BABBO NATALE GIRA NUDO CON RENNE IN FIAMME

22
12/2011

BABBO NATALE GIRA NUDO CON RENNE IN FIAMME


Cari che passate di qui,

nonostante il Guardian quest’anno si sia impegnato a dimostrarmi che Babbo Natale o non esiste o gira nudo con renne in fiamme, io mi ostino a considerarlo una buona possibilità tra una vasta schiera di amici immaginari. Da vero amico immaginario, infatti, fa cose strabilianti: accoglie richieste che puntualmente soddisfa solo per i più ricchi, ma continua a essere amato dai più dai poveri, un po’ come il Superenalotto.

Io da bambina non ho capito subito chi portava i regali, uno sosteneva Gesù Bambino, l’altra Babbo Natale o i genitori, a seconda dei momenti, poi i cuginetti sostenevano fosse tale Santa Lucia, con la variante dei cuginetti americani che ricevevano i regali da tale “Santa” che però era sempre Babbo Natale e non Santa Lucia. La nonna, di indole steineriana, sosteneva che chiunque fosse, ne portava troppi.
Insomma, in questo casino incoerente, io alla fine mi ero convinta che sorgevano da soli alla base del pino. Da lì mi devo essere innamorata delle piante.
Poi c’era questo anonimo groenlandese travestito di rosso che si prendeva tutto il merito, con avvallo di Hollywood. Ho sempre avuto dei sospetti sul nonno di Heidi, comunque.

Oggi, quando mi capita di leggere pipponi chilometrici sul perché ai bambini bisogna dire da subito la verità e non fargli credere che entità soprannaturali portino a loro il trenino di legno e al vicino di casa la playstation3, mi viene da sorridere. I bambini vanno molto oltre.
Fin da piccola mi hanno venduto le peggiori stranezze, da renne che volano a quella cosa uno-e-trino che non ha ancora capito nessuno, incoerenze macroscopiche che vanno da Gesù Bambino che mi porta un quintale di regali costosi a Gesù adulto che sgrida i ricchi e i cammelli nella cruna dell’ago. Nonostante questo collage catto-pagano, ho sviluppato una testa da vera scassamaròni, invero piuttosto critica e amante della documentazione scientifica. Sicché, anche se ai bambini raccontate che i regali li porta Babbo Natale… non è che li condannate all’oscurantismo come sostengono tanti psicologi. Delle volte è meglio la serenità e l’allegria che le spiegazioni scientifiche. Per quelle ci sarà tempo.

Comunque, un po’ di surreale in me è rimasto, così ogni anno scrivo una lista di desideri, metti che poi si scopre che hanno ragione quelli di Hollywood e Babbo Natale esiste davvero…

Quindi, per questo Natale vorrei…

  • che quest’orto da balcone, che durerà 50 anni, arrivi sul mio balcone prestissimo e mi permetta di coltivare tante verdurine anche in inverno, soprattutto mentre l’orto vero è coperto di neve o completamente ibernato come adesso;
  • 450 lt di terriccio biologico per l’orto di cui sopra, compreso compagno che amorevolmente lo porti nel punto necessario all’utilizzo senza lasciarmi single;
  • che tutti quelli che dicono di amare gli animali la smettessero di mangiarli;
  • che chi ha dei figli si impegnasse per primo a non inquinare, perché il mio risparmio sui carburanti non abbatterà mai i vostri tre anni di pannolini usa e getta;
  • che Babbo Natale si ripigliasse indietro i chili che mi ha regalato gli scorsi natali;
  • che chi mi vuole bene continui a volermene e che accolga come prezioso il bene che gli porto.
Per il resto, che voi festeggiate Saturnalia, Natale, Hanukka o guardate con compassione l’irrisorietà delle gioie da consumismo e come me ascoltate con disperazione le cacofonie americane natalizie… grazie di esserci :D
Ci rivediamo tra qualche giorno!

