PERMACULTURA

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Aggiunta del 29 Ottobre 2009. Quello sotto è il racconto, scritto nel 2005 o 2006, non ricordo più, di un primo piccolissimo esperimento di permacultura. Non è e non vuole essere la guida alla permacultura, è solo una mia vecchia esperienza personale, scritta a modo mio, con ironia e senza pretese di essere nient’altro che questo. Questa nota che devo inserire oggi, è dovuta a una serie di messaggi che seguono questo raccontino, di persone a volte dotate di scarsissimo o nullo senso dell’umorismo e che hanno identificato in Fukuoka il loro guru personale, la luce divina delle loro vite. Va benissimo, ognuno fa le sue scelte, io per esempio ho eletto a mio guru il gatto Mako.
Sappiate pertanto che ulteriori fraintendimenti di registro su questo pezzo e conseguenti sfrangiamenti di maroni alla sottoscritta sulla grandezza divina di Fukuoka, vi daranno diritto a ricevere simpatici souvenir di divina lettiera di Mako al vostro domicilio.

Se vi interessa invece sapere su che posizioni sono ora, vi invito alla lettura gratuita di questo sito, oppure di questo libro, che parla anche di agricoltura biodinamica, sinergica, permacultura e di piante utili ma dimenticate.

Esperimento di permacultura nell’orto

Ho cominciato a interessarmi di permacultura dopo la seconda lettura di “Terra. In campagna un’altra vita è possibile.” di Sabina Calogero (Terre di Mezzo, 2005). Alla prima lettura mi stavo trasferendo dall’odiato hinterland milanese alla campagna pavese, quindi non ho notato se non di sfuggita la questione, alla seconda lettura a un anno di distanza, proprio mentre mi stavo organizzando per rimettere in piedi l’orto bio, l’attenzione è caduta sulla permacultura. E proviamo, mi sono detta.

La permacultura è la progettazione e la gestione ecosostenibile e integrata degli insediamenti umani e produttivi nel territorio agro-ambientale, basata sull’equilibrio dei sistemi che sono alla base della vita. In pratica: le piante sono capaci di riseminarsi da sole, le erbacce sono utili ad arginare parassiti e caldo. In pratica: se si lascia la terra al suo naturale ciclo, dicono questi teorici della permacultura, la terra è in grado di produrre di più e meglio.

Siccome non sono molto coraggiosa e neanche troppo esperta (e non vedevo l’ora di gustare le verdure coltivate da me stessa), ci ho provato solo con una parte dell’orto. Questo il risultato all’inizio, si fa fatica a distinguere e non ho avuto il coraggio di rinunciare comunque alla rete antigrandine e al bamboo per i pomodori, però molti li ho legati con erba secca e non con la raffia:

03.jpg 03a.jpg

Risultato dopo due mesi: non trovo più i pomodori e le melanzane in mezzo ai baobab di erbe selvatiche e infestanti che sono cresciute a dismisura. L’erba secca usata per legarli ha ceduto, ho dovuto riutilizzare la raffia. Inoltre, un’invasione di metcalfa per nulla arginata dai pochi ‘insetti utili’ presenti, stava distruggendo tutto. Non ce l’ho fatta a guardare inerte questa devastazione e ho cominciato a togliere tutte le piante che non fossero state appositamente piantate, non ce la facevo proprio a veder morire tutto in nome di un giapponese ricco sfondato con atteggiamenti da Buddha new age (per la serie ‘magari non tutti sanno che…’, ve lo dico io: Fukuoka è ricco sfondato, da generazioni, non ha bisogno di fare nessuna coltivazione per vivere).

Solo in seguito vengo a scoprire che non esiste solo la tecnica di Fukuoka, sebbene sia la più diffusa e corretta nel tempo con tutta una serie di metodi tipo le palline di semi, ma c’è anche questo inglese, tale Mollison, che ha una visione meno filosofica e più pratica dell’utilizzo sostenibile della terra. Però per quest’anno è tardi, ormai ho ripulito, magari l’anno prossimo provo con la permacultura di Mollison.

Indubbiamente di vantaggi ne ho visti lo stesso nella parte in cui ho coltivato in permacoltura: durante il periodo di lunga siccità e sole cocente l’erba alta ha evitato che le piante di melanzana e pomodoro si bruciassero, come ho visto succedere invece in alcuni orti della zona (qui intorno sembrava di essere in Sicilia, con erba bruciata ovunque e le risaie con chiazze giallastre). I semi che si sono auto-piantati dalla coltura dell’anno scorso hanno prodotto piante decisamente più forti e resistenti al clima. Una parte di terreno in cui avevo utilizzato un ‘compost’ al volo fatto di sfalci di ortaggi è quello sicuramente meglio concimato e che rende di più.
Però mi è sembrato che le infestazioni, nel mio caso la metcalfa, si espandano di più con la permacultura e soprattutto non vedendole subito perchè nascoste dall’erba alta, abbiano avuto tutto l’agio di insediarsi. In quanto agli insetti utili come le coccinelle che secondo Fukukoa dovevano fare banchetti luculliani con la metcalfa, non ne sono arrivati spontaneamente. Forse un giorno, se qualcuno saprà dirmi dove le trovo le coccinelle allora magari ritenterò con il metodo del giapponese nababbo. Per il momento mando maledizioni a tutti quelli che scrivono “introdurre insetti utili come le coccinelle”. Bravi, e dove le prendo le coccinelle? all’ipercoop ? su ebay? Fino ai vermi per il terreno ci arrivo, basta andare da chi vende esche per cacciatori, ma le coccinelle? Passo l’estate tra i boschi a rapire coccinelle e le incateno al mio orto ?!

Insomma, alla fine la mia esperienza è che il metodo Fukuoka vada bene magari per larghi appezzamenti, sicuramente di ettari. Ma l’orto dietro casa rischia di trasformarsi solo in una jungla con infestazione di tutti i parassiti del creato e una produzione ultima di 2-3 pomodori a stagione, il che non è esattamente lo scopo di chi fa l’orto. Senza contare che se si hanno dei vicini che confinano con l’orto, potrebbero non trovare simpatica l’idea della quantità di zanzare e moscerini che riesce a sviluppare un pezzo di terra in permacoltura ;)

 

 

 

L'orto naturale for Dummies, HoepliDopo anni di lavori, esperimenti, fallimenti e successi su questo sito, sono nati alcuni libri sulla coltivazione naturale dell’orto, sia in terra che sul balcone.
Il più aggiornato e completo di questi libri, utile sia per chi coltiva in terra che sul balcone, è L’orto naturale, Hoepli, 2017   

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59 Comments

  • Reply Osmanto agosto 5, 2008 at 9:51 am

    Ciao Erbaviola,
    mi sto interessando alla permacoltura per allestire un orto sinergico e sperimentale per quest’autunno. Ma come funziona IN PRATICA? Butti i semi a caso? Cerchi di fare delle file per ricordarti cosa hai messo? Ci sono cose da mettere “per forza” per nutrire il terreno (piselli, aglio….)
    sarebbe ottimo ricevere qualche consiglio pratico!
    Grazie =)

  • Reply Luca Confusione agosto 13, 2008 at 5:47 pm

    Mah a quanto so io fukuoka è più una guida… mentale.
    Nel senso che il suo atteggiamento è condiviso ed è alla base del metodo di Mollison (che è australiano) che comunque si è più rivolto al pratico e all’adattivo.

