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	<title> &#187; Pro consumatori</title>
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		<title>CERCARE CASA E TERRENO IN AFFITTO</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jul 2011 18:30:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[  Non compro casa se non conosco bene la zona. Quante volte mi sono ritrovata a spiegarlo all&#8217;agente immobiliare di turno ogni volta che arrivava la fatidica frase &#8220;ma allora perché non compra&#8221;?  Conoscere la zona vuol dire viverci qualche anno, almeno. Comprare in una zona che conosci solo per sporadiche frequentazioni è una leggerezza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"> <a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/beware-of-the-thing.jpg"><img class="size-full wp-image-1352 aligncenter" title="beware-of-the-thing" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/beware-of-the-thing.jpg" alt="Il famoso cartello &quot;Beware of the thing&quot; sulla casa della famiglia Addams" width="611" height="458" /></a></p>
<p>Non compro casa se non conosco bene la zona. Quante volte mi sono ritrovata a spiegarlo all&#8217;agente immobiliare di turno ogni volta che arrivava la fatidica frase &#8220;ma allora perché non compra&#8221;?  Conoscere la zona vuol dire viverci qualche anno, almeno. Comprare in una zona che conosci solo per sporadiche frequentazioni è una leggerezza che ho già testato, <a href="http://www.erbaviola.com/chi-sono" target="_blank">i risultati</a> sono stati pessimi. Inoltre sono una che si adatta poco: non voglio <a href="http://www.erbaviola.com/2011/04/13/la-devastazione-scientifica-del-territorio-italia.htm" target="_blank">gli inceneritori, le trivelle, la tav, alta tensione, ripetitori</a>&#8230; e vivendo in Italia, al momento, possono piazzarmi uno di tutto di fianco a casa domattina. Quindi:<br />
1) cerco in affitto. Quando arriva lo scempio di turno, io levo le tende in meno di un mese.<br />
2) se dopo aver letto quanto sotto osate chiedermi &#8220;ma perché non compri?&#8221; vengo davanti a casa vostra con la lanciasassi fotovoltaica</p>
<p>Ordunque, sto cercando una casa con più terreno, visto che in questa zona cercare un terreno in affitto e avere un accento milanese ti manda subito nella categoria &#8220;stupido ex-cittadino da derubare&#8221;. Queste ricerche però hanno dei lati positivi: vediamo un sacco di posti meravigliosi senza avere la possibilità di andarci a vivere e incontriamo tanta gente nuova che altrimenti non frequenteremmo nemmeno sull&#8217;isola di Lost, se fosse rimasta la scelta tra loro e il mostro di fumo.</p>
<p>Soprattutto, quando cerchi una casa in affitto con terreno e non un semplice appartamento, hai il piacere di confrontarti con alcune tipologie di identità sociopatiche e di personalità psicopatiche. Per far progredire la ricerca scientifica, ho grossolanamente diviso <strong>gli psico-tipi dei locatori</strong>.</p>
<p><strong>TIPO 1 Quelli che hanno esattamente quello che vuoi tu, perché non hanno ascoltato quello che vuoi tu ma devono convincerti che quello che hanno loro è quello che ti serve</strong>. Il Tipo 1 è la maggioranza degli agenti immobiliari e buona parte dei locatori. Tu telefoni e gli dici che cerchi una casa indipendente con terreno, anche a parte, in zona collinare o pedemontana. Loro ti portano a vedere tre loft in centro e un garage di fianco al porto.<br />
Al Tipo1 non bisogna mai far notare che non è quello che cercavi: rischi un discorso di un&#8217;ora, venti telefonate in settimana anche a orari notturni &#8211; Sono le due di mattina, suona il cellulare e uno ti bisbiglia &#8220;E il terratetto in corso Roma? eh?&#8221;. Vi lascio immaginare le conseguenze psicologiche e di coppia.<br />
Con il Tipo1 l&#8217;unica arma è dire &#8220;Sì, interessante. Ora ne parlo a casa e le so dire in settimana&#8221;. Saluti educatamente, poi a casa distruggi la scheda telefonica, inizi le pratiche per il cambio di nome e cerchi di entrare nel programma di protezione testimoni dell&#8217;FBI. Tutto il resto non funziona, ti ritroverà, il Tipo 1 ti ritrova sempre perché non ha finito di spiegarti che non ti serve un orto ma un garage al porto. Ti telefonerà da qui ai prossimi due anni per proporti tutto quello che gli arriva in agenzia o, se non è un agente immobiliare, insisterà con la sua casa finché non cedi o emigri in Groenlandia.</p>
<p><strong>TIPO 2 Quelli che non hanno ancora deciso cosa vogliono fare della loro pietosa vita.</strong> Il Tipo 2 mette l&#8217;annuncio per affittare ovunque, su tutti i giornali locali e nazionali, su tutti i portali. Del fatto che loro vogliono affittare è arrivata notizia anche tre province più in là, anche in alcune province della Svezia, ma quando sei quasi alla firma e hai disdetto la casa in cui stai, sicura di trasferirti perché vai a firmare il contratto&#8230; si palesa il Tipo2. Il Tipo2 ti chiama mezz&#8217;ora prima della firma, mentre sei per strada a 300 km da casa tua, per avvisarti che non se ne fa nulla, ha deciso di metterla in vendita.<br />
Tra i migliori, una tipa che si è giustificata con &#8220;ho pensato che affittare per me è troppo stressante&#8221;. Ma tu non stai bene, fatti visitare.</p>
<p><strong>TIPO3 Quelli che non si fidano ovvero &#8220;ho avuto brutte esperienze&#8221;.</strong> Per affittarti quattro muri spogli vogliono due contratti di lavoro a tempo indeterminato, una fidejussione di un anno di affitto, due mesi di caparra, sei assegni in bianco e un&#8217;opzione sui tuoi reni in caso di incidente.<br />
Fatemi parlare per lunga esperienza: quelli che chiedono troppe garanzie sono quelli che troveranno il modo di fregarti. La loro frase preferita è &#8220;<em>ho avuto brutte esperienze</em>&#8220;. Nel 90% dei casi non è vero, le brutte esperienze le hanno fatte passare ad altri. Per esempio ho avuto un padrone di casa così che non ha voluto aggiustare il tetto, si è allagata la casa e rovinata una quantità di mobili. Il Tipo3 ha intascato tutto il rimborso dell&#8217;assicurazione per i miei mobili e arrivederci. La caparra non me l&#8217;ha mai ridata, perché i Tipi3 sanno benissimo che fargli causa costa molto di più e ci vogliono anni. Non si fidano di te perché hanno studiano per primi come infilartela in quel posto.<br />
<strong><br />
TIPO4 Quelli che i figli non si fidano.</strong> Questa è una nuova categoria, che ho scoperto di recente. Non appena ti accordi con un Tipo4, compaiono i figli. I figli del Tipo4 nel migliore dei casi pensano che siate dei ladri, dei mascalzoni, degli stupratori di vecchi. Poi invece li guardate in faccia e gli leggete ben evidente la domanda &#8220;Ammesso che mia madre sopravviva a questa esperienza politraumatica di ricevere l&#8217;affitto tutti i mesi, io come posso sbatterti fuori non appena la vecchia schiatta?&#8221;. Il Tipo4 infatti è molto amato dai figli, che per il dolore il giorno stesso del funerale passano in agenzia a vendere la casa. Gli inquilini in queste situazioni sono un fastidio. Se un anziano propone una casa, bisogna assicurarsi prima che tutti i figli, i nipoti, i cugini fino al quarto grado e gli amici del bar siano d&#8217;accordo. Se no è una perdita di tempo.</p>
<p><strong>TIPO5 Quelli che ti affittano tutto tranne una stanza.</strong> Spesso unisce le caratteristiche del Tipo1,  Tipo3 e Tipo4. Categoria potenzialmente pericolosissima. In genere affitta tutta la casa tranne una stanza che tiene chiusa a chiave con le &#8220;sue cose&#8221;. A volte lo chiama &#8220;locale di sgombero&#8221;. Oppure affitta tutta la casa tranne il giardino perchè suo padre ci coltiva le rose (proposta ricevuta davvero). Il Tipo5 vi considera così deficienti o così poveracci da non far caso al fatto che, per quanto ne potete sapere, nella stanza chiusa a chiave può esserci la moglie mummificata o un laboratorio per la mescalina, così come non vi fa differenza se un vecchietto vestito da cacciatore dovesse transitare per casa vostra alle 5 del mattino, è solo il padre che va a coltivare le rose. Il Tipo5 è uso lamentarsi con gli amici che non riesce proprio ad affittare.</p>
<p><strong>TIPO6 Quelli che ci ripensano perché devono metterci i cani.</strong> Sono super ricchi. Hanno case ovunque. Le affittano per non farle ammuffire. Pericolosissimi. Ti tengono in sospeso mesi per controllare chi sei e quando infine hanno scoperto che sei quello che abita da due anni di fronte a loro e che hai sempre pagato tutto con precisione svizzera, si accorgono che il cane ha fatto i cuccioli. Allora ci ripensano e tu potrai certo capire perché sei animalista, no? La casa con due ettari di terreno gli serve per metterci i cani, che nella loro villa palladiana in stile rococò sporcano. Ma vaff&#8230;  Da evitare. Non bisogna dare soldi a questa gente, ne hanno troppi e evidentemente a forza di lifting gli è imploso il cervello.</p>
<p><strong>TIPO7 Quelli che ci ripensano perché devono metterci le mucche.</strong> E&#8217; una variante che unisce il Tipo6 e il Tipo4. Questo tipo ha un figlio che, saputo dell&#8217;affitto del rustico in pietra appena ristrutturato, obbliga la madre a telefonarti per dirti tutta mortificata e vergognosa che non può più affittare perché il figlio deve metterci le mucche. Suona così patetico che non riuscirai nemmeno a rispondergli. E ti fa anche un po&#8217; pena perché la vecchietta lo sa che il figlio vuole la casa libera da vendere appena lei schiatta.</p>
<p><strong>TIPO8 Quelli che non ti affittano perché tu non frequenti i locali giusti.</strong> Soprattutto se vivi in un piccolo paese sui colli bolognesi, devi frequentare i bar del centro. Soprattutto quelli di destra. Se invece frequenti ANCHE un locale bukowskiano da cui passano musicisti, artisti, scrittori e vecchi comunisti bolognesi, dove ti fanno sei tipi di piadina vegan e danno asilo politico all&#8217;Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, sei fuori dal giro. Felice di essere fuori dal giro, io ho il mondo e voi due stanze ammuffite e vuote.<br />
<strong><br />
TIPO9 Quelli che non hanno ancora finito di costruire.</strong> Pubblicano l&#8217;annuncio con solo la piantina. Tu dici: ma sì, non saranno capaci di fare le foto. Sbagliato (vedi anche Tipo14), non hanno ancora finito di fare la casa, puoi visitare le fondamenta. Se c&#8217;è solo la piantina, bisogna ricordarsi di chiedere sempre se la casa è già finita. In alternativa finisci a fare 200 km per guardare la cartina dal vero, incementarti le scarpe nuove e sentire un&#8217;ora di descrizione orale su come sarà la casa. Si trasforma subito nel Tipo1. Devi emigrare o affittare da lui, non ci sono altre soluzioni.</p>
<p><strong>TIPO10 Quelli che giocano all&#8217;interior designer</strong>. Sono soprattutto donne. Hanno bisogno di riempire una vita di shopping e shopping. Hanno bisogno di attenzione, tanta attenzione. Non hanno mai fatto un beatissimo niente nella vita, a parte parlare a vanvera, arredare (male) le case e comprare. Ti portano a visitare tutta la casa, perfettamente arredata. In ogni minimo angolo, ogni centimetro, non hanno trascurato niente, rischi di morire soffocata dalle nappine. Se obietti che cercavi una casa vuota perché hai i tuoi mobili, si stupiscono: impossibile che siano più belli di questi&#8230; e poi le nappine a ogni chiave le hai viste?! Ti prendono sotto braccio e ti fanno vedere la casa tre volte, ti spiegano nei particolari come hanno scelto la stoffa per le tende, quella per i cuscini del divano che si intona con le sedie in cucina, che riprende i colori del cotto, che a sua volta riprende l&#8217;interno della cappa del camino e il pulsante sul retro della centrifuga incassata, ma tu la conosci la poesia di Neruda sui pomodori? Due ore minimo di particolari, che si concludono con &#8220;cara, ci troviamo proprio bene noi due eh? Hai delle domande?&#8221;  (Sì: ti ha mandata mia madre, vero?).<br />
Pericolosissime. Si trasformano in brevissimo nel Tipo1. Non bisogna affittare mai da loro, potresti trovartele ai piedi del letto alle due di notte che urlano &#8220;scusa cara, ero passata un attimo a vedere se questa nuova tappezzeria di Mastro Raphael si intona con il divano di Etro&#8221;.</p>
<p><strong>TIPO11 Quelli della trattativa riservata.</strong> Questi li odio. Profondamente. Perché mesi fa ci dev&#8217;essere stato un agente immobiliare che ha pensato che fosse più figo mettere &#8220;trattativa riservata&#8221; anche per quattro sassi diroccati, così finisci in prima pagina nelle ricerche. Altri agenti l&#8217;hanno visto e si sa&#8230; Via, tutti a mettere &#8220;trattativa riservata&#8221;, che fa figo! Così adesso sulla maggior parte dei portali se fai la ricerca per prezzo ti devi prima sciroppare 3-4 pagine di &#8220;trattativa riservata&#8221; che vanno dall&#8217;ex villa toscana del sultano del Brunei a 20 mq senza cesso in fondovalle. Se vuoi sapere quanto costa, devi telefonargli. Loro però non te lo dicono, devi prima vederla. Occhio che sono tutti di Tipo1+Tipo 12&#8230; paura!</p>
<p><strong>TIPO12 Quelli che devi prima passare in agenzia.</strong> Tu magari abiti a Roma, vedi l&#8217;annuncio che ti interessa e chiami per sapere se il sabato ti possono far vedere una casa a Firenze. Risposta: &#8220;Eh no, signora, deve prima passare in agenzia&#8221;.  &#8221;Mi scusi, non posso venire direttamente in agenzia e a vedere la casa? Abito a Roma&#8230;&#8221;. Tono di superiorità &#8220;Eh no signora, prima venga in agenzia che vediamo bene di cosa ha bisogno&#8221;. (AH! Il Tipo1! Maledetto, ancora lui! Salta fuori ovunque.)<br />
Il migliore di questa categoria mi è capitato sabato. Qui vado nei dettagli perché voglio proprio mostrarvi a cosa arriva la perversione del Tipo12.<br />
Dovevo vedere una casa in località Goraiolo, frazione di Marliana, PT. Mentre arrivo a Marliana per una stradina scassata in salita 13% con spazio appena sufficiente per la macchina e niente guardrail, con strapiombo a contatto fiancata, il navigatore perde tutti i satelliti. Sfodero la mia cartina &#8220;Toscana&#8221; e riesco ad arrivare sulla piazza di Marliana (con i cartelli stradali arrivavo solo a &#8220;Cà di Pippo&#8221; ma Pippo non era in casa). Cerco l&#8217;agenzia all&#8217;indirizzo che mi hanno dato e non la trovo. Un vecchietto, ridendosela, mi dice che è ad altri 15 km di quella strada da infarto. Telefono in agenzia, con mezz&#8217;ora di anticipo sull&#8217;appuntamento, e chiedo se non ci possiamo vedere sulla piazza di Marliana, visto che la casa sta a Goraiolo cioè di fianco, dalla parte opposta dell&#8217;agenzia e che il mio navigatore è in coma. L&#8217;agente insiste che no, DEVO prima passare in agenzia! &#8220;Lei prima DEVE passare in agenzia! poi si va insieme a vedere la casa&#8221;.<br />
Ora, so che qualcuno sta già ridendo mentre riporto che uno mi urla nel telefono &#8220;Lei DEVE venire prima in agenzia&#8221;. Ma spiegherò lo stesso per i neofiti che quando sono io a pagare, non DEVO proprio una cippa di niente. Io ti pago, tu mi vieni incontro. Funziona così. E senza &#8220;per favore&#8221; puoi avere solo una mia risposta: &#8220;Io non DEVO andare da nessuna parte. Finiamola qui che mi son già stufata. Arrivederci&#8221; (questo intanto che il mio augusto compagno, probabilmente discendente diretto di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Della_Casa" target="_blank">Giovanni della Casa</a>, mi gesticolava di mandarlo affanculo apertamente e di dirgli che andava lui a prenderlo in agenzia per fargli fare il ritorno in valle a calci).<br />
Per documentazione, voglio mostrare cosa voleva che facessimo. Perché questo è un caso veramente grave di Tipo12&#8230;va studiato.</p>
<p><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/casa_goraiolo.png"><img class="alignnone size-full wp-image-1330" title="casa_goraiolo" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/casa_goraiolo.png" alt="" width="550" height="249" /></a></p>
<p><em>Vediamo a sinistra la soluzione proposta dal Tipo12:</em> partenza da Marliana, dirigersi per la strada inerpicata a Momigno, in agenzia. Vedere l&#8217;agenzia (senz&#8217;altro bellissima, imperdibile, sarà già sulle guide Touring), poi tornare a Goraiolo (punto C) tutti assieme allegramente, per la strada inerpicata ma ora in discesa. Totale 25 km da infarto, assolutamente inutili.<br />
<em>Vediamo a destra la mia soluzione idiota</em>: sono sulla piazza di Marliana, troviamoci a Goraiolo, 5 km, e poi semmai, se mi piace la casa, vengo anche in agenzia e mi date anche in omaggio dischi e pastiglie nuove per venire a firmare il contratto.</p>
<p><strong>Tipo13 Quelli del grandangolo esagerato.</strong> Dalle foto sembra una magione e il prezzo è adeguato al castello di Windsor, parco compreso. Ma quando vai a vederla scopri che è un appartamento nella Firenze della Minitalia. In cucina si entra uno alla volta, non di seguito, oppure il primo esce dalla finestra. La seconda camera è lo sgabuzzino, cieco. Il soffitto ti arriva a 20 cm dalla testa e se metti una sedia, quello che è uscito dalla finestra della cucina può solo buttarsi di sotto o restare lì imprigionato a vita.<br />
Con il Tipo13 è inutile ogni discussione, anche perché c&#8217;è il pericolo che celi un Tipo1. Dite che richiamerete in settimana, buttate la scheda, programma testimoni ecc.</p>
<p><strong>Tipo14 Quelli degli annunci senza foto.</strong> Se non ci sono le foto, è un pacco. Se va bene è orrenda, oppure si trova tra una segheria e un deposito spurghi. Lo so, lo so, anche io all&#8217;inizio ero ingenua e dicevo &#8220;magari il proprietario non sa usare la macchina digitale&#8221;. No. Non siate buonisti, il buonismo attira il Tipo14. Il Tipo14 conta su questo tuo buonismo ingenuo. Invece tutti oggi hanno una macchinetta digitale o un cellulare con fotocamera o almeno un amico con tale attrezzatura. No foto = fa schifo. E&#8217; l&#8217;unica per evitare il Tipo14.<br />
L&#8217;ultimo Tipo14 che ho incontrato (perché sono masochista e la casa era vicina a dove vivo) aveva metà delle finestre con i vetri rotti e aveva realizzato nel sottotetto un secondo bagno. Poi essendo provetto idraulico della domenica, il bagno si era intasato, visibilmente. 3 anni prima. Vi lascio immaginare l&#8217;odore per tutta la casa.</p>
<p><strong>Tipo15 Quelli di Pistoia.</strong> Scusate, qui mi cala un po&#8217; il rigore scientifico, vado sul personale.  Negli ultimi due mesi dovevo vedere quattro case tra Pescia e Pistoia. Ho beccato: il Tipo12, ovvero il mito della piantina sopra che illustra appunto il tipo12; il Tipo13, con la casa degli gnomi;  il Tipo4 che ci ha telefonato un&#8217;ora dopo l&#8217;appuntamento in cui ci ha bidonato, per farci parlare con la figlia che voleva sapere che tipo di criminali incalliti eravamo; infine il Tipo2 che dopo aver osannato la sua casa in tutte le lingue e aver spiegato venti volte la strada, ha scritto una email (sì una email!) due ore prima dell&#8217;appuntamento per dirci che aveva deciso di venderla. Con quelli di Pistoia proprio non ci si fa!  (con tutta la simpatia per gli amici pistoiesi)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E ora sarei io la psicopatica? Solo perché quando mi telefonano per una casa rispondo: &#8220;<em>Allora, abito a questo indirizzo. Venga qui, mi citofoni e ne parliamo. Se le andiamo bene, si va a vedere la casa insieme. Prima però mi deve firmare un foglio in cui si impegna a non comunicarmi a trattativa in corso che la casa le serve per i cani, per le mucche, per la riserva di marjuana o per una cosa segreta che sa solo lei. Inoltre devono firmare il consenso all&#8217;affitto anche tutti i suoi figlioli, sua moglie, il cane, il gatto, le papere, i cugini fino al quarto grado, gli amici del bar e i soci dell&#8217;Acli del suo paese. Se no, non si può fare in partenza. E se la casa non mi piace, deve prendersi questa pillolina per scordarsi le ultime 24 ore e ingoiarla insieme al biglietto con il mio indirizzo, in mia presenza</em>&#8220;.</p>
<p>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>SABATO 11 GIUGNO, SCELGO IO! A SASSO MARCONI, BO</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jun 2011 11:23:22 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/banner_zerofest_250x120.gif"><img class="size-full wp-image-1303 aligncenter" title="banner_zerofest_250x120" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/banner_zerofest_250x120.gif" alt="" width="250" height="120" /></a></p>
<p style="text-align: center;">Amici di Bologna e dintorni&#8230; ci si trova sabato 11 a Sasso Marconi, BO, per la bellissima manifestazione <strong><em>Scelgo io! </em></strong> all&#8217;interno di ZerOfest   <a href="http://www.scelgoiosassomarconi.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=84:sabato-11-giugno-zer0fest-2011&amp;catid=41:homepageprogetto&amp;Itemid=61" target="_blank"><strong>Qui il programma</strong></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Alle 17.00 corso gratuito<br />
L&#8217;orto naturale in spazi ristretti (balcone o piccolo terreno)<br />
</strong> con l&#8217;erbaviola, riservato a pollici insurrezionalisti!</p>
<p style="text-align: center;">Sono benvenuti tutti i pollici neri che saranno adeguatamente coccolati.<br />
<strong>Di cosa si parlerà:</strong><br />
Come e perché liberarsi dalla schiavitù del supermercato coltivando da sé un po&#8217; di tutto<br />
Come costruirsi da soli con materiali riciclati: seminiere, vasetti, canne e un sacco di cose utili per l&#8217;orto<br />
Come sfruttare al meglio lo spazio a disposizione, anche se piccolo&#8230; anche solo 40 cm quadrati!<br />
L&#8217;abc dell&#8217;orto naturale: da come si semina ai metodi naturali per nutrire e proteggere le nostre piante<br />
Come coltivare piante particolari: la stevia per fare lo zucchero, la luffa per farsi le spugne&#8230;<br />
Come cominciare un orto in giugno, sì avete capito bene&#8230; in giugno, ora! <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: center;"><strong>Chi abita in zona e non viene è un carciofo triste da supermercato!<br />
</strong></p>
<p style="text-align: center;">.</p>
<p style="text-align: center;">
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		<title>LA DEVASTAZIONE SCIENTIFICA DEL TERRITORIO ITALIA E&#8217; COLPA DI TUTTI</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Apr 2011 11:08:57 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;Italia devastata dal cemento, dalle nuove costruzioni che non recuperano nulla del vecchio e dallo scempio costante e reiterato delle zone più belle. Non è che stamattina mi sia alzata con la luna storta, è semmai che questi distruttori del mondo me li ritrovo sempre tra i piedi. Anche sull&#8217;appennino tosco-emiliano. Al momento sto dicendo &#8220;fortuna che la casa l&#8217;abbiam presa solo in affitto&#8221; ma questa vita da errante mi sta stancando. Ormai è evidente che in Italia non sia più possibile star tranquilli e ho una mezza idea di chi devo ringraziare.</p>
<p>Su queste montagne mio nonno ci ha passato del tempo importante e duro, non so esattamente dove. A un certo punto si chiamavano Brigata Stella Rossa, avevano in mente un paese democratico, una repubblica fondata sul lavoro e la partecipazione sociale. Su queste montagne ci sono venuta a vivere per scelta, lasciando prima una <strong>Milano</strong> sociopatica che si stava bevendo il poco verde rimasto in mega parcheggi e pisciatoi per cani, mentre incentivava la pratica del lavorare gratis a colpi di net economy.<br />
Una breve parentesi anche in <strong>Brianza</strong>, da milanese credevo che la Brianza fosse verde. Ho lasciato anche la Brianza, ammorbata e avvelenata dalle fabbrichette familiari che hanno fatto la ricchezza lombarda e determinato il peggior inquinamento idrico e ambientale di tutta Italia, grazie a consigli comunali di arroganti ignoranti con il verbo del soldo, mai della cultura. La cultura, quella roba da festival del sabato-domenica, giusto perché tira un po&#8217; di gente e dà il tono. La distesa delle fabbrichette invece incessante, fino alla Svizzera. Le code in auto ininterrotte, fino a Milano, perché i cantieri stradali sono fabbriche di soldi, non di strade. E sempre più cantieri, sempre più ipermercati, sempre più spostamenti in auto.</p>
<p>E poi giù, verso il pavese, la Lomellina. La casa da ristrutturare, l&#8217;orto, il giardino, qui non ci disturberà nessuno, siamo nel Parco del Ticino, solo per fare le modifiche alle case c&#8217;è da impazzire, confiniamo con il bosco della LIPU, cosa vuoi che ci capiti? <strong>Capita che la Lomellina sta morendo di cancro.</strong><br />
Capita che non lo leggerete sui giornali, non finora, ma se ci passate vi diranno tutti che<strong> in famiglia chiunque ha uno o due casi di cancro</strong>. Se non di più. Uno o due a famiglia. Guardate la vostra famiglia e pensate di sottrarne due. Come vi pare?<br />
In Lomellina è normale, perché in Lomellina non si produce solo il riso biodinamico delle Cascine Orsine o il riso biologico dell&#8217;Alce Nero e della Riso Gallo. In Lomellina, che vuol dire grossomodo da Mortara-Vigevano a Pavia, ci sono l&#8217;<a href="http://www.nuovastagione.eu/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=45&amp;Itemid=53" target="_blank">inceneritore di Parona</a>, probabilmente uno dei maggiori produttori italiani di diossina, poi ci sono gli impianti a cippato di legno (provate a bruciare un mobile Ikea, tanto per provare che aria salubre vien fuori), altri &#8220;termovalorizzatori&#8221; di cui 9 nuovi in costruzione, sempre nelle stesse aree.<br />
<strong> Ogni abitante della Lomellina dovrebbe leggere </strong><a href="http://sites.google.com/site/futurosostenibileinlomellinait/Resources/inceneritori/salute-e-inceneritori" target="_blank"><strong>questo documento</strong></a>, tra i tanti, redatto da un&#8217;oncoematologa. Poi fare le valigie e andarsene sperando che nei cinque anni seguenti non gli succeda nulla in seguito a quello che ha respirato, mangiato e bevuto lì.<strong> Ma la maggior parte degli abitanti della Lomellina sono convinti che gli inceneritori portino lavoro, che le polveri sottili non facciano così male, che tutta l&#8217;Italia sia uguale, che non ci sia niente di meglio. </strong>Vagli a spiegare che no, non è vero, nel resto d&#8217;Italia, persino nelle vicinanze delle discariche campane, non c&#8217;è una media di 1-2 casi di tumore a famiglia. Non ci credono.<br />
O non ti ascoltano perché sta per cominciare la Prova del cuoco, Forum, Uomini e Donne, Squadra di Polizia, Carabinieri, Ballando sotto le stelle e Un posto al sole. Ah, dimenticavo i Cesaroni e l&#8217;altra serie di famiglie felici e gaudenti.<br />
<strong> Drogati di televisione, questo sì, come la maggioranza degli italiani</strong>. Convinti che se capita qualcosa è perché sono sfigati, il resto d&#8217;Italia è una grande famiglia Cesaroni-trullallà. Per due collane di perline e uno specchietto hanno dato la loro terra agli sciacalli, svenduto la loro salute e la loro famiglia, hanno messo in mano i loro figli agli orchi.<br />
Un operaio di Vigevano emigrato vent&#8217;anni fa dall&#8217;ex jugoslavia mi ha detto &#8220;<em>Sono paesi con le fabbriche ma senza le biblioteche</em>&#8220;. E&#8217; vero. E ora chiudono anche le fabbriche. Ma non cambia niente: anche con l&#8217;evidenza dei familiari che gli muoiono davanti, ogni giorno cliccano per la loro dose da tossicodipendenti, accendono la scatola magica: Prova del cuoco, Forum, Uomini e Donne, Squadra di Polizia, Carabinieri, Ballando sotto le stelle, Un posto al sole, Grande Fratello, Isola dei famosi&#8230;le partite! Il calcio! Come gli eroinomani, &#8220;spengo quando voglio&#8221; e non spengono mai. Almeno gli eroinomani hanno l&#8217;onestà intellettuale di ammazzare solo loro stessi.</p>
<p>Siamo andati via da lì dopo aver visto che la lotta con <a href="http://www.vigevanosostenibile.org/" target="_blank">qualche piccolo gruppo locale</a> contro <a href="http://www.civiltavigevanese.it/immagini-e-video/manifestazione-contro-la-centrale-della-morsella/" target="_blank">l&#8217;ennesimo scempio era inutile</a>: scalda il cuore vedere delle persone come te, che anche in quella situazione cercano comunque di lottare  (ciao bellissimi, lo so che mi leggete <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  ). Ma non siamo in un film di Bruce Willis e <a href="http://it.groups.yahoo.com/group/noinc/message/13647" target="_blank">alla fine hanno vinto i cattivi</a>, come da copione. Ora sono approvati e in prossima o appena avviata costruzione altri 9 inceneritori come quello di Parona, sullo stesso territorio. Non si registrano invece cali di audience, anzi, le vendite dei decoder per il digitale terrestre sono andate alla grande.<br />
Chi decide di svendere il territorio per due collanine, alla fine, sono sempre quelle ragazze griffate da testa a piedi che si imbambolano davanti al Grande Fratello, quelle paesane cinquantenni permanentate che discutono di &#8216;Un posto al sole&#8217; come se fossero loro familiari, quei vecchi bavosi burocrati dalla faccia incartapecorita e la pelle spenta che si cannibalizzano tra loro nei consigli comunali a colpi di quinta elementare e che raccolgono voti piazzandoti il figlio alla catena di montaggio dell&#8217;azienda dell&#8217;amico e la figlia, una di quelle griffate sopra, a fare la cassiera all&#8217;Ipercoop, un altro di quei mostri di cemento e aria condizionata che &#8216;portano lavoro&#8217;.<br />
E vanno a votare, e sono tanti. E eleggono altri bavosi vecchi paesani con la terza elementare e la camicia griffata che gli ammazzeranno almeno mezza famiglia a colpi di acqua inquinata, centrali a oli combusti, inceneritori e poli petrolchimici.<br />
Cosa puoi fare contro queste teste? O ti fai in vena anche tu con una siringata di &#8216;Isola dei famosi&#8217;, oppure vai via. Siamo andati via.</p>
<p>Abbiamo scelto bene, questa volta. Benissimo. <strong>Qui le centrali non si possono fare</strong>, per problemi idrogeologici e sismici. Un rischio sismico banale se ci vivi, il livello 2, ma sufficiente a non metterci inceneritori. Zona isolata, scarso interesse commerciale e industriale. Turismo ma non di massa. Soprattutto <strong>gente che capisce il valore del suo territorio, che se lo difende da sempre con le unghie e con i denti</strong>. Ma ora è arrivata la Lega e la demagogia populista della crisi per colpa di qualcuno. I marocchini, gli extracomunitari in particolare, che mi dicono che &#8216;rubano il lavoro&#8217; e non fanno la raccolta differenziata. Guardo attorno a casa mia, ci sono almeno tre italianissime e rispettabili rincoglionite che buttano la plastica nella raccolta sfalci e rami. Un giorno vado al mercato di Monghidoro e un tizio barbuto mi urla in un orecchio &#8220;Mandiamoli tutti a casa!&#8221; e mi sventola sotto il naso un volantino della Lega contro i marocchini che ci rubano il lavoro. Ma come? Ma se siamo sui colli bolognesi, al confine della Toscana, al centro! Che cosa vuole la Lega Nord qui? La Pianura Padana non finisce 300 km più in su?!</p>
<p>Poi scopro che su <a href="http://current.com/" target="_blank">Current</a> gira un documentario di tre giornalisti &#8220;<a href="http://occupiamolemilia.blogspot.com/" target="_blank"><strong>Occupiamo l&#8217;Emilia</strong></a>&#8220;, la storia del perché e del come della discesa della Lega Nord in Emilia Romagna. <strong>Consiglio caldamente la visione, anche a chi non abita in Emilia </strong>(<a href="http://occupiamolemilia.blogspot.com/2010/08/occupiamo-lemilia-il-trailer.html" target="_blank">qui il trailer</a>. Si può vedere anche in alcuni cinema, trovate le date sul blog, oppure acquistare il dvd a un prezzo molto popolare). Scopro che il PDL che ama tanto le costruzioni e il cemento è molto presente in Emilia, quella con capoluogo di provincia &#8220;Bologna la rossa&#8221;: sono presenti in forma di &#8220;lista civica&#8221;. Non li noti venendo da fuori e poco anche da dentro, soprattutto se devi passare tre ore al giorno a farti in vena con il TG1 e Maria de Filippi. O magari li notano e gli stanno bene così. <strong>PDL, lo sappiamo ormai tutti, equivale a cemento. (Chi non lo sa, può aggiornarsi con &#8220;<a href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-colata.php?pn=1116" target="_blank">La colata. Il partito del cemento che sta cancellando l&#8217;Italia e il suo futuro</a>&#8220;, Chiare Lettere, 2010).</strong></p>
<p>E così veniamo a oggi. Pensavamo di esserci messi in salvo, dicevo. Relativamente, quantomeno, visto che le emissioni di cui sopra riguardano tutti, mica solo quelli che ci abitano vicino.<br />
Invece proprio nella zona tra Bologna e il Mugello, sui colli, in un posto che Goethe ha definito &#8220;una delle parti più belle del creato&#8221;, arriva l&#8217;amico texano, <strong>la Hunt Oil Company</strong> che con l&#8217;acclamazione dei demagoghi di cui sopra, ottimamente insinuatisi nel tessuto sociale politico locale, ha <a href="http://notiziefabbriani.blogspot.com/2011/04/la-ricerca-du-idrocarburi-in-appennino.html" target="_blank"><strong>l&#8217;eccezionale idea di far saltare queste valli con gli esplosivi</strong></a>. <strong>Motivo: ricerca idrocarburi</strong>. E&#8217; una zona di falde acquifere e metano, questa, ci mettiamo un paio di trivellazioni ad andar giù a valle con tutti i paesi.<br />
Diranno la gran parte: &#8220;Ma no, dai, controlleranno!!! Queste cose mica le fanno così, senza controlli. Se le fanno è perché hanno visto che si possono fare.&#8221;<br />
Cosa rispondere?<br />
Signori cari, la casa di fianco alla mia non si chiama Palazzo Grazioli e quella dietro non è Villa Certosa. Pertanto, credo ai controlli come all&#8217;allunaggio dei miei gatti con un peto.<br />
Ho già visto i controlli del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Disastro_del_Vajont" target="_blank">Vajont</a>, della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Catastrofe_della_Val_di_Stava" target="_blank">Val di Stava</a>, di <a href="http://www.videocomunicazioni.com/notizie/a-dieci-anni-dalla-catastrofe-di-sarno-ricordi-e-bilanci.html" target="_blank">Sarno</a>&#8230; qui andiamo giù tutti a valle se cominciano a far buchi di quella portata ed è tutto grasso che cola per i palazzinari e la protezione civile. Gli appalti di ricostruzione sono affari miliardari, l&#8217;abbiamo già visto a L&#8217;Aquila, a pochi minuti dalla notizia del terremoto questi <a href="http://tg24.sky.it/tg24/cronaca/2010/02/12/facebook_g8_aquila_terremoto_intercettazioni.html" target="_blank">ridevano</a> per gli affari in arrivo. <a href="http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/emiliaromagna/2011/04/trivelle-hunt-oil-lassessore-regionale-muzzarelli-peggio-di-giano-bifronte-da-un-lato-firma-dallaltr.html" target="_blank"><strong>Sul sito del Movimento Cinque stelle Emilia Romagna ha trovato spazio la faccenda di queste trivelle </strong></a> che stanno per devastare queste zone.<strong> Chi deve decidere, non abita qui</strong>. I soldi arriveranno alla Regione Emilia e nelle sue tasche, ma non qui. Quindi fidatevi voi se volete, io no.</p>
<p><strong>Il 21 aprile di quest&#8217;anno, segnatevelo, si delibera se distruggere una delle zone più belle d&#8217;Italia e probabilmente se ammazzare centinaia di persone in probabili disastri conseguenti</strong>. Questa zona, guardatela.</p>

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<p><strong>Nota:</strong> se non si fosse capito, a me non importa un fico secco di perdere il consenso di quei lettori che votano come sopra, non sono quel genere di blogger, autore o webqualcosa. Non c&#8217;è solo un mondo fatato di ricette vegan là fuori, o almeno non solo quello. La misura è colma: se uno è cretino e mi vuol far morire di cancro, se lo sente dire in faccia, mi pare il minimo. E le notizie sugli orti se le può trovare altrove, l&#8217;Italia è piena di corsi a pagamento su come infilare un seme nella terra, va di moda. Io invece vado al sodo: la realtà è quella sopra. Pensateci <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>BOLOGNA VEGETARIANA &amp; VEGAN</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Dec 2010 10:10:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Premessa: questa lista non pretende di essere esaustiva. Sono</strong> <strong>solo i post</strong><strong>i in cui vado io</strong>, che ho scovato senza difficoltà in un anno e mezzo di vicinanza a questa città. &#8220;<em>Bologna la gr</em><em>assa e l&#8217;umana, </em><em>già un poco Romagna e in odor di Toscana</em>&#8220;, come canta Guccini. Contate anche che io vado raramente in città, più che altro per prelevare qualche amico alla stazione, andare in banca (purtroppo la nostra ha la sede più vicina lì), prendere un treno per il nord o il sud. Quindi alla fine vedo quasi esclusivamente il centro.</p>
<p><strong>Premessa di mezzo: c&#8217;è da sfatare qualche leggenda metropolitana su Bologna</strong>.</p>
<p><strong>Prima</strong> leggenda da sfatare: non è vero che lo strutto è ovunque. E&#8217; come dire che a Napoli la sugna è ovunque. Sono stata debitamente terrorizzata da amici vegan, non bolognesi, che sostenevano l&#8217;inclusione dello strutto in ogni prodotto da forno. Invece la maggior parte delle piadinerie ha l&#8217;alternativa della piadina con olio, spesso anche l&#8217;alternativa con olio al farro, o integrale. Lo stesso dicasi per le tigelle. L&#8217;importante è non limitarsi mai a leggere i menu ma chiedere, questo vale in tutto il mondo. Io chiedendo ho trovato anche posti sui colli in cui mangiare le crescentine fritte nell&#8217;olio invece che nello strutto. I bolognesi hanno un bellissimo carattere, cosa che riguarda praticamente tutta l&#8217;emilia-romagna: chiedere, chiedere, chiedere e sarete i benvenuti.</p>
<p><strong> Seconda</strong> leggenda metropolitana da sfatare: mangiare vegan o crudista a Bologna è difficile. Balle, quelli sotto sono solo i posti che ho trovato io e non ne avevo trovati così tanti nemmeno a Milano. Certo, se poi uno pretende di vedere il ristorante in centro che pubblicizza l&#8217;hamburger di soia&#8230; succede solo a Los Angeles, rassegnatevi.</p>
<p><strong> Terza</strong> leggenda metropolitana da sfatare, che si ricollega alla prima: nelle pizze a Bologna c&#8217;è lo strutto. E per quale diavolo di motivo i pizzaioli di Bologna, in gran parte del sud, dovrebbero fare una cosa del genere?! Non so da dove si sia originata questa panzana, ma la questione è sempre la stessa: chiedere. Io ritengo che la pizza sia sempre un&#8217;ottima alternativa vegan e chiedo. A Bologna chiedo sempre perché mi era arrivata voce di queste pizze con lo strutto ma non ho ancora trovato nessuno che mi rispondesse che c&#8217;è lo strutto nella sua pizza, ergo&#8230; non ce lo mettono. Ma chiedere è sempre gratis.</p>
<p><strong> Non ho elencato tutte le pizzerie</strong>, altrimenti facciamo un post di tre km. Mi limito a nominare le mie preferite, da cultrice della pizza napoletana: &#8220;<strong>Regina Margherita</strong>&#8221; di Via Santo Stefano, 40, gestione napoletana verace, una decina di pizze a menù senza cadute di stile,  e &#8221;<strong>Un posto al sole</strong>&#8221; a San Lazzaro di Savena: la pizza di Ciro e Alfredo non si può spiegare a parole, è esperienziale. Per i vegan è consigliatissima la &#8220;povera al tagliere&#8221; ma si può scegliere tra almeno tre-quattro e comunque è sempre possibile chiedere varianti.</p>
<p><strong>Premessa quasi-finale: non ho elencato i ristoranti cinesi anche se sono parecchi. Io non ci vado e non solo a Bologna.</strong> Ogm a parte, la loro soia, così come il resto dei prodotti, arriva dalla Cina, dove tutto viene coltivato con pesticidi che da noi non si potevano più usare già negli anni &#8217;50. Inoltre quando scrivevo <a href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__i-tuoi-germogli-coltivati-in-casa.php?pn=1116" target="_blank">questo libro qui sui germogli</a>, mi sono fatta una cultura sulla produzione italiana di fresco per i ristoranti cinesi e sui sequestri dei NAS. Sapete che in tutti i laboratori in cui vengono coltivati germogli per i ristoranti cinesi in Italia, laboratori gestiti da cinesi, i germogli vengono coltivati negli stracci dei pavimenti? Sì, esatto, negli stracci che noi usiamo per i pavimenti, quelli grigi a nido d&#8217;ape. Ammonticchiati sono ottimi per tenere umidi i germogli. Non vengono sterilizzati a ogni utilizzo e spesso sono ammucchiati per terra. I rischi? <em>escherichia coli</em> e altre simpatiche eventualità. Se poi volete farvi una cultura su quello che vi servono nei ristoranti cinesi italiani suggerisco questo articolo, <a href="http://www.corriere.it/salute/nutrizione/08_luglio_14/cina_cibi_adulterati_3dfd6a04-5176-11dd-a6b4-00144f02aabc.shtml" target="_blank">uno su tutti</a> ma ce ne sarebbero moltissimi. Quindi da me zero indirizzi di ristoranti cinesi, ci tengo alla vostra salute <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>Premessa finale: vengo da Milano, in cui molto di quello che è veg è anche caro.</strong> Ma proprio caro da far partire un embolo quando vedi il conto e delle volte già quando vedi il menu. E sono stata anni in Lomellina, zona pavese, dove di &#8216;veg&#8217; c&#8217;è ben poco, praticamente vicino allo zero e quando esci con gli amici è tanto se riesci ad avere un riso in bianco (nel risotto ci mettono brodo di carne) e verdure alla griglia. Le verdure alla griglia e la pizza rossa mi sono uscite dagli occhi.</p>
<p>Quindi, <strong>se passate da Bologna e dintorni, questa è la mia listarella</strong> di indirizzi provati e testati. Se volete segnalarmene altri, siete i benvenuti! (e aspetto sempre gli indirizzi veg per Firenze, visto che sto a metà strada tra le due! fatevi avanti!). Se poi passate da Bologna e volete farmi un fischio, magari è un giorno che passo di lì.</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #800080;"><strong>* * *</strong></span></p>
<p><strong><span style="color: #800080;">CENTRO NATURA &#8211; Vegetariano, vegano, macrobiotico senza pesce, qualcosa per crudisti e fruttariani.</span></strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-918" title="centronatura" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/centronatura.jpg" alt="" width="600" height="300" /><br />
<strong><span style="color: #740bc0;"> <span style="color: #000000; font-weight: normal;"><br />
Via degli Albari, 6, nell&#8217;ex ghetto ebraico che tra l&#8217;altro è pieno di negozietti deliziosi. Da Piazza Maggiore son proprio due passi.</span></span></strong><br />
La prima volta che ci sono andata, sono uscita senza prendere nulla. Mi avevano detto che era un ristorante biologico-vegan-vegetariano e ho trovato invece un self service. Siccome eravamo in compagnia e la serata al self service non mi pareva il caso, abbiamo ripiegato sulla sicurezza totale, il Clorofilla poco distante (vedi sotto). Poi ci sono tornata di giorno, per una pausa pranzo, ed è stato Amore. Adesso è uno dei miei posti preferiti. Il locale è molto carino, con tre sale con tavoli in legno, soffitti a travi, <strong>obbligo di spegnere i cellulari</strong> (urrà, li adoro!). Io preferisco le due salette interne, più intime e silenziose, con la luce calda delle lampade al sale.<br />
<strong> La cucina è ottima, tutto è da agricoltura biologica, viene preparato fresco di giornata</strong> e c&#8217;è solo l&#8217;imbarazzo della scelta. Facilissimo mangiare vegan, i piatti vegetariani con latticini sono pochissimi e ben segnalati. Qualche scelta cruda ma di solito limitata a frutta fresca e insalata. Strepitoso lo spezzatino di seitan con patate, morbidissimo, infatti spero sempre di capitare in un giorno da spezzatino <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' />   Molto buoni anche il cous cous con verdure e i piatti unici in genere. Ogni giorno c&#8217;è un cereale scondito diverso, da condire se volete al tavolino, fornitissimo: gomasio, alghe, sale integrale, olio extra vergine, shoyu, umeboshi&#8230; quello che volete, c&#8217;è. C&#8217;è sempre anche l&#8217;insalata scondita, la ciotola la compongono al momento, non ci sono quelle stucchevoli insalate incartapecorite dei self service normali. Comunque se andate al Centro Natura con tutto quel meraviglioso menu e prendete solo l&#8217;insalata, siete proprio delle persone tristi!<br />
