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LATTE DI SOIA

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COME SCEGLIERE LA MACCHINA PER IL LATTE VEGETALE

Vegan Star macchina per latte vegetale Veganstar erbaviola.com

Dopo la pubblicazione di Formaggi veg e spesso al termine degli showcooking su latte e formaggi vegetali, ricevo domande sulle caratteristiche delle macchine per fare in casa le bevande vegetali o macchine per latte vegetale. Prima di riassumere tutto quello che ho imparato in questi anni di uso delle macchine per latte vegetale, vorrei fare una premessa, per me doverosa: si può anche fare senza. Ovviamente ognuno ha le sue esigenze e ognuno di noi ha dei consumi diversi e un modo personale di cucinare.

Io devo dire che visto l’alto consumo che facciamo di latte di soia, riso, avena, mandorle e i miei esperimenti, la macchina è molto utile ed è stata ammortizzata in breve tempo, nonostante in casa siamo solo in due. In effetti, per il mio caso, il procedimento manuale è un risparmio solo quando devo fare cinque litri per un po’ di scorta di tofu, ma quando devo fare un litro per un formaggio veg o per il consumo quotidiano, con la macchina sporco meno pentole, consumo meno acqua e l’elettricità consumata è simile visto che l’alternativa alla macchina è il frullatore a boccale o a immersione.

Valutazione dell’acquisto sulle quantità prodotte

Per fare più litri insieme, è più funzionale il frullatore a immersione, perché le macchine in genere lavorano su 100 gr di legume o cereale e 800-900 ml circa di acqua per ottenere un litro abbondante di bevanda vegetale. Se si consuma un litro ogni due giorni, la macchina è un buon investimento. Se si consumano due litri al giorno, bisogna valutare personalmente se è più impegnativo fare un ciclo a mano o due con la macchina, perché ne serviranno appunto due.

latte di soia, quali costi con la macchina per il latte vegetale erbaviola.com

La differenza tra procedimento manuale e con macchine

In generale il procedimento con la macchina è molto veloce e non sporca la cucina. Si inserisce tutto nella macchina, acqua e legume/cereale nelle dosi indicate, si aziona e in massimo venti minuti si ha un litro abbondante di bevanda vegetale senza ulteriori interventi da parte nostra. Il vantaggio è ulteriore se, come nel caso delle macchine con filtro interno, troveremo anche l’okara già separata dal latte, senza doverla filtrare con il telo o il colino.
La bollitura in pentola del procedimento manuale viene sostituita dalla cottura che fa la macchina. La frullatura con frullatore a immersione del procedimento manuale viene sostituita dalla frullatura interna della macchina, durante la cottura. Le macchine non vanno aperte durante tutto il processo, non c’è pericolo di tracimazioni per eccessivo bollore perché la temperatura viene mantenuta costante dal sensore interno o da un sensore meccanico.

La differenza fondamentale tra macchine per latte vegetale: con filtro interno o filtro esterno

Le macchine a filtro interno trattengono il legume/cereale nel cestello. Viene cotto e sminuzzato nel cestello interno, mentre l’acqua passando fuori e dentro le maglie del filtro si trasforma nella bevanda vegetale.

soyajoy erbaviola.com macchina per latte vegetale filtro interno Soya Joy

Nelle macchine con filtro esterno, la soia viene introdotta insieme all’acqua nella caraffa, senza restarne separata. La macchina effettua una cottura e frullatura della soia e all’apertura si trova una “zuppa” che va filtrata, di solito con un colino a maglie fitte contenuto nella confezione della macchina stessa. Nel colino resta l’okara, quello che passa attraverso il colino è la bevanda vegetale.

veganstar Vegan Star erbaviola.com macchina per latte di soia a filtro esterno

Le caratteristiche di una buona macchina

Negli anni e nell’uso di più di una di queste macchine, la visione di prodotti acquistati da amiche e le informazioni che ho ricevuto da alcune gentilissime lettrici, ho messo insieme questi punti fondamentali per l’acquisto di una buona macchina.

Devono essere in acciaio: il blocco motore, il supporto lame, le lame, la caraffa e il filtro se interno. Le macchine con boccale/caraffa in plastica costano molto meno ma rendono anche molto meno. Si rompono più facilmente, durano poco, hanno una scarsa capacità di mantenere costante il calore o di trattenerlo. Inoltre se prodotte in Cina, potrebbero avere un tipo di plastica che diventa pericolosa con il riscaldamento, liberando in qualche caso delle diossine.