  • Reply Antaress settembre 7, 2008 at 12:14 pm

    Carina l’idea di andare a caccia di coccinelle ^_^

  • Reply Nicola settembre 7, 2008 at 1:47 pm

    Sono d’accordo con Luca, quello di Fukuoka è più un’indirizzo “generico” per un’approcio diverso alla coltivazione ma non lo abbinerei troppo ai concetti di Mollison (il quale prevede comunque l’utilizzo di pratiche non condivise da Fukuoka tipo arature, concimazioni ecc…). Chi, in un ambiente in clima temperato, ha cercato di tradurre i sistemi di Fukuoka (adatti ad un clima giapponese privo di un vero inverno e caratterizzato da un lungo periodo monsonico) sono Hemilia Hazelip per ciò che riguarda l’orticoltura e Marc Bonfils per la coltivazione dei cereali. Entrambi i sistemi sono poi inquadrabili in progettazioni in Permacultura…
    Saluti e buon trasloco, che la nuova casa ti sorrida tutte le volte che ti vede tornare!
    Nicola

  • Reply barbara settembre 8, 2008 at 7:59 am

    Gli insetti utili li vende la Eugea 😉

  • Reply Nadir settembre 11, 2008 at 3:48 pm

    Sapevo di questo metodo, ma non sapevo come si chiamava; è una cosa che mi affascina … non vedo l’ora di avere la mia casetta col giardino! 😉

  • Reply Firak settembre 14, 2008 at 6:56 pm

    forse la permacultura o il metodo fucoca alla fine funzionanao, ma per creare un habitat naturalemente sanao bisogna spettare 2 anni, secondo me.
    un sistema per creare in tmepo piu’ breve un ecosistema sano è irrorrarlo con microrganismi efficaci EM. anche con questo metodo ci vuole tempo, almeno un mese, ma la mia piccola esperienza con l’orto, ed il confronto con amici permacolturi, mi dice, che ppreparare il terreno con EM da risutati piu’ veloci, ed attrai coccinelle allontana lumache etc…- EM-senza nessuna lotta agressiva

  • Reply Giorgia ottobre 28, 2008 at 4:20 pm

    Ciao,
    hai per caso fatto il corso di permacultura a Milano?
    Giorgia

  • Reply Erbaviola ottobre 28, 2008 at 11:00 pm

    @Firak: purtroppo ci vogliono ben più di due anni…anche con i microorganismi

    @Giorgia: no 🙂 ho studiato diversi testi ma sempre in maniera autonoma 🙂

  • Reply francesca ottobre 29, 2008 at 9:41 am

    Credo di aver letto cose un po assurde ..da fukuoka ricco sfondato alla coltivazione in permacultura ecc..Spezzerei una lancia a favore di questigrandi maestri che attraverso studi osservezioni hanno donato stimoli ad una visione della natura chiamatela come volete..filosofica spirituale ma consapevole .
    coltivare in modo naturale significa prima di tutto osserevare osservare osservare poi conoscere ed infine agire..la frenesia di ottenere subito risultati credo disorienti solamente.
    un orto naturale non perforza deve diventare una jungla dove non si trovano più le cose o deve essere abbandonato a sestesso una volta seminato.anzi ..osseviamo accorgimenti di buone consociazioni fiori ad azione repellente magari per i primi anni qualche fitoterapico vegetale..ortica equiseto ecc un equilibrio si deve ricreare nel tempo poi tranquilli le coccinelle arrivano a flotte. le erbe spontanee non lascieremo che ci invadano ma cercheremo do controllarle daltronde loro crescono per riequilibrare l’intervento di lavorezione iniziale del terreno..insomma nell’orto di casa è l’io che ci lavora ed arrivare ad avere un’equilibrio naturale dove le cose stanno in armonia è una bella sfida , documentarsi ,sviluppare sempre più l’osservazione..il tuo luogo è la tua anima.. insomma buona ricerca e buona vita a tutti..

  • Reply morens dicembre 12, 2008 at 11:13 pm

    ciao
    quando è morto mio nonno il suo orto è stato abbandonato e lasciato incolto e selvaggio.
    Risultato: verdure come insalata, carote, prezzemolo, fagiolini, praticamente quelle “basse” sono state soppresse e soffocate dalle erbacce e dalle verdure più forti. E le patate, chi lo sa tra cosa erano state seminate!
    Però la zucca e le zucchine hanno prosperato e si sono estese propagandosi ovunque, i lamponi anche, l’uva e il rosmarino ok, i fagioli rampicanti anche.
    Hanno vinto le verdure infestanti, sono morte quelle più delicate.

  • Reply Moira gennaio 4, 2009 at 8:31 pm

    Ciao.
    Io uso un personalissimo sistema ibrido nel mio giradino: permacoltura per i fiori e agricoltura tradizionale (ma senza pesticidi e fertilizzanti chimici) per l’orto. Morale: una parte è una giungla, l’altra curata. Però per lo meno risco a preparare la passata di pomodoro per l’inverno con i miei pomodori.

  • Reply marco gennaio 24, 2009 at 2:51 pm

    Cara erbaviola, gestendo per pura passione un orto e un pollaio, mi sono reso conto di quante teorie dei Fukoka o Dragonball del Fujiama ho dovuto scartare. Parto dal presupposto che se tu sei giapponese e parli di come si coltiva un orto, sicuramente avrai le tue ragioni in Giappone. E’ come se un ligure come me ti dicesse tutto su come si coltiva il basilico per il pesto, dimenticando o sottacendo semmai che tu abiti a Vigevano o a livigno…

  • Reply marco gennaio 24, 2009 at 6:13 pm

    Eppoi non state a cercare le coccinelle nei campi. Son tutte a ballare nelle Renault Enfant tèrible!

  • Reply Andrea febbraio 19, 2009 at 7:21 pm

    Mah, io non ho mai avuto esperienze di permacoltura o agricoltura naturale, il mio orto lo coltivo secondo meteodi più tradizionali. Ma devo dire che qualche anno fa, nella primavera del 2005 ero troppo occupato a preparare la mia tesi per perdere tempo a sfalciare il prato (quando ho da fare la prima attività che lascio è lo sfalcio dell’erba), beh, tra l’erba alta (anche mezzo metro, è un prato “naturale”) ad un certo punto s’è vista comparire una miriade di coccinelle e nell’orto e sugli alberi da frutto non ho più visto un afide. Non che normalmente siano una calamità, ma di solito qualcuno ce n’è…
    Non credo sia stato un caso.

    Andrea scripsit.

  • Reply claudio marzo 13, 2009 at 12:29 pm

    Ti sto leggendo con vero interesse! Sei bravissima e divertente! 🙂

    credo che mi leggerò con molta attenzione la sezione dell’autoproduzione, c’è tutto quello che ho sempre voluto sapere 🙂

  • Reply andrea marzo 24, 2009 at 11:29 am

    Ciao Erbaviola, interessante la tua esperienza e il tuo punto di vista su Fukuoka. Mi interessa sapere quali sono le tue fonti per la permacultura di mollison e company, così magari puoi agevolare la mia attuale ricerca in merito. Vorrei sperimentare una tecnica di coltivazione più naturale possibile pur sapendo che l’agricoltura stessa non è naturale, ma al mondo d’oggi è una salvezza, ci tocca pure beccarci irrorazioni clandestine aeree di metalli pesanti (chemtrails) sui nostri campi, per cui è una situazione veramente al limite. Ma ce la faremo!!! Grazie e buona sperimentazione!

  • Reply cipollina marzo 24, 2009 at 10:53 pm

    Carissima Erbaviola!