I prezzi secondo me sono ottimi ma <strong>consiglio di spendere cinque minuti a capire il loro sistema della composizione di piatti e porzioni</strong>, altrimenti rischiate di spendere 20 euro dove potevate spenderne 6-7. Se non c&#8217;è molta gente, comunque, vi aiutano anche sui prezzi&#8230; e sulle composizioni!  Guai a prendere due piatti di carboidrati o di proteine, te lo fanno notare! Fantastici! <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  <strong>Di solito prendo un piatto unico di quelli ovali, mono-porzione, vi assicuro che è molto abbondante + pane ai cereali integrale + acqua naturale e spendo Euro 6,20</strong>. In un posto che, risottolineo, è veramente carino, pulito, sereno e in centro! Il ristorante è incluso nel Centro Natura, in cui si tengono lezioni di yoga, reiki e tanto altro&#8230; se volete sapere cosa si muove a Bologna sul tema naturale, la loro bachecona all&#8217;ingresso è una tappa fondamentale. <strong>Unico neo: i dolci.</strong> Come dice <a href="http://cucchiaiodilegno.it/" target="_blank">Yari</a>, nella migliore tradizione dei ristoranti veg &#8230;grande profusione di &#8220;creme di vaniglia&#8221; in diretta dai brik Provamel. Gelatine degne del ricovero per anziani. Si potrebbe fare di meglio <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  Aperto a pranzo dal lunedì alla domenica, a cena dal lunedì al sabato, chiuso la domenica sera. <a href="http://www.centronatura.it/benessere-naturale/?page_id=3" target="_blank">Qui il loro sito</a>.  (Nella foto sopra, il bancone del self-service).</p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #800080;">* * *</span></strong></p>
<p><span style="color: #800080;"><strong><span style="color: #800080;">CLOROFILLA &#8211; Pesce-vegetariano (!) con molti piatti per vegani e qualcosa per crudisti e fruttariani</span></strong></span></p>
<p><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/clorofilla.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-919" title="clorofilla" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/clorofilla.jpg" alt="" width="600" height="300" /></a></p>
<p>Strada maggiore, 64/c , sotto i portici dalla parte dell&#8217;università, per arrivare in centro.<br />
Il mio preferito per cenette carine e pranzi con ospiti. E&#8217; il locale vegetariano &#8216;storico&#8217; di Bologna. Anche qui, <strong>è il caso di spendere un po&#8217; di tempo a guardare il menu e i piatti del giorno sulla lavagna</strong>. Io vado sempre sui piatti del giorno, di solito c&#8217;è un piatto unico sugli 11 euro che, vi garantisco, sazia a sufficienza. L&#8217;ultimo che ho preso era composto da seitan in bechamel di soia, riso basmati, insalata mista e un&#8217;altra verdura che non ricordo. Come prezzo lo trovo onesto, trattandosi comunque di un ristorante in centro, non di un self service e nemmeno di un posto in periferia. Al Clorofilla, <strong>attenzione agli ingredienti</strong>, anche da parte dei vegetariani: sebbene sia presentato come locale vegetariano, ha dei piatti di pesce vero. Pessima scelta ma a quanto pare c&#8217;è una torma di indecisi che si considera vegetariana mangiando pesce, quindi i ristoratori pur di non chiudere vanno dietro anche a questi. No comment. Anche qui unico neo i dolci e la profusione di &#8220;creme di vaniglia&#8221; direttamente dai brik Provamel. Ma a volte si trovano fette di torta abbordabili anche da vegani&#8230; raramente.<br />
Noticina: tempo fa c&#8217;erano online un sacco di recensioni che dicevano che chi ci lavora si comporta in modo antipatico. Forse le recensioni negative sono servite per aggiustare il tiro, ultimamente sono molto molto gentili e empatici! Non hanno ancora un sito. (Nella foto sopra, un super-abbondante piatto unico).</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #800080;"><strong>* * *</strong></span></p>
<p><span style="color: #800080;"><strong>ZAZIE &#8211; Vegetariano, vegan, crudista &amp; fruttariano </strong></span></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;"><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/zazie.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-922" title="zazie" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/zazie.jpg" alt="" width="600" height="300" /></a></span></strong></p>
<p>Via Malcontenti 13/A, parallela di via Indipendenza, nel cuore del centro di Bologna. Per chi è pratico di Bologna, è nella via <strong>dietro Altero</strong> (con quelle pizzacce bisunte e molli&#8230; bleah! Se come me avete il culto sacro della pizza napoletana, non andate da Altero a Bologna, è un po&#8217; meglio lo Spizzico dell&#8217;Autogrill). Ma dicevo&#8230; Zazie!!  E&#8217; stata una scoperta magnifica!<strong> Frullati, centrifugati, milk-shake e macedonie di frutta.</strong> Locale piccolissimo ma di gusto, ideale per una pausa o un veloce pasto crudista. Per frullati e centrifugati basta affidarsi alla fantasia del banconista del giorno: sono tutti simpatici, attenti e creativi!  Si prepara tutto con le cassette di frutta di giornata, che siano fichi d&#8217;india della Sicilia o mele del Trentino. <span style="font-weight: normal;">Io di solito individuo un frutto che mi piace sul bancone, per esempio l&#8217;uva rossa, e chiedo &#8220;Cosa mi fai con l&#8217;uva?&#8221; E via lista di possibilità! Oppure se ho voglia di pranzare o di qualcosa di più corposo, prendo un frullato con latte di soia o di riso. Per i vegetariani, il latte vaccino &#8220;è quello delle mucche di Guglielmo&#8221;. Io però fossi in voi approfitterei per una scelta vegan e per lasciare in pace le mucche di Guglielmo, che il latte in natura lo fanno per i vitelli, non per voi. O, in alternativa, voi andate ad allattare i vitelli e la mucca vi dà il suo latte, cosa ne dite? Più equo <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /><br />
Comunque Zazie è un bellissimo lillipuziano localino, lo adoro! I miei preferiti sono i &#8220;<strong>mix Vitamino</strong>&#8220;: frutta e verdura con zucchero brasiliano prodotto nelle cooperative autonome di produzione e lavoro, zenzero, semi di papavero, guaranà. Una sferzata di energia! I crudisti ci pranzano tranquillamente con 2-6 euro.<br />
Tutti i giorni dalle 09.30 alle 21.00 e la domenica per il brunch dalle 10.30 alle 19. Hanno un <a href="http://lazazie.com/index.php/it/zaziepoint.html" target="_blank">Sito internet</a> (Nella foto sopra, centrifughe e spremiagrumi al lavoro. in primo piano alcuni dei &#8216;condimenti&#8217; di libero uso sul bancone).</span></p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-weight: normal;"><strong><span style="color: #800080;">* * *</span></strong></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;"><strong><span style="color: #800080;">TAJ-MAHAL &#8211; Vegetariano e vegano, cucina indiana, niente per crudisti e fruttariani</span></strong></span></strong></p>
<p><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/taj-mahal.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-921" title="taj-mahal" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/taj-mahal.jpg" alt="" width="600" height="300" /></a></p>
<p>A un tiro dal centro, si trova in Via San Felice 92/a, sotto i portici. Classico ristorante indiano ma in stile bollywood, secondo me scelta simpatica piuttosto che il finto elegante indiano della maggioranza. So che il giovedì sera con 20 euro si mangia a buffet, ma non ho mai provato. In compenso come <strong>ristorante per cenette tranquille,</strong> mi sembra molto buono il  rapporto qualità-prezzo, c&#8217;è una scelta ampia per vegetariani e discreta per vegan (a patto di conoscere già i piatti della cucina indiana&#8230;). <strong>Hanno davvero il tandoori</strong>.  Non sono rare le serate con danze indiane e per chi abita in città c&#8217;è anche la consegna a domicilio. Costa comunque più di quelli elencati sopra, ma stiamo parlando di un ristorante in centro. Molto indovinata l&#8217;idea di dare un&#8217;atmosfera soft  e tranquilla alla sala con tavoli da 2-3 persone e tenere ben separati in un&#8217;altra sala i tavoli da più persone. Oltre al <a href="http://www.tajmahal.it/bologna/" target="_blank">sito</a> hanno anche <a href="http://www.tajmahal.it/bologna/" target="_blank">un video di presentazione</a>. (Nella foto, pakora di verdure: verdure miste in pastella di ceci)</p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="font-weight: normal;"><strong><span style="color: #800080;">* * *</span></strong></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;"><strong><span style="color: #800080;">DIETASANA &#8211; Grande negozio con prodotti vegetariani, vegan, macrobiotici &amp; erboristeria.</span></strong></span></strong></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;"><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/dietasana.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-930" title="dietasana" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/dietasana.jpg" alt="" width="600" height="300" /></a></span></strong></p>
<p>ERBORISTERIA DIETASANA <em>di Mirella Baldi  - </em>Via Farini, 21/D. <strong>Se siete in centro e non volete fermarvi a mangiare al tavolo ma gradite piuttosto uno snack sano e veloce, questo è il posto</strong>. Ci si trovano tutti i grandi classici degli snack vegan, dai biscotti alle barrette. Potreste magari approfittarne per uno shopping veloce, dal miso alle alghe, ai cosmetici non testati su animali: i prezzi sono concorrenziali e inferiori al NaturaSì, Hanno anche un fornitissimo <a href="http://www.dietasanaonline.it/" target="_blank">sito</a>, dal quale compravo già prima di trasferirmi da queste parti: chi ci lavoro è gentilissimo e competente, il rapporto molto umano e quello che non si trova esposto sul sito si può sempre chiedere via email.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #800080;">* * *</span></strong></p>
<p><span style="color: #800080;"><strong>IL RISTORANTE DELL&#8217;IKEA &#8211; Vegetariani, vegan, crudisti &amp; fruttariani</strong></span></p>
<p><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/ikea.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-920" title="ikea" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/ikea.jpg" alt="" width="600" height="303" /></a></p>
<p>L&#8217;Ikea a Bologna fa sia il <strong>panino Vegetariano che il panino Vegan</strong>, più delle insalate e macedonie di frutta fresca buonissime. Tempo fa avevo protestato con l&#8217;Ikea dicendo che potevano metterci almeno una salsa, altrimenti è un blob di glutine che si impasta in bocca e tiene compagnia nello stomaco per il resto della giornata. Indovinate? L&#8217;Ikea non solo mi ha risposto, ma ha anche messo la salsa di sesamo nel panino vegan! Vale la pena quindi di segnalarli. E poi io quando sono in zona Casalecchio vado anche solo per mangiare. Sì lo so che è grande distribuzione ma con un&#8217;etica e un occhio all&#8217;ambiente tutto sommato accettabili, anzi. Comunque se siete in zona o dovete andarci per altro, <strong>panino vegano e acqua fanno 4,30 euro, caffé offerto da Ikea. </strong>(Nella foto orrenda causa luci Ikea e mia imperizia, il panino vegan).<br />
P.S. Non menatemela per l&#8217;Ikea. Gli unici che possono muovere commenti a me sulla gdo, al momento, sono gli elfi di gran burrone e la tribù delle noci sonanti. Chi non ha colpa, scagli la prima pietra, insomma. Accanto ai miei mobili vecchi, riciclati e autoprodotti ci sono anche dei mobili nuovi dell&#8217;Ikea. Rabbrividiamo!  Vorrei proprio vedere cos&#8217;hanno in casa quelli che criticano e basta <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>Non ho ancora provato: </strong></p>
<ul>
<li><strong>L&#8217;indiano in via dell&#8217;Inferno, il Moghul,</strong> ma ne ho sentito parlare bene.</li>
<li>Il <strong>bio-ristorante pizzeria del NaturaSì</strong>&#8230; mi sono fermata un paio di volte a leggere il menu e abbiamo deciso di rinunciare. Tra l&#8217;altro il posto da fuori non è un granché, per prezzi di quel livello voglio un ristorante vero. Comunque, se volete provare, è di fianco al NaturaSì di via Po.</li>
<li>La maggior parte dei <strong>negozietti e locali etnici</strong>, Bologna ne è piena, soprattutto in centro.</li>
<li>Il ristorante macrobiotico <strong>Un punto macrobiotico</strong>, Via Alessandro Tiarini, 1. Però abbiamo in comune un fornitore di verdure e frutta biologica, quindi posso garantire che in questo ristorante utilizzano davvero frutta e verdura bio, non di serra, a km zero.</li>
<li>Quelli che mi indicherete voi&#8230; <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		<title>I LIBRI DI CARTA, GLI EBOOK, I SITI E IL PIL DEL GRATUITO</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Nov 2010 10:29:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
				<category><![CDATA[decrescita]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/mako20101.jpg"><img class="size-full wp-image-873 aligncenter" title="mako2010" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/mako20101.jpg" alt="" width="620" height="450" /></a></p>
<p>Colgo l&#8217;occasione di un messaggio di Massimo nel <a href="http://www.erbaviola.com/2010/10/23/scappo-dalla-citta-manuale-pratico-di-downshifting-decrescita-autoproduzione.htm" target="_blank">post precedente</a>, per spiegare un paio di cose che forse vanno spiegate. Intanto mi scuso se non ho ancora risposto a email precedenti ma lo sto facendo, purtroppo e per fortuna è stato un periodo pieno di lavoro e famiglia e belle persone e simpatici animali.</p>
<p>Il messaggio è il seguente, inviato a commento del post precedente:</p>
<blockquote><p><em>Anzitutto grazie per voler condividere le tue esperienze e dare consigli anche pratici per un auspicabile “buen vivir”.<br />
Tuttavia ho alcuni dubbi che vorrei sottoporre alla tua attenzione. Ho il dubbio che una pubblicazione inserita nel sistema di mercato non contribuisca alla costruzione di una società della decrescita ma, al contrario, favorisca l’incremento del pil. In una logica del dono un manuale in formato liberamente accessibile in internet sarebbe molto più coerente.<br />
Ho anche il dubbio che alcuni lettori, presi dall’entusiasmo e messi in pratica alcuni consigli, cadano vittime del cosiddetto effetto rebound: dato il comportamento virtuoso in alcune pratiche si tende a concedersi delle soddisfazioni (es. viaggi, acquisti di prodotti eco-tecnologici ecc.) che vanno sempre nella direzione della crescita, anche se ammantata di verde.<br />
Tutti questi argomenti dubitativi derivano dalla lettura di alcuni testi di Ellul, Latousche, Bauman. Mi interessa capire se chi, come te, ha già fatto molti passi in questo percorso, ha una visione più ampia e più chiara della mia.</em></p></blockquote>
<p>Parto dalla prima. &#8220;<em><strong>Tuttavia ho alcuni dubbi che vorrei sottoporre alla tua attenzione. Ho il dubbio che una pubblicazione inserita nel sistema di mercato non contribuisca alla costruzione di una società della decrescita ma, al contrario, favorisca l’incremento del pil. In una logica del dono un manuale in formato liberamente accessibile in internet sarebbe molto più coerente</strong></em>.&#8221;</p>
<p>Erbaviola.com ha 11 anni, di cui 7 come blog. Ho aperto questo sito nel 1998-99 e attraverso il sito ho parlato per tre anni esclusivamente del movimento di liberalizzazione della cannabis. Nel frattempo i miei orizzonti si sono un po&#8217; ampliati, un po&#8217; tanto, e ho cominciato a ricercare anche su altro, a sperimentare e provare, a volte anche a fallire. Ora ci sono settimane in cui affronto testi di microbiologia per capire le muffe dei germogli, mesi in cui mi danno l&#8217;anima per capire se un terreno va zappato o lasciato a se stesso. Oppure passo ore con i manuali di ingegneria dei materiali e biologia per capire se il teflon è davvero dannoso. Poi magari lo scrivo in tono ironico e leggero, ma dietro c&#8217;è un lavoro costante di ricerca e documentazione. La diffusione &#8216;simpatica&#8217;, chiamiamola così, è semplicemente una questione di comunicazione: mia perché non mi piace ammorbare e annoiare la gente, stilistica perché resto convinta che con una risata si capisce più che con sei pagine di formule chimiche. Che però ci sono, oh se ci sono!<br />
Tutto quello che capisco o che trovo, lo pubblico qui, in questo blog. Dove non ci sono banner e pubblicità, quindi non ci guadagno nulla monetariamente. E&#8217; questo il mio ebook gratuito, un gigantesco ebook gratuito aggiornato da sette anni. Che anzi, per me ha un costo perché ho fatto la scelta di non cedere alle lusinghe di google e altri, di non avere uno spazio gratuito per finta ma asservito a multinazionali che sostengono la censura e quindi pago circa 250 euro all&#8217;anno per questa scelta. Ma sono indipendente e per il mio punto di vista è una scelta che vale quello che vale.</p>
<p>Il libro stampato ha altri canali di distribuzione. Arriva a persone che non conoscono né questo sito né i circuiti in cui girano parole come &#8216;decrescita&#8217; e &#8216;autoproduzione&#8217;. Su erbaviola.com ci vieni se lo conosci o se lo trovi citato, l&#8217;ebook eventuale lo trovi se sai che esiste o se lo inserisco su questo sito ma difficilmente arriverà agli stessi utenti del libro. Sono canali diversi per parlare a persone diverse.</p>
<p>Il Pil. E&#8217; molto lusinghiera la tua affermazione ma temo che il prodotto interno lordo dell&#8217;Italia non venga nemmeno sfiorato da questo libro <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  Primo perché è tanto se coprirà le spese di pubblicazione (ma grazie all&#8217;Editore per averci creduto!), secondo perché se chi se lo ritrova per le mani applica anche solo 1/10 di quello che c&#8217;è scritto, abbiamo fatto un grande passo verso la decrescita e il pil eventuale prodotto da questo libro è bell&#8217;e che annullato e anche il pil di altro. Anzi, a livello di economia, questo libro non è nemmeno conteggiato nel pil perché rappresenta un valore intermedio, ovvero un bene consumato e trasformato nel processo produttivo per ottenere nuovi beni e servizi. Dal libro impari l&#8217;autoproduzione e hai annullato il pil.<br />
Questo non è un romanzetto promosso da una grande casa editrice che deve pagare reti televisive per le ospitate dell&#8217;autore e comprare premi letterari per promuoverlo. E&#8217; un manuale che qualcuno troverà in biblioteca e qualcun altro in libreria, che si spera che serva. Il Pil non è proprio cosa.</p>
<p>E poi, di tutti i consumi che ci sono, vogliamo cominciare a ridurre il Pil proprio dai libri?! Ma spero che sia uno scherzo! <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ulteriore questione ebook gratuiti. Mettendo da parte il fatto che erbaviola.com è il mio gigantesco ebook gratuito per chiunque se lo voglia leggere, succede che qualcuno a volte scambi &#8216;gratuito&#8217; per &#8220;questa sprovveduta ha lavorato per me&#8221;. Così trovo pezzi di erbaviola.com, scritti magari con fatica e ricerche di mesi, su testate nazionali a firma di qualche giornalista che per questi pezzi si fa anche pagare. Ora, se diffondi quello che scrivo e citi la fonte, mi fa solo piacere. Se copincolli quello che scrivo e lo vendi a una testata nazionale, mi sorge quel tanto di rabbia sufficiente a denunciarti. Devi sapere che in Italia questi &#8216;giornalisti&#8217; abbondano, che di cause ne ho già seguite tre, a mie spese e che mi è andata bene che avevo scritto sul sito e che esiste la webcache. Fosse stato un ebook gratuito, privo di codice ISBN, andavo in tribunale a fare la figura della cretina. Anzi, potevano addirittura accusare me di aver copiato dall&#8217;esimio giornalista. Questa è l&#8217;Italia. (<a href="http://www.erbaviola.com/2009/11/21/cari-giornalisti-piantatela-di-copiare-dal-mio-blog.htm" target="_blank">Qui</a> trovi un pezzo gratuito dell&#8217;anno scorso su come vengono utilizzati i miei pezzi gratuiti e da chi)</p>
<p>Sempre a proposito di Italia: purtroppo nella nostra cultura è radicata l&#8217;idea che quando una cosa è gratis, non vale granché. Non lo dico io ma le statistiche di case editrici che hanno diffuso anche ebook gratuiti: ciò che si acquista e si paga, è un impegno materiale con sé stessi e lo si utilizza. Ciò che viene dato gratuitamente ha valore inferiore. Magari non per me o per te o per i lettori di erbaviola.com, ma per la maggioranza sì.</p>
<p><em>&#8220;<strong>Ho anche il dubbio che alcuni lettori, presi dall’entusiasmo e messi in pratica alcuni consigli, cadano vittime del cosiddetto effetto rebound: dato il comportamento virtuoso in alcune pratiche si tende a concedersi delle soddisfazioni (es. viaggi, acquisti di prodotti eco-tecnologici ecc.) che vanno sempre nella direzione della crescita, anche se ammantata di verde</strong></em>.&#8221;</p>
<p>Francamente non penso, credo che la cosa riguardi una parte minima. Tra l&#8217;altro immagino che tu non abbia letto nulla di mio, nemmeno tutto quello che di gratuito c&#8217;è su questo sito (giusto per confermare quanto ho detto sopra di quel che viene dato gratis). Altrimenti sapresti che io non sono favorevole a una retrocessione tecnologica e alla decrescita estrema del tornare a vivere nelle caverne. Chi lo vuole fare, lo faccia liberamente, anzi in questo  libro un paio di persone che ho intervistato hanno fatto questo percorso. Però io sono più propensa alla strada dei minori consumi e migliore tecnologia, una tecnologia che ci permetta di eliminare l&#8217;inquinamento già esistente e di non produrne di ulteriore. Ford negli anni &#8217;30 aveva già prodotto un&#8217;auto realizzata completamente in fibra di canapa, è al museo Ford. Se fosse vissuto in una capanna occupandosi tutto il giorno di raccogliere bacche, non l&#8217;avrebbe fatto. Ora il passo è: ridimensionare i consumi e imporre l&#8217;idea che bisogna avere una tecnologia sostenibile. Altrimenti tu gli ebook gratuiti come li leggi ? Non credo con le frasche raccolte nel bosco, devi avere un computer. O un iPad. Per leggere il libro che ho pubblicato servono 16 euro, per l&#8217;ebook a qualcuno servirebbero almeno 500 euro, una bella decrescita&#8230;</p>
<p>L&#8217;effetto rebound esiste, ma esiste anche la costanza della scelta, che mi capita di vedere più spesso. Qualcuno retrocede e qualcun altro molla? E&#8217; fisiologico. Non ci sarà mai l&#8217;unanimità su nulla al mondo, bisogna accettarlo. Io comunque sarò sempre qui, casomai qualcuno ci ripensasse e avesse bisogno una spinta per riprovarci. Io delle volte ho persino bevuto la Coca Cola.</p>
<p><strong>&#8220;<em>Tutti questi argomenti dubitativi derivano dalla lettura di alcuni testi di Ellul, Latousche, Bauman. Mi interessa capire se chi, come te, ha già fatto molti passi in questo percorso, ha una visione più ampia e più chiara della mia</em></strong><strong>&#8220;</strong></p>
<p>Interessante citazione, questi testi. Li hai avuti come coerenti ebook gratuiti? Non mi risulta che Ellul, Latousche, Baumann distribuiscano ebook gratuiti.Però mi chiedo se hai detto anche a loro che avrebbero dovuto fare degli ebook gratuiti, farebbe crescere di molto il mio ego sapere che ricevo le stesse domande di Latouche <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Jacques Ellul in Italia è edito da Mursia, in Francia da Gallimard. Son sicura che di ebook non ne ha fatti perché, poveretto, è morto nel 1994 mentre in Italia cercavamo di far partire i modem a 28.8 kb/s e a non farci sgamare a scrivere sulle bbs di nascosto dal papà che poi doveva pagare una bolletta astronomica.</p>
<p>Serge Latouche pubblica in Italia per Feltrinelli, Bollati Boringheri, Dedalo, Paravia, L&#8217;Hartmann Italia, Arianna Editrice.  Lasciamo stare le piccole che sopravvivono a stento, parliamo semmai del Pil di Feltrinelli con i megabookstore aperti di fronte alle piccole librerie autonome, con il prezziario sul posizionamento dei libri nei suoi store, con i laureati in lettere presi a lavorare gratis con la formula stage per sei mesi e poi sostituiti con altrettanti, sempre in stage, in barba a qualsiasi legge di tutela sui lavoratori parasubordinati. Ma va bene così, secondo me, se almeno di fianco al libro del comico di turno (il pil! il pil! e quanta carta inutile!) qualcuno trova quello di Latouche e decide di andare a cercare la libreria locale indipendente. Però, francamente, da Latouche mi sarei aspettata un occhio consapevole sull&#8217;acquisto dei diritti esteri, non certo la pubblicazione da parte di Feltrinelli o Mondadori. Ma è solo una scemata di ombricola dietro a un uomo meraviglioso.</p>
<p>Zygmunt Bauman è edito in Italia da Laterza, Il Mulino, Erikson e qualche altro editore minore. Anche di Bauman non mi risultano ebook gratuiti e nemmeno ebook in genere.</p>
<p>Detto ciò, a parte la questione Feltrinelli, ma comunque anch&#8217;essa marginale, ritengo importante che queste idee vengano messe su libri a stampa e abbiano anche questo canale di diffusione. Per quanto ti parrà strano, l&#8217;80% degli italiani non legge ebook. La maggior parte di chi legge, legge libri.</p>
<p>In ogni caso, ho voluto tener conto del 20% di internettiani ebookomani negli ultimi 7 anni, con il sito, con il forum, con risposte costanti a email di lettori (e sono ore! e non è il mio lavoro per mangiare visto che è gratis!) e alla fine ho pensato che forse potevo arrivare anche a una parte di quel restante 80% di lettori che legge i libri di carta. La mia visione è che l&#8217;idea di decrescita va diffusa il più possibile e forse è necessario non cercare la perfezione in tutti: non c&#8217;è bisogno di guru, c&#8217;è bisogno di gente comune motivata. Non c&#8217;è bisogno di identificare un guru e spulciare tutto quello che fa per vedere dove sbaglia, c&#8217;è bisogno semmai di identificare sé stessi e vedere dove si può andare. A me piace pensare di cavarmela come persona comune motivata, resto convinta che anche accettando alcuni compromessi si possa raggiungere un migliore risultato. Non mi interessa che Latouche sia perfetto al 100%, trovo più interessante che cento persone siano convinte della decrescita per l&#8217;80%. E&#8217; per questo che ci metto dei soldi miei ogni anno per il sito, è per questo che ci metto tanto tempo per scrivere e documentarmi, che ci metto altri soldi per comprarmi i libri che mi servono quando non sono in biblioteca ed è per questo che non me ne importa niente se i diritti d&#8217;autore non copriranno nemmeno le spese per le interviste. Io ci credo e se qualcuno ci crederà di conseguenza, è già un guadagno enorme.</p>
<p>Spero comunque che ti verrà voglia di leggere questo ebook gratuito <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Passeggiando per il Vegfestival</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Oct 2010 18:06:16 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Finalmente ho il tempo (e gli occhi!!!) per pubblicare un po&#8217; di foto con persone e informazioni interessanti che ho trovato al <a href="http://www.vegfestival.org/" target="_blank">Vegfestival</a>. Ci tenevo particolarmente perché oltre ai vecchi amici ho trovato anche alcune nuove persone veramente in gamba che fanno le cose con il cuore invece che con il portafoglio. Ovviamente non starò ad annoiarvi con acquisti necessari da <strong><a href="http://www.ganjamaica.altervista.org/" target="_blank">Ganjamaica</a></strong> che ovviamente ci sono stati (portafoglio e piattina a tracolla in fibra di canapa e semi di canapa sativa per uso alimentare a go-go!). Tanto da loro compro sempre. E non vi annoio nemmeno con banali acquisti personali da toelettatura, ma vi segnalo al volo <strong><a href="http://www.daymonsnaturalerbe.it/" target="_blank">D&#8217;Aymon/s Natural Erbe</a></strong> con uno stupendo sapone di Aleppo con stagionatura 12 mesi e 25% di olio di alloro che mi sono accaparrata subito, da nota fan del sapone di Aleppo quale sono. E per fortuna, perché l&#8217;unico che ho visto poi al SANA aveva l&#8217;aria triste e contraffatta del sapone di Aleppo da supermercato. Sorvolo anche sull&#8217;aver comprato l&#8217;ennesima sportina dipinta a mano, questa volta con l&#8217;agnello che dice &#8220;Sono come te&#8221;. Ma ho una buona scusa: verrà regalata alla neo-veg-zia-settantenne <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />   (sìsì, proprio così. Temo di averla presa per sfinimento!)</p>
<p>Ma volevo farvi vedere delle cosine e delle personcine&#8230;.</p>
<p>per esempio<strong> il grande, mitico, ineguagliabile Parva</strong>. Un&#8217;anima molto profonda e grande. Ci saremo riabbracciati dieci volte tra la perplessità degli astanti ma che ci devo fare, ognuno ha i maestri che si merita. Per me l&#8217;approvazione di Parva supera qualsiasi premio. Come dice lui, &#8220;siamo vicini, uniti nel fiume della vita&#8221;. Snif.<br />
Parva ha portato al Vegfestival il basilico (di Shiva), la stevia, la perilla, un sacco di piantine da orto e l&#8217;okra, quella specie di peperoncino che vedete in primo piano sul banco. Ve ne parlerò prestissimo, è una pianta per il futuro! Per chi ha partecipato al gruppo di acquisto della stevia sul forum di <a href="http://forum.promiseland.it/viewforum.php?f=15&amp;sid=3c5a369951666de88aa42210bb28ccba" target="_blank">Orti e giardini naturali</a>, lui è il nostro natur-fornitore che ha omaggiato tutti anche di brochure autoprodotta con storia e proprietà della stevia <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/parva.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-808" title="parva" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/parva.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
<p>Vicino a Parva, e la cosa secondo me non era troppo casuale dalle parti del Karma o giù di lì, c&#8217;era un&#8217;altra anima bella: <strong>Rosanna o meglio <a href="http://www.patatino.it" target="_blank">Patatino Store</a>.</strong> Patatino intanto esiste davvero, è il micio adottato anni fa e dà il nome al negozio, a quanto pare è un boss esigente e sornione. Lei aveva in braccio un altro patatino, un piccolo cagnolino vecchietto strappato al canile. Così chiacchierando ci siamo stra-informati su rimedi olistici e terapie alternative per i due pelosi di casa, sui pro e contro delle crocchette vegan e su mille altre cose. E&#8217; veramente difficile trovare una persona così preparata tra chi commercia in alimenti per animali&#8230; diciamo che non è esattamente un campo in cui il veganesimo è molto presente <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  E poi è un&#8217;altra fan del viola&#8230; ci siamo trovate in pratica! Anzi, ha anche quasi indovinato chi fossi perché è andata avanti a chiamarmi &#8216;la ragazza tutta viola&#8217; <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />   Inutile dire che l&#8217;abbiamo assoldata come nuovo fornitore per i pelosetti.</p>
<p><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/patatino.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-809" title="patatino" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/patatino.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
<p>Altra interessante scoperta è stata la coppia veg che ha fondato <a href="http://www.granveg.it/" target="_blank"><strong>GranVeg</strong> </a>e inventato la linea Fry&#8217;s. Gli assaggi mi hanno detto tutti che erano ottimi (io purtroppo avevo appena finito di pranzare, non ce la facevo proprio) e unanime acclamazione per l&#8217;<a href="http://www.granveg.it/hot-dog-originali.htm" target="_blank">hot dog</a>. Ho visto qualcuno con le lacrime agli occhi dire &#8220;erano quasi dieci anni che sognavo un hot dog vero!&#8221;. Chiaramente, tutte proteine vegetali ogm free. Purtroppo essendo surgelati la distribuzione è ancora un po&#8217; limitata a chi ha il banco frigo. Riforniscono però i GAS e diversi ristoranti, in più se il vostro bio-negozio ha il banco surgelati, chiedetegli di ordinarli perché ne vale veramente la pena. Come sempre, per fare ottimi prodotti vegan, ci vogliono almeno dei vegetariani,  non un consiglio di amministrazione di vecchi carnivori bavosi <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/frys2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-810" title="frys2" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/frys2.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
<p><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/frys.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-812" title="frys" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/frys.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
<p>Altra meravigliosa scoperta sono state le ragazze di <strong><a href="http://www.vegusto.it" target="_blank">Vegusto</a></strong>. Giuro, volevo abbracciarle e metterle in valigia, portarmele a casa e rinchiuderle nella mia cucina, a mia disposizione! Fanno TUTTO e quando dico tutto, intendo proprio tutto tranne le pulizie (ma tanto da me passano di continuo i rappresentanti della Folletto). Fanno tutti i prodotti a base di seitan, dai burger agli affettati e sono buonissimi. Poi fanno dei formaggi vegan notevoli come il No-Muh che conoscevo già per altri canali, la maionese vegetale davvero buona (non la solita crema di farina al limone!) e anche gli alimenti vegan per animali!! Quelli che vedete sotto sono per cani, quelli per gatti li avevano purtroppo finiti ma mi hanno dato un paio di campioncini che provvederò a testare. Ora non è il momento, i pelosi sono sclerati per il cambio di clima, non si capisce quando non mangiano perché non gli piace o solo perché hanno il capriccio meteropatico. Mi sono fermata a chiacchierare con Raffaella (che non sa di aver rischiato il rapimento seduta stante) e si è rivelata un pozzo di scienza sull&#8217;alimentazione animale e gli alimenti vegetali in genere.</p>
<p>Quella nella foto con i guantini invece è Karin che dispensa assaggi di formaggi e affettati gustosissimi.</p>
<p><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/033.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-814" title="03" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/033.jpg" alt="" width="600" height="800" /></a></p>
<p>E questo è il Vegusto per cani. La particolarità rispetto agli altri mangimi è che è umido (e quindi non le solite crocchette) ed è arricchito da Vegedog TM, una miscela di vitamine e minerali ideata  dal veterinario americano James A. Peden in vent&#8217;anni di ricerca.</p>
<p><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/043.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-815" title="04" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/043.jpg" alt="" width="600" height="800" /></a></p>
<p>Purtroppo dovendo fare due corsi non ho potuto partecipare a molti eventi &#8211; sigh! &#8211; e ho saltato la conferenza di <strong><a href="http://cottoalvapore.blogspot.com/" target="_blank">Isabelle</a></strong> dove dovevo anche prendere appunti per due amiche &#8211; sob!- ma in compenso sono passata per caso vicino al <strong>teatrino dei burattini</strong> e sono stata piacevolmente sorpresa. Di solito non mi attirano, forse perché sono stata cresciuta a spettacoli di <a href="http://www.teatrocolla.org/" target="_blank">Gianni e Cosetta Colla</a>, delle messe in scena così meravigliose e magiche che è poi difficile accontentarsi di meno. Al Vegfestival sono stata piacevolmente sorpresa da questo spettacolo animalista che come vedete ha raccolto giustamente una piccola folla. I bambini erano incantati, letteralmente. Recitazione ottima, i burattini molto carini e ben fatti. Tutto ad opera della <strong>Compagnia La Vecchia Soffitta</strong>. Bravi bravi. Lo spettacolo di burattini era <em>Pierino e la strega.</em></p>
<p><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/teatro1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-816" title="teatro1" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/teatro1.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
<p>Qui è uno dei momenti animal-clou: quando il lupo chiede &#8220;Lo sai quanti lupi ci vogliono per fare una pelliccia? eh, lo sai? 5 lupi come me! E lo sai, lo sai, quanti ermellini ci vogliono per fare una pelliccia? Cento ermellini!!!&#8221;. Si è alzato qualche urletto &#8220;noooo cattivi!!&#8221;&#8230; animalisti in erba <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/teatro21.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-818" title="teatro2" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/teatro21.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
<p>Altra cosa che mi è piaciuta, è che l&#8217;organizzazione del Vegfestival si è curata anche dei particolari eco-equo-sostenibile quindi niente Coca-cola e caffé dalle piantagioni bombardate di pesticidi, niente plastica non biodegradabile. In alternativa hanno proposto Ubuntu cola (sì, a chi come me viaggia dalle parti di Linux fa sempre un po&#8217; ridere il bere dell&#8217;Ubuntu), chiaramente a scelta anche le compagne bollicinate del commercio equo, stoviglie in carta riciclabile e mater-b, persino i cucchiaini del caffé in legno, quindi stesso sacco del biodegradabile <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />   Notevole, perché in altre fiere ben più grosse come alcune edizioni di &#8220;Fà la cosa giusta&#8221;, mi è capitato di vedere il gruppo Coca Cola al gran completo.</p>
<p><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/drink.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-819" title="drink" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/drink.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
<p>Ho infine <strong>qualche segnalazione buffa extra-Vegfestival</strong>, ma lì intorno comunque.</p>
<p>Per esempio questo è il bar Rumenta in corso Casale. Al banco si alternano un emulo di Johnny Rotten e sua cugina, simpatici e fanno tutto al momento, anche le insalate, con gli ingredienti che chiedete, quindi anche vegan (ci sembrava brutto scroccare di continuo il wi-fi e il bagno solo per un aperitivo). Sono stati la nostra salvezza per il bagno, perché il comune di Torino su questo non brilla&#8230; dentro il parco c&#8217;erano due bagni chimici su cui stendo un velo pietosissimo e degli altri bagni in muratura con cui non ho approfondito la conoscenza perché già da fuori sembravano il set di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Christiane_F._-_Noi,_i_ragazzi_dello_zoo_di_Berlino" target="_blank">Christiane F.</a></p>
<p>So che non è carino citare qualcuno solo per il bagno, ma li abbiamo scoperti per quello e ci torneremo quando saremo di passaggio a Torino, ovviamente per gli ottimi aperitivi, intanto sappiate che sono aperti dalle 6 del mattino alle 3 di notte e volendo si può mangiare veg <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  La nota buffa è che &#8220;Rumenta&#8221; dalle nostre parti vuol dire &#8220;immondizia&#8221; mentre loro intendono un gioco di parole tra Rum e Menta. Loro comunque sono tutto tranne &#8216;rumenta&#8217;!</p>
<p><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/rumenta1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-820" title="rumenta1" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/rumenta1.jpg" alt="" width="600" height="800" /></a></p>
<p>Pare che qualcuno nei dintorni mi abbia beccata, ha capito che sono tutta una montatura e ha piazzato <a href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__l-orto-sul-balcone_22092009141926.php?pn=1116" target="_blank">un mio libro</a> tra &#8220;<a href="http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il-mondo-secondo-monsanto.php?pn=1116" target="_blank">Il mondo secondo Monsanto</a>&#8221; e &#8220;<a href="http://www.macrolibrarsi.it/ebooks/ebooks-il-club-bilderberg.php?pn=1116" target="_blank">Il club Bilderberg</a>&#8221; (ottime letture tra l&#8217;altro). Mi è scappato da ridere, ma provo a dare questa lettura: <strong>l&#8217;orto sul balcone come gesto insurrezionalista contro la schiavitù imposta dalle multinazionali dell&#8217;alimentare</strong> <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /><br />
Che è poi l&#8217;esatta lettura, secondo me. Infatti la chiacchierata del venerdì sera al Vegfestival  l&#8217;ho cominciata proprio citando Kissinger che nel 1975 disse al congresso americano &#8220;<em>Controlliamo il petrolio e controlleremo le nazioni. Controlliamo il cibo e controlleremo i popoli</em>&#8220;.   (Io quel libro volevo intitolarlo &#8220;Vaffanculo Kissinger&#8221; ma l&#8217;editore ha ritenuto più opportuno &#8220;L&#8217;orto sul balcone. Coltivare naturale in spazi ristretti&#8221;)</p>
<p><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/monsanto.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-822" title="monsanto" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/monsanto.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
<p>Concludo con i nostri meravigliosi ospiti che non solo mi hanno sopportata due giorni (e non è da tutti!) ma ci hanno anche deliziati con squisiti veg-pancake a colazione! Due di loro hanno fornito una quantità di coccole e fusa da far intenerire anche un orco, quindi mi piace chiudere questo reportage tra il serio e il demenziale con le immagini dei patatissimi <strong>Choo (detta Mimì) e Jimmy </strong> (&#8230; Jimmy Choooooo!!! Ci sono arrivata solo dopo, con una risata!)</p>
<p><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/jimmy.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-823" title="jimmy" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/jimmy.jpg" alt="" width="600" height="361" /></a></p>
<p><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/choo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-824" title="choo" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/choo.jpg" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
<p>Ricordo per quanti si trovassero a Torino in questo weekend che gli eventi del Vegfestival continuano!</p>
<p>Per esempio<a href="http://www.vegfestival.org/articoli_det.php?id=16" target="_blank"> <strong>sabato 2 ottobre c&#8217;è l&#8217;aperi-cena al parco Michelott</strong>i</a> e ci sarà nientemeno che <strong><a href="http://www.cucchiaiodilegno.it" target="_blank">Yari</a></strong>, non ancora stramazzato dalle fatiche (è Bruce Banner, alla fine l&#8217;abbiamo capito!) che terrà una demo di cucina vegan a tema autunnale!</p>
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		<title>CI VOGLIONO FERMI PER PRENDERE LA MIRA, NOI DIVENTEREMO UNA GIOSTRA CHE GIRA</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 18:45:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#8221; Ci vogliono tristi per farci contenti, ci fanno sognare i loro diamanti ci vogliono fermi per prendere la mira, noi diventeremo una giostra che gira &#8221; &#8230; cantavano i Mercanti di Liquore nel bel cd &#8220;La Musica dei Poveri&#8221; (2002), il pezzo è &#8220;El pueblo entiende la poesia&#8220;. Lo sto canticchiando mentre scrivo. Sapete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8221; Ci vogliono tristi per farci contenti, ci fanno sognare i loro diamanti<br />
ci vogliono fermi per prendere la mira, noi diventeremo una giostra che gira &#8221;<br />
</em>&#8230; cantavano i Mercanti di Liquore nel bel cd &#8220;<em>La Musica dei Poveri</em>&#8221; (2002), il pezzo è &#8220;<em>El pueblo entiende la poesia</em>&#8220;. Lo sto canticchiando mentre scrivo.</p>
<p>Sapete che vi dico? A me della pubblicità della Littizzetto che si abbraccia una vacca dicendo che il manzo della Coop la fà sentire sicura non frega niente. Quattro buoni motivi per ignorare bellamente la Littizzetto e le sue apologie a pagamento della Coop:</p>
<p>1. <strong>La Littizzetto è una madre di famiglia, deve portare a casa i soldi</strong>. L&#8217;anno scorso (casualmente subito dopo <a href="http://www.erbaviola.com/2009/07/25/pubblicita-di-una-crudelta-inaudita.htm" target="_blank">il mio sproloquio sul tonno Nostromo,</a> ma è stato solo un caso) si è scandalizzata in diretta da Fazio-io-però-mi-dissocio perché la pubblicità del tonno in scatola prendeva sostanzialmente per i fondelli i tonni. Un tonno guardando il funerale di un altro che finiva in scatola diceva &#8220;Sono sempre i migliori ad andarsene&#8221;. Littizzetto scandalizzata!<br />
Quest&#8217;anno però le offrono qualche milione di euro e quindi trova giusto prendere per il culo le vacche. Intese come mucche, non quelle che circolano negli studi televisivi. Ma cosa vi fa stupire? E&#8217; la stessa che sempre da Fazio-io-però-mi-dissocio sbraita contro le ingiustizie e l&#8217;inquinamento che fa venire il cancro, poi prende qualche vagonata di euro dalla H3G per promuovere i loro abbonamenti e telefonini, proprio quella H3G più volte chiamata in causa per aver superato i livelli di elettrosmog e aver provocato &#8211; sostengono quelli che gli hanno fatto causa &#8211; una quantità di cancri a gente che viveva in prossimità di dette antenne. Oh, sta povera donna tiene famiglia, mica tutti hanno l&#8217;ex marito che gli bonifica trecentomila euro al mese. Dove c&#8217;è lavoro lei va, è giusto. C&#8217;è da pulire una scala, sgorgare un cesso, fare una pubblicità? Lei viene! Non guarda in faccia a niente, lei lavora! Cosa non si fa per la famiglia!</p>
<p>2. <strong>La Littizzetto forse beve la sua urina</strong> <strong>(***)</strong>. Ora, io ho un&#8217;unica opinione su chi beve la propria urina e questa opinione non è per nulla olistica. La mia modesta opinione è che queste persone non mi devono parlare della qualità del cibo, possibilmente non devono usare le mie stoviglie e devono parlarmi a una distanza di almeno 2 metri, a salvezza di sputacchio. Siamo su due pianeti diversi, non c&#8217;è comunicazione, su questa cosa sono profondamente ottusa. A me la Littizzetto non ha nulla da dire su quello che va messo in bocca.</p>
