DOMENICA 20 A GENOVA CON RICETTEVEG.COM PER METTERE IN TAVOLA IL NOSTRO TERRAZZO

14
05/2012

DOMENICA 20 A GENOVA CON RICETTEVEG.COM PER METTERE IN TAVOLA IL NOSTRO TERRAZZO

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27
02/2012

L’AUTOPRODUZIONE E’ LA VERA RIVOLUZIONE

Questa è una risposta a due amiche. Una è E., l’altra è Fiore, due persone distanti anni luce e vicinissime, che hanno la capacità di stimolare riflessioni e azioni, che chiedono e che fanno, soprattutto.

E., dopo aver rivoluzionato la sua vita, il lavoro, aver iniziato ad autoprodurre tutto il possibile mi chiede “Ma secondo te l’autoproduzione ha ancora senso?“.

Sono rimasta un po’ stupita dalla domanda, lo ammetto. Poi mi sono accorta che avevo cominciato a dare per scontate parecchie cose che faccio quotidianamente, forse perché stanca o forse perché le riverso tutte in altri contenitori, tra rubriche, libri ecc.

L’autoproduzione è fondamentale. Può trasformare radicalmente il bilancio mondiale, può alterare gli equilibri di potere, può essere realmente un’azione sovversiva, probabilmente la principale. Non essere più dipendenti dal supermercato perché il pomodoro cresce coltivato da noi e con i semi che noi abbiamo conservato è una possibilità reale, è lì, una realtà concreta, vuol dire aver già intrapreso una rivoluzione di indipendenza e aver fatto una dichiarazione pubblica di non accettare il controllo dell’industria alimentare. Perché è da questa che parte tutto. Dal fatto che 60 anni fa, tra voi e il vostro pomodoro c’era al massimo un contadino, un grossista e un bottegaio, mentre oggi ci sono fino a venti passaggi e ricarichi. Questi ricarichi che sono mediatori, grossisti, autotrasportatori, autostrade, confezionamento, smistamento, certificazione ecc., fanno sì che il vostro pomodoro invece di costarvi l’equivalente di due minuti del vostro lavoro, ve ne costi quindici e che quindi per acquistare quello che vi serve davvero e quello che vi faranno credere che vi serva, finirete a lavorare quelle 40-60 ore settimanali senza vivere mai davvero. E’ una moderna forma di schiavismo, che al contrario delle precedenti nella storia è molto più allargata.
L’unica via reale, praticabile e urgente è l’autoproduzione: produrre il più possibile in proprio, consumare il resto scegliendo criticamente. E diffondere, diffondere, diffondere. Perché solo così possiamo uscire da questo schiavismo moderno, da questo controllo del mondo che passa attraverso il controllo del cibo.

Alla mail di E. però non ho ancora risposto, rimando, sono stanca di parlare di autoproduzione. Finché lei mi scrive: “la domanda che ti ho fatto è importante…che senso ha scrivere e riempire il cuore della gente di sogni se poi non ci credi???
E’ questo quindi quello che appare? Che non ci credo più? Accidenti… In realtà è solo che scrivo meno sul blog, ma continuo a fare e divulgare altrove.

Sì, ci credo, non ho smesso mai di crederci. Ci credo sempre di più, ma sono un po’ stanca. E’ una cosa che capita a tutti, prima o poi, non si può essere sempre a mille, altrimenti si diventa conferenzieri americani da cinquanta euro a testa per spiegare agli aspiranti new rurals che fare l’orto è la nuova rivoluzione. Il vero sovversivo non è mai monocorde. E’ abbastanza critico da spaventarsi, ripensarci, inventare, gioire, difendere, argomentare e stancarsi. La stanchezza è fisiologica. Se ti dai completamente, credendoci, a un certo punto alzi la testa e sembra che intorno a te non sia cambiato poi molto. E arriva un po’ di stanchezza.

Sono stanca per esempio di vedere anni di propaganda sulla stevia ridicolizzati e vanificati dalla multinazionale che dopo aver avvelenato la gente con il cancerogeno aspartame, fa il dolcificante alla stevia e lo vende come salutare. La salute non gli interessava però finché vendeva tonnellate di aspartame a ignari consumatori con problemi di peso e diabete.