Per quanto riguarda le altre parti in plastica: si usurano presto e in generale non reggono velocità alte, quindi di solito le macchine con boccali e parti in plastica raggiungono velocità inferiori, dando come risultato una triturazione imperfetta o molto grossolana. La conseguenza più classica è un latte di soia con un sapore molto “fagioloso” che lascia la bocca con una sensazione di asciutto o di aver bevuto un frullato di carta bagnata. E’ appunto il legume cotto male e tritato in modo troppo grossolano. La conseguenza è peggiore con l’utilizzo di cereali: fanno dei pastoni impossibili da filtrare o un effetto viscido per la liberazione di mucillagini dovute alla eccessiva permanenza di alcuni cereali in acqua senza che vengano tritati adeguatamente. Un caso classico è quello del latte di avena, che senza una buona macchina è veramente difficile ottenere.

Il motore deve avere una prestazione di almeno 200 W (non il consumo che è da 600 a 800W, ma la potenza del motore). Le macchine con motore da 250W sono in genere quelle che funzionano meglio perché possono garantire un numero di giri sufficienti alle lame per sminuzzare tutto nel modo migliore e più sottile. Se volete capire la differenza, mettete 50 gr di soia e 500ml di acqua in una ciotola, lo stesso in un’altra ciotola. Prendete il minipimer e usatelo su velocità 1 nella prima ciotola. Poi nella seconda ciotola utilizzatelo con la velocità massima, io ho quello della Braun ed è 15. La differenza, come vedete, è notevole. (Non fatelo con frullatori a immersione poco potenti, perché ovviamente si ripresenta lo stesso problema che con la macchina per il latte vegetale: se ha poca potenza, la frullatura non è adeguata). Così come c’è frullatore e frullatore, così c’è macchina per il latte vegetale e macchina per il latte vegetale. Francamente io riterrei opportuno che i produttori indicassero il numero di giri del motore, così come si fa per le centrifughe e alcuni frullatori, ma nelle macchine per latte vegetale è un dato che manca quasi sempre.

latte di orzo e latte di avena erbaviola.com

Quanto consuma una macchina per latte vegetale?

Dipende molto dalla macchina. Ce ne sono che restano accese durante tutto il ciclo, alcune che si spengono al raggiungimento della temperatura, altre che per mantenerla costante stanno sempre accese. Dipende molto dal produttore. In linea di massima però sono macchine da 700-800 W  con motori da 200-250 W quindi il consumo è grossomodo paragonabile a quello di un asciugacapelli professionale, contando però che il phon li consuma costantemente quando è acceso, mentre la macchina usa alternativamente la resistenza per scaldare e il motore per frullare, il tutto per 20-30 minuti. Contando un consumo di 0,8 Euro l’ora (tariffe Enel in fascia massima, ma voi siate bravi e usatela in fascia risparmio), per fare un litro di latte vegetale si consumano Euro 0,3/0,4 a seconda del ciclo della propria macchina.

La spesa e in quanto tempo si ammortizza il costo della macchina per latte vegetale.

Non scendo nel merito del giusto o sbagliato sui costi, però secondo me vale sempre la pena di comprare elettrodomestici che durano tanto, anche se si spende qualcosa di più. E’ un risparmio personale, una qualità migliore e soprattutto non si riempiono le discariche di oggetti utilizzati poco tempo e non riciclabili. Le macchine con le caratteristiche di cui sopra oscillano tra i 150 e i 200 euro di spesa, nuove. Usate si trovano tra i 20 e gli 80 euro (vedi sotto i consigli per risparmiare sull’acquisto). Il conto di un litro di latte di soia da agricoltura biologica fatto con la macchina è presto fatto:

Euro 0,30    Energia elettrica

Euro 0,34    100 gr di soia gialla bio prodotta in Italia

Euro 0,01    1 litro di acqua del sindaco

_______

Tot. Euro 0,65 per litro.

Costo medio del latte di soia confezionato da agricoltura biologica: Euro 2,20.
Risparmio medio per ogni litro di latte vegetale prodotto: Euro 1,55

Ne consegue che dopo 100-120 litri avremo ammortizzato il costo della macchina e da lì in poi sarà solo risparmio. Quanto tempo ci si mette, dipende dalla famiglia e dal consumo. Ipotizzando 7 litri a settimana (colazione-cucina-formaggi veg), in 4 mesi al massimo il costo della macchina è ammortizzato.

Altre caratteristiche che possono/devono influire sulla scelta. 