<p>3. <strong>La pubblicità in oggetto è evidentemente indirizzata a un pubblico di decerebrati</strong>, quelli che ridono ancora alla battuta &#8220;Si chiama Pietro, torna indietro&#8221;. Pare che mia nonna, classe 1910, la trovasse noiosa alle elementari. Quelli che guardano il cinepanettone e il tg5 e Fazio-io-però-mi-dissocio e le non-inchieste delle Iene e la finta-satira di Striscia. Non è gente come noi, loro non hanno mai letto le traduzioni di Woody Allen di Luttazzi, non hanno mai riso alla satira davvero libera di Michael Moore e Jay Leno, non hanno la minima idea di chi sia Richard Linklater e pensano che la Guzzanti sia la sosia di D&#8217;Alema. Siamo su pianeti diversi, è evidente. Quindi, che me ne importa di questa pubblicità? Mica è indirizzata a me.  Per esempio, a me Silvio Orlando piace, ha fatto dei bellissimi film come <em>Il caimano</em>, <em>Sud</em>, <em>La mia generazione</em>&#8230; però quando è uscito <em>Genitori &amp; Figli</em> non l&#8217;ho visto. Se c&#8217;è la Littizzetto, il mio personale termometro della qualità scende e secondo me nemmeno Silvio Orlando si aspetta che io e quelli come me andiamo a vedere due ore di non-attori che fanno un non-film sulle non-famiglie. Si vede che anche lui tiene famiglia, è da un po&#8217; che ogni tanto ci infila qualche cineschifezza. Ma io non le guardo, leggo il cast e le cestino. Pensa se lo facessero tutti, è solo un&#8217;idea.</p>
<p>4. In generale ho da dire solo una cosa. <strong>Se il sistema non ti piace, se non lo condividi, hai solo una scelta: esci dal sistema.</strong> Non è vero che si combatte da dentro, da dentro non combini niente. Ti devono vendere dei prodotti, mica scrivere la costituzione. Cosa puoi cambiare? Niente. Io prima alla Coop ci compravo parecchie cose che non erano frutta e verdura. Perché la Coop aveva i prodotti che dicono no alla vivisezione e che non costano un rene come quelli del Naturasì. Ma che senso ha promuovere la carne halal, presentare gli animali solo come cibo (vedi pubblicità della Littizzetto, dalle triglie nel microonde al manzo che la fa sentire sicura) e poi farmi due pigne così di pubblicazioni sul fatto che hanno i prodotti non testati sugli animali? Cioè: te li magni, li macelli all&#8217;islamica ma non gli spalmi la crema per vedere se fa allergia? Ah beh, una scelta coerente.</p>
<p>Te lo dico io: la Coop vuole la fetta di mercato di animalisti e vegetariani, come tutti, ma vuole anche la palma della più etica, come pochi, e poi vuole anche il vessillo di quella che ha la carne macellata migliore. Mi ricorda un altro italiano famoso&#8230;</p>
<p>Attualmente alla Coop compro solo la cartaigienica e ogni volta che la uso mi rallegro immaginando la Littizzetto mentre dice che la cartaigienica Coop la far star bene e la usa come tovagliolo, visto quello che serve da bere a casa sua. Così la uso pensando che sia il tovagliolo della Littizzetto, mi alleggerisce la coscienza. Ma dopo la pubblicità del manzo, penso che preferirò piuttosto usare un mazzo di ortiche, quindi mi appresto a trovare un altro spacciatore di  cartaigienica certificata FSC. <strong>Se non ti piace il sistema, esci dal sistema.</strong></p>
<p>A margine, per fortuna ha smesso di piovere.<strong> Nell&#8217;orto e sul balcone</strong> è cresciuta della verzura anche in mia assenza, il che conferma che io non sono proprio l&#8217;elemento indispensabile del mio orto, il quale ha un&#8217;anima così permaculturale da essersi seminato da solo svariate essenze, compreso un gigantesco cardo. E&#8217; tempo quindi di tornare a parlare di orto. Non che io non l&#8217;abbia fatto, ma ultimamente parlo così tanto di orto fuori dal sito che dentro al sito mi dedico solo allo sfrangiamento dei vostri maròni battendo la grancassa contro il sistema, le multinazionali e la macellazione. Pessimo fenomeno dissociativo, porrò rimedio a brevissimo.</p>
<p>Vi abbraccio tutti profusamente e tantissimo perché più incontro dal vivo le persone che leggono questo blog e più mi stupisco di quante persone meravigliose ci siano!</p>
<p>p.s.</p>
<p>Ah, io non tengo famiglia, tengo due gatti e un fidanzato che mangia per quattro, motivo per il quale anche se la Littizzetto ha parlato bene del mio libro nella sua trasmissione su Radio DJ, sono libera di dire che a me la Littizzetto è scaduta tantissimo e ho parecchio da ridire su queste pubblicità diseducative e speciste della Coop. <strong>Perché se sei fuori dal sistema, il sistema non ti controlla. </strong>La coerenza non è in vendita al supermercato, te la autoproduci tu <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>(***) </strong>mi informa un&#8217;amica esperta di gossip che forse si trattava solo di una battuta. Vabbé, poco male, anche la mia è solo una battuta. L&#8217;amica  sostiene che finora solo Eleonora Brigliadori ha ammesso pubblicamente di bere la propria urina, mentre altri lo fanno ma si vergognano a dirlo. Grazie mille per la precisazione, è confortante avere amici così informati! E due: un altro amico mi informa che è proprio vero, l&#8217;avrebbe scritto in un suo libro in cui descrive accuratamente come cercava di convincere il fidanzato del beneficio di questa bevuta, non si ricorda però il titolo di tale opera letteraria.</p>
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		<title>LE GARDENIE DELL&#8217;AISM, LA DIETA KOUSMINE E LA SCLEROSI MULTIPLA</title>
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		<pubDate>Tue, 25 May 2010 13:21:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.fossatoionico.it/G/gardenia/gardenia1c.JPG" alt="" width="372" height="278" /></p>
<p>Sono stata piacevolmente sorpresa da tante email e messaggi che ho ricevuto, è piacevole che qualcuno si chieda dove sono finita <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />   Sono sempre qui dietro il monitor (purtroppo per qualcuno!), quando non sono in giro per il BelPaese, ma fortunatamente a fine giugno comincerà un periodo più tranquillo. Negli ultimi mesi finisco per scrivere sul blog solo quando c&#8217;è qualcosa di veramente urgente o quando non riesco proprio a tacere, situazioni che spesso si sovrappongono.</p>
<p>Oggi per esempio ho ricevuto un&#8217;email dall&#8217;AISM che mi invita a parlare sul mio blog della giornata mondiale per la ricerca contro la sclerosi multipla, domani 26 Maggio 2010.</p>
<p>Ehm&#8230; se proprio ci tenete&#8230;</p>
<p><span style="color: #ff0000;"><strong>CINQUE OTTIME RAGIONI PER NON COMPRARE LE GARDENIE DELL&#8217;AISM E NON SOSTENERE QUESTO TIPO DI RICERCA</strong></span></p>
<p>1) <strong>L&#8217;AISM finanzia la vivisezione</strong>. E&#8217; la stessa AISM a fornire tutti i dati riguardanti i progetti di ricerca avviati grazie alle offerte. Tra questi molti riguardano gli animali e alcuni persino gli animali transgenici, ossia manipolati geneticamente. (Maggiori informazioni nell&#8217;articolo del dott.Stefano Cagno, <a href="http://www.promiseland.it/inchieste/sclerosi.php" target="_blank">qui</a>). Sono ormai molte le evidenze secondo le quali gli esperimenti su animali non funzionano e non sono utili in realtà alla ricerca medica (ampia documentazione e articoli scientifici da tutto il mondo sul sito della <a href="http://www.leal.it/" target="_blank">Lega AntiVivisezionista</a>).</p>
<p>2)<strong> L&#8217;AISM non fornisce un&#8217;informazione completa ai malati di SM, sostenendo che il cibo abbia rilevanza marginale o nulla per il decorso della malattia e che non ci siano evidenze dell&#8217;influenza della dieta sulla malattia</strong> (<strong><a href="http://www.aism.it/index.aspx?codpage=alimentazione">qui</a></strong>). Da 60 anni invece molti malati di SLA e di SM possono condurre una vita quasi normale e rallentare molto il decorso della malattia o addirittura frenarlo adottando un regime alimentare adeguato. La maggior parte di questi adottano il Metodo Kousmine Integrato, derivato dalla dieta messa a punto dalla ricercatrice svizzera <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Catherine_Kousmine" target="_blank">Catherine Kousmine</a>. Altri hanno adottato in diverse formulazioni la dieta <a href="http://www.scienzavegetariana.it/nutrizione/pcrm/pcrm_sm.html" target="_blank">vegetariana</a>, la dieta <a href="http://www.molecularlab.it/news/view.asp?n=5855" target="_blank">vegana</a>, la dieta <a href="http://valentina.duestrade.it/Swank.htm" target="_blank">Swank</a>. Tutte queste diete hanno come comune denominatore l&#8217;eliminazione totale di grassi saturi perché tutta la ricerca è concorde sul fatto che l&#8217;ingestione di grassi saturi acceleri la SM. Al contrario, è provato da 60 anni di casistiche cliniche che &#8220;<em>per arrestare la SM la dieta deve contenere meno grassi saturi possibile, circa il 6% delle calorie totali. Ciò si traduce in una dieta vegetariana a basso tenore di grassi composta da polisaccaridi, verdura, frutta, -cibi deliziosi che contengono solo il 5-10 percento dei grassi totali-. Se si eliminano le uova, i latticini e gli olii tropicali come l&#8217;olio di cuori di palma e di cocco, non sarà possibile assumere grassi saturi.</em>&#8221; (John A. McDougall, M.D., <em>&#8220;Treating Multiple Sclerosis with Diet: Fact or Fraud?</em>&#8221; &#8211; traduzione dell&#8217;articolo <strong><a href="http://www.scienzavegetariana.it/nutrizione/pcrm/pcrm_sm.html">qui</a></strong>)</p>
<p>3) <strong>L&#8217;AISM ha scelto come testimonial, tra gli altri, la campionessa olimpica Valentina Vezzali, la stessa che nella pubblicità del Kinder Cereali lo rifila a suo figlio come merenda in un abile gioco di parole e sensazioni sul tema del &#8220;naturale&#8221;.</strong> La composizione di questa meravigliosa merendina consigliata dalla campionessa è: &#8220;Cioccolato al latte 33,5% (zucchero, burro di cacao, latte intero in polvere, pasta di cacao, emulsionante: lecitina di soia; aromi), zucchero, latte scremato in polvere, grasso vegetale, burro anidro, orzo, riso, frumento, farro, grano saraceno, emulsionante (lecitina di soia), aromi. Sul totale: latte scremato e latte intero in polvere e componenti solidi del latte 30,5%; cereali 7,5%.&#8221;  Il tutto confezionato in involucro non riciclato, non riciclabile, nessun ingrediente da agricoltura almeno biologica.  Un eccellente modo di alimentare un bambino, 553 kcalorie per 100 grammi, di cui 33% grassi saturi&#8230; un pienone di salute! (Al di là del fatto che prestarsi a una pubblicità in stile Mulino Bianco per appioppare merendine che nulla hanno di naturale ai bambini mi sembra un giustificato motivo per non sceglierla come testimonial di una campagna contro una malattia in cui un alimento del genere è addirittura nocivo. Non si può essere pacifisti e pubblicizzare l&#8217;uso di armi. E tralascio altre considerazioni su queste madri sportive che svendono i loro figli per i quattro soldi di una pubblicità).</p>
<p>4)<strong> L&#8217;AISM raccoglie fondi vendendo le gardenie &#8220;simbolo della lotta alla SM&#8221;. Le gardenie non sono piante della macchia mediterranea e producono inquinamento. L&#8217;inquinamento è considerato dalla loro ricerca ufficiale come una delle cause degenerative della SM. </strong>Nel nostro Paese le gardenie devono essere coltivate in serra perché richiedono una temperatura costante di 25 gradi, ottenibile solo con serre riscaldate e refrigerate a seconda del cambiamento climatico. Per abbattere i costi di produzione in serra, la maggior parte delle gardenie presenti sul mercato europeo provengono dalla Cina e vengono trasportate in container. Non mi dilungo sui danni ambientali evidenti per questa pratica. Non bastasse, per far assumere il migliore look a questa pianta, vengono impiegati insetticidi, acidificanti del terreno e lucidanti per le foglie, questi ultimi spesso disponibili solo in spray non ecologici. Tra le piante considerate &#8216;eleganti&#8217; e resistenti, facilmente coltivabili in Italia senza danni ambientali enormi ricordo per esempio le rose (circa 150 specie e innumerevoli varietà rustiche che non richiedono la serra).</p>
<p>5) questa non è grave, ma delinea il <em>modus operandi</em>. <strong>L&#8217;AISM stipendia con i soldi che voi gli date anche &#8220;Giulio &#8211; AISM Web Team&#8221; che scrive &#8220;Ciao Erba Viola, &#8230;&#8221;</strong> e mi propone di fare un post sul mio blog, un blog di cui evidentemente non ha mai letto una singola riga e di cui sa solo che compare a volte tra i primi cinquecento blog italiani (non preoccupatevi, non vuol dire niente, tranne per chi si improvvisa nel web marketing). Ma non lo stipendia direttamente, forse Giulio non esiste nemmeno. Di sicuro <strong>l&#8217;AISM paga una delle più prestigiose agenzie di promozione in Italia, la Inc Comunicazione</strong>, per una campagna online che prevede anche di scrivere <em>Cara Erba Viola</em> e chiedere una marchetta su un sito in cui chi scrive è dichiaratamente anti-vivisezionista e piuttosto tendente all&#8217;informazione libera. Per chiarire: secondo me la Inc Comunicazione e la Eidos sono attualmente tra le migliori in Italia, ma dal mio punto di vista professionale i costi sono elevati, costi che incidono sul denaro raccolto con le donazioni. Dal mio romantico e stupido punto di vista, apprezzo di più le associazioni che affidano la comunicazione a personale interno, creando posti di lavoro reali e facendo lavorare persone che conoscono bene l&#8217;identità dell&#8217;associazione e il target a cui rivolgersi (per esempio Emergency, ben più grande e articolata dell&#8217;AISM).</p>
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		<title>CARA ERBAVIOLA, MA CHE CI GUADAGNI? E LA CARNE HALAL DELLA COOP?</title>
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		<pubDate>Thu, 06 May 2010 18:15:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo la protesta a cui ho dato il via e che ho seguito per qualche tempo, finché qualche associazione non ha pensato bene di attribuirsene meriti e  farsi una bella pubblicità a spese di tutti i partecipanti, ho lasciato cadere il discorso. Motivo principale: le email e i commenti ricevuti. Lasciamo perdere le risposte dell&#8217;ufficio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/caraerbaviola.jpg"><img class="size-full wp-image-590 aligncenter" title="caraerbaviola" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/caraerbaviola.jpg" alt="" width="500" height="376" /></a></p>
<p>Dopo la <a href="http://www.erbaviola.com/2010/02/08/la-coop-promuove-la-tortura-degli-animali.htm" target="_blank">protesta</a> a cui ho dato il via e che ho <a href="http://www.erbaviola.com/2010/02/12/3-risposte-dalla-coop-sulla-carne-halal-una-da-me-molte-dalla-rete.htm" target="_blank">seguito</a> per qualche tempo, finché qualche associazione non ha pensato bene di attribuirsene meriti e  farsi una bella pubblicità a spese di tutti i partecipanti, ho lasciato cadere il discorso. Motivo principale: le email e i commenti ricevuti. Lasciamo perdere le risposte dell&#8217;ufficio stampa Coop e l&#8217;avallo compiacentissimo della LAV, ma questa cosa della Coop mi ha veramente sfrangiato l&#8217;anima.</p>
<p>Arriva Pinco e ti dà del razzista: tu protesti solo perché sei contro ai musulmani.<br />
Arriva Pallo e ti dà del carnivoro: bisogna protestare contro tutta la macellazione non solo quella halal!<br />
Arriva Tizio e ti dà del disinformato: mica come lui che ha chiesto alla sua pizzicagnola che ha il genero marocchino che mangia carne halal.<br />
Arriva Caio e ti fa la cronistoria di quando è diventato vegano: vedrai che se smetti di mangiare la carne, questi problemi non li hai più.<br />
Arriva Sempronio e ti aiuta aprendo su facebook un gruppo “A morte tutti gli stranieri puzzoni che mangiano carne” e firmandolo a tuo nome, fornendo il tuo indirizzo, foto e codice fiscale.<br />
Arriva Giocondo, vice presidente dell’assemblea dei soci coop di Piancalvo di Pontassieve, frazione di Chilosà, e ti spiega perché essere di sinistra è meglio e se sei di sinistra accetti lo straniero e ti mangi la carne qualunque essa sia, perché la carne fa tanto bene.<br />
Arriva il Complottista che sparge la voce che tu sei stata assunta dalla concorrenza e che sei la signora Carrefour in persona, che questa è tutta una campagna orchestrata ai danni della Coop dai concorrenti sleali (tu) e dai SiGlobal travestiti da carabinieri che si intrufolano nei macelli per rapire le commesse con il velo.<br />
Arriva il BloggerNatoIeri e commenta l’azione di Erbaviola mettendo come tag ‘erbaviola’ e ‘coop’ per tirarsi un po’ di traffico e ti spiega che i veri animalisti, i vegetariani dell’ultimora come lui per esempio, non fanno l’errore di protestare contro un solo tipo di macellazione, perché così si avalla tutta l’altra macellazione.<br />
Arriva un giro di email che si protrae per una settimana in cui ti viene forwardata la tua stessa email a cadenza di 10 minuti su tutti gli indirizzi email che possiedi e pure su quelli che aprirai nei prossimi trent’anni.</p>
<p><strong>Allora: grazie a tutti quelli che hanno capito il senso della protesta, che hanno partecipato, che sanno ancora adirarsi per un aspetto senza smontare tutto il tempio, che evitano di cogliere l&#8217;occasione per sputare addosso al diverso. Siamo tanti. Il che mi conforta.</strong></p>
<p>Siccome però ho la mania di mettermi in discussione, ho dedotto che per Tizio, Caio, Sempronio, Pinco, Pallo, Giocondo, BloggerNatoIeri, Complottista e i fan dei gruppi facebook non funzioni come sostiene una mia amica. Lei sostiene che gli italiani non leggono niente e sparano idee preconcette su qualunque argomento, specialmente se non sono competenti in materia. Non è nemmeno come sostiene il mio fidanzato, che dice che l’Italia è piena di ottimi consulenti globali, purtroppo sono tutti nei bar e sui blog.</p>
<p>Io invece ho pensato di non essere stata granché come comunicatore.<br />
Allora, visto che ovviamente non smetterò mai di piantar grane e far casino quando non mi garba qualcosa, cercherò di essere chiara e concisa su qualche concetto chiave:</p>
<ol>
<li>Erbaviola NON è un’associazione, una cooperativa o la sig.ra Carrefour. E’ solo questa tipa qui <a rel="nofollow" href="../chi-sono">http://www.erbaviola.com/chi-sono</a></li>
<li>Erbaviola NON si chiama Viola di nome e Erba di cognome. E nemmeno Erba di nome e Viola di cognome. (Le email a Cara Viola richiedevano la puntualizzazione)</li>
<li>Erbaviola è vegana. Il che vuol dire che non mangia carne, latte, uova, pesce e qualsiasi derivato animale, non usa scarpe, borse e cinture di pelle. Di nessun animale.</li>
<li>Erbaviola NON è contro tutto quello che fa la Coop, ha solo protestato contro una decisione della Coop che secondo lei non è assolutamente aderente alle linee guida e alla filosofia della Coop, di cui era socia. I soci della Coop sono chiamati ad esprimersi, lei l&#8217;ha fatto.</li>
<li>Erbaviola NON ha nulla contro l’Islam ed è risaputo che abbia trascorso qualche periodo in paesi musulmani, conservandone ancora cari ricordi e preziose amicizie. E non erano vacanze nei villaggi Alpitour.</li>
<li>Erbaviola NON guadagna niente da questo sito. Non ci sono banner, non la paga nessuno e anzi paga lei una cifretta all’anno per mantenerlo.</li>
<li>Erbaviola NON è ricca. Può passare del tempo a occuparsi di queste stupidate perché ha ridotto i consumi, dimezzato il lavoro e deciso di occupare la maggior parte della sua vita con le cose che ama e in cui crede.</li>
<li>Erbaviola NON è una santa. Non è uno yogi biancovestito seduto in cima a una montagna che medita puramente sul senso della vita. Non è un guru, una guida, un maestro, un asceta, un bonzo e delle volte ha persino bevuto la Coca Cola.</li>
<li>Erbaviola NON è perfetta. E&#8217; troppo spesso ironica e qualcuno si può offendere (specie cinquantenni lampadati che organizzano eventi sugli orti senza capirne niente), <a href="http://www.crudismo.com" target="_blank">altri</a> stramazzare dal ridere sul posto di lavoro e altri ancora scopiazzare dal suo blog per guadagnarsi la pagnotta. E&#8217; la vita, nessuno piace a tutti.</li>
<li>Erbaviola crede in quello che fa. E questo è l’unico, banale, semplice motivo per cui scrive questo blog e ogni tanto lo colora.</li>
</ol>
<p>(Sì, l&#8217;email dell&#8217;immagine mi è arrivata davvero e quella è la parte meno folle. Ma dovreste vedere cosa mi arriva via icq!)</p>
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		<title>NEWTON VS TERMODINAMICA: SI PREGA DI CHIUDERE IL RUBINETTO</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 09:35:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sbobinando un po&#8217; di vecchio materiale, trovo questa spiegazione breve e illuminante di Serge Latouche sul perché sia assolutamente necessaria una decrescita. Lo sviluppo non è sostenibile. Perché non è sostenibile? E’ semplice da capire. Perché gli economisti hanno costruito un modello sul modello della meccanica di Newton ma il mondo reale non è un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-561 aligncenter" title="albero guardiano della valle" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/a.jpg" alt="albero guardiano della valle" width="500" height="300" /></p>
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<p>
Sbobinando un po&#8217; di vecchio materiale, trovo questa spiegazione breve e illuminante di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Serge_Latouche" target="_blank">Serge Latouche</a> sul perché sia assolutamente necessaria una decrescita.</p>
<blockquote><p>Lo sviluppo non è sostenibile. Perché non è sostenibile? E’ semplice da capire. Perché gli economisti hanno costruito un modello sul modello della meccanica di Newton ma il mondo reale non è un mondo meccanico, anche i fisici lo sanno bene. Ci sono le leggi della termodinamica, in particolare la seconda che ci dice che un’energia consumata non si può ritrasformarla nella sua forma prima. Ovviamente nulla si crea e nulla si distrugge, ma quando bruciamo un litro di benzina nella macchina, poi non l’abbiamo più a disposizione, per ritrovarla bisogna consumare altra energia. Gli economisti per anni hanno negato l’evidenza dei limiti fisici: l’aria e l’acqua sono illimitate quindi non hanno valore, era questo che studiavamo ancora negli anni ‘60. Si sono dimenticati del ruolo intrascurabile della biodiversità. E allora è chiaro anche a un bambino che una crescita infinita non è possibile su un pianeta finito. Fortunatamente l’uomo è anche ingegnoso e la scommessa della decrescita è anche sull’ingegnosità umana, che l’uomo sarà capace di trovare soluzioni. (…) Come diceva il ministro ceco dell’ambiente, quando c’è un allagamento in bagno si possono prendere degli stracci ma la prima cosa che faccio io è chiudere il rubinetto. Chiudere il rubinetto è uscire dalla società della crescita.</p></blockquote>
<p>(Conferenza sulla Decrescita a Mestre, 28 novembre 2007)</p>
<p>Non ultimo, segnalo <a href="http://filidipaglia.blogspot.com/2010/04/es-verde-todo-lo-que-se-pinta-de-verde.html" target="_blank">questo post</a> dell&#8217;ormai mitica Madame Equipaje sull&#8217;improvvisa comparsa della parola &#8216;verde&#8217; declinata in tutte le sfumature, per cercare di venderci i prodotti della visione newtoniana del mondo, ma infiocchettati con un po&#8217; di eco e sostenibile che ormai fa sempre figo. &#8220;¿Es verde todo lo que se pinta de verde?&#8221;, domanda retorica di madame. Il marketing ci ha scoperti, la Coop di recente ha persino cambiato le confezioni: non più bio-logici ma &#8220;Vivi Verde&#8221;. Le confezioni degli yogurt formavano una volta uno scaffale nei toni del bianco-azzurrino-rosso. Adesso si vira sul verde, avete notato? C&#8217;è anche chi come <a href="http://isognidiharlock.blogspot.com/" target="_blank">Harlock</a> riceve cataloghi verdi a fiorellini di condizionatori &#8216;ecologici&#8217; (!) e se la ride&#8230; d&#8217;altra parte è duro farci cascare uno che ricicla un&#8217;auto da collezione come serra. Morale: accattatevillo sto verde! Che tra un po&#8217; lo vedremo solo sui cataloghi di prodotti &#8216;ecologici&#8217;.</p>
<p>(quello sopra sarebbe un mio recente esercizio fotografico nei dintorni, con ampi margini di miglioramento. Per me, non per il paesaggio. Ci sono anche le pale eoliche di Hera che mi forniscono l&#8217;energia elettrica)</p>
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		</item>
		<item>
		<title>MELONE DELLA PASSIONE, FRUTTO &#8220;AFRODISIACO&#8221;&#8230; CON APPELLO PER LA CONSERVAZIONE!</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2010/04/01/melone-della-passione-frutto-afrodisiaco-con-appello-per-la-conservazione.htm</link>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 17:39:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri degli amici ci hanno portato questa nuova prelibatezza, assolutamente naturale: melone della passione. Il nome è dovuto al fatto che si tratta di un incrocio naturale tra melone (Cucumis Melo) e frutto della passione o maracuya (Passiflora Antioquiensis). Al contrario di molta frutta tropicale, questo esperimento è tutto italiano e la produzione è per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-485 aligncenter" title="melonepassione" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/melonepassione.jpg" alt="" width="497" height="376" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ieri degli amici ci hanno portato questa nuova prelibatezza, assolutamente naturale: melone della passione. Il nome è dovuto al fatto che si tratta di un incrocio naturale tra melone (<em>Cucumis Melo)</em> e frutto della passione o maracuya (<em>Passiflora Antioquiensis).<br />
</em></p>
<p><strong>Al contrario di molta frutta tropicale, questo esperimento è tutto italiano</strong> e la produzione è per ora concentrata in Sicilia ad opera di un imprenditore tedesco, Kurt Suckert, che utilizza solo metodi di coltivazione naturale, in particolare pare che utilizzi prevalentemente il metodo sinergico. Questo nuovo frutto è davvero ottimo sia al naturale che in centrifugato e sembra crescere particolarmente bene nell&#8217;isola. A parte la bontà, <strong>pare che abbia virtù afrodisiache tanto che la paura dei produttori è che la produzione finisca in breve nelle mani manipolatrici delle multinazionali farmaceutiche</strong> facendo la stessa brutta fine di stevia, cannabis, noce di cola e compagnia.</p>
<p><strong>Un sistema contro il Sistema che ne limiterà o eviterà probabilmente la diffusione? Piantarne nei propri orti!</strong> Cresce in tutta Italia e pare essere piuttosto facile da coltivare. Una volta che sarà diffuso come il normale melone, non sarà possibile limitarne l&#8217;uso. <strong>Io sto già facendo seccare i semi, chi ne vuole  (ma mi raccomando: solo chi li ripianta davvero!!!) <a href="http://www.erbaviola.com/2010.html" target="_blank">può richiederli da qui</a></strong>. Basta anche un balcone soleggiato e la promessa di diffondere i semi ottenuti a propria volta <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Se invece vuoi gustare il frutto, qui l&#8217;<a href="http://www.erbaviola.com/2010.html" target="_blank"><strong>elenco dei rivenditori italiani</strong></a> (aggiornato al mese scorso).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>RISPOSTE DALLA COOP SULLA CARNE HALAL, MA QUI NESSUNO E&#8217; FESSO</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2010/02/12/3-risposte-dalla-coop-sulla-carne-halal-una-da-me-molte-dalla-rete.htm</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 13:45:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In seguito alla protesta partita da questo blog (sebbene Il Giornale e altra stampa l&#8217;abbiano attribuita all&#8217;Enpa &#8211; che in questa faccenda non ha mosso un dito, al contrario di AgireOra e LAV) sono giunte due risposte dalla Coop. Dueee? Io sapevo di una! Nossignori. Due. Anzi tre. La prima lettera è una risposta alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/quinessunfesso.jpg"><img class="size-full wp-image-415 alignleft" style="border: 1px solid black; margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="quinessunfesso" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/quinessunfesso.jpg" alt="" width="200" height="268" /></a></p>
<p>In seguito alla protesta partita da questo blog (sebbene Il Giornale e altra stampa l&#8217;abbiano attribuita all&#8217;Enpa &#8211; che in questa faccenda non ha mosso un dito, al contrario di AgireOra e LAV) sono giunte due risposte dalla Coop. Dueee? Io sapevo di una!</p>
<p>Nossignori. Due. Anzi tre.</p>
<p><strong>La prima lettera è una risposta alla mia email e poche altre di soci che protestavano</strong>. Una risposta a cui mi pregio di rispondere di seguito e che vi rende partecipi di cosa ha risposto davvero la Coop prima di vedersi sommergere dalle proteste e far scrivere una bella letterina ufficiale dall&#8217;ufficio stampa (non che sia meglio della prima&#8230;), lettera che ha fatto il giro della rete. Al contrario della prima, che io possiedo e che non ha nemmeno la pappardella della riservatezza alla fine.</p>
<p><strong>La seconda lettera è quella preconfezionata che hanno ricevuto più o meno tutti </strong>quelli che hanno protestato via mail. E&#8217; più edulcorata, perché evidentemente il numero delle email ha sortito qualche effetto.</p>
<p><strong>La terza, ma non in ordine cronologico, è quella che si è beccato il mio compagno.</strong> Ha scritto dicendo che recedevamo da soci e spiegando dettagliatamente il perché. Gli hanno risposto solo di riconsegnare le sue quattro tessere (una per regione) ai rispettivi punti in cui le aveva fatte. Ha risposto ironicamente se non poteva restituirle tutte insieme alla sede centrale o se era obbligato a comprarsi un carnet e spedirle in tutta Italia. Risposta: &#8220;Sì, il carnet è una buona idea&#8221;. Punto. Giuro, possiamo mostrare la mail.</p>
<p>Dopo di che, si sono accorti che non eravamo solo quattro gatti. E son cambiati i toni.</p>
<p><strong>Ma, siccome la Coop si gloria di dire &#8220;la Coop sei tu&#8221; e poi mi tratta con sufficienza perché pensa che sono io da sola con i miei amici scemi</strong>, allora mi sento di rispondere alla prima mail che ha mandato, quella per i quattro gatti. Inoltre, siccome la comunicazione online è il mio mestiere, mi permetto anche di affermare con cognizione di causa che dal punto di vista della comunicazione questa email è un abominio di scarsissima professionalità. In verde la Coop, il resto sono miei commenti.</p>
<blockquote><p><em><strong><span style="color: #008000;">Gentile signora Grazia, </span></strong></em></p></blockquote>
<p>conoscete incipit peggiori? Ma chi sono io per la Coop, un&#8217;analfabeta che si confonderebbe se usassero il suo cognome? Una borgatara abituata a sentirsi chiamare &#8220;signora Grazia&#8221; dalla signora Pina sua vicina di casa? La donna a ore che gli pulisce la toilette e bisogna trattare con quella condiscendenza secondo loro dovuta a chi non è al loro livello culturale?<br />
&#8220;Gentile signora + nome proprio&#8221; è rivoltante.<br />
Un vero ufficio stampa dovrebbe conoscere quantomeno l&#8217;educazione, non dico addirittura il galateo che ormai è materia più morta del latino. Questo dà già il metro del resto che segue: zero professionalità, pessima comunicazione e non parliamo dei contenuti&#8230;</p>
<blockquote><p><strong><span style="color: #008000;">legittima la sua posizione ma altrettanto legittimo il comportamento di Coop (che poi lei può decidere evidentemente di apprezzare o meno). </span></strong></p></blockquote>
<p>Questa frase è un capolavoro di anti-comunicazione. Pensavo di scriverci un saggio ma sarebbe uno spreco inutile di carta  perché è evidente anche a un bambino la follia di un ufficio stampa che scrive una cosa del genere a un cliente.</p>
<blockquote><p><strong><span style="color: #008000;">Con l&#8217;iniziativa lanciata a Roma Coop risponde alle richieste che arrivano da determinate comunità che vivono accanto a noi, mantenendo però la loro identità anche in materia di consumi alimentari.</span></strong></p></blockquote>
<p>Esattamente, motivo per il quale esistono negozi specializzati, ovvero Macellerie Halal, anche in prossimità della Coop Casilino. Non stavano morendo di fame, anzi, sembra invece che la Coop risponda semmai alle esigenze di ben altro business, brandendo però lo stendardo dell&#8217;integrazione per farcelo accettare. La invito alla lettura illuminante di <a href="http://30secondi.wordpress.com/2010/02/10/toscoemiliani-vs-lombardi-1-1/" target="_blank">questo articolo</a> e le ripeto la domanda: <strong>che bisogno impellente e imprescindibile c&#8217;era di incentivare questo tipo di macellazione attraverso la grande distribuzione coop?</strong></p>
<blockquote><p><strong><span style="color: #008000;">Le carni in questione rispettano tutti gli standard della filiera Coop -anche in materia di benessere animale – per garantire un alto livello di qualità, controlli e garanzie con la sola aggiunta di una certificazione religiosa.</span></strong></p></blockquote>
<p>Non è quello che affermano i vostri fornitori di carne halal, rintracciabili dall&#8217;articolo segnalato sopra. Uno in particolare <a href="http://www.ihsansrl.com/" target="_blank">afferma sul suo sito</a> riguardo le loro certificazioni: &#8220;<em>assicurano inoltre alla comunità musulmana e non, il rispetto delle regole previste dalla giurisprudenza islamica.</em>&#8220;  Non, si badi bene, della UE o della giurisprudenza italiana.</p>
<p>La vostra &#8220;sola aggiunta di una certificazione religiosa&#8221; è un eufemismo per l&#8217;aggiunta di una pratica di macellazione cruenta che dovrebbe sparire invece di essere incentivata. Io, come socio, mi aspettavo QUESTO impegno da Coop, non il contrario. Non ha senso togliere la vendita di pellicce ma inserire la macellazione halal.</p>
<p><strong>In quanto al &#8220;benessere animale&#8221;: la macellazione halal ha due vie. Prima via. Con stordimento preventivo: in quel caso l&#8217;animale, cosciente ma incapace di muoversi per alcuni minuti viene ferito con recisione della giugulare. Dopo pochi minuti si riprende e assiste, immobilizzato a forza, alla sua morte per dissanguamento lento, da una sola unica ferita, per un tempo che va da un&#8217;ora a un&#8217;ora e mezza. Seconda via: come sopra ma senza stordimento iniziale. </strong></p>
<p><strong>Mi rispieghi ora dov&#8217;è il &#8220;benessere animale&#8221; che citava.</strong></p>
<blockquote><p><span style="color: #008000;"><strong>Per quanto riguarda la corretta procedura di macellazione se è vero che si seguano i dettami di quella particolare comunità, Coop ha preteso e ottenuto che ci si adeguasse alla normativa europea modificando e rendendo meno cruenta la procedura (procedura che è comunque consentita dalla Ue).</strong></span></p></blockquote>
<p>Le ricordo che la UE ha autorizzato anche gli OGM, come mai la Coop va contro gli OGM ma si nasconde dietro i regolamenti UE che permettono il maltrattamento e la tortura degli animali? (Glielo dico io: <span id="more-405"></span>perché gli OGM son vietati in Italia e la Coop non ha fatto nessuna scelta, ha solo pubblicizzato che l&#8217;aria è composta di ossigeno)<br />
E poi che spiegazione è? Meno cruenta come? Ci vuole citare cortesemente il protocollo operativo che avete sottoscritto, in modo che possiamo constatare che davvero sia meno cruenta? O mi ha preso davvero per la &#8216;sciura Grazia&#8217; teledipendente a cui basta dirlo per renderlo vero?<span style="color: #008000;"><strong><br />
</strong></span></p>
<blockquote><p><span style="color: #008000;"><strong>Detto questo noi di Coop non ci tiriamo indietro di fronte alle richieste di chi ha stili alimentari di altro genere</strong></span></p></blockquote>
<p>E qui ti volevo, caro il mio ufficio stampa. <strong>Sei milioni di vegetariani e vegani italiani solo nel 2006</strong>, in costante crescita (<a href="http://lists.peacelink.it/animali/2006/01/msg00329.html" target="_blank">dati qui </a>), chiedono da anni l&#8217;introduzione di più prodotti a base di soia e seitan ma gli propinate (solo nei punti vendita più grandi) una confezione di tofu di gomma e una di seitan alla suola di scarpa. Una sola marca, a parer mio la peggiore, queste due sole confezioni e che spesso bisogna raggiungere con la scala, tanto le mettete in alto e ben nascoste.</p>
<p>Ma, davanti a <strong>un solo milione di musulmani </strong>italiani, peraltro nemmeno tutti osservanti e nessuno di questi in lacrime perché non trovava la carne halal di fianco alla Coca-Cola e al Rhum Pampero&#8230; allora sì che vi muovete! Allora sì che vi sentite in obbligo morale di sopperire a questa non-carenza!</p>
<p>Eppure, mi fa notare un amico musulmano, <strong>ci sarebbe bisogno di tanti altri prodotti halal invece della carne</strong>: prodotti che non contengano alcool, come le merendine per bambini e i cosmetici per le donne, due prodotti difficili da trovare in Italia, spesso molto cari e che non necessitano dell&#8217;incentivazione della morte per dissanguamento.</p>
<blockquote><p><span style="color: #008000;"><strong>e siamo i primi a lottare contro qualsiasi forma di sfruttamento minorile, a favore di una filiera equa e rispettosa dell&#8217;ambiente. </strong></span></p></blockquote>
<p>E un bel chi se ne frega? Sto protestando per l&#8217;incentivazione della macellazione halal. Vogliamo parlare di questo e non di altro? Oltre al fatto che sulla filiera piuttosto lunghetta vi aveva già sbugiardati Report tempo fa.</p>
<blockquote><p><span style="color: #008000;"><strong>Ben più, me lo lasci dire, di altri nostri competitor. </strong></span></p></blockquote>
<p>&#8230; un altro capolavoro della comunicazione&#8230;  Mi chiama &#8220;signora Pina&#8221; e mi parla dei &#8220;competitor&#8221;?? Quale registro di comunicazione starà usando? E&#8217; l&#8217;esperanto della semiotica!</p>
<p>Ma poi cos&#8217;è, una gara? L&#8217;Esselunga vende i prodotti del commercio equo e solidale, allora noi vendiamo quelli del Commercio equo e solidale ma facciamo anche la linea Solidal Coop con le grafiche e le scatole apposite che così i produttori di imballaggio si masturbano all&#8217;uscita di ogni nostro prodotto &#8216;etico&#8217;.<br />
Signori, andiamoci piano con l&#8217;auto-glorificazione. Ogni 3 banane mi rifilate la scatola, il cellophane e un librettino di 4 pagine in carta patinata e stampa quadricromia per spiegarmi quanto è ecological-etica la linea Solidal Coop.</p>
<p>Ma almeno l&#8217;ufficio stampa, può far finta di agire in base a dei valori o dovete proprio sbatterci in faccia la gara di appeal eco-etico con i vostri competitor?</p>
<p>Da qui in poi, comunque, l&#8217;ufficio stampa ha deciso per il suicidio esponendo argomenti tra i più rischiosi e senza saper bene di cosa parla&#8230; o con chi parla&#8230; sciuraaaa Mariaaaaaaa</p>
<blockquote><p><span style="color: #008000;"><strong>Ricordo solo a titolo di esempio l&#8217;adesione a Dolphin safe e Friend of the sea per la pesca sostenibile e la tutela dell&#8217;ecosistema marino, </strong></span></p></blockquote>
<p>Ma guadagnate anche dalle marche che provocano la distruzione e per combattere le quali sono state istituite queste associazioni, marche che occupano la maggioranza dello spazio sui vostri scaffali rispetto al prodotto a marchio Coop che presumibilmente è ottenuto da &#8216;pesca sostenibile&#8217;. Le sembra quindi un esempio da fare?!</p>
<blockquote><p><span style="color: #008000;"><strong>no test su animali per ciò che concerne i prodotti cosmetici Coop,</strong></span></p></blockquote>
<p>Però grandi stand e promozioni delle principali aziende che impiegano la vivisezione. Messaggio: noi non facciamo test sugli animali ma guadagniamo comunque sulla vendita di prodotti che li fanno. Le sembra ancora una volta un esempio da fare?</p>
<blockquote><p><span style="color: #008000;">l<strong>a decisione presa di vietare l&#8217;utilizzo di pellicce naturali in tutti i prodotti venduti nei propri punti vendita. </strong></span></p></blockquote>
<p>Ma quante lettere e proteste sono state fatte con LAV, AgireOra e altre associazioni per farvi arrivare  a questa decisione? E ce lo portate come esempio?! Proprio a noi?!</p>
<blockquote><p><span style="color: #008000;"><strong>E ancora il presidio dellefiliere critiche in Italia e fuori Italia, la certificazione SA8000 ottenuta fin dal &#8217;98 (prima impresa europea ad averla ottenuta) etc etc</strong></span></p></blockquote>
<p>&#8220;etc etc&#8221; ??? cos&#8217;è, uno sternuto?</p>
<p>In italiano, caro il mio ufficio stampa, si scrive semmai: &#8220;ecc.&#8221; oppure &#8220;etc.&#8221; oppure &#8220;et cetera&#8221;. Mai ripetuto (è veramente da ignoranti) e sempre con il punto, visto che si tratta di un&#8217;abbreviazione. Poi, lezione numero uno di comunicazione con il Cliente: non si scrive &#8220;eccetera&#8221; troncando un elenco di informazioni. Il messaggio che arriva è &#8220;non ho altro tempo da perdere con te&#8221;.</p>
<p>Ma, a ben vedere, è esattamente il senso di questa lettera in cui c&#8217;è di tutto tranne che una risposta concreta alla protesta inviata contro l&#8217;incentivazione del commercio di carne halal.</p>
<p>Cara Coop, confermo che non sono più un socio. Che tristezza questa vostra lettera!</p>
<p>La lettera dell&#8217;Ufficio Stampa Coop è firmata da:</p>
<p>Silvia Mastagni<br />
Responsabile<br />
Ufficio Stampa COOP<br />
silvia.mastagni@ancc.coop.it</p>
<p><strong>ALTRE RISPOSTE ALLA COOP:</strong></p>
<p>animalisti e vegetariani,mobilitatevi contro la carne halal della coop:<br />
<a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/?ref=home#">http://www.facebook.com/?ref=home#</a>!/group.php?gid=466070955190&amp;ref=ts</p>
<p>mail bombing alla coop:<br />
<a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/?ref=home#">http://www.facebook.com/?ref=home#</a>!/group.php?gid=292593254638&amp;ref=ts</p>
<p>PROTESTA IN CORSO CONTRO COOP E IPERCOOP (questi ragazzi protestavano già da prima della carne halal… ne ho scoperte altre veramente interessanti sulla coop tramite loro!!)<br />
<a rel="nofollow" href="http://www.facebook.com/?ref=home#">http://www.facebook.com/?ref=home#</a>!/group.php?gid=155128455891&amp;ref=ts</p>
<p>Testimonianze di altri clienti Coop che stanno protestando:<br />
<a href="http://www.erbaviola.com/2010/02/08/la-coop-promuove-la-tortura-degli-animali.htm#comments" target="_blank">http://www.erbaviola.com/2010/02/08/la-coop-promuove-la-tortura-degli-animali.htm#comments</a></p>
<p>Lettera aperta alla Coop:<br />
<a href="http://valentinamente.wordpress.com/2010/02/10/lettera-aperta-alla-coop/" target="_blank">http://valentinamente.wordpress.com/2010/02/10/lettera-aperta-alla-coop/</a></p>
<p>Animalisti contro la carne halal alla Coop:<br />
<a href="http://robozero.wordpress.com/2010/02/10/animalisti-contro-la-carne-halal-alla-coop-di-roma/" target="_blank">http://robozero.wordpress.com/2010/02/10/animalisti-contro-la-carne-halal-alla-coop-di-roma/</a></p>
<p>Associazione COMETA consiglia il boicottaggio della Coop contro la vendita di carne halal:<br />
<a href="http://www.cometa.vb.it/newsdett.asp?idnews=84" target="_blank">http://www.cometa.vb.it/newsdett.asp?idnews=84</a></p>
<p>Disiscrizione di massa dei soci Coop che protestano contro la carne halal:<br />
<a href="http://www.06blog.it/post/7522/lunicoop-tirreno-risponde-alle-proteste-dei-consumatori-contro-la-macellazione-halal-riservata-agli-islamici" target="_blank">http://www.06blog.it/post/7522/lunicoop-tirreno-risponde-alle-proteste-dei-consumatori-contro-la-macellazione-halal-riservata-agli-islamici</a></p>
<p>Contro la carne halal alla coop<a href="http://www.dariosalvelli.com/2010/02/la-coop-tortura-gli-animali" target="_blank"></p>
<p>http://www.dariosalvelli.com/2010/02/la-coop-tortura-gli-animali</a></p>
<p>Le proteste su Forumetici:<a href="http://www.forumetici.it/viewtopic.php?t=12337&amp;p=188273#p188308" target="_blank"></p>
<p>http://www.forumetici.it/viewtopic.php?t=12337&#038;p=188273#p188308</a></p>
<p>Se ci sono altri articoli, risposte alle lettere della Coop ecc., segnalatemeli che li aggiungo</p>
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		<title>LA COOP PROMUOVE LA TORTURA DEGLI ANIMALI</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 09:27:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sarò brevissima perché sono veramente adirata. Oggi stesso riconsegno la tessera, anzi LE tessere (Coop Reno, Coop Lombardia) alla Coop e mi rifiuto di essere nominata nei loro elenchi di soci. Non comprerò più alla Coop e se ci posso riuscire io da un paesino di montagna in cui i negozi sono quasi del tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/halal1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-398" title="halal" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/halal1.jpg" alt="" width="347" height="295" /></a></p>
<p>Sarò brevissima perché sono veramente adirata.</p>