    I metodi di Fukuoka e la permacultura sono due cose molto diversi. I metodi di Fukuoka non danno risultati immediatamente. Devi aspettare per anni prima che la natura trova un equilibrio, e durante la attesa sarete colpiti tu ed il tuo giardino da tantissime cose “brutte”, di malattie, peste, erbacce… Ci vuole pazienza e tanta.

    Nella permacultura invece si tratta di *progettare* la vita (non solo il giardino) in modi ecosostegnibili, cioè nel modo in cui la natura l’avrebbe fatta se fossi preoccupata per noi. Un principio nella permacultura dice che ogni elemento deve avere almeno tre funzioni, ed ogni funzione deve essere supportata da almeno tre elementi. E niente é lasciato a caso.

    Anch’io preferisco sapere che cosa cresce e dove nell proprio giardino. La semina é una cosa piacevole – falla tu – e contro le ebacce esiste solo un metodo che non ti lascia tempo libero – pacciamatura.

    Un bellissimo sito sulla permacultura con tanti immagini (per farti vedere che la permacultura non é afatto caotica ma invece molto ordinata) é quello di Aranya. http://www.aranyagardens.co.uk/

    Guarda le aiuole su questo immagine, per esempio:

    E poi guarda quella su questo:
    Quasi un giardino formale!

  • Reply luigi aprile 11, 2009 at 10:08 am

    ciao, se ti servono coccinelle, qui abbondano. Basta catturarle, ce ne sono veramente tantissime.Se credi, posso provare a spedirtene un poche.

  • Reply Renato aprile 27, 2009 at 4:16 pm

    Ciao erbaviola, spesso ta permacultura e Fukuoka si fanno confusioni facili, personalmente di “luoghi” in italia che sono stati progettati in permacultura non ne ho visti(occorrono ettari per un progetto di permacultura) mentre ho amici che da circa 20 anni coltivano secondo il metodo del grande picoolo uomo … e secondo gli standard di un orto biologico producono un terzo, però gli piace. Sono metodi che richiedono studio, pazienza, attenzione, sono quasi una fede. Ho provato a fare un pezzo di orto mettendo prima il trifoglio nano e poi lanciando le palline … meno male che avevo l’orto coltivato normalmente. Su questo sito: http://www.scribd.com/ipaper se ricerchi “permacultur” puoi trovare molti manuali di permacultura in spagnolo – inglese con licenza CC non commerciale.
    Buon cammino

  • Reply laura giugno 25, 2009 at 2:55 pm

    [AGGIORNAMENTO 18.07.2017: il sito linkato non esiste più]

  • Reply Chiara luglio 3, 2009 at 3:33 pm

    Ciao Erbaviola, ciao colleghi autoproduttori più o meno esperti. Anch’io come te sono un ex cittadina che ha deciso di immergersi nella natura e che brama all’autosufficienza. Da Milano mi sono trasferita nelle prealpi tra Lecco e Bergamo, ho un orto, due capre, tre galline e, per arrotondare, ho aperto un Bed & Breakfast. Adesso ho appena lanciato un’iniziativa che sto cercando di promuovere, per far conoscere a tutti quei “cittadini” che non ne hanno la possibilità, l’opportunità o la voglia i vantaggi dell’autoproduzione, facendogli provare a mungere il latte, fare lo yogurt, il pane, la pasta fresca e svolgere qualche attività nell’orto. Sul mio sito trovate tutti i dettagli su Soggiorno Naturale. Chissà mai che facendo una prova, qualcun altro segua il nostro esempio e decida di ritornare alla natura!
    Saluti a tutti

  • Reply David luglio 13, 2009 at 1:09 am

    Allora… Innanzitutto simpatico tutto il sito, l’ho trovato per caso quando ho letto un tuo post su un blog…
    Non conosco Fukuoka, ma a quanto mi sembra applica la mentalità taoista (il Non-agire poichè così è come se stessi “facendo tutto”)… la quale è una cosa non fattibile a livello pratico…

    Per le coccinelle, o aspetti che vengono da sole (cacciarle non è facile :D), oppure compri le larve, che dovresti riuscire a trovare in internet… magari cerca “Bioplanet” (una azienda a livello europeo che vende insetti “predatori”), oppure “Larve Adalia Bipuntata”.

    Spero di essere stato utile 🙂

  • Reply Alberto Zamò luglio 19, 2009 at 10:30 pm

    Cara Erbaviola,
    mi pare che la confusione regni sovrana. Per fare un po’ di chiarezza, ti consiglio The Earth Care Manual, di Whitefield e Plants for a Future, di Fern, li puoi comperare da amazon uk, il primo ha cambiato il mio modo di guardare il mondo…
    Una cosa che vorrei sottolineare è che la permacultura è applicabile su qualsiasi scala, dal balcone all’appezzamento multi-ettaro. Io per ora sono solo un teorico, ma nel mio futuro vedo un Forest Garden!
    Buone Messi
    Alberto

  • Reply Giacomo settembre 13, 2009 at 7:06 am

    Cara Erbaviola. Applicare i principi della natura, ovvero i principi della permacultura, a piccoli appezzamenti di terreno fuori casa in un centro abitato fitto di palazzine ed auto in corsa non è certamente cosa da fare. La prima cosa da fare invece è andare via dai centri abitati e prendersi un pezzetto di questa nostra amata terra ( mezzo ettaro può bastare a sfamare 10 persone) e dopodichè iniziare ad applicare i principi della natura, ovvero della permacultura. Nel mondo ci sono ormai sempre più pionieri in questo settore e ti consiglio di vedere il documentario “Una fattoria per il futuro” disponibile in sei puntate su youtube. Anzi, tu che hai questo bellissimo sito internet, fallo girare, fallo conoscere il più possibile perchè sarà l’unica nostra salvezza, almeno secondo me.

    Ciaoo

  • Reply Erbaviola settembre 13, 2009 at 2:53 pm

    Caro Giacomo, se tu avessi LETTO invece di partire in quarta con la solita noiosa e trita lezioncina pedante sul cosa devono fare gli altri, avresti quantomeno capito che io non vivo affatto in città, tantomeno “in un centro abitato fitto di palazzine ed auto in corsa” e men che meno ho mai suggerito progetti permaculturali in ambito cittadino.
    Ma come ti permetti??? Questa la reputerei calunnia e diffamazione, se non avessi abbastanza senso dell’umorismo per ridere di tutta l’ipocrisia del messaggio.

    Il miglior risultato che hai appena ottenuto con questo messaggio è il rivelarti per quello che sei, uno dei tantissimi che cerca di farsi pubblicità gratis su siti come il mio, pubblicità per la sua attività che non centra una fava con la permacultura, anzi!!

    Motivo per il quale ho tolto il link al tuo commento, mio caro sig. Giacomo Gori Perito Industriale che vive nel centro di Grosseto. La pubblicità gratis e quella occulta, qui hanno un costo: il pubblico scherno.

    Tzé.

