Il vegano trendy

18
02/2008

Il vegano trendy

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*** La lettura è sconsigliata ai privi di senso dell’umorismo, ai vegan incazzati e alle donne in gravidanza. ***

Il vegano trendy è in agguato a ogni cena. Nasce in una grande metropoli e come una farfalla nel giro di poche ore si fa notare nei luoghi più frequentati, svolazzando qui e là nella sua tenuta fashion, biologica e equosolidale.
Il vegano trendy ha due convinzioni: tutti devono diventare vegan. Ora che lui ha scoperto quanto inquina il metano espulso dal deretano dalle vacche e quanto queste soffrano ad essere munte e macellate, tutti devono sapere. Meglio se nei minimi particolari e a ore pasti. La seconda convinzione è legata al suo status: meglio se gli altri rimangono non-vegan ancora per un po’, onde non fare ombra alla sua scintillante armatura di unico vegan integrale, originale, quello che ha scoperto il veganismo e ne ha fatta una tendenza, quello che sarà ricordato insieme a Paul McCarthney e Brad Pit. Per questo lui parla di veganismo solo con i vegan.

Il vegano trendy porta pantaloni larghi pop-funky, con il cavallo non troppo basso da essere totalmente funky ma con la vita abbastanza bassa da sponsorizzare le mutande in cotone biologico 100% nonché l’attaccatura delle sue chiappe vegan mentre sfreccia in bici nella corsia dei bus. Lotta al sistema, si legge.
Ha una collezione di felpe con il cappuccio perché non si sa mai che si imbatta in una manifestazione eco-equo-solidale-pacifista in cui infilarsi. Nei rari momenti in cui tace, le sue magliette fanno esplodere roboanti slogan pre-bellici di galline rosa shocking “L’uovo è mio e me lo gestisco io” e maiali verdi schierati in mimetica “Credere, obbedire e combattere“. Se le stampa lui nel negozietto sotto casa e medita di farci presto una sua linea perché “Se c’è riuscito quello di Guru con il fiore di Icq” ci può riuscire anche lui. Il business eco-vegan è uno dei suoi argomenti preferiti.
Sopra a tutto porta un giubbotto di ecopelle Brando Biker Style Jacket comprato su Vegetarian Shoes per 200 euro spedizione inclusa. Salvo che se lo incontri dopo una settimana dalla schiusa del bozzolo, allora ti dirà che l’ha scovato per 15 euro nel mercatino fuori mano. Dopo pochi giorni dalla sua nascita infatti, il vegan trendy trova tutto nei mercatini, specie di seconda mano, specie se mercatini di seconda mano fuori mano, dove si reca con la sua man-bag di canapa a tracolla a fare incetta di abiti usati. Riusare è molto eco e il vintage è molto trendy. Lui è tutte e due le cose con 10 euro, le etichette Made in China si possono staccare.

Il vegan trendy compra solo in botteghe bio, torcendo il suo nasino raffinato ogni volta che passa davanti al formaggio o al vasetto del ragù. Davanti al vasetto del ragù ha pensato a un’altra maglietta, una mucca viola con il pugno alzato “Tritati i tuoi lombi“.
Controlla i cestini altrui alla ricerca di altri vegan e quando ti individua ammicca cenni di intesa e imbastisce conversazioni sul prodotto. Se ti piace una fetta di seitan, lui recita metriche di ingredienti e ricette e siti web e libri sul seitan. Se gli piace la stessa fetta che hai comprato tu, aggiunge litanie di metodi per fare il seitan in casa, ci hai mai provato, lui sì gli viene da dio, ma cosa vuoi con il lavoro, lo stress, alla fine lo compra anche lui ma non dovrebbe sai, per quei due grammi di plastica, ma secondo te è mater-bi o plastica inquinante?
Il vegan trendy davanti ad ogni nuovo elemento pensa per prima cosa che inquini. Pensare che una cosa inquina è molto consapevole - consapevole è una parola che nelle prime due settimane di vita del vegan trendy ricorre prima di ogni punto e a capo. A volte anche prima di ogni virgola, declinata nei consapevolmente e eticamente.

