Come fare un ORTO BIOLOGICO

2 FEBBRAIO 2007
Sono al terzo anno di orto biologico. Se ci sono riuscita io, ex cittadina milanese emigrata in campagna, ci può riuscire chiunque ![]()
Non ho imprinting familiare e non ho maestri sul campo. Imparo tutto dai libri, cercando online, da qualche dritta dei ‘vecchi’ del posto e soprattutto …sperimentando!
Da quest’anno ho pensato di aggiornare online, man mano, i lavori dell’orto bio. Man mano che li facciamo, appunto.
(I lavori mese per mese per avere un orto bio sono nel menu qui a fianco.)
Perchè fare un orto biologico?
Perché il biologico in Italia è scarsamente regolamentato e quasi per nulla controllato: l’unico bio vero è quello di autoproduzione
Perché la coltivazione di vasti appezzamenti per agricoltura biologica comporta comunque l’uso di pesticidi e antiparassitari che una legge becera ha ridotto solo per ‘quantità’ e ‘qualità’, non ha tolto del tutto.
Perché spesso la frutta e la verdura bio dei supermercati sono la frutta e la verdura marcia in vendita prima come normali. E non ditemi di no!
Perché le vitamine e i minerali di un’insalata o un pomodoro appena raccolti sono ineguagliabili rispetto ai prodotti conservati. Gli si avvicina più la verdura congelata sul posto che non quella trasportata per kilometri e kilometri in mezzo allo smog.
Perchè è bello.
Perché dà soddisfazione e regala il tempo per pensare.
Perché sedersi a tavola davanti a prodotti frutto del proprio lavoro è un’esperienza unica e ricca, che tutti dovrebbero poter fare.
Perché è una palestra gratis e all’aria aperta.
Ma non si perde un sacco di tempo?
In estate prende più tempo ma comunque non tanto quanto si pensa non facendolo, qui parlo per esperienza diretta. Nei mesi invernali bastano un paio di ore a settimana, che comunque se si fa un lavoro sedentario non possono fare che bene. In estate si va dalla mezz’ora all’ora a giorni alterni o una ventina di minuti al giorno. Ci sono giorni che si ha più da fare e giorni meno. In linea di massima con un impianto di irrigazione automatico e raccogliendo la verdura matura si può trascurare anche per una settimana o più.
Il rapporto qualità della vita ottenuta e tempo impiegato è nettamente a favore della qualità della vita.
Ma se non si dispone di un terreno?
Basta un balcone, e in questo caso ci si attrezza di teli di tessuto-non-tessuto per evitare il deposito di polveri sottili (soprattutto se si vive in città) e si fa una selezione del coltivabile. Consiglio di impegnarsi sulle verdure a maggior rischio di pesticidi: pomodori, peperoni, fragole, lattughino (quest’ultimo però si trova ormai facilmente da coltivazioni a lotta integrata). C’è un bellissimo libro, citato sotto, che spiega in modo semplice come fare un’orto sul balcone.
Oppure come fanno ormai in molti, si può affittare un pezzetto di terreno oppure andare a fare la spesa nelle cascine che fanno vendita diretta, vedendo dal vero le coltivazioni. Io la prima la sconsiglio, per osservazione personale: a Milano hanno fatto questi orti tristissimi dotati di minicapannino degli attrezzi… di fianco a una strada statale e a pochi metri dalla milano-vigevano! Quanto sia sana quella verdura, c’è da chiederselo seriamente!
Letture consigliate a chi comincia o a chi vuole approfondire:
A cura di Erbaviola, dopo anni di lavori, esperimenti, fallimenti e successi su questo sito, è nato un libro sulla coltivazione naturale dell’orto, specifico per chi lavora in spazi ristretti (balcone o appezzamenti fino a 300 mq):
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Fag Milano, 2009 Pagine 256
ISBN: 9788882338176
VEDI QUI LA SCHEDA COMPLETA DEL LIBRO e leggi alcuni estratti |
Il libro è disponibile in tutte le librerie. I diritti d’autore di questo libro sono devoluti all’associazione AgireOra per le campagne contro i maltrattamenti degli animali. Per gli acquisti online si trova un po’ ovunque ma consiglio Macrolibrarsi perché loro ce l’hanno sempre (altri lo mettono in catalogo ma non ce l’hanno in magazzino e l’ordine viene evaso in parecchio tempo)
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