  • Reply Hoedts ottobre 1, 2009 at 9:41 am

    Tutto interessante. Voglio condividere la mia esperienza. Vivo ad un ora da Napoli, in collina. Quest’anno abbiamo fatto 4 isole, messi i tutor permanenti, ricoperto di paglia. quest’anno, il risultato non è stato “magico”;a parte le patate, talmente enorme che mi hanno soffocato 2 isole!!!Secondo me, prendendo la terra di superficie per creare le isole, mi sono ritrovata una terra più povera. tutte le verdure piantate a piantine sono rimaste “bonsai”. I pomodori sono dimezzati in confronto all’anno scorso (metodo tradizionale).Mais, niente o quasi!!! Se non ci fosse il mercato del paese, moriremmo di fame!!!
    Ho appena rimesso uno stratto di paglia dapertutto.Sedano e basilico sono oggi bellissimi. Stranamente le piante di pomodori stanno ripartendo dalla base, pero con l’inverno che arriva non c’è la faranno quest’anno. E difficile vivere con la “confusione” e le erbacee dopo anni di orto tradizionale. Da notare: ho tantissimi insetti vari e coloratissimi! Ho creato un piccolissimo lagheto ma le rane non sono venute, ci vanno a bere i gatti della vicina che trovanno la paglia davvero calda come letto!!!

  • Reply elisa ottobre 28, 2009 at 9:03 pm

    ciao erbaviola,
    ti scrivo soprattutto perchè spero che chi legge questo post non si faccia un’idea sbagliata su una persona che ha avuto intuizioni importanti e che è il “predecessore della prima rivoluzione agronomica” (parole di emilia hazelip se non erro).
    Dal capitolo COLTIVARE ORTAGGI COME PIANTE SELVATICHE ne “LA RIVOLUZIONE DEL FILO DI PAGLIA” di Masanobu Fukuoka (e dall’intero libro) si può comprendere facilmente che non merita (a mio avviso) le tue parole denigratorie:
    (“non ce la facevo proprio a veder morire tutto in nome di un giapponese ricco sfondato con atteggiamenti da Buddha new age…”) e per vari motivi:

    – perchè Fukuoka stesso ripete in continuazione che le pratiche da lui studiate e sperimentate valgono per il clima di un’isola del Giappone meridionale;
    – perchè è un tipo di coltivazione secondaria che si fa per sfruttare spazi inutilizzati (non servono ettari), per creare biodiversità e per mangiare (NON CERTO PER CAMPARE DI QUELLO, visto che Fukuoka era un venditore di riso, orzo e mandarini);
    – perchè viene specificato che la scelta delle piante è il risultato di esperimenti per vedere quali sono quelle piu’ adatte ai vari tipi di erbacce presenti;
    – perchè dice di sfalciare anche tre volte le erbacce per dare la possibilità alle piantine di venire su (e logicamente lasciare le erbacce sfalciate e sottolineo SFALCIATE li’ intorno in modo che facciano da pacciamatura);
    – perchè consiglia di seminare trifoglio nano insieme agli ortaggi;
    – perchè dice che pomodori e melanzane sono le piante MENO adatte per questo tipo di coltivazione;
    – potrei continuare a darti motivazioni ma penso che ci sia un dato che spieghi molto bene il motivo per il quale non credo sia giusto parlare cosi di lui:

    FUKUOKA AVEVA I CAMPI DI CEREALI PIU’ PRODUTTIVI DI TUTTO IL GIAPPONE senza ararli, affogarli (nel caso del riso) senza dare antiparassitari, diserbare, ecc.. ed era con quelli che campava!!
    Quell’uomo era un grandeeee!! il fatto che era ricco sfondato non c’entra proprio niente. Perchè con l’alta produttività e le spese ridotte al minimo (niente petrolio, niente trattori, ecc) ci campava bene e come.

    Io non smetterò mai di ringraziarlo per il lavoro che ha fatto…

    PS: nella sezione “chi sono” di questo sito internet spieghi perchè ti chiami erbaviola parlando di un tipo di cannabis incrociato con un mirtillo.. AHAHAHAHAHAHAHAHA…. ma questa è fantascienza!!
    La Cannabis Blueberry è semplicemente l’incrocio tra un maschio e una femmina di diverse varietà di cannabis, e SA DI MIRTILLO (tra l’altro non è viola come qualcuno pensa, quella è la PURPLE).
    E’ come dire che un pelargonio odoroso che sa di rosa è l’innesto tra un geranio e una pianta di rosa 😉

  • Reply Erbaviola ottobre 29, 2009 at 12:10 pm

    Cara “elisa” che scrivi con un falso indirizzo email a cui non ti si può rispondere,
    perché tanto astio? 🙂

    quello sopra è un post del 2006, scritto in tono ridanciano. penso che chiunque passi da quella pagina lo possa intuire facilmente 🙂 Il sito e quella pagina non sono un trattato né su Fukuoka né su altri. Se avessi voluto scrivere un trattato avrei usato un registro diverso, un’impostazione diversa.
    Fai male ad assegnarmi questa autorità di influire sul pensiero della gente. Io credo che chi passa da erbaviola.com sia un buon ascoltatore e percepisca la differenza tra un trattato di permacultura e un vecchio esperimento raccontato in tono ironico e leggero. Penso che al massimo lo troverebbero uno spunto e andrebbero a cercare altre letture, ma in genere chi passa da erbaviola conosce già il discorso permacultura. O il Satyricon, quantomeno.

    In quanto al discorso blueberry cannabis, ti riporto la frase sul sito:
    “Erbaviola è il nome gergale della Blueberry Cannabis, un tipo di cannabis dal colore violaceo che ha un particolare gusto di mirtillo, ottenuta negli anni settanta innestando delle piante di cannabis con dei mirtilli, metodo antico e risultato naturale.”

    un tipo di cannabis dal colore violaceo = ti invito all’osservazione: le foglie virano al viola, sono gli stami ad essere bianco/gialli o arancio/gialli a seconda delle varietà 🙂 Qui ne vedi un paio: http://www.need4seed.com/ La purple è tutta un’altra storia

    che ha un particolare gusto di mirtillo = eh, mi pareva infatti di averlo detto

    ottenuta negli anni settanta innestando delle piante di cannabis con dei mirtilli = ti invito a informarti sugli esperimenti attuati per arrivare alla blueberry negli anni ’70, magari se sai l’inglese fai prima googlando blueberry +Female juicy fruit thai +Male afghani thai. (Oppure “Hemp Horizons” di John W. Roulac, un ottimo libro su passato e scenari futuri)

    Tu mi pare però che dai l’interpretazione che potrebbe dare un coltivatore degli anni attuali dedito all’idroponica… c’è un po’ di sfasamento temporale/colori… su questo però non posso venirti in aiuto, non sono una coltivatrice diretta di cannabis perché purtroppo in questo Paese è vietato farlo. Ritengo l’idroponica una scempiaggine spreca-acqua da yuppie cittadini, quindi non sperimento nemmeno in questo senso.

    Il tutto chiaramente IMHO. Non sono l’enciclopedia britannica, non tengo una rubrica di giardinaggio su una rivista patinata, non mi spaccio per guru, non guadagno niente dal fare questo sito e ho ricordi delle piante vive di cannabis di parecchi anni fa e nemmeno in questa nazione.

    Sono solo un giullare con un po’ di html attorno, con nessuna intenzione di istruire le masse.

    Ti ringrazio comunque per il tempo che hai voluto dedicarmi 🙂

  • Reply elisa ottobre 29, 2009 at 6:01 pm

    ciao erbaviola,

    si effettivamente ieri ti ho risposto di getto e devo ammettere di averla presa troppo sul personale 😉
    mi sono sentita offesa da quello che hai scritto per la leggerezza e l’ironia usata per un argomento che mi tocca molto e a cui sono molto legata 🙂

    scusa per l’irruenza…

    per la Blueberry neanche io sono una coltivatrice e figuriamoci se faccio idroponica.. sono pienamente d’accordo con te al riguardo! Il fatto è che sono stata per qualche tempo con un appassionato/ossessionato che non parlava d’altro se non di erba (come quelli che parlano solo di calcio)… quindi ero convinta che cio’ che diceva fosse vero… visto che lui è davvero un esperto e scriveva su forum come icmag.