E’ già noto che io non amo attrezzarmi di oggetti mono-uso, ma anni fa le macchine per latte vegetale facevano solo quello. Oggi ci sono macchine di nuova generazione che fanno molto di più e possono sostituire altri attrezzi in cucina, quindi può essere utile per chi deve valutare l’acquisto sapere che alcune macchine sono multifunzione e oltre al latte vegetale e all’okara, fanno anche: frullati a freddo, creme di verdura a caldo, creme di verdura crudiste (40°C), cioccolata e bevande calde varie, crema di riso, omogeneizzati, dado vegetale, porridge, tritatura dei semi oleosi e persino macina-caffé. Quando si acquista, vale la pena di valutare anche queste funzioni.

 

latte di riso erbaviola.com

Le macchine che utilizzo io e la mia esperienza.

Premessa: ne ho due solo perché mi servivano per scrivere il libro Formaggi veg  e per gli  showcooking su latte e formaggi vegetali (ormai rari) che tengo. Altrimenti ne avrei una sola e avrei già rivenduto/barattato/regalato una delle due.

SoyaJoy. E’ stata la mia prima macchina e compie 10+x anni. Quasi undici anni con me e x-anni con i precedenti proprietari, è stata comprata usata. Funziona ancora benissimo. Fa il latte da legumi e da cereali. Ha una funzione per ulteriore riscaldamento e ulteriore tritatura, ottima quando si vuole fare il latte con procedimento “forte” del libro di cui sopra. L’okara esce strizzato molto bene e bello asciutto. Oggi esistono versioni di questa macchina con più funzioni, tipo la SojaJoy Power G4 che fa tutto, ma anche questa versione base è ottima. L’uso passo passo di questa macchina si può vedere in qui.

VeganStar VR100 L’ho adottata dopo lunghe valutazioni sulla meccanica e le funzioni, secondo me è la migliore, ma l’opinione è ovviamente personale. E’ a filtro esterno, l’okara viene molto morbida e umida, per averla ben asciutta bisogna strizzare a mano. Questo secondo me è l’unico ‘contro’, piccolissimo, della serie Veganstar. Il resto è fantastico: fa i frullati, le zuppe crudiste, le creme di verdura normali, creme di riso, gli omogeneizzati e il dado vegetale. Io con il tempo sono diventata intraprendente, andando oltre il manuale: ci faccio anche i budini e qualche formaggio, facendo cagliate e misture direttamente nel boccale, appena finito di fare il latte. La uso anche negli showcooking perché mi permette di fare diverse preparazioni senza portarmi dietro un fornello elettrico.

Altre macchine che ho provato e mi sono sembrate molto buone:

Solo latte vegetale: la SoyaQuick e la SoyaJoy G4

Multifunzione: la Soyabella (o Veganstar DR280, la sorella minore della VeganStar VR100), la SoyaPower G4 

 

latte di soia con centrifuga erbaviola.com

Come risparmiare sull’acquisto delle macchine per latte vegetale.

L’acquisto, come visto sopra, se a prezzo pieno è facilmente ammortizzabile con 3-4 mesi di uso.
Si può risparmiare ulteriormente acquistando una macchina usata. Io per esempio ho comprato la SoyaJoy su Ebay per 29 euro, in condizioni perfette e come dicevo è durata altri 10 anni. A volte vedo girare queste macchine anche su siti di acquisto e vendita usato, o di baratto. Mi è capitato di vederne un paio in mercatini dell’usato in franchising.
Alle fiere del biologico, yoga, vivere sano ecc. ci sono spesso aziende che applicano sconti sul prezzo di vendita in occasione della fiera, qui di solito le vedo scontate del 20-30%.
Se acquistate online, ci sono negozi che applicano degli sconti, per esempio Macrolibrarsi ha la Soyabella a 170 euro invece di 189, con spedizione inclusa.  E’ solo un esempio, ma valido perché è davvero difficile trovare scontate queste macchine quando sono nuove (io in realtà alla data di questo post ho trovato solo lì il prezzo scontato).
Magari il vostro negozio/erboristeria di fiducia può procurarvi la macchina che volete con uno sconto cliente.
Cito infine anche il fatto che chi ha già un’ottima centrifuga, può fare il latte vegetale con quella (vedi questo articolo sul latte di soia con centrifuga)

In questa puntata di Geo&Geo, Rai3, dimostro in diretta il funzionamento di una macchina, in questo caso la SoyaJoy.

