Piccolo interludio felino

18
02/2010

Piccolo interludio felino

I gatti ci insegnano l’arte del prendersela con calma. Quindi, prima di riprendere la questione coop & c. che ha avuto notevoli risvolti e lunghe discussioni, piccola pausa per quella che – almeno quella – si può considerare una vittoria dei diritti degli animali contro l’ottusità di qualche umano. A presto!

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26
10/2009

QUI NON E’ IL NATURASì

Anni fa un amico si trovò nell’imbarazzante situazione di vedersi assegnare dalla Telecom l’ex numero di telefono della ditta di armi Browning. Riceveva così tante telefonate a tutte le ore del giorno e della notte, che mise una segreteria telefonica che partiva con “Buongiorno, qui non è la Browning”. Niente da fare, i clienti di questa azienda continuarono a lasciare messaggi sulla segreteria con ordini di fucili e pistole.
“Buongiorno, qui non è la Browning!!! Questa è la segreteria telefonica di Tizio Caio”
“Buongiorno, qui è l’armeria Spara che ti passa, vorrei sapere a che punto è il mio ordine”
Cambiò una ventina di messaggi di benvenuto in segreteria, gli ultimi erano totalmente allucinati, sembrava di telefonare a una clinica psichiatrica gestita da Jason di Venerdì13. Niente da fare, i clienti erano irremovibili, lasciavano imperterriti il loro ordine e richieste di informazioni alla Browning. Alla fine, per evitare l’esaurimento, la prese sul ridere e condivise online i file audio di tanta allucinata sezione del commercio italiano (ci sono ancora, googlate “qui non è la Browning“)

Ora, al tempo pensai che quella fosse la prova provata che la maggior parte dei venditori di armi si fossero giocati tutti i neuroni al poligono. Invece mi sono dovuta ricredere. Nel senso che il bug di neuroni non riguarda solo i possessori di armeria.

Biosciure, biovenditori in erba, bioutopisti e sognatori di biobotteghe varie, avrei un messaggio per voi:
QUI NON è IL NATURASì
E il motivo del messaggio è questo post qui, con i seguenti 40 commenti, alcuni veramente notevoli, devo ammetterlo. Erano più di 40, molti li ho cancellati nel tempo, ma visto che a due anni di distanza questo post riscuote ancora tanto successo tra chi non ha tempo per leggere o abbastanza neuroni per capire, a costoro lascio tre indicazioni per il futuro:

1) Se volete aprire un bionegozio, un biofast food, un bioristorante, un biosupermercato o parlare con Naturasì, sarebbe il caso di contattare Naturasì. (ma capisco che per trovare il link ci voglia un master in editoria multimediale, li fanno apposta.)

2) Forse non è il momento migliore nella storia di questo Paese per aprire un’attività, soprattutto così circoscritta e con prodotti high profiled (che poi in pratica vuol dire costosi)

3) Questa volta leggete bene il post, altrimenti finirete per ordinare cotolette di seitan alla Browning.

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21
09/2009

SONO TUTTA PERVASA DALLA CARICA DI INNOVAZIONE DI QUESTO PAESE

Ieri sera, complice una pioggia torrenziale ci siamo ritrovati al Festival delle Arti di Bologna. Mi è piaciuto tutto, sono entusiasta. Sono caduta in adorazione estatica dei nuovi talenti, soprattutto per i testi delle canzoni che anche se non raggiungevano il più fine Conte, comunque a Dalla ci arrivavano. Gli artisti erano tutti fantastici, i cantanti estremamente innovativi, i gruppi hip hop originali e dissacratori e non parliamo dei musical in concorso, da far impallidire Broadway e Amici di Maria de Filippi.

