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crumble di mele con te
Libri, Ricette

Crumble di mele con Happy Vegan Kitchen

Cosa si cucina dopo un periodo di lavoro tosto e trasferte in giro per l’Italia? Una torta di mele! Non c’è nulla che dia la sensazione di calore buono della casa, accoglienza e armonia come una torta di mele. In questo caso un crumble di mele, ispirato alla ricetta del libro Happy Vegan Kitchen di Francesca Bresciani, che sicuramente molti conoscono come la dolcissima penna di Briciole di Cesca*QB. E’ un libro molto personale, come piacciono a me, con le ricette di casa e i pensieri di chi le ha realizzate, con le indicazioni per sostituire qualcosa e le fotografie vere, non artefatte. E’ un libro che trasmette calore non appena lo sfogli e spesso ti sembra di parlare con Francesca mentre segui una ricetta.
L’ho anche già regalato a un paio di amiche che sono alle prime armi con la cucina vegetale e se ne sono innamorate anche loro. E’ a prova di tutti: chi cucina bene troverà tanti spunti in più, chi ha appena cominciato troverà un’amica che li guida passo passo tra piatti molto vari e realizzabili in poco tempo.

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Conferenze & corsi, Libri

Alimentazione naturale. Migliorare la salute attraverso l’alimentazione

Dopo due anni di lavoro… è arrivato!Un libro che raccoglie tutto il meglio delle scuole di alimentazione naturale e lo propone in un linguaggio semplice, con magnifiche illustrazioni e schemi facili da seguire. Alimentazione naturale. Migliorare la salute attraverso l’alimentazione

Ho iniziato a interessarmi seriamente di alimentazione naturale tanti anni fa, scegliendo di togliere carne e latticini per motivi sostanzialmente etici ma mi sono dovuta rendere conto quasi subito che la scelta aveva apportato molti miglioramenti sulla mia salute. Al tempo, migliorare la salute con l’alimentazione era considerata una follia, soprattutto dalla classe medica che risolveva qualunque cosa con pillole e operazioni. Ho ancora in mente il colloquio con un oncologo che puzzava di fumo di sigaretta, ne era completamente intriso. Con molta boria, mi spiegava che l’alimentazione è irrilevante, che fumare non fa differenza e che l’unica differenza la può fare il farmaco e la sala operatoria. Chissà cosa direbbe oggi, se sosterrebbe le stesse idee. Non credo, oggi farebbe la figura dell’ignorante.

Dopo un solo anno senza carne e latticini, non avevo più avuto un solo accenno di gastrite, né di rinite allergica, né di cistite. Ero sorpresa. Per le allergie ero passata dalla terapia farmacologica con antistaminici, poi i cortisonici fino ad arrivare all’immunoterapia. Insieme alle cure per la cistite, Continue Reading

crauti rossi insalatini
Ricette

Insalatini o crauti rossi, fermentati con shoyu o tamari

Vorrei che questo articolo sugli insalatini o crauti rossi fosse così breve come lo è stato il farli. Francamente sono indecisa se chiamarli insalatini o crauti, perché il procedimento ha una tempistica troppo lunga per i primi e troppo corta per i secondi. L’acidità che si ottiene in questi fermentati con shoyu o tamari è quella dei crauti, leggermente meno piccante il gusto, ma come qualità organolettica sono insalatini, non crauti. E’ infatti una fermentazione davvero veloce, seppur ottima e già ricca di meravigliosi probiotici.

L’idea mi è venuta per caso giorni fa, avevo davanti la bottiglia di uno shoyu non pastorizzato e così l’ho usato al posto del sale negli insalatini e i risultati sono stati ottimi. Si può utilizzare altrettanto bene anche il tamari che ha il vantaggio di essere senza glutine. Oppure l’acidulato di umeboshi, ma in dosi omeopatiche perché è salatissimo. Io lo sto usando per gli insalatini con fermentazione di 2-4 ore ed è ottimo.
L’importante è che siano salse non pastorizzate, in modo da avere dei fermenti vivi. Continue Reading

