CREMA DI MARRONI n.2 (quella vera) E ALLURE DI VALIGIE

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11/2009

CREMA DI MARRONI n.2 (quella vera) E ALLURE DI VALIGIE

Ho avuto una ricaduta, sparso bacilli ovunque ma pare che finalmente mi sia ripresa dall’influenza :) oink oink.
Per riprendermi del tutto sto programmando un digiuno per la settimana prossima, penso da mercoledì visto che martedì forse ceneremo con l’ennesimo amico che lascia l’Italia. Sarà una casualità della mia vita in particolare, non lo metto in dubbio, ma comincio a sentir aleggiare un dissenso silenzioso da intelligentija che fa le valigie. Voi no?

Beh, se vi interessa, io rimango fino all’ultimo, anche perchè troppo intelligente non sono, ho solo il privilegio di una zappa e la condanna di qualche pixel… inoltre che il mio lavoro lo faccia qui o dalla spiaggia di Ipanema Ohau è indifferente, posso anche aspettare l’ultimo momento, tanto ho solo da prendere il mio macbook, il costume e sono pronta. (ci ho ripensato perché a Ohau c’è il wireless sulla spiaggia)

Per ora mi godo l’appennino tosco-emiliano. Prima dell’influenza un bosco qui vicino ci ha regalato una discreta quantità di castagne, nello specifico marrone biondo. Siccome sono una schiappa come raccoglitore (nel senso di decrescitore raccoglitore) non ho valutato che poteva essere un’idea intelligente quella di dividere le castagne a seconda dei castagni genitori che le avevano sdiluviate a terra… così ho dovuto farlo a casa, ma almeno mi sono allenata nel riconoscimento del vero marrone biondo dalla comune castagna.

Orbene, da qui in poi è ricetta, quindi se non vi interessa, saltate subito ai commenti e fatemi un salutino, ne ho moralmente bisogno per il decorso post-influenzale.

Crema di marroni / marmellata di castagne

La ricetta l’ho messa con 1 kg di castagne, per rendere più facili i calcoli a chi la deve usare. Ovviamente come si vede dalla foto ne ho fatti più kg

Occorrente

  • 1 kg di castagne
  • 200 gr di zucchero di canna
  • 600 ml di acqua
  • 1 stecca di cannella
  • 2 cm di baccello di vaniglia
  • 1 moroso sbucciatore di castagne
  • paletta di legno da marmellate

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09/2009

METTI UNA SERA DI PIOGGIA E 5 KG DI PEPERONI…

… va a finire che salta fuori qualche barattolo di conserva per l’inverno :D
Ieri sera, complice la pioggia e la mia metà con impegni lavorativi, ho affrontato i 5 kg di peperoni da agricoltura biologica che mi sono portata a casa un paio di giorni fa.

In realtà volevo anche provare se con la cucina più piccola (circa 1/4 della grande cucina di campagna che avevo prima, forse esagerata!) riuscivo lo stesso a fare grandi lavori, visto che per fare le conserve oltre che una buona dose di pazienza e tempo, serve anche un discreto spazio. Sapete cosa vi dico? E’ persino meglio! Prima trasportando cose da una parte all’altra era inevitabile sgocciolare ovunque per esempio, mentre adesso avendo tutto vicino la questione pulizia finale si riduce a poco.

Alla fine ci ho messo solo 3 ore, inframezzate da una pausa cena con tortellini mentre cuocevano i peperoni ;) Insomma… la televisione da noi è quasi un soprammobile!

Orbene, le conserve sopra sono in pari misura peperoni saporiti sott’olio e peperoni sottaceto. Farli è una sciocchezza, il guadagno è enorme vista la qualità dei prodotti finali e anche il risparmio economico, perché no.

Dunque, ho preso questa cassa qui di peperoni, 5 kg in tutto che ho poi diviso in 3 kg per i sottolio e 2 kg per i sottaceto

Ho messo a bagno i peperoni con acqua e bicarbonato. Questi peperoni, arrivando da una cooperativa che fa agricoltura bio e non dal banco del supermercato, erano anche piuttosto sporchi di terra, quindi ho dovuto spazzolarli in acqua ben bene e fare un secondo giro di sciacquo. Intanto ho messo a sterilizzare i vasetti in una pentola d’acqua con uno straccio per non farli sbattere (pezzo di un vecchio lenzuolo riutilizzabile moltissime volte)

Incoperchiato e fatto sterilizzare 30 minuti con l’acqua tenuta a bollore e incoperchiati per mantenere costante la temperatura. Ripetuto l’operazione tre volte perché non avevo una pentola sufficientemente grande per tutti i vasetti (beh… sarebbe stata decisamente troppo grande!)