L’organizzazione era degna di un teatro svizzero: tutto funzionava a meraviglia, in particolare i tecnici del suono che sono riusciti nella difficile impresa di rendere ancora più insopportabile Caligola 2000 di Camus e ammazzare contemporaneamente l’unico attore che c’era lì dentro. Tra le cose che hanno funzionato a meraviglia è giusto anche segnalare la lungimirante idea di riservare il 70% dei posti a personalità varie, scacciare i malcapitati che osassero sedervisi e fargli poi sorbire un pippone dal mattatore Andrea Mingardi sui posti che erano liberi, venite qui, occupateli, non si può cominciare le riprese con i posti vuoti, sedetevi, dove sono le persone che vanno in quei posti? (e che ne so, ora te li vado a chiamare a casa). Giustamente, però, perché il pubblico è servo dello spettacolo, chi non lo sa è un vecchio barbagianni.

Andrea Mingardi è un mattacchione, ha scherzato tutto il tempo sul fatto che non vende i suoi dischi di canzonette e chiosato con la regina dei casting in platea, elencato venti volte il suo curriculum e una decina il fatto che l’ha chiamato al telefono Vanessa Redgrave (che poi sarebbe la moglie del suo amico Franco Nero). Insomma… dategli un lavoro a questo ragazzino! Bisogna farli crescere i giovani, era il mantra della serata.
Infatti sono andata letteralmente in sollucchero per la carica innovativa e rivoluzionaria durante l’intervento dell’on. Bersani che nei suoi modi da amicone emiliano ha detto due cose simpatiche sul futuro, sui giovani (o su un argomento così) e ha buttato lì la notizia-bomba: stanno parlando per organizzare dei congressi tra di loro! Sono rimasta senza fiato! L’argomento dei congressi non lo so, ipotizzo sull’aggiunta di un colore al simbolo o su una mozione contro la disoccupazione nel Burkina Faso. Però sentirmi nel pieno fervore di tante energie positive mi ha quasi stordita, continuavo a sorridere, ero proprio molto positiva sul futuro dei giovani (soprattutto quelli dei musical) e su quello di questo Paese in generale.

Ho avuto l’estasi catartica e la sindrome di Stendhal insieme quando ho visto il quadro premiato per la sezione arti figurative. Era un divano viola in una stanza nera. O una cassa da morto alle pompe funebri. O le prove colore su un palazzo dello Zen. Comunque molto commovente, d’impatto e anche un po’ dissacratorio. Purtroppo il quadro sopra che piaceva molto alla mia vicina di poltrona non ha vinto. Peccato, secondo me solo perché gli asparagi non sono di stagione e qui va di più il crescione.

Gli ospiti erano tutti esempi della giovinezza scalpitante di questo Paese: si andava dal grande Franco Nero (68) agli spassosissimi Gemelli Ruggeri (54 e 57), Iskra Menarini (63) e solo un poppante, Paolo Belli (47).
Tutto bellissimo. Bellissimo. Bellissimo. Molto giovane, mi sono sentita vecchia io.

L’unica cosa fuori posto è stato il discorso del buon Moni Ovadia (63) sul fatto che bisogna lasciare spazio ai giovani, che quelli come lui devono essere radici, ma radici produttive, non radici sterili e che gli art director italiani dovrebbero avere 27, 35 anni al massimo, come nel resto del mondo. Secondo me gli è sfuggito lo spirito innovativo e rivoluzionario della serata. Noi milanesi siamo freddi, delle volte queste vibrazioni facciamo fatica a percepirle.

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8
08/2009

… UPDATES POST-TRASLOCO

Quella sopra è la prima foto del primo pezzo di terreno a cui riesco ad accedere. Il resto è così invaso dalla vegetazione spontanea che non riesco ad arrivarci in infradito. Appena ritrovo gli stivali da orto, mi addentro e faccio altre foto. Per ora… penso a come metterci le mani!

Ringrazio per tutte le mail tra il preoccupato e il divertito che mi chiedevano dove diavolo fossi finita, com’era andato il trasloco, come stavano i mici. Devo dire che “come stanno i mici” è una domanda più frequente di come sto io! Ingrati! Come se il blog lo scrivesse Mako!

Allora: adesso stiamo tutti benone. Il trasloco è stato ridicolo e vagamente traumatico.

