PERMACULTURA

Aggiunta del 29 Ottobre 2009. Quello sotto è il racconto, scritto nel 2005 o 2006, non ricordo più, di un primo piccolissimo esperimento di permacultura. Non è e non vuole essere la guida alla permacultura, è solo una mia vecchia esperienza personale, scritta a modo mio, con ironia e senza pretese di essere nient’altro che questo. Questa nota che devo inserire oggi, è dovuta a una serie di messaggi che seguono questo raccontino, di persone a volte dotate di scarsissimo o nullo senso dell’umorismo e che hanno identificato in Fukuoka il loro guru personale, la luce divina delle loro vite. Va benissimo, ognuno fa le sue scelte, io per esempio ho eletto a mio guru il gatto Mako.
Sappiate pertanto che ulteriori fraintendimenti di registro su questo pezzo e conseguenti sfrangiamenti di maroni alla sottoscritta sulla grandezza divina di Fukuoka, vi daranno diritto a ricevere simpatici souvenir di divina lettiera di Mako al vostro domicilio.

Se vi interessa invece sapere su che posizioni sono ora, vi invito alla lettura gratuita di questo sito, oppure di questo libro, che parla anche di agricoltura biodinamica, sinergica, permacultura e di piante utili ma dimenticate.

Esperimento di permacultura nell’orto

Ho cominciato a interessarmi di permacultura dopo la seconda lettura di “Terra. In campagna un’altra vita è possibile. Storie di donne e uomini che hanno deciso di coltivare un’esistenza diversa” di Sabina Calogero (Terre di Mezzo, 2005). Alla prima lettura mi stavo trasferendo dall’odiato hinterland milanese alla campagna pavese, quindi non ho notato se non di sfuggita la questione, alla seconda lettura a un anno di distanza, proprio mentre mi stavo organizzando per rimettere in piedi l’orto bio, l’attenzione è caduta sulla permacultura. E proviamo, mi sono detta.

La permacultura è la progettazione e la gestione ecosostenibile e integrata degli insediamenti umani e produttivi nel territorio agro-ambientale, basata sull’equilibrio dei sistemi che sono alla base della vita. In pratica: le piante sono capaci di riseminarsi da sole, le erbacce sono utili ad arginare parassiti e caldo. In pratica: se si lascia la terra al suo naturale ciclo, dicono questi teorici della permacultura, la terra è in grado di produrre di più e meglio.

Siccome non sono molto coraggiosa e neanche troppo esperta (e non vedevo l’ora di gustare le verdure coltivate da me stessa), ci ho provato solo con una parte dell’orto. Questo il risultato all’inizio, si fa fatica a distinguere e non ho avuto il coraggio di rinunciare comunque alla rete antigrandine e al bamboo per i pomodori, però molti li ho legati con erba secca e non con la raffia:

03.jpg 03a.jpg

Risultato dopo due mesi: non trovo più i pomodori e le melanzane in mezzo ai baobab di erbe selvatiche e infestanti che sono cresciute a dismisura. L’erba secca usata per legarli ha ceduto, ho dovuto riutilizzare la raffia. Inoltre, un’invasione di metcalfa per nulla arginata dai pochi ‘insetti utili’ presenti, stava distruggendo tutto. Non ce l’ho fatta a guardare inerte questa devastazione e ho cominciato a togliere tutte le piante che non fossero state appositamente piantate, non ce la facevo proprio a veder morire tutto in nome di un giapponese ricco sfondato con atteggiamenti da Buddha new age (per la serie ‘magari non tutti sanno che…’, ve lo dico io: Fukuoka è ricco sfondato, da generazioni, non ha bisogno di fare nessuna coltivazione per vivere).

Solo in seguito vengo a scoprire che non esiste solo la tecnica di Fukuoka, sebbene sia la più diffusa e corretta nel tempo con tutta una serie di metodi tipo le palline di semi, ma c’è anche questo inglese, tale Mollison, che ha una visione meno filosofica e più pratica dell’utilizzo sostenibile della terra. Però per quest’anno è tardi, ormai ho ripulito, magari l’anno prossimo provo con la permacultura di Mollison.

Indubbiamente di vantaggi ne ho visti lo stesso nella parte in cui ho coltivato in permacoltura: durante il periodo di lunga siccità e sole cocente l’erba alta ha evitato che le piante di melanzana e pomodoro si bruciassero, come ho visto succedere invece in alcuni orti della zona (qui intorno sembrava di essere in Sicilia, con erba bruciata ovunque e le risaie con chiazze giallastre). I semi che si sono auto-piantati dalla coltura dell’anno scorso hanno prodotto piante decisamente più forti e resistenti al clima. Una parte di terreno in cui avevo utilizzato un ‘compost’ al volo fatto di sfalci di ortaggi è quello sicuramente meglio concimato e che rende di più.
Però mi è sembrato che le infestazioni, nel mio caso la metcalfa, si espandano di più con la permacultura e soprattutto non vedendole subito perchè nascoste dall’erba alta, abbiano avuto tutto l’agio di insediarsi. In quanto agli insetti utili come le coccinelle che secondo Fukukoa dovevano fare banchetti luculliani con la metcalfa, non ne sono arrivati spontaneamente. Forse un giorno, se qualcuno saprà dirmi dove le trovo le coccinelle allora magari ritenterò con il metodo del giapponese nababbo. Per il momento mando maledizioni a tutti quelli che scrivono “introdurre insetti utili come le coccinelle”. Bravi, e dove le prendo le coccinelle? all’ipercoop ? su ebay? Fino ai vermi per il terreno ci arrivo, basta andare da chi vende esche per cacciatori, ma le coccinelle? Passo l’estate tra i boschi a rapire coccinelle e le incateno al mio orto ?!