Intanto che si sterilizzavano i vasetti, ho sciacquato i peperoni, tagliati prima a metà eliminando semi, filamenti bianchi e picciolo, e tagliando poi la polpa a striscioline di circa 2 centimetri.

Man mano che i vasetti e relativi coperchi erano pronti, li mettevo ad asciugare su un canovaccio pulito a testa in giù. Utilizzo il meno possibile vasetti riciclati perché di solito i tappi non sono riciclabili, ma questa volta ne avevo un paio in ottimo stato e li ho riciclati… se non altro per ridarli alla proprietaria… pieni! In linea di massima preferisco i barattoli Quattro Stagioni della Bormioli perchè sono molto resistenti e i tappi si possono cambiare man mano che si rovinano, senza ricomprare tutto il vasetto. Mi piacciono anche i vasoni a chiusura ermetica a pressione (quello grande nella prima foto), fanno un bell’effetto anche se impongono un consumo piuttosto veloce, una volta aperti.

Intanto ho finito di tagliare i peperoni e ho messo i primi 3 kg per i peperoni sottolio in una pentola con 1 lt di aceto di vino bianco, 100 ml di aceto di vino rosso, 2 lt di acqua, 3 foglie di alloro, 4 cucchiaini di zucchero di canna integrale, 1 cucchiaino di sale.

Per i 2 kg di peperoni da mettere sott’aceto ho utilizzato 1 lt di aceto di vino bianco, 100 ml di aceto di vino rosso, 1 lt di acqua, 2 cucchiaini di zucchero di canna integrale, 3 cucchiaini di sale, 3 foglie di alloro.

Finiti i 40 minuti di cottura (regolarsi in base alla durezza dei peperoni e a quanto li volete duri o molli), li ho scolati con una schiumarola deponendoli in uno scolapasta capiente, anch’esso sterilizzato (versandogli sopra una pentolata di acqua bollente in due riprese), poi ho invasato direttamente, con vasetti e peperoni ancora caldi.

Per i peperoni sott’olio ho invasato inserendo mezzo vasetto di peperoni, 2 fettine sottilissime di aglio, una spolverata di basilico essiccato (quello fresco secondo me copre troppo il sapore dei peperoni), un altro strato di peperoni e chiuso con spolverata di basilico e 1 piccolo peperoncino piccante secco. Ho infine inserito olio extravergine di oliva fino all’orlo, atteso 20 min che andasse a riempire tutti gli interstizi e rabboccato con altro olio, poi chiuso e capovolto i barattoli. Non c’è molta aria da far uscire perché come si vede dalla foto pigio dentro i peperoni senza lasciare troppi spazi.

Per i peperoni sott’aceto ho invasato inserendoli senza nessuna aggiunta e riempiendo con aceto di vino bianco. Anche qui ho atteso 20 min che andasse a riempire tutti gli interstizi e rabboccato con altro olio, poi chiuso e capovolto i barattoli.

Oggi darò un’ulteriore sterilizzata mettendoli a bagno in una pentola e lasciandoli bollire per una ventina di minuti.

That’s all folks! :D

Aggiunta: Nina mi fa notare che non ho messo la durata della conserva…che sbadatona :P Allora: si consumano dopo 1 mese, anche se quelle sottolio possono essere consumate subito… però il sapore è molto meglio dopo un mese. Chiuse durano 12 mesi. Una volta aperti i barattoli, vanno tenuti massimo un mese in frigo. Se non se ne consumano tanti, è meglio fare vasetti piccoli da aprire in successione, a seconda delle necessità.

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24
04/2008

MARMELLATA DI ARANCE SPEZIATA ovvero… QUELLO CHE AVANZA DALLE SCORZETTE AL CIOCCOLATO

d01.jpg

A quanto pare leggenda culinaria vuole che la realtà sia il contrario del mio titolo. Ovvero: sarebbe nata prima la marmellata delle scorzette e queste sarebbero solo un modo creativo di riutilizzare le bucce. Ho qualche dubbio in proposito visto che in molti paesi come la Spagna ho trovato marmellate di arance con dentro tutto, scorze, polpa… e semi! Si vede che i sevigliani sono l’equivalente dei nostri genovesi e non vogliono sprecare proprio nulla! Anche perchè, diciamocelo, le bucce degli agrumi fuori dalla cucina sono grossomodo inutili, non si possono buttare nemmeno nel compost se non in minima parte, quindi ai riciclatori estremisti danno qualche grattacapo (equipaje, stai sbuffando e alzando gli occhi al cielo, ti si vede da qui :D ).