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29
11/2011

GERMOGLI, COMPOST & CANDELE DI SOIA… E ULTIMO AGGIORNAMENTO SULLE PUNTATE DI GEO&GEO :)

 

Ho pensato di riunire in un’unico post tutti i prossimi appuntamenti e varie news, così posso tornare a occuparmi di autoproduzione & c. senza interrompere con segnalazioni varie, che ormai sembro l’annunciatrice Rai o, ancora peggio, una perversa egocentrica che si auto-annuncia.

Sto scoprendo però dalle vostre email, messaggi e commenti che i video di Geo&Geo funzionano molto di più di anni di spiegazioni su questo blog. All’inzio l’ho trovato un po’ frustrante. Sentire “ah, adesso ho capito!” dopo dieci minuti di filmato tv, non è un grande premio se hai passato un anno sui testi inglesi di microbiologia per scrivere un libro sui germogli.
Poi sono tornata sulla terra e ho ricordato che il mondo continuerà sempre ad essere diviso tra chi, come me, capisce meglio dai libri e ama infliggersi ore di studio, e chi invece capisce meglio vedendo le cose mentre vengono fatte. O chi si serve di entrambi. Insomma, alla fine è solo un altro mezzo, né migliore né peggiore. L’importante è solo che le pratiche di autoproduzione si diffondano sempre di più, che i consumi decrescano realmente.

Sono altresì orgogliosa di essere entrata nelle grazie di tutte le nonne, zie e mamme dei miei amici: pare che la cosa gli faccia acquistare punti e non li considerino più così strambi perché si fanno il pane in casa o non vogliono più entrare in un supermercato. A volte la tv è un vettore positivo ;)  Io, chiaramente, per questo servizio di public relations con nonne e zie verrò a riscuotere. Mica lavoro gratis :)

Ma la cosa che mi rende più orgogliosa di tutte è che finalmente ho ricevuto anche delle proteste!   Perché, bisogna dirlo, se vai in tv e non arriva mai neanche una protesta, diventi un po’ triste. Almeno io. Comincio a chiedermi: dico cose scontate? Si annoiano? Non interessa? Ma soprattutto: Non sto dando fastidio a nessuno??? Iooo???  Oddio, sono invecchiata! Mi sono appiattita, stai a vedere che non sono più io.

Invece, finalmente, sono arrivate le proteste!  Che soddisfazione :)  Adesso so di fare qualcosa di utile. Settimana scorsa, per la puntata su come coltivare i germogli, si sono scatenati i produttori di germogli per la grande distribuzione. Ah-ah!
Basandosi sulla leggenda metropolitana che i germogli coltivati in proprio siano vettori di botulino, escherichia, peste bubbonica e qualche malattia tropicale, affermavano essere “pericolosissima” la coltivazione domestica.   Per amore di scienza, è una fandonia. Semmai è vero il contrario: i germogli prodotti industrialmente e distribuiti nei supermercati potrebbero essere (non ‘sono‘, ma ‘potrebbero essere‘)  vettori di botulinum e due tipi  di escherichia. Non mi dilungo qui in spiegazioni scientifiche, nel mio libro le ho riportate tutte scrupolosamente oltre ad aver passato un anno intero a studiare la produzione e la conservazione dei germogli. C’è un’ampia bibliografia a corredo e la consulenza di biologi e nutrizionisti che sono andata a tampinare per le mie ricerche. Tutti gli studi condotti su casi, comunque rari, di intossicazioni alimentari da germoglio sono su intossicazioni da germogli IN COMMERCIO. NON da germogli prodotti in casa. Non c’è mai stato un caso, finora, di intossicazione alimentare da germoglio prodotto in casa.
Il che ovviamente non è una scusa per ignorare le normali regole igieniche (tenere i germogli sempre bene umidi, eliminarli in caso di muffe o cattivi odori, sterlizzare sempre il germogliatore o lavarlo con acqua bollente e sciacquarlo con acqua ossigenata).
E soprattutto: non compriamo i germogli, coltiviamoceli!!! è facile, divertente e alla portata di tutti.