Il vegan trendy ha sempre degli indirizzi da darti, che siano locali, libri, ristoranti, cd o negozi, lui ha sempre qualcosa da trasferire dal suo palm ultima generazione al tuo, o al tuo cell, o da inviarti via email perché la carta lui non la usa o la usa il meno possibile. Il vegan trendy in possesso del tuo indirizzo email è la fine dei tuoi attimi di pausa, ti forwarda qualsiasi cosa, tutte le newsletter a cui sei già iscritto e se i messaggi gli tornano indietro te li riforwarda allegandoti l’ultimo programma antivirus da 40 mb zippato. Quando non ha niente da forwardarti ti segnala filmati di animali buffi su youtube e i siti indiani in sanscrito contro l’apertura di McDonald’s a New Delhi. Dal momento che il vegan trendy ha il tuo indirizzo email, le petizioni ti arrivano in quadruplice copia, quella normale, quella del vegan trendy, quella che non si ricorda se te l’ha già mandata e quella che ti manda lo stesso perché forse ti sei dimenticata di firmare.
Nel weekend il vegan trendy è pieno di impegni: si prenota per tre cene e si presenta a una a cui non si era annunciato, una vera primadonna ma forse ha capito che dove si era annunciato non si presenterà nessuno.
Nel pomeriggio ha già fatto il giro del centro sfoggiando a meno due gradi, a unico beneficio delle settantenni in cincillà, la maglietta “Donna, se vuoi il pelo non depilarti“, sua ultima creazione. Non vede l’ora di raccontare a tutti, uno per uno, la faccia delle allampanate vecchiette, una a una. E lo fa in questo ordine, uno per uno e una a una. Quando il vegan trendy arriva a cena si forma il vuoto attorno al suo posto, ma abituato al vuoto pneumatico della sua testolina protetta da riccioli al gel di semi di lino, non ci fa caso e dà inizio al suo show. Tu fai volontariato in canile? Lui in un gattile, che è molto più difficile e meno compreso. Chi ha organizzato in questo locale? Lui ne conosce uno molto più vegan, più underground e anche un po’ nature-doom. Lui frequenta solo posti esclusivi fuori mano, che conosce solo lui, dove suonano sounds-of-nature e nature-jazz, stili che conosce solo lui perché frequenta i locali nature-doom fuori mano.

Quando organizza lui, ti ritrovi in seminterrati umidi che identifica come locali new age ricavati da grotte naturali - anche se sei in Pianura Padana-, in cui viene filodiffuso un lamento straziante che pensi essere l’agonia della mucca al macello e invece è il canto delle balene in amore. Entro i primi dieci minuti ti ritrovi seduta in posizione yogica su un materasso marocchino a sentire lui che decanta estatico le portate raffinate e vegan che stanno per arrivare, la sua lunga amicizia con il cuoco convertito vegan da poco e le sue mille conoscenze nel settore della ristorazione vegan. Per l’occasione indossa una maglietta con tutti gli animali della fattoria riuniti con il pugno alzato “Meglio lottare insieme che morire da soli“. Le sue nozioni storiche sono chiare come il locale nature-doom in cui in breve ti ritrovi a mangiare la plastica della confezione del tofu perché tanto non si vede niente, è tutto molto natural e la sera, come tutti sanno, è natural buio.

Il vero lato positivo del vegan trendy è che dura poco, come le farfalle, forse qualcosa di più. In capo a poche settimane approfitta della mamma che vuole che mangi almeno il latte con gli omega3, notizia tutti che il dottore della mutua gli ha fatto la predica e la sua salute è seriamente in pericolo, poi imbocca spavaldo e consapevolmente l’entrata di D&G per comprarsi i camperos neri in vitellino, quelli con gli strass.

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La maglietta dell’immagine sopra esiste, è in vendita qui. La riedizione in chiave vegan degli slogan sopra è mia. Se non riconoscete gli slogan originali potete inviare una protesta alla vostra scuola elementare chiedendo il rimborso delle cedole librarie o uscire con un vegan trendy :D

Postato in Giorno per giorno, Ridendoci sopra..., Vita da veg* | 16 Commenti

27
12/2007

Pro e contro… erbaviola. Ora con concorso a premi!

Eccomi ad annoiarvi con gli arretrati di un mese. E’ stato intenso, ho tirato in lungo a fare la capricciosa con un test e ora ho una pila di cose così da postare. Cominciamo da una buffa.
Nina, che ormai verrà eletta a consulente di redazione di erbaviola (stipendio zero ma tempo indeterminato, eh) mi ha fatto notare tra una decina di nuove citazioni del blog in giro per la rete che benessereblog.it ha parlato di me qui e mi ha definita “graziosa e spiritosa“. (ok, lo ammetto, non mi conoscono. )

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Per equilibrare subito la positività cosmica che si era concretizzata in forma di gongolamento sfacciato, è intervenuto il tenutario di una community di Neurona, nello specifico della community Ambiente ed Ecocultura, che al mio bussare mi ha proprio sbattuto la porta in faccia. In pratica, erbaviola non è sufficiente per la community di Ambiente ed Ecocultura… quindi ora sono curiosa di sapere cosa fanno nella vita questi iscritti abilitati… puliscono le discariche con la lingua?!

