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detersivi naturali

prima e dopo la pulizia senza fatica dell'argento
Detersivi naturali

COME PULIRE L’ARGENTO NATURALMENTE E SENZA FATICA

prima e dopo la pulizia senza fatica dell'argento

Questo è un metodo semplicissimo a fatica zero ed è anche un gioco divertente da fare con i vostri figli se volete spiegargli le basi dell’elettrochimica. Magari anche per spiegargli come le multinazionali della chimica hanno imposto prodotti meno efficaci e inquinanti convincendo le persone che senza i loro prodotti non si può fare niente. Nulla di più falso, si può fare e anche molto meglio, senza inquinare.

Veniamo subito all’utile, ovvero pulire l’argento, una cosa odiosa di solito, tanto che molti evitano come la peste questi oggetti in giro per casa. Lo capisco, mi sono disfatta della gran parte di quelli che avevo anni fa e ho tenuto solo alcune cose di famiglia. Ma non mi annoio a pulirle, si puliscono da sole!

Visto il risultato nella foto? Perfetto, potete farlo anche voi in cinque minuti.

Vi servono:

– un ciotolone o una grossa pirofila in vetro o pirex, abbastanza grandi per contenere quello che dovete pulire

– carta di alluminio per cucina. Se dovete pulire solo dei gioielli in argento, va benissimo un piccolo contenitore in alluminio per alimenti, riutilizzabile molte volte

bicarbonato di sodio

– sale da cucina (cloruro di sodio)

ingredienti pulizia argento - erbaviola.com

 

Misurate la capacità del vostro contenitore in litri, riempiendolo fino a 3/4 di acqua. Versate l’acqua in una pentola e portatela a ebollizione.

Intanto che bolle, foderate di alluminio la ciotola con il lato più lucido verso l’interno. Io ne ho una molto grande che uso solo per questi lavori (o un giorno se mi capiterà di fare un’insalata per 30 persone…)

pulizia argento ciotola alluminio erbaviola.com

Calcolate 2 cucchiai di bicarbonato e 1 cucchiaio di sale per ogni litro di acqua e versateli nella ciotola foderata.

sale bicarbonato di sodio alluminio - erbaviola.com

Appena l’acqua comincia a bollire bene, versatela nella ciotola. Si leverà una fumatina bianca e sentirete uno sfrigolare e frizzare: nessuna paura: se avete rispettato le dosi non schizza e soprattutto non fa male né come fumo né a contatto.

versare l'acqua bollente nella miscela - erbaviola.com

Preparatevi con un paio di guanti di gomma a immergere gli oggetti nell’acqua bollente. Potete aiutarvi anche con una pinza da fritti. I guanti servono solo a non scottarsi, questa miscela non è per nulla tossica o irritante per la pelle come tutti gli altri detersivi per pulire l’argento.

Importante: una parte dell’oggetto d’argento deve sempre toccare una parte dell’alluminio in acqua (vedi alla fine la spiegazione della pila chimica).

Ho selezionato alcuni oggetti diversi per fare esempi concreti di come gestire questo tipo di pulizia facilissima. Partiamo dalle posate in argento, una vera rogna soprattutto se sono lavorate con scanalature o se non vengono utilizzate da anni. Con altri metodi ci vorrebbe almeno un’ora.

ESEMPIO 1: posate d’argento, io le inserisco prima di tutto il resto e le lascio in ammollo mentre pulisco gli altri oggetti, le tolgo solo alla fine e sono splendenti. Quindi per prima cosa: dentro tutte le posate! Come vedete dalla foto, sono una serie di palette da gelato e forchettine da dolce molto ossidate che non vengono pulite da parecchio tempo. Dentro tutto e dimentichiamocele. A metà pulizia degli altri oggetti le ho tirate fuori per vedere a che punto erano e… guardate che differenza dopo pochi minuti!

pulire le posate d'argento - erbaviola.com

ESEMPIO 2: un silver plated, in questo caso una ciotola. Il silver si pulisce subito: ovvio, è solo una lamina di argento su metallo di altro tipo, non può ossidarsi in profondità come le posate. Quindi alla ciotola di silver basta un veloce bagno di due minuti ed esce spendente! Asciugare subito con un panno pulito, altrimenti l’oggetto bagnato tenderà subito ad ossidarsi (acqua + ossigeno nell’aria…).

pulizia argento ciotola Joseph Hoffmann - erbaviola.com

3) ESEMPIO 3: affarini rognosi con parti da non bagnare. Ecco un affarino davvero rognoso e dal design discutibile, ma ci serve per l’esempio. Questo è difficile da pulire per finta, nel senso che l’orologio si può togliere e l’elefantino può essere immerso senza problemi nella soluzione. Ma facciamo finta che non si possa togliere l’orologio e quindi ci sia una parte dell’oggetto che non va assolutamente bagnata. Basta procedere per parti immergendo l’oggetto man mano da una parte e dall’altra, controllando sempre che almeno un punto tocchi l’alluminio sott’acqua.

pulizia argento orologio - erbaviola.com

ESEMPIO 4: il servizio da té. Se i pezzi sono troppo grandi per la ciotola, come nel caso di questa teiera, basta immergerla prima per un pezzo e poi per un altro, non rimarranno i segni dei diversi bagni, l’ossido si toglierà in modo uniforme ovunque.

pulizia argento servizio da té - erbaviola.com

 

Ed ecco il prima e il dopo!

Magia o scienza? Scienza, ovviamente. Ho in pratica realizzato una pila chimica.  In pratica, la patina di ‘sporco’ sull’argento non è altro che ossido. Io ho fatto reagire l’alluminio, il sale e l’acqua per ottenere un’azione di ossido-riduzione, ovvero uno scambio di elettroni da una specie chimica a un’altra. Versando acqua calda sul sale, ho creato una soluzione salina. La soluzione salina insieme al catodo (argento) e all’anodo (alluminio) ha dato vita alla pila. In pratica, in questa reazione elettrochimica, l’argento si riduce, ovvero perde l’ossidazione, trasferendola all’alluminio che al termine dell’operazione infatti appare opaco e consumato.
E il bicarbonato? Aiuta a sciogliere altri tipi di sporco che fanno da protezione all’ossidazione, per esempio i grassi che possono depositarsi su soprammobili e posateria.

prima e dopo pulizia argento con pila chimica - erbaviola.com

Voilà! 5 minuti per fare tutto.
(Più altri 5 per rassicurare l’uomo di casa che ha trovato quest’apparecchiatura al posto della colazione: no, non ho invitato Queen Elizabeth per un té, tranquillo!)

argento pulito con la pila chimica - erbaviola.com