 

Dopo questa puntata sui germogli, andata in onda mercoledì 23 novembre e che potete ancora vedere fino a stasera su RaiReplay o oltre sul mio canale youtube, domani 30 novembre si parlerà di protezione delle piante dal freddo e compost. Costruiremo serrette facilissime per le piante da proteggere e daremo il via a una compostiera domestica da balcone. Se poi volete cimentarvi seriamente, vi consiglio il sito di Kia.

Infine il 14 dicembre preparatevi a una super puntata sulle candele di soia: come prepararle, come fare gli stoppini, come colorarle e decorarle. Le candele di soia ricordo che sono biologiche, atossiche e vegan. Se prodotte in casa con materie prime controllate, abbiamo anche la garanzia del cruelty free. Ma se non avete voglia di farle da voi, ci sono diversi artigiani che le fanno, per esempio le meravigliose creazioni di Edera, acquistabili anche online!

BENE, annunci effettuati, vi anticipo perché voglio parlare d’altro: è arrivato un mostro arancione sul mio balcone e dovrebbe potermi far tenere un orto sul balcone a 800 mt in inverno. Ce la faremo? :)  Prossimamente sarò impegnata con questo!

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8
10/2011

VEGAN DAYS LIVORNO & LA (mia) SETTIMANA VEGETARIANA MONDIALE

erbaviola al vegan days livorno 2011

E’ in corso la bellissima manifestazione Vegan Days a Livorno da ieri. Io ci sarò domani con due corsi gratuiti: alle 11.30 si comincia con l’orto vegan sul balcone, per passare poi alle 17 alla presentazione di Scappo dalla città e una chiacchierata su decrescita e downshifting in stile vegan, in cui ognuno ridendo e scherzando costruirà il proprio percorso personale di decrescita.
Ma ci sono tantissimi altri eventi, vi invito a guardare il programma qui. Inutile dire che sarò in prima fila ai corsi di cucina vegan di Nicole e a quello di saponi naturali di Cecilia!

Come ogni anno durante la settimana vegetariana mondiale (1-7 ottobre), ho invitato degli amici onnivori e li ho rimpinzati di veganità in allegria, perché i vegani non mangiano solo insalata e tofu! Lo trovo un metodo carino e simpatico per far conoscere ad altri lo stile di vita etico, senza infliggergli lunghi discorsi magari noiosi e addormentare gli ospiti. Ehm… in realtà un po’ li ho addormentati, grazie a un Brunello di Montalcino riserva 1999 di Fastelli, che attendeva l’occasione speciale. Ma la storia di questo Brunello è particolare, sarà oggetto di un altro post.

Vi lascio con qualche immagine di questo pranzo vegan. Gli onnivori parevano soddisfatti :)  Da sottolineare inoltre che sono stati impiegati solo prodotti a km zero :)

Antipasto di brioche-ine salate ripiene di paté di olive nere.

Seguono i tortelli o ravioli, con ripieno leggero di verdure e sugo alle olive. Purtroppo la foto con sugo è della mia porzione del giorno dopo e nel frattempo avevo cambiato sugo :P

Come accompagnamento ai secondi, un panfocaccia di farro con pasta madre e farine bio prodotte dietro casa, così come per i ravioli sopra.

Il primo secondo era il mio formaggio di soia ai semi di lino. Lo hanno accompagnato le polpettine di okara con alga dulse e wakamé e un’insalata pan di zucchero appena colta dall’orto.

Per finire, un crumble di cioccolato e mele caramellate alla cannella. La foto non rende giustizia, il classico dolce brutto ma buono ;)  Ci ha deliziato anche un ottimo cioccolato fondente alle nocciole e ai canditi di Roberto Catinari, una squisitezza portata dai nostri ospiti.