Insomma, alla fine la mia esperienza è che il metodo Fukuoka vada bene magari per larghi appezzamenti, sicuramente di ettari. Ma l’orto dietro casa rischia di trasformarsi solo in una jungla con infestazione di tutti i parassiti del creato e una produzione ultima di 2-3 pomodori a stagione, il che non è esattamente lo scopo di chi fa l’orto. Senza contare che se si hanno dei vicini che confinano con l’orto, potrebbero non trovare simpatica l’idea della quantità di zanzare e moscerini che riesce a sviluppare un pezzo di terra in permacoltura ;)

  1. 1 Il 5/08/2008, Osmanto ha detto:

    Ciao Erbaviola,
    mi sto interessando alla permacoltura per allestire un orto sinergico e sperimentale per quest’autunno. Ma come funziona IN PRATICA? Butti i semi a caso? Cerchi di fare delle file per ricordarti cosa hai messo? Ci sono cose da mettere “per forza” per nutrire il terreno (piselli, aglio….)
    sarebbe ottimo ricevere qualche consiglio pratico!
    Grazie =)

  2. 2 Il 13/08/2008, Luca Confusione ha detto:

    Mah a quanto so io fukuoka è più una guida… mentale.
    Nel senso che il suo atteggiamento è condiviso ed è alla base del metodo di Mollison (che è australiano) che comunque si è più rivolto al pratico e all’adattivo.

  3. 3 Il 7/09/2008, Antaress ha detto:

    Carina l’idea di andare a caccia di coccinelle ^_^

  4. 4 Il 7/09/2008, Nicola ha detto:

    Sono d’accordo con Luca, quello di Fukuoka è più un’indirizzo “generico” per un’approcio diverso alla coltivazione ma non lo abbinerei troppo ai concetti di Mollison (il quale prevede comunque l’utilizzo di pratiche non condivise da Fukuoka tipo arature, concimazioni ecc…). Chi, in un ambiente in clima temperato, ha cercato di tradurre i sistemi di Fukuoka (adatti ad un clima giapponese privo di un vero inverno e caratterizzato da un lungo periodo monsonico) sono Hemilia Hazelip per ciò che riguarda l’orticoltura e Marc Bonfils per la coltivazione dei cereali. Entrambi i sistemi sono poi inquadrabili in progettazioni in Permacultura…
    Saluti e buon trasloco, che la nuova casa ti sorrida tutte le volte che ti vede tornare!
    Nicola

  5. 5 Il 8/09/2008, barbara ha detto:

    Gli insetti utili li vende la Eugea ;-)

  6. 6 Il 11/09/2008, Nadir ha detto:

    Sapevo di questo metodo, ma non sapevo come si chiamava; è una cosa che mi affascina … non vedo l’ora di avere la mia casetta col giardino! ;-)

  7. 7 Il 14/09/2008, Firak ha detto:

    forse la permacultura o il metodo fucoca alla fine funzionanao, ma per creare un habitat naturalemente sanao bisogna spettare 2 anni, secondo me.
    un sistema per creare in tmepo piu’ breve un ecosistema sano è irrorrarlo con microrganismi efficaci EM. anche con questo metodo ci vuole tempo, almeno un mese, ma la mia piccola esperienza con l’orto, ed il confronto con amici permacolturi, mi dice, che ppreparare il terreno con EM da risutati piu’ veloci, ed attrai coccinelle allontana lumache etc…- EM-senza nessuna lotta agressiva

  8. 8 Il 28/10/2008, Giorgia ha detto:

    Ciao,
    hai per caso fatto il corso di permacultura a Milano?
    Giorgia

  9. 9 Il 28/10/2008, Erbaviola ha detto:

    @Firak: purtroppo ci vogliono ben più di due anni…anche con i microorganismi

    @Giorgia: no :) ho studiato diversi testi ma sempre in maniera autonoma :)

  10. 10 Il 29/10/2008, francesca ha detto:

    Credo di aver letto cose un po assurde ..da fukuoka ricco sfondato alla coltivazione in permacultura ecc..Spezzerei una lancia a favore di questigrandi maestri che attraverso studi osservezioni hanno donato stimoli ad una visione della natura chiamatela come volete..filosofica spirituale ma consapevole .
    coltivare in modo naturale significa prima di tutto osserevare osservare osservare poi conoscere ed infine agire..la frenesia di ottenere subito risultati credo disorienti solamente.
    un orto naturale non perforza deve diventare una jungla dove non si trovano più le cose o deve essere abbandonato a sestesso una volta seminato.anzi ..osseviamo accorgimenti di buone consociazioni fiori ad azione repellente magari per i primi anni qualche fitoterapico vegetale..ortica equiseto ecc un equilibrio si deve ricreare nel tempo poi tranquilli le coccinelle arrivano a flotte. le erbe spontanee non lascieremo che ci invadano ma cercheremo do controllarle daltronde loro crescono per riequilibrare l’intervento di lavorezione iniziale del terreno..insomma nell’orto di casa è l’io che ci lavora ed arrivare ad avere un’equilibrio naturale dove le cose stanno in armonia è una bella sfida , documentarsi ,sviluppare sempre più l’osservazione..il tuo luogo è la tua anima.. insomma buona ricerca e buona vita a tutti..

  11. 11 Il 12/12/2008, morens ha detto:

    ciao
    quando è morto mio nonno il suo orto è stato abbandonato e lasciato incolto e selvaggio.
    Risultato: verdure come insalata, carote, prezzemolo, fagiolini, praticamente quelle “basse” sono state soppresse e soffocate dalle erbacce e dalle verdure più forti. E le patate, chi lo sa tra cosa erano state seminate!
    Però la zucca e le zucchine hanno prosperato e si sono estese propagandosi ovunque, i lamponi anche, l’uva e il rosmarino ok, i fagioli rampicanti anche.
    Hanno vinto le verdure infestanti, sono morte quelle più delicate.

  12. 12 Il 4/01/2009, Moira ha detto:

    Ciao.
    Io uso un personalissimo sistema ibrido nel mio giradino: permacoltura per i fiori e agricoltura tradizionale (ma senza pesticidi e fertilizzanti chimici) per l’orto. Morale: una parte è una giungla, l’altra curata. Però per lo meno risco a preparare la passata di pomodoro per l’inverno con i miei pomodori.

  13. 13 Il 24/01/2009, marco ha detto:

    Cara erbaviola, gestendo per pura passione un orto e un pollaio, mi sono reso conto di quante teorie dei Fukoka o Dragonball del Fujiama ho dovuto scartare. Parto dal presupposto che se tu sei giapponese e parli di come si coltiva un orto, sicuramente avrai le tue ragioni in Giappone. E’ come se un ligure come me ti dicesse tutto su come si coltiva il basilico per il pesto, dimenticando o sottacendo semmai che tu abiti a Vigevano o a livigno…

  14. 14 Il 24/01/2009, marco ha detto:

    Eppoi non state a cercare le coccinelle nei campi. Son tutte a ballare nelle Renault Enfant tèrible!

  15. 15 Il 19/02/2009, Andrea ha detto:

    Mah, io non ho mai avuto esperienze di permacoltura o agricoltura naturale, il mio orto lo coltivo secondo meteodi più tradizionali. Ma devo dire che qualche anno fa, nella primavera del 2005 ero troppo occupato a preparare la mia tesi per perdere tempo a sfalciare il prato (quando ho da fare la prima attività che lascio è lo sfalcio dell’erba), beh, tra l’erba alta (anche mezzo metro, è un prato “naturale”) ad un certo punto s’è vista comparire una miriade di coccinelle e nell’orto e sugli alberi da frutto non ho più visto un afide. Non che normalmente siano una calamità, ma di solito qualcuno ce n’è…
    Non credo sia stato un caso.

    Andrea scripsit.

  16. 16 Il 13/03/2009, claudio ha detto:

    Ti sto leggendo con vero interesse! Sei bravissima e divertente! :-)

    credo che mi leggerò con molta attenzione la sezione dell’autoproduzione, c’è tutto quello che ho sempre voluto sapere :)

  17. 17 Il 24/03/2009, andrea ha detto:

    Ciao Erbaviola, interessante la tua esperienza e il tuo punto di vista su Fukuoka. Mi interessa sapere quali sono le tue fonti per la permacultura di mollison e company, così magari puoi agevolare la mia attuale ricerca in merito. Vorrei sperimentare una tecnica di coltivazione più naturale possibile pur sapendo che l’agricoltura stessa non è naturale, ma al mondo d’oggi è una salvezza, ci tocca pure beccarci irrorazioni clandestine aeree di metalli pesanti (chemtrails) sui nostri campi, per cui è una situazione veramente al limite. Ma ce la faremo!!! Grazie e buona sperimentazione!

  18. 18 Il 24/03/2009, cipollina ha detto:

    Carissima Erbaviola!

