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latte di avena

FORMAGGI VEG. Latte, yogurt e formaggi vegetali fatti in casa
Autoproduzione, Libri, Ricette

FORMAGGI VEG. Latte, yogurt e formaggi vegetali fatti in casa

FORMAGGI VEG. Latte, yogurt e formaggi vegetali fatti in casa“, Edizioni Sonda. E’ arrivato!!!

Lo so che molti non ci speravano più, mi davano per dispersa nella jungla delle manie perfezioniste o scappata in Australia con tutte le ricette. Invece, grazie a Antonio Monaco e Paola Costanzo di Edizioni Sonda, sono stata bloccata alla frontiera, tirata giù dall’albero del perfezionismo e convinta che il lavoro era ok, bisognava solo impaginarlo. Ci vuol pazienza con me… voi lo sapete.

Comunque, a parte aver portato quasi all’esasperazione l’editore, eccolo qui il malloppone! Più di 600 foto, 39 ricette di formaggi illustrate passo passo, precedute da tutte le ricette e i segreti per latti vegetali con anche yogurt di ogni genere.

La cosa che mi soddisfa di più sono le ricette illustrate passo a passo. Continue Reading

Latte di avena & Biscotti di avena
Autoproduzione, Conferenze & corsi, Giorno per giorno, Ricette

YOGURT DI AVENA & BISCOTTI ALL’OKARA DI AVENA

Ricetta del latte di avena & Frollini di okara di avena

L’argomento non è casuale, è una ricetta per disinnescare il buonista.

L’invito a parlare di buonismo è arrivato da Barbara che a gennaio ha fatto partire un contest sul suo sito, il tema è il buonismo, far finta di essere buoni, in pratica. Io non amo partecipare ai contest perché in genere sono solo mezzi noiosi con cui persone buoniste si presentano con una patina di buonistica socialità per attrarre più visite al proprio sito. A volte ne vedo alcuni interessanti e sinceri, ci mancherebbe, ma sempre in momenti in cui non ho proprio tempo o ispirazione per partecipare. Quindi va a finire che per nausea da buonista o mancanza di tempo/ispirazione non partecipo quasi mai.
Ma se pensate che la mia opinione sul buonismo sia questa sui contest ‘buonisti’… no, troppo facile.

Alcuni tipi di buonisti io li metto ad honorem tra i peggiori vampiri energetici. Il tipo di cui vorrei parlare è il promotore/organizzatore/presidente di associazioni-qualcosa che ha scelto di essere fintamente etico solo per mettersi in tasca dei soldi. Altrimenti detto il Furbacchione Buonista.
Questi tipi di figuri fanno leva sui tuoi buoni sentimenti, magari sul tuo attivismo, ti chiedono di partecipare a qualche evento per portargli pubblico e dargli credibilità, dopo di che ti accorgi inevitabilmente che stai lavorando gratis e loro stanno incassando dei bei soldoni dal tuo lavoro. Cosa c’è di meglio che avere dei lavoratori convinti e gratuiti, che si impegnano al massimo per te? Immagino che sia capitato a molti di incrociare questi furbacchioni.
Ma non mi voglio dilungare nella descrizione di questi figuri: se qualcuno fa attivismo, specialmente in campo animalista o volontariato nel sociale, li conosce benissimo. Quello di cui vorrei parlarvi è del come disattivarli e lo vorrei fare con un piccolo aneddoto in cui si riconoscerà sicuramente uno di questi personaggi. Ma è solo esemplificativo per i tanti che hanno deciso che il settore bio-eco-green-qualcosa sia composto da cretinetti facili da imbrogliare a vantaggio dei loro tornaconti.

Yogurt di avena & Biscotti di okara - ricetta

La mia soluzione è: non solo si possono disattivare questi buonisti con un po’ di furbizia, ma li si può buttare con un bel calcione sulla strada giusta, così che da buonisti diventino buoni davvero. O quasi. O facciano almeno qualcosa di buono.