Insomma, le scorzette erano la mia meta, la marmellata è stato il modo di riciclare la polpa di arancia… mica potevo buttare via 10 arance bio sane sane! Neanche fossi una novella Morticia Addams che taglia i boccioli di rose e si circonda di vasi di steli spinati!

Bene quindi, in questo pomeriggio sonnacchioso e pre-festivo aggiungo la ricetta della marmellata che nasce dopo le scorzette al cioccolato :D

Ingredienti:

10 arance sbucciate da agricoltura biologica
zucchero in quantità identica alla pesatura delle arance. io ho usato il fruttosio però.
1 limone da agricoltura biologica
1 stecca di cannella
1 stecca di vaniglia
4 chiodi di garofano

Io, come avrete già capito dagli ingredienti, sono di quella vecchia scuola marmellatara che non usa la pectina (orrore!) e tantomeno aggiunge acqua (doppio orrore!). Per la prima tornata di scorzette ho aggiunto alla marmellata in cottura lo sciroppo avanzato dall’ultima cottura delle arance: ho dovuto far cuocere mezz’ora in più e la marmellata è risultata troppo dolce, è un riciclaggio che secondo me non vale la pena. Però. A me piace la marmellata di arance amara. Se vi piace dolcissima, non mettete il limone e allungate con il suddetto sciroppo (o aumentate lo zucchero).

Procedimento: le arance sbucciate e il limone sbucciato, tagliati a pezzettini, in una pentola capiente. Si versa sopra lo succhero e si fa andare a fuoco medio, nel giro di poco le arance rilasciano l’acqua e il tutto diventa facile come girare una zuppa. Si aggiunge cannella, vaniglia e 4 chiodi di garofano… non sceglieteli troppo piccoli perché alla fine vanno ripescati.

Si lascia sobbollire per un’ora o più, dipende da quanto sono succose le arance. Quando raggiunge uno stadio un po’ più liquido della marmellata che desiderate, si toglie stecca di vaniglia, cannella, si ripescano i 4 chiodi di garofano e… è ora di invasarla.

Io di solito intanto che cuoce la marmellata sterilizzo i vasetti facendoli bollire in una pentola di acqua, poi li faccio asciugare capovolti fino a che non è pronta. Non uso il canovaccio da cucina per asciugarli perché i canovacci sono tra i principali veicoli di germi e schifezze varie, con le conserve è sempre bene non rischiare e usare barattoli di vetro ben sterilizzati, con tappi nuovi. Il vetro si ricicla nella campana del vetro, non riutilizzando la confezione delle olive in salamoia per la marmellata fatta in casa ;)

Ordunque, la marmellata è invasata, si mette a riposare rovesciata, appoggiata sul coperchio, in modo che esca bene tutta l’aria. Io di solito la lascio così qualche ora. Poi metto via in dispensa (luogo fresco, asciutto e buio) e si può consumare dopo una settimana. Si può anche subito, ma dopo una settimana il gusto è migliore :D

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5
05/2007

CARCIOFINI SOTT’OLIO (ricetta)

Visto che continua a piovere, mi sono data alle conserve :)

Tipologia: onnivori, vegetariani, vegani
Necessario: 1 pentola molto capiente, canovacci puliti, un tavolo libero, 4 vasetti per conserve con relativi tappi
Ingredienti:
1 Kg di carciofi piccoli, sia freschi che congelati, sia interi che a spicchi
succo di limone
1 litro di aceto di mele o aceto di vino bianco (a seconda dei vostri gusti)
75 ml di olio extravergine di oliva o quanto basta (varia anche a seconda dei vasetti che si usano)
foglie di alloro fresche
chiodi di garofano
pepe in grani, foglie di menta fresca e bacche di ginepro per invasare (facoltativi, a vostro gusto)
sale fino

Procedimento

Mettere a bollire una pentola con 2 litri di acqua. Preparare una ciotola con succo di limone. Pulire bene i carciofini e versarli a mano a mano nella ciotola, girandoli in modo che il succo di limone li bagni bene e non si anneriscano. Versare l’aceto, le foglie di alloro e i chiodi di garofano nella pentola poi versare i carciofini scolandoli dal succo di limone.