La domenica sono saltata in piedi alle 6.00 e l’abbiamo passata a finire di svuotare e smontare mobili, terminando all’ 1.00 di notte. I mici hanno seguito tutta la faccenda con entusiasmo e interesse, soprattutto per gli scatoloni. Si procedeva infatti così: monta uno scatolone, prendi la roba da metterci dentro, tira fuori il micio dallo scatolone, mettici la roba, prendi lo scotch, ritira fuori il micio dallo scatolone, chiudi lo scatolone, togli il micio dalla pila di scatoloni, metti lo scatolone sulla pila. E via da capo. Loro si sono divertiti un casino, noi solo all’inizio. Verso sera volevo chiuderli in uno scatolone e lasciarceli dopo che hanno cercato di ingoiare nell’ordine: le mie graffette, una cinturina di vernice, tre cordini di misterica provenienza, le gomme da disegno e vari pallini di polistirolo.

Alle 2.00, sfiniti, ci siamo coricati con l’idea di svegliarci alle 6.00 visto che alle 7.00 arrivava il camion. Ma siamo stati troppo ottimisti.

Dalle 2.00 alle 4.00 abbiamo lottato con le stramaledettissime zanzare della Lomellina che avevano fatto un summit lì nel nostro letto approfittando del fatto che per il trasloco avevamo lasciato porte e finestre aperte… risultato: un’afa e un caldo pazzeschi e due ore di morsi e punture. Dopo due ore però erano finiti tutti i millimetri di pelle su cui pungerci e se ne sono andate.
Ora si dorme? ma no, ovvio!

Alle 4.30 siamo stati svegliati di colpo dai mici: la Kiki soffiava e Mako piangeva disperato. La mia metà è corsa a vedere cosa succedeva: il gatto di una vicina proprio quella mattina aveva deciso di venire sulla nostra terrazza a grattare la persiana e far impazzire i gatti residenti.

Alle 5.00, rimandato a casa sua l’intruso e svegliato mezzo vicinato, ero pronta per uccidere qualcuno ma ho deciso invece di dormire almeno un’ora.

Alle 7.30 è arrivato il camion e devo dire che qui ci è capitata la fortuna di trovare due persone stupende che hanno fatto un lavoro perfetto per una cifra davvero conveniente (contrariamente ai miei incubi e pronostici di perdita di tutte le nostre cose) e alle 9.20 avevamo finito di caricare tutto. Durante queste operazioni, visto che abbiamo spalancato tutte le porte di casa, i mici sono rimasti nella loro portantina a osservare lo spettacolo.

A questo punto ci siamo sparati le nostre tre ore e mezza di strada che sono diventate quasi sei… da incubo, visto che a Parma abbiamo beccato una coda per incidente e abbiamo rischiato la liquefazione in auto. Abbiamo dovuto spegnere l’aria condizionata perché rischiavamo di restare senza benzina. I mici sono stati bravissimi ma rantolavano. Ho messo in campo tutti i rimedi anti-caldo per gatti che ho raccolto in vista del viaggio:

- posizionamento della portantina a livello finestrino, per ricevere più aria (ma non c’era)
- frizioni con la pezzuolina umida
- bottiglietta da mezzo litro fredda passata sulla testa e orecchie (i loro punti critici per il caldo)
- acqua fresca da bere
I due pelosissimi però si sono terrorizzati per il caldo, non volevano bere. Allora sono ricorsa al rimedio estremo, ho tirato fuori dalla borsa frigo i cosi per il ghiaccio (come si chiamano? gli affari blu che si mettono nelle borse frigo…) e li ho infilati nella portantina verso le pareti laterali. La Kiki ignorandone la natura si è seduta su uno e … scusate sto ancora ridendo!!! Dovevate vedere la faccia della Kiki seduta sul ghiacciolo! :D Comunque hanno capito al volo l’uso e si sono sdraiati abbracciati ai ghiaccioli della borsa frigo. All’arrivo erano umidicci ma sani e salvi!