<p><strong>Oggi stesso riconsegno la tessera, anzi LE tessere (Coop Reno, Coop Lombardia) alla Coop e mi rifiuto di essere nominata nei loro elenchi di soci. Non comprerò più alla Coop</strong> e se ci posso riuscire io da un paesino di montagna in cui i negozi sono quasi del tutto spariti, possono riuscirci tutti. Contro questa barbarie, bisogna protestare con l&#8217;unica cosa che interessa a questi signori: i soldi. I miei e quelli della mia famiglia non li avranno più.</p>
<p>Il motivo: a Roma la Coop, senza chiedere opinioni ai soci Coop, <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/02/07/al-supermercato-debutta-la-commessa-col-velo.html" target="_blank">ha aperto una macelleria halal dentro al supermercato</a> del quartiere multietnico di via Casilina. La prima macelleria halal, ci informano, perché altre ne seguiranno.</p>
<p>Sapete come funziona la macellazione halal? Una barbarie, una lunga tortura sugli animali che in Italia era sparita ed è poi stata riammessa con un decreto del 1980?</p>
<p><strong>L&#8217;animale sano viene portato al macello dove, invece dello stordimento e uccisione senza sofferenza, viene sgozzato con un taglio netto alla giugulare. Deve morire &#8220;cosciente e per dissanguamento&#8221;</strong>, questo prescrive la legge musulmana. Un vitello, mi informa un veterinario, può impiegarci un&#8217;ora a morire dissanguato. Un manzo può impiegarci un&#8217;ora e mezza, anche due, durante la quale è perfettamente cosciente. Ma non è tutto. Se per caso l&#8217;addetto alla macellazione halal sbaglia la mira o fa un taglio poco profondo, non è possibile intervenire con un secondo taglio, perché non sarebbe più carne halal quindi in alcuni casi l&#8217;animale viene lasciato agonizzare per più tempo. Dio, a quanto pare, desidera che i manzi muoiano dissanguati. (Su youtube ci sono video della macellazione halal, qui trovate altri dettagli in fondo alla voce &#8216;macellazione religiosa&#8217;: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Macellazione" target="_blank">http://it.wikipedia.org/wiki/Macellazione</a>)</p>
<p>La Coop non ha mai risposto alle richieste di sei milioni di vegetariani italiani e di diverse associazioni che chiedevano di incrementare i prodotti a base di soia e seitan, che non richiedono nessuna crudeltà sugli animali e sono utili anche a consumatori intolleranti al lattosio, diabetici, ipertesi, obesi, colesterolemici ecc.  Da anni e solo in alcune Coop, non in tutte, si trovano una confezione di tofu al sapore di gomma per cancellare e una confezione di seitan utile solo per fare suole da scarpe. Solo una marca, solo due pacchettini, a discrezione del buyer latticini di quel singolo supermercato.</p>
<p>Però, come farsi mancare una macelleria halal? Potevamo forse vivere senza? Potevamo forse esimerci dall&#8217;avvallare questo metodo barbaro di sofferenza inflitto nel nome della religione? I signori della Coop sono quindi convinti che  agnelli e manzi devono morire dissanguati tra pene enormi solo perché a loro piace la parola &#8216;multietnico&#8217;?<br />
<strong><br />
Cari signori della Coop, &#8216;multietnico&#8217; non significa importare la barbarie e l&#8217;inciviltà, non significa far morire degli animali dissanguati in una lunga agonia in nome di una religione. Multietnico significa semmai che il meglio della mia civiltà si unisce al meglio di altre civiltà.  Questa è barbarie, VERGOGNA COOP, VERGOGNA! Invece di insegnare la civiltà, insegnate la vivisezione e la tortura!<br />
</strong></p>
<p>Io non sono più socia Coop, vado a spedire la raccomandata di recesso. Dovrebbe farlo chiunque si considera una persona civile e magari prima che comincino a vendere i kit per l&#8217;<a href="http://www.wikio.it/societa/donne/infibulazione" target="_blank">infibulazione</a> di fianco alle pile!</p>
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		<title>I VERI GIORNALISTI VANNO SOSTENUTI</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2009/11/27/i-veri-giornalisti-vanno-sostenuti.htm</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 09:23:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Intanto che mi preparo per ricevere la cittadinanza onoraria dal Castorama e le chiavi dell&#8217;Ikea, nel weekend di fai-da-te forzato in cui ho programmato venti lavori di cui solo uno verrà portato al massimo fino a metà, intanto che finisco per davvero la guida sulla germogliazione che ho sbandierato nello scorso post, volevo dirvi che: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://magazine.specialeterre.it/upload/documenti/1/15/155/_thumbs/CL173x252_1550.jpg" alt="" /></p>
<p>Intanto che mi preparo per ricevere la cittadinanza onoraria dal Castorama e le chiavi dell&#8217;Ikea, nel weekend di fai-da-te forzato in cui ho programmato venti lavori di cui solo uno verrà portato al massimo fino a metà, intanto che finisco per davvero la guida sulla germogliazione che ho sbandierato nello scorso post, volevo dirvi che:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>e&#8217; passato un anno.</strong></p>
<p>No, non è il trend dei miei aggiornamenti e nemmeno la tempistica di pagamento dei clienti (ma ci andiamo vicino&#8230;).</p>
<p>Ieri ho ricevuto l&#8217;ultimo numero del mio abbonamento annuale a Terre di Mezzo. Insomma, sembra che ce la stiano facendo e mi pare ieri che scrivevo <a href="http://www.erbaviola.com/2008/11/07/partecipiamo-tutti-alla-fondazione-del-nuovo-terre-di-mezzo.htm" target="_blank">questo post qui</a>, in mezzo al penultimo trasloco. Snif, momento di  commozione.<br />
Oddio, non è che ce l&#8217;abbiano già fatta, allegria, e quindi il vostro aiuto non serve più. Ce la stanno facendo. <strong>Di 2000 abbonati-fondatori necessari, ce ne sono 1600. Ne servono ancora 400. </strong></p>
<p>L&#8217;anno scorso avevo detto che Terre di Mezzo &#8220;è un mensile IMPORTANTE. Un mensile nato nel 1994, scritto da giornalisti professionisti e venduto in strada da venditori senegalesi.<br />
E GUAI SE vi vedo fare l’espressione ‘oddio che palle’. Se fate quell’espressione, non avete mai letto Terre di Mezzo.<br />
E’ un mensile bellissimo, pulito, vero, concreto, umano e solidale. Non come tanta carta patinata che sproloquia sull’equo e non fa nulla di concreto. Terre di Mezzo non è un mensile per fighetti. Se sei un fighetto, puoi anche non leggere il seguito di questo post e, a proposito, sei nel sito sbagliato.&#8221;</p>
<p>Quest&#8217;anno ho da scrivere la stessa cosa, ma di più. Inoltre la veste grafica è migliorata tantissimo, e non è poco, credetemi.<br />
Io i numeri me li tengo tutti e ho solo una considerazione da aggiungere a quanto già detto: <strong>ci scrivono giornalisti veri, non come quelli del post precedente, che hanno il coraggio, la voglia e l&#8217;intelligenza di scrivere quello che gli altri non dicono</strong>. Per esempio gli scaricabarile dei politici, nomi e cognomi, sui fondi per le famiglie degli operai vittime dell&#8217;amianto; l&#8217;insegnante che fonda l&#8217;università della legalità in Calabria; cosa c&#8217;è davvero dietro la sanatoria per gli immigrati; i programmi veri di reinserimento per gli ex detenuti; l&#8217;abuso di informazioni sull&#8217;influenza H1N1; venti mosse per la mobilità sostenibile; il coworking per i giovani professionisti che non si possono permettere uno studio tutto loro; i racconti degli scrittori davvero esordienti e senza raccomandazioni; Srebrenica dimenticata e il ritorno del fondamentalismo&#8230; e questo, scusate, solo sfogliando a caso il numero di novembre 2009!</p>
<p>Se non <a href="http://magazine.specialeterre.it/sezione01/9/" target="_blank">ti abboni</a>, sei un disinformato e non hai più nessun diritto di lamentarti della stampa italiana asservita al potere.</p>
<p>ah, per i soliti bastiancontrari della &#8216;carta sprecata&#8217;, c&#8217;è anche l&#8217;abbonamento online, ti arriva la rivista in pdf. Però per farti un dispetto ti regalano anche un libro della collana Narrativa di Terre di Mezzo Editore, questo lo devi sopportare.  Quante altre scuse troverai ora? Sì, tu, dico proprio a te <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Sito ufficiale, qui potete leggere anche diverse inchieste: <a href="http://www.terre.it/" target="_blank">http://www.terre.it/</a><br />
Abbonamento: <a href="http://magazine.specialeterre.it/sezione01/9/" target="_blank">http://magazine.specialeterre.it/sezione01/9/</a></p>
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		<item>
		<title>INFLUENZA TERRORISTICA E MARMELLATA DI MARRONI n.1</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2009/11/06/influenza-terroristica-e-marmellata-di-marroni-n1.htm</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 13:51:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Boicottaggi]]></category>
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		<description><![CDATA[Ebbene sì. Questa settimana sono stata preda dell&#8217;influenza, colpita e affondata. E&#8217; cominciato tutto improvvisamente, stavo lavorando tranquilla quando mi sono trovata con i piedi ghiacciati, le mani tremolanti e brividi ovunque. Con la testa già imballata nella bambagia, tipico sintomo influenzale, ho avvisato la mia metà che spegnevo il mac per sopravvenuti motivi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2009/ricette/cremamarroni/02.jpg" alt="" width="500" height="408" /></p>
<p>Ebbene sì. Questa settimana sono stata preda dell&#8217;influenza, colpita e affondata. E&#8217; cominciato tutto improvvisamente, stavo lavorando tranquilla quando mi sono trovata con i piedi ghiacciati, le mani tremolanti e brividi ovunque. Con la testa già imballata nella bambagia, tipico sintomo influenzale, ho avvisato la mia metà che spegnevo il mac per sopravvenuti motivi di forza maggiore: o c&#8217;era uno gnomo che agitava le acque dentro il mio monitor, oppure avevo una febbre niente male.</p>
<p>L&#8217;ho comunicato però con mooolta cautela. Tipo  &#8220;<em>mmmhhh non mi sento molto bene, mi sa che per oggi stacco</em>&#8220;. Niente da fare, l&#8217;utente della stampa italiana ha drizzato le antenne, sfoderato il radar e si è subito fatto prendere dal panico, la prima reazione consolatoria e rassicurante è stata &#8220;<em>Oggi ne sono morti cinque!</em>&#8220;. Ah, ecco mi ci voleva&#8230;<br />
Seguita da &#8220;<em>andiamo subito all&#8217;ospedale!</em>&#8220;.<br />
No, guarda, vado sul divano con il copertino e i gatti, è sufficiente. sto già meglio.<br />
Ma non l&#8217;ho convinto.</p>
<p>Ho rifiutato la sua proposta per tre giorni (un mantra a scadenza oraria) &#8220;<em>chiamiamo il medico, l&#8217;ambulanza, andiamo subito al pronto soccorso! Ora ti porto io al pronto soccorso</em>&#8220;. Ogni volta si è calmato solo prospettandogli l&#8217;idea di quante altre malattie potevo prendere entrando in un pronto soccorso. E di quante poteva prenderne lui.</p>
<p>Però non voglio fare la super-donna: sono riusciti a farmi paura e questo mi fa veramente adirare. Appena ho realizzato i sintomi e visto che la febbre saliva ho consultato il foglietto informativo sull&#8217;influenza che ho preso all&#8217;USL quando sono andata a iscrivermi per il medico di base, così alla voce &#8216;sintomi&#8217; leggo:</p>
<p>- febbre oltre i 38 gradi. Ce l&#8217;ho ma con beneficio di inventario, abbiamo perso le istruzioni del termometro elettronico e nessuno ricorda se vanno aggiunti o tolti 0.5 gradi. Comunque segnando 38.5 non fa molta differenza.<br />
- Febbre che insorge bruscamente. Esatto, è lei, 10 minuti prima stavo benissimo.<br />
- Dolori muscolari. Sì. In alternativa mi sono dimenticata di aver giocato a rugby con la nazionale inglese.<br />
- Uno di questi tre sintomi: mal di gola (ce l&#8217;ho, faccio fatica a deglutire l&#8217;acqua), tosse (anche ma poca), naso che cola (no).<br />
- Si accompagna anche a mal di testa (sì) senso di nausea (sì parecchio) e vomito (no, santo cielo, almeno questo no!).</p>
<p>7 sintomi su 9. Portatemi carta e penna che scrivo le ultime volontà.</p>
<p>Ormai in preda al panico, testa in fiamme e arti ghiacciati, ho consultato il sito dell&#8217;USL di Bologna alla <a href="http://www.ausl.bologna.it/notiziario/dettaglio.php?id=2787" target="_blank">pagina informativa sull&#8217;influenza A H1N1</a> che mi ha tranquillizzata &#8220;<span class="corpo"> <em>L’influenza A H1N1 si conferma, quindi, come una normale influenza stagionale da cui si guarisce senza gravi conseguenze tranne casi eccezionali (l’uno per mille), pur continuando a dimostrare una grande capacità di diffusione</em>.&#8221;<br />
Ok, ottimo. E&#8217; solo una cavolo di banale influenza stagionale. Sono vegana, mangio solo cibo sano, rarissime eccezioni, ho una salute di ferro, non sono debilitata e non ho altre malattie in corso. E&#8217; solo una semplice, banalissima influenza stagionale.<br />
</span></p>
<p>Sono stata spedita a letto imbacuccata come Eduardo De Filippo in &#8220;Natale in casa Cupiello&#8221;. Con tanto di scialle e sciarpa. Continuando a tremare nonostante piumoni e coperte ho rifatto l&#8217;inventario dei sintomi almeno venti volte, mi sono ripetuta che non bisogna chiamare il medico se non dopo almeno tre giorni di febbre e ascoltato con pazienza (ma friggendo dentro) le notizie sulla conta dei morti per influenza in tutto il mondo che mi riportava la mia terroristica metà. (Adesso che sto meglio penso che lo convincerò a mandare il curriculum alle aziende farmaceutiche e ai giornali, secondo me ha una brillante carriera che lo aspetta.)</p>
<p>I giornali mi rovinano. Mi hanno terrorizzata, ci sono riusciti. Hanno vinto. Io, quella che si crede una mente critica, un consumatore consapevole, una al di fuori della mischia di mode e allarmismi preconfezionati.</p>
<p>Con la mente obnubilata dalla febbre, ogni caso riportato dalla stampa sembrava identico al mio. L&#8217;altro ieri, in mezzo a una scarica di brividi di freddo mentre mi andava a fuoco la testa, ho pensato che alla fine potevo anche fare il cavolo di vaccino, anche se prima lo ritenevo una cosa <a href="http://www.encanta.it/vaccino_influenza.html" target="_blank">poco chiara</a> e <a href="http://lucachittaro.nova100.ilsole24ore.com/2009/11/tecnologie-persuasione-influenza.html" target="_blank">olezzante imbroglio</a> da kilometri&#8230; alla fine sto tremando come una foglia sotto due piumoni, due maglioni, una maglietta e due pashmina, tre paia di calze, ho freddo e la febbre si alza, cavolo, cavolo, cavolo! Sono sopravvissuta a profilassi antimalariche, vaccinazioni per colera, febbre gialla, tifo, sopravviverò anche alla cavolo di vaccinazione per la A/H1N1, cosa sarà mai! Datemi una vaccinazioneeeeeeeee!!!!! Chiamate subito l&#8217;ambulanza, portatemi all&#8217;ospedale (chiamate anche un&#8217;unità coronarica per la mia metà), vaccinatemi, spungolatemi e iniettatemi tutto quello che volete ma non fatemi morireeeee!</p>
<p>Fortunatamente stamattina mi sono alzata senza più sintomi, solo un lieve ricordo di mal di gola. Sono bastate alcune aspirine, qualche tisana, fermenti lattici, giorni di caldo piumone e assistenza infermieristica specializzata a cura di Mako e Kiki. Niente antibiotici e vaccini. Ovviamente, voi seguite il vostro medico, non me.</p>
<p>Però sono veramente scocciata perché sono riusciti a terrorizzarmi davvero. Era una banale influenza, probabilmente nemmeno la A/H1N1, oppure lei ma su un fisico sano e vegan che l&#8217;ha annientata. E&#8217; il lavaggio del cervello che mi preoccupa di più,  mi sento come se fossi stata battuta a Risiko da Mako.</p>
<p>La notizia positiva è che in questi giorni mi ha risollevato il morale la marmellata di marroni o crema di marroni che dir si voglia: l&#8217;ho fatta giusto pochi giorni fa e durante l&#8217;influenza è stata più o meno l&#8217;unica cosa che mi è andata giù, fredda da frigo. La ricetta la posto di seguito, invece la vera marmellata di marroni, anzi di maroni, la n.1, è quella che ci sta facendo la stampa con questa storia gonfiata e pompata dell&#8217;influenza suina.</p>
<p>L&#8217;altra notizia positiva è che sono stata coccolata per giorni, e la mia metà si è prodigato anche ai fornelli.</p>
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		<title>SETTIMANA VEGETARIANA MONDIALE&#8230; IO CUCINO, E TU? :)</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 17:43:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dall&#8217; 1 al 7 Ottobre si festeggia la Settimana Vegetariana Mondiale. Quest&#8217;anno in conseguenza di traslochi, scarsa socializzazione (per ora) con altri attivisti del posto e un lavoro che mi farà soccombere se continua così, mi limito a una cena veg per amici non veg. Volevo lasciare quest&#8217;idea per altri amici veg. Se non avete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.agireora.org/img/banner-settimana-vegetariana-attivisti-350x60.jpg" alt="" width="350" height="60" /></p>
<p>Dall&#8217; 1 al 7 Ottobre si festeggia la Settimana Vegetariana Mondiale. Quest&#8217;anno in conseguenza di traslochi, scarsa socializzazione (per ora) con altri attivisti del posto e un lavoro che mi farà soccombere se continua così, mi limito a una cena veg per amici non veg.</p>
<p><strong>Volevo lasciare quest&#8217;idea per altri amici veg.</strong> Se non avete tempo di partecipare a sit in, banchetti e manifestazioni, fate un gesto piccolino, in proprio: invitate a pranzo o cena qualche amico non veg, fate del vostro meglio e lasciate qualche foglietto informativo (sul sito di AgireOra ne trovate parecchi, basta stamparli).</p>
<p><strong>&#8230;E ecco a voi mio menu</strong> <strong>per la cena vegan della settimana vegetariana mondiale</strong>. I prodotti sono tutti locali e biologici, le brioche, i tortellini ecc. sono tutti fatti in casa (mi sto esercitando da un bel po&#8217;!)</p>
<p>Aperitivo (ancora da decidere, di frutta) con salatini misti ai semi di sesamo e coriandolo</p>
<p>Antipasti<br />
Brioche tiepide con ripieno di tofu e olive<br />
Crostoni con Paté vegan alle lenticchie</p>
<p>Primo<br />
Tortellini di seitan ai funghi</p>
<p>Secondo<br />
Peperoni ripieni al forno con patate arrosto<br />
Assaggi di formaggi vegan con pane della pieve</p>
<p>Dolce<br />
Bonet di cioccolato alle nocciole</p>
<p>Bevande: acqua del sindaco, birra di castagne</p>
<p><strong>Mi aspetto di sentire </strong><strong>DA TUTTI GLI AMICI NON VEG che questa settimana tenteranno di mangiare vegetariano almeno un giorno</strong> <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p>E dagli amici non veg invitati a cena mi aspetto ovviamente lodi sperticate perché sono giorni che qui si mangiano solo tortellini per venir dietro ai miei esperimenti (lo dico subito così non dovete sentirvi in imbarazzo a farmi lodi sperticate).</p>
<p>Sì, farò delle foto.</p>
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		<title>LA SPESA BIO / NATURAL E ETICA TRA LE VALLI BOLOGNESI</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Aug 2009 18:28:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="ortoserena.jpg" src="/wp-content/uploads/2009/orto/ortoserena.jpg" border="0" alt="ortoserena.jpg" width="450" height="338" /></p>
<p>Preso alloggio nel nostro nuovo territorio all&#8217;interno della <a href="http://www.cinquevallibolognesi.bo.it/" target="_blank">Comunità Montana delle Cinque Valli Bolognesi</a>, nonché <a href="http://www.montagnamica.it/laviadelpane/territorio.htm" target="_blank">via del Pane</a>, nonché <a href="http://www.everytrail.com/view_trip.php?trip_id=230219" target="_blank">via della Futa</a> o <a href="http://www.everytrail.com/view_trip.php?trip_id=230219" target="_blank">via degli Dei</a>, nonché sede di innumerevoli cooperative del biologico, abbiamo battuto il territorio alla ricerca di posti in cui fare la spesa.</p>
<p>Diciamo che un primo grosso aiuto ci è arrivato dagli amici modenesi: nonostante li abbiamo invitati a un pranzo mooolto frugale, servito su un lenzuolo al posto della tovaglia (chissà dov&#8217;è lo scatolone con le tovaglie..) e con posate del campeggio (chissà dov&#8217;è lo scatolone delle posate&#8230;), tra pezzi di mobili da montare e pochi tools per cucinare&#8230; loro ci hanno invece omaggiato del <strong>cestone di verdure</strong> che vedete sopra, proveniente direttamente dal loro orto.  I barattoli sono un sugo denso al basilico (buonerrimo!) di cui sto reclamando la ricetta. I peperoncini verdi dolci del cesto ho notato che si trovano molto da queste parti e sono buonissimi, sia in insalata crudi che sott&#8217;aceto. <a href="http://www.mostrilla.com/2009/08/11/peperoncini-verdi-sottaceto/" target="_blank">La ricetta è molto semplice</a> e l&#8217;ha postata la stessa <a href="http://www.mostrilla.com/" target="_blank">Serena</a> a richiesta della sottoscritta (che però nel frattempo se ne è pappata una parte consistente quindi riuscirà a farne solo un vasettino).<br />
Inutile dire che Mako e Kiki hanno grandemente apprezzato la cesta, trasformata al volo in nuova nuova cuccia <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Per ora abbiamo fatto <strong>un primo giro di acquisti</strong> approfittando del fatto che eravamo già in giro per lavoro &amp; C. Ne siamo molto soddisfatti, fare la spesa bio da queste parti è davvero facile, una piacevole sorpresa!</p>
<p>Nell&#8217;ordine abbiamo acquistato da:</p>
<p><strong><a href="http://www.alceneromielizia.it/" target="_blank">Lo spaccio di Alce Nero e Libera Terra</a></strong> (Alce Nero Mielizia SpA &#8211; Via Idice 299 &#8211; 40050 Monterenzio BO)<br />
I prodotti di Alce Nero e Libera Terra li acquistavo già da tempo e per caso qui, in un paese vicino, ho trovato proprio lo spaccio aziendale, fornitissimo. Sui prodotti Mielizia, associati, sorvolo perché non vegan, però abbiamo fatto incetta di paste ai cereali, soprattutto al farro, farina, zuppe di legumi (con le cicerchie!) e prodotti vari che di solito ci costano un occhio e spesso sono anche difficili da trovare. Vale davvero la pena di andarci, <strong>se passate in zona approfittatene per una bella scorta</strong> visto che sono quasi tutti prodotti a lunga conservazione. Segnato e ci torneremo spesso!  (Ce ne sono anche altri in Italia, trovate gli indirizzi sul loro <a href="http://www.alceneromielizia.it/" target="_blank">sito</a>)</p>
<p><strong><a href="http://www.copaps.it/" target="_blank">COpAPS</a></strong> &#8211; Cooperativa per Attività Produttive e Sociali (<em></em> COpAPS Onlus &#8211; via Castello 59 Sasso Marconi, BO)<br />
Non fatevi fuorviare dal sito, loro sono ben organizzati e la qualità è eccellente, tutto coltivato e certificato biologico ma potete anche farvi un giro tra le coltivazioni, che cominciano proprio dietro il chiosco di vendita diretta. <strong>Sono quel bio senza sovrastrutture e fronzoli inutili che piace a me</strong>. Fanno coltivazione di frutta, verdura e vivaio piante/fiori, con vendita diretta di tutto. Ho fatto una spesa che come prezzo ha dell&#8217;incredibile e i prodotti sono eccellenti.<br />
Tanto per dire: 1 kg di pesche noci, 1 kg di peperoni, 100 gr di peperoncini dolci piccanti, 1 kg di pomodori cuore di bue, 1 melone profumatissimo, 1 kg di uva bianca. Il tutto alla giusta maturazione con il sapore giusto.  <strong>Totale 9,60 euro</strong>!  Mi vedranno tutte le settimane, inoltre hanno un ristorante bio che proverò <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong><a href="http://www.coopdulcamara.it" target="_blank">Cooperativa Dulcamara</a></strong> &#8211; (Dulcamara bio agriturismo &#8211; via Tolara di Sopra 78, 30064 Ozzano dell&#8217;Emilia BO) Carino il posto, sulle colline appena fuori Bologna, con le cinquecentomila attività e possibilità che potete leggere direttamente dal loro sito. Nello spaccio ci sono <strong>frutta e verdura bio fresca che parecchi prodotti in canapa, dai vestiti alle tisane</strong>. Prezzi altini, al livello di Milano centro, ma giustificati dal fatto che mantenere strutture del genere non è facile, anzi. Organizzano anche dei GAS per l&#8217;acquisto di frutta e verdura bio che mi è parso di capire siano più convenienti e hanno un <strong>ristorante vegetariano</strong>. Organizzano anche tanti corsi di autoproduzione ma i prezzi mi sono sembrati altini (40 euro per 3 ore a costruire la ciotola d&#8217;argilla e 150 euro per due lezioni sull&#8217;autocostruzione di pannelli solari pranzi e pernottamenti esclusi&#8230; sa un po&#8217; di cittadini in cerca di emozioni <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />   ). Però, ripeto, mantenere queste strutture e organizzare così tanti eventi non è mai facile. Probabilmente farò un salto al ristorante veg prima o poi e vi dirò.</p>
<p>Passando <strong>in zona San Giovanni in Persiceto</strong> ci siamo fermati da uno dei tanti agricoltori lungo la statale appena fuori e ho comprato anche lì dell&#8217;ottima frutta e verdura, più un inizio di scorta di patate per l&#8217;inverno ma&#8230; sigh.. ero di corsa e non ho segnato né nome né posto! Anche lì comunque spesa convenientissima: 1 kg di pesche, 1 kg di pomodori ciliegini, 1/2 cassetta di insalata lollo, 7 kg di patate, 2 angurie per 14 euro! Se solo penso che fino a pochi giorni fa pagavo 500 gr di ciliegini sui 3 euro!!!</p>
<p>Inoltre ho trovato un cuoco che è un sant&#8217;uomo e che in una trattoria qui vicino mi fa apposta le <a href="http://www.erbaviola.com/2007/04/26/gnocco-fritto-o-torta-fritta-ricetta.htm" target="_blank">crescentine</a> (gnocco fritto o torta fritta che dir si voglia, qui si chiamano crescentine, con un casino linguistico unico visto che <a href="http://www.mostrilla.com/2007/05/10/crescentine-tigelle/" target="_blank">poco distante si chiamano così le tigelle</a>) <strong>friggendole nell&#8217;olio invece che nello strutto</strong>.</p>
<p>Ma questo indirizzo lo rivelo solo a chi mi viene a trovare, tié <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>DA VEDERE: REPORT, Domenica 17 Maggio, 21.30 Rai3  &#8220;CARNE PER TUTTI&#8221;</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2009/05/16/da-vedere-report-domenica-17-maggio-2130-rai3-carne-per-tutti.htm</link>
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		<pubDate>Sat, 16 May 2009 11:50:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non esistono veg di queste dimensioni. Perché? So che tra i miei lettori ci sono tanti onnivori e alcuni li conosco di persona, amici che hanno fatto scelte diverse dalla mia e con cui permane un ottimo rapporto e reciproca comprensione. Proprio perché li conosco bene, so che alcuni a volte giocano allo struzzo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5 style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://andrewsullivan.theatlantic.com/the_daily_dish/images/2007/07/27/obesemattcardygetty.jpg" alt="" width="422" height="263" /><br />Non esistono veg di queste dimensioni. Perché? <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </h5>
<p>So che tra i miei lettori ci sono tanti onnivori e alcuni li conosco di persona, amici che hanno fatto scelte diverse dalla mia e con cui permane un ottimo rapporto e reciproca comprensione. Proprio perché li conosco bene, so che alcuni a volte giocano allo struzzo e quando si parla della loro salute infilano la testolina sotto la sabbia.</p>
<p>Qui però non si tratta di eliminare totalmente la carne (anche se per la vostra salute sarebbe del tutto auspicabile) ma di sapere esattamente che scelte fare se proprio vi impuntate sul fatto che non se ne può fare a meno.</p>
<p><strong>Insomma, amici onnivori: io vi voglio bene. Tanto. E vorrei avervi con me in salute ancora per tanto tempo.</strong> Quindi, se trovate un po&#8217; di tempo, pochissimo, per registrare o guardare direttamente la puntata di Report di domenica, mi farete stare un po&#8217; più tranquilla.</p>
<p>A chi mi chiede le ragioni delle mie di scelte, ho già spiegato sia quelle salutistiche che quelle animaliste. Mi chiedete, e io spiego. Ma <strong>non ho mai insistito perché smetteste di mangiare carne e non lo faccio nemmeno questa volta</strong>: credo che ci siano più possibilità di fare scelte etiche se ci si arriva da soli, senza qualcuno che martella continuamente per farle e che, secondo me, ottiene l&#8217;effetto contrario.<br />
Vi chiedo di guardare questa puntata di Report, invece, perché vorrei che aveste gli strumenti e le conoscenze per fare delle scelte consapevoli, sapendo cosa c&#8217;è davvero nel vostro piatto, in tutti i piatti.</p>
<p>Guardate la puntata, per favore <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />   Grazie!</p>
<p>Un grande abbraccio a tutti!</p>
<p><strong>R</strong><strong>eport, 17 maggio, ore 21.30, Rai 3 &#8220;Carne per tutti&#8221;</strong></p>
<p>Di seguito il comunicato stampa della Redazione di Report:</p>
<blockquote><p>In Italia siamo 60 milioni di abitanti e macelliamo circa 500 milioni di polli all’anno, 4 milioni di bovini e 13 milioni di suini. Ma siccome non ci bastano il resto lo importiamo. Con il resto s’intende quella carne che serve ad arrivare al centinaio di chili che ognuno di noi mangia. Stessi quantitativi si consumano in Europa e Stati uniti. Ma sul pianeta Terra vivono 6 miliardi e mezzo di persone, molti muoiono di fame, altri  che la carne non possono permettersela la vorrebbero. Tra qualche anno diventeremo 10 miliardi, potremmo produrre carne per tutti? C’è chi dice che sarebbe il suicidio del pianeta. Fao, Onu, Ipcc avvertono che il 18% dei gas serra che alimentano i cambiamenti climatici sono frutto degli allevamenti, che battono tutte le altre attività umane, comprese le emissioni dell’intero parco auto del pianeta. Ancora: un chilo di carne di bovino ha consumato dieci volte il suo peso in cereali per essere prodotta &#8211; cereali che potrebbero sfamare molte più persone &#8211;  e ha consumato 15.000 litri di acqua.  Non basta. Più della metà degli antibiotici prodotti sono usati per uso zootecnico. Le malattie negli allevamenti intensivi aumentano, così come i ceppi di batteri resistenti agli antibiotici, ma aumentano anche le malattie umane da benessere come patologie coronariche, diabete, obesità che direttamente derivano da eccessivo consumo di alimenti animali. Senza contare il problema della montagna di liquami ed escrementi che inquinano acque e terreni e non sappiamo più dove mettere. Anzi no, pur di non chiudere allevamenti, adesso in Veneto, Lombardia e Emilia Romagna la parola d’ordine è: pirogassificazione, ovvero fare energia elettrica con pollina e simili. Potere calorico ridicolo, efficienza economica nulla, inquinamento da fumi intollerabile, ma l’escamotage è stato equiparare la pollina all’energia solare ed eolica e quindi usufruire degli incentivi che pagano quattro volte il valore di mercato dell’elettricità ricavata da fonti rinnovabili!</p>
<p>La cosa paradossale  è che meno costa produrre il cibo carne, con questo modello di allevamento industrializzato,  più aumenta l’impatto sull’ambiente, così che l’agricoltura è la prima vittima di un paradigma economico che non regge più. Che fare?</p>
<p>Alcune soluzioni sono possibili. Vanno attuate subito, ma qualcosa già si muove.</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>MERCATO SFORZESCO E MERCATO DUCALE</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Mar 2009 11:56:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono stata un po&#8217; assente in questi giorni, impegnata a capire la differenza tra il Mercato Sforzesco promosso da Comune di Vigevano e Coldiretti e il mio progetto Mercato Ducale che avevo ideato e presentato al Comune di Vigevano e alla Coldiretti. Dopo qualche giorno di pensieri mi è apparso in sogno Leonardo Fibonacci, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-325" title="girasoli" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/girasoli.jpg" alt="" width="400" height="266" /></p>
<p style="text-align: justify;">Sono stata un po&#8217; assente in questi giorni, impegnata a capire <strong>la differenza tra il <a href="http://www.leonardoevigevano.it/mercato.html" target="_blank">Mercato Sforzesco</a> promosso da Comune di Vigevano e Coldiretti  e il mio progetto <a href="http://ricerca.gelocal.it/laprovinciapavese/archivio/laprovinciapavese/2008/08/10/PV201.html" target="_blank">Mercato Ducale</a> che avevo ideato e presentato al Comune di Vigevano e alla Coldiretti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo qualche giorno di pensieri mi è apparso in sogno <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fibonacci" target="_blank">Leonardo Fibonacci</a>, che come tutti sanno è uno dei Leonardo che brilla nel mio personale firmamento delle star (l&#8217;altro è quello vegetariano che ha dipinto la Gioconda).</p>
<p style="text-align: justify;">Leo mi ha raccontato di quella volta che presentò il progetto delle cifre da 1 a 9 e il concetto di zero al Comune di Pisa, in sostituzione dei numeri romani. Mi ha detto che lo trovarono geniale ma apparentemente nessuno lo adottò.<br />
Era talmente geniale questo progetto, che alla fine Firenze se ne appropriò e disse che erano stati i suoi banchieri ad inventarlo, poi che erano stati gli arabi. Casualmente Fibonacci l&#8217;aveva presentato proprio ai banchieri fiorentini.<br />
Tuttora sui testi scolastici si trova scritto che i numeri in cifra sono stati inventati dagli arabi, il che non è del tutto falso. E neppure del tutto vero. Ma di Leonardo Pisano detto il Fibonacci, che ha introdotto il sistema di numerazione in cifre, lo zero e le operazioni di divisione con trattino (al posto dell&#8217;abaco che, signori, non è certo tascabile) non vi è traccia alcuna.</p>
<p style="text-align: justify;">Leo ha cercato di consolarmi, dicendo che capire le differenze è ben difficile a volte, sebbene appaiano lampanti. Io l&#8217;ho costretto a una verifica matematica basata sulla sua sequenza numerica e non ha potuto negare che <strong>in natura ogni elemento e&#8217; uguale alla somma dei due precedenti. Tranne il primo elemento, quello originale</strong>. D&#8217;altra parte questo concetto è alla base del suo algoritmo, che spiega anche la struttura del DNA e quella dei girasoli, tra le altre cose. Si è però assai consolato constatando che sui miei biglietti da visita quest&#8217;anno compare il suo algoritmo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Comunque, volevo dirvi che io con il Mercato Sforzesco non ho nulla a che fare.</strong> Ho lavorato su un progetto ideato da me che si chiamava Mercato Ducale che è stato presentato al Comune di Vigevano e alla Coldiretti più volte nel corso degli ultimi dieci mesi. Ne aveva parlato anche la Provincia Pavese (<a href="http://ricerca.gelocal.it/laprovinciapavese/archivio/laprovinciapavese/2008/08/10/PV201.html" target="_blank">qui</a> , <a href="http://ricerca.gelocal.it/laprovinciapavese/archivio/laprovinciapavese/2008/11/15/PV1PO_PV101.html" target="_blank">qui</a> e <a href="http://ricerca.gelocal.it/laprovinciapavese/archivio/laprovinciapavese/2008/08/10/PV2PO_PV201.html" target="_blank">qui</a>). Se vedete quindi nel Mercato Sforzesco delle cose che non vi piacciono, come la <strong>vendita concomitante di bio e non bio, di salami e prosciutti, e la partecipazione dei soli  produttori affiliati a Coldiretti</strong>, non vi venga in mente di lamentarvene con la sottoscritta: io non c&#8217;entro, sono a passeggio con Fibo.</p>
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		<title>Attenzione alle crocchette killer alla melamina !</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 09:52:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Emergo dal lavoro un attimo per segnalarvi questo comunicato importante che mi arriva da Andrea Zanoni, Presidente LAC Sezione Veneto. Si tratta di crocchette per cani prodotte da un&#8217;azienda pavese e vendute su tutto il territorio italiano. Siccome ho visto che la questione non ha interessato né stampa né giornali, ho pensato che era il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Emergo dal lavoro un attimo per segnalarvi questo comunicato importante che mi arriva da Andrea Zanoni, Presidente LAC Sezione Veneto.</p>
<p>Si tratta di <strong>crocchette per cani prodotte da un&#8217;azienda pavese e vendute su tutto il territorio italiano</strong>. Siccome ho visto che la questione non ha interessato né stampa né giornali, ho pensato che era il caso di dare un po&#8217; di spazio, che funzioni almeno il passaparola <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /><br />
Perché diciamocelo, il Ministero della Salute l&#8217;avrà anche comunicato, ma vorrei sapere se pensano davvero che noi leggiamo tutti i giorni il loro bollettino&#8230;</p>
<p>Comunicato LAC Veneto:</p>
<p><strong>Il Ministero della Salute con un comunicato ha finalmente reso noto il nome della marca delle crocchette per cani alla melamina invitando i cittadini a sospenderne l&#8217;uso.</strong></p>
<p>Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali con il comunicato n. 78 del 27  febbraio 2009, pubblicato oggi sul sito www.ministerosalute.it, ha finalmente reso nota la marca e l&#8217;azienda produttrice delle crocchette contenenti la sostanza tossica conosciuta con il nome di melamina.<br />
Nel comunicato viene riportato testualmente: &#8220;Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, a seguito della conferma ufficiale ricevuta in data odierna, della presenza di melamina nel mangime <strong>Duck &amp; Barley con lotto 099, e nel Mangime C1 con lotto 094</strong>, prodotti dalla <strong>ditta Diusapet Srl sita in Marzano (PV)</strong>, informa i cittadini e in particolare gli allevatori di cani, eventualmente in possesso di tali mangimi nei lotti indicati, di sospenderne o evitarne, a titolo precauzionale, la somministrazione ai propri animali.<br />
Si precisa inoltre che si sta provvedendo al ritiro dei quantitativi di tali mangimi eventualmente ancora presenti sul circuito commerciale.&#8221;</p>
<p>Andrea Zanoni presidente della LAC Lega Abolizione della caccia del Veneto ha così commentato l&#8217;iniziativa del Ministero: &#8220;<em>Finalmente, dopo ben 10 giorni dalle nostre richieste di rendere nota la marca delle crocchette alla melamina, il ministero della Salute ha provveduto ad allertare i cittadini facendo finalmente il nome. Considerata la pericolosità che detto cibo costituiva per i nostri amici a quattro zampe resta incomprensibile il motivo per il quale le Autorità non abbiano allertato da subito i cittadini.<br />
Riteniamo pertanto questo ritardo molto grave e causa anche di possibili danni ai cani che nel frattempo sono stati nutriti con queste crocchette. Comunque siamo soddisfatti perché il nostro impegno affinché venisse fatto il nome dell&#8217;azienda è stato premiato. Di questa vicenda avevamo interessato anche Striscia la notizia che giovedì 26 febbraio è venuta a Treviso per indagare sulla morte dei cani di una signora. Ora informeremo le circa 400 persone che in questi giorni giustamente ed insistentemente ci avevano chiesto di scovare il nome della marca delle crocchette</em>.&#8221;</p>
<p>LAC Lega Abolizione Caccia &#8211; Sez. Veneto &#8211; Via Cadore, n.15/C int.1 31100<br />
TREVISO &#8211; E-mail: lacveneto@ecorete.it, Web: www.lacveneto.it</p>
<p>&#8212;<br />
<a href="http://www.ministerosalute.it/imgs/C_17_comunicati_2102_testo.rtf" target="_blank">Comunicato n°78 del Ministero della Sanità</a></p>
<p>Tutti i <a href="http://www.ministerosalute.it/salaStampa/salaStampa.jsp" target="_blank">comunicati del Ministero della Salute</a></p>
<p>&#8212;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8230; PER TUTTO IL RESTO C&#8217;E&#8217; FASTWEB</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2009 11:52:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Voce]]></category>

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		<description><![CDATA[3 telefonate quotidiane dal call center Fastweb quando volevano convincermi a fare l&#8217;abbonamento 5 anni di bollette pagate regolarmente 96 ore di interruzione del servizio voce e adsl 5 volte che ci è già capitato 14 chiamate a pagamento al 192.193 per segnalare il guasto 9 domande se avevamo spento e riacceso &#8220;il modem&#8221; 4  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.sparkmuseum.com/images/Telephone/Candlestick-pay-telephone.jpg" alt="" width="213" height="248" /></p>
<p>3    <a href="http://www.telefonino.net/Curiosit/Notizie/n19436/Garante-stop-Marketing-telefonico-selvaggio.html" target="_blank">telefonate quotidiane</a> dal call center Fastweb quando volevano convincermi a fare l&#8217;abbonamento</p>
<p>5     anni di bollette pagate regolarmente</p>
<p>96   ore di interruzione del servizio voce e adsl</p>
<p>5     volte che ci è già capitato</p>
<p>14   <a href="http://punto-informatico.it/2422090/Telefonia/News/fastweb-inaccettabile-pagare-chiamate-al-call-center.aspx" target="_blank">chiamate a pagamento al 192.193</a> per segnalare il guasto</p>
<p>9     domande se avevamo spento e riacceso &#8220;il modem&#8221;</p>
<p>4      domande se avevamo spento e riacceso il router</p>
<p>1     domanda se avevamo spento e riacceso &#8220;la centralina&#8221;</p>
<p>8      addetti al servizio clienti che hanno garantito una risoluzione certa nel giro di 24/48 ore</p>
<p>1      addetto al servizio clienti che ha messo il nostro numero di telefono in blacklist*</p>
<p>3      addetti al servizio clienti che hanno messo i nostri numeri di cellulare in blacklist*</p>
<p>6      numeri di telefono di parenti e amici utilizzati in alternativa per parlare con Fastweb</p>
<p>0      soluzioni al problema</p>
<p>159  euro per chiavetta e contratto UMTS/HSDPA per navigare e usare Skype come telefono nel frattempo</p>
<p>3      avvocati che hanno consigliato di fargli causa</p>
<p>7      motivi per cui fargli causa, a parte l&#8217;interruzione del servizio</p>
<p>1      associazione consumatori già pronta</p>
<p>2      giornalisti di una rete nazionale interessati alla vicenda</p>
<p>1      giornata di ferie per andare di persona a Milano alla sede centrale di Fastweb, via Caracciolo 51</p>
<p>3      portinai della sede di via Caracciolo che si sono rifiutati di chiamare qualcuno con cui farci parlare</p>
<p>1      tentativo di un portinaio di chiamare lui il 192.193 e risolvere il problema (ROTFL)</p>
<p>52    dipendenti di Fastweb fermati fuori dalla sede chiedendo di chiamarci qualcuno con cui parlare</p>
<p>3      minacce dei portinai della sede di Fastweb di chiamare la Polizia</p>
<p>5      minacce nostre di chiamare i Carabinieri, la Finanza, il nostro studio legale e le Winx</p>
<p>1      solo dipendente Fastweb che si è fermato interessandosi al problema</p>
<p>15    minuti di attesa sotto gli sguardi dei portinai</p>
<p>1      grazie di cuore all&#8217;unico dipendente Fastweb che si è interessato</p>
<p>30    minuti per risolvere il guasto e far tornare la linea telefonica + adsl</p>
<p>2 scuse ricevute da Fastweb, una dal dipendente che si è interessato e una da un dirigente che ho contattato personalmente via email</p>
<p>1      scoperta che la chiavetta UMTS/HSDPA di cui sopra mi fa navigare a 7 mega e quindi è più veloce e più economica di Fastweb</p>
<p>1      scoperta che se c&#8217;è un guasto tecnico con la chiavetta, ne posso avere un&#8217;altra in 5 minuti</p>
<p>1      considerazione mia personale che se un&#8217;azienda sceglie come <a href="http://www.lastampa.it/sport/cmsSezioni/motomondiale/200708articoli/9953girata.asp" target="_blank">testimonial un evasore fiscale da 60 milioni</a> di euro, forse sbaglio io a sceglierla come fornitore.</p>
<p>Per tutto il resto, c&#8217;è Mastercard.</p>
<p>*blacklist: Il centralino è in grado di riconoscere il numero del chiamante e quindi è possibile fare risultare occupata la linea o redirigere la chiamata ad un utente o gruppo predeterminato.</p>
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		<title>130 TIPI DI PESTICIDI NELLA NOSTRA ACQUA</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Dec 2008 18:11:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sapete, sto valutando di aggiungere una categoria al blog: le notizie che non sentiremo mai al telegiornale. Questa è una, ne sono venuta a conoscenza per caso cercando informazioni su tutt&#8217;altro. Ve la immaginate la Svezia con una notizia del genere? Telegiornali, giornali, dimissioni a raffica, ricercatori che accorrono con microorganismi depuratori dell&#8217;acqua e via [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" title="ranin1.jpg" src="/wp-content/uploads/ranin1.jpg" border="0" alt="ranin1.jpg" width="400" height="338" /></p>
<p>Sapete, sto valutando di aggiungere una categoria al blog: le notizie che non sentiremo mai al telegiornale. Questa è una, ne sono venuta a conoscenza per caso cercando informazioni su tutt&#8217;altro.</p>
<p>Ve la immaginate la Svezia con una notizia del genere? Telegiornali, giornali, dimissioni a raffica, ricercatori che accorrono con microorganismi depuratori dell&#8217;acqua e via così finché il problema non è risolto.</p>