corso formaggi vegan erbaviola
Conferenze & corsi

CORSO DI AUTOPRODUZIONE FORMAGGI VEGAN

Si tratta di un corso con scopi benefici, l’intero ricavato va alla LAV, sezione Valdinievole, che è anche l’organizzatore dell’evento. I mitici ragazzi della LAV non solo sono riusciti a organizzare tutto alla perfezione, ma addirittura a offrire corso+apericena biovegan a soli 15 euro, a Margine Coperta (vicino a Montecatini Terme). Eh lo so, siamo lontani da certe cifre che si vedono in giro, ma cosa volete, io non mi sono ancora auto-nominata chef, sono solo una umile cuoca di casa. 😀
E’ solo un corso in allegria, dove io porto le mie competenze acquisite sui libri di microbiologia ma soprattutto “sul campo” della mia cucina quotidiana e dei formaggi vegetali che preparo da anni. Voi portate un contributo alla LAV – davvero modesto! – e la mente bella aperta che ci dobbiamo infilare un sacco di ricettine sfiziose!
A seguire, un apericena biovegan preparato dai ragazzi della LAV Valdinievole e… tanto per dire: alla consolle in cucina c’è anche la straordinaria Silvia, alias Keroppi… chi ha assaggiato i suoi dolcetti vegan meravigliosi sa di cosa parlo!

I posti sono limitati, quindi chi vuole partecipare si affretti a iscriversi, le indicazioni sono tutte sulla locandina qui sotto.

(Ne approfitto intanto per segnalare agli amici di Milano che sabato 28 settembre sarò al MIVEG, all’Idroscalo)

corso formaggi vegan erbaviola

Latte di avena & Biscotti di avena
Autoproduzione, Conferenze & corsi, Giorno per giorno, Ricette

YOGURT DI AVENA & BISCOTTI ALL’OKARA DI AVENA

Ricetta del latte di avena & Frollini di okara di avena

L’argomento non è casuale, è una ricetta per disinnescare il buonista.

L’invito a parlare di buonismo è arrivato da Barbara che a gennaio ha fatto partire un contest sul suo sito, il tema è il buonismo, far finta di essere buoni, in pratica. Io non amo partecipare ai contest perché in genere sono solo mezzi noiosi con cui persone buoniste si presentano con una patina di buonistica socialità per attrarre più visite al proprio sito. A volte ne vedo alcuni interessanti e sinceri, ci mancherebbe, ma sempre in momenti in cui non ho proprio tempo o ispirazione per partecipare. Quindi va a finire che per nausea da buonista o mancanza di tempo/ispirazione non partecipo quasi mai.
Ma se pensate che la mia opinione sul buonismo sia questa sui contest ‘buonisti’… no, troppo facile.

Alcuni tipi di buonisti io li metto ad honorem tra i peggiori vampiri energetici. Il tipo di cui vorrei parlare è il promotore/organizzatore/presidente di associazioni-qualcosa che ha scelto di essere fintamente etico solo per mettersi in tasca dei soldi. Altrimenti detto il Furbacchione Buonista.
Questi tipi di figuri fanno leva sui tuoi buoni sentimenti, magari sul tuo attivismo, ti chiedono di partecipare a qualche evento per portargli pubblico e dargli credibilità, dopo di che ti accorgi inevitabilmente che stai lavorando gratis e loro stanno incassando dei bei soldoni dal tuo lavoro. Cosa c’è di meglio che avere dei lavoratori convinti e gratuiti, che si impegnano al massimo per te? Immagino che sia capitato a molti di incrociare questi furbacchioni.
Ma non mi voglio dilungare nella descrizione di questi figuri: se qualcuno fa attivismo, specialmente in campo animalista o volontariato nel sociale, li conosce benissimo. Quello di cui vorrei parlarvi è del come disattivarli e lo vorrei fare con un piccolo aneddoto in cui si riconoscerà sicuramente uno di questi personaggi. Ma è solo esemplificativo per i tanti che hanno deciso che il settore bio-eco-green-qualcosa sia composto da cretinetti facili da imbrogliare a vantaggio dei loro tornaconti.

Yogurt di avena & Biscotti di okara - ricetta

La mia soluzione è: non solo si possono disattivare questi buonisti con un po’ di furbizia, ma li si può buttare con un bel calcione sulla strada giusta, così che da buonisti diventino buoni davvero. O quasi. O facciano almeno qualcosa di buono.

Un giorno vengo contattata dal presidente di un’associazione che si occupa di quello che io chiamo in stile morettiano “faccio-cose-vedo-gente”, ovvero il solito guazzabuglio di eco&etico di tutto e niente. Mi chiede di andare piuttosto lontano da dove vivo, per una conferenza in cui si parlerà anche di cambiamento di stile di vita con esempi e percorsi di vita concreti. Il tutto gratis, chiaro, perché lui ci copre solo le spese vive, lo fa per passione, perché ci crede sul serio e giù una lista di buoni motivi e nomi di altri oratori accreditati. La sala la dà a titolo