Dopo lo scaricamento del camion e la preparazione di una stanza pulita e pappa e acqua e coccole per Mako e Kiki, abbiamo preso la nostra valigia e ci siamo avviati verso l’hotel di charme che ci attendeva, quello offerto dall’agenzia immobiliare perché per una incomprensione non ci hanno allacciato luce e gas. Palazzo Loup si è rivelato splendido, abbiamo avuto una camera molto accogliente dove ci siamo doverosamente rilassati, lavati e rimessi in sesto. La struttura è veramente bella e l’atmosfera molto rilassante, inoltre ho notato positivamente che utilizzano un sistema ecologico per il lavaggio della biancheria, così ho eliminato un pochino dei sensi di colpa per la permanenza. D’altra parte non potevo chiedere che mi costruissero apposta un resort bio-vegan in mezzo ai monti per aver dimenticato di allacciarmi il gas e la luce, già il fatto che questa agenzia immobiliare abbia riparato signorilmente alla mancanza l’ho trovato davvero positivo, infatti se e quando ci metteremo in cerca di altre soluzioni in zona, andremo sicuramente da loro! (Hanno aperto anche un’agenzia a Bologna: sono veramente affidabili e seri, li consiglio!)

I seguenti giorni fino a oggi li abbiamo passati a montare mobili, lavorare, disfare scatoloni, esplorare i dintorni in cerca di fornitori di frutta e verdura bio (qui ho grandissime novità che vi racconterò presto), goderci la totale assenza di mosche e zanzare e moscerini, goderci l’arietta fresca e il sole caldo e bere tisane guardando il tramonto sull’appennino dal nostro terrazzo. Siamo molto molto stanchi ma molto molto felici, anche i mici.

Domani arrivano i nostri primi ospiti, Fabio e Serena, che casualmente sono stati anche i primi ospiti nella ex casa e hanno ‘portato bene’… tra loro e il folletto della casa regalatoci da Barbara, Alain e Anita (con la sprintosissima Grandma Teresa!), speriamo che le cose continuino alla grande ;)

Ah, intanto che scrivevo questo post, mi sono arrivate delle mail per le quali ho dovuto fare una rettifica al post precedente, dategli un’occhiata passando :)

Postato in al volo, Gatti & Co., Giorno per giorno, Ridendoci sopra..., Vita da veg* | 14 Commenti

13
06/2009

Non servono parole…*

Si scende da una parte, c’è l’Emilia. Si scende dall’altra, c’è la Toscana.

Vi chiederete allora che cavolo ci facevo giovedì dall’altra parte della valle…
Ehm… so che a 700 mt non si possono costruire gli inceneritori e le centrali nucleari, ma viste le recenti esperienze negative, abbiamo fatto un ampio giro della zona per accertarmi di persona dell’assenza di orrori edilizi come palazzi di 10 piani schiaffati in mezzo al paesaggio, enormi cave, dighe e … niente, alla fine ho trovato solo un impianto eolico per niente invasivo a 20 km, sul versante opposto. Sulla carta ci siamo già accertati di tutto, ma una visitina non guasta mai. Quindi ok, i piani regolatori vengono rispettati e non solo sulla carta; sono anche stati notati in più di un’occasione anziani che si recavano ai cassonetti della raccolta differenziata con tutto diviso e diligentemente infilavano bottiglie di vetro nella campana del vetro e bottiglie di plastica in quello della plastica (non come fanno qui!).
Confortati, siamo andati a depositare la caparra.

In realtà prima di firmare il contratto c’è stata una settimana di angoscia da telenovela di cui non vi ho resi partecipi per motivi di tempo, ma ormai è risaputo che la nostra strada è sempre in salita ;)
Lo dico anche per gli amici a cui avevamo già annunciato il nome del paese: ehi, abbiamo cambiato luogo, ma sempre in zona!