Sono stanca anche di evitare imballaggi e prodotti inquinanti ma vedere con quanta leggerezza e felicità si godono la vita i genitori di pargoli che consumano pannolini usa-e-getta fino anche ai tre anni e oltre. Tutta pipì santa che gli ricadrà in testa in formato diossina cancerogena, ci pensano mai i loro allegri genitori?

Sono stanca anche di cose più sottili. Per esempio sono stanca anche del manipolo di uomini che pontificano sulla decrescita senza nemmeno coltivarsi un basilico per l’insalata. Avete mai notato che le voci ‘filosofico-economiche’ sulla decrescita sono tutte di uomini? Sono perplessa e delusa dall’ambiente estremamente maschilista che si è creato intorno all’argomento in Italia, dove sono le donne a fare l’autoproduzione e gli uomini a discorrere. Se sei un maschio con dei pensieri appena sufficienti, puoi star sicuro che ti chiamano persino dal Collettivo Anarchico di Frittole per una conferenza sulla decrescita dal punto di vista economico. Ma se sei una donna puoi aver studiato trent’anni, puoi saperne il decuplo e aver scritto cento volte tanto, ma ti chiameranno solo per spiegargli come si fa il pane e il detersivo marsiglia liquido. Non è sempre così ma nella maggioranza dei casi questa è la situazione italiana.

Per non parlare di quanto sono stanca di quelli che copiano tutto in blocco e se ne attribuiscono meriti e onori.
Stanca di quelli ‘avrei un progetto‘ con scritto in fronte che sarà tuo il lavoro e la spesa ma loro il guadagno. Stanca di quelli che ti chiamano perché “porti tanta gente” ma poi ti presentano un elenco di cose da non dire in formato guida telefonica.
Stanca degli animalisti che passano tutto il tempo a litigare tra loro e di quelli che si auto-proclamano i più grandi del pianeta (ma almeno questi ultimi fanno ridere).

Così finisce che mi stanco di spiegare la duecentomilionesima volta come si fa il detersivo marsiglia liquido e mi ritiro nel mio mondo di casa-studio-orto-montagne-erbe. Perché alla fine è logorante spiegare sempre come si fa l’orto sul balcone e non perché l’agribusiness è diventata la leva mondiale di controllo, perché si tratti di un disegno politico preciso, non di casualità evolutiva.

Ma se vivi in una nazione in cui quando scrivi con uno pseudonimo maschile ti cita il quotidiano di economia, mentre quando scrivi con il tuo nome vero è tanto se ti si fila la sora Cesira (che chiaramente vuole solo sapere come si fa il marsiglia liquido), ti trovi troppo spesso a fare i conti con quello che potresti fare e quello che ti lasciano fare. E ti stanchi, è inevitabile. Per me è così. (e sì, lo pseudonimo lo saprete solo dopo la mia morte, non prima).

Poi ci si rialza. Perché, sì, cambiare è una grande idea sovversiva. L’autoproduzione è una grande idea sovversiva. E’ sovversiva persino all’interno di quelli che si considerano culturalmente i sovversivi, perché prima o poi la dovrete piantare di parlare e basta, dovrete ficcare nella terra quelle manine che conoscono solo la tastiera e piantarvi il vostro cibo!
E prima o poi, in un futuro fantascientifico, il Collettivo Anarchico di Frittole chiamerà anche una donna a parlare degli aspetti economici della decrescita e di come si può cambiare il mondo, ci sono già alcuni visionari, anzi, che lo fanno. Ma questa è proprio roba da rivoluzionari illuminati…

Fiore, davanti a questa discussione sul maschilismo imperante, stravolta di fatica, mi ha scritto ma io vado avanti lo stesso. (…) non mollo, ma non per ambizioni politiche, non voglio più sentir parlare di sigle. solo per passione personale e per amore nei confronti del mondo, perché spero tanto che guarisca. forse la crisi tremenda che ci avvolge sarà la strada...

Ecco, questa per quanto semplice è la strada. Una strada solo per persone che ci credono davvero, con una mano sulla tastiera e l’altra a impastare il pane, rivoluzionari e visionari, sognatori e ribelli, siano essi uomini o donne. Perché la rivoluzione funziona solo se tutti identificano un bene comune superiore.