<p>Io, invece, che sono una di quelle che scelgono la seconda tra acqua in PVC e acqua dell&#8217;acquedotto pubblico (qui per un po&#8217; è ancora pubblico), vivo in Italia. <strong>L&#8217;Italia è un posto buffo. Un posto dove una notizia così, come quella che vi riporto sotto, papele papele, la trovi in una paginetta interna del Sole 24 Ore, tra due pubblicità, nella rubrica &#8220;Professionisti 24&#8243;, sottorubrica &#8220;Ambiente e Sicurezza&#8221;.</strong> Pubblicata il 29 di dicembre, che suppongo non sia una giornata di grandi vendite per un quotidiano su finanza e economia.</p>
<p>Vi lascio l&#8217;articolo qui sotto, così strabuzzate gli occhi anche voi, mal comune e mezzo gaudio. Io devo uscire di corsa prima che chiuda l&#8217;edicola&#8230; sapete com&#8217;è, stavo cercando il decreto di riferimento per la modalità di versamento delle ritenute per addizionale comunale all&#8217;IRPEF&#8230; ma ho trovato questo articolo. Ora devo assolutamente procurarmi Vogue e Marie Claire: a logica, quello che cerco è lì.</p>
<blockquote><p>L&#8217;Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), raccogliendo l&#8217;eredità dell&#8217;APAT, sta dando seguito ad un&#8217;attività, avviata nel 2003, di coordinamento del piano nazionale di <strong>monitoraggio dei prodotti fitosanitari </strong>(meglio noti come pesticidi) <strong>nelle acque</strong>, attività che coinvolge le Regioni e le Agenzie regionali per la protezione dell&#8217;ambiente, che effettuano le indagini sul territorio e trasmettono i dati all&#8217;Istituto al quale è affidato un compito di indirizzo, di valutazione e di reporting delle informazioni.<br />
<strong>I prodotti fitosanitari utilizzati nelle produzioni agricole sono potenzialmente pericolosi per l&#8217;uomo</strong>; in Italia si impiegano circa 300 tipi di sostanze diverse per un quantitativo di 150000 tonnellate all&#8217;anno.<br />
I dati relativi al 2006 mostrano <strong><span style="color: #ff0000;">una contaminazione diffusa: su un totale di 1123 punti di monitoraggio delle acque superficiali il 57,3% è risultato infatti contaminato e nel 36,6%</span> dei casi le concentrazioni di fitosanitari sono risultate superiori ai limiti previsti dalla legge per le acque potabili</strong>.<br />
Nelle acque sotterranee, invece, sono risultati contaminati, a diverso grado, il 31,5% dei 2280 punti totali di rilevamento, con il superamento del limite di potabilità nel 10,3% dei casi.<br />
Le analisi hanno rilevato <strong>la presenza nelle acque di varie tipologie di sostanze, ma gli erbicidi sono quelle più comunemente rinvenuti</strong>, fatto spiegabile sia per la loro modalità di utilizzo, che può avvenire direttamente al suolo, sia per il periodo dei trattamenti che ne determinano un trasporto più rapido nei corpi idrici superficiali e sotterranei.<br />
<strong>Tra le sostanze più diffuse vi è la terbutilazina, utilizzata nella coltura del mais e del sorgo, e l&#8217;atrazina, sostanza ormai da tempo fuori uso.</strong><br />
Il piano di monitoraggio, oltre ad orientare le indagini sulle sostanze effettivamente presenti sul territorio e individuare le priorità in relazioni ai potenziali rischi ambientali, ha posto le premesse per la razionalizzazione e armonizzazione dei programmi regionali di monitoraggio realizzando cosi un sistema nazionale di controllo e di gestione dell&#8217;informazione sulla presenza dei pesticidi nelle acque.</p>
<p>&#8220;Dati ISPRA: presenti 130 tipi di pesticidi diversi nelle nostre acque&#8221;, Il Sole 24 Ore, 29 dicembre 2008</p></blockquote>
<p><strong>Nella foto sopra</strong>, una raganella nel nostro orto: una specie che scompare per colpa dei pesticidi presenti nell&#8217;acqua.</p>
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		<item>
		<title>MAGGIO VEGAN !</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2008/04/28/maggio-vegan.htm</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 08:53:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sarà che i manifesti tendono al viola ( )  ma a me piacciono tantissimo, come la carrellata di iniziative di seguito! Ce ne sono per tutti: chi già partecipa, chi vuole cominciare, chi ha un blog, chi scrive ricette, chi si propone di allargare le proprie vedute e capire il perché chi è vegan sta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center;"><img title="maggioveganerbaviola.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2008/Varie/maggioveganerbaviola.jpg" border="0" alt="maggioveganerbaviola.jpg" width="450" height="340" /></div>
<p>Sarà che i manifesti tendono al viola ( <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  )  ma a me piacciono tantissimo, come la carrellata di iniziative di seguito! Ce ne sono per tutti: chi già partecipa, chi vuole cominciare, chi ha un blog, chi scrive ricette, chi si propone di allargare le proprie vedute e capire il perché chi è vegan sta bene, non soffre di malnutrizione e anzi, scoppia di salute! <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />   <strong>Non le solite campagne in cui vi mostriamo gli animali macellati, ma un nuovo messaggio, dove il perché si sceglie di essere vegan, per una volta, arriva dopo il &#8216;come&#8217; si vive da vegan </strong> <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Credetemi: benissimo!<br />
L&#8217;iniziativa lanciata con entusiasmo da AgireOra.org con l&#8217;infaticabile Marina Berati, consiste nel <strong>promuovere, con varie iniziative lungo tutto il mese di maggio, la scelta vegan,</strong> stavolta mostrandone gli aspetti positivi, anziché, come al solito, gli aspetti negativi del mangiare animali e loro prodotti.</p>
<p>Sullo spiegare i disastri &#8211; per gli animali, per l&#8217;ambiente, per la salute, per la società &#8211; del consumo di carne, latte, uova, siamo attrezzati, e lo facciamo in modo sistematico. Ma ci manca la parte &#8220;in positivo&#8221;, quella che davvero può spingere le persone a cambiare. È triste dirlo, ma più che la fondatezza dei PERCHÈ di questa scelta, è la facilità del COME, che può indurre al cambiamento di abitudini.</p>
<p>E dunque, <strong>accanto a iniziative informative &#8220;in negativo&#8221;, cioè che mostrano &#8220;i disastri&#8221; è necessario, estremamente necessario, fare anche iniziative &#8220;in positivo&#8221;, che mostrino i lati belli della scelta vegan, e che, soprattutto, facciano capire che non si deve rinunciare a nessun &#8220;piacere del palato&#8221;</strong>.</p>
<p>Per questo promuoviamo MaggioVegan, con una serie di iniziative da organizzare nel mese di maggio e un nuovo bellissimo volantino colorato che mostra in breve i perché, ma mostra soprattutto come e cosa si mangia! Partecipare in tanti è essenziale, ed è facile perché proponiamo varie modalità: ciascuno può scegliere quella che più gli si adatta!</p>
<p>Per tutto il mese di maggio, iniziative in tutta Italia per mostrare quanto facile e &#8220;bella&#8221; sia la scelta vegan!</p>
<h2>Perché partecipare</h2>
<p>Sullo spiegare i <strong>disastri</strong> &#8211; per gli animali, per l&#8217;ambiente, per la salute, per la società &#8211; del <strong>consumo di carne, latte, uova</strong>, siamo attrezzati, e lo facciamo in modo sistematico. Ma ci manca la parte <strong>&#8220;in positivo&#8221;</strong>, quella che davvero può spingere le persone a cambiare. E&#8217; triste dirlo, ma più che la <strong>fondatezza</strong> dei PERCHE&#8217; di questa scelta, e&#8217; la <strong>facilità</strong> del COME, che può indurre al <strong>cambiamento di abitudini</strong>.</p>
<p>E dunque, accanto a iniziative informative <strong>&#8220;in negativo&#8221;</strong>, cioè che mostrano &#8220;i disastri&#8221; è <strong>necessario</strong>, estremamente necessario, fare anche iniziative <strong>&#8220;in positivo&#8221;</strong>, che mostrino i lati belli della scelta vegan, e che, soprattutto, facciano capire che <strong>non si deve rinunciare</strong> a nessun &#8220;piacere del palato&#8221;.</p>
<p>Per questo promuoviamo <strong>MaggioVegan</strong>, con una serie di iniziative da organizzare nel mese di maggio e un nuovo <strong>bellissimo volantino colorato</strong> che mostra in breve i perché, ma mostra soprattutto come e cosa si mangia!<br />
Scarica e visualizza il pieghevole &#8220;Io passo a veg&#8221;!</p>
<p><strong>Partecipare</strong> in tanti è essenziale, ed è facile perché proponiamo <strong>varie modalità</strong>: ciascuno puo&#8217; scegliere quella che più gli si adatta!</p>
<h2>Come partecipare</h2>
<p>Queste sono le varie iniziative proposte:</p>
<p><strong>Adottiamo almeno 25 università!</strong></p>
<p>Si tratta di posizionarsi all&#8217;<strong>ingresso di una università</strong> e <strong>distribuire agli studenti i nuovi pieghevoli</strong>, portando però con sé una scorta anche dei classici &#8220;Perché vegan&#8221;, che sono più approfonditi, per darli ai più interessati.</p>
<p>E&#8217; un&#8217;iniziativa facilissima, non ha bisogno di <strong>nessuna preparazione preventiva</strong>, né permessi: ci si reca una mattina davanti a un&#8217;università, e si sta lì 2-3 ore a volantinare. Si può fare da soli o in due. Se anche si lavora, si può prendere una mattinata di permesso, ne vale la pena&#8230;</p>
<p>Cerchiamo di raggiungere <strong>l&#8217;obiettivo di almeno 25 università coperte</strong> lungo il mese di maggio! Scrivici per dirci quanti volantinaggi di questo tipo vuoi fare e dove, ti manderemo il materiale necessario (servono circa 300 pieghevoli per persona per un volantinaggio di 2-3 ore). Scrivi a info@agireoraedizioni.org</p>
<p><strong>Facciamo un tavolo informativo CON ASSAGGI e mostre a cartelloni</strong></p>
<p>La cosa più <strong>efficace</strong> in assoluto è <strong>far assaggiare</strong> le specialità vegan! Proponiamo quindi di organizzare un tavolo informativo (non un presidio, perché serve un tavolo grande per appoggiare le delizie vegan!) con:</p>
<p>- distribuzione gratuita di <strong>cibo</strong> (magari con una scatola per le offerte libere);<br />
- <strong>volantinaggio</strong> a tappeto ai passanti;<br />
- esposizione di <strong>mostre</strong> a cartelloni NON con foto di macelli, ma, anche queste, in positivo (vedi sezione Materiali);<br />
- esposizione dei <strong>manifesti</strong> &#8220;Io passo a veg&#8221; (vedi sezione Materiali);<br />
- proiezione (su PC portatile, o su TV se avete un generatore o possibilità di attaccarvi alla corrente elettrica) a ciclo continuo di un <strong>filmato illustrativo</strong> (anche per questo, vedere la sezione materiali);</p>
<p>Certamente un tavolo informativo con assaggi di cibo è <strong>impegnativo</strong>, ma può ottenere risultati davvero efficaci, e far capire veramente cosa significa mangiare vegan. Il consiglio è quello di preparare <strong>piatti che vi vengono particolarmente bene</strong> (deve essere tutto buonissimo, per vincere le resistenze dovute ai preconcetti), ma nella sezione Materiali saranno comunque messe a disposizione delle <strong>ricette di esempio</strong>.</p>
<p>Come <strong>permessi</strong> occorre avere il permesso di <strong>suolo pubblico</strong>p rilasciato dal Comune: servono, a seconda dei comuni, <strong>da una a tre settimane</strong> per avere la risposta, quindi <strong>chiedete il permesso subito</strong>! Non serve essere un&#8217;associazione, ciascun cittadino ha diritto a fare un tavolo informativo, ma se vi appoggiate a un&#8217;associazione ONLUS (non semplice associazione non-profit) non pagate le marche da bollo.</p>
<p><strong>Distribuiamo i volantini in buca delle lettere</strong></p>
<p>Iniziativa molte semplice, da fare da soli, che non richiede permessi e preparazione: infilate il nuovo pieghevole nella buca delle lettere degli abitanti del vostro quartiere!</p>
<p><strong>Facciamo un volantinaggio semplice in centro</strong></p>
<p>Semplice anche questa, da fare da soli o in due (non di più, altrimenti diventa presidio e serve il permesso): posizionatevi in un posto di grande passaggio, e date via il volantino!</p>
<h2>Materiali e istruzioni</h2>
<p><strong>Il pieghevole &#8220;Io passo a veg&#8221;</strong></p>
<p>Scarica e visualizza il pieghevole &#8220;Io passo a veg&#8221;!<br />
Questo serve solo per vederne il contenuto, se ti serve la versione stampata, richiedicela!</p>
<p><strong>Cartelloni per il tavolo informativo</strong></p>
<p>Saranno disponibili nei primi giorni di maggio delle foto da stampare in A3 (o in A4 e fotocopiare a colori in A3) per realizzare una <strong>mostra fotografica di piatti vegan e &#8220;vegan famosi&#8221;</strong>. Il consiglio è di posizionare queste foto (meglio se prima plastificate) su un tabellone di 70&#215;100 cm, comodissimi quelli leggeri di un materiale simile al polistirolo. Potrete cosi&#8217; facilmente realizzare una mostra di 4 tabelloni, con 6 foto per tabellone.<br />
Queste foto andranno stampate a cura di ciascun gruppo partecipante, non vengono fornite già stampate.</p>
<p>Oltre a questo, si possono usare i <strong>3 manifesti</strong>, di dimensioni 70&#215;100 cm, della campagna &#8220;Io passo a veg&#8221;, che potete visualizzare qui:<br />
Anteprima manifesti Io passo a veg</p>
<p>Questi manifesti sono disponibili già stampati, quindi nel richiedere i pieghevoli, diteci anche se vi servono: ve ne possiamo mandare da 1 a 3 copie per tipo. Andranno poi incollati su un pannello rigido. Si possono anche usare delle <strong>cornici a giorno di dimensioni 70&#215;100 cm</strong> e incorniciare i manifesti, così non si rovinano, e poi riusare le cornici per altri manifesti in occasione di altri iniziative.</p>
<p>Infine, saranno disponibile dei <strong>cartelli</strong> in dimensioni A3 a in dimensioni 70&#215;100 cm per <strong>invitare i passanti a fermarsi</strong> al tavolo e assaggiare il cibo vegan. Anche questi saranno disponibili nei primi giorni di maggio.<br />
Questi cartelli andranno stampati a cura di ciascun gruppo partecipante, non vengono forniti già stampate.</p>
<p><strong>Ricette suggerite</strong></p>
<p>Saranno disponibili entro metà maggio una serie di &#8220;ricette consigliate&#8221;, ma conviene che ciascuno prepari i piatti che già conosce e che gli riescono meglio (ovviamente devono essere adatti a un buffet freddo in piedi).</p>
<p><strong>Banner per i siti web </strong></p>
<p>Metti sul tuo sito o blog un banner che punti a questa pagina, ci sono 2 banner disponibili, uno quadrato e uno in orizzontale:</p>
<p>(banner rimossi)</p>
<p>Se ti serve il codice html per inserire i banner, lo trovi qui: www.agireora.org/info/news_dett.php?id=488<br />
<strong> Filmato e spot audio </strong></p>
<p>Sarà disponibile entro metà maggio un video con immagini e spiegazioni sulla scelta vegan, la cucina, gli atleti e i personaggi famosi vegan.</p>
<p>Lo spot, da segnalare alle radio locali chiedendo di mandarlo in onda negli spazi dedicati al non-profit, è questo:</p>
<p>http://www.agireora.org/download/spot/vegfacile.mp3</p>
<p>Scrivi alla tua radio locale preferita dicendo loro di scaricare lo spot dal link qui sopra!</p>
<p><strong> Richiedi i volantini e manifesti </strong></p>
<p>Per semplificare le cose, sono resi disponibili dei &#8220;pacchetti standard&#8221; di volantini che potete richiedere in cambio di un minimo contributo &#8211; non obbligatorio &#8211; alle spese di stampa.</p>
<p>I pacchetti disponibili:</p>
<ul>
<li>Pacchetto piccolo, per sola distribuzione in buca &#8211; 50-100 pieghevoli &#8211; contributo consigliato, non obbligatorio: 3 euro</li>
<li>Pacchetto per una singola &#8220;adozione di università&#8221;, 300 pieghevoli &#8220;Io passo a veg&#8221; più 50 pieghevoli &#8220;Perché vegan&#8221; &#8211; contributo consigliato, non obbligatorio: 6 euro</li>
<li>Pacchetto medio, per distribuzione in buca e piccolo volantinaggio &#8211; 500 volantini (diteci se ve ne servono meno, per non sprecarli) &#8211; contributo consigliato, non obbligatorio: 8 euro</li>
<li>Pacchetto grande, per tavoli informativi con volantinaggio &#8211; 1000-3000 volantini (diteci se 1000 o 3000 o valori intermendi in base alle vostre necessità) + 100 pieghevoli &#8220;Perché vegan&#8221; da dare ai passanti più interessati + da 1 a 3 manifesti per tipo &#8220;Io passo a veg&#8221; &#8211; contributo consigliato, non obbligatorio: 25-40 euro (a seconda della quantita&#8217; di pieghevoli richiesta)</li>
</ul>
<p>Scrivete a info@agireoraedizioni.org per dirci che pacchetto volete e a che indirizzo inviarlo. La richiesta va fatta almeno <strong>2 settimane prima</strong> di quando vi serve il materiale.</p>
<p>I &#8220;contributi consigliati&#8221; comprendono le spese di spedizione e una parte delle spese di stampa (circa la meta&#8217;). Si fanno sottoforma di donazioni, quindi, chi vuole e può, può anche dare di più, chi non può, è libero di dare di meno o anche niente. Le donazioni si possono fare seguendo le istruzioni a questa pagina:</p>
<p>http://www.agireoraedizioni.org/donazioni.php</p>
<h2>Città aderenti ai &#8220;tavoli informativi con assaggi&#8221; e recapiti</h2>
<p><em>Aggiornamento al 21-4-2008</em></p>
<p>Scriveteci per darci notizie dell&#8217;organizzazione di un tavolo informativo, indicando il vostro recapito per farvi contattare da altri attivisti nella vostra città!</p>
<p>Chi vuole unirsi a un evento in corso di organizzazione, contatti i recapiti sotto elencati!</p>
<p><strong> 21 e 25 maggio &#8211; Torino </strong><br />
Il 21 maggio mattina davanti all&#8217;Università (Palazzo Nuovo), il 25 pomeriggio in centro, in luogo da definirsi. Tavolo informativo con assaggi in entrambe le occasioni &#8211; piemonte@agireora.org</p>
<p>Le informazione e l&#8217;intera iniziativa è a cura di AgireOra.org che questa volta, diciamocelo, ha superato se stessa! <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
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		</item>
		<item>
		<title>DETERSIVI BIOALLEGRI</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2008/03/28/detersivi-bioallegri.htm</link>
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		<pubDate>Fri, 28 Mar 2008 17:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
				<category><![CDATA[fai da te & autoproduzione]]></category>
		<category><![CDATA[Giorno per giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Pro consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[Stili di vita sostenibili]]></category>

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		<description><![CDATA[Elena, strepitosa impegnatissima Elle, mi avvisa oggi che è uscito per i tipi di EMI il manuale che per tanto tempo è stato diffuso via web: DETERSIVI BIOALLEGRI sarà prossimamente IN LIBRERIA!!!! (ISBN 978-88-307- 1738-1 – pp. 128 – Anno 2008 – Euro 7,50 ) Il libro si può già ordinare inviando il buono d’ordine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><img width="450" height="340" border="0" title="detersivibioallegri.jpg" alt="detersivibioallegri.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/2008/libri/detersivibioallegri.jpg" /></div>
<p>Elena, strepitosa impegnatissima Elle, mi avvisa oggi che è uscito per i tipi di EMI il manuale che per tanto tempo è stato diffuso via web: <strong>DETERSIVI BIOALLEGRI</strong> sarà prossimamente IN LIBRERIA!!!! (ISBN 978-88-307- 1738-1 – pp. 128 – Anno 2008 – Euro 7,50 )</p>
<p>Il libro si può già ordinare inviando il buono d’ordine via rete (http://www.emi.it) oppure per TELEFONO al numero: 051 32.60.27; per FAX (+31-51) 32.75.52<br />
per POSTA in busta chiusa a: EDITRICE MISSIONARIA ITALIANA Via di Corticella 179/4 &#8211; 40128 BOLOGNA; per E-MAIL: ordini@emi.it<br />
<strong>Il ricavato sarà devoluto in beneficenza da <a target="_blank" href="http://biodetersivi.altervista.org/index.htm">Gruppo MondoNuovo</a></strong> (quinta.cosa.sacra chiocciola gmail.com)</p>
<p>Snif snif… posso dirlo? Son commossa! E’ così bello vedere un progetto crescere negli anni, con tanta santa pazienza, tante persone, tanta volontà e poi vederlo realizzato così bene.</p>
<p><strong>Per chi non sapesse cosa sono i detersivi bioallegri</strong>, potete dare un’occhiatina al <a target="_blank" href="http://biodetersivi.altervista.org/index.htm">sito</a> di Gruppo Mondo Nuovo: sono i detersivi eco, fatti con le nostre sante manine. Io da loro ho imparato tantissimo.<br />
Mi piace tanto l’introduzione del vecchio manuale diffuso via web e ciclostile, che mi ero stampata e avevo diligentemente diffuso anche io:</p>
<p>Questo manuale è un Canto d’Amore alla Terra.<br />
E’ una Promessa, di prenderci Cura della Terra.<br />
E’ una Possibilità, costruita con pazienza.<br />
E’ una Sfida strappata allo scetticismo di chi vuole convincerci<br />
che non è semplicemente possibile cambiare le cose.</p>
<p>Ma più di tutto, mi piace quello che io considero uno dei lavori più divertenti&#038;intelligenti di Gruppo Mondo Nuovo: <a target="_blank" href="http://biodetersivi.altervista.org/allegati/manuale_streghe_ecologiche.pdf"><strong>Il manuale per apprendiste streghe ecologiche</strong></a>!<br />
Mi piace tanto questa parte, che spiega al volo da dove nascono i detersivi cattivi e il perché dei detersivi bioallegri:</p>
<p>< < Nella nostra storia di terra e di cura della terra, la donna degli anni 40-50 , stanca di sacrificarsi per la cura della casa e della terra, fu ben felice di accettare le promesse del “commercio_chimico_blu” (barbablù, il predatore).</p>
<p>I detersivi chimici cominciarono ad entrare nelle case, attraverso essi la donna ottenne l’agognato riscatto: i detersivi le garantirono in breve tempo una vita più agiata, più comoda, più igienica. Con essa la possibilità di impegnarsi in campi ove fino ad allora l’accesso era di sola pertinenza maschile. Lavori domestici massacranti che costavano ore e fatica, poterono essere svolti in pochissimo tempo e con poca fatica… […]</p>
<p>Le generazioni a noi precedenti hanno svolto un lavoro profondo di rivalutazione del femminile. Hanno preso la donna sottomessa e piegata a terra nella fatica e nel dolore, e l’hanno innalzata a Essere Umano che Vale, e sta in piedi da solo. Questo lavoro va onorato, dobbiamo esserne grate e godere dei frutti di ciò. E rendere Grazie, Sempre. Adesso è arrivato il nostro tempo, e il nostro compito.</p>
<p>Spetta a noi di prendere in mano, e a cuore, il destino della donna e della terra, e renderlo migliore, per quanto ci è chiesto, per quanto ci è possibile. Spetta a noi lavorare e sacrificarci per consegnare alle nostre figlie, e ai nostri figli, un mondo e una terra migliori.>></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>AIUTIAMO GATTOLANDIA CON UN VOTO !!!</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2007/09/21/aiutiamo-gattolandia-con-un-voto.htm</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Sep 2007 09:21:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gatti & Co.]]></category>
		<category><![CDATA[Giorno per giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Pro consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[Stili di vita sostenibili]]></category>

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		<description><![CDATA[Giro l&#8217;appello di Amuk, simpatica ragazza con cane al seguito. UN VOTO NON VI COSTA NIENTE, NON DOVETE TIRARE FUORI NEMMENO UN CENTESIMO&#8230; DAI, VOTATE! (se poi volete dare qualcosa, potete mandarli direttamente al gattile, indirizzi di seguito ) La costruzione del Gattile di Gattolandia (Cusano Milanino). Almo Nature, illuminata azienda produttrice di cibo naturale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><img width="450" height="340" border="0" alt="gattile_cusano.jpg" title="gattile_cusano.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/animali/gattile_cusano.jpg" /></div>
<p>Giro l&#8217;appello di Amuk, simpatica ragazza con cane al seguito. <span class="postbody" /></p>
<p>UN VOTO NON VI COSTA NIENTE, NON DOVETE TIRARE FUORI NEMMENO UN CENTESIMO&#8230; DAI, VOTATE!<br />
(se poi volete dare qualcosa, potete mandarli direttamente al gattile, indirizzi di seguito <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />   )<br />
<span class="postbody" /></p>
<p><strong><span class="postbody">La costruzione del Gattile di Gattolandia (Cusano Milanino).</span></strong></p>
<p>Almo Nature, illuminata azienda produttrice di cibo naturale per animali, ha messo in palio insieme alla rivista Donna Moderna una cospicua fornitura di cibo per gatti per quell’associazione che, in pochissime righe, descrivesse al meglio il suo progetto di solidarietà ed aiuto per i nostri amici pelosi.<br />
Noi abbiamo raccontato il nostro sogno, che con pazienza, fatica e tante forze, piano piano sta prendendo forma e sta venendo alla luce.</p>
<p>Non sto nemmeno a specificare quanto un premio fra quelli messi in palio potrebbe esserci di fondamentale aiuto per la effettiva realizzazione del nostro progetto.</p>
<p>Qui viene descritto il concorso: <a target="_blank" href="http://www.donnamoderna.com/donnam/vetrine.../operazione.htm">http://www.donnamoderna.com/donnam/vetrine&#8230;/operazione.htm</a></p>
<p>E questo è il nostro progetto SOGNI E BISOGNI: <a target="_blank" href="http://www.donnamoderna.com/donnam/vetrine/almonature/progetti_lombardia_gattolandia.htm">http://www.donnamoderna.com/donnam/vetrine/almonature/progetti_lombardia_gattolandia.htm</a></p>
<p>Quando cliccate su VOTA vi verrà chiesta la registrazione…è una piccola rottura che vi chiedo di affrontare, sono pochissimi minuti che possono essere di enorme aiuto per i micetti di Gattolandia, che contano ogni giorno su di noi per pappe, coccole, medicine, amore e affetto. Questo premio potrebbe aiutarci per la sfera papposa…mica male, no??</p>
<p>Grazie grazie grazie</p>
<p><a target="_blank" href="http://www.gattolandia.org/"><br />
</a></p>
<p align="center">Io ho votato, tu cosa aspetti?! <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>COSA FARE SE TI PERDONO LA VALIGIA</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2007/08/27/cosa-fare-se-ti-perdono-la-valigia.htm</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Aug 2007 05:30:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giorno per giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Pro consumatori]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.erbaviola.com/2007/08/27/cosa-fare-se-ti-perdono-la-valigia/</guid>
		<description><![CDATA[Ho viaggiato tanto, devo dire che le valigie sono state il lato meno tragico di alcuni viaggi aerei, sebbene a volte mi sia capitato di aspettarle per una settimana oppure di trovare i vestiti appallottolati grazie a qualcuno che ci aveva rovistato con modico successo (ha rubato solo una confezione di pile stilo e un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="center"><img width="450" height="340" border="0" align="bottom" alt="valigiaa.jpg" title="valigiaa.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/Consumatori/valigiaa.jpg" /></p>
<p align="left">Ho viaggiato tanto, devo dire che le valigie sono state il lato meno tragico di alcuni viaggi aerei, sebbene a volte mi sia capitato di aspettarle per una settimana oppure di trovare i vestiti appallottolati grazie a qualcuno che ci aveva rovistato con modico successo (ha rubato solo una confezione di pile stilo e un set per manicure &#8230;che poveraccio!).</p>
<div align="left"></div>
<p align="left">Una volta all&#8217;aeroporto di Heatrow mi è capitato persino che una sprovveduta in buona fede prendesse dal nastro la mia valigia che poi è risultata non solo il modello grande quasi il doppio della sua, ma addirittura con 5 kg di più! Secondo lei erano uguali&#8230; E&#8217; stata una strana esperienza, sono rimasta per mezz&#8217;ora in compagnia di un&#8217;amica a guardare il nastro vuoto che a intervalli regolari ci faceva passare davanti questa valigina, in tutto identica alla mia tranne che nelle dimensioni&#8230; cosa pensare? Sì è ristretta nel viaggio? Sono diventata Gulliver?  Un&#8217;esperienza al limite del surreale, conclusasi alla Stanlio e Ollio&#8230; compilo la denuncia per smarrimento del bagaglio al banco della British Airways, descrivo il contenuto e consegno tutto compresa la chiave della valigia all&#8217;impiegato. Mentre sto telefonando per avvisare i miei ospiti del ritardo, la tipa che aveva preso la mia valigia arriva scortata da due poliziotti e si avvicina trafelata al banco della British dicendo che ha sbagliato valigia. Faccio notare che quella è la mia, sventolo il modulo che ho appena compilato e informo che la sua sta ancora girando sul nastro al ritiro bagagli alle nostre spalle.<br />
Felice come una pasqua prendo la mia valigia e faccio per andarmene ma&#8230;mi fermano i due poliziotti con una faccia per niente rassicurante e chiamano qualcuno. Altri tre poliziotti con due cani lupo arrivano di corsa, sottolineo di corsa, attirando l&#8217;attenzione di chiunque e si mettono a osservare la mia valigia. Ma non è sufficiente! Uno dei cani si mette lì ad annusarla con aria professionale e loro decidono di aprirla con il mio consenso (e che gli dicevo di no?!) &#8230; dando il via all&#8217;esposizione pubblica delle mie mutande! Hanno verbalizzato che la ladra improvvisata della mia valigia non tentava uno scambio di coca ma solo di palesare la sua cretinaggine.  La mia personale cretinaggine invece si è palesata un paio di ore dopo, quando mi sono accorta che nella confusione la chiave della valigia l&#8217;avevo lasciata all&#8217;impiegato della British!<br />
Ma tutto questo è niente in confronto all&#8217;arrivare al check-in con un biglietto da 600 mila lire e sentirsi rispondere che quel volo non esiste, hanno sbagliato a fare il biglietto (grazie Alitalia!).<span id="more-190"></span></p>
<div align="left"></div>
</p>
<p align="left">Morale, ne ho passate parecchie e ho compilato diversi moduli per bagagli persi, dirottati, non conformi. Mi capita in questo periodo di sentire qualche amica che racconta infuriata qualche disavventura con perdita di bagagli e mi rendo conto dai racconti che ancora nel 2007 pochissimi conoscono i propri diritti e soprattutto come farli valere. Ho pensato allora di scrivere questa piccola guida veloce aggiungendo qualche consiglio su come sopravvivere lontano da casa intanto che arrivano i bagagli &#8230; buon viaggio o buon ritorno! <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<div align="left">
<ol>
<li>Al momento di fare i bagagli considerate che il bagaglio a mano può essere di più della pochette con portafoglio, fazzoletti e cellulare. Ho imparato dall&#8217;esperienza che <strong>nel bagaglio a mano</strong>, che viaggia incollato alla sottoscritta, ci stanno anche:<strong> un cambio di vestiti compresi due cambi di biancheria intima e lo stretto indispensabile per doccia e toilette</strong>. E&#8217; vero che alcune compagnie rimborsano i vestiti che dovete comprare causa smarrimento bagaglio, ma vi assicuro che spesso gli acquisti possono essere una perdita di tempo enorme, che si somma alla perdita di tempo di moduli, contatti e telefonate per rintracciare il bagaglio.</li>
<li><strong>Se il vostro bagaglio non arriva dopo lo sbarco, recatevi al banco della compagnia con cui avete viaggiato</strong>. Molte guide dicono di andare al banco Lost &#038; Found o Oggetti smarriti ma sono guide scritte da chi non ha mai denunciato lo smarrimento di un bagaglio, beato lui: <strong>il banco Lost &#038; Found è invece per gli oggetti che avete perso in aeroporto</strong>, oppure per le valigie smarrite/rubate in aeroporto. Il bagaglio non pervenuto dopo un volo deve essere denunciato direttamente tramite la compagnia con cui avete volato.</li>
<li>Alcuni gridano subito al furto. Invece la maggior parte dei bagagli vengono persi, c&#8217;è buona probabilità di trovarli. <strong>Al banco della compagnia con cui avete volato vi consegnano un modulo da compilare in cui dovete mettere anche il contenuto della valigia.</strong> Lo so che nella rabbia e nella fretta del momento qualcuno è tentato di scrivere &#8220;abiti&#8221;. Il mio consiglio è di scrivere l&#8217;<strong>esatto contenuto</strong>, per esempio &#8220;abiti sportivi, scarpe da trekking, zaino da escursione, sacco a pelo e materassino autogonfiabile&#8221; <strong>perché servirà a giustificare gli eventuali acquisti di cui chiederete rimborso alla compagnia.</strong> Per esempio una mia amica segnalò che nella valigia aveva due dizionari di tedesco piuttosto costosi e visto che era lì per un corso di studi gli rimborsarono anche quelli. Il modulo da compilare si chiama <strong>PIR</strong> (Property Irregularity Report). L&#8217;altra sigla che vi serve conoscere per la compilazione è TAG , ovvero il numero di identificativo del bagaglio indicato sul talloncino del biglietto aereo, quello che vi strappano e riconsegnano all&#8217;imbarco per intenderci.</li>
<li>Se sono compagnie italiane, purtroppo, non aspettatevi grande assistenza. Le compagnie straniere, con qualche eccezione rara, danno assistenza anche per la compilazione, hanno i moduli in più lingue e soprattutto sono veloci con i rimborsi.</li>
<li>Vi daranno un <strong>numero di telefono </strong>per chiedere informazioni del bagaglio nei giorni seguenti, usatelo ogni giorno. Non aspettate che vi chiamino loro, soprattutto in momenti di forte traffico.</li>
<li>Il bagaglio vi viene riconsegnato all&#8217;indirizzo che inserite nel modulo. Se, poniamo caso, sarete in quel posto per una settimana e poi tornerete a casa, <strong>è conveniente far precedere gli indirizzi dalle date anche se avete indicato in altri punti del modulo i vostri spostamenti</strong>, per esempio:<br />
16-24 MAY : Mrs Erbaviola, c/o Kings Hotel, 24 Avenue Road, Kings Cross, 23th 56sx, London<br />
AFTER 25 MAY :  Sig.ra Erbaviola, via Pinco Pallo 25, 20100 Milano</li>
<li>Quando riconsegnate il modulo compilato, chiedete subito di darvi <strong>la carta dell&#8217;assistenza</strong> della compagnia. E&#8217; una brochure in cui vengono spiegati tutti i diritti e le coperture che avete. Per esempio che tetto massimo di spesa è rimborsabile per l&#8217;acquisto di vestiti in attesa del bagaglio, se avete diritto al rimborso del taxi nel caso dobbiate ritirare voi il bagaglio in aeroporto ecc.  NON fatevi spiegare a voce i vostri diritti. Ogni compagnia è tenuta ad avere questa brochure/pieghevole/foglio. A volte li finiscono e per non perdere tempo a recuperarne altri si approfittano dei viaggiatori sprovveduti che così non sapranno cosa possono fare.</li>
<li><strong>La valigia è considerata definitivamente perduta solo se dopo 21 giorni dall&#8217;inoltro del modulo di smarrimento non l&#8217;avete ancora ricevuta</strong>. Prima è solo smarrita e la stanno cercando. <strong>A questo punto non parte automaticamente il rimborso</strong>. E&#8217; necessario inoltrare una raccomandata a/r a cui consiglio di allegare una fotocopia del modulo di  smarrimento inoltrato all&#8217;aeroporto.</li>
<li>Il massimo dell&#8217;indennizzo concesso è attualmente di<strong> 1167 euro per bagaglio</strong> (Convenzione di Montreal). Di solito è meno, tranne alcune compagnie che con le loro assicurazioni hanno indennizzi più alti ma è una scelta personale della compagnia. <strong>Alcune compagnie, tra cui la maggior parte delle italiane (figurati!) limitano il rimborso a 20 euro per kg di bagaglio</strong>. Questo lo trovate già scritto sul retro del biglietto. Voi magari penserete che per dei jeans e magliette è sufficiente, ma obietto che essendo il limite del bagaglio di 20-25 kg, il rimborso non sarà mai superiore ai 500 euro, quindi meno dei rimborsi previsti negli anni 80. Et voilà, ecco come ci infiocchettano l&#8217;elefante e ce lo servono sul piatto d&#8217;argento.</li>
<li><strong>Rimborsi per bagaglio in ritardo. Le compagnie non sono tenute a pagarvi disservizi generici e non documentati.</strong> Non sono tenute nemmeno a pagarvi danni morali o &#8220;il disagio&#8221;, sono leggende. Ho sentito gente chiedere le cose più strane, uno addirittura voleva i danni morali perchè nella valigia c&#8217;era l&#8217;abito per la cresima della nipote. Invece di stare a blaterare sciocchezze da film americano, poteva scrivere nel modulo &#8220;abito da cerimonia&#8221; e acquistarne uno per andarci, facendoselo poi rimborsare. Per il rimborso delle spese sostenute a causa del ritardato arrivo della valigia, bisogna inviare una raccomandata a/r alla compagnia, di solito hanno un ufficio apposito, chiedete. Nella domanda vanno inseriti una fotocopia del modulo di smarrimento più tutta la documentazione delle spese sostenute (scontrini) in fotocopia e una fotocopia del talloncino del biglietto aereo. <strong>Tenete sempre voi gli originali.</strong> Se avete un avvocato o un amico avvocato che si presta, è meglio metterlo in cc alla raccomandata. <strong>Ricordatevi di indicare anche gli estremi per il rimborso!! </strong></li>
<li><strong>Se il bagaglio è danneggiato:</strong> includere l&#8217;elenco dei danni nella raccomandata. Su un bagaglio che è stato smistato male e gira magari tre aeroporti prima di essere riconsegnato c&#8217;è una forte probabilità che ci siano dei danni alla valigia o al contenuto. Per questo motivo io ho sempre ritenuto più sicuro andare in aeroporto a ritirare il bagaglio in ritardo piuttosto che farmelo consegnare. Poi ho richiesto i vari rimborsi includendo anche il taxi o la navetta andata e ritorno per il ritiro del bagaglio. In questo modo, se fosse danneggiato, si farebbe una immediata constatazione e non sarebbe contestabile da nessuno. Scriverlo in una raccomandata è più problematico.</li>
<li><strong>Se il rimborso non arriva o tarda:</strong> inviate una raccomandata a/r mettendo in cc l&#8217;<strong>ACU</strong>, <a target="_blank" href="http://www.acu.it"><strong>Associazione Consumatori Utenti</strong></a> (costa solo 1 euro associarsi per un anno e <a target="_blank" href="http://www.acu.it/Sezioni/Acu/Associarsi.asp">ne vale veramente la pena</a>!!!). A questo punto nelle spese includete anche le raccomandate o i fax che inviate oltre a quelli richiesti dalla procedura: se c&#8217;è scritto che bisogna inviare una raccomandata e invece per farmi ascoltare ne devo inviare tre, ne consegue due sono a spese loro <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </li>
<li><strong>Se per il rimborso vi chiedono gli scontrini in originale o la ricevuta del biglietto in originale</strong>, appellatevi all&#8217;Associazione Consumatori di cui sopra. Il PIR, il biglietto aereo, l’etichetta bagaglio, le ricevute di pagamento e/o gli scontrini delle spese sostenute devono essere conservati dal passeggero in originale e devono essere inviati in fotocopia alla compagnia aerea allegandoli alla richiesta di rimborso.</li>
</ol>
</div>
<p align="left"><strong>LETTERA TIPO PER CHIEDERE  IL RIMBORSO</strong></p>
<div align="left"></div>
<p align="left">Spett.le<br />
<em>Nome e indirizzo della Compagnia Aerea</em><br />
cc:<br />
ACU &#8211; Associazione Consumatori Utenti<br />
Via Padre Luigi Monti 20/c &#8211; 20162 Milano<br />
Tel. 02/6615411 &#8211; Fax 02/6425293</p>
<div align="left"></div>
</p>
<p align="left">Oggetto: Nome, Cognome; volo <em>(indicazioni identificativi sul volo) </em>smarrimento &#8211; risarcimento in base alla Convenzione di Montreal del 1999 ed al<br />
Regolamento CE N. 889/02<br />
Spett. le Soc. <em>(indicare la compagnia aerea)</em><br />
con la presente Vi segnalo lo smarrimento del bagaglio del bagaglio riscontrato in occasione del volo <em>( indicare numero, data, luogo di partenza/destinazione e/o tratta del volo)</em>.<br />
Smarrimento bagaglio:<br />
Il giorno<em> (indicare la data)</em> arrivato/a all&#8217;aeroporto di <em>(luogo)</em> non mi è stato riconsegnata la mia valigia <em>(indicare tipo)</em> regolarmente imbarcata sul volo sopra menzionato.<br />
Mi sono quindi recato allo sportello reclami per compilare l&#8217;apposito modulo PIR (Property Irregularity Report) che allego in copia alla presente, assieme alla etichetta bagaglio (TAG) consegnatami al check in ed al biglietto aereo e/o alla carta di imbarco.<br />
Ad oggi però il bagaglio smarrito non mi è stato ancora consegnato, né ho ottenuto un Vostro riscontro a tal proposito malgrado i solleciti fatti per rintracciare detto bagaglio (<em>indicare gli ulteriori contatti telefonici o via lettera intervenenti con la compagnia aerea</em>), né ho ricevuto<br />
l’assistenza dal vostro personale di terra pure dovutami sia in aeroporto per rintracciare il mio bagaglio, sia successivamente (<em>specificare gli eventuali disagi subiti in conseguenza</em>).<br />
Al fine di una quantificazione del danno Vi specifico di seguito il contenuto della valigia:<br />
elenco degli oggetti contenuti nella valigia smarrita (<em>possibilmente allegando, copia degli scontrini o una stima di quanto contenuto nella valigia e del valore degli oggetti</em>).</p>
<div align="left"></div>
</p>
<p align="left">Il valore complessivo di quanto contenuto è pari a circa euro: (<em>indicare la cifra).</em><br />
A seguito dello smarrimento della valigia ho dovuto sostenere delle spese per acquistare i beni di prima necessità o gli ulteriori beni comunque necessari: <em>(indicare i beni acquistati)</em>, dei quali Vi allego in copia le relative ricevute di pagamento e/o gli scontrini degli acquisti effettuati. Vi<br />
allego inoltre copia degli scontrini e/o delle ricevute delle ulteriori spese effettuate in conseguenza dello smarrimento della valigia (<em>ad esempio il costo del taxi per tornare presso l’aeroporto per rintracciare il bagaglio o per chiedere informazioni sullo stesso)</em>.</p>
<div align="left"></div>
</p>
<p align="left">Richiamandomi al Regolamento CE nr. 889/02 in tema di risarcimento danni Vi chiedo di risarcire il danno quantificabile in euro (<em>ammontare del danno risultante dalla distinta)</em> subito per via della situazione come descritta sopra.<br />
Vi prego di accreditare il suddetto importo di Euro <em>(ammontare della somma)</em> entro e non oltre quindici giorni dal ricevimento della presente sul conto indicato a margine.<br />
Con riserva di ogni ulteriore o diversa azione.<br />
Cordiali saluti<br />
<em>Nome e cognome<br />
firma</em></p>
<div align="left"></div>
</p>
<p align="left"><em><br />
Dati bancari:<br />
impresa italiana: BBAN<br />
Impresa straniera: IBAN e BIC (SWIFT)<br />
</em>Allegato: (elenco dei documenti richiamati, numerati)</p>
</div>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>LA VERITA&#8217; SUI VESTITI ALLA FORMALDEIDE</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Aug 2007 11:43:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Boicottaggi]]></category>
		<category><![CDATA[Giorno per giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Pro consumatori]]></category>

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		<description><![CDATA[La notizia è appena stata battuta da Adnkronos e la fonte è delle più attendibili: l&#8217;ADUC, Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori (A proposito, se non siete acora iscritti alla loro newsletter fatelo: vi terrà lontani da molte truffettine e truffettone all&#8217;italiana, soprattutto in ambito bancario). C&#8217;è da scommetterci che almeno per un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><img width="450" height="340" border="0" title="magliettadanger.jpg" alt="magliettadanger.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/ecologia/magliettadanger.jpg" /></div>
<p>La notizia è appena stata battuta da Adnkronos e la fonte è delle più attendibili: l&#8217;<a target="_blank" href="http://www.aduc.it/">ADUC</a>, Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori (A proposito, se non siete acora iscritti alla loro newsletter fatelo: vi terrà lontani da molte truffettine e truffettone all&#8217;italiana, soprattutto in ambito bancario). C&#8217;è da scommetterci che almeno per un paio di giorni sarà una delle notizie-ritornello della stampa italiana. Peccato che come al solito non diranno un paio di cose, cioè:</p>
<ul>
<li><strong>La cosa riguarda molti prodotti, anche prodotti di marca</strong>. <strong>Non fatevi trarre in inganno dalle immagini di mercati e bancarelle</strong>: moltissime aziende italiane non producono qui ma in Cina, vengono solo apposte le etichette con il logo che farà lievitare esponenzialmente il costo del capo. In pratica: non è più sicuro comprare in negozio e non è più sicuro comprare &#8216;di marca&#8217;.</li>
<li><strong>Forse è arrivato il momento di accantonare l&#8217;idea di un armadio pieno di vestiti per quella nuova e felice di un armadio con pochi vestiti ma selezionati.</strong> Invece di 10 magliette da 10 euro, provate a spendere l&#8217;equivalente per un paio di camice di lino prodotte in Italia con materie prime italiane e tinte con colori naturali. Senza andare incontro a spese folli, ci sono le Botteghe del Commercio Equo, Bottega Solidale e parecchi negozi di abiti in tessuti biologici che oltre a capi &#8216;sicuri&#8217; vi forniscono tutta la lista della filiera e l&#8217;elenco dei prodotti impiegati per la creazione. Delle magliette del Commercio Equo e Solidale per esempio, potete sapere persino quanto ha guadagnato l&#8217;artigiano e quanto il negoziante. Mi permetto di segnalare qualche indirizzo online e offline in coda a questo post.</li>