Un giorno vengo contattata dal presidente di un’associazione che si occupa di quello che io chiamo in stile morettiano “faccio-cose-vedo-gente”, ovvero il solito guazzabuglio di eco&etico di tutto e niente. Mi chiede di andare piuttosto lontano da dove vivo, per una conferenza in cui si parlerà anche di cambiamento di stile di vita con esempi e percorsi di vita concreti. Il tutto gratis, chiaro, perché lui ci copre solo le spese vive, lo fa per passione, perché ci crede sul serio e giù una lista di buoni motivi e nomi di altri oratori accreditati. La sala la dà a titolo gratuito il Comune, per dire quanto sono bravi e importanti.
Gratis per lui, non gratis per me. Il treno, la benzina, il b&b, i pasti io li pago come tutti i comuni mortali. Quando una conferenza è gratis e non c’è rimborso spese, per l’oratore è un costo.
Una volta arrivata sul posto, vengo però a conoscenza del fatto che la conferenza che io faccio gratuitamente, ha invece un biglietto di ingresso di ben 30 euro a persona e che gli oratori menzionati come partecipanti sarebbero stati invece presenti in altre giornate. Niente tavola rotonda, ma un monologo, “per darti più spazio” dice il Furbacchione Buonista. Ma non è finita. Scopro con orrore che i presenti si aspettano da programma che io gli fornisca una formula magica per cambiare vita, per trovarsi il secondo dopo l’uscita dalla conferenza a vivere in campagna, in modo sostenibile, correre felici per i prati e avere un sacco di tempo libero. Ecco, a trasformarmi in un fenomeno da baraccone ci hanno provato in molti, ma di solito mi propongono di scrivere cose tipo “Il segreto per cambiare vita”, non mi cambiano il programma di una conferenza gratuita in un monologo a pagamento in stile Rhonda Byrne!
Dieci minuti per decidere. Cosa fare?
Ascoltare la rabbia in ebollizione ed esplodere insultando il presidente dell’associazione? No, sarei passata per una pazza isterica e pochi avrebbero capito cos’era successo.
Ascoltare l’istinto di conservazione e darsela a gambe prima che la trasformazione in Rhonda Byrne avesse inizio? Anche qui non avrebbero capito: “ho pagato trenta euro e se ne va?!”. Vagli a spiegare che i trenta euro non sono per te ma per il Furbacchione Buonista!
Impiegare i restanti cinque minuti per dimostrargli che stupido non è sinonimo di etico ma di Furbacchione Buonista? Oh, sì.

La conferenza inizia. Parlo di quello di cui parlo di solito, a braccio come faccio di solito, infilo qua e là riferimenti al fatto che essere buoni paga, che per cambiare il mondo dobbiamo cambiare da subito, oggi non domani, e bisogna farlo tutti nella stessa direzione, partendo anche da cose piccole. Per farlo da subito, chiedo ai presenti di indicarmi delle necessità della zona, ne seleziono tre affrontabili senza Hulk e una rivoluzione, poi chiedo a loro di votare una delle tre da affrontare subito. Vince la sistemazione di un parco giochi abbandonato e sporco che tutto sommato potrebbe essere risistemato a mano dai presenti, con un po’ di pulizie, guerrilla gardening e una piccola colletta in tutto il quartiere per un’altalena e due panchine nuove. Ci diamo all’organizzazione, fino ad eleggere due partecipanti come referenti per il progetto, uno dei quali è un consigliere comunale che si incarica anche di parlare con il sindaco. L’altro gestirà un gruppo online per tenersi in contatto e informati, dividersi i compiti ecc.
La conferenza sembra essere finita con tutti carichi e motivati a cominciare subito a mettere in atto questo progetto.
Ma io so che non è finita qui.
Chiamo con grandi complimenti l’organizzatore sul palco, che ovviamente arriva tronfio del successo, chiedo un applauso per l’ottima organizzazione, lui si compiace visibilmente ed è allora che annuncio: “Vi ringrazio, è stata una giornata meravigliosa con persone meravigliose! Con un rapido calcolo a occhio sul numero dei partecipanti, direi che l’Associazione ha raccolto circa tremila euro e credo che Furbacchione Buonista sarà sicuramente d’accordo nello scegliere il progetto del parco giochi come attività a cui destinare questi fondi! Vero?” Sorrido. Sbianca. Applauso fragoroso del pubblico.
Il progetto è stato realizzato.
No, inutile che andate a sbirciare nella sezione “Eventi & conferenze” del sito. L’ho tolto, nel racconto ho anche cambiato cifre e progetto perché se zuccheri un buonista fino a farlo diventare buono, magari non solo per quella volta, non è giusto metterlo poi alla pubblica gogna. Io sono certa che ha capito e voglio sperare che sia cambiato, non solo per quella volta. Sono sicura di sì.