(L’immagine sopra l’ho creata appositamente per farmi invitare dal Collettivo Libertario Anarchico di Frittole, avete capito bene)

Postato in decrescita, Giorno per giorno, Ma che Bel Paese, Vita da veg* | 49 Commenti

27
02/2012

SIAMO TUTTI ANIMALI. Due giorni di critica allo specismo e alla società dei consumi

locandina+programma-01.png

Una ricchissima due giorni di dibattiti, laboratori, mercatini, baratti e foodbombing nella ex caserma Del Fante occupata, a Livorno, il 3 e 4 marzo.

Organizzato dagli infaticabili, etici e creativi del gruppo Veganzo (Nicola, Miriam, Paolo, Chiara e Lorenzo).
Due giorni dedicati all’antispecismo e all’autoproduzione, per pesare meno sul pianeta.
Il programma sarà molto ricco e interessante come potete vedere dalla locandina, vi invito a fare un salto e a non perdervi i laboratori, i dibattiti e tutte le iniziative. Per qualsiasi informazione qui c’è la pagina dell’evento insieme alla mappa per arrivarci.

IO CI SONO SABATO 3 MARZO, ALLE 15.00 PER
DOWNSHIFTING, DECRESCITA E AUTOPRODUZIONE: COME ORGANIZZARE UN PERCORSO PERSONALE FELICE

Scappo dalla città o imparo a renderla sostenibile? Comune o ecovillaggio? Autoproduco tutto o in parte? Come mi organizzo? Come si pianifica un cambio di vita radicale? E come si trova casa in campagna senza un soldo? Bisogna essere figli di papà per fare il downshifting? Come si organizza un orto sul balcone?

 

Postato in Conferenze, corsi, decrescita, Pro consumatori, Vita da veg* | 4 Commenti

20
10/2011

AUTOPRODUZIONE VEGETALE SU GEO&GEO, Rai3, con l’erbaviola.

Oggi giovedì 20 ottobre – sarò presente su Geo&Geo, Rai3, tra le 17 e le 18, per mostrare come preparare in casa dei detersivi da bucato ecologici, facilissimi, senza derivati animali e non testati su animali. (Le ricette sono tra quelle contenute nel mio libro “Scappo dalla città. Manuale pratico di downshifting, decrescita, autoproduzione“)

L’appuntamento con le pratiche ecosostenibili e la decrescita proseguirà poi da mercoledì 26 ottobre fino a giugno, ogni 15 giorni. 

Per chi è interessato ma non ha la televisione o lavora in quegli orari, nel giro di massimo un paio di giorni metto il filmato sul mio canale youtube: http://www.youtube.com/user/erbaviola  (c’è già la puntata di settimana scorsa) oppure è possibile vedere l’intera puntata dopo 24 ore su Rai Replay.

Lo so che è la tv e che la tv non è sempre un bene, anzi. Ma la tv si può fare anche bene ed è un piccolo passo verso la diffusione virale di queste pratiche di autoproduzione e arrivare anche a un certo tipo di persone è importante. Persone che non verrebbero mai a un corso di autoproduzione, che sono abituate a vedere il supermercato come il sancta sanctorum di tutti i bisogni, che ignorano che le carote vere non sono cilindri perfetti da impacchettare. Magari è solo una scintilla, ma chi lo sa che non possa accendere un fuoco!

Io continuerò a fare i corsi e interventi gratis, come prima, così come continuerò con questo blog e altre collaborazioni. La diffusione virale di queste pratiche rimane il mio modo principale di cambiare il mondo*.  Questa è solo una cosa in più, con un inizio e una fine, per arrivare anche dove di solito queste tecniche non arrivano. Poi magari proseguirà anche qualcun altro… per fortuna le voci in questo senso cominciano ad essere tante!