 

 

 

 

FORMAGGI VEG. Latte, yogurt e formaggi vegetali fatti in casa
Autoproduzione, Libri, Ricette

FORMAGGI VEG. Latte, yogurt e formaggi vegetali fatti in casa

FORMAGGI VEG. Latte, yogurt e formaggi vegetali fatti in casa“, Edizioni Sonda. E’ arrivato!!!

Lo so che molti non ci speravano più, mi davano per dispersa nella jungla delle manie perfezioniste o scappata in Australia con tutte le ricette. Invece, grazie a Antonio Monaco e Paola Costanzo di Edizioni Sonda, sono stata bloccata alla frontiera, tirata giù dall’albero del perfezionismo e convinta che il lavoro era ok, bisognava solo impaginarlo. Ci vuol pazienza con me… voi lo sapete.

Comunque, a parte aver portato quasi all’esasperazione l’editore, eccolo qui il malloppone! Più di 600 foto, 39 ricette di formaggi illustrate passo passo, precedute da tutte le ricette e i segreti per latti vegetali con anche yogurt di ogni genere.

La cosa che mi soddisfa di più sono le ricette illustrate passo a passo. Continue Reading

uscita del latte di soia
Autoproduzione, Ricette, Vita da veg

COME FARE IL LATTE DI SOIA CON LA CENTRIFUGA

Non avete la Soya-joy, la VeganStar, la VegMilkyPlus? Troppo tempo per farlo a mano? Una centrifuga ce l’avete? 😀  Ecco qui più di un litro di latte di soia e 30 minuti in tutto tra cottura e centrifuga!

Chiaramente, trattandosi di una centrifuga, se ne possono fare anche 10 litri insieme, basta aumentare le dosi, niente di più semplice e veloce. A seconda della quantità di acqua che si mette, il latte di soia viene più o meno denso. La scoperta l’ho fatta casualmente, grazie alla nuova centrifuga che ha un attrezzo apposito per infilare i fagioli e i cereali. Ma si può fare benissimo anche senza questo pezzo, vedi di seguito. Passiamo subito alla pratica che per oggi ho già scritto abbastanza.

fare il latte di soia con la centrifuga

Ingredienti per 1 lt abbondante di latte di soia:

100 gr di fagioli di soia reidratati 24 ore in acqua (il peso è quello dei fagioli secchi)
1 lt di acqua
1 pizzico di sale integrale
5 cm di alga kombu (facoltativo)
2-3 cucchiai di sciroppo d’agave  (facoltativo)

centrifuga e fagioli di soia

Cuocere i fagioli di soia in acqua (due volte il loro volume) per 25 minuti, con un pizzico di sale e l’alga kombu. L’alga facilita la cottura, è ricca di calcio, ferro, magnesio e rilascia una mucillagine che rende il latte più cremoso, senza aggiungere alcun sapore particolare. Io uso la varietà Saccharina japonica che è più dolce. L’altra varietà di alga kombu che si trova in Italia, la Laminaria digitata, mi sembra più aspra e meno adatta al latte di soia. Però, anche qui, va a gusti 😉

Non è necessario togliere la schiuma che si forma man mano durante la cottura.

cottura fagioli di soia con alga kombu

Dopo una decina di minuti dall’inizio dell’ebollizione, vengono a galla le pellicine dei fagioli di soia. Io consiglio di toglierle, è un’operazione facilissima da fare con una schiumarola passandola a filo d’acqua. Il motivo è che danno al latte di soia un gusto troppo ‘fagioloso’, ma è appunto una questione di gusto. Se le lasciate, non c’è problema, verranno sminuzzate dalla centrifuga.

raccolta pellicine fagioli di soia

Dopo 25 minuti di cottura, scolare i fagioli di soia. E’ meglio non farla raffreddare troppo tra questa fase e la centrifugazione perché più si raffredda e più indurisce, con conseguente difficoltà di triturazione per le centrifughe più datate.

fagioli di soia scolati

Nel frattempo che i fagioli di soia cuociono, si prepara la centrifuga. Nel mio caso è già dotata di un suo imbuto a coppa per i fagioli, perché questo tipo particolare di centrifuga va messa in moto venti secondi prima di cominciare a centrifugare. Per questo ha un tappo che permette di avviare la centrifuga e poi stappare al momento di far scendere i fagioli.