carciofini1.jpg

Attendere fino a cottura ultimata Continua >>

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17
02/2007

Tofu sott’olio con spezie – Conservare il tofu

tofu_sottolio.jpg

Questa più che una ricetta è un metodo di conservazione per chi si fa il tofu fresco in casa. Il metodo l’ho mutuato dalle conserve di formaggi (caprini, tomini ecc) e mi è venuta l’idea un paio di anni fa di metterlo sott’olio e ricavarne un paio di antipasti ottimi e ingredienti altrettanto ottimi per i panini o qualche cena improvvisata all’ultimo minuto.
Pensavo fosse una cosa che facevano un po’ tutti quelli che fanno il tofu in casa invece chiacchierando con Vera è venuto fuori che no, anzi, conservare il tofu è un problema. Penso che molto dipenda dal fatto che gran parte di vegetariani e vegani hanno cominciato a cucinare dopo aver fatto queste scelte di vita. Io cucino si può dire da sempre visto che ho lasciato la casa dei genitori a 21 anni e già dai 14 passavo qualche tempo fuori dall’Italia rifiutandomi di mangiare la monnezza britannica e quindi imparando a cucinare da sola. Quando è arrivata la svolta vegetariana e poi vegana, ho semplicemente cercato di rifare i piatti che mi piacevano con altri ingredienti. Il tofu sott’olio è appunto l’idea mutuata da caprini e tomini sott’olio con spezie. Qui di seguito i tre principali metodi di conserva del tofu sott’olio.

Tofu sott’olio alla mediterranea.
Ottimo come antipasto o spuntino, super sulle bruschette insieme a pomodorini freschi

300 gr di tofu – 2 carote – 100 gr olive verdi e nere – 60 gr di capperi – 1 spicchio d’aglio – olio extra vergine d’oliva – un pizzico di sale – peperoncino rosso – (brodo vegetale) – Olio extravergine di oliva, quanto basta per invasare

Tritare le carote, le olive, i capperi e l’aglio e farli soffriggere in una padella con dell’olio 2 o 3 minuti.
Aggiungete il tofu tagliato a piccoli dadini (1,5 cm di lato) e lasciare cuocere per 20 minuti circa. Se secca troppo, aggiungere poco alla volta qualche cucchiaio di brodo vegetale. Al termine cospargerlo di un pizzico di peperoncino rosso, mischiare, estrarlo dalla pentola con tutte le verdurine e invasarlo. Aggiungere l’olio fino a copertura, una foglia di alloro e chiudere ermeticamente. Tempo di posa per l’insaporimento: 1 settimana circa. Dura anche 6 mesi chiuso, l’olio è un conservante naturale.

Tofu marinato sott’olio
Ottimo come antipasto, su tartine o nei panini. Buonissimo servito freddo d’estate.

300 gr di tofu – aceto balsamico di modena – olio extravergine di oliva – salsa di soia – timo o misto di spezie a piacere (timo,maggiorana, alloro, rosmarino….) – una presa di sale – un pizzico di zenzero

Tagliare il tofu a cubettini piccoli o a fettine (come si fa per le verdure in carpione) e metterlo in un contenitore, irrorandolo fino a copertura con un composto fatto con tutti gli ingredienti sopra. Tempo di posa per l’insaporimento: 1 settimana circa. Dura anche 6 mesi chiuso, l’olio è un conservante naturale.

Tofu in carpione
Ottimo come antipasto o come formaggio da tavola

300 gr di tofu – 1 spicchio d’aglio – 3 cucchiai d’acqua – 2 cucchiai di shoyu – 1 cucchiaio di aceto di mele – 1 rametto di rosmarino fresco – 1 pizzico di origano secco – foglie di mentuccia fresca – olio extra vergine di oliva

Praticate dei piccoli taglietti nello spicchio d’aglio e metterlo in una scodella, dove si aggiungono 3 cucchiai d’acqua tiepida, 2 di shoyu, 1 di aceto di mele, il rametto di rosmarino ed un pizzico d’origano secco.
Lasciare riposare per almeno 10-15 minuti poi aggiungere l’olio e togliere l’aglio. Tagliare il tofu a fettine di circa mezzo cm di spessore e disporlo nel contenitore di conserva in questo modo: composto di olio – fette di tofu – foglie di mentuccia – composto di olio a coprire e via così fino a terminare il vaso o contenitore. Tempo di posa per l’insaporimento: 1 settimana circa. Dura anche 6 mesi chiuso, l’olio è un conservante naturale.

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