<li><strong>I vestiti possono non essere &#8216;puliti&#8217; anche se privi di formaldeide e altre sostanze tossiche</strong>. I vestiti che acquistiamo possono provenire dal lavoro di tanti uomini e donne, spesso del Sud del mondo, i cui diritti spesso non sono salvaguardati e rispettati. (Maggiori informazioni sulla campagna &#8216;Vestiti puliti&#8217; si trovano sul sito <a target="_blank" href="http://www.cleanclothes.ch/it/f25000080.html">Clean Clothes Campain</a></li>
<li><strong>La formaldeide non è l&#8217;unico pericolo e nemmeno il più grande.</strong> Da tempo ormai vengono denunciati prodotti non conformi perché contengono sostanze nocive o sono privi dei fissatori di colore che non gli permetterebbero di stingere a contatto con la pelle. Un caso famoso è quello di un paio di anni fa, rilevato da Greenpeace: <a target="_blank" href="http://www.greenpeace.it/inquinamento/displaynewstoxics.php?id=506">gli abiti per bambini della Walt Disney</a>. In quel caso furono trovati sui vestiti commercializzati con la marca Walt Disney, non prodotti in Cina peraltro, i seguenti elementi: <strong>Ftalati </strong>(dovuti alle stampe in PVC), <strong>alchilfenoli etossilati</strong> (APE) che come piccola controindicazione hanno l&#8217;alterazione del sistema ormonale (!!!), <strong>organoztannici</strong> (stabilizzatori del PVC) tossici per il sistema immunitario, <strong>piombo</strong> (sui bambini interferisce con i processi di sviluppo neurologico abbassandone il QI),<strong> cadmio</strong> perché usato come stabilizzatore (è solo cancerogeno, evvia) e infine <strong>formaldeide </strong>(Ops! Allora era già successo! ma guarda un po&#8217;&#8230;). (Fonte: Greenpeace, <em>Indagine globale sulla presenza di composti pericolosi negli abiti della Disney</em>, pag. 3 &#8211; Aprile 2004)</li>
</ul>
<p><span id="more-189"></span><br />
<strong>La formaldeide</strong>, alla fine, è solo una sostanza tossica usata per il processo di pre-restringimento e per quello fissativo di tinte e pigmenti. L&#8217;agenzia internazionale per la ricerca sul cancro ha classificato la formadeide come un<strong> probabile cancerogeno per l&#8217;uomo</strong> sin dal 1995  (AIRC 1995). Per la formaldeide sembra che bastino un paio di lavaggi a 60 gradi. Invece per piombo, cadmio ecc. i lavaggi non bastano e la tossicità permane anche sugli indumenti usati. Da ricordare, inoltre, che nessuno lava le magliette colorate e stampate a 60 gradi e soprattutto&#8230; ok lavarla, ma non è che il problema così sparisca, lo trasferiamo solo ai fiumi visto che in Italia non siamo certo all&#8217;avanguardia con gli impianti di depurazione.<br />
<strong>La notizia come è stata lanciata: </strong></p>
<p>(Adnkronos/Ign) 20 Agosto 2007 &#8211; <em>Dopo il dentifricio all&#8217;anticongelante, i giocattoli al piombo e le scarpe al cromo, ora è la volta dei vestiti alla formaldeide. A lanciare l&#8217;allarme è l&#8217;Aduc,riportando una notizia che arriva da una ricerca, resa pubblica da una televisione neozelandese sulla quantità di formaldeide, contenuta nei tessuti degli indumenti provenienti dalla Cina.</em></p>
<p><em>I livelli di tale sostanza sarebbero &#8220;900 volte maggiori di quelli consentiti dall&#8217;Oms, l&#8217;Organizzazione mondiale della sanita&#8217;. Si pensi &#8211; precisa l&#8217;associazione &#8211; che due volte significa un aumento del 100%. I valori limite dell&#8217;Oms sono di 20 parti per milione, mentre nei tessuti sono stati trovati valori fino a 18mila parti per milione&#8221;. L&#8217;Aduc rileva quindi che &#8220;la formaldeide è un cancerogeno e può provocare irritazione delle mucose degli occhi, delle prime vie aeree e irritazione della pelle&#8221;. La formaldeide &#8220;è usata come antimuffa e per mantenere la piega degli indumenti&#8221;.</em></p>
<p><em>Nel 2006 il 22,4% di capi di abbigliamento utilizzato in Italia proveniva dalla Cina (+22% rispetto al 2005), mentre i prodotti tessili toccavano quota 19% (+31% rispetto al 2005). L&#8217;associazione dei consumatori consiglia comunque di lavare e ventilare i tessuti prima di indossarli. L&#8217;Aduc, inoltre, annuncia di aver inviato una lettera ai ministri della Salute, Livia Turco, e dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, per saper se anche in Italia siano state fatte analisi dei tessuti provenienti dalla Cina e quali siano i risultati.</em></p>
<p><strong>Alcuni siti e indirizzi utili per l&#8217;acquisto di capi PULITI</strong></p>
<ul>
<li><a target="_blank" href="http://www.progettogaia.it/bioshop/fr_main_shop.asp">Progetto Gaia</a>: 20125 Milano &#8211; Via Copernico, 41 &#8211; Tel/Fax: 02-67075700 &#8211; Anche acquisti online dal <a target="_blank" href="http://www.progettogaia.it/bioshop/fr_main_shop.asp">sito dell&#8217;emporio di progetto gaia</a></li>
<li><a target="_blank" href="http://www.fattidicanapa.it">Fatti di Canapa</a> : abbigliamento ecologico in canapa &#8211; Sede: Napoli  · Via Domenico Fontana 27 &#8211; Tel 0039 (0)81 2203191 · Fax 0039 (0)81 2290331 (Si può chiamare per conoscere il rivenditore più vicino)</li>
<li><a target="_blank" href="http://www.tabatashop.com/index.htm">Tabata Shop</a>: Articoli naturali per mamma e bambino. Via Ferrari, 5 21100 Varese &#8211; Tel/Fax 0332/234650 Si acquista anche via email, catalogo online.</li>
<li><a target="_blank" href="http://www.e-coop.it/portalWeb/guidaprodcoop.portal?_nfpb=true&#038;_pageLabel=lineeProdottoCoop&#038;oggetto=Linea+SOLIDAL+COOP">Coop Solidal</a>: polo e camicie in cotone biologico da cooperative locali (progetto in collaborazione con <a target="_blank" href="http://www.transfair.it/site/spesa/spesa.html">FairTrade</a>). Nei supermercati Coop.</li>
<li><a target="_blank" href="http://www.hempower.it/ita/prodotti.php">Hempower</a>: Hempower di Ecoplanet Srl. Via Alfonso Corradi, 4 – 40141 Bologna Tel/Fax: +39 051 6230501 E-mail: info@hempower.it   Abiti, scarpe e tessuti d&#8217;arredo in canapa e materie prime naturali. Si possono contattare direttamente per conoscere il rivenditore più vicino. Sono spesso alle fiere, dove si può acquistare direttamente da loro. <a target="_blank" href="http://www.hempower.it/ita/negozi.php">Elenco dei rivenditori Hempower</a></li>
<li><a target="_blank" href="http://www.altrospazio.it/abbigliamento_equosolidali.htm">Altrospazio</a> &#8211; Commercio equo e solidale &#8211; Abiti in tessuti naturali, acquistabili anche online. Elenco delle <a target="_blank" href="http://www.altrospazio.it/dove_siamo.htm">botteghe Altrospazio</a>.</li>
<li><a target="_blank" href="http://www.equoland.it">Cooperativa Equoland</a>:  Abiti equo solidali, si acquista dallo <a target="_blank" href="http://www.equoland.it/cgi-bin/equoland/ita/menu.sql?cat=14&#038;subcat=289">store online</a> oppure direttamente nelle<a target="_blank" href="http://www.equoland.it/contattarci/index.shtml"> tre sedi </a>nei dintorni di Roma e Firenze.</li>
<li><a target="_blank" href="http://www.orlodelmondo.net">Orlo del Mondo</a>: tra le più trendy marche di FairTrade, arrivano dall&#8217;esperienza milanese ormai famosissima di Cose dell&#8217;Altro Mondo e firmano le creazioni come <em>Made in Dignity</em>. Sono state valorizzate le tecniche artigianali indiane che grazie al fair trade sopravvivono alla pressante concorrenza dell&#8217;industrializzazione. Usano cotone naturale, tinture naturali e tingono / dipingono /decorano le stoffe a mano. Hanno anche abiti in cotone tessuto a mano. Elenco dei <a target="_blank" href="http://www.orlodelmondo.net/AVenditori.htm">punti vendita</a>.</li>
</ul>
<p>E&#8217; più che mai necessario ricordarsi sempre che le scelte di consumo sono una responsabilità individuale.</p>
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		<item>
		<title>CURA NATURALE DEL BAMBINO</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2007/07/30/cura-naturale-del-bambino.htm</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Jul 2007 06:44:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Boicottaggi]]></category>
		<category><![CDATA[donne dududù]]></category>
		<category><![CDATA[fai da te & autoproduzione]]></category>
		<category><![CDATA[Giorno per giorno]]></category>
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		<category><![CDATA[Pro consumatori]]></category>
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		<description><![CDATA[Su un pezzo di un po&#8217; di tempo fa, Bambini svezzati a petrolio, e il tuo? si era aperta un&#8217;interessante discussione. Ripartendo da lì, pubblico con piacere la guida che mi ha inviato Elena, redatta insieme a Gruppo Mondo Nuovo. Questa guida è la somma di mesi di ricerche, discussioni, laboratori e prove sul campo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><img width="450" height="340" border="0" title="bambinianngeddes.jpg" alt="bambinianngeddes.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/ecologia/bambinianngeddes.jpg" /></div>
<p>Su un pezzo di un po&#8217; di tempo fa, <a target="_blank" href="http://www.erbaviola.com/2007/06/05/bambini-svezzati-a-petrolio-e-il-tuo.htm">Bambini svezzati a petrolio, e il tuo? </a> si era aperta un&#8217;interessante discussione. Ripartendo da lì, pubblico  con piacere la guida che mi ha inviato Elena, redatta insieme a Gruppo Mondo Nuovo. Questa guida è la somma di mesi di ricerche, discussioni, laboratori e prove sul campo. Ci sono le esperienze delle mamme consapevoli, di quelle che lo sono diventate e di quelle che si stanno mettendo sulla giusta strada. C&#8217;è soprattutto la chiarezza espositiva di chi tutte queste cose le ha sperimentate e di chi ama abbastanza i propri figli da riuscire a mettere in discussione comodità e abitudini.<span id="more-185"></span></p>
<p>Intanto approfitto per fare un mondo di auguri a Elena che con tutta la sua energia è al termine della gravidanza e a giorni sarà assorbita da un pargoletto sicuramente sveglio e  simpatico come lei!<br />
Augurissimi e in bocca al lupo! <img src="http://www.vocinelweb.it/faccine/felici/felici-set1/17.gif" /></p>
<p><strong> Guida a cura di Elena Comana, Gruppo Mondo Nuovo, aggiornata al Giugno 2007</strong></p>
<p><strong>LA CURA DEL BEBE&#8217;</strong></p>
<p>Come prendersi cura del proprio bebé?</p>
<p>Quali prodotti comprare per la pelle e il bagnetto?</p>
<p>Ecco alcuni consigli, frutto di lunghe ricerche e consultazioni tra mamme attente ai prodotti biologici e ai metodi naturali. Consigliamo sia prodotti in vendita da noi valutati sicuri, sia metodi naturali e fai da te, molto meno dispendiosi e spesso altrettanto efficaci.<br />
Sono consigli brevi perchè il neonato non ha bisogno di molto: bastano pochissimi prodotti per soddisfare le sue esigenze. È però importantissimo che la loro sicurezza sia garantita e provata, cosa che invece non si riscontra nei classici prodotti per bambini: purtroppo, infatti, non c&#8217;è da fidarsi delle molte certificazioni che non assicurano nulla: è sempre meglio valutare un prodotto dalla lista degli ingredienti che lo compongono, non dalle pubblicità o dalla seducente confezione.</p>
<p>Questo sintetico prontuario non è la sede adatta per spiegare esaustivamente il motivo per cui la quasi totalità dei prodotti specifici per bambini in commercio risultano spesso dannosi per i bimbi stessi; per avere ulteriori informazioni potete consultare i laboratori di seguito segnalati.<!--more--></p>
<p>Basta comunque poco per accorgersi che la gran parte di essi, reperibili al supermercato o in farmacia, contengono ingredienti dannosi e sconsigliabili. Un esempio per tutti: i mineral oil, paraffina liquida e vaselina, scadenti derivati del petrolio, sono contenuti in quasi tutti i prodotti per bambini in commercio.<br />
Un famosissimo olio pubblicizzato da decenni &#8220;per la cura del bambino&#8221; è pura paraffina liquida. Leggete l&#8217;etichetta e lo vedrete con i vostri occhi.<br />
Dallo studio degli ingredienti di diversi prodotti per bambini e neonati (i più venduti), risulta che spesso i prodotti specifici &#8220;per la cura del neonato&#8221; sono peggiori di quelli per adulti; da ciò è scaturita la necessità di trovare prodotti veramente utili e naturali, realmente sicuri per la cura dei neonati.</p>
<p>Quanto segue è il frutto delle nostre ricerche.</p>
<p><strong>IL BAGNETTO</strong></p>
<p>Contrariamente a quanto le pubblicità ci hanno insegnato, il bimbo non ha bisogno di essere lavato con particolari prodotti detergenti. Oltretutto, i profumi contenuti in molti di questi prodotti lo disorientano e infastidiscono. Soprattutto i neonati si orientano nel mondo e trovano conforto e sicurezza proprio tramite gli odori di mamma e papà, della casa, del fratellino, l’odore proprio, gli odori naturali. Qualunque tipo di profumo, anche quello di detersivi e ammorbidenti, lo disturba e lo disorienta, a volte fortemente: l&#8217;allattamento può essere reso difficoltoso se il contatto al seno è ostacolato da odori sconosciuti.</p>
<p>Il neonato ha invece bisogno che il suo odorato e la sua pelle vengano rispettati, senza che vi siano spalmate sostanze che lo inquinano, che non gli sono necessarie e che spesso si dimostrano nocive o controproducenti.</p>
<p>Per lavare il bambino la soluzione più semplice ma efficace è preparare un bagnetto in cui sia stato disciolto un cucchiaio di amido di mais (maizena) o amido di riso, e un cucchiaio di sale integrale.<br />
L&#8217;amido deterge delicatamente la pelle del bambino, il sale reintegra i sali minerali persi durante l&#8217;immersione. Sono prodotti comuni, dal costo contenuto, raccomandiamo quindi di comprarli nei negozi biologici.</p>
<p>Se il bimbo ha pochi capelli, questi semplici ingredienti sono sufficienti a tenerlo pulito; se al contrario ne ha molti, si può utilizzare uno shampoo baby naturale, avendo cura di usarne molto poco e diluendolo in acqua al momento (se conservato già diluito, può andare incontro a deterioramento). Sconsigliamo vivamente i prodotti presenti sul mercato tradizionale, in primo luogo quelli &#8220;di marca&#8221; dei negozi specializzati per bimbi. Nessuno di essi passa l&#8217;esame del bio-dizionario.</p>
<p>Tra i prodotti in commercio, si può scegliere la saponetta alla calendula weleda, o qualsiasi altra contenga componenti sicuri al 100%; è sufficiente sciogliere pochissimo sapone sulla mano e frizionare con delicatezza i capelli del bimbo.</p>
<p>Dopo il bagno, consigliabile circa due volte alla settimana se non vi sono esigenze particolari, è opportuno massaggiare il bimbo con un olio, per idratarlo. Molto efficace risulta il semplice olio di mandorle dolci puro, da agricoltura biologica, dal costo contenuto. Non compratene quantità elevate, se ne consumate poco (ne bastano poche gocce): essendo privo di conservanti potrebbe irrancidire. Conservatelo in frigorifero, tranne una boccettina pronta all&#8217;uso.</p>
<p>In alternativa consigliamo l&#8217;olio specifico per bimbi della Weleda, meno economico, o altro olio di pari qualità e sicurezza. I prodotti Weleda si trovano nei negozi biologici, in alcune farmacie, in molti siti internet.<br />
Precisiamo che non siamo sponsorizzati da Weleda: ne consigliamo i prodotti perchè la linea bimbo è ottima. Preferiamo acquistare e consigliare marche alternative ai prodotti tradizionali, coscienti di quanto questi ultimi siano dannosi per i bimbi.</p>
<p>Molte mamme sono poco propense ad usare semplici metodi casalinghi e preferiscono comprare prodotti confezionati; è necessario pertanto un accenno sui mineral oil, di cui purtroppo abbondano i prodotti per bimbi &#8211; e adulti.</p>
<p><strong>• PETROLATUM, PARAFFINUM LIQUIDUM, MINERAL OIL<br />
</strong><br />
Sono derivati dalla raffinazione del petrolio, inquinanti, non biodegradabili, recentemente inseriti dalla direttiva europea tra i cancerogeni di classe II.<br />
Il paraffinum liquidum in particolare, non è realmente un derivato ma piuttosto una sua frazione, nella pratica “e’ petrolio”.<br />
Ci interessiamo alla paraffina liquida, o olio di paraffina, poiché è presente in molti prodotti (soprattutto della Johnson&#038;Johnson &#8211; avete presente l’Olio Baby?). La paraffina è stata dichiarata cancerogena dalla comunità europea; tuttavia a causa di un cavillo (è cancerogena per via delle impurità contenute, ma se un produttore sostiene che la sua è pura, può inserirla nel cosmetico) è ancora ampiamente utilizzata. Per quale motivo? Costa poco e non irrancidisce.<br />
Nel prodotto ricopre la funzione di condizionante, solvente, emolliente.<br />
Poiché non e’ possibile aggiungere materialmente acqua alla pelle, infatti, l’unico potere idratante esercitato da un cosmetico è limitare l’evaporazione dell’acqua presente sulla sua superficie, la paraffina “idrata” formando una vera barriera tra l&#8217;epidermide e l&#8217;ambiente.<br />
Tale barriera però è innaturale, composta da molecole estranee a quelle dello strato idro-lipidico della pelle (la miscela di grasso e acqua distribuita sull&#8217;epidermide che costituisce il’idratazione naturale). La traspirazione ne risulta ostacolata, i germi presenti restano intrappolati dalla paraffina e provocando irritazioni e favorendo l&#8217;acne, specialmente su pelli predisposte. Sono pertanto composti comedogenici, che creano un &#8220;tappo&#8221; sui follicoli piliferi, facendo sì che cheratina, sebo, polvere si ossidino e formando gli odiosi &#8220;punti neri&#8221;, ovvero i comedoni.<br />
Spesso l’eccesso di untuosità della pelle è causata dal petrolio e dalla sua azione di &#8220;soffocamento&#8221;: alcuni neonati soffrono di vere e proprie dermatiti da petrolatum.<br />
I prodotti per bambini sono quelli più a rischio, da questo punto di vista.</p>
<p>Ecco l&#8217;INCI del famoso olio baby johnson &#8211; DA EVITARE:<br />
paraffinum liquidum, isopropyl palmitate, parfum PPT1397</p>
<p>Lettura semplificata INCI: paraffina per la quasi totalità del prodotto (le sostanze presenti in quantità maggiore sono poste all’inizio dell’elenco), un legante/emolliente/solvente, profumo sintetico (probabilmente allergizzante)</p>
<p><strong>PULIZIA DEL SEDERINO</strong></p>
<p>Recentemente pare diventato d&#8217;obbligo pulire il sederino del bambino con fazzolettini imbevuti di sostanze &#8220;pulenti”, mentre la pratica di detergerlo con acqua è stata relegata in cantina.<br />
E’ opportuno sapere che quasi tutte le salviettine in vendita (anche quelle apposite per il bambino), sono imbibite di ingredienti [che è assolutamente incredibile che siano permessi per legge]:<br />
Questi prodotti sono causa di inquinamento per la difficoltà di smaltire i rifiuti e provocano irritazioni anche serie alla delicata pelle dei neonati. La situazione peggiora valutando le classiche creme in commercio e degenera considerando le componenti del pannolino.</p>
<p>Da queste considerazioni nasce la necessità di salvare il salvabile: bisogna ripensare le proprie abitudini, tra queste è necessario che ritorni in auge quella di PULIRE IL BIMBO CON ACQUA.<br />
Solo quando è realmente necessario, usate poco detergente o sapone delicatissimo; usandoli ad ogni cambio del bambino i troppi lavaggi seccherebbero e impoverirebbero la pelle.<br />
Poiché il bimbo dovrà essere lavato molte volte lungo la giornata, raccomandiamo di fare anche attenzione agli sprechi idrici: usate la quantità necessaria evitando di scialacquare decine di litri di acqua al giorno. Pensiamo alle riserve idriche e al mondo futuro!</p>
<p>Suggeriamo qui una possibile routine di pulizia del sederino:<br />
&#8220;Togliere il pannolino.<br />
Se il bimbo è sporco di cacca, con un fazzoletto di carta da casa e togliere il grosso (sempre con direzione da davanti a dietro).<br />
Prendere in braccio il piccolo, sdraiandolo di pancia sul braccio sinistro, o il destro se siete mancini (con la testa verso la nostra spalla).<br />
Tenete saldamente con la mano la gambina destra: in questo modo il culetto è in bella mostra.<br />
Lavarlo con la mano [non metterlo mai direttamente sotto il getto dell'acqua: basta poco a sbagliare temperatura].<br />
Solo se necessario usare pochissimo sapone naturale o detergente intimo delicato, entrambi diluiti in acqua.<br />
Se il culetto non è arrossato non mettere creme allo zinco, piuttosto olio di mandorle o girasole.&#8221;</p>
<p>Per sostituire le salviettine imbevute di prodotti chimici, utilizzate dei semplici fazzolettini imbevuti di olio di oliva, o olio di mandorla, o girasole, da aspergere sulla salviettina al momento.</p>
<p>L&#8217;olio è il prodotto migliore  per la pulizia del bimbo. Ricordate che è importante usare solo ed esclusivamente oli naturali. Sia l&#8217;olio di oliva che l&#8217;olio di mandorle o di girasole rappresentano le migliori e più economiche soluzioni, acquistateli da agricoltura biologica (costano comunque molto meno dei  prodotti di marca).<br />
In alternativa all’olio di mandorle (che irrancidisce facilmente) si possono usare olio di girasole (anche Esselunga ne ha uno bio), o olio di riso (olio di riso “Scotti” è valido, l’estrazione preserva in buona parte le qualità dell’olio, soprattutto il gamma-orizanolo). L&#8217;olio di girasole unge meno, e ha un odore meno forte.</p>
<p>Per non sprecare enormi quantità di fazzolettini di carta possiamo confezionare o comprare delle salviette di stoffa su cui si versa l&#8217;olio. Queste possono poi essere lavate e rilavate e utilizzate per eventuali futuri fratellini. E’ probabile che nel tempo sulle pezzuole l&#8217;olio lasci sulle pezzuole delle impronte, che non andranno via completamente, ma la cosa non deve spaventarci: le pezzuole sono comunque pulite e igieniche, ecologiche ed economiche.<br />
Si possono comprare pezzuole di tessuto da agricoltura biologica già fatte, nei siti ecologici o in negozi bio; oppure si possono confezionare a casa usando anche vecchi tessuti, purché siano molto morbidi: la pelle del piccolo viene facilmente irritata da tessuti granulosi e rigidi.</p>
<p>Per il bene del bebé e dell&#8217;ambiente, è importante usare le salviettine confezionate solo ed esclusivamente quando necessario (nelle trasferte o in momenti particolari) e comprarle di ottima qualità.<br />
Le salviettine biologiche costano decisamente di più di quelle tradizionali, ma se si usano solo quando necessario la spesa sarà ammortizzata dall’uso sporadico.</p>
<p>Non è facile trovare delle salviettine con degli ingredienti approvati dal biodizionario; noi consigliamo tre marche, la prima è perfetta nella totalità dell&#8217; INCI, la seconda è buona e presta attenzione anche alle fibre impiegate, la terza ha un solo ingrediente moderatamente sconsigliato all&#8217; ultimo posto dell&#8217; INCI (quindi è buona).</p>
<p>SALVIETTINE ROSENMANDEL Confezione da 80 pezzi Euro 7,69<br />
Naturalissime; il morbido foglio di cellulosa non sbiancata col cloro è imbevuto di olio di mandorle e di arachidi, e di olii essenziali di rosa, senza alcun addizionante chimico (né stabilizzatori, emulsionanti, PEG o derivati, coloranti, alcool, etc.). Tutti gli ingredienti sono giudicati consigliabili dall’accreditata rivista tedesca OEKO-TEST.</p>
<p>L&#8217;INCI è il seguente:<br />
glycine soja (olio di soja biologico-no ogm), prunus dulcis (olio di mandorla), tocopherol (vitamina E), ascorbyl palmitate, rosa canina, lecithin, glyceryl oleate, citric acid, parfum, citronellol, geraniol, linalool.</p>
<p>Sono in assoluto le migliori che abbiamo trovato, le profumazioni citronellol, geraniol, linalool sono da olii eterici e non da sostanze sintetiche; l’unico dubbio rimanente circa queste salviette è che queste essenze sono potenzialmente allergizzanti.<br />
Il glicine soia risulta a bollino rosso nel biodizionario, ma essendo assicurato NO OGM il rosso diventa un doppio verde, quindi perfetto. Lasciano un leggero strato di olio di mandorle sul sederino, idratandolo.</p>
<p>Ne consigliamo 3 confezioni per tutto il periodo-pannolino del bimbo. Se usate con accuratezza, basteranno e forse avanzeranno.<br />
Si possono trovare in alcuni negozi di prodotti bio, o sui cataloghi www.ipiccolissimi.it &#038; www.bottegadeibimbi.it</p>
<p>NATURAE’ SALVIETTE BABY da 60pz<br />
100% NATURAL BABY WIPES da 72 pz.</p>
<p>INCI: aqua, coco-glucoside glycerin (glicerina vegetale), chamomilla recutita, calendula officinalis, acid benzoic (conservante vegetale), phenoxyethanol (conservante), dehydroacetic acid (conservante).</p>
<p>Le salviette Naturaè da 60 pezzi vengono vendute da Natura Si e da Ecor a circa 5 Euro, quelle 100% Natural confezione da 72 pezzi a Eur 3,30 (acquistando il cartone da 12 confezioni si risparmia il 10%) si trovano ad esempio sul sito www.ipiccolissimi.it e attraverso tanti GAS in Italia.</p>
<p>La soluzione detergente è per entrambe la stessa, ma diversa è la composizione del tessuto:<br />
quelle a marchio Naturè sono in 100% cotone bio mentre le 100% Natural Baby sono in una fibra mista 70% lyocell (fibra interamente vegetale che si ricava dagli alberi di faggio) e 30% PLA (la stessa usata per i pannolini).<br />
I materiali tessili e le soluzioni sono certificate ICEA e di alto profilo nell’Oeko Test, inclusi i conservati contenuti.</p>
<p>L’Azienda ci informa che per un errore di stampa, su di uno stock importante di salviette 100% Natural è stata stampata, dal fornitore, una formulazione CHE NON E’ DI WIP.<br />
Una volta accortisi dell’errore, è stato deciso di applicare una etichetta con la formula giusta e le certificazioni; tuttavia alcuni stock di salviette sono stati diffusi prima che si potesse intervenire.</p>
<p>Gli unici dubbi possono restare sui 2 conservanti sintetici che vengono utilizzati per evitare il proliferare di muffe sulle fibre naturali, le quali a causa dell’umidità ed esposte all’ossigeno (quindi una volta aperto il pacchetto) possono infastidire sia per l’odore di marcio che emanano, sia per la salute, nel caso di proliferazioni batteriche.</p>
<p>Il bio-dizionario li classifica con un pallino giallo, considerando che sono in fondo alla lista degli ingredienti, quindi presenti in quantità minima, riteniamo il prodotto più che accettabile; non contengono allergeni (per es. le essenze profumate vegetali) perchè non vengono utilizzate profumazioni da oli essenziali bensì da estratti di erbe da agricoltura biologica.</p>
<p>SALVIETTINE BABY Euro 4,80 + iva (sul sito non è specificato il numero di salviettine)<br />
Rinfrescanti, ipoallergeniche, senza alcool</p>
<p>INCI: aqua, glycerin, tilia cordata, potassium sorbate, sodium cocoyl, hydrolyzed wheat protein, sodium benzoate, sodium dehydroacetate, profumo, borotalco, malva sylvestris.</p>
<p>NON CONTIENE COLORANTI<br />
*da agricoltura biologica certificata<br />
Cosmesi Bio-Ecologica AIAB<br />
Certificato ICEA n° 1T008BC-22<br />
Lotto ABC 1234</p>
<p>Si trovano su www.bottegadeibimbi.it e in alcuni negozi biologici; esiste un numero verde da chiamare per sapere se c&#8217;è un punto vendita nella propria zona.</p>
<p><strong>CREME PER IL SEDERINO</strong></p>
<p>Vanno usate quando il bambino presenta arrossamenti. In condizioni di normalità, per tenerlo idratato basta l&#8217;olio che usate dopo il bagnetto, o quello delle salviettine imbibite.</p>
<p>Le famosissime e diffuse creme allo zinco presenti sul mercato, sia da supermercato che da farmacia, non passano l&#8217;esame della naturalità del prodotto; noi ci guardiamo bene dall&#8217; usarle e quando il bimbo ne ha bisogno usiamo l’ottima crema all&#8217;ossido di zinco della Weleda.</p>
<p>La consigliamo particolarmente perchè la costituisce un&#8217;ottima alternativa alla pasta Fissan che tanti genitori vogliono avere in casa.</p>
<p>Abbiamo trovato anche una buona pasta in vendita nei supermercati, ad esempio all’Auchan:</p>
<p>Pilogen carezza &#8211; Bio bio Baby Pasta all&#8217;ossido di Zinco. 150ml prezzo: 7.80 €<br />
Con Burro di Karitè, Olio di Riso, Olio di Mandorle, Bisabololo, Vitamina E, Ossido di Zinco al 15% ed estratto biologico di Calendula.</p>
<p>La sua ricca formulazione e la sua consistenza creano un sottile strato impermeabile che protegge il sederino dei piccoli dal contatto col pannolino bagnato; è ideale anche per tutte le zone del corpo arrossate. E’ un’alternativa ottimale alle solite paste all’ossido di zinco, piene di petrolati (controllate l’INCI delle normali creme per accorgervene).</p>
<p>DA EVITARE : PASTA FISSAN; se ne trova di due tipi:</p>
<p>PASTA FISSAN &#8216;CLASSICA&#8217; (la produce Sara Lee)<br />
INCI: lanolin, petrolatum, aqua, paraffinum liquidum, zinc oxide, cetearyl alcohol, hydrated silica, tocopheryl acetate, linseed acid, panthenol, bisabobol, chamomilla recrutita extract, parfum, maltodextrin, hydroxycitronellal, silica, linalool, coumarin, BHT, phenoxyethanol, methylparaben, propylparaben.</p>
<p>PASTA FISSAN &#8216;DELICATA&#8217;<br />
INCI: aqua, zinc oxide, paraffinum liquidum, petrolatum, metoxy PEG-22/dodecylglycol copolymer, propylene glycol, PEG-22/dodecyl glycol copolymer, hydrated silica, cetyl palmitate, hydroxyoctacosanyl hydroxystearate, lanolin, allantoin, tocopheryl acetate, linseed acid, panthenol, bisabobol, chamomilla recrutita extract, parfum, zinc sulfate, maltodextrin, citric acid, silica, methylparaben, propylparaben.</p>
<p>Lettura semplificata INCI: trattasi di qualche spuzzatina qui è la di estratto di camomilla e bisabobol in un mare di petrolio.<br />
Gli ingredienti principali sono derivati del petrolio, che formano un film-barriera a scapito della normale &#8216;respirazione&#8217; dell&#8217;epidermide. Altri ingredienti sono di origine sintetica, scarsamente biodegradabili. Il tutto è condito con estratti naturali, che si trovano alla fine dell’INCI, presenti quindi in scarse quantità immersi in sostanze sulla cui natura ed effetti nutriamo seri dubbi.</p>
<p><strong>PRODOTTI VERDI CONSIGLIATI, in vendita anche nei SUPERMERCATI</strong></p>
<p>Alcune mamme del forum Promiseland hanno nel tempo cercato e selezionato dei prodotti reperibili nei supermercati, dagli INCI verdi e affidabili.<br />
Per non allungare questo documento in modo spropositato non inseriamo gli INCI di tutti i prodotti. Potete però trovarli e verificare che nel tempo non siano cambiati, cercandoli nel topic laboratorio: http://forum.promiseland.it/viewtopic.php?t=21236&#038;postdays=0&#038;postorder=asc&#038;start=0</p>
<p>Prodotti Bio Bio Baby (Pilogen carezza): si trovano anche all’Auchan.</p>
<p>Pilogen Carezza &#8211; Bio bio Baby Pasta all&#8217;ossido di Zinco.<br />
E’ un’alternativa ottima alle solite paste all’ossido di zinco, piene di petrolati.</p>
<p>Pilogen Carezza Bio Bio Baby Sapone Liquido<br />
E&#8217; un detergente con ingredienti ottimi, molto valido.</p>
<p>Pilogen Carezza Bio-Bio Baby Olio Detergente Emolliente<br />
Olio detergente viso &#8211; corpo. Un insieme di oli e burro, senza aggiunte “inquinanti”.</p>
<p>Tutti questi prodotti Pilogen più altri della stessa linea:</p>
<p>Bio-Bio Baby Amido di Riso</p>
<p>Bio-Bio Baby Bagno Shampoo</p>
<p>Bio-Bio Baby Crema Lenitiva</p>
<p>Bio-Bio Baby Latte Detergente Emolliente</p>
<p>potete trovarli in vendita anche su un ottimo sito che vende solo prodotti naturali.</p>
<p>http://www.saicosatispalmi.com</p>
<p><strong>PER BIMBI PIU’ GRANDI</strong></p>
<p>Quando i bimbi sono più grandi e si sporcano di ogni cosa, non è sufficiente usare l’amido di mais; serve un vero detergente, ma è comunque importante che sia naturale.<br />
Consigliamo le semplici saponette naturali da agricoltura biologica, evitando qualunque bagnoschiuma il cui INCI non sia riconosciuto più che naturale. Le saponette sono molto più economiche dei bagnoschiuma.<br />
Sono anche più ecologiche perché sono solide, il che significa: imballaggi ridotti, riciclabili perchè in cartone (niente plastica); inoltre essendo solide possono derivare solo da olio e soda caustica. Invece i saponi liquidi, per essere tenuti nella formulazione “a miscela, fluido”, richiedono necessariamente altre sostanze.</p>
<p>Segnaliamo un bagnoschiuma che si può trovare nei supermercati, con un ottimo INCI e dal costo contenuto:</p>
<p>si tratta di &#8220;Baby Mild bagnoschiuma emolliente&#8221;, in vendita presso supermercati come LIDL ed altri; da non confondere con &#8220;Baby Mild Balsamo Detergente&#8221;, non altrettanto &#8220;verde&#8221; nell&#8217;INCI.</p>
<p>qui si può vedere il baby mild bagnoschiuma (quello da prendere)</p>
<p>http://www.ciao.it/Baby_Mild_bagnoschiuma_emolliente__637442</p>
<p>mentre qui si può vedere il baby mild balsamo (quello da evitare)</p>
<p>http://www.ciao.it/Baby_Mild_Balsamo_Detergente__659338</p>
<p>Segnaliamo l&#8217;INCI di questo prodotto, poiché nel tempo le case possono cambiare le formulazioni; verificate che gli ingredienti non siano diversi, e magari meno naturali.</p>
<p>INCI: aqua, lauryl glucoside, cocamidopropyl betaine, disodium cocoamphodiacetate, sodium chloride, parfum, sodium benzoate, citric acid, hydrolyzed wheat gluten, coco-glucoside, glyceryl oleate, niacinamode, potassium sorbate.</p>
<p>Questo bagnoschiuma può essere usato anche come shampoo, ma poiché brucia a contatto con gli occhi si consiglia di stare molto attenti con i bimbi. Via libera per l&#8217;uso da parte dei grandi.</p>
<p><strong>TELINI IMPERMEABILI PER IL CAMBIO PANNOLINO</strong></p>
<p>Inutile dire che ci auguriamo che tutti si impegnino ad evitare i telini usa e getta il più possibile, come ogni altro prodotto usa e getta. È facilissimo sostituirli con pezze di stoffa &#8211; anche vecchi lenzuoli semplicemente orlati &#8211; da appoggiare sul fasciatoio e da portarsi anche in giro. In caso di trasferte su divani altrui è opportuno avere un pezzo di cerata da mettere sotto al telo.</p>
<p><strong>VESTITINI</strong></p>
<p>E&#8217; importante che i vestiti dei bimbi siano il più possibile &#8220;puliti&#8221; per quanto riguarda l&#8217; inquinamento sia dei componenti &#8211; tessuti e coloranti &#8211; sia dei detersivi usati per lavarli.<br />
Per quanto riguarda i detersivi la soluzione è banale: usatene la quantità minima possibile, e se possibile scegliete detersivi ecologici.<br />
Evitate assolutamente l&#8217;ammorbidente a meno che sia biologico: quelli tradizionali sono altamente allergenici e irritanti. Potete sostituirli efficacemente con 100ml di aceto bianco o 100ml di una soluzione di acido citrico e acqua (100-150 gr. di acido citrico in un litro d&#8217;acqua) da mettere nella vaschetta dell&#8217;ammorbidente. L’aceto bianco è più blando dell’acido citrico, ma assolve bene alla funzione ammorbidente e non lascia odore sui panni asciutti. L’acido citrico è più efficace, ma a volte difficile da reperire. In questa discussione ci sono informazioni su dove e come trovarlo http://forum.promiseland.it/viewtopic.php?t=21686</p>
<p>Evitate tutti gli igienizzanti sbiancanti che contengono perborato (cercate quelli che contengono percarbonato).<br />
Evitate di utilizzare quantità industriali di igienizzanti: non servono e creano danno ambientale.</p>
<p>Ulteriori e dettagliate informazioni sui detersivi tradizionali, ecologici e fai da te, sono disponibili sul sito www.biodetersivi.altervista.org<br />
ove potete scaricare gratuitamente un manuale di 47 pagine e una semplice scheda pratica di 7 pagine.</p>
<p>Esistono in commercio vestiti ecologici. Si trovano nei negozi specifici e in siti internet specializzati.<br />
Ecologici sono anche i vestiti riciclati: i molteplici lavaggi hanno già eliminato la tossicità dei tanti prodotti tossici usati per confezionarli.<br />
Abbiate solo cura di lavarli un paio di volte se chi ve li ha prestati usa detersivi tradizionali, ammorbidenti e igienizzanti: usate la sola acqua per sciacquarli perfettamente dai residui nocivi.</p>
<p>Scegliete vestiti di fibre naturali, scartate quelli sintetici, quelli con applicazioni di materiali sintetici o stampe di plastica.<br />
Più colori e più applicazioni sui vestiti significano più lavorazioni e più inquinamento.<br />
Più il vestito è neutro, anche nel colore, meno è inquinato e inquinante.</p>
<p>Esistono in alcune catene di supermercati (es. esselunga, oviesse e altri ) dei vestiti dal costo contenutissimo &#8211; 6 euro una maglietta estate 2007 12 mesi, e 6,50 euro una tutina estiva 12 mesi- con il MARCHIO FIDUCIA NEL TESSILE OEKO TEX test sostante nocive.<br />
Si riconoscono per questa scritta e per un logo arcobaleno. Sono prodotti con una certificazione seria e affidabile, e dal costo veramente contenuto.</p>
<p>Lavate comunque e sempre i vestitini un paio di volte prima di farli indossare al bimbo; idem per copertine, lenzuolini e tutti i tessuti nuovi con cui il bimbo viene a contatto.</p>
<p>E&#8217; da notare come già dai 9-12 mesi, i vestiti per maschi e femmine siano fortemente differenziati: prima di questa età in genere si distinguono solo per il colore (rosa o azzurro); per il resto spesso si possono utilizzare gli stessi vestiti per maschi e femmine.<br />
Dai 9-12 mesi in avanti avviene uno strano fenomeno: non abbiamo più a che fare con vestiti per bambini, bensì con abiti per piccole signorine e piccoli ometti; quasi tutti quelli da bimba sono improponibili per i maschi, mentre quelli da bimbo sono troppo maschili per le femmine. Questa imposizione commerciale sembra fatta apposta per costringerci a comprare più vestiti… e c’è inoltre da chiedersi se è corretto costringere i bambini a identificarsi e differenziarsi così fortemente fin dai primi mesi.</p>
<p>Un modo di aggirare queste imposizioni è comprare vestiti semplici, tipo tute, jeans, felpette, polo e altri capi che possono essere unisex (purché ovviamente la mamma non tenga eccezionalmente a far indossare a sua figlia solo vestiti evidentemente femminili).<br />
L&#8217;altra possibilità è comprare le cose da alcuni marchi ecologici:<br />
lotties produce capi molto spartani, solo con cotone che cresce già colorato in pianta (dunque panna, beige, marroncino, verdolino); sono capi carini, semplici, che vanno bene un po’ per tutti. www.lotties.it<br />
otic, che troviamo stupenda (per qualità ed estetica) ha prezzi ottimi e fa tutto molto colorato (con colori vegetali o minerali, esenti da sostanze tossiche, e cotoni da agricoltura biologica); anche qui molti abiti possono andare bene per entrambi i sessi www.oticbiotex.it</p>
<p><strong>MAGLIE ALLATTAMENTO</strong></p>
<p>Esistono in commercio praticissime maglie da allattamento per le mamme: consistono di una parte superiore che può essere sollevata scoprendo il seno, senza dover togliere la maglia e quindi prendere freddo. Sono utilissime per allattamento in pubblico, però sono un po’ care. Per risparmiare si possono utilizzare cannotiere con le spalline sottili (in vendita a poco prezzo), da indossare sotto le normali magliette; al momento dell&#8217;allattamento si solleva la maglia e si sposta la canottiera sottostante, in modo da liberare prima un seno e poi l&#8217;altro.</p>
<p><strong>PANNOLINI MONOUSO</strong></p>
<p>Informazioni più ricche e articolate potremo darle in seguito; stiamo completando la stesura di un manuale sui pannolini per bambini, dove si potranno trovare precise e testate informazioni sui vari tipi di pannolini: dai tradizionali, ai monouso ecologici, ai pannolini di stoffa, fino ad arrivare a parlare dei metodi naturali per aiutare il bimbo a lasciare il pannolino nei giusti tempi, ovvero intorno ai 2 anni, e non ai 3 -4 attualmente in voga.</p>
<p>Per visionare il laboratorio e partecipare ai lavori:<br />
Forum Promiseland</p>
<p>http://forum.promiseland.it/viewtopic.php?p=160936#160936</p>
<p>Per leggere la bozza in continuo aggiornamento:<br />
Forum Promiseland</p>
<p>http://forum.promiseland.it/viewtopic.php?t=21068&#038;start=0</p>
<p>Per chiedere informazioni sul manuale completo e recapiti per scaricarlo (quando sarà pronto), scrivete a:<br />
quinta.cosa.sacra CHIOCCIOLA gmail.com</p>
<p>Per chi fosse interessato ad acquistare i pannolini biologici monouso, segnaliamo che in Italia le due marche più conosciute sono wip con naturaè e moltex; il costo per pannolino è pressocché identico, la differenza è che Naturaè è biodegradabile ed ecosostenibile per circa l&#8217;80%, Moltex lo è per circa il 20%.<br />
Delle varie altre proposte da mercati anche esteri non abbiamo trovato pannolino con caratteristiche migliori di Naturaè.</p>
<p><strong>LIBRI</strong></p>
<p>Un libro interessantissimo per genitori in attesa:<br />
LA COMUNICAZIONE E IL DIALOGO DEI 9 MESI di G.Ferrari ed. Mediterranee</p>
<p>Un libro da leggere prima del concepimento e durante la gravidanza:<br />
AMARLO PRIMA CHE NASCA di Relier Jean Pierre ed. Le Lettere</p>
<p>Due libri sul parto naturale<br />
IL BEBE&#8217; E&#8217; UN MAMMIFERO<br />
ECOLOGIA DELLA NASCITA entrambi di M. Oden Red Edizioni</p>
<p>Il prezioso libro sull&#8217;allattamento di La Leche League, acquistabile presso gli incontri di zona della lega, o sul sito</p>
<p>http://www.lllitalia.org/Sito/Pubblicazioni.html</p>
<p>L&#8217;ARTE DELL&#8217;ALLATTAMENTO MATERNO</p>
<p>L&#8217;arte del massaggio indiano per far crescere i bambini felici<br />
SHANTALA di Frédérick Leboyer ed. Sonzogno</p>
<p>Un libro interessantissimo sul metodo &#8220;senza pannolino&#8221;. Si acquista o sul sito di AAM Terra nuova, o nei Naturasì, o in altri negozi di prodotti biologici.<br />
SENZA PANNOLINO Ed. AAM Terra Nuova</p>
<p><strong>FORUM E SITI WEB</strong></p>
<p>Forum di aiuto e discussione per genitori, dal concepimento in avanti:</p>
<p>Forum ANEP &#8211; Associazione Nazionale Educazione Prenatale</p>
<p>http://anep.forumfree.net/</p>
<p>Forum CONSAPEVOLMENTE</p>
<p>http://www.consapevolmente.org/forum/</p>
<p>Forum PROMISELAND</p>
<p>http://forum.promiseland.it/viewforum.php?f=9</p>
<p>PARTO NATURALE E SOSTEGNO ALL&#8217;ALLATTAMENTO</p>
<p>http://www.lllitalia.org/Sito/Home.html</p>
<p>La missione de La Leche League International è aiutare le madri di tutto il mondo ad allattare al seno attraverso il supporto di altre madri che hanno allattato, l&#8217;incoraggiamento, l&#8217;informazione e l&#8217;educazione, e di promuovere una migliore comprensione dell&#8217;allattamento al seno come elemento centrale per lo sviluppo e la salute del bambino e della madre. La Leche League produce opuscoli informativi e libri sull&#8217;allattamento al seno e gli argomenti connessi (svezzamento, alimentazione ecc.); inoltre organizza incontri (anche in Italia) in cui le madri possono confrontarsi o approfondire la questione con l&#8217;aiuto di un esperto, e fornisce contatti con consulenti specialisti di allattamento al seno. Tutto ciò che la Lega offre può essere trovato nel suo sito web (sezione italiana)</p>
<p>GRUPPO DI DISCUSSIONE SUL PARTO NATURALE</p>
<p>http://it.groups.yahoo.com/group/partonaturale/.</p>
<p>SITO WEB &#8220;CRESCERE SENZA PANNOLINO<br />
Educazione assistita al vasino precoce www.evassist.it</p>
<p>MAILING LIST GRUPPO &#8220;SENZA PANNOLINO http://it.groups.yahoo.com/group/senzapannolini/</p>
<p>COME PREPARARE IL SENO ALL&#8217;ALLATTAMENTO<br />
Un thread per capire se il seno và trattato o meno con prodotti e sfregamenti specifici</p>
<p>http://www.consapevolmente.org/forum/viewtopic.php?t=991</p>
<p>SITO DI INFO UTILI<br />
Un interessantissimo sito che offre link e informazioni su:<br />
gravidanza, parto, allattamento, educazione e motricità, pannolini riutilizzabili, portare i bebè, vendita prodotti, gruppi di discussione</p>
<p>http://larbreabebes.it.free.fr/linkfin.htm</p>
<p>SITO INTERESSANTISSIMO SUL FAI DA TE PRODOTTI BIMBO</p>
<p>http://larbreabebes.it.free.fr/</p>
<p>é fatto con i menu &#8220;a tendina&#8221;, perciò sarebbe troppo dare i link delle varie sezioni. Ne segnaliamo qualcuno per comodità:</p>
<p>http://larbreabebes.it.free.fr/c_pasapas.htm realizzazione passo dopo passo dei pannolini in stoffa. http://larbreabebes.it.free.fr/c_materiale.htm che materiale usare<br />
http://larbreabebes.it.free.fr/c_galleria.htm galleria foto pannolini fai da te<br />
http://larbreabebes.it.free.fr/a_cuscinoprima.htm realizzare un cuscino da allattamento</p>
<p>IL CREATIVO ANGOLO DELLA SARTA</p>
<p>Comprando svariati prodotti bimbo, ci siamo presto accorte di quanto possa essere semplice cucirne alcuni in casa, o farseli cucire dalla sarta. Il mercato è ricco di proposte interessanti, ma i costi sono spesso folli!<br />
Abbiamo quindi deciso di sfoderare le nostre arti &#8211; anche quando parecchio scarse! – e ci siamo divertite a creare oggetti utili e a condividere informazioni e consigli. Ci auguriamo che questo laboratorio nel tempo cresca sempre più, con nuovi esperimenti e soluzioni:</p>
<p>http://www.consapevolmente.org/forum/viewtopic.php?t=1294&#038;start=0</p>
<p><strong>NOTIZIE UTILI</strong></p>
<p>ASSORBENTI DI STOFFA PER DONNA &#038; MOON CUP</p>
<p>Forum Consapevolmente</p>
<p>http://www.consapevolmente.org/forum/viewtopic.php?t=540</p>
<p>Forum Promiseland</p>
<p>http://forum.promiseland.it/viewtopic.php?t=20619</p>
<p><strong>GRUPPO MONDO NUOVO</strong></p>
<p>http://biodetersivi.altervista.org/</p>
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		</item>
		<item>