In pratica il proprietario della casa che avevamo scelto ha deciso di approfittare dei ‘polli’ stranieri e ha avanzato richieste fuori da ogni logica e umana ragione. Affranti e sconfortati, vedendo sfumare il frutto di tante ricerche , abbiamo chiamato un’altra agenzia con cui eravamo già in contatto e siamo andati a vedere altre cinque soluzioni di cui però non eravamo affatto convinti dalle foto. Siamo partiti senza troppo entusiasmo (io anche perché, non bastasse, ero reduce dal dentista e questa volta ha fatto tanto tanto male! ).
La visita è anche iniziata malissimo… prima casa carina ma per i puffi: impossibile invitare a cena più di un amico e per mettere il nostro divano si poteva scegliere tra fuori della finestra o dentro nel camino ; la seconda aveva un bellissimo dehor ma la parte per cenare all’aperto era controllata a vista dalla vicina del piano di sopra che è stata ad ascoltare tutta la visita – conosco bene il tipo – mentre la parte a giardino si poteva solo guardare perché se lo teneva il proprietario che sarebbe venuto quotidianamente a curarlo …ehm… volevamo chiedergli se magari voleva tenere anche un diritto di passaggio in camera da letto alle tre del mattino…
La terza e la quarta casa avevano una vista strepitosa, posto meraviglioso, ma ci sarà ancora per poco: i soffitti a travi erano pieni zeppi di tarli

Siccome le stavamo visitando proprio in ordine di preferenza, vi lascio immaginare l’umore mentre ci avviavamo verso l’ultima
E invece, dopo mezz’ora avevamo trovato la casa perfetta , MOLTO più bella di quella che avevamo lasciato perdere a causa dell’esoso proprietario!

Da quest’ultima esperienza abbiamo capito che i siti web delle agenzie non bisogna guardarli perché altrimenti le scelte dipendono troppo dalle capacità fotografiche degli agenti che, diciamocelo, a volte sono veramente scarse! (come le mie, praticamente, ma forse un po’ meno).

Infatti la casa che sulle foto sembrava un buco con un cortiletto di cemento per l’ora d’aria del carcere si è rivelata in realtà un appartamento su misura per noi, con tutto quello che ci serve, anzi di più, nuova, con tutti gli impianti in ordine e…. un balcone e un piccolissimo giardino di terra che ovviamente mi hanno fatto venire subito gli occhi a cuoricino ! Così anche mentre aspetterò di trovare la casa dei sogni, potrò continuare i miei esperimenti! Ok, è un giardino+orto da ‘mission impossible’, sarà una grande sfida ricavarci un universo minimo ma di questo ve ne parlerò prossimamente, con delle foto particolareggiate … so già quale sarà la vostra reazione vedendo questo paesaggio lunare che deve diventare ‘universo minimo’:

Tra l’altro una cosa di cui mi sono sempre pentita della precedente casa è di non aver fatto le foto di com’era il giardino e l’orto al nostro arrivo, quindi qui vi mostrerò anche la ‘fase zero’, subirete vagonate di foto dei lavori in corso. Comunque per ora non mi demoralizzo, vedo la ‘mission impossible’ come una nuova eccitante sfida. E poi, come ha giustamente osservato la mia metà, abbiamo comunque un giardino di kilometri e kilometri fuori dalla porta … e non dobbiamo nemmeno innaffiarlo! Così ieri mi ha regalato un bellissimo set da pranzetto sui prati che desideravo da tanto, per tutte le nostre prossime uscite non di trekking

Insomma, come avrete capito, mi è tornato il buonumore e ho la testolina piena di “dove metto questo mobile qui” e “possiamo già inscatolare quelle cose là”.

A proposito, ieri il proprietario della prima casa si è fatto sentire, chiedendo meno della metà. Ci siamo limitati a un’educata risposta Delle volte, le soddisfazioni…!

Adesso devo proprio scappare ad aiutare la metà che, tutto entusiasta, rischia di impacchettarmi anche la cena di stasera se non sto attenta! E poi dobbiamo fare un piccolo planning per passare a salutare per bene tutti gli amici qui prima di trasferirci definitivamente… si prospetta un piccolo periodo di cene e saluti

E, per finire: a tutti quelli che ci hanno sopportato, si sono offerti volontari per fare gli agenti in varie zone, hanno ascoltato i miei sconforti e rotture di scatole varie, hanno gioito alle ultime notizie….

* ma mi avete mai vista star zitta? ;)

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