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04/2010

Ieri degli amici ci hanno portato questa nuova prelibatezza, assolutamente naturale: melone della passione. Il nome è dovuto al fatto che si tratta di un incrocio naturale tra melone (Cucumis Melo) e frutto della passione o maracuya (Passiflora Antioquiensis).
Al contrario di molta frutta tropicale, questo esperimento è tutto italiano e la produzione è per ora concentrata in Sicilia ad opera di un imprenditore tedesco, Kurt Suckert, che utilizza solo metodi di coltivazione naturale, in particolare pare che utilizzi prevalentemente il metodo sinergico. Questo nuovo frutto è davvero ottimo sia al naturale che in centrifugato e sembra crescere particolarmente bene nell’isola. A parte la bontà, pare che abbia virtù afrodisiache tanto che la paura dei produttori è che la produzione finisca in breve nelle mani manipolatrici delle multinazionali farmaceutiche facendo la stessa brutta fine di stevia, cannabis, noce di cola e compagnia.
Un sistema contro il Sistema che ne limiterà o eviterà probabilmente la diffusione? Piantarne nei propri orti! Cresce in tutta Italia e pare essere piuttosto facile da coltivare. Una volta che sarà diffuso come il normale melone, non sarà possibile limitarne l’uso. Io sto già facendo seccare i semi, chi ne vuole (ma mi raccomando: solo chi li ripianta davvero!!!) può richiederli da qui. Basta anche un balcone soleggiato e la promessa di diffondere i semi ottenuti a propria volta
Se invece vuoi gustare il frutto, qui l’elenco dei rivenditori italiani (aggiornato al mese scorso).
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06/2007
Da ieri, anche nei prodotti lavorati e confezionati, dal riso alle brioche, e dichiarati come biologici ci potranno essere tracce significative di organismi geneticamente modificati. Lo hanno deciso ieri i ministri dell’Agricoltura dell’Unione europea nonotrante le reiterate e forti polemiche di tutte le associazioni, Greenpeace in testa.
Secondo questo nuovo regolamento, infatti, potranno essere etichettati come bio anche i prodotti lavorati e confezionati che contengono lo 0,9% di prodotti/materie prime OGM da contaminazione accidentale. E’ una concessione larghissima, spropositata, rispetto all’attuale soglia di contaminazione accidentale dello 0,1%, il cosiddetto zero tecnico perché al di sotto di questa percentuale gli ogm non sono rintracciabili.
Va sottolineato che la normativa riguarda solo i prodotti trasformati come riso, dolci, cereali, marmellate e snack. I prodotti freschi invece non rientrano in questa normativa e la soglia di contaminazione accidentale rimane dello 0,1%.
Come evitare confusioni e acquisti errati. Acquistare solo da aziende che producono biologico certificato IN ITALIA. La contaminazione avviene sempre nel trasporto con alimenti OGM che in Italia sono tuttora vietati.
Per i prodotti come riso, dolci, cereali, marmellate e snack ci sono produttori italiani quale Alce Nero che distribuiscono anche nei supermercati, producono solo alimenti con materie prime da agricoltura biologica italiana. Mi sento di consigliare Alce Nero perché sui pacchetti di molti alimenti come il riso mette addirittura nome cognome indirizzo del coltivatore nonché il lotto di coltivazione. PIù seri di così…
Se invece avete la possibiltà di acquistare da produttori locali controllati, è ancora meglio.
Per chi frequenta i negozi di alimentazione naturale e i supermercati NaturaSì, evitare cibi biologici ma con contaminazioni ogm è ancora più semplice visto che le etichette di BauleVolante, FinestrasulCielo ecc. sono tra le più chiare in assoluto. Continua >>
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05/2007

Nelle mie ricerche delle diverse tipologie di coltivazione basata su tecniche naturali e il più possibile ecosostenibili, mi sono imbattuta in una pubblicazione ormai fuori catalogo, del 1976, “L’orto macrobiotico” a cura di Fausta Mainardi Fazio per i tipi di De Vecchi. Le tecniche colturali sono essenzialmente quelle dell’odierna agricoltura biologica, salvo ovviamente i pochi fitofarmaci e ammendanti per agricoltura biologica che non vengono invece impiegati nell’orto macrobiotico. La questione più interessante, quella che mi ha più incuriosita, è l’approccio filosofico alla coltivazione e all’uso dei prodotti dell’orto. Continua >>
30
04/2007
Giornata favolosa, come ormai non è più una rarità visto il cambiamento climatico. Meta: Officinalia 2007, vetrina del biologico alla ventunesima edizione, ospitata nel bel castello di Belgioioso, PV.
Cominciamo appunto con l’ingresso
Bello il Castello di Belgioioso, un po’ meno i pochi restauri interni… forse i colori degli affreschi sarebbero stati più ‘filologicamente corretti’ persino utilizzando delle tempere acriliche… Continua >>
27
04/2007
Paolo Pejrone, In giardino non si è mai soli. Diario di un giardiniere curioso. Universale Economica Feltrinelli, 2005
Questo libro mi ha incantata. Le prime 50 pagine le ho lette di fila e se non avessi dovuto lavorare sarei andata avanti fino alla fine.
Online ho trovato opinioni contrastanti, molti l’hanno trovato noioso e pedante, altri inutile.
Invece trovo che abbia un suo senso, che non è certo quello della guida-manuale al giardinaggio e neanche della pedante descrizione come ha detto qualcuno.
Certo se ci si aspetta un libro di avventure o il manuale del perfetto giardiniere non è questo il libro giusto.
Secondo me è un libro per chi il giardino o l’orto (di cui parla ampiamente) lo pratica già da tempo con un certo amore, per chi ama visitare i giardini e interessarsene. Però se non siete mai stati a Villa Taranto, o non avete mai scelto i semi dal catalogo Ingegnoli, o spargete ovunque lumachicida, fitofarmaci e acaricidi, non è il libro adatto a voi. Continua >>