		<title>LA GUERRA DEL LATTE IN POLVERE</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2007/06/19/mamme-filippine-piu-informate-delle-mamme-italiane.htm</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Jun 2007 04:51:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<category><![CDATA[donne dududù]]></category>
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		<category><![CDATA[Ma che Bel Paese]]></category>
		<category><![CDATA[Pro consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[Stili di vita INsostenibili]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre da noi impazza la pubblicità di latte in polvere e derivati del petrolio destinati alla prima infanzia senza che le neomamme si curino della cosa (se non poche ma in aumento), in altre parti del mondo si solleva la protesta, persino nelle Filippine. Forse siamo troppo abituati a vedere i filippini che puliscono umilmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><img width="450" height="340" border="0" title="mammefilippine1.jpg" alt="mammefilippine1.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/varie/mammefilippine1.jpg" /></div>
<p>Mentre da noi impazza la pubblicità di latte in polvere e derivati del petrolio destinati alla prima infanzia senza che le neomamme si curino della cosa (se non <a target="_blank" href="http://www.erbaviola.com/2007/06/05/bambini-svezzati-a-petrolio-e-il-tuo.htm">poche ma in aumento</a>), in altre parti del mondo si solleva la protesta, persino nelle Filippine. Forse siamo troppo abituati a vedere i filippini che puliscono umilmente i nostri bei loft per associarli a qualcosa di più che terzomondisti. Ma è proprio nel terzo mondo, o nel secondo come in questo caso, che la battaglia delle multinazionali del latte in polvere si sta svolgendo. La battaglia è lì, perché qui da noi è già stata vinta e non solo si sono convinte le neomamme che il latte artificiale è più sano e i pannolini di plastica più igenici, ma sembra addirittura eretico dire il contrario! Chi vigila in Italia? Nessuno.<span id="more-173"></span></p>
<p>Se il pediatra regala cofanetti e l&#8217;ostetrica consiglia marche di latte, è ignobile pensare che il rappresentante uscito poco prima dallo studio gli dia qualcosa in cambio per farlo! Suvvia, con i 200 euro a visita che si prende, vuoi anche che accetti regali dal rappresentante?! Ops, volevo dire &#8220;Informatore Medico&#8221;, bisogna essere politically correct.<br />
Scusate, posso farvi una domanda banale? Pensate veramente che i rappresentanti delle case farmaceutiche che vanno a trovare i vostri pediatri o che girano per gli ospedali, siano lì per spiegargli come si usa questo o quel farmaco? Per caso il vostro pediatra é analfabeta e non sa leggere le istruzioni da solo? <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />   Dai, fatevele un po&#8217; di domande, è un sano esercizio per non atrofizzare del tutto il cervello!<br />
Ma forse esagero io. In definitiva le aziende farmaceutiche che si occupano di prima infanzia e latti in polvere, ai medici e ostetriche danno solo informazione medica, tipo due settimane a Sharm El Sheik tutto compreso per pediatra e famiglia, con mezza giornata di corso di aggiornamento, sui farmaci, latti e tettarelle prodotte dall&#8217;azienda stessa. E qualche campioncino quando passano in studio. Questo se sono bravi e hanno tante pazienti che usano i prodotti Pincopallo. Se ne hanno ancora poche, o non le convincono abbastanza, prendono solo due giorni di corso a Voghera o al massimo possono competere per la settimana bianca a Foppolo.<br />
Siete i bollini di una raccolta punti sulla pelle dei vostri figli.</p>
<p>E&#8217; vero. Ci sono professionisti che non si piegano a questa logica. Sono pochi, pochissimi. Non date per scontato che sia il vostro pediatra perchè se chiedete a chiunque, il proprio pediatra è bravissimo, molto attento e onesto. E allora chi lo consiglia il latte in polvere, le pappe con i coloranti, l&#8217;allattamento a biberon? Ma certo, a voi è stato consigliato solo perchè ne avevate REALMENTE bisogno. Eccola lì!<br />
Se la reale necessità corrispondesse davvero il 70% delle mamme, come avviene in Italia, bisognerebbe farsi ricoverare tutti. Vi sembra probabile che il 70% delle mamme abbia bisogno della &#8216;giunta&#8217; e che poi improvvisamente si trovi ad allattare solo con latte in polvere perchè il bambino dopo la giunta rifiuta il latte materno?! Il 70%? Non sarà che qualcuno è invece interessato a vendervi tettarelle e latte in polvere?<br />
E se non ci pensa il pediatra, ci pensa la televisione o la rivista per mamme e bambini. Non vorrete mica dare ai vostri bambini qualcosa di meno nutriente del latte Pincopallo per farlo crescere bene ?! Pazze! Per risparmiare date delle porcate ai vostri figli che poi si ammalano! Scriteriate! &#8230; questo il messaggio.</p>
<p>Dove invece l&#8217;attaccamento alla vita è quotidiano, la sopravvivenza necessaria e il mondo non è ancora quello di tronisti e veline, <strong>ci sono leggi che impediscono alle multinazionali di imbottire i neonati di prodotti chimici in massima parte dannosi. Queste leggi passano anche per il non pubblicizzare alle neomamme prodotti sostitutivi del latte materno. Nei paesi civili, infatti, dove la salute dei bambini viene prima degli interessi e della speculazione di pochi, il latte in polvere viene consigliato dal pediadra solo in casi di reale necessità.</strong></p>
<p>Agenzia Epa, su Il Corriere della Sera, 19 Giugno 2007:<br />
<em>L&#8217;originale protesta di alcune madri filippine davanti alla Corte Suprema di Manila. Le donne mostrano i propri seni dipinti a sostegno della nuova normativa in fatto di pubblicità del latte artificiale. Con il calo dell&#8217;allattamento al seno (in Asia soltanto il 35% delle madri allatta i propri bambini nei primi sei mesi) <strong>il ministero della Salute filippino lo scorso anno ha vietato le réclame di prodotti destinati a bambini con meno di un anno, quindi anche del latte vaccino.</strong> Immediata la reazione delle aziende farmaceutiche che hanno citato in giudizio il Dipartimento per la Salute sostenendo che soltanto il Parlamento ha il potere di cambiare il regolamento in fatto di pubblicità. La Suprema Corte prima ha dato ragione al ministero ma in appello ha ordinato uno stop delle nuove regole. E oggi, mentre le due controparti sono in udienza davanti alla Corte per un ulteriore confronto, è andata in scena la singolare protesta delle neomamme. (<a target="_blank" href="http://mediacenter.corriere.it/MediaCenter/action/player?uuid=306e71ce-1e39-11dc-a2eb-0003ba99c53b">Reportage</a>)</em></p>
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		</item>
		<item>
		<title>LE CONTAMINAZIONI OGM DEI CIBI BIOLOGICI</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2007/06/13/le-contaminazioni-ogm-dei-cibi-biologici.htm</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Jun 2007 09:59:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Stili di vita sostenibili]]></category>

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		<description><![CDATA[Da ieri, anche nei prodotti lavorati e confezionati, dal riso alle brioche, e dichiarati come biologici ci potranno essere tracce significative di organismi geneticamente modificati. Lo hanno deciso ieri i ministri dell&#8217;Agricoltura dell&#8217;Unione europea nonotrante le reiterate e forti polemiche di tutte le associazioni, Greenpeace in testa. Secondo questo nuovo regolamento, infatti, potranno essere etichettati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><img width="450" height="340" border="0" title="no_ogm_contaminazione.jpg" alt="no_ogm_contaminazione.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/ecologia/no_ogm_contaminazione.jpg" /></div>
<p>Da ieri, anche nei prodotti lavorati e confezionati, dal riso alle brioche, e dichiarati come biologici ci potranno essere tracce significative di organismi geneticamente modificati. Lo hanno deciso ieri i ministri dell&#8217;Agricoltura dell&#8217;Unione europea nonotrante le reiterate e forti polemiche di tutte le associazioni, Greenpeace in testa.</p>
<p><strong>Secondo questo nuovo regolamento</strong>, infatti, potranno essere etichettati come bio anche i prodotti lavorati e confezionati che contengono lo 0,9% di prodotti/materie prime OGM da contaminazione accidentale. E&#8217;  una concessione larghissima, spropositata, rispetto all&#8217;attuale soglia di contaminazione accidentale dello 0,1%, il cosiddetto zero tecnico perché al di sotto di questa percentuale gli ogm non sono rintracciabili.<br />
Va sottolineato che <strong>la normativa riguarda solo i prodotti trasformati </strong>come riso, dolci, cereali, marmellate e snack. I prodotti freschi invece non rientrano in questa normativa e la soglia di contaminazione accidentale rimane dello 0,1%.</p>
<p><strong>Come evitare confusioni e acquisti errati.</strong> Acquistare solo da aziende che producono biologico certificato IN ITALIA. La contaminazione avviene sempre nel trasporto con alimenti OGM che in Italia sono tuttora vietati.<br />
Per i prodotti come riso, dolci, cereali, marmellate e snack ci sono produttori italiani quale Alce Nero che distribuiscono anche nei supermercati, producono solo alimenti con materie prime da agricoltura biologica italiana. Mi sento di consigliare Alce Nero perché sui pacchetti di molti alimenti come il riso mette addirittura nome cognome indirizzo del coltivatore nonché il lotto di coltivazione. PIù seri di così&#8230;<br />
Se invece avete la possibiltà di acquistare da produttori locali controllati, è ancora meglio.<br />
Per chi frequenta i negozi di alimentazione naturale e i supermercati NaturaSì, evitare cibi biologici ma con contaminazioni ogm è ancora più semplice visto che le etichette di BauleVolante, FinestrasulCielo ecc. sono tra le più chiare in assoluto.<span id="more-171"></span></p>
<p><strong>Ultimo consiglio generale sul biologico / ogm.</strong> Diffidate sempre di chi commercializza sia biologico che non biologico, sia ogm che non ogm. Primo perchè il rischio contaminazione è ancora più alto che con il solo semplice trasporto. Secondo perché se comprate bio e non-ogm potete dare un messaggio preciso comprando da chi si impegna solo su questo fronte. Comprando invece la &#8216;linea bio&#8217; di Pincopallino darete solo l&#8217;idea a un altro Pincopallino di sfruttare una moda di qualche migliaio di imbecilli con il portafoglio pieno, perché è proprio così che ci considera chi fa la &#8216;linea bio&#8217; in mezzo al restante 90% di produzione annegata nei diserbanti cancerogeni. Se ci impegnamo a comprare bio da chi si impegna su questo fronte, non solo le aziende del biologico crescono e si abbassano i prezzi, come è successo negli ultimi cinque anni, ma addirittura si riesce a mandare un messaggio chiaro a chi continua ad avvelenarci con i diserbanti e i fitofarmaci: il messaggio del calo delle vendite è l&#8217;unico che sono in grado di recepire. E&#8217; quello che bisogna dargli.</p>
<p align="center">Per chiarezza ho messo insieme cinque punti principali per acquisti no-ogm:</p>
<p>1) <strong>In Italia NON POSSONO ESSERE VENDUTI frutta e verdura da coltivazione OGM, sia italiana che di importazione.</strong> La frutta e la verdura possono essere da agricoltura biologica, lotta integrata o &#8216;normale&#8217; ma non ogm.</p>
<p>2) <strong>In Italia POSSONO ESSERE VENDUTI cibi contenenti materie prime da coltivazione OGM. </strong>Queste materie prime provengono da paesi extra-europei come America, Cina e Argentina e la presenza di ogm dovrebbe essere dichiarata sulla confezione, cosa che raramente accade soprattutto con il riso cinese e il mais americano. Le materie prime a maggiore rischio di contaminazione accidentale sono: mais, riso e soia.<br />
3) <strong>I cibi a maggiore rischio di presenza di materie prime OGM sono: riso, dolci, snack, pasta, soia e derivati NON prodotti in Italia con materie prime italiane<br />
</strong></p>
<p>4) <strong>Il rischio è maggiore se si acquistano prodotti extra-europei non biologici.</strong> Per esempio il mais per popcorn da mettere nel microonde, importato direttamente dagli USA.</p>
<p>5) <strong>Il metodo più sicuro per evitare cibi contaminati accidentalmente</strong> nella misura massima dello 0,9% adesso stabilita <strong>è acquistare prodotti italiani le cui materie prime siano italiane e possibilmente da agricoltura biologica.</strong></p>
<p>Precedenti articoli su OGM:</p>
<ul>
<li><a target="_blank" href="http://www.erbaviola.com/2007/03/22/chiarezza-su-ogm-per-le-coltivazioni-bio-italiane.htm">Chiarezza su OGM per le coltivazioni biologiche italiane</a></li>
<li><a target="_blank" href="http://www.erbaviola.com/2007/02/20/il-registro-delle-contaminazioni-ogm.htm">Il registro delle contaminazioni OGM</a></li>
<li><a target="_blank" href="http://www.erbaviola.com/2007/02/08/attenzione-al-riso-per-cani-e-gatti.htm">Attenzione al riso per cani e gatti!</a></li>
<li><a target="_blank" href="http://www.erbaviola.com/2006/10/24/siamo-invasi-da-riso-llrice601-non-autorizzato-prodotto-dalla-bayer.htm">Siamo invasi dal riso OGM LLRICE601 non autorizzato, prodotto dalla Bayer</a></li>
</ul>
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		</item>
		<item>
		<title>BAMBINI SVEZZATI A PETROLIO. E IL TUO?</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2007/06/05/bambini-svezzati-a-petrolio-e-il-tuo.htm</link>
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		<pubDate>Wed, 06 Jun 2007 00:06:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<category><![CDATA[donne dududù]]></category>
		<category><![CDATA[Giorno per giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Ma che Bel Paese]]></category>
		<category><![CDATA[Pro consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[Ridendoci sopra...]]></category>
		<category><![CDATA[Stili di vita INsostenibili]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;avventura con il bauletto omaggio attira-neo-mamme (o droga-mamme?!) l&#8217;ha scritta Elena, che ho avuto la fortuna di leggere e conoscere attraverso la rete dei GAS e alla quale cui faccio un sacco di auguri! Sarà una super-mamma, soprattutto una mamma consapevole. Il pezzo che ha inoltrato tramite la rete dei GAS lo pubblico con il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><img width="450" height="340" border="0" alt="bambinianngeddes.jpg" title="bambinianngeddes.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/ecologia/bambinianngeddes.jpg" /></div>
<p>L&#8217;avventura con il bauletto omaggio attira-neo-mamme (o droga-mamme?!) l&#8217;ha scritta <a target="_blank" href="http://www.comana.it">Elena</a>, che ho avuto la fortuna di leggere e conoscere attraverso la rete dei GAS e alla quale cui faccio un sacco di auguri! Sarà una super-mamma, soprattutto una mamma consapevole. Il pezzo che ha inoltrato tramite la rete dei GAS lo pubblico con il suo permesso e senza aggiungere altro&#8230; se non fosse così simpatico il modo di raccontare di Elena, non resterebbe che piangere&#8230; Quindi prego, fatevi un paio di risate ma con i fazzoletti a portata di mano <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<div align="center">* * *</div>
<p>Arrivata al settimo mese di gravidanza mi piglio lo sfizio di accettare un gadget omaggio, consistente di scatola di Anne Geddes con dentro non s&#8217;è bene capito cosa.<br />
Immaginavo che dentro ci fosse solo cartaccia da macero, e ho esitato a contribuire allo spreco, ma la scatola era davvero invitante – sigh! la pubblicità! &#8211; e mi serviva giusto per metterci una cosa&#8230; confesso che ho ceduto.<br />
Ebbene, col capo cosparso di cenere sono qua ad espiare le mie colpe: faccio la fatica di raccontare cosa ci ho trovato, sperando che serva a qualcun altro più saggio di me.<span id="more-169"></span></p>
<p>All&#8217;interno un paio di copie omaggio di giornaletti per bimbo, di cui una più &#8220;relazionata&#8221;, l&#8217;altra specificatamente pubblicitaria: centinaia di prodotti mamma e bimbo di cui sembra proprio non si possa fare a meno. Ho quindi scoperto di essere una mamma scellerata e mesozoica, che di &#8216;ste robe non so proprio che farmene.</p>
<p>Vi faccio un po’ la lista della spesina che dovremmo fare, qualcosa scelto a caso perchè dovrei scrivere un articolo di venti pagine per illustrarvi l&#8217;assalto di prodotti senza senso di cui pare che bimbi e genitori non possano proprio fare a meno;</p>
<p><strong>*</strong><strong>Euclorina depliant con omaggio prova inserito:</strong> la cura del bambino e della mamma inizia rinforzando il già radicato terrore del batterio assassino, che uccide meno dell&#8217; euclorina ma nessuno se ne accorge;</p>
<p><strong>*Depliant pannolini Pampers New Baby per neonati.</strong> Si specifica che la pelle del neonato è davvero sensibile e per questo ha bisogno di un pannolino delicato. E quale miglior pannolino dei Pampers?<br />
Di cui il più delicato è quello con cremina all&#8217;aloe, &#8220;per proteggerlo con la massima delicatezza&#8221;, specificano. Omettono di scrivere che la cremina all&#8217;aloe l&#8217;hanno inserita per limitari i danni da irritazione dovuti al surriscaldamento creato dai materiali quasi totalmente sintetici di cui il &#8220;delicatissimo&#8221; pannolino è composto. Ma questi sono &#8220;particolari&#8221; di cui neanche il consumatore si interessa.<br />
Il pannolino seguente al delicatissimo pannolino all&#8217;aloe è il pannolino cattura pupù liquida. Che mai ci avranno messo di così speciale? Una dose aggiuntiva di gel superassorbente? Quello che è la prima causa di irritazioni allergie e inquinamento? Quello che fà puzzare di petrolio i pannolini?<br />
Peccato che nemmeno quà si spendono in chiarificazioni. Non andrò a comprarlo per svelare l’arcano mistero.<br />
Dulcis in fundo il pannolino con super barriere tieni tutto, che tengono tutto davvero, compreso il calore che non riesce a defluire e garantisce una tenuta stagna da scafandro di plastica con relative immaginabili conseguenze.<br />
Alla fine della trilogia pannolinesca ci viene presentata la salviettina specifica per la pelle delicata dei neonati: sintetica da paura con ingredienti da fare rizzare i capelli. Si usa al posto della semplice e innocua acqua e serve ad aumentare spese, inquinamento ambiente e bimbo, allergie da ingredienti petroliferi spesi a raffica.<br />
Complimenti! Devo proprio correre a comprarmi il kit!</p>
<p><strong>*Si passa poi all&#8217; indispensabile guida all&#8217;allattamento.</strong> Non quello della Lega del latte. No, No, quello delle case venditrici di biberon.<br />
Prima di questi illuminanti aggiornamenti mi pareva di avere capito poche cose essenziali sull’allattamento, ovvero:<br />
l&#8217;allattamento è il gesto in assoluto più naturale, non necessita di nulla d&#8217;altro che sia offrire il seno al bimbo quando lo chiede, così da favorire il processo della lattazione, due braccia confortevoli che lo sostengono e accolgono, infinita pazienza, E BASTA. Infatti ciò che rende così spesso difficile l&#8217;allattamento sono tutti i trucchi anti-latte diventati di moda negli ultimi 40 anni. Vedi l&#8217; incredibile caso che è giusto giusto da poche decine d’anni che le donne non hanno più latte e non riescono ad allattare.</p>
<p><strong>Vediamo in sintesi gli indispensabili ausili antilatte: Ciucci, Tettarelle e Biberon.</strong><br />
Necessitano di una suzione diversa rispetto a quella al seno, confondono il bambino, gli offrono surrogati che lo tengono lontano dal seno. Il seno non stimolato dalla suzione produce meno latte.<br />
Si arriva ben presto a non avere abbastanza latte e quindi a rivolgersi a giunte, biberon, integrazioni, ciucci a go-go ecc.<br />
Ciò che inoltre disorienta fortemente il piccolo sono gli odori estranei, di qualunque crema applicata al seno, per non dire il fargli ciucciare creme e sostanze sintetiche presenti nei prodotti seno venduti &#038; raccomandati alla mamma.<br />
Ebbene, grazie al nuovo kit della super-mamma-moderna mi trovo a scoprire che devo comprare assolutamente il biberon primi giorni, per potere dare le giunte al bimbo, sia di latte, che di acqua, che di tisane, che di mille altro (tutte cose caldamente sconsigliate per chi vuole fare partire bene l&#8217;allattamento).<br />
Dopo ciò, ho bisogno una distesa di tisane (sconsigliate per i motivi di cui sopra) e di ciucci di ogni sorta: allattamento addio ma con grazia ed ergonomia da terzo millennio.<br />
Fortuna che poi si arriva alla pagina titolata: &#8220;LATTE ADDIO, MA SENZA DRAMMI&#8221;. E per carità! Con tutto l&#8217;impegno messo mica ce li faremo i drammi!<br />
Non viviamo certo nel medioevo dove tutte allattavano se no i bimbi morivano!<br />
Siamo nel 2007 e possiamo mantenerli ad artifici. C&#8217;è solo l&#8217;imbarazzo della scelta.</p>
<p><strong>*Arriviamo quindi alla chicca del bauletto omaggio, questa proprio mi ha stupito:</strong><br />
CHICCO: COPPETTE ASSORBILATTE ULTRA ALLATTASICURA<br />
Sarà che noi mesozoici ci siamo procurati delle coppette di stoffa di seconda mano e pensiamo di utilizzare quelle, comunque queste ci hanno davvero fatto trasecolare: sono riempite di gel superassorbenti!<br />
Il dubbio mefistofelico sorge spontaneo: saranno per caso i medesimi gel superassorbenti sintetici e altamente irritanti che vengono inseriti nei pannolini bimbo e donna? Quelli che tendono poi a rilasciare le loro tossicità sulla pelle? La stessa pelle che poi il piccolo ciuccia durante l&#8217;allattamento per il poco tempo che si riesce a tentare l&#8217;allattamento new generation con ausili new generation? Quindi oltre che irritarsi il sedere di gel superassorbenti se li deve anche ingollare con il latte? Mah&#8230;<br />
Ovviamente come succede per i pannolini, nemmeno per le coppette sono segnalati i componenti. Ci rimane solo di sapere che le microsferette dei miracoli terranno asciutto il seno e che le coppette supersintetiche sono &#8220;traspirabili&#8221;. Traspirabili de che???<br />
Ma andiamo pure avanti.</p>
<p><strong>*Altro manualetto sull&#8217;allattamento diviso in due sezioni: cosa consigliano le ostetriche nella prima parte, e cosa consiglia Chicco nella seconda.</strong><br />
Come le due versioni possano andare d&#8217;accordo non riesco proprio ad immaginarlo. Potrei scoprirlo solo leggendo con attenzione, ma abbiate pazienza se il mio masochismo non arriva a punto tale. Passiamo direttamente ai consigli di Chicco, e al fatto che naturalmente i suddetti consigli acquistano un&#8217;aura di legittimazione importante se inseriti in un manuale-allattamento scritto da ostetriche (e metterci anche nome e cognome di queste ostetriche?!).<br />
Dunque, Chicco consiglia le meravigliose coppette assorbilatte con microsferette di cui abbiamo parlato sopra.<br />
Poi consiglia le salviettine detergenti per l&#8217;igiene del seno. Tali salviettine sono già un danno se usate sul sedere del bambino, mi immagino un pò che effetto possano avere sul seno, che il bimbo poi ciuccia. Non compro una confezione per verificare gli ingredienti perchè non dubito siano pessimi come tutti gli altri prodotti consigliati per mamma e bambino.<br />
Si passa poi a un siero elasticizzante seno &#8220;dermoantistress&#8221; di cui si dice: &#8220;formula protezione bambino con pluirvitamine oli naturali&#8221; ecc.<br />
Eh? Che vorrà dire mai che una crema applicata sul seno della mamma protegge il bambino? Boh..<br />
Non oso andare a verificare la lista degli ingredienti, per i motivi citati sopra. Se anche miracolosamente fossero davvero naturali &#8211; e non lo credo affatto &#8211; rimane il fatto che vengono grandemente sconsigliate applicazione di qualsivoglia crema e olio sul seno durante l&#8217;allattamento: il bimbo si disorienta ed è costretto ad ingerire sostanze che non saranno mai naturali come le naturali protezioni cutanee della mamma.</p>
<p><strong>*Si prosegue poi con una sfilata senza fine di ciucci e tettarelle e biberon primi giorni, primi singhiozzi, primi sogni, primi passi, primi vagiti ecc. già commentati sopra.</strong><br />
Si aggiunge anche un depliant dei punti vendita Chicco dal primo giorno di gestazione ai 3 anni. Così non ci perdiamo, hai visto mai.</p>
<p><strong>*Si passa poi al depliant della Fisher-Price. </strong>Una sfilata inesauribile di giochi di cui il nostro bimbo non potrà fare a meno se gli si vuole dare l&#8217;occasione di crescere stimolato ed equilibrato, amato e gioioso. Per quanto riguarda i giochi ho pensato che verrò gioco forza invasa dal parentado, e mi dovrò occupare di intimargli di non sotterarci di trattori e ruspe da due metri e pianole elettriche spaccatimpani. Per il momento comunque non mi sono documentata sul magico mondo dei giocattoli e non guardo nemmeno il depliant.</p>
<p><strong>*Si prosegue con un meraviglioso campioncino di Johnson Baby Bagnodoccia Extra Idratante, con gocce di baby olio.</strong><br />
Chissà se le gocce di baby olio sono le medesime del Johnson Baby Olio, quello di cui si pubblicizza &#8220;Applicato sulla pelle bagnata idrata ben 10 volte di più di molte altre creme. Testato da pediatri. Fin dai primi giorni di vita&#8221;.<br />
I suoi ingredienti sono:<br />
<strong> &#8220;paraffinum liquidum, isopropyl palmitate, parfum PPT1397 &#8221;<br />
Ovvero paraffina liquida per la quasi totalità del prodotto.</strong><br />
La paraffina liquida come tutti i mineral oil e i petrolati, è un derivato dalla raffinazione del petrolio, inquinante, non biodegradabile, recentemente inseriti dalla direttiva europea tra i <strong>cancerogeni di classe II.</strong><br />
Gli effetti sulla pelle sono già stati chiariti dalla direttiva europea.</p>
<p>Questi ingredienti sono inseriti in quasi tutti i prodotti bimbo in commercio, dal supermercato alla farmacia.<br />
Controllare per credere.<br />
Comunque ho già regalato il flaconcino e non posso controllare l’INCI, peccato per l’occasione persa. Ho intimato a mia sorella di restituirmi il flaconcino vuoto, non so per cosa ma per espiare le colpe lo userò.</p>
<p><strong>*Arriviamo poi al giornale pubblicitario</strong>, credo ci potrei mettere 4 ore a commentarlo tutto. Forse 8.<br />
Un tripudio di creme mamma e bimbo che non servono a niente nella maggior parte dei casi, e piene zeppe di ingredienti da raffineria nella stragrande maggioranza dei casi.<br />
Prima causa di allergie, disorientamento bimbo ecc.<br />
I soliti trecento tipi di biberon e tettarelle e ciucci. Le solite pubblicità all&#8217;allattamento naturale al seno con a fianco il biberon primi giorni di gomma (???) ecc.</p>
<p><strong>*Poi una sfilata immensa di camerette neonato.</strong> Viste così tutte insieme fanno spavento! Ma ‘sti bimbi neonati devono per forza alloggiare in una stanzetta per celebrolesi? Con orsacchiotti da mezzo metro che fanno inquietante capolino da ogni mobile? Rosa e azzurri stucchevoli rallegrati da forme giganti di coniglietti.<br />
E la cosa bella è che un arredamento di questo genere deve per forza essere cambiato appena il bimbo cresce, anche di poco. Che mica glielo puoi lasciare quando va alle elementari! Il mobiliere ringrazia.<br />
Identica osservazione vorrei fare per i tessuti usati per oggetti neonato: è mai possibile che la creatura debba dormire in un cuscinotto primi giorni dai colori arancio e giallo sparato, con degli orsacchiotti a cavallo di mongolfiere di 40 centimetri che ti fanno venire voglia che cali la notte per non vederli più?<br />
L&#8217;esagerazione delle immagini rispecchia l&#8217;esagerazione di tutto il resto. Difficile trovare qualcosa che non sia gigante, in esubero, gridato ed esagerato. Fastidioso!</p>
<p><strong>*Si prosegue con prodotti di ogni genere per la pulizia bimbo, di cui viene pubblicizzato il baby profumo: </strong>se c&#8217;è una cosa che dà fortemente fastidio al bimbo è proprio il profumo, inoltre tutti i profumi inseriti nei cosmetici tradizionali sono sintetici e altamente allergenici.</p>
<p><strong>*Arriviamo poi a una chicca da oscar:</strong> una pagina intera in cui una deliziosa immagine di mamma con bimbo recita.&#8221;<em> Per la sua protezione il latte migliore è il tuo</em>&#8220;.<br />
Il bimbo è abbracciato dalla scritta &#8220;<em>sistema immunitario</em>&#8220;. Questo per quanto riguarda la pagina sinistra della pubblicità, quella legata al cuore&#8230; si passa poi alla pagina destra, razionale, legata al cervello, e si scopre che si sta pubblicizzando il latte Mellin 2 progress…???<br />
&#8220;<em>… perchè dopo il tuo latte il modo per rafforzare NATURALMENTE il sistema immunitario del tuo bambino, è il latte Mellin.</em>&#8221;<br />
C&#8217;è sempre un perchè! eh!<br />
Considerando i consigli anti allattamento delle pagine precedenti, la fase del &#8220;<em>dopo allattamento</em>&#8221; arriverà se va bene non più tardi di un mese e mezzo di vita del neonato. Missione compiuta: Mellin 2 ringrazia.</p>
<p>Ci sono mille altre cose che non ho la pazienza di elencare, ne lascio solo un&#8217;ultima che m&#8217;ha fatto morire dal ridere:<br />
*una linea per la pappa che vende a peso d&#8217;oro una sorta di scodella con cucchiaio ultima moda e colore – rosa shocking nello specifico- così propagandata &#8221; la linea per la pappa di Sitar Happy Bimbo dà al bambino uno stimolo in più nelle delicate fasi dello svezzamento&#8221; ecc eccc&#8230;<br />
A peso d&#8217;oro possiamo comprare un cucchiaio di plastica fuxia con tazzariella inserita e lo svezzamento sarà un gioco da ragazzi. Garantisce Happy Bimbo.</p>
<p><strong>*Ci sono anche gli omogenizzati di sola frutta, &#8220;<em>per insegnare ai bimbi il piacere della vera frutta senza zuccheri aggiunt</em>i&#8221;.</strong><br />
Non capisco perchè non ci si possa frullare una frutta fresca in casa invece di comprarla frullata e addizionata in vasetto, ma l&#8217;ho detto all&#8217;inizio che sono mesozoica, sarà quello il mio problema?</p>
<p>Aiuto&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.!!</p>
<p>Qualcosa di decentemente scritto e spiegato sui pericoli da vaccinazione e alternative possibili, sul parto naturale che non significa epidurale, effetti primari e secondari dell’epidurale su mamma e bimbo e bazzecole di questo genere????</p>
<p>Intanto devo dire che non mi azzarderò più ad accettare qualsivolgia omaggio mamme e bimbo, potrei crepare di consapevolezza e passare le giornate a scrivere il mio scoramento e pentimento.<br />
A proposito, viene pubblicizzato un altro bauletto omaggio: se viaggiate in autostrada con un bimbo di due anni a bordo basta fermarsi in una delle 57 stazioni di servizio Total, fino a fine agosto, così da ricevere il Cestino da viaggio Kit Baby Ok con prodotti beauty per l&#8217; infanzia.</p>
<p>Felicità e Auguri!</p>
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		<item>
		<title>HO QUESTO SOGNO HARD RICORRENTE&#8230;</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jun 2007 14:23:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8230;incredibile come tutto questo progresso ci porti a desiderare la banalità. Per esempio le pesche che sanno di pesche, le albicocche che sanno di albicocche. Incredibile come delle lauree in agronomia non gli facciano sovvenire l&#8217;ardito pensiero che se si stacca la frutta prima della maturazione questa matura sì, ma sa a malapena di acqua. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><img width="450" height="340" border="0" title="sognopesche.jpg" alt="sognopesche.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/orto_biologico/sognopesche.jpg" /></div>
<p align="justify">&#8230;incredibile come tutto questo progresso ci porti a desiderare la banalità. Per esempio le pesche che sanno di pesche, le albicocche che sanno di albicocche.  Incredibile come delle lauree in agronomia non gli facciano sovvenire l&#8217;ardito pensiero che se si stacca la frutta prima della maturazione questa matura sì, ma sa a malapena di acqua.<br />
Io mi addormento con questi sogni hard e sovversivi: mangiare delle pesche che sanno di pesche.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>CALCOLA QUANTI ANIMALI HAI MANGIATO</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Jun 2007 08:01:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Purtroppo è necessario sapere l&#8217;inglese, anche in modo approssimativo, si tratta di leggere un paio di frasi. Ma se ce la fate, questo calcolatore di timetogoveg.com è senz&#8217;altro da usare, provare e valutare! Si inseriscono i propri anni e calcola approssimativamente quanti animali sono stati uccisi per andare nel vostro piatto e quanti ne potrete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="center"><img width="450" height="340" border="0" align="bottom" alt="veg_calculator1.jpg" title="veg_calculator1.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/varie/veg_calculator1.jpg" /></div>
<p align="justify">Purtroppo è necessario sapere l&#8217;inglese, anche in modo approssimativo, si tratta di leggere un paio di frasi. Ma se ce la fate, questo <a target="_blank" href="http://www.timetogoveggie.com/ttgv/menagerie/index.html">calcolatore</a> di timetogoveg.com è senz&#8217;altro da usare, provare e valutare!  Si inseriscono i propri anni e calcola approssimativamente quanti animali sono stati uccisi per andare nel vostro piatto e quanti ne potrete salvare se diventaste veg in questo momento. Il risultato va oltre ogni vostra previsione, e c&#8217;è davvero da rifletterci!</p>
<p align="justify">Per esempio io ho scoperto che se continuo ad essere vegana, partendo da oggi salvo 6106 animali. <span id="more-166"></span>Ok, non mi serviva un&#8217;ulteriore motivazione ma senz&#8217;altro mi avrebbe fatto riflettere se mi fosse arrivata quando ero ancora onnivora <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Per i non vegetariani vengono calcolati sia gli animali già mangiati che quelli che potrebbero salvare diventando vegetariani.</p>
<p align="justify">
<p align="justify">Intanto un&#8217;<a target="_blank" href="http://www.arkangelweb.org/international/uk/20070529britaincontinuesveggietrend.php">ottima notizia</a>:  <strong>Meno animali uccisi – la Gran Bretagna sempre più vegetariana<br />
</strong>(Segnalazione e traduzione di Andrea Argenton)<strong><br />
</strong>
</p>
<p align="justify">Diminuiscono i polli, tacchini e maiali uccisi per la carne in Gran Bretagna e il calo è significativo secondo le ultime statistiche agricole prodotte da Defra (Department for Environment, Food and Rural Affairs).</p>
<p>Il gruppo di attivismo vegetariano Viva sostiene che a dispetto della propaganda che afferma che la gente sta abbandonando il vegetarianesimo, ad essere vero è il contrario, e un numero crescente di britannici sta adottando uno stile di vita più gentile e più salutare.</p>
<p>“E&#8217; un&#8217;eccellente notizia che così tanta gente stia diventando vegetariana” dice il responsabile campagne di Viva! Justin Kerswell. “<strong>Circa un miliardo di animali sono tuttora uccisi per la loro carne ogni anno in Gran Bretagna; la maggior parte di loro vive una vita spaventosamente breve in condizioni di squallore e incontra una morte orribile, quindi abbiamo ancora moltissima strada da fare ma stiamo vincendo. Le preoccupazioni per la crudeltà verso gli animali, per la salute e e per lo stato del pianeta crescono ogni giorno e il vegetarianesimo fornisce una soluzione a tutte. Ce n&#8217;è bisogno come mai prima d&#8217;ora.</strong></p>
<p>Il calo annuo nelle macellazioni mostra che in Gran Bretagna sono stati uccisi 20 milioni di polli in meno, e 2 milioni di tacchini in meno. Anche considerando tutte le importazioni, le esportazioni e la produzione domestica, il consumo di pollame in Gran Bretagna è sceso di 32.000 tonnellate. 76.000 maiali in meno sono stati macellati, il che rappresenta il più basso numero di animali uccisi dal 1973, quando sono iniziate le rilevazioni di Defra. Secondo Mintel (società di ricerche di mercato, dato del 2006) il 5-6 per cento della popolazione è ora vegetariana e il numero sta salendo. Il numero di vegan è cresciuto di dieci volte negli ultimi 10 anni, fino a raggiungere il milione.</p>
<p>La persona media in Gran Bretagna mangia 11.047 animali nella sua vita: 1 oca, 1 coniglio, 4 bovini, 18 maiali, 23 agnelli, 28 anatre, 39 tacchini, 1.158 polli, 3.593 molluschi e crostacei e 6.182 pesci. Viva! fornisce supporto a chi vuole interrompere o almeno diminuire il suo consumo di carne.</p>
<p>Chiunque può controllare il suo personale massacro di animali al link <a target="_blank" href="http://www.timetogoveggie.com/">www.timetogoveggie.com</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>ERBE E SPEZIE ESSICCATE RADIOATTIVE?</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2007/05/28/erbe-e-spezie-essiccate-radioattive.htm</link>
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		<pubDate>Mon, 28 May 2007 23:22:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando ho letto questo articolo sono rimasta allibita. In particolare, questo passaggio: A partie dal 1999 nell&#8217;UE l&#8217;irradiazione di erbe e spezie essiccate è generalmente consentita e la ditta Studer SA, dopo un dettagliato esame avvenuto già nel 2004, è stata inserita dall&#8217;UE nell&#8217;elenco degli impianti autorizzati nei Paesi terzi per l&#8217;irradiazione di derrate alimentari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ho letto <a target="_blank" href="http://www.newsfood.com/Articolo/International/20070522-Prima-autorizzazione-Svizzera-irradiazione-erbe-spezie-essiccate.asp">questo articolo</a> sono rimasta allibita.  In particolare, questo passaggio:<br />
<em>A partie dal 1999 nell&#8217;UE l&#8217;irradiazione  				di erbe e spezie essiccate è generalmente consentita e la ditta  				Studer SA, dopo un dettagliato esame avvenuto già nel 2004, è  				stata inserita dall&#8217;UE nell&#8217;elenco degli impianti autorizzati  				nei Paesi terzi per l&#8217;irradiazione di derrate alimentari e può  				quindi irradiare erbe e spezie destinate al mercato europeo.</em></p>
<p>Ora, loro potranno anche rassicurarmi <span id="more-162"></span>dicendo che nel caso lo indicano sulle confezioni. Cosa che tenderei a lasciare comunque sotto il beneficio del dubbio. Possono persino (nella fantascienza) riuscire a convincermi che &#8220;<em>Derrate alimentari opportunamente  				irradiate non presentano alcun rischio per la salute.  				L&#8217;irradiazione non rende radioattive le erbe e le spezie  				trattate. </em>&#8221;</p>
<p>Ma.</p>
<p>Ma c&#8217;è una cosa che vorrei proprio sapere.</p>
<p>Vorrei sapere se c&#8217;è davvero bisogno di una centrale nucleare per seccare il rosmarino!</p>
<p>Tanto per essere precisi, voi quando fate seccare origano, rosmarino, menta, peperoncino &#8230;usate questa?</p>
<div style="text-align: center"><img title="centrale nucleare Belgio" alt="centrale nucleare Belgio" src="http://www.greenpeace.org/raw/image_full/italy/ufficiostampa/foto/centrale-nucleare-belgio.jpg" /></div>
<p>E magari se il lavoro non vi viene proprio benissimo, la conseguenza è un po&#8217; di rosmarino da buttare o questo?</p>
<div style="text-align: center"><img style="width: 442px; height: 334px" title="Chernobyl consequences - Magnum" alt="Chernobyl consequences - Magnum" src="http://www.nortonknatchbull.com/robin/wp-content/uploads/2006-06/chernobyl-legacy.jpg" /></div>
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		</item>
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		<title>ECOALFABETO di Fritjof Capra</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2007/05/25/ecoalfabeto-di-fritjof-capra.htm</link>
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		<pubDate>Fri, 25 May 2007 18:42:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; un libro, un librettino da 1 euro di Stampa Alternativa ma in realtà sono 2, 3, 4, 5 libri insieme in poche pagine. Mi è capitato per caso e è stato un bell&#8217;incontro. Non è, come viene presentato da più parti, un libro per bambini ma un libretto per genitori intelligenti che vogliono far [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img width="450" height="340" border="0" align="bottom" alt="ecoalfabeto_capra.jpg" title="ecoalfabeto_capra.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/libri/ecoalfabeto_capra.jpg" /></p>
<p>E&#8217; un libro, un librettino da 1 euro di Stampa Alternativa ma in realtà sono 2, 3, 4, 5 libri insieme in poche pagine. Mi è capitato per caso e è stato un bell&#8217;incontro. Non è, come viene presentato da più parti, un libro per bambini ma un libretto per genitori intelligenti che vogliono far capire ai loro bambini quali sono i cicli naturali, come si regola la natura, perché è importante sapere queste cose. Non è da leggere ai bambini ma è da leggersi per gli adulti. E&#8217; un po&#8217; trattato filosofico, un po&#8217; pratica, un po&#8217; lingua: in questa versione è infatti sia in inglese che in italiano, traduzione a fronte quindi costituisce un buon esercizio anche per chi come me legge in lingua ma è troppo pigra per aprire ogni tanto il dizionario <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>E&#8217; una filosofia semplice e schietta, con un&#8217;esposizione chiara e stringata, mai noiosa. Per esempio:<span id="more-160"></span></p>
<p><strong>I principi dell&#8217;ecologia</strong><em><br />
Quando il pensiero sistemico viene applicato allo studio delle relazioni multiple che collegano tra loro i membri della famiglia terrestre, si possono distinguere alcuni principi di base. Possono essere chiamati principi ecologici, principi di sostenibilità, o principi comunitari;  oppure si possono persino chiamare i fatti essenziali della vita. Serve un programma scolastico che insegni ai nostri bambini i seguenti fatti fondamentali della vita:<br />
</em></p>
<ul>
<li><em>che un ecosistema non genera rifiuti, dato che gli scarti di una specie sono il cibo di un&#8217;altra;</em></li>
<li><em>che la materia circola continuamente attraverso la rete della vita;</em></li>
<li><em>che l&#8217;energia che alimenta questi cicli ecologici deriva dal sole;</em></li>
<li><em>che la diversità garantisce la capacità di recupero;</em></li>
<li><em>che la vita sin dai suoi primordi, più di tre miliardi di anni fa, non ha conquistato il pianeta con la lotta ma con la collaborazione, l&#8217;associazione e la formazione di reti.</em></li>
</ul>
<p><em>Insegnare questa coscienza ecologica, che è anche un&#8217;antica saggezza, sarà la funzione più importante dell&#8217;istruzione nel prossimo secolo.</em></p>
<p>da Fritjof Capra, <strong>Ecoalfabeto &#8211; L&#8217;orto dei bambini</strong>, Stampa Alternativa, 2005, pag. 41 (<a target="_blank" href="http://www.stampalternativa.it/libri.php?id=88-7226-898-2">acquistabile qui</a>)</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>QUANTO COSTA FARE UN ORTO</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2007/05/18/quanto-costa-un-orto.htm</link>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2007 19:06:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<category><![CDATA[fai da te & autoproduzione]]></category>
		<category><![CDATA[Giorno per giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Orto bio]]></category>
		<category><![CDATA[Pro consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[Ridendoci sopra...]]></category>
		<category><![CDATA[Stili di vita sostenibili]]></category>

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		<description><![CDATA[Non voglio essere troppo polemica, ma quando ho visto questo articolo, mi è saltata la mosca al naso. Uno dei miei sogni è vedere centinaia di balconi e giardini &#8216;ortizzati&#8217;. Migliaia, se possibile milioni. Vorrei che ognuno potesse avere la sua piantina di pomodori, il suo basilico fresco e il suo soncino coltivato in proprio. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><img width="450" height="340" border="0" alt="ortomacrobiotico.jpg" title="ortomacrobiotico.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/orto_biologico/ortomacrobiotico.jpg" /></div>
<p align="justify">Non voglio essere troppo polemica, ma quando ho visto <a target="_blank" href="http://web.ortidipace.org/index.php?option=com_content&#038;task=view&#038;id=138&#038;Itemid=2">questo articolo</a>, mi è saltata la mosca al naso. Uno dei miei sogni è vedere centinaia di balconi e giardini &#8216;ortizzati&#8217;. Migliaia, se possibile milioni. Vorrei che ognuno potesse avere la sua piantina di pomodori, il suo basilico fresco e il suo soncino coltivato in proprio. Vorrei vedere quei grigi impiegatucci polverosi delle grandi città che guardano soddisfatti la crescita delle proprie piante. Vorrei vederli riprendere colore. Vorrei l&#8217;autarchia, o anche solo persone più soddisfatte <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Certo che se poi gli diciamo come in questo articolo che &#8220;<em>un orto può costare da un minimo di 1300 a un massimo di 2000-2500 euro</em>&#8221; &#8230; chissà che voglia che gli viene! Ma stiamo scherzando?! Cos&#8217;è, l&#8217;orto di Ali Babà?! Una serra di orchidee rarissime?!