    Comunque non conosco l’inglese e quindi non ho capito dove si parla di una pianta di Cannabis incrociata con una pianta di mirtilli… sembra davvero assurdo pensavo si potesse innestare solo con il luppolo.

    Beh, scusa ancora per l’intrusione.
    Per l’email non la do mai su internet… tanto se mi vuoi rispondere lo fai tra i commenti no?

    bau bau

  • Reply Teo ottobre 31, 2009 at 1:32 am

    Aiuto, Erbaviola! A che punto sei allora? non ci capisco più niente! dopo tutti i commenti al tuo post qui sopra non so più chi abbia ragione di tutti quelli che hanno commentato, e non so più chi ascoltare tra Fukuoka, Hazelip e compagnia bella, non so più la differenza, che credevo di avere un po’ capito, tra agricoltura sinergica, permacoltura eccetera!!! Insomma, aiutami tu….vuoi? e perdonami….:-)Se compro il tuo libro capisco di più? Grazie!

  • Reply SImone novembre 13, 2009 at 10:54 am

    Da qualche mese stò applicando i principi di fukuoka a un piccolo orto che ho strappato alla coltivazione tradizionale dei miei nonni. Devo dire che quello che ha scritto Elisa nel precedente commento corrisponde effettivvamente alle idee di Fukuoka. Da parte mia vi posso dire che ho 20 anni e non avevo nessuna esperienza ma sono riuscito a coltivare delle bellissime(e saporitissime)lattughe e biete, migliori di quelle situate a soli 50 cm di distanza e che vengono coltivate dai nonni.
    Quello che mi soprende è il fatto che in soli 4 mesi la terra è visibilmente migliore e tra le piante vivono insetti che non vedevo da anni (sono normali le cavallette a novembre?), ma la cosa più bella è che pur usando insetticidi e fertilizzanti gli ortaggi della nonna sono più piccoli e devastati dalle lumache.
    Per evitare erbacce basta seminare trifogli, sfalciare le malerbe, estirpare solo quelle poche che crescono troppo e usare la pacciamatura (gli sfalci stessi o foglie di alberi)per soffocarle. Oltretutto per alcuni insetti le piante aromatiche (prezzemolo, basilico salvia, menta, rosmarino, e finocchio selvatico)che crescono selvatiche nell’orto sono repellenti.

  • Reply Paolo gennaio 6, 2010 at 8:46 pm

    Care Elisa ed Erbaviola
    Il signor Fukuoka non avrebbe mai voluto vedervi così alterate.
    E’ paradossale che sia stato proprio lui a gettare il seme della discordia tra di voi.
    Seme che gazie al metodo Fukuoka non ha germogliato; o se ha germogliato è nascosto tra il trifoglio che ne soffocherà lo sviluppo guadagnando finalmente lo status di erbaccia…
    Anche io metto in pratica dei metodi riconducibili alle idee di Fukuoka e di Mollison. Amo gli scritti di Fukuoka perché ci spiega che non si può fare agricoltura con l’agricoltura. Spero sia chiara la non idea.
    La mia esperienza è che bisogna osservare e dimenticare continuamente. Osservare, osservare, dare tempo alla terra e avere molti molti quattrini.
    Io ho raggiunto risultati incredibili in dieci anni di attività. Ho cominciato ad interessarmi a questi metodi che avevo circa vent’anni. Oggi coltivo per l’autoconsumo circa un ettaro di terreno a rotazione. Semino tutto a spaglio con o senza palline di argilla. La terra è vivissima. Faccio una vita molto semplice. Sono felice. Come dice Fukuoka “l’uomo un tempo viveva di estasi naturali … e anche i contadini scrivevano versi”. E diceva anche ” Simone, strappa ai tuoi nonni anche il resto dell’orto. Cavallette e lumache verranno a te. Mangiale!” Il discorso sulle proteine animali è ricchissimo…
    Vi saluto

  • Reply Erbaviola gennaio 6, 2010 at 11:18 pm

    … ma perché io ho l’impressione che la maggior parte di quelli che passano da questa pagina si limitano a leggere la parola Fukuoka e partono in quarta con l’apologia del maestro giapponese? …

    magari mi sbaglio, però…

    Paolo, grazie per la tua testimonianza, spero che almeno il tuo indirizzo email sia vero perché ti sto scrivendo un messaggio 🙂

  • Reply daniela gennaio 9, 2010 at 1:13 pm

    Ciao,
    io ho letto Fukuoka e ho trovato molto molto bello il suo libro, La rivoluzione del filo di paglia.
    Sono “milanese” di nascita, vivo in Liguria per scelta, da 10 anni circa.
    Vivo a 3 km dal mare e ho un orto/giardino di circa 1000 mq….
    Sto cercando di mettere in pratica alcuni suggerimenti suoi e di Morrison e altri, al solito leggo molto, sono bulimica in fatto di letture, e traggo quel che ricordo…
    Un risultato ottimo l ho raggiunto con la pacciamatura, anche intorno agli alberi da frutto…un terreno fantastico, morbido, ricco, tanti bei vermi…. 🙂
    M anche tante tante lumache, limacce…..ho risolto con le galline…
    metto fettine di patata in terra, il giorno dopo sono piene di lumache…e le tiro alle galline…
    Vi pare crudele ? Forse si….ma meglio dei veleni ! 🙂
    Riassumendo, penso si possano avere spendidi spunti….poi il tutto va personalizzato e localizzato……
    un abbraccio Daniela

  • Reply Raffaella gennaio 28, 2010 at 8:53 pm

    Ciao Erbaviola,
    anch’io ho da poco (settembre 2009) letto il libro di Fukuoka ‘La rivoluzione del filo di paglia’ e presa dall’entusiasmo ho voluto provare: le cipolle trapiantate in autunno sono totalmente ricoperte di erbacce ed hanno filato: proprio oggi ho passato gran parte del pomeriggio ad estirlarle chiedendomi se mai fossi riuscita a coltivare un orto secondo i principi della permacultura (Ho letto anche Bill Mollison e visionato i video della Hazelip). In certi momenti mi riconosco nello stato d’animo che hai avuto tu con i tuoi primi esperimenti, ma mi piacerebbe molto ricevere consigli da chi ha fatto più strada di me(es.Paolo) e qualche risultato l’ha ottenuto. Magari tu potresti fare da punto di congiunzione tra chi ha qualche consiglio da dare e chi ha bisogno(come me) di riceverlo. Comunque, se c’è riuscita questa adorabile vecchietta (Ruth Stout’s: ci riuscirò anch’io,no?

  • Reply Erbaviola gennaio 28, 2010 at 8:56 pm

    CHIUNQUE ci riesce, basta un po’ pazienza. Quello in cui invece a quanto pare non può riuscire chiunque è la comprensione dell’ironia 😉

  • Reply luca aprile 19, 2010 at 1:49 am

    ciao a tutti…
    se posso dire la mia la dico.
    giocare con la terra e i semi è l’esperienza piu’ reale che si puo’ fare in questo pianeta…
    …ma giocare con le parole bisogna essere veramente bravi per non essere fraintesi (vedi l’ironia di erbaviola).
    vi consiglio, perche’lo sto’provando anch’io, di leggere il bel libro di Rosemberg “le parole sono finestre oppure muri”…
    è molto bello condividere le nostre esperienze e i nostri punti di vista.. ma i conflitti lasciamoli pure ai nostri dittatori che giocano alla guerra.
    buona vanga a tutti!!