    I metodi di Fukuoka e la permacultura sono due cose molto diversi. I metodi di Fukuoka non danno risultati immediatamente. Devi aspettare per anni prima che la natura trova un equilibrio, e durante la attesa sarete colpiti tu ed il tuo giardino da tantissime cose “brutte”, di malattie, peste, erbacce… Ci vuole pazienza e tanta.

    Nella permacultura invece si tratta di *progettare* la vita (non solo il giardino) in modi ecosostegnibili, cioè nel modo in cui la natura l’avrebbe fatta se fossi preoccupata per noi. Un principio nella permacultura dice che ogni elemento deve avere almeno tre funzioni, ed ogni funzione deve essere supportata da almeno tre elementi. E niente é lasciato a caso.

    Anch’io preferisco sapere che cosa cresce e dove nell proprio giardino. La semina é una cosa piacevole – falla tu – e contro le ebacce esiste solo un metodo che non ti lascia tempo libero – pacciamatura.

    Un bellissimo sito sulla permacultura con tanti immagini (per farti vedere che la permacultura non é afatto caotica ma invece molto ordinata) é quello di Aranya. http://www.aranyagardens.co.uk/

    Guarda le aiuole su questo immagine, per esempio: http://www.aranyagardens.co.uk/Slideshows/Basic%20principles/Everything%20is%20a%20gift%203.htm

    E poi guarda quella su questo: http://www.aranyagardens.co.uk/Slideshows/Basic%20principles/Minimum%20effort%201.htm
    Quasi un giardino formale!

  19. 19 Il 11/04/2009, luigi ha detto:

    ciao, se ti servono coccinelle, qui abbondano. Basta catturarle, ce ne sono veramente tantissime.Se credi, posso provare a spedirtene un poche.

  20. 20 Il 27/04/2009, Renato ha detto:

    Ciao erbaviola, spesso ta permacultura e Fukuoka si fanno confusioni facili, personalmente di “luoghi” in italia che sono stati progettati in permacultura non ne ho visti(occorrono ettari per un progetto di permacultura) mentre ho amici che da circa 20 anni coltivano secondo il metodo del grande picoolo uomo … e secondo gli standard di un orto biologico producono un terzo, però gli piace. Sono metodi che richiedono studio, pazienza, attenzione, sono quasi una fede. Ho provato a fare un pezzo di orto mettendo prima il trifoglio nano e poi lanciando le palline … meno male che avevo l’orto coltivato normalmente. Su questo sito: http://www.scribd.com/ipaper se ricerchi “permacultur” puoi trovare molti manuali di permacultura in spagnolo – inglese con licenza CC non commerciale.
    Buon cammino

  21. 21 Il 25/06/2009, laura ha detto:

    http://www.youtube.com/view_play_list?p=1E6729FF5F4AFA0F&search_query=emilia+hazelip

  22. 22 Il 3/07/2009, Chiara ha detto:

    Ciao Erbaviola, ciao colleghi autoproduttori più o meno esperti. Anch’io come te sono un ex cittadina che ha deciso di immergersi nella natura e che brama all’autosufficienza. Da Milano mi sono trasferita nelle prealpi tra Lecco e Bergamo, ho un orto, due capre, tre galline e, per arrotondare, ho aperto un Bed & Breakfast. Adesso ho appena lanciato un’iniziativa che sto cercando di promuovere, per far conoscere a tutti quei “cittadini” che non ne hanno la possibilità, l’opportunità o la voglia i vantaggi dell’autoproduzione, facendogli provare a mungere il latte, fare lo yogurt, il pane, la pasta fresca e svolgere qualche attività nell’orto. Sul mio sito trovate tutti i dettagli su Soggiorno Naturale. Chissà mai che facendo una prova, qualcun altro segua il nostro esempio e decida di ritornare alla natura!
    Saluti a tutti

  23. 23 Il 13/07/2009, David ha detto:

    Allora… Innanzitutto simpatico tutto il sito, l’ho trovato per caso quando ho letto un tuo post su un blog…
    Non conosco Fukuoka, ma a quanto mi sembra applica la mentalità taoista (il Non-agire poichè così è come se stessi “facendo tutto”)… la quale è una cosa non fattibile a livello pratico…

    Per le coccinelle, o aspetti che vengono da sole (cacciarle non è facile :D ), oppure compri le larve, che dovresti riuscire a trovare in internet… magari cerca “Bioplanet” (una azienda a livello europeo che vende insetti “predatori”), oppure “Larve Adalia Bipuntata”.