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Ovviamente ho chiesto il perché (figurati!) e mi ha risposto un ragazzo meno irraggiungibile dell’irraggiungibile responsabile della community, spiegandomi il surreale perché del diniego.
Indovinate un po’…. unico indizio: la ragione è veramente surreale.

Insomma, alla fine ci ho riso sopra :D

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13
08/2007

COMPLEANNO DI MAKO E KIKI

Io e la mia metà siamo seduti in cucina per un caffé, i gatti ci raggiungono e si sdraiano per terra mostrando le pancine, in cerca di coccole e grattini. Mi viene in mente che dopodomani è il loro quarto compleanno…

“Amore, dopodomani è il compleanno dei cicci! Quattro anni!”

“E’ vero… non gli abbiamo preso neanche un regalino”

“Vabbé dai, pensavo di fargli qualcosa di mangereccio che a loro piace anche di più..”

Ci pensa un attimo, poi si illumina:

“Compriamogli la Playstation 3! Se poi proprio non gli piace, la uso io…”

Eh beh.

Buon ferragosto anche a voi ;)

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11
07/2007

UNA PIZZA DA PRIMATO

Stasera ho fatto la pizza.

Sento che sto per morire, lascio quest’ultimo messaggio. Una prece.

La pizza di stasera raggiunge il punteggio pieno del post-pizzata di qualità ovvero: sete boia, pesantezza, sete boia, rutti, sete boia, senso di pienezza, sete boia, sonnolenza. Contemporaneamente ha raggiunto anche il punteggio massimo della fetenzia nel durante-pizza: mollicciosa, troppo salata, troppo pomodoro, olive di gomma e in generale una pizza di gusto insoddisfacente ma senza riuscire a fare veramente schifo (cosa che avrebbe fermato dal mangiarla evitando così il tremendo post-pizza).

Se sopravvivo alla notte, domani finisco di sistemare questo sito. Burp.

p.s.

Le supposizioni:

1. hanno messo qualcosa nell’acqua dell’acquedotto
2. sono impazzita e in un raptus ci ho inserito ingredienti a caso tra i quali gomma di guaranà e cicuta
3. dobbiamo cambiare il forno (questa è la supposizione di Wiz che però sa la differenza tra il forno e la lavastoviglie a grandi linee)
4. mi devo prendere una vacanza

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10
06/2007

COME LIBERARSI DELLA EX IN CINQUE MOSSE VELOCI

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Mi prendo una piccola pausa da questioni ecologiste, culinarie e orticole. Sto lavorando a un paio di modifiche sostanziali al sito, di cui qualcuno è già al corrente. Modifiche oserei dire apocalittiche, epocali… sarò modesta. Attendete e a breve vedrete :)
Nel frattempo, mi prendo questa pausa caffé e chiacchiera con i miei coetanei trentenni o giù di lì. Noto nella mia generazione che il complesso della ex, come lo chiamo io, sta di nuovo dilagando.

Il complesso della ex è una nota e diffusa patologia per la quale il lasciato parla e fa riferimento incessantemente alla ex, sia in positivo che in negativo. Ha la nominite cronica. Tu fai l’insalata e lui ti ricorda di quando la sua ex faceva l’insalatona estiva buonissima. Andate a prendere un caffé e lui ti ricorda che lì ci siete andati quando c’era anche lei. Gli dici che ti si sta allagando la casa, devi chiamare in fretta l’idraulico e lui non ti molla più con la storia di quando la sua ex ha aggiustato da sola la valvola del calorifero. Lo mandi affanculo e lui non capisce.
Le vittime di questa patologia sono gli amici e le povere disgraziate che si trovano a uscire con i complessati. Le soluzioni sono solo due: o il complessato segue questa guida oppure a breve pubblicherò il manuale per liberarsi definitivamente dell’amico con il complesso della ex e saranno gli amici a liberarsi di lui.
Ecco quindi, caro amico con il complesso della ex, o caro amico che pensi di non avere il complesso della ex, che è lo stesso, qui c’è una brevissima guida per dimenticare la tua ex in cinque mosse e tornare a vivere. Continua >>

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