  • Reply josef knecht giugno 7, 2010 at 12:51 pm

    Affermare che coltivare un orto in permacultura vuol dire seminare e lasciare tutto così fregandosene non è proprio l’approccio corretto, e questo non è scritto nei vari libri tra l’altro; di orti sinergici e coltivatori di orti sinergici ormai ce ne sono abbastanza in tutta italia e tutti hanno grandissimi risultati, ma è un approccio che bisogna conoscere a fondo, vi consiglierei di fare un corso pratico e teorico. Lo stesso Fukuoka dopo anni di osservazioni, e con competenze di base, i suoi risultati li ha ottenuti e come. Insomma mi sembra veramente riduttivo dire: “ho provato a fare un orto secondo l’insegnamento della permacultura: ho seminato ed ho lasciato fare alla natura…”

  • Reply free giugno 8, 2010 at 6:12 pm

    ciao Erbaviola, ci siamo già scritte sul sito di Promiseland.
    Ho avuto la fortuna (non posso che chiamarla così) di passare la mia infanzia in campagna e tutt’ora ho una seconda casa in campagna dove mi diletto a coltivare l’orto e a seguire il frutteto. Dai miei nonni (spt la nonna visto che il nonno l’ho perso troppo presto) ho imparato a seguire i ritmi naturali e a prendermi cura di animali e piante con il rispetto che si deve a esseri viventi in gran parte sconosciuti all’uomo. Lo dico perchè credo che nessuno abbia la verità in tasca per far nascere ogni anno verdure meravigliose, saporite e in quantità ottimale o andar sempre d’accordo col proprio cane/gatto senza rischiare mai un morso o un graffio. Purtoppo nessuno sa come “gestire” al meglio la natura.
    Volevo anche dire che non sono nè vegana o vegetariana, nè seguo particolari filosofie di vita o metodi di lavorazione del terreno. Amo il biologico inteso come 1) coltivazione di prodotti tipici della zona o che ben si adattano senza uso di pesticidi, 2) uso del letame, 3) rimozione delle erbacce e 4) irrigazioni regolari.
    Insomma il “metodo” del contadino….

    Posso solo consigliare a tutti (preciso che lo dico senza voler dare lezioni, considerando che scrivere in un blog non è come parlarsi a tu per tu) di essere semplici nell’approciarsi al giardinaggio (o cura di orto/frutteto) come facevano i nostri nonni. E’ vero che molte cose son cambiate (ad es., mio nonno non irrigava e non potava visto che il clima e i vicini glielo permettevano!!!) ma direi di non esagerare a seguire strane metologie che hanno ben poco di italiano (e non sono una patita nazionalista….)
    W la semplicità!

  • Reply kaoutar giugno 16, 2010 at 12:19 pm

    rispondo a free:
    mi ritengo una persona molto semplice,la mia semplicita mi porta a fare in modo di vivere il piu naturale possibile,mi porta a fare in modo di rispettare la natura,i diritti degli altri animali,e i diritti di altri esseri umani.
    i miei nonni sono persone semplici,lo sono anche i miei genitori,sono mussulmani e se la carne non e halal non la mangiano,io sono una vegetariana convinta,i cui figli saranno vegetariani,fino a quando saranno in grado di decidere da soli,e se andranno a mangiare la carne specialmente del supermercato vuol dire che ho sbagliato in qualcosa,la morale e questa:cio che hanno fatto i nostri antenati,anche se in maniera “semplice” non sempre e la cosa giusta.
    la semplicita e la coerenza si basa anche sulle nostre conoscenze,se io scopro come vengono trattati gli animali da macello e continuo a finanziare questi trattamenti vuol dire che sono una menefreghista o che sono un ipocrita,se penso che la permacoltura sia un buon metodo per cambiare le cose in meglio e non sono una menefreghista faccio del mio orto un orto piu naturale.
    la gente segue cio che hanno fatto i loro genitori solo perche e piu comodo che cercare cose piu nascoste e non perche vuol dire che sei piu semplice.non ti voglio offendere ma in questa vita bisogna andare avanti sul serio e non continuare a essere degli ipocriti trovando scuse come “la semplicita”che e una virtu che hanno veramente in pochi.

  • Reply Adriano 'haze' Susca agosto 7, 2010 at 12:25 pm

    Ciao,
    sto leggendo il tuo blog, complimenti, un bel lavoro.
    Al dilà delle elvate di scudi a difesa di Fukuoka, che in effetti era una gran persona, uno scenziato, docente di microbiologia, quindi l’opposto di un “buddah”, temo che ne tuo esperiemnto tu abbia fatto alcuni errori. Il priomo è confondere il concetto di agricoltura del non fare, con il semplice non fare nulla! 😉
    In realtà l’agricoltura del non fare ti obliga a fare un sacco di cose.
    Tu da quello che ho potuto capire dal tuo articolo hai preso un pezzo di orto che coltivavi in maniera più o meno convenzionale e dopo aver piantumato delle ortive lo hai lasciato a se stesso. L’ovvio risultato è stato il sopravvento delle selvatiche sulle cultivar che sono meno forti. Non è metodo Fukuoka, ne permacultura, ne sinergico; tre tipi di coltura differenti per alcune cose e simili per altre.
    Al dilà delle classificazioni che non mi sono mai interessate, tutte e tre prevedono molti interventi e lavori, non invasivi oviamente.
    Innanzitutto il terreno andava rinaturalizzato, ovvero andava fatto inerbire e dato modo ai microorganismi di reinsediarvisi in buon numero. Lo si può fare in modo tutto naturale, semplicemente abbandonandolo per un periodo di tempo che va da uno a due ani minimo, aseconda della pesantezza delle lavorazioni fin li eseguite. Oppure lo si può aiutare, come: seminando erbai utili ad arricchire il terreno, ad esempio con leguminose come il trifoglio, lupini, erba medica. quest’ultima è ottima perche ha radici profondissime, quindi non teme siccità e compete fortemente anche con la gramigna, riporta in superficie l’azoto che le piogge spostano in profondità, è essa stessaricca di azoto, permette fino a 5 sfalci annui(l’ultimo dopo che sia giunta a seme così che rinasca più folta e forte l’anno successivo). Periodicamente questi erbai vanno sfalciati, e lo sfalcio lasciato sul terreno. Questo permette di creare una pacciamatura che limita la ricrescita di altre selvatiche, mantiene l’umidità del terreno che necessiterà di meno irrigazioni, decomponendosi arricchirà il terreno(catena del detrito).
    Un’altro aiuto per ripristinare la naturalezza del terreno è l’uso di bioattivatori microbiologici del terreno, sono prodotti simili agli attivatori del compostaggio, ma specifici per i terreni, se ne tronvano anche naturali(euroactiv). Introducendo invertebrati come lombrichi, coccinelle e altri, li trovate in commercio per la lotta integrata.
    Infine si utilizzano concimi organici, letame e guano, che per i vegani sono un problema, ma si può sostituire con umus di lombrico, o se si sono introdotti lasciar fare a loro.
    Ripristinata la naturalezza del suolo si possono introdurre le ortive, che asseconda dei metodi possono essere lasciati crescere spontanei(fukuoka) o legati a tutori dove necessario(permacultura, sinergico), contenendo sempre le spontanee con sfalci lasciati sul posto, e quindi non lasciate crescere fino a sovrastare le ortive.
    Per limitare l’impoverimento del suolo e contrastare gli attacchi di parassiti e funghi, è utile mantenere una buona biodiversità, ovvero non concentrare le piante di un tipo tutte assieme, ma “mischiarle”, ma non a caso, bensì seguendo sempre le recole della consociazione, in rete trovate schede.
    Come vedi nell’agricoltura del non fare, c’è molto da fare!

