispettivamente da Roma e da Teramo per portare generi di prima necessità per gli animali e ritirare gli animali più bisognosi.
C’è bisogno di medicinali, disponibilità per staffette, viveri, disponibilità volontari a recarsi sul posto nelle prossime settimane per aiutare, DISPONIBILITà PER STALLI E ADOZIONI. Le disponibilità vanno inviate alle email di seguito, lasciando anche un numero di telefono per essere ricontattati:

  • Raccolta medicinali uso veterinario: abruzzoraccoltamedicinali@poliziaecozoofila.info
  • Donazioni solidarietà: abruzzosolidarieta@poliziaecozoofila.info
  • Disponibilità staffette trasporto animali: abruzzostaffette@poliziaecozoofila.info
  • Disponibilità invio viveri: abruzzoviveri@poliziaecozoofila.info
  • Disponibilità volontari sul posto: abruzzovolontari@poliziaecozoofila.info
  • Disponibilità adozioni: abruzzoadozioni@poliziaecozoofila.info

ENPA – L’Ente Nazionale Protezione Animali sta supportando il lavoro dell’Asl Veterinaria dell’Aquila per il soccorso, il recupero, l’assistenza e il mantenimento degli animali da reddito e da compagnia. Come segnalatoci dall’Asl dell’Aquila, le esigenze principali riguardano la disponibilità di cibo, trasportini, fieno e gabbie. In queste ore l’Enpa ha allestito a Sulmona un centro di raccolta dove far confluire gli aiuti per gli animali evitando il rischio di blocchi e problemi di viabilità. L’indirizzo del centro è il seguente:
Ente Nazionale Protezione Animali Onlus
Centro Operativo Raccolta Aiuti per Animali

C/o Ambiente – Viale dell’Industria,30 – 67039 Sulmona (AQ)
Per aiuti economici:

Conto corrente postale n. 95664553
Iban IT 58 D 07601 01400 000095664553
intestato a: Enpa – Ente Nazionale Protezione Animali
Causale: Emergenza animali terremoto Abruzzo
Presso la sede centrale della Protezione Animali sono stati attivati la linea telefonica 331.6374823 e l’indirizzo mail terremotoabruzzo@enpa.org da contattare per l’invio di aiuti e ogni eventuale ulteriore informazione.

AGIREORA.org: Jlenia segnala che sta organizzando la raccolta di pappe, coperte, trasportini da portare ai canili sul posto perché presto saranno anche senza cibo e gli ospiti andranno probabilmente trasportati altrove: Jlenia – 328/7757508 – animalistanata@libero.it

CHILIAMACISEGUA.org – http://www.chiliamacisegua.org
Offrono disponibilità per coordinare aiuti ad animali intrappolati e bisognosi della zona, cercano stalli nelle zone limitrofe Riferimento: emergenza@chiliamacisegua.org

Associazione Canili Lazio – http://www.associazionecanililazio.it
Offrono disponibilità per coordinare aiuti ad animali intrappolati e bisognosi della zona
Riferimento: mcsalvucci@tiscalinet.it

Rapid Dogs Rescue – http://www.rapiddogsrescue.com
Offrono disponibilità per coordinare aiuti ad animali intrappolati e bisognosi della zona
Riferimento: emergenza.abruzzo@rapiddogsrescue.com

Associazione Animali Esotici Onlus – http://www.aaeconigli.it – http://www.aaecavie.it
Offrono disponibilità per animali esotici e cavie
Riferimento: laura@aaeconigli.it

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03/2009

Attenzione alle crocchette killer alla melamina !

Emergo dal lavoro un attimo per segnalarvi questo comunicato importante che mi arriva da Andrea Zanoni, Presidente LAC Sezione Veneto.

Si tratta di crocchette per cani prodotte da un’azienda pavese e vendute su tutto il territorio italiano. Siccome ho visto che la questione non ha interessato né stampa né giornali, ho pensato che era il caso di dare un po’ di spazio, che funzioni almeno il passaparola ;)
Perché diciamocelo, il Ministero della Salute l’avrà anche comunicato, ma vorrei sapere se pensano davvero che noi leggiamo tutti i giorni il loro bollettino…

Comunicato LAC Veneto:

Il Ministero della Salute con un comunicato ha finalmente reso noto il nome della marca delle crocchette per cani alla melamina invitando i cittadini a sospenderne l’uso.

Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali con il comunicato n. 78 del 27 febbraio 2009, pubblicato oggi sul sito www.ministerosalute.it, ha finalmente reso nota la marca e l’azienda produttrice delle crocchette contenenti la sostanza tossica conosciuta con il nome di melamina.
Nel comunicato viene riportato testualmente: “Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, a seguito della conferma ufficiale ricevuta in data odierna, della presenza di melamina nel mangime Duck & Barley con lotto 099, e nel Mangime C1 con lotto 094, prodotti dalla ditta Diusapet Srl sita in Marzano (PV), informa i cittadini e in particolare gli allevatori di cani, eventualmente in possesso di tali mangimi nei lotti indicati, di sospenderne o evitarne, a titolo precauzionale, la somministrazione ai propri animali.
Si precisa inoltre che si sta provvedendo al ritiro dei quantitativi di tali mangimi eventualmente ancora presenti sul circuito commerciale.”

Andrea Zanoni presidente della LAC Lega Abolizione della caccia del Veneto ha così commentato l’iniziativa del Ministero: “Finalmente, dopo ben 10 giorni dalle nostre richieste di rendere nota la marca delle crocchette alla melamina, il ministero della Salute ha provveduto ad allertare i cittadini facendo finalmente il nome. Considerata la pericolosità che detto cibo costituiva per i nostri amici a quattro zampe resta incomprensibile il motivo per il quale le Autorità non abbiano allertato da subito i cittadini.
Riteniamo pertanto questo ritardo molto grave e causa anche di possibili danni ai cani che nel frattempo sono stati nutriti con queste crocchette. Comunque siamo soddisfatti perché il nostro impegno affinché venisse fatto il nome dell’azienda è stato premiato. Di questa vicenda avevamo interessato anche Striscia la notizia che giovedì 26 febbraio è venuta a Treviso per indagare sulla morte dei cani di una signora. Ora informeremo le circa 400 persone che in questi giorni giustamente ed insistentemente ci avevano chiesto di scovare il nome della marca delle crocchette
.”

LAC Lega Abolizione Caccia – Sez. Veneto – Via Cadore, n.15/C int.1 31100
TREVISO – E-mail: lacveneto@ecorete.it, Web: www.lacveneto.it


Comunicato n°78 del Ministero della Sanità

Tutti i comunicati del Ministero della Salute

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17
02/2009

GIORNATA NAZIONALE DEL GATTO

Detesto le carnevalate commerciali. Prima su tutte, la festa della mamma che mi ha costretta per cinque anni di elementari a violentare il mio senso estetico in favore di ridicoli lavori appiccicosi e inutili. Subito seguita dalla festa del papà che invece mi ha fatto rimpiangere per anni i lavori idioti delle elementari, quando un portapenne in DAS era sufficiente. E non parliamo di San Valentino, una festa creata apposta per vendere cuori di plastica rosa e svuotare le serre cinesi dai peggiori aborti di rose.
Quel che poi penso delle varie commemorazioni peripatetiche tipo il giorno della memoria, già si sa. E non mi addentrerò nell’apologia della mimosa secca sulla scrivania dell’impiegata-madre-moglie-serva-tuttofare a tempo determinato, per non annoiarvi.

Però la giornata nazionale del gatto. Però. Non c’è niente da comprare. Non ci sono cargo dalla Cina con il fiore dell’occasione. Nessuno è tenuto a fare nulla. Soprattutto il festeggiato non sa nemmeno di esserlo e si aspetta solo una giornata come un’altra. Coccole, grattini, pappa. Quelle cose lì che festeggia ogni giorno.

Solo che se tu vivi con uno o più di questi esserini pelosi, arriva il giorno in cui capisci che in qualche modo, un giorno dopo l’altro, quasi in silenzio, con la loro sconcertante filosofia felina della semplificazione, con il loro perenne elogio dell’ozio, un po’ ti hanno cambiato la vita.

Allora, se capite di cosa parlo, buona giornata del gatto.

p.s.

Nella foto Minù, gatta dei vicini, nel 2006, appena dopo aver dato alla luce i suoi quattro piccolini nel nostro giardino. I gatti di casa invece si sono sottratti alle foto adducendo la motivazione che è la giornata del gatto e quindi non vedono per quale motivo, proprio oggi, dovrebbero astenersi dal fare quello che gli pare e oltretutto aspettare fermi che la sclerotica gli spari dei flash in faccia.

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