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15
08/2011

L’ORTO IN AGOSTO PROSEGUE…

L’esperimento dell’orto cominciato in agosto  prosegue alla grande e già si raccolgono i primi frutti… visto quanto poco ci vuole? :D

L’orto è cresciuto e ora ha a dimora basilico, lattughe, cavolo verza bianco, aglio (metto una fila di aglio vicino ai cavoli, qualcosa fa), radicchio pan di zucchero e cavolo cappuccio. Oggi o domani sul tardi trapianterò porri, finocchi e cavolo broccolo.

Intanto le rose in giardino hanno cominciato il secondo ciclo, la rosa occhi di fata è piena e carica di boccioli… e io sono in trepidante attesa della seconda fioritura. Le lavande dovevano già essere raccolte… ma visto che le pannocchiette di semi sono ancora compatte e che qualche fiorellino pro api & c. c’è ancora… le lascio ancora qualche giorno. Son così belle, poi…

 

Tra quelle coltivate in vaso perchè il terreno qui non è adatto alle loro esigenze, mi stanno dando grandi soddisfazioni la verbena e l’origano. Le verbene per tenerle fresche le ho contornate di edera e lobelia, mentre l’origano ha già ricevuto il suo primo taglio e sta seccando al fresco, mentre i nuovi butti sembrano promettere un secondo taglio.

Purtroppo non sono riuscita ancora a ritrovare la salvia sclarea, con le sue foglie giganti adatte ad essere impanate. Ma la salvia maxima, in alternativa, non è male e le foglie sono abbastanza grandi e spesse da essere fritte. Tra l’altro, al contrario della sclarea, ha anche il doppio uso officinale.

 

Un’occhiata alla nursery, con le piantine nuove in crescita. E’ la prima che guardo alla mattina e quella che annaffio con più accuratezza la sera, con lo spruzzino a mano, pian piano per non muovere i semi interrati e non danneggiare i germogli.  Pianto insalate ogni 10 giorni per avere il ricambio per l’orto. Ma fanno capolino anche nuovi basilici viola e il lupino gigante, piantato un po’ con perplessità e un po’ con curiosità ma spuntato subito!

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8
08/2011

COMINCIARE L’ORTO IN AGOSTO

Follia follia.. l’orto in agosto!  Non si comincia l’orto in agosto!  Bene, io lo faccio. E se tu sei a casa che passi l’estate sui social network, puoi farlo.  Possiamo archiviare “l’orto non si fa in agosto” nella sezione ‘leggende metropolitane’. Chiunque faccia davvero l’orto – e quindi non i pomposi “maestri giardinieri” della tv – sa benissimo che l’orto si può cominciare praticamente in tutti i mesi, dipende poi dalla zona. Io, per esempio, a 800 mt non posso certo cominciare l’orto in gennaio con due metri di neve, ma tolti quei 3-4 mesi centrali dell’inverno, posso farlo proprio quando voglio. Certo, a inizio stagione è meglio… ma se a inizio stagione stai per cambiare casa e arrivi alla fine di luglio che è cambiato il programma (vedi post precedente)… via di orto. Qualche mese ce lo si può ancora godere, prima dei grandi freddi!

Così qualche giorno fa ho ricominciato a seminare in seminiera e la mia metà ha ricominciato a  pulire, visto che l’orto era proprio abbandonato. Ho evitato anche di brontolare sul fatto che quest’orto per me è troppo piccino… bisogna un godersi quello che si ha. Nel corso delle pulizie sono state rinvenute interessanti erbe utili: finocchio selvatico, iperico, bardana e alchemilla… Tenute ovviamente! Dopo di che siamo andati in una cooperativa locale che fa solo coltivazione bio a comprare qualche piantina già cresciuta da trapiantare: cavoli, verze e broccoli per l’autunno, finocchi e porri per settembre, cicorie e lattughe per adesso, anche un po’ di basilico perché il nostro era depilato e non avevo pazienza di aspettare che crescesse quello appena seminato.  Per chi si vuole cimentare, una lista completa dei lavori di agosto nell’orto è qui.
In effetti avevo già un po’ di coltivazioni in balcone ma a luglio è stato trasferito tutto in giardino, per lasciar spazio ai giochi dei due pelosi di famiglia.