  • Reply bey settembre 21, 2010 at 11:43 pm

    avete mai provato a vivere di agricoltura?
    allora provate………..
    quello che fukoka come altri affermano è un pensiero ,una filosofia di vita che va interpretato ,applicato al proprio ambiente,ai propri obiettivi.
    se avete la bronchite acuta credo che la maggior parte di voi prenda gli antibiotici,come credo che la maggior parte di voi usi la macchina,ecc..ecc..
    il punto è che gli antibiotici non li devo prendere per un semplice raffreddore come non devo usare la macchina per andare dal panettiere che dista 500 metri dalla porta di casa.
    come non devo girare in inverno in costume al fine di non prendere la bronchite
    con questo voglio dire che in tutte le cose della vita ci vuole equilibrio .
    in senso agricolo fukoka era un grande perche ha capito che l’intervento umano in agricoltura e allevamento devessere il piu basso possibile pero’ per fare questo bisogna conoscere alla perfezione dal punto di vista agro-ambientale che cosa si vuole coltivare o allevare

    evitare certe tecniche assolutamente contaminanti ,vedi diserbanti,ecc. mi sembra ovvio cercando di introdurre animali , come asini o pony per il controllo delle infestanti coadiuvato da mezzi meccanici, pero se le condizioni ambientali fanno si che si verfichi,per esempio, un forte attacco di mosca olearia ecco che mi devo difendere e utilizzare anche la chimica,cercando di utilizzare sostante piu compatibili possibili-
    importante che per produrre un prodotto economicamente valido non si alteri in maniera irreversibile eco sistema di cui noi contadini siamo parte di un tutto

  • Reply vittoriano novembre 28, 2010 at 12:35 am

    ciao adriano condivido a pieno il tuo commento
    se il mare e’ fatto di tante gocce d’acqua penso che piu’ saremo a provare certi insegnamenti potremmo forse migliorare e migliorarci

  • Reply Franco novembre 28, 2010 at 7:34 am

    Personalmente la permacoltura una cavolata,
    qualche spunto sul metodo si può anche valutare,
    ma in sostanza,
    è roba da pelandroni;
    perchè la terra è bassa, faticosa la coltivazione e, se rispecchia la persona che la coltiva,
    anche l’ordine estetico dell’orto lo rappresenta………..
    fa schifo vedere un orto abbandonato,
    molto meno un bosco….ma,
    a questo punto il contadino diventa un “raccoglitore” in un accozzaglia di erbacce e parassiti.
    Certo sfrutta poco la natura, forse ha solo poca voglia di lavorare, roba da centri sociali.
    Franco

  • Reply rita febbraio 15, 2011 at 5:35 pm

    Intanto un saluto a te e al gatto Mako! E tanti complimenti per il to blog, che mi offre sempre nuovi spunti di riflessione.
    Sono Rita abito a Roma e per evidenti motivi cittadini ho un orto e un mini frutteto sul mio terrazzo, sui quali mi sfogo provando permacultura, agricoltura naturale (metodo fukuoka- fare il non fare), agricoltura biologica e quant’altro.
    L’anno scorso ho comprato delle coccinelle ordinandole in internet, ma ti assicuro che è stata una passione… Quelle povere bestiole icartate insieme ai pop corn….
    cmq, hanno liberato le mie piante da qualsiasi cosa camminasse…
    Poi uache tempo dopo, passeggiando per roma, su un grande muro di cinta in pieno centro città ho visto il miracolo… centinaia di larve di coccinella impupate! per cui forse facendo una bella passeggiata in campagna nel periodo giusto magari puoi trovarne in giro e dolcemente portarle nel tuo orto, poi se a loro piacerà stare lì vedrai che mangiata!

  • Reply BLuca febbraio 21, 2011 at 9:55 am

    Un caro saluto a tutti e sopratutto a Erbaviola che con questa suo progetto ci permette di scambiare pensieri ed esperienze. Il “grande passo” dalla città alla campagna (anzi, in un bosco di alta collina, a 400 mt slm) io e Loretta l’abbiamo intrapreso circa tre anni fa. Oltre all’orto, abbiamo albicocchi, prugni, ciliegi, viti e un centinaio di piccoli olivi. Lavoriamo ancora in città (a circa 25 km) perchè questo luogo, purtroppo, non l’abbiamo ereditato, la sua ristrutturazione ha impegnato i nostri risparmi di 15 anni e non abbiamo ancora finito. Fukuoka o la semplicità di “free”? La permacoltura o l’atteggiamento di “Franco”? La competenza di “Adriano ‘haze’ Susca” è proprio necessaria per ottenere tre casse di patate e di pomodori? Il bello di tutta questa faccenda è sperimentare! Informarsi, pensare e sopratutto provare e riprovare! In bocca al lupo, ciao, Luca di Carseggio.

  • Reply ElenaP marzo 3, 2011 at 6:24 pm

    Ciao Erbettina,
    secondo me questo è e rimane il post più strafigo!

    Mi piace talmente tanto questo post, tutte le volte ci casco, come il tuo primo aprile coi finanziamenti per l’orto di casa, ci rimasi così male…

    Ora respirate profondamente e ripetete con me:
    questo post di erbaviola tratta della sua prima esperienza da giovane virgulto, osserviamo che scrive in modo buffo e dà indicazioni su come non fare una aiuola naturale…

    Insomma aspetto che si inventi una BurberryCannabis frutto dell’incrocio tra il barboncino di mia zia e la canapa fluorescente, così magari tutti gli aspiranti permacultori e gli aspiranti agricoltori naturali (per carità guai a confonderli, mai metodi furono più diversi- infatti chi poteva cercare di fare una sintesi tra i due, una povera donna*!!- e mai risultati ottenuti dai praticanti furono così diversi) si facciano una bella fumata insieme e pace fatta per il pedigree.

    Baci e abbracci tesoro!
    Elena

  • Reply matteo aprile 17, 2011 at 10:26 am

    Ciao a tutti!

    Siamo un ragazzo di 30 anni (di Trento) ed una ragazza di 26 anni (del brasile residente a Trento).
    Vorremmo comperare alcuni ettari in Brasile dove costituire un’attività agricola che si basi sui principi della permacoltura.
    Stiamo cercando altre 4 persone con cui iniziare questo progetto, noi due siamo semplici amici, non fidanzati, quindi non stiamo cercando coppie di persone, ma anche singoli disposti a partecipare economicamente, fisicamente ed emotivamente a questo progetto.
    Se ti interessa o conosci qualcuno che potrebbe aver voglia di approfondire quest’idea, ti chiedo molto gentilmente di passargli il mio contatto perché trovare qualcuno di interessato sembra impossibile. Mille grazie di cuore! matteo_lcn@yahoo.it

  • Reply Simona aprile 26, 2011 at 1:26 pm

    Ciao Erbaviola, che bella scoperta conoscerti online e pure live 🙂 Ho riso da matti quando parli delle coccinelle. Nel caso dovessi “permaculturare” ancora ti mando quelle che ogni anno a centinaia invadono gli scuri delle mie finestre!!!
    Un abbraccio

  • Reply necroclerico aprile 27, 2011 at 11:53 am

    @matteo

    scusa, perché farla in Brasile questa bella cosa e non a Trento?
    perché portare via dall’Italia buone idee e pratiche?

    a parte i costi, lo so.
    ma tieni presente che in Brasile ci sono problemi di altro genere – più di tipo sociale-amministrativo…
    ciao.