Vi ringrazio quindi se vorrete diffondere la notizia a amici, parenti e conoscenti non troppo permeabili alla decrescita, perché possano vedere quanto è facile e bello mantenere il mondo con amore e equilibrio! Purtroppo, per alcuni il bollino ‘visto in tv!’ vale molto… ma chissà mai che riesca a usare proprio il mezzo mediatico tv per far sì che qualcuno cominci un cammino di decrescita e purificazione dal consumismo… sarebbe una bella rivincita, no? :)

I detersivi che mostro oggi si possono fare in casa, sono vegetali, vegan, biodegradabili e non testati sugli animali. Sono proprio base-base, senza uso di soda caustica. Se volete ringraziare la redazione di Geo&Geo per aver deciso di dare visibilità a queste tematiche, la mail è: geo_geo@rai.it 

*So che ‘cambiare il mondo’ può sembrare altisonante. Ma stiamo a pettinare le bambole? Io no. Se spendo tempo (tanto) e energie  in queste attività invece di utilizzare il tempo libero per attività piacevolissime, è per cambiare il mondo… almeno per la particina che è nelle mie scarse possibilità.

 

Noticina: non scendo nella polemica di alcuni vegani su Geo&Geo. E’ una polemica sterile. Infatti non esistono programmi-contenitore esclusivamente vegan, su nessun canale. Secondo me vale la pena di contestare quando c’è un servizio pro-caccia ma non vale la pena invece di cassare in pieno il contenitore. Tra l’altro ce ne sono di molto peggio e mi chiedo semmai paerché queste persone ne prendano di mira uno in particolare.
La presenza vegan nella tv italiana è lo 0,04%, quindi qualsiasi presenza ulteriore non può che andare verso quel momento di equilibrio auspicabile. Ovviamente sulla stessa rete o nello stesso format ci sarà a volte il cacciatore e lo chef. Ma è penetrando che si cambiano le cose, non distruggendo :)

Postato in Appelli, corsi, decrescita, fai da te & autoproduzione, Vita da veg* | 22 Commenti

8
10/2011

VEGAN DAYS LIVORNO & LA (mia) SETTIMANA VEGETARIANA MONDIALE

erbaviola al vegan days livorno 2011

E’ in corso la bellissima manifestazione Vegan Days a Livorno da ieri. Io ci sarò domani con due corsi gratuiti: alle 11.30 si comincia con l’orto vegan sul balcone, per passare poi alle 17 alla presentazione di Scappo dalla città e una chiacchierata su decrescita e downshifting in stile vegan, in cui ognuno ridendo e scherzando costruirà il proprio percorso personale di decrescita.
Ma ci sono tantissimi altri eventi, vi invito a guardare il programma qui. Inutile dire che sarò in prima fila ai corsi di cucina vegan di Nicole e a quello di saponi naturali di Cecilia!

Come ogni anno durante la settimana vegetariana mondiale (1-7 ottobre), ho invitato degli amici onnivori e li ho rimpinzati di veganità in allegria, perché i vegani non mangiano solo insalata e tofu! Lo trovo un metodo carino e simpatico per far conoscere ad altri lo stile di vita etico, senza infliggergli lunghi discorsi magari noiosi e addormentare gli ospiti. Ehm… in realtà un po’ li ho addormentati, grazie a un Brunello di Montalcino riserva 1999 di Fastelli, che attendeva l’occasione speciale. Ma la storia di questo Brunello è particolare, sarà oggetto di un altro post.

Vi lascio con qualche immagine di questo pranzo vegan. Gli onnivori parevano soddisfatti :)  Da sottolineare inoltre che sono stati impiegati solo prodotti a km zero :)

Antipasto di brioche-ine salate ripiene di paté di olive nere.

Seguono i tortelli o ravioli, con ripieno leggero di verdure e sugo alle olive. Purtroppo la foto con sugo è della mia porzione del giorno dopo e nel frattempo avevo cambiato sugo :P

Come accompagnamento ai secondi, un panfocaccia di farro con pasta madre e farine bio prodotte dietro casa, così come per i ravioli sopra.

Il primo secondo era il mio formaggio di soia ai semi di lino. Lo hanno accompagnato le polpettine di okara con alga dulse e wakamé e un’insalata pan di zucchero appena colta dall’orto.

Per finire, un crumble di cioccolato e mele caramellate alla cannella. La foto non rende giustizia, il classico dolce brutto ma buono ;)  Ci ha deliziato anche un ottimo cioccolato fondente alle nocciole e ai canditi di Roberto Catinari, una squisitezza portata dai nostri ospiti.

Postato in Conferenze, Giorno per giorno, Ricette, Stili di vita sostenibili, Vita da veg* | 12 Commenti

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