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da sinistra: ignoto, ing. Hunt Oil, i due architetti della Regione, sindaco di Calderino
Appelli & Boicottaggi, Giorno per giorno

STATE ATTENTI AL VOSTRO TERRITORIO

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Sono appena tornata dall’istruttoria pubblica per la ricerca degli idrocarburi in appennino. Se ne parlava qui non molto tempo fa.

Riassunto: una società americana, la Hunt Oil Company, vuole trivellare la zona appenninica tra la provincia di Modena e quella di Bologna per cercare metano. Il Ministero dell’Economia e Finanze ha già detto “ma certo, perché no? Bellissimo!” e ha rimandato la valutazione dell’impatto ambientale alla Regione Emilia Romagna. Chiaramente qualche comune e qualche associazione è insorta perché verrebbe distrutto un territorio, con relativi rischi altissimi per la salute date le procedure altamente invasive di estrazione. Così si arriva all’Istruttoria Pubblica, prevista per legge, in cui la Hunt Oil deve fornire le sue “controdeduzioni”. In sostanza, deve rassicurare i cittadini e la Regione Emilia Romagna sul basso impatto ambientale e i vantaggi dell’avere un pozzo di estrazione davanti a casa.

Oggi:

Sindaci presenti: Loiano e Calderino, che era anche il comune ospitante quindi… lo contiamo? Gli altri sindaci invece si stavano duramente guadagnando il loro stipendio altrove. Tutti. E’ incredibile quanti impegni ci siano il giovedì alle 18.00, vero?

La Regione Emilia invece ha pensato bene di mandare solo due architetti dell’ufficio tecnico a farsi massacrare dai presenti, che peraltro ne avevano ben donde. A un certo punto mi facevano anche un po’ pena. All’inizio no, all’inizio li avrei voluti attaccare al muro con la sparachiodi e obbligarli a firmare una liberatoria per trivellare casa loro. Poi invece ho capito che non prendevano appunti perché sapevano già tutto e quando facevano finta di parlare tra loro era solo perché la pressione dal pubblico era tanta e non sapevano più dove guardare. Io alla fine li capisco, al posto loro mi imbarazzerei tantissimo a star lì a sostenere delle decisioni che non ho preso io e cercherei almeno di distrarmi giocherellando con l’iphone o mettendo giù la nuova sceneggiatura ipotetica di Star Wars se Darth Vader fosse stato uno hobbit trans.

La Hunt Oil ha mandato un ingegnere toscano che ne sapeva (o voleva far credere di saperne) meno di tutti. Nell’occasione ha scoperto con sorpresa alcune gabole legislative italiane che gli permetterebbero di farsi approvare un piano per la ricerca di un tipo di idrocarburi e passare brevemente a ben altre ricerche (oh! meraviglia!), ha appreso anche che la sua società sarà pure un colosso in USA, ma in Italia è composta da due srl il cui capitale sociale fa in tutto ventimila euro (“ma sono società dormienti!”… e appena si svegliano vedi, trivellano tutto e pagano i danni in noccioline… con ventimila euro di capitale a  responsabilità limitata cosa vuoi ripagare?!). Insomma, una bella serata anche per lui che però ha portato delle slide, questo bisogna dirlo. Sono nelle foto sopra, se qualcuno vuole informarsi sui vecchi template di Power Point: per qualsiasi altro uso non servono.

Bisogna dire che c’era anche il Defranceschi, quello dei commenti qui: è arrivato, ha salutato i suoi fan, ha fatto una domanda al tipo della Hunt Oil, poi se ne è andato. La risposta gliela riferiremo, è arrivata dopo un’ora e mezza che era andato via. Non che fosse un granché la risposta, ma insomma… educazione vuole che quando fai una domanda, ascolti la risposta. Soprattutto se intaschi 2500 euro al mese più spese per occuparti esattamente di queste cose. Io, che invece ero lì gratis, son rimasta fino alla fine. Ma d’altra parte io non pubblico nemmeno le mie foto in mutande su facebook. Non son proprio tagliata per la politica, io.

C’erano due rappresentanti di Legambiente, è la prima volta che – finalmente! – son contenta che esista Legambiente. Stasera gli abbuono la goletta, và. Chiari, precisi, dritti al punto e senza troppi fronzoli. Bravi.

C’era tanta gente comune e rappresentanti locali. Erano i più preparati, a parte quelli di Legambiente sopra. Parecchia gente con documentazione al seguito, idee chiare e voglia di difendere il proprio territorio. Un piacere ascoltarli. Purtroppo, sembra che non saranno loro a decidere.

In sostanza: sappiamo quello che sta succedendo, quindi state attentissimi nei vostri territori. Queste aziende arrivano, aprono in Italia delle srl con un capitale minimo, presentano progetti che il Ministero dell’Economia per qualche motivo approva. Attraverso una serie di facilitazioni legislative devastano i territori in cui trivellano (è già successo in Abruzzo e Basilicata, di recente) e se fanno danni non ne rispondono perché hanno il capitale sociale del vostro panettiere. In più pagano delle royalties allo stato, alle regioni e ai comuni interessati solo dopo il superamento di un tot di metri cubi di estrazione… a cui facilmente non arrivano. Quindi non solo guadagnano sul tuo territorio e lo devastano, ma tu ne avrai solo i costi puri: crollo del turismo, innalzamento spesa sanitaria, spese mantenimento strade più elevate ecc.
Cosa si può fare contro questa gente?
In sostanza, i comuni non possono opporsi alle regioni, le regioni non possono opporsi al Ministero MA la gente può fare tanto. Può dire di no. Può prendere a calci nel culo il suo sindaco affinché partecipi a queste riunioni e si guadagni la pagnotta (ringraziate che il mio sindaco ha partecipato e ce l’avevo anche seduto di fianco, sicché rimarrò fuori di galera per ora), può costituire un comitato e presentarsi a tutte le riunioni in merito che vengono tenute nei comuni coinvolti e in Regione, può dire di NO finché le orecchie di questi devastatori non si spaccheranno. Si può fare. Ma attenzione, non affidatevi MAI solo ai politici. I politici per la maggior parte vanno a queste riunioni quando proprio obbligati, fanno la marchetta di presenza e se ne vanno a farsi gli amatissimi cavoli loro. Se va bene gliene frega poco, altrimenti un emerito niente. E’ il nostro territorio, è nostro, non loro. Difendiamolo, si può fare!

In quanto alle trivellazioni & c. scriverò qualcosa di più sensato e dettagliato altrove, a breve, non è questa la sede per farci venire l’orchite a suon di numeri e dati. Però. Una cosa, l’ultima e la più importante.

Il fotovoltaico, mannaggialamiseriaaaaaa! Il fotovoltaico!  Ma che si trivellino il bus del cul in Texas, se proprio ci tengono, ma qui vogliamo il fotovoltaico! E se non basta, spengiamo qualcosa in più, consumiamo meno! Non c’è bisogno di provocare cancri, devastazioni di territori, depressione di aree, frane e radiazioni ionizzanti (leggete le slide, lo dicono loro!!!) per cosa? Il riscaldamento???  Ma stiamo scherzando?

Un pozzo di estrazione metano costa 12 milioni di euro. Sapete quanti pannelli fotovoltaici ci si comprano?