    Spero di essere stato utile :)

  24. 24 Il 19/07/2009, Alberto Zamò ha detto:

    Cara Erbaviola,
    mi pare che la confusione regni sovrana. Per fare un po’ di chiarezza, ti consiglio The Earth Care Manual, di Whitefield e Plants for a Future, di Fern, li puoi comperare da amazon uk, il primo ha cambiato il mio modo di guardare il mondo…
    Una cosa che vorrei sottolineare è che la permacultura è applicabile su qualsiasi scala, dal balcone all’appezzamento multi-ettaro. Io per ora sono solo un teorico, ma nel mio futuro vedo un Forest Garden!
    Buone Messi
    Alberto

  25. 25 Il 13/09/2009, Giacomo ha detto:

    Cara Erbaviola. Applicare i principi della natura, ovvero i principi della permacultura, a piccoli appezzamenti di terreno fuori casa in un centro abitato fitto di palazzine ed auto in corsa non è certamente cosa da fare. La prima cosa da fare invece è andare via dai centri abitati e prendersi un pezzetto di questa nostra amata terra ( mezzo ettaro può bastare a sfamare 10 persone) e dopodichè iniziare ad applicare i principi della natura, ovvero della permacultura. Nel mondo ci sono ormai sempre più pionieri in questo settore e ti consiglio di vedere il documentario “Una fattoria per il futuro” disponibile in sei puntate su youtube. Anzi, tu che hai questo bellissimo sito internet, fallo girare, fallo conoscere il più possibile perchè sarà l’unica nostra salvezza, almeno secondo me.

    Ciaoo

  26. 26 Il 13/09/2009, Erbaviola ha detto:

    Caro Giacomo, se tu avessi LETTO invece di partire in quarta con la solita noiosa e trita lezioncina pedante sul cosa devono fare gli altri, avresti quantomeno capito che io non vivo affatto in città, tantomeno “in un centro abitato fitto di palazzine ed auto in corsa” e men che meno ho mai suggerito progetti permaculturali in ambito cittadino.
    Ma come ti permetti??? Questa la reputerei calunnia e diffamazione, se non avessi abbastanza senso dell’umorismo per ridere di tutta l’ipocrisia del messaggio.

    Il miglior risultato che hai appena ottenuto con questo messaggio è il rivelarti per quello che sei, uno dei tantissimi che cerca di farsi pubblicità gratis su siti come il mio, pubblicità per la sua attività che non centra una fava con la permacultura, anzi!!

    Motivo per il quale ho tolto il link al tuo commento, mio caro sig. Giacomo Gori Perito Industriale che vive nel centro di Grosseto. La pubblicità gratis e quella occulta, qui hanno un costo: il pubblico scherno.

    Tzé.

  27. 27 Il 1/10/2009, Hoedts ha detto:

    Tutto interessante. Voglio condividere la mia esperienza. Vivo ad un ora da Napoli, in collina. Quest’anno abbiamo fatto 4 isole, messi i tutor permanenti, ricoperto di paglia. quest’anno, il risultato non è stato “magico”;a parte le patate, talmente enorme che mi hanno soffocato 2 isole!!!Secondo me, prendendo la terra di superficie per creare le isole, mi sono ritrovata una terra più povera. tutte le verdure piantate a piantine sono rimaste “bonsai”. I pomodori sono dimezzati in confronto all’anno scorso (metodo tradizionale).Mais, niente o quasi!!! Se non ci fosse il mercato del paese, moriremmo di fame!!!
    Ho appena rimesso uno stratto di paglia dapertutto.Sedano e basilico sono oggi bellissimi. Stranamente le piante di pomodori stanno ripartendo dalla base, pero con l’inverno che arriva non c’è la faranno quest’anno. E difficile vivere con la “confusione” e le erbacee dopo anni di orto tradizionale. Da notare: ho tantissimi insetti vari e coloratissimi! Ho creato un piccolissimo lagheto ma le rane non sono venute, ci vanno a bere i gatti della vicina che trovanno la paglia davvero calda come letto!!!

  28. 28 Il 28/10/2009, elisa ha detto:

    ciao erbaviola,
    ti scrivo soprattutto perchè spero che chi legge questo post non si faccia un’idea sbagliata su una persona che ha avuto intuizioni importanti e che è il “predecessore della prima rivoluzione agronomica” (parole di emilia hazelip se non erro).
    Dal capitolo COLTIVARE ORTAGGI COME PIANTE SELVATICHE ne “LA RIVOLUZIONE DEL FILO DI PAGLIA” di Masanobu Fukuoka (e dall’intero libro) si può comprendere facilmente che non merita (a mio avviso) le tue parole denigratorie:
    (“non ce la facevo proprio a veder morire tutto in nome di un giapponese ricco sfondato con atteggiamenti da Buddha new age…”) e per vari motivi:

    - perchè Fukuoka stesso ripete in continuazione che le pratiche da lui studiate e sperimentate valgono per il clima di un’isola del Giappone meridionale;
    - perchè è un tipo di coltivazione secondaria che si fa per sfruttare spazi inutilizzati (non servono ettari), per creare biodiversità e per mangiare (NON CERTO PER CAMPARE DI QUELLO, visto che Fukuoka era un venditore di riso, orzo e mandarini);
    - perchè viene specificato che la scelta delle piante è il risultato di esperimenti per vedere quali sono quelle piu’ adatte ai vari tipi di erbacce presenti;
    - perchè dice di sfalciare anche tre volte le erbacce per dare la possibilità alle piantine di venire su (e logicamente lasciare le erbacce sfalciate e sottolineo SFALCIATE li’ intorno in modo che facciano da pacciamatura);
    - perchè consiglia di seminare trifoglio nano insieme agli ortaggi;
    - perchè dice che pomodori e melanzane sono le piante MENO adatte per questo tipo di coltivazione;
    - potrei continuare a darti motivazioni ma penso che ci sia un dato che spieghi molto bene il motivo per il quale non credo sia giusto parlare cosi di lui:

    FUKUOKA AVEVA I CAMPI DI CEREALI PIU’ PRODUTTIVI DI TUTTO IL GIAPPONE senza ararli, affogarli (nel caso del riso) senza dare antiparassitari, diserbare, ecc.. ed era con quelli che campava!!
    Quell’uomo era un grandeeee!! il fatto che era ricco sfondato non c’entra proprio niente. Perchè con l’alta produttività e le spese ridotte al minimo (niente petrolio, niente trattori, ecc) ci campava bene e come.

    Io non smetterò mai di ringraziarlo per il lavoro che ha fatto…

    PS: nella sezione “chi sono” di questo sito internet spieghi perchè ti chiami erbaviola parlando di un tipo di cannabis incrociato con un mirtillo.. AHAHAHAHAHAHAHAHA…. ma questa è fantascienza!!
    La Cannabis Blueberry è semplicemente l’incrocio tra un maschio e una femmina di diverse varietà di cannabis, e SA DI MIRTILLO (tra l’altro non è viola come qualcuno pensa, quella è la PURPLE).
    E’ come dire che un pelargonio odoroso che sa di rosa è l’innesto tra un geranio e una pianta di rosa ;)

  29. 29 Il 29/10/2009, Erbaviola ha detto:

    Cara “elisa” che scrivi con un falso indirizzo email a cui non ti si può rispondere,
    perché tanto astio? :)

    quello sopra è un post del 2006, scritto in tono ridanciano. penso che chiunque passi da quella pagina lo possa intuire facilmente :) Il sito e quella pagina non sono un trattato né su Fukuoka né su altri. Se avessi voluto scrivere un trattato avrei usato un registro diverso, un’impostazione diversa.
    Fai male ad assegnarmi questa autorità di influire sul pensiero della gente. Io credo che chi passa da erbaviola.com sia un buon ascoltatore e percepisca la differenza tra un trattato di permacultura e un vecchio esperimento raccontato in tono ironico e leggero. Penso che al massimo lo troverebbero uno spunto e andrebbero a cercare altre letture, ma in genere chi passa da erbaviola conosce già il discorso permacultura. O il Satyricon, quantomeno.

    In quanto al discorso blueberry cannabis, ti riporto la frase sul sito:
    “Erbaviola è il nome gergale della Blueberry Cannabis, un tipo di cannabis dal colore violaceo che ha un particolare gusto di mirtillo, ottenuta negli anni settanta innestando delle piante di cannabis con dei mirtilli, metodo antico e risultato naturale.”

    un tipo di cannabis dal colore violaceo = ti invito all’osservazione: le foglie virano al viola, sono gli stami ad essere bianco/gialli o arancio/gialli a seconda delle varietà :) Qui ne vedi un paio: http://www.need4seed.com/ La purple è tutta un’altra storia

    che ha un particolare gusto di mirtillo = eh, mi pareva infatti di averlo detto

    ottenuta negli anni settanta innestando delle piante di cannabis con dei mirtilli = ti invito a informarti sugli esperimenti attuati per arrivare alla blueberry negli anni ‘70, magari se sai l’inglese fai prima googlando blueberry +Female juicy fruit thai +Male afghani thai. (Oppure “Hemp Horizons” di John W. Roulac, un ottimo libro su passato e scenari futuri)

    Tu mi pare però che dai l’interpretazione che potrebbe dare un coltivatore degli anni attuali dedito all’idroponica… c’è un po’ di sfasamento temporale/colori… su questo però non posso venirti in aiuto, non sono una coltivatrice diretta di cannabis perché purtroppo in questo Paese è vietato farlo. Ritengo l’idroponica una scempiaggine spreca-acqua da yuppie cittadini, quindi non sperimento nemmeno in questo senso.

    Il tutto chiaramente IMHO. Non sono l’enciclopedia britannica, non tengo una rubrica di giardinaggio su una rivista patinata, non mi spaccio per guru, non guadagno niente dal fare questo sito e ho ricordi delle piante vive di cannabis di parecchi anni fa e nemmeno in questa nazione.

    Sono solo un giullare con un po’ di html attorno, con nessuna intenzione di istruire le masse.