Un imbuto del genere è facilmente sostituibile con un imbuto per marmellate, quelli che servono per versare la marmellata nei vasetti e hanno l’imboccatura grande. Siccome non esiste uno standard nell’imboccatura delle centrifughe, bisogna che guardiate che diametro ha l’apertura della vostra. In ogni caso, non è difficilissimo infilare i fagioli servendosi di un cucchiaio 😉

1 lt di acqua, centrifuga e recipiente per raccolta latte soia

L’imbuto con tappo. La cordicella serve per toglierlo dopo aver versato i fagioli.

coppa di raccolta per fagioli di soia

Eccoci pronti per ottenere il latte di soia: fagioli nella coppa sopra, pronti per scendere nella centrifuga. Un litro di acqua a temperatura ambiente. Una bacinella di raccolta in cui ho rimesso l’alga kombu usata per la cottura. Io lascio sempre l’alga ancora per almeno una decina di minuti dentro al latte prima di travasarlo, così faccio un latte di soia addizionato di ferro, calcio, iodio e magnesio di cui è ricca (ricordo si usa anche in cottura).

fagioli di soia nella centrifuga

Avviare la centrifuga, inserire i fagioli e versare il litro di acqua. Se non usate l’imbuto, inserite un po’ di fagioli e un po’ di acqua, un po’ di fagioli e un po’ di acqua …finché non finiscono 🙂  Ed ecco qui il delizioso succo bianco che scorre!

uscita del latte di soia

E dietro, nel cesto di raccolta, cosa rimane? L’okara ovviamente! Se non sapete cosa farvene di questo alimento iperproteico, qui ci sono diverse ricette con l’okara 😀  (sì lo so, devo mettere ancora la ricetta delle mie polpette di okara, ormai me l’hanno detto in mille ‘assaggiatori’ ma… mi dimentico sempre 😛 Scusate! )

cestello raccolta okara

Aggiungo poi succo concentrato di agave, ne bastano 3-4 cucchiai. E’ dolce e ha una consistenza cremosa, secondo me è meglio dei malti per dolcificare il latte di soia. Dopo anni di esperimenti, sono arrivata a questa conclusione, ma magari tra qualche tempo troverò altre soluzioni 😀

addolcire con sciroppo di agave

E infine… imbottigliare! Una bottiglia di vetro, un semplicissimo imbuto, et voilà! Più di un litro di latte di soia. Ovviamente se si usano per esempio 4 litri di latte di soia a settimana si può fare lo stesso procedimento quadruplicando le dosi sopra e si ottiene la scorta per tutta la settimana. Il latte di soia fatto in casa, infatti, può essere conservato fino a 7-8 giorni in frigo.

bottiglia di vetro e imbuto per travasare

Ecco qui la mia dose settimanale (ok lo ammetto… ne ho bevuto un po’ prima di fare la foto :P). Eh sì, perché ultimamente in questa casa si sta seguendo una dieta 80% crudista e il latte di soia è una delle pochissime concessioni, quel 20% che la mia naturopata dice che ci può stare, per non traumatizzarmi troppo, contando che siamo in inverno e ying e yang vanno riequilibrati 😀

1 lt abbondante di latte di soia

Vi abbraccio tutti e vado ad autoprodurre un po’ di serenità per la domenica!

smack
Approfondimento video:

In questa puntata di Geo&Geo, Rai3, dimostro in diretta come fare il latte vegetale in casa, in questo caso la SoyaJoy.

 

 

 

 

latte di soia, quali costi con la macchina per il latte vegetale erbaviola.com
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Fare il latte di soia in casa

 *** ATTENZIONE QUESTO POST POTREBBE INDURRE ALL’USO REPENTINO DELLA CARTA DI CREDITO ***
Vi presento una mia vecchia amica, si chiama Macchina per Fare il Latte di Soia ma in famiglia la chiamiamo con il suo nome originale: SoyaJoy.

lattesoia_macchina.jpg

Joy lo è di sicuro, almeno per la sottoscritta. Un po’ meno per i gatti di casa che quando la sentono lavorare scappano in volata. SoyaJoy è nata negli USA e ha vissuto a casa di una simpatica coppia italo-giapponese per qualche anno. Poi tramite un’amica comune, la signora Asta Online, ci siamo presentati e ha raggiunto casa nostra alla modica cifra di 29,00 euro. Voi non fatele sapere che ve l’ho detto, è un tantino permalosa 😉 A suo prezzo ci tiene molto: 90-100 dollari ma la signora Asta Online fa parecchie presentazioni ultimamente… basta aver pazienza.
Da quando ci conosciamo, io e SoyaJoy siamo andate sempre d’accordo. Non c’è nessuno che come lei spacchi il minuto, nemmeno quell’ingombrante del Robot da Cucina. Comunque, non abbiamo molto tempo ora, tra mezz’ora la cena è in tavola.