  • Reply Davide maggio 17, 2011 at 1:32 pm

    ciao Viola complimenti per il tuo blog, è stato per me di grande ispirazione, tra poco mi trasferirò in toscana ed inizierò a mettere in pratica tutto ciò che da anni studio in merito ad una vita sostenibile in armonia con questa meravigliosa natura, ti presenterò i miei progressi e continuerò a seguire il tuo blog.
    grazie
    e buona coltivazione a tutti

  • Reply claudia maggio 21, 2011 at 4:22 pm

    Ciao Matteo!

    concordo sul fatto che, tralasciando il problema dei costi elevati, si potrebbe provare a sperimentare la permacultura in trentino. Da quanto so la provincia ha approvato un progetto per rilanciare la malghe e quindi si potrebbe tentare di costituire un’associazione e chiedere il comodato.

    in bocca al lupo
    claudia

  • Reply Paolo Gavioli febbraio 22, 2012 at 3:21 pm

    Sono molti anni che coltivo il mio piccolo orto senza uso di sostanze chimiche. Da alcuni anni senza conoscere Fukuoka sentivo dentro di me che facevo alcune cose sbagliate come ad esempio vangare. Dapprima, sette anni fa ho venduto la classica fresa, poi sono passato alla vanga e poi da un paio d’anni zappo solo superficialmente. Ma anche zappare non lo sentivo appropriato. Da sempre uso varie forme di pacciamatura, senza plastiche naturalmente. Trovo l’approccio al metodo Fukuoka molto vicino alla forma che i miei pensieri assumono quando coltivo la terra. E’ uno stile di vita. Un cambiamento. E’ come praticare lo yoga. Che non è una forma di rilassamento, né tantomeno una ginnastica dolce, ma uno stile di vita. Leggendo ciò che Fukuoka ha pubblicato capisco che per praticare i suoi metodi occorrono due cose : -) una competenza botanica e chimica, -) credere che le nostre azioni hanno un significato più profondo di quello che solitamente siamo in grado di dare. Considerare la natura e rispettarla come forza creatrice è un punto di vista molto diverso.
    Paolo

  • Reply Simona agosto 22, 2012 at 2:54 am

    Ciao Erbina,
    googlando qua e là cercando info sulla permacultura mi è apparso questo tuo vecchio e divertentissimo post. Non ti sfrangerò i maroni con Fukuoka (ahahahah) per evitare di ricevere i regalini di Mako, ma volevo solo dirti che se ti avessi conosciuta all’epoca del tuo scritto ti avrei mandato io decine di milioni di coccinelle che infestavano casa mia. Allora sì che avresti avuto un perfetto e unico orto in Fukuoka style… Un bacetto

  • Reply marcello maggio 27, 2013 at 4:43 pm

    Ah finalmente qualcuno che dice la verità e che ha il coraggio di dirlo. Dopo aver letto Fukuoka mi sono sentito un cretino, guardando il mio orto….temevo di avere fatto 6 anni di fatiche inutili con una lotta giornaliera alle infestanti. Soprattutto la odiata gramigna che è indistruttibile, dopo questi giorni di pioggia cresce, più la togli e piu cresce….una lotta senza quartiere ma che ho deciso di combattere a colpi di zappa e non di diserbanti. Consiglio un libro INTRODUZIONE ALLA PERMACULTURA, interessante, ma devo dire che anche qui, mi accorgo di avere impostato quasi tutto a rovescio…….ma noi umani ce la potremo fare?!

  • Reply Rudy Barbieri giugno 29, 2013 at 8:54 am

    Premetto che non coltivo un orto, ma curo soltanto il mio piccolo giardino ornamentale. Non uso veleni per allontanare i parassiti e quando ho avuto un’infestazione da cocciniglia, ho comprato online alcuni insetti buoni per combatterle (online può trovare anche le coccinelle). Il risultato non è stato buono e dopo un paio di anni ho dovuto usare l’anticoccinilia per epurare l’alloro. Il motivo è semplice: il nostro territorio è compromesso e quindi non è in grado di produrre una quantità giusta di insetti buoni nel breve periodo. Ora sono al quinto anno e non uso proprio più insettidici, gli insetti buoni spopolano nel microecosistema che se è creato (ho scoperto che la siepe completamente formata è indispensabile, perchè permette a tutti gli insetti di sopravvivere). L’unica cosa che faccio è tagliare la siepe e il prato. Anche se non ho letto libri di permcultura è normale che lasciare cresce le piante come vogliono sia il modo migliore per renderle forti.
    Per le coccinelle, io ti consiglio di girare lungo le sponde dei fiumi, prendere un contenitore con tappo e bucato per l’aria e quando trovi una coccinelle prendila e mettila nel contenitore. Le coccinelle sono insetti stanziali, per cui una volta tornata a casa e liberate in giardino non se ne andranno più.
    Per quanto riguarda invece i mie insetti anti cocciniglia, credevo fossero tutti morti o scappati e invece da quest’anno ne vedo diversi nel mio giardino, probabilmente è il motivo vero per cui non ho più avuto bisogno di usare l’anticocciniglia da quel fatidico giorno. La scelta giusta sarebbe stata quella di insediare gli insetti a prescindere prima della comparsa della cocciniglia.

  • Reply Guido maggio 9, 2014 at 1:32 pm

    Scusa ma Fukuoka parla di seminare prima il trifoglio proprio per tenere a bada l’erba infestante,
    il mio parere se ti può essere utile è questo; periodi invernali lascia riposare la terra e cerca di concimare quanto più possibile con tutti i rifiuti organici della cucina es. posa di caffe, pasta, pane, cereali, frutta e verdura sminuzzata. Fai tante piccole buche poche profonde e sotterra gli scarti. In primavera semina le piantine ed il trifoglio se le erbe infestanti crescono più velocemente delle piantine che hai seminato allora ti consiglio di usare qualche balla di paglia per coprire l’erba non desiderata.
    Il trifoglio va seminato anche più volte proprio per contenere l’erbaccia.
    Raccogli i frutti e lascia sempre i resti delle piante a terra diventerà cibo e concime.

  • Reply stefania maggio 19, 2016 at 12:04 pm

    Mi occupo di agricoltura da molti anni ( anche professionalmente) e quello che posso dire è che la Permacultura può essere considerata una forma di medicina . una cura per riequilibrare i luoghi. Certo all’inizio è molto dura, anche perché di solito si è circondati da persone che in nome dell’ottenimento ! Tutto e subito, avvelenano, distruggono, usano pesticidi etc etc…comprano piantini che vengono da chissà dove e ancora e ancora…
    L’unico approccio che consente all’agricolpermacultore di non demordere è quello dell’umiltà e di vivere l’orto come un percorso di conoscenza. Sottolineo il termine percorso perchè lo è. Lungo, duro, spesso scoraggiante. riportare equilibrio dove non c’è più richiede molta competenza acquisita con l’osservazione, la pratica e anche l’insuccesso. Consiglio conoscere l’opera di Emilia Hazelip, la pioniera che portò in Europa il metodo di Masanobu Fukuoka. All’inizio fu un insuccesso, poi modificò e modificò fino ad ottebere l’agricoltura sinergica che è all’origine di ciò che facciamo oggi. IL suo orto produceva in modo intensivo e misurava 5000 mq!!!.

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