</p>
<p align="justify">Vado a guardare bene la lista degli acquisti e mi accorgo che ci sono degli errori madornali. Purtroppo, questi errori madornali possono dissuadere anche i portafogli più ricchi dal cominciare. Perdonatemi quindi per questa &#8216;contro-informazione&#8217; che ritengo doverosa, se non altro perché io con 2500 euro mi compro una delle migliori forniture di verdura bio per un anno, un paio di weekend al mare e mi evito la fatica di coltivare. Gli altri anche, penso.<span id="more-158"></span></p>
<p align="justify">I miei prezzi sono quelli in neretto, la lista degli acquisti da nababbi che ho trovato è in corsivo oppure <a target="_blank" href="http://web.ortidipace.org/index.php?option=com_content&#038;task=view&#038;id=138&#038;Itemid=2"> consultabile qui</a>.</p>
<p align="justify">Doverosa precisazione prima di cominciare: qui si parla di un orto di 300 mq. Il mio è circa 250, ma questi 50 mq di differenza non sono  direttamente proprorzionali alla differenza di costi; i conti infatti li ho voluti fare sui 300 mq citati.</p>
<p align="justify">*<em>Recinzione dell&#8217;orto: da 150 a 800 euro, secondo il materiale utilizzato (paletti, rete, canne&#8230;.) e senza la manodopera;</em><br />
Il mio orto era già recintato, ho aggiunto solo dei cannicci di schermatura applicati sulla rete (5 mt per 8 euro circa). In caso si debba provvedere proprio a tutto (caso abbastanza raro) e l&#8217;orto sia scoperto su tutti i lati, ci saranno da recintare circa 70 mt lineari calcolando un orto di 300 mq. Ora, una rete elettrosaldata con maglie di dimensioni 7,6&#215;6,3 cm, marca Teenax, costa circa 45 euro.<br />
In plastica costa 9,90 per mt 5.  4 paletti da recinzione, presi dal ferramenta o meglio dal fabbro, 8 euro (2 euro cad.). Volendo risparmiare si possono usare dei tondini da edilizia, 0,90 cad oppure gratis se chiedete degli scarti a qualche amico che sta facendo casa o ha un&#8217;impresa edile.<br />
<strong>Il mio totale per un&#8217;intera recinzione nuova è quindi da 126 euro (solo rete) a 134 euro (rete più paletti di sostegno).</strong></p>
<p align="justify">* <em>capanna per attrezzi prefabbricata un Kit di montaggio: 400-450 euro, senza la manodopera;</em><br />
Complimenti, cominciamo in grande <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />   Allora, se si ha l&#8217;orto dietro casa si può ovviare come la sottoscritta: attrezzi nel seminterrato/cantina. In alternativa, si può prendere una di quelle cassepanche di plastica, indistruttibili, che con 49 euro, fino a 120 a seconda della grandezza, fanno il medesimo lavoro di ricovero. Si chiamano &#8220;armadi portascope in plastica da esterni&#8221;.<br />
Se proprio non si vuole rinunciare alla vista bucolica di questa casetta dei puffi in legno per ricoverare gli attrezzi, basta qualche tavola di pino grezzo, qualche giunto, un paio di cerniere e una maniglia con serratura che non arrivano decisamente a 400 euro. Ma lì bisogna essere bravi con il fai da te <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /><br />
<strong>Il mio totale per il ricovero attrezzi è quindi da 49 a 120 euro.<br />
Tra i ricoveri attrezzi già pronti a forma di casetta, comunque, ne ho visti a euro 159,00 </strong>(per esempio Armadillo1 in legno impregnato, doppio battente, tetto rivestito con guaina erdesiata, 5 ripiani interni H 201, p 61 , l 135. Catalogo Self primavera 2007)</p>
<p align="justify">* <em>carrello di letame: 150 euro;</em><br />
&#8220;Carrello&#8221; è una misura che non mi risulta, comunque&#8230; Visto che dagli acquisti elencati dopo si desume che il novello ortolano faccia il compost, il letame è inutile. Spenderei invece sui 30 euro per qualche sacco di concime pellettato a lenta cessione, molto più indicato dello stallatico per chi inizia a fare l&#8217;orto e vista anche la stagione&#8230;mettere ora dello stallatico vuol dire bruciare le radici delle piante novelle. La cosa migliore per 300 mq secondo me sarebbe 5 sacchi da 3 kg di concime pellettato a lenta cessione specifico per orti (circa 6 euro a sacco) e 4 secchi da 3 kg di humus di lombrico (circa 4 euro a secchio)<br />
<strong>Il mio totale per il concime è quindi da 30 a 46 euro.</strong></p>
<p align="justify"><em>* 20 aromatiche perenni: 120-150 euro;</em><br />
Qui protesto a gran voce! Ma scusate, faccio l&#8217;orto e compro le piante già cresciute?! Ma poi a 7,50 l&#8217;una cosa compro??!! Un cespuglio di salvia di 3 mt almeno!<br />
Secondo me: 10 buste di semi di aromatiche perenni, da cui ricavare centinaia di piantine e tenere le migliori (melissa, menta, dragoncello, maggiorana, origano&#8230;) e semma 1 piantina di salvia e 1 di rosmarino che nel giro di una stagione saranno grandi come un cespuglio. Le bustine di semi vanno in media su euro 1,50 &#8211; 1,75  mentre le piante di aromatiche in vasetto sui 2-3 euro cad.<br />
<strong>Il mio totale per le aromatiche è quindi da 21 a 25 euro.</strong></p>
<p align="justify">* <em>arbusti aromatici: 80-100 euro;</em><br />
vale il discorso di cui sopra, tanto più che costa meno a questo punto andare a comprare il basilico al Savini di Galleria Vittorio Emanuele II a Milano, dando 100 euro di mancia al cameriere pregandolo di regalarvi del prezzemolo e basilico del ristorante. Altrimenti non vedo come giustificare la spesa di 100 euro per del basilico, prezzemolo, dragoncello e non so che altro, tutto in bustine di semi da 1,50-1,75 euro.<br />
<strong>Il mio totale per le aromatiche è quindi 10 euro massimo, stando mooolto larghi.</strong></p>
<p align="justify"><em>* alberelli da frutto: da 5 a 10 euro l&#8217;uno;</em><br />
<strong>Ok, qui con il prezzo ci siamo ma questo è &#8216;frutteto&#8217;</strong>. L&#8217;orto di solito non include il frutteto, la frutta è discorso a parte sia per metodo di coltivazione che per natura stessa.</p>
<p align="justify"><em>* suffrutici perenni: da 4 a 5 euro l&#8217;uno;</em><br />
Intanto dissento sulla nomenclatura. Siamo nel 2007, è già passato per questo mondo <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carl_von_Linn%C3%A9">Carl von Linné</a>, altrimenti detto Linneo, e le piante non si dividono più in erbe, frutici, suffrutici e alberi come al tempo di <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Teofrasto">Teofrasto</a>. Qui tra l&#8217;altro vengono divisi in arbusti aromatici, aromatiche perenni, alberelli da frutto e suffrutici perenni. Per logica, direi che i suffrutici perenni sono lamponi, more, ribes ecc. Ma questa strana catalogazione mi manda ai pazzi&#8230; In ogni caso, se si tratta di lamponi, more ecc. concordo con il prezzo anche se direi che in un orto non è il caso di riempirsi di rovi. Al limite, si potrebbero piantare ai bordi facendo quindi a meno della rete di protezione e sicuramente, procurandoseli altrimenti: <strong>un bel giro in un bosco, un paio di radici di more, lamponi, ribes ecc e si piantano nell&#8217;orto, la crescita è velocissima <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </strong></p>
<p align="justify"><em>* attrezzatura minima (zappe, rastrelli, sarchi, bidenti, marronelle, forcone, forbici da potare&#8230;.) : 250-300 euro;</em><br />
No, qui proprio non ci siamo. Sarà che io con 250-300 euro ci pago un mese di campeggio, ma non mi tornano i conti. Allora prima di sparare stupidate ho preso i cataloghi del Castorama, del Brico Center e del Self. Non fosse mai che la ferramenta del paese mi facesse prezzi speciali e le pale fossero arrivate alla quotazione dei diamanti&#8230;<br />
Pala/badile 11,00<br />
Zappa 9,90<br />
Zappetto a cuore 6,50<br />
Rastrello 6,50<br />
Sarchiatore 9,90<br />
Cesoie 9,90<br />
Pompa a pressione &#8211; spruzzatore (per la bordolese o l&#8217;olio di neem) 5,00<br />
(o 19,90 quella grande gigante 5 lt)<br />
<strong>Il mio preventivo per gli attrezzi è quindi di 58,00 euro</strong></p>
<p align="justify"><em>* sementi e piantine orticole: 50 euro;</em><br />
Se si prendono solo sementi bio con 50 euro sono circa 33-35 buste. Se si prendono sementi non bio, sono circa 50 buste. Contando che le aromatiche sono già nei conti sopra, o qui i 300 mq di orto diventano 800 oppure non ci siamo con i conti perchè, per esempio, con una busta di pomodori io ci faccio almeno 60-70 piante sane e robuste e infatti ne devo regalare, non mi ci stanno tutte. Contando che solo alcune buste tipo misticanza e lattuga saranno replicate 2-3 volte, non ho idea di quali altre 30 specie di piante orticole ci possano essere in questo orto di 300 mq&#8230; 1 varietà in meno di 1 mq mi sembra un orto un po&#8217; troppo affollato e senza possibilità di passaggio, soprattutto contando che ci abbiamo già messo arbusti perenni, piante da frutto e &#8220;suffrutici&#8221; non meglio identificati <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /><br />
<strong>Il mio preventivo per le buste di semi di orticole è 30 euro, ancora meno se si aderisce a un programma di scambio sementi</strong> (civiltàcontadina.it , forumetici.org ecc.)</p>
<p align="justify">* rete per compostatore di 80 cm di diametro: 10 euro.<br />
questa non l&#8217;ho capita. in un preventivo che prevede persino una casetta in legno per gli attrezzi, il contenitore del compost glielo regalano?! Perché solo la rete?<br />
<strong>Compostiera acquistata: 80 euro. Compostiera autoprodotta: 20-30 euro</strong> (per questo vi rimando al sito di <a target="_blank" href="http://veruccia.blogspot.com/2007/05/sul-compostaggio.html#links">Vera</a> che ha fatto una compostiera da balcone molto ben congeniata. Sullo stesso filone, io ho riciclato un vecchio bidone per immondizia, tipo quelli condominiali)
</p>
<p align="justify"><strong>Secondo me poi in maniera non chiara non sono stati inclusi nel conto:</strong> sostegni bamboo per orticole (20 euro circa, dipende dalla quantità), 1 rotolo di tessuto non tessuto (12 euro), eventuali teli per pacciamatura (non li uso, non so i prezzi), 1 <a target="_blank" href="http://www.erbaviola.com/2007/03/19/costruire-una-serra-tunnel-per-lorto.htm">serra tunnel autoprodotta</a> 15 euro per mettere le piantine a germogliare, almeno un paio di guanti da lavoro (2-3 euro), stivali di gomma (10 euro).</p>
<p align="justify"><em>quindi un orto può costare da un minimo di 1300 a un massimo di 2000-2500 euro</em><br />
<strong>Secondo i miei calcoli  può costare da 500  a massimo 600 euro comprandosi tutto l&#8217;impossibile e &#8230; l&#8217;inutile <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </strong></p>
<p align="justify"><em>Può sembrare tanto, ma vuoi mettere la soddisfazione nel farlo e vederlo crescere? Vuoi mettere il gusto delle verdure raccolte! Tutto ciò non ha prezzo.</em><br />
<strong>No, infatti, non ha prezzo. Con 2500 euro non è affatto un prezzo, è una rapina! &#8230; <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' />  </strong>
</p>
<p align="justify">Ok, non facciamoci prendere dallo scoramento con queste notizie. Come vedete si può fare con molto meno e soprattutto&#8230; con una zappetta, un sacchetto di humus di lombrico e qualche bustina di semi si può già cominciare ad avere il proprio orticello e invece di svenarsi&#8230; risparmiare sulla spesa! <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>ORTO MACROBIOTICO</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2007 12:34:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Orto bio]]></category>
		<category><![CDATA[Pro consumatori]]></category>
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		<description><![CDATA[Nelle mie ricerche delle diverse tipologie di coltivazione basata su tecniche naturali e il più possibile ecosostenibili, mi sono imbattuta in una pubblicazione ormai fuori catalogo, del 1976, &#8220;L&#8217;orto macrobiotico&#8221; a cura di Fausta Mainardi Fazio per i tipi di De Vecchi. Le tecniche colturali sono essenzialmente quelle dell&#8217;odierna agricoltura biologica, salvo ovviamente i pochi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><img title="ortomacrobiotico.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/orto_biologico/ortomacrobiotico.jpg" border="0" alt="ortomacrobiotico.jpg" width="450" height="340" align="bottom" /></p>
<p align="justify">
<p align="justify">Nelle mie ricerche delle diverse tipologie di coltivazione basata su tecniche naturali e il più possibile ecosostenibili, mi sono imbattuta in una pubblicazione ormai fuori catalogo, del 1976, &#8220;<em>L&#8217;orto macrobiotico</em>&#8221; a cura di Fausta Mainardi Fazio per i tipi di De Vecchi. Le tecniche colturali sono essenzialmente quelle dell&#8217;odierna agricoltura biologica, salvo ovviamente i pochi fitofarmaci e ammendanti per agricoltura biologica che non vengono invece impiegati nell&#8217;orto macrobiotico.  La questione più interessante, quella che mi ha più incuriosita, è l&#8217;approccio filosofico alla coltivazione e all&#8217;uso dei prodotti dell&#8217;orto.<span id="more-154"></span></p>
<p align="justify"><a title="macrobiotica definizione wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Macrobiotica" target="_blank">Macrobiotica</a> è un termine di derivazione greca che vuol dire <strong>&#8216;scienza della lunga vita</strong>&#8216; ed è stata diffusa in occidente dagli anni 60-70 in poi, in seguito alla diffusione degli scritti del giapponese Georges Ohsawa.<br />
<strong> La pratica macrobiotica non è semplicemente una dieta una filosofia o una religione, ma una visione ampia del mondo, imperniata sul rispetto e la conoscenza della vita. E&#8217;, a tutti gli effetti, una via verso la pace, la salute e la giustizia.</strong> La visione olistica del mondo abbracciata dalla macrobiotica è quella orientale dello yin e dello yang ossia le due forze opposte e complentari che governano ogni aspetto della vita e della natura. Si arriva a comprendere quindi come lo yin, che rappresenta la forza o l&#8217;energia e che produce espansione, annoveri i frutti che crescono più rapidamente di altri e sono quindi da considerare più yin di altri. D&#8217;altro canto lo yang, che rappresenta la forza o l&#8217;energia che produce coesione, annovera i cibi forti, che maturano lentamente, hanno cicli molto lunghi come i cereali,  mentre legumi e i frutti acidificanti come i pomodori sono Yin.</p>
<p align="justify"><strong>L’agricoltura biologica riguarda invece solo l&#8217;aspetto materiale della coltivazione e implica in alcuni casi, come dicevo, l&#8217;uso di ammendanti e fitofarmaci appositi per agricoltura biologica. Cosa che, a parer mio, nell&#8217;orto familiare può essere tranquillamente evitata. </strong>Vedo che diversi siti di macrobiotica consigliano l&#8217;uso esclusivo di prodotti da agricoltura biologica: in realtà dovrebbero provenire da agricoltura macrobiotica, cosa però impossibile perchè le produzioni su vasta scala di vegetali macrobiotici al momento non esistono&#8230; un&#8217;altra ottima ragione per coltivare un orto proprio <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' /> </p>
<p align="justify">Certamente un orto che esclude completamente l&#8217;uso di fertilizzanti chimici e fitofarmaci, anche quelli per agricoltura biologica, non ha un&#8217;alta produzione come un orto forzato con la chimica ma ha sicuramente una qualità indiscutibile. <strong>L&#8217;orto macrobiotico può essere quindi una realtà per chi desidera ortaggi naturali al 100% , ha un discreto spazio e la pazienza per ispezionare giornalmente le colture alla ricerca di parassiti e malattie su cui intervenire immediatamente con metodi naturali</strong> (macerati di erbe, oli essenziali autoprodotti). La tempestività di intervento, quando si parla di orticoltura macrobiotica, è fondamentale.</p>
<p align="justify">Per quanto riguarda la <strong>fertilizzazione</strong>, sono concessi letami da allevamenti biodinamici, pollina, compost, terricciati di scarti domestici. Non sono ammessi scarti di macelleria, polveri d&#8217;ossa e qualsiasi preparazione chimica.<br />
Dal mio punto di vista, eviterei anche pollina e letami ma qui andiamo già sull&#8217;orticoltura vegan <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />   Sono utilizzabili anche i sali minerali allo stato greggio che non implichino lavorazioni o processi chimici. Tra questi: apatiti, fosforiti, leuciti, sali potassici, sabbia, argilla, marne, calcare, gesso.</p>
<p align="justify">Nella <strong>scelta delle piante</strong> è inoltre necessario orientarsi su cultivar più antiche perché più rustiche e quindi più resistenti alle carenze alimentari e ai parassiti. Le nuove cultivar invece, iperselezionate, iperproduttive e di conseguenza iperesigenti non sono adatte a questo tipo di coltivazione e non sono nemmeno in linea con la filosofia di giusta quantità e di pace che accompagna la macrobiotica. Purtroppo le varietà antiche sono ormai di difficile reperimento, il mio consiglio è di rivolgersi a <a title="civiltà contadina" href="http://www.civiltacontadina.it" target="_blank">Civiltà Contadina</a> e di frequentare molto le fiere come <a title="fa la cosa giusta" href="http://www.erbaviola.com/2007/04/15/fa-la-cosa-giusta-milano-13-14-15-aprile-2007.htm" target="_blank">Fà la cosa giusta</a> e i <a title="mercatini biologici" href="http://www.erbaviola.com/date-mercatini-del-biologico/" target="_blank">mercatini biologici</a>, comprando le sementi antiche dai piccoli produttori che le hanno. Nel giro di non molto si avrà così una serie di indirizzi a cui rivolgersi per le sementi e, passo successivo, si comincerà ad autoprodurre le proprie, scambiarle e diffonderle.</p>
<p align="justify">
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		<title>OFFICINALIA 2007, Castello di Belgioioso</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2007 17:07:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<category><![CDATA[No ogm!]]></category>
		<category><![CDATA[Pro consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[Stili di vita sostenibili]]></category>
		<category><![CDATA[Vita da veg*]]></category>

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		<description><![CDATA[Giornata favolosa, come ormai non è più una rarità visto il cambiamento climatico. Meta: Officinalia 2007, vetrina del biologico alla ventunesima edizione, ospitata nel bel castello di Belgioioso, PV. Cominciamo appunto con l&#8217;ingresso Bello il Castello di Belgioioso, un po&#8217; meno i pochi restauri interni&#8230; forse i colori degli affreschi sarebbero stati più &#8216;filologicamente corretti&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giornata favolosa, come ormai non è più una rarità visto il cambiamento climatico. Meta: <a target="_blank" href="http://www.belgioioso.it/officinalia/index.asp">Officinalia 2007</a>, vetrina del biologico alla ventunesima edizione, ospitata nel bel castello di Belgioioso, PV.</p>
<div style="text-align: center"><img width="400" height="300" border="0" title="belgioioso06.jpg" alt="belgioioso06.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/officinalia2007/belgioioso06.jpg" /></div>
<p>Cominciamo appunto con l&#8217;ingresso <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />   Bello il Castello di Belgioioso, un po&#8217; meno i pochi restauri interni&#8230; forse i colori degli affreschi sarebbero stati più &#8216;filologicamente corretti&#8217; persino utilizzando delle tempere acriliche&#8230;<span id="more-145"></span> comunque nel complesso una bella cornice per molte iniziative. Il manifesto di Officinalia dice: &#8220;<em>Abbigliamento, agricoltura, ambiente, arredamento, artigianato, bioarchitettura, cosmesi, erboristeria, editoria e piante officinali sono gli argomenti conduttori della manifestazione</em>.&#8221; In realtà è solo una piccola fiera che si gira in massimo due ore, con espositori (ma non troppi) del biologico e purtroppo parecchi venditori di ciarpame, un po&#8217; troppi per la verità&#8230; diciamo che i banchetti con gli incensi indiani industriali, le collanine etniche e compagnia li vediamo in qualsiasi fiera e mercatino gratis. Per carità, bella iniziativa e belli molti stand ma decisamente non si giustificano i 6 euro di ingresso. Alla fine è un posto in cui gli espositori vendono e si fanno conoscere, pagando il loro spazio. Io come visitatore entro anche per comprare&#8230;che senso ha farmi pagare l&#8217;ingresso?! Non ci sono percorsi tematici, le poche conferenze sono a cura degli espositori stessi. Il giudizio è quindi &#8220;carina&#8221; ma non penso che ci tornerò il prossimo anno. Al contrario di &#8220;Fa&#8217; la cosa giusta&#8221; questa manifestazione non si discosta molto da un mercatino del biologico.</p>
<div style="text-align: center"><img width="400" height="300" border="0" alt="belgioioso05.jpg" title="belgioioso05.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/officinalia2007/belgioioso05.jpg" /></div>
<p>La cosa che mi ha più deluso: si chiama &#8216;Officinalia&#8217; e le uniche piante erano dei vasetti di piantine grasse da supermercato, in uno stand esterno&#8230; Qualcuno aveva anche erbe e tisane ma mi sarei aspettata più piante &#8220;vive&#8221; francamente. In compenso c&#8217;erano diversi espositori con <strong>prodotti in canapa</strong>, nei prossimi giorni proveremo i <strong>Canapa Burger e il Canapa Seitan</strong> acquistati da Ganjamaica. Sempre da loro abbiamo preso un&#8217;altra confezione di semi di canapa sativa alimentare da mettere nelle insalate e nel pane di semi. Avevo messo gli occhi anche sui biscottini ma mi sono limitata a una foto&#8230; di dolci ne abbiamo ancora troppi in casa da finire <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':(' class='wp-smiley' />  C&#8217;era anche <a target="_blank" href="http://www.verdesativa.com/">VerdeSativa</a> con tutti i saponi e prodotti naturali a base di canapa ma non abbiamo preso nulla perché li troviamo facilmente in un paio di negozi di prodotti naturali, sono piuttosto diffusi.</p>
<div style="text-align: center"><img width="400" height="303" border="0" alt="belgioioso04.jpg" title="belgioioso04.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/officinalia2007/belgioioso04.jpg" /></div>
<p>Piccola pausa panino con cola ginger del mercato equo e degli ottimi panini al sesamo con lattuga, seitan bio (SeiTavola) e salsa di tofu alle erbe di <strong>Sun-Soy-Food</strong>, un&#8217;ottima scoperta, purtroppo al di fuori della grande distribuzione quindi in futuro andremo a comprare i loro prodotti direttamente sul posto. A quanto pare gente come il NaturaSì non ha voluto distribuirli nonostante la certificazione di biologico e il sapore veramente ottimo. Un vero perccato. Noi intanto ci siamo portati a casa questo squisito SeiTavola, delle fette di seitan saporito da mangiare con olio e limone oppure da mettere nei panini, poi dei tortellini di varie tipologie con ripieno di tofu e questa fantastica salsina di tofu alle erbe che è ottima nei panini (Soy-Sun-Food di Irmici Anna Maria, via del Savena 15/D &#8211; 40065 Pian di Macina Pianoro , BO &#8211; Tel. 051/775867)</p>
<div style="text-align: center"><img width="400" height="247" border="0" title="belgioioso03.jpg" alt="belgioioso03.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/officinalia2007/belgioioso03.jpg" /></div>
<p>Ambientazione carina ma&#8230; questa è roba da bancarella e mercatino, si vede ovunque, non valeva certo la pena di pagare un&#8217;ingresso&#8230; è come se andassi a fare la spesa e la Coop mettesse il biglietto di entrata!</p>
<div style="text-align: center"><img width="400" height="300" border="0" alt="belgioioso02.jpg" title="belgioioso02.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/officinalia2007/belgioioso02.jpg" /></div>
<p>Il cortile interno del castello è un&#8217;oasi di pace con banchetti di ristoro e tanti tavolini per sedersi e pranzare al fresco delle piante di gelsomino. Così pacifico che questo micio ha deciso di schiacciare un pisolino. A proposito: gli animali possono entrare <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<div style="text-align: center"><img width="400" height="300" border="0" title="belgioioso01.jpg" alt="belgioioso01.jpg" src="http://www.erbaviola.com/wp-content/uploads/officinalia2007/belgioioso01.jpg" /></div>
<p>In contemporanea, nel parco del castello, è in corso l&#8217;undicesima edizione del <strong>TAIJI FESTIVAL </strong>, con lezioni prova di Taiji (nella foto), tai chi e yoga. L&#8217;atmosfera, nonostante il passaggio dei visitatori, era abbastanza tranquilla per una lezione dimostrativa di tai chi sul prato .</p>
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		<title>SCONTI BENZINA E SALDI GIUSTIZIA</title>
		<link>http://www.erbaviola.com/2007/04/23/sconti-benzina-e-saldi-giustizia.htm</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2007 16:54:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giorno per giorno]]></category>
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		<description><![CDATA[Mi sono dovuta ricredere. Ho dato giudizi troppo affrettati su quanti girano con l&#8217;auto straripante di pelouche, animaletti di ogni tipo, borse termiche di ogni foggia e dimensione, parasole di Titti e tendine di Topolino, portabiciclette, biciclette, tostapane, due lettori cd e tre navigatori a testa. E i dadi di pelouche appesi allo specchietto. Io [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center"><img alt="sconto benzina punti " title="sconto benzina punti " src="http://www.lastampa.it/redazione/cmssezioni/economia/200701images/benzina02g.jpg" /></div>
<p align="justify">Mi sono dovuta ricredere. Ho dato giudizi troppo affrettati su quanti girano con l&#8217;auto straripante di pelouche, animaletti di ogni tipo, borse termiche di ogni foggia e dimensione, parasole di Titti e tendine di Topolino, portabiciclette, biciclette, tostapane, due lettori cd e tre navigatori a testa. E i dadi di pelouche appesi allo specchietto. Io da ingenua credevo che fossero emuli dell&#8217;emigrante italiano di &#8220;Bianco, Rosso e Verdone&#8221;. Invece mi sono dovuta rendere conto che sono consumatori in lotta con le lobby del petrolio.</p>
<p align="justify"><strong>Secondo la legge <a target="_blank" href="http://www.parlamento.it/parlam/leggi/96496l.htm">496 del 28 dicembre 1999</a>, le società petrolifere che offrono campagne di raccolta punti che sfociano in premi in omaggio devono offrire la possibilità al cliente consumatore di convertire i punti in sconti sulla benzina acquistata presso di loro.</strong>Secondo questa legge, in sostanza, posso scegliere se trasformare i punti in pelouche o in sconti sui rifornimenti della benzina. <span id="more-139"></span>Io pensavo di conseguenza che il riscuotere in alternativa dei pelouche, aggiungendo per giunta una cifra congrua ad acquistarlo in via Monte Napoleone, fosse una scelta deliberata. Voglio dire, parliamoci chiaro: il <a target="_blank" href="http://q8.infogroup.it/clubmeraviglieq8/pages/premi/tvcombi.jsp?r=0&#038;a=1&#038;z=2">televisore Phillips 14&#8221; che si prende con 6000 punti più 99 euro nella raccolta Q8</a>, si compra in offerta negli ipermercati per 49,99 e non bisogna neanche fare 6000 euro di benzina per pagarlo 50 euro in più.<br />
In pratica, vista la legge e visti i prezzi, pensavo che chi si era riempito l&#8217;auto di Quottini fosse sulla buona strada per la demenza senile.<br />
Invece no.<br />
S<strong>alta fuori che se vai a chiedere di usare i punti per uno sconto sulla benzina che hai appena fatto, ti dicono che da gennaio 2006 non si può più.</strong> Alla legge 496 sono state infatti introdotte alcune disposizioni relative alle &#8220;campagne promozionali&#8221; organizzate dalle compagnie petrolifere che operano in Italia. E&#8217; vero che il consumatore può optare per omaggio oppure riduzione del prezzo in misura del costo unitario dell&#8217;omaggio ma&#8230; vogliamo ridere? Quanto costa uno di quei pupazzetti made in China a compagnie come la Erg, la Esso, la Total, la Q8 ecc? Facciamo 0,10 centesimi cadauno, voglio stare larga. Ve la sentite di andare a farvi fare uno sconto di 0,10 centesimi su un rifornimento da 50?<br />
Io mi ritiro già qui, abito in un paese, tempo due ore e mi telefona mia zia da Milano per sapere se ho avuto un crack finanziario.<br />
Qualcuno però ci prova a farsi fare lo sconto, per questione di principio. Ma non ci riesce! Non si può neanche farsi fare lo sconto per l&#8217;importo corrispondente al valore dell&#8217;omaggio. Perché tra le disposizioni introdotte ce n&#8217;è anche una che stabilisce l<strong>&#8216;esclusione di tutti quegli omaggi  &#8220;con contributo&#8221;</strong>. Ed ecco spiegato perché adesso tutti gli omaggi hanno il contributo da pagare (circolare 155 del 7 agosto 2006 del Ministero delle Finanze / fonte: <em>Altroconsumo</em>, Aprile 2007, pag. 203).<br />
<strong> Quindi o prendi l&#8217;omaggio pagando altri soldi, oppure niente</strong>.</p>
<p>Io capisco che la cosa faccia molto adirare, è davvero una presa per i fondelli. Ma per favore, smettetela di protestare prendendo gli omaggi a pagamento. Soprattutto, per cortesia,  se proprio non potete farne a meno, prendete il tostapane, il gatto di ceramica, l&#8217;orso che conta le favole ma per favore, vi prego, non prendete quelle maledette tendine parasole con Pluto che insegue Pippo che insegue Topolino perché io non vedo una beata fava attraverso il vostro suv galattico e le vostre tendine simpaticissime. E va a finire che uno dei due finisce fuori strada. Di solito quello con le tendine. Grazie.</p>
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		<title>SUPER SIZE ME! di Morgan Spurlock</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2005 11:12:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Erbaviola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giorno per giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Ma che Bel Paese]]></category>
		<category><![CDATA[Pro consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[Stili di vita INsostenibili]]></category>
		<category><![CDATA[Mc Donald]]></category>
		<category><![CDATA[McDonald]]></category>
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		<category><![CDATA[Ronald]]></category>
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		<description><![CDATA[Ieri sera siamo finalmente riusciti a vedere Super Size Me! Il &#8216;finalmente&#8217; è dovuto al fatto che non è stato facile trovare una sala con il film in visione. Una volta dentro, abbiamo capito il perché: meno pubblico che alla rassegna su Fassbinder il 15 di agosto. Peccato, gli italiani queste cose non le guardano, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://i104.photobucket.com/albums/m171/roxdav/SuperSizeMe2004.jpg" alt="" width="205" height="273" /></p>
<p style="text-align: justify;">Ieri sera siamo finalmente riusciti a vedere <em>Super Size Me!</em> Il &#8216;finalmente&#8217; è dovuto al fatto che non è stato facile trovare una sala con il film in visione. Una volta dentro, abbiamo capito il perché: meno pubblico che alla rassegna su Fassbinder il 15 di agosto. Peccato, <strong>gli italiani queste cose non le guardano, preferiscono credere che McDonald poi tanto male non fa</strong>. E poi zio Ronald gli dà la tovaglietta con su scritto che tutti i loro prodotti sono controllati, vuoi mettere?! <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /><br />
E&#8217; la teoria vincente della pubblicità in Italia: ti dico che il biscotto è naturale, ti faccio vedere la famiglia che fa colazione in un campo di grano baciata dal sole e tu italiano idiota te lo mangi senza guardare quanta porcheria c&#8217;è dentro. E&#8217; buono, l&#8217;ha detto la tv! E&#8217; naturale! (parola magica, questo naturale)</p>
<p style="text-align: justify;">E così, dunque, la sala era semi-vuota. Se poi contiamo che due degli spettatori (<em>moi et wiz</em>) sono pure veg, quindi da Mc Donald non ci andavano nemmeno prima&#8230; <strong>eccoti una foto dell&#8217;idiozia imperante in questo paese.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Va là, e allora perché ve ne parlo? E&#8217; presto detto. Il film è un documentario BELLISSIMO. Non ti fa annoiare un attimo, è ironico e cinico, realistico e accurato. Ho riso da matti.</p>
<p style="text-align: justify;">Si alterna tra storie reali di obesi pazzoidi che ingurgitano un big mac dopo l&#8217;altro, al magrissimo (e terribilmente fuori di testa) vincitore del premio come maggior consumatore di big mac (ne ha mangiati 19.000!!!!), a interviste al ministro della salute e ai fornitori della catena. Ma <strong>è soprattutto un esperimento scientifico</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il protagonista stesso infatti, prova un mese di alimentazione solo da Mc Donalds, mangiando pasti completi che loro affermano essere totalmente salutari ed equilibrati. Sotto controllo medico (un cardiologo, un gastroenterologo e un internista) e senza pregiudizi, comincia questo regime alimentare che però lo porterà ben presto alle conseguenze di milioni di americani (e europei, aggiungo io!): <strong>sovrappeso, ipovitaminosi, trigliceridi alle stelle, bruciori di stomaco continui, addirittura sofferenza epatica.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La cosa buffa è che i tre luminari lo avevano avvertito che avrebbe avuto qualche disturbo, ma nessuno di loro immaginava che sarebbe stato di questa entità!! Sono rimasti tutti esterrefatti nel seguire passo a passo l&#8217;esperimento.</p>
<p style="text-align: justify;">Per esempio, <strong>lo sapevate che nei fast food:</strong></p>
<p style="text-align: justify;">- per fare i bocconcini di pollo McNuggetts, vengono <span style="text-decoration: underline;">tritati i pulcini interi</span>?</p>
<p style="text-align: justify;">- che le <span style="text-decoration: underline;">patatine non sono patate</span> ma polpa di patata liofilizzata, ricompattata in forma di patatine, congelata e fritta nell&#8217;olio bollente che viene cambiato ogni (troppo) tot?</p>
<p style="text-align: justify;">- che le salse sono addizionate chimicamente in modo da <span style="text-decoration: underline;">stimolare la vostra fame</span> facendovi ingoiare altri hamburger?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il film un effetto l&#8217;ha avuto, Mc Donald&#8217;s ha ritirato le sue confezioni &#8216;Supersize&#8217; per il momento,</strong> quelle contro cui il documentario si scaglia maggiormente: con lo stesso prezzo ti vende 1 lt in più di Coca, tu ti abitui a berne in quantità industriali, dopo di che sarai costretto ad andare avanti a comprarne in quantità industriali. Semplice no?</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente nel documentario Morgan Spurlock non parla solo di Mc Donald&#8217;s ma anche di Pizza Hut, Kentucky Fried Chickens ecc. Insomma, il meglio dei fast food e il peggio per la nostra salute <img src='http://www.erbaviola.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /><br />
<strong>Mettere in relazione fast food e sovrappeso/obesità di gran parte della popolazione americana è un atto veramente coraggioso, questo giovane regista/attore/documentarista va seguito attentamente!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Concludo con una visione eticamente corretta di Ronald McDonald: sarebbe questa se mangiasse quello che vende, non il filiforme clown!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://pomomusings.com/wp-content/uploads/2004/08/Super-Size-Me.jpg" alt="" width="380" height="353" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="text-decoration: underline;">Nota</span></p>
<p style="text-align: justify;"><em>(Questo post è stato reinserito a mano da un backup in seguito al trasferimento di erbaviola su un&#8217;altra piattaforma&#8230; trasferimento che ha avuto non pochi problemi! Per questo stesso motivo, sono purtroppo andati persi i primi commenti al post  &#8211; sigh!  Da allora comunque mi ha preso la mania del backup di tutto e  non c&#8217;è più pericolo&#8230; peccato invece per questi vecchi commenti, si sono salvati solo i post che sto reimportando man mano)</em></p>
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