Nel frattempo io e SoyaJoy – ma soprattutto lei – vi facciamo vedere come passiamo insieme una ventina di minuti ogni 2-3 giorni.

Prima inserisco nel cestello interno 100 gr di fagioli di soia lasciati a bagno per 24 ore (alcuni li lasciano 12 ore, ma a me sembra che venga meglio con 24). Poi aggiungo l’acqua nella caraffona metallica inferiore, rimetto il coperchio e premo Start. Il mio lavoro è finito. Intanto che faccio altro, lei riscalda, tritura, macina e bolle. Non è silenziosissima, non potrebbe fare nulla di sera in un appartamento ma qui da noi può far rumore quanto le pare 😀

Intanto che lei si dà da fare vi posso raccontare che da quando è arrivata qui, si son visti subito tre notevoli vantaggi: economico, ecologico e gastonomico.
Quello economico è presto detto:  1 lt di latte di soia costa a seconda delle marche da 1,90 as 2,50 euro. 1 pacchetto di fagioli di soia da 500 gr costa 1 euro circa , che diviso cinque visto che se ne usano solo 100 gr, fa 0,20 euro. Provate a comprare per un anno il latte di soia a 0,20 invece che a 2 euro e qualche risultato lo notate 😉 Per non parlare di latti più costosi come quello di riso, di mandorle, di orzo, di nocciole… che si fanno sempre con questa macchinina deliziosa! 😀
Il vantaggio ecologico è poi indubbio: smettere di comprare le confezioni di tetrapack è un dovere!  Il tetrapack infatti non è smaltibile, si dovrebbe fare una raccolta differenziata apposta per il tetrapack, come fanno in alcuni paesi più civili e meno corrotti come l’Austria. Pensate inoltre a quanti brik si eviterebbe di trasportare e … non devo dirlo a voi di non farvi infinocchiare dalle pubblicità a tema ecologico della tetrapack! E’ inutile che ripiantino foreste in Svezia quando stanno disboscando foreste primarie per fare i cartoni del latte!
Non ultimo il vantaggio gastronomico: buona parte del latte di soia in commercio, a mia modesta opinione, sa di cartapesta. Sembra sciacquatura di carta in ammollo con vago sentore di vaniglia e violaciocca. Il latte di soia della SoyaJoy invece esce non aromatizzato, quindi a seconda dell’uso me lo aromatizzo come mi pare. Con sale iodato se devo fare il tofu, con malto e vaniglia se lo devo bere, senza niente se devo usarlo per cucinare.

Bene, ha giusto finito ora  di darsi da fare! Vediamo… prima di tutto stacco la spina e sollevo il coperchione bianco utilizzando l’apposito manico, poi

lattesoia_estrai.jpg

estraggo il cestello che conteneva i fagioli di soia e che ora contiene l’okara. Il latte di soia è spumoso e caldissimo, tanto che quando devo fare il tofu metto direttamente il magnesio nella caraffa della SoyaJoy (ulteriore vantaggio!).

Poi passo a mescolare con un cucchiaio di legno e aggiungo gli aromi, in questo caso malto d’orzo e due dita d’acqua in cui ho lasciato a bagno un pezzetto di stecca di vaniglia.

lattesoia_aromi.jpg

Intanto che il latte si intiepidisce, passo ad occuparmi dell’okara e lo estraggo dal cestello riponendolo in una terrina. Il latte si può conservare in frigo in una brocca o in bottiglia, io di solito non supero i 3 giorni ma ho sentito che ci sono persone che lo conservano per 5.

lattesoia_cestello.jpg

Ecco qui il magnifico okara, si può usare subito oppure conservarlo per un paio di giorni in frigo. Di fianco nella categoria ricette trovate alcune delle mie ricette con l’okara, leggero e nutriente. E se proprio non sapete cosa farvene, buttatelo nel compost o mischiatelo al terriccio per le piante, è ottimo, un nutriente-bomba!

lattesoia_okara.jpg

I venti minuti sono passati! Ciao SoyaJoy, ci vediamo tra un paio di giorni! 😀
Approfondimento video:

In questa puntata di Geo&Geo, Rai3, dimostro in diretta come fare il latte vegetale in casa, in questo caso anche con la SoyaJoy.