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orto sul balcone

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Orto, Orto sul balcone

Cominciare un orto in luglio e agosto

Leviamoci dalla testa che l’orto si comincia solo in primavera. L’orto si può cominciare tutto l’anno, anche in luglio e agosto, anche se il nonno dice che non è vero e il vicino vi deride per l’idea. Ma chi fa davvero l’orto, chi lo cura e lo cresce con amore, sa che la natura non si ferma mai e il tempo è sempre propizio per seminare, trapiantare e raccogliere. C’è sempre qualcosa da fare. Sia un piccolo orto in terra, sia un orto sul balcone, se non avete avuto il tempo in primavera e ce l’avete ora, bene: è il momento giusto per cimentarsi!

Io quest’anno ho ricominciato a giugno. Per la terza volta. Vivo in uno dei pochi contesti in cui l’orto non dura dodici mesi. A causa degli inverni rigidi di montagna, da dicembre a febbraio c’è poco da fare, non cresce nulla. In quei mesi, mi dedico con più vigore alla coltivazione dei germogli. A tal proposito, vi segnalo che il 16 settembre terrò un veloce corso di germogliazione domestica al Macrolibrarsi Fest, trovate tutti i dettagli nella pagina degli eventi. Oppure, se vi interessa cominciare subito, la stagione è adatta e trovate qui la mia guida alla germogliazione casalinga. Sono io che mi ci dedico di più nel periodo invernale, anche se ora sto facendo qualcosa perché sono in dirittura di arrivo con questo nuovo libro sui germogli. Continue Reading

alba febbraio 2017
Conferenze & corsi, Libri, Orto

Sono tornata, con novità e un nuovo libro

Sono tornata e ho qualche novità da condividere subito, tra cui un nuovo libro e qualche altra novità che sta per arrivare, presto, prestissimo.

Avevo detto qui e qui che sarei stata via per un po’. Ringrazio tutte quelle bellissime persone che nel frattempo mi hanno scritto, spesso bussando con discrezione per chiedere semplicemente se stavo bene o augurare buon riposo, l’ho apprezzato moltissimo. E naturalmente ringrazio per le belle conversazioni che spesso sono nate da osservazioni fatte in questi mesi su qualche vecchio articolo qui sul blog, è stato un periodo molto fertile e spero che prosegua.  Continue Reading

Backstage libro "Orto e cucina. Coltivare naturale, cucinare vegetale", Moka Libri, 2016 - Foto www.alicemartini.com
Libri, Orto, Orto sul balcone, Ricette

La saudade dello scrittore

Ogni volta che finisce il lavoro di un libro, c’è un po’ di vuoto, una sensazione di assenza nostalgica tra il piacevole e il sottilmente insopportabile. Molti si immaginano che alla fine della stesura di un libro, delle correzioni, della quantità di lavoro di editing, ci sia solo la soddisfazione. Per me la soddisfazione arriva sempre dopo, quando arriva – raramente. Non sono mai soddisfatta, potevo sempre fare di meglio.
Ma alla fine del lavoro, comunque, la soddisfazione non c’è mai. C’è semmai una sorta di saudade dello scrittore. Io qui assumo anche una certa drammaticità e la pronuncio “saudadsgii” [sawˈdadʒi], come Pessoa e Tabucchi, che di saudade nutrivano la scrittura. Questa saudade dello scrittore è un senso di assenza e nostalgia per tutto quello che si è tirato fuori, spesso a fatica e tra mille dubbi, mettendo a nudo o donando parti intime di sé stessi, sapendo di perderne il controllo. Non sai in quale casa andranno, chi leggerà, che uso se ne farà. Continue Reading

sdraio in terrazza luglio 2015
Decrescita, Sviluppo personale

Sulla mia sedia, all’ombra dell’uva

Scrivo dalla mia sedia preferita, all’ombra dell’uva. Un giorno, verso la fine di luglio, è successa una cosa che mi ha dato molto a cui pensare. Era un periodo un po’ grigio, come sempre succede all’approssimarsi di agosto, un mese in cui al lavoro cerco di tenere il passo tra fatture da sollecitare – altrimenti con la chiusura estiva posso salutare i pagamenti fino almeno a metà settembre – e clienti che devono tassativamente terminare un progetto entro fine mese, anche se il contratto dice gennaio dell’anno dopo. Staccando dal lavoro piuttosto tardi e magari con qualche problema che non lasciava la mia testa fino a sera tarda, avevo iniziato a trovare rifugio nell’idea di andare a vivere lontano dall’Italia. (Un pensiero che non è nuovo a chi legge questo blog, ma casomai qualcuno arrivasse ora lo prego, prima di scrivermi con l’arroganza del “io resto e combatto per una nazione migliore”, leggete questo e questo.)
Insomma, il poco tempo libero lo passavo sognando fughe lontano da questo paese.