 Sistemato il terreno a modo mio, cioè togliendo solo il grosso delle erbe spontanee e senza zappare in profondità per non distruggere il micromondo sotterraneo, utilissimo alla concimazione naturale delle piante in crescita. A seguire un trapianto classico da “orto del nonno”, con le piantine rincalzate per permettere lo scolo dell’acqua e evitare ristagni, visto che il terreno è argilloso. E poi avevo voglia di relax e semplicità, in questo momento organizzare dei cassoni o andare in cerca del vetiver o persino della paglia per pacciamare sarebbe troppo. Ho bisogno, per un po’, di ritornare alle origini: piantare, seminare e guardare le piante che crescono. Sono satura di teorie sulla coltivazione per ora. Quindi l’orto-non-orto fatto così, che non segue nessuna scuola in particolare ma attinge un po’ da tutte è quello che mi rispecchia di più adesso. Se poi un giorno ci voglio mettere la paglia o circumnavigarlo di vetiver, lo faccio.

Questo non si fa! E intanto che lo dico me la rido un po’. Tutti i grandi maestri giardinieri (che in genere hanno toccato la terra l’ultima volta nel 1935 perché sono cascati dal seggiolone) sostengono che non si trapiantano le piante mentre vanno a frutto. Soffrono! Patiscono! Ecco, i miei pomodori invece pativano nel vaso. Mi sono stati regalati da un amico che li aveva in esubero, li ho invasati di mala voglia proprio perché non mi piace buttare le piantine, dopo di che hanno cominciato a invadere il balcone, finché non sono stati trasferiti in giardino. Non curati, bagnati ogni tanto, hanno cominciato a fare pomodori tondi e succosi simili ai san marzano. Così gli ho dato un posto nell’orto, liberando le radici ormai soffocate nel vaso (ma sarebbero andati avanti almeno altri due mesi in vaso). Per non farli soffrire, abbiamo scavato buche della dimensione dei vasi, estratto tutto il pane di terra dal vaso e messi a dimora. Innaffiati, legati e salutati. Nei giorni successivi stavano benissimo, tanto che i pomodori aumentano. Però, mi raccomando, non si fa!

Non avendo a disposizione una serra per le semine o uno scaffale o un qualcosa a ripiani, ho optato per il mio vecchio metodo delle cassette impilate che funziona egregiamente. Una cassetta capovolta alla base, le altre impilate sopra. Mi trovo meglio con le cassette di plastica: sono più alte, si incastrano quando le metti una sull’altra evitando di cadere e durano tanto. Però come resistere al fascino della cassetta di legno? Così ho dato spazio a tutto, le seminiere con le piante piccoline nella plastica e quando si alzano a dovere, gli viene concessa una suite mono-piano nelle cassette di legno (che fanno anche la loro figura di arredo country-chic, lo dico per gli esteti).

Ma la vita non è solo lavoro, anzi, è soprattutto vivere. Per questo sia l’orto che  il giardino devono essere anche spazi piacevoli, dove rilassarsi, leggere e prendere un té. Il mio spazio piacevole ha l’erba alta, spontanea, e un piacevolissimo cuscino di trifoglio su cui appoggiare i piedi nudi alla mattina mentre faccio colazione. Tutto intorno salvie, origano, lavande, rosmarini, e tre rose storiche messe a dimora lo scorso autunno: Jasmina, Hanabi e Occhi di fata. Una fata si è accorta della presenza di quest’ultima, ed è venuta a trovarla, ma il viaggio dev’essere stato lungo… si è addormentata sull’ultimo fiore del filadelfo.
(La fatina non è un fotomontaggio, è una scultura di Daniela Messina, amica carissima che ogni tanto passa a spargere polvere di fata in questi luoghi).

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