Per inzuccherare il buonista, propongo una delle mie ricette preferite del momento: lo yogurt di avena. Siccome però del buonista e dell’avena non si butta via niente, con l’okara di avena avanzata, ho fatto i biscotti.

Latte di avena & Biscotti di avena

Yogurt di avena

Ingredienti
850 ml di latte di avena
starter (come starter si può usare: rejuvelac, fermenti lattici per vegan, oppure 1 vasetto da 125 gr di yogurt di avena naturale, a temperatura ambiente)
sciroppo di agave
stecca di vaniglia

Attrezzi
Un termometro per alimenti
Una caraffa oppure una yogurtiera
Una coperta calda
Una pentola per riscaldare il latte

Procedimento

Preparare 850 ml di latte di avena. Se come me lo fate in casa con una macchina per latte vegetale, va fatto con fiocchi di avena e bisogna ripetere il procedimento due volte, per ottenere un latte ‘forte’ e più denso. Riscaldare il latte in una pentola, finché non raggiunge la temperatura precisa di 40°C. Versare lo starter a temperatura ambiente (si intende tra i 20 e i 35°C, se non li raggiungete basta tenere lo starter nel forno con la sola lampadina accesa fino al raggiungimento della temperatura) nel latte e mescolare delicatamente. Verificare la temperatura, deve essere tra i 36 e 40°C, in caso sia inferiore procedere con il riscaldamento come sopra. Versare tutto in una caraffa tiepida (basta sciacquarla con acqua calda) o nella yogurtiera e coprire l’apertura con l’apposito tappo o un piattino. Avvolgere la caraffa o la yogurtiera in una coperta calda e lasciarla riposare in luogo tiepido, al riparo da correnti d’aria, per 8-10 ore. Più riposa, più si addensa. Non superare le dieci ore, oltre questo limite di tempo, produce il siero e tende a un sapore spiccatamente acido. Dolcificare con sciroppo di agave e insaporire con una grattatina di vaniglia dalla stecca.

Biscotti all’okara di avena 

L’okara è la parte di polpa dei fiocchi di avena che resta dopo aver fatto il latte di avena. Ottima, perché già dolce di suo, sia nell’impasto dei dolci che nei ripieni, creme o per addensare le zuppe.

Per i biscotti di okara, basta amalgamare in una ciotola 100 gr di okara di avena (se è molto asciutta aggiungere del latte di avena, deve assomigliare a una pappina), 2 cucchiai di zucchero di canna grezzo, 1 cucchiaio di malto di orzo, 100 gr di nocciole tritate, 50 gr di fiocchi di avena, 50 gr di uvetta sultanina già idratata, 1 pizzico di bicarbonato di sodio,  80 gr di olio di semi di girasole spremuto a freddo. Si deve formare un impasto consistente ma friabile e un po’ unto, come di norma per i frollini. Fare delle palline uguali e schiacciarle formando dei biscotti tondi, aiutandosi magari con uno stampino o un bicchiere piccolo. Infornare in forno statico per 10 minuti a 180°C. All’uscita dal forno saranno un po’ morbidi, si induriscono raffreddando.

 
Approfondimento video:

In questa puntata di Geo&Geo, Rai3, dimostro in diretta come fare il latte vegetale manualmente e con una macchina apposita, in questo caso la SoyaJoy.