Finché è capitata una cosa divertente che mi ha fatto riflettere molto. Abito in mezzo a un bosco in un piccolissimo borgo di cinque case, Continue Reading

fiore di erba cipollina
Autoproduzione, Conferenze & corsi, Giardino, Orto, Orto sul balcone

Piccoli fiori, semi liberi e Libera Pentola

Questa mattina sono uscita in giardino verso le sei e mezza, con la prima luce del sole che dopo giorni di pioggia tornava a illuminare il bosco. Mi piace uscire in questo silenzio, tazza di té in mano, a gironzolare tra le piante. Ho trovato questi piccoli fiori, figli dell’abbandono forzato di alcune piante causa pioggia e della mia scarsa raccolta, persa tra altri mille impegni. Mi sono fermata a osservare queste piccole meraviglie nate per caso, a osservare la loro perfezione elegante. Ma ci è voluto un po’ di lavoro con l’obiettivo per cogliere le striature più scure dei petali, i sette perfetti pistilli e sei delicati petali che si ripetevano corolla dopo corolla per comporre un fiore di soli tre centimetri.

erbacipollina1
Potere delle fotocamere, questo è un fiore minuscolo, di soli tre centimetri. Un fiore che vedono in pochi, perché nasce da un’erba utilizzata in cucina, che viene tagliata continuamente prima che fiorisca. L’ho dimenticata in un vaso, complice un periodo di piogge e di scarsa frequentazione dei fornelli. Mi ha accolta in questa prima mattina di sole con un saluto che solo la natura spontanea riesce a regalare. 

erba cipollina in vaso

Semplice erba cipollina. Semplici semi raccolti e donati da un’amica anni fa, che riproduco ogni anno. Semi liberi. Semi per piante che germogliano, che crescono, vanno in fiore e grazie agli insetti si riproducono. Non è l’erba cipollina sterile che potete trovare in vasetti al supermercato, al vivaio, spesso figlia di ibridi selezionati per durare solo una stagione e non andare in fiore. Che andare in fiore è male per un’erbetta da cucina, andare in fiore vuol dire dare la possibilità di riprodurre i semi, di riseminare da soli, di non aver più bisogno chi ce la vende.

Mi sembra il modo migliore per ricordare anche un appuntamento di domenica 31 maggio. Una manciata di persone illuminate, senza sponsor, senza fondi e senza grandi associazioni a sostenerle, hanno organizzato per il secondo anno Libera Pentola, festival di pratiche felici. Tra loro una cara amica e una blogger che sicuramente conoscono in molti, Isabella Siciliano.
Parliamo tanto di No Expo, facciamoci vedere allora a queste manifestazioni, che il NoExpo non si fa su Facebook o davanti alla tv, si fa andando da chi organizza manifestazioni pulite, consapevoli e impegnate.
Domenica si parlerà anche di alimentazione sostenibile per il pianeta, di pratiche sostenibili più in generale. Ci sarò anche io con l’ultimo corso sui formaggi vegetali, con dimostrazioni pratiche dal vivo e assaggi. Non ce ne saranno altri con me. A diciotto mesi dall’uscita del libro Formaggi veg, mi sembra la migliore conclusione per un argomento che ormai è presente ovunque. L’ingresso a Libera Pentola è libero, anche per tutti i corsi. Si raggiunge facilmente con il treno da Torino e da Pinerolo… e da ovunque! Io stessa arrivo in treno e se ce la faccio io da in cima all’appennino Tosco-Emiliano, con tanto di valigia con il materiale del corso, ce la può fare chiunque.

Ora, so che ad alcuni piace moltissimo pagare 80 euro per un corso sui formaggi vegetali o i cosmetici cruelty free, ma per una volta fate uno sforzo: venite ai corsi gratuiti. So che è una cosa molto impegnativa, ma vale la pena.

libera pentola 2015 - festival di pratiche felici

Animali, Giorno per giorno, Orto, Orto sul balcone

Una ricca estate e il lupo dell’Appennino

rubrica orto estate 2014 grazia cacciola su vivi consapevole

E’ uscito il numero 37 – Estate 2014 della rivista gratuita Vivi Consapevole. Per chi ancora non lo sapesse, si può sfogliare gratuitamente online oppure scaricarla. Questa volta la mia rubrica è dedicata alla ricchezza dell’orto estivo e al macerato di ortica, con utilizzi e ricetta di preparazione. Se poi qualcuno leggendo la rubrica fosse curioso di sapere com’è finita la questione potatura: per ora ho vinto io, ma sicuramente se un giorno avremo più terreno e più alberi da frutto, la decisione sarà diversa. 