    Ti ringrazio comunque per il tempo che hai voluto dedicarmi :)

  30. 30 Il 29/10/2009, elisa ha detto:

    ciao erbaviola,

    si effettivamente ieri ti ho risposto di getto e devo ammettere di averla presa troppo sul personale ;)
    mi sono sentita offesa da quello che hai scritto per la leggerezza e l’ironia usata per un argomento che mi tocca molto e a cui sono molto legata :)

    scusa per l’irruenza…

    per la Blueberry neanche io sono una coltivatrice e figuriamoci se faccio idroponica.. sono pienamente d’accordo con te al riguardo! Il fatto è che sono stata per qualche tempo con un appassionato/ossessionato che non parlava d’altro se non di erba (come quelli che parlano solo di calcio)… quindi ero convinta che cio’ che diceva fosse vero… visto che lui è davvero un esperto e scriveva su forum come icmag.

    Comunque non conosco l’inglese e quindi non ho capito dove si parla di una pianta di Cannabis incrociata con una pianta di mirtilli… sembra davvero assurdo pensavo si potesse innestare solo con il luppolo.

    Beh, scusa ancora per l’intrusione.
    Per l’email non la do mai su internet… tanto se mi vuoi rispondere lo fai tra i commenti no?

    bau bau

  31. 31 Il 31/10/2009, Teo ha detto:

    Aiuto, Erbaviola! A che punto sei allora? non ci capisco più niente! dopo tutti i commenti al tuo post qui sopra non so più chi abbia ragione di tutti quelli che hanno commentato, e non so più chi ascoltare tra Fukuoka, Hazelip e compagnia bella, non so più la differenza, che credevo di avere un po’ capito, tra agricoltura sinergica, permacoltura eccetera!!! Insomma, aiutami tu….vuoi? e perdonami….:-)Se compro il tuo libro capisco di più? Grazie!

  32. 32 Il 13/11/2009, SImone ha detto:

    Da qualche mese stò applicando i principi di fukuoka a un piccolo orto che ho strappato alla coltivazione tradizionale dei miei nonni. Devo dire che quello che ha scritto Elisa nel precedente commento corrisponde effettivvamente alle idee di Fukuoka. Da parte mia vi posso dire che ho 20 anni e non avevo nessuna esperienza ma sono riuscito a coltivare delle bellissime(e saporitissime)lattughe e biete, migliori di quelle situate a soli 50 cm di distanza e che vengono coltivate dai nonni.
    Quello che mi soprende è il fatto che in soli 4 mesi la terra è visibilmente migliore e tra le piante vivono insetti che non vedevo da anni (sono normali le cavallette a novembre?), ma la cosa più bella è che pur usando insetticidi e fertilizzanti gli ortaggi della nonna sono più piccoli e devastati dalle lumache.
    Per evitare erbacce basta seminare trifogli, sfalciare le malerbe, estirpare solo quelle poche che crescono troppo e usare la pacciamatura (gli sfalci stessi o foglie di alberi)per soffocarle. Oltretutto per alcuni insetti le piante aromatiche (prezzemolo, basilico salvia, menta, rosmarino, e finocchio selvatico)che crescono selvatiche nell’orto sono repellenti.

  33. 33 Il 6/01/2010, Paolo ha detto:

    Care Elisa ed Erbaviola
    Il signor Fukuoka non avrebbe mai voluto vedervi così alterate.
    E’ paradossale che sia stato proprio lui a gettare il seme della discordia tra di voi.
    Seme che gazie al metodo Fukuoka non ha germogliato; o se ha germogliato è nascosto tra il trifoglio che ne soffocherà lo sviluppo guadagnando finalmente lo status di erbaccia…
    Anche io metto in pratica dei metodi riconducibili alle idee di Fukuoka e di Mollison. Amo gli scritti di Fukuoka perché ci spiega che non si può fare agricoltura con l’agricoltura. Spero sia chiara la non idea.
    La mia esperienza è che bisogna osservare e dimenticare continuamente. Osservare, osservare, dare tempo alla terra e avere molti molti quattrini.
    Io ho raggiunto risultati incredibili in dieci anni di attività. Ho cominciato ad interessarmi a questi metodi che avevo circa vent’anni. Oggi coltivo per l’autoconsumo circa un ettaro di terreno a rotazione. Semino tutto a spaglio con o senza palline di argilla. La terra è vivissima. Faccio una vita molto semplice. Sono felice. Come dice Fukuoka “l’uomo un tempo viveva di estasi naturali … e anche i contadini scrivevano versi”. E diceva anche ” Simone, strappa ai tuoi nonni anche il resto dell’orto. Cavallette e lumache verranno a te. Mangiale!” Il discorso sulle proteine animali è ricchissimo…
    Vi saluto

  34. 34 Il 6/01/2010, Erbaviola ha detto:

    … ma perché io ho l’impressione che la maggior parte di quelli che passano da questa pagina si limitano a leggere la parola Fukuoka e partono in quarta con l’apologia del maestro giapponese? …

    magari mi sbaglio, però…

    Paolo, grazie per la tua testimonianza, spero che almeno il tuo indirizzo email sia vero perché ti sto scrivendo un messaggio :)

  35. 35 Il 9/01/2010, daniela ha detto:

    Ciao,
    io ho letto Fukuoka e ho trovato molto molto bello il suo libro, La rivoluzione del filo di paglia.
    Sono “milanese” di nascita, vivo in Liguria per scelta, da 10 anni circa.
    Vivo a 3 km dal mare e ho un orto/giardino di circa 1000 mq….
    Sto cercando di mettere in pratica alcuni suggerimenti suoi e di Morrison e altri, al solito leggo molto, sono bulimica in fatto di letture, e traggo quel che ricordo…
    Un risultato ottimo l ho raggiunto con la pacciamatura, anche intorno agli alberi da frutto…un terreno fantastico, morbido, ricco, tanti bei vermi…. :-)
    M anche tante tante lumache, limacce…..ho risolto con le galline…
    metto fettine di patata in terra, il giorno dopo sono piene di lumache…e le tiro alle galline…
    Vi pare crudele ? Forse si….ma meglio dei veleni ! :-)
    Riassumendo, penso si possano avere spendidi spunti….poi il tutto va personalizzato e localizzato……
    un abbraccio Daniela

  36. 36 Il 28/01/2010, Raffaella ha detto:

    Ciao Erbaviola,
    anch’io ho da poco (settembre 2009) letto il libro di Fukuoka ‘La rivoluzione del filo di paglia’ e presa dall’entusiasmo ho voluto provare: le cipolle trapiantate in autunno sono totalmente ricoperte di erbacce ed hanno filato: proprio oggi ho passato gran parte del pomeriggio ad estirlarle chiedendomi se mai fossi riuscita a coltivare un orto secondo i principi della permacultura (Ho letto anche Bill Mollison e visionato i video della Hazelip). In certi momenti mi riconosco nello stato d’animo che hai avuto tu con i tuoi primi esperimenti, ma mi piacerebbe molto ricevere consigli da chi ha fatto più strada di me(es.Paolo) e qualche risultato l’ha ottenuto. Magari tu potresti fare da punto di congiunzione tra chi ha qualche consiglio da dare e chi ha bisogno(come me) di riceverlo. Comunque, se c’è riuscita questa adorabile vecchietta (Ruth Stout’s: http://www.youtube.com/watch?v=A9ReIotPNVM&feature=player_embedded) ci riuscirò anch’io,no?

  37. 37 Il 28/01/2010, Erbaviola ha detto:

    CHIUNQUE ci riesce, basta un po’ pazienza. Quello in cui invece a quanto pare non può riuscire chiunque è la comprensione dell’ironia ;)

  38. 38 Il 19/04/2010, luca ha detto:

    ciao a tutti…
    se posso dire la mia la dico.
    giocare con la terra e i semi è l’esperienza piu’ reale che si puo’ fare in questo pianeta…
    …ma giocare con le parole bisogna essere veramente bravi per non essere fraintesi (vedi l’ironia di erbaviola).
    vi consiglio, perche’lo sto’provando anch’io, di leggere il bel libro di Rosemberg “le parole sono finestre oppure muri”…
    è molto bello condividere le nostre esperienze e i nostri punti di vista.. ma i conflitti lasciamoli pure ai nostri dittatori che giocano alla guerra.
    buona vanga a tutti!!

  39. 39 Il 8/06/2010, free ha detto:

    ciao Erbaviola, ci siamo già scritte sul sito di Promiseland.
    Ho avuto la fortuna (non posso che chiamarla così) di passare la mia infanzia in campagna e tutt’ora ho una seconda casa in campagna dove mi diletto a coltivare l’orto e a seguire il frutteto. Dai miei nonni (spt la nonna visto che il nonno l’ho perso troppo presto) ho imparato a seguire i ritmi naturali e a prendermi cura di animali e piante con il rispetto che si deve a esseri viventi in gran parte sconosciuti all’uomo. Lo dico perchè credo che nessuno abbia la verità in tasca per far nascere ogni anno verdure meravigliose, saporite e in quantità ottimale o andar sempre d’accordo col proprio cane/gatto senza rischiare mai un morso o un graffio. Purtoppo nessuno sa come “gestire” al meglio la natura.
    Volevo anche dire che non sono nè vegana o vegetariana, nè seguo particolari filosofie di vita o metodi di lavorazione del terreno. Amo il biologico inteso come 1) coltivazione di prodotti tipici della zona o che ben si adattano senza uso di pesticidi, 2) uso del letame, 3) rimozione delle erbacce e 4) irrigazioni regolari.
    Insomma il “metodo” del contadino….

    Posso solo consigliare a tutti (preciso che lo dico senza voler dare lezioni, considerando che scrivere in un blog non è come parlarsi a tu per tu) di essere semplici nell’approciarsi al giardinaggio (o cura di orto/frutteto) come facevano i nostri nonni. E’ vero che molte cose son cambiate (ad es., mio nonno non irrigava e non potava visto che il clima e i vicini glielo permettevano!!!) ma direi di non esagerare a seguire strane metologie che hanno ben poco di italiano (e non sono una patita nazionalista….)
    W la semplicità!

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