 

articolo lupo dell'appennino grazia cacciola su vivi consapevole

Vi segnalo anche a pag. 10-11 un mio articolo sul lupo che è nato da un incontro sull’Appennino bolognese. Vi è mai capitato di passeggiare in un bosco e chiedervi se c’è il rischio di essere attaccati da un lupo? Oppure vi è capitato di sentire leggende come il lupo cattivo, il lupo che fa stragi, cattivissimi branchi di lupi di cinquanta esemplari? I meno fortunati si saranno imbattuti anche, come è capitato a me, in petizioni di cacciatori per ottenere i permessi di cacciare i lupi, con la scusa che aggrediscono le greggi.

Così, qualche tempo fa, l’associazione Amici degli Animali, sezione di Monghidoro e l’ANPANA Sezione Territoriale di Bologna, hanno organizzato un incontro aperto a tutti. In questo incontro due biologi dell’Università di Bologna specializzati nello studio sul campo dei lupi hanno spiegato chi è davvero il lupo italiano e perché non è mai successo che attaccasse qualcuno che passeggiava nei boschi o che formasse grandi branchi.
Per le curiosità sulla vita del lupo e l’etologia di questo meraviglioso animale, vi rimando alle parole dei dottori Marco Galaverni e Davide Palumbo che ho intervistato per Vivi Consapevole.

Qui vorrei invece raccontare una cosina, un retroscena di quella serata a Monghidoro, poiché queste perle si tende a perderle nella memoria dei tempi. Dovete sapere che ogni tanto, mi raccontava una persona del posto, sugli Appennini dall’Emilia alla Toscana, nascono storie leggendarie sul lupo che poi diventano verità dell’immaginario comune. In pratica, basta che uno senta un ululato nella notte e lo racconti la mattina al bar, che ora di sera certuni con il fucile facile avvistano branchi di lupi famelici pronti a sbranare tutto il paese. Cosa che ovviamente non è vera e non è mai successa.
Una di queste storie circolava proprio prima di questo incontro e aveva attraversato le valli. Noi che non abitiamo lì, avevamo già sentito della faccenda: un’allevatrice che aveva raccontato di aver affrontato, in pieno giorno, un branco di almeno quaranta lupi, mentre in sella al suo cavallo correva a scacciarli e disperderli. Nella storia -in più versioni grazie al passaparola – i lupi cercavano di aggredirla ma lei aveva la meglio e li faceva scappare tutti. Questo in breve il racconto. La novella Tex Willer era stata munifica di particolari sul suo comportamento eroico, al galoppo in sella al destriero mentre sparando in aria – in pieno periodo di migrazioni delle anatre, ma è un particolare – disperdeva i lupi.
Ora, è evidente che già così la storia faceva acqua ovunque. I lupi non formano branchi così grandi, non attaccano in pieno giorno, girano al largo dagli uomini e soprattutto… i cavalli in una situazione del genere scapperebbero terrorizzati: davanti a quaranta lupi e con in sella la Tex Willer che spara all’aria, disarcionano e scappano.
Comunque, il fatto è questo. La signora Willer era ospite attesissima alla conferenza: attesa dai relatori che studiano il lupo da anni e volevano ragguagli su cosa avesse visto, attesa dai cittadini che volevano sapere se preoccuparsi di trovare i lupi famelici anche in fila alle casse della Coop, attesa dalle rappresentanze di allevatori e cacciatori che avevano finalmente una testimone diretta dell’incommensurabile pericolosità del lupo.  A dirla tutta, era marginalmente attesa anche dalle guardie ANPANA della sezione territoriale di Bologna, interessati a capire se davvero qualcuno cavalcasse in giro per l’Alpe di Monghidoro sparando in aria. Ma questo è un dettaglio.
Fatto sta che la signora Willer, così attesa da tutti, nella generale impazienza di ascoltare la sua mirabolante avventura con i lupi, non si è presentata. E così si è conclusa l’ennesima leggenda metropolitana sul lupo.
Ci vediamo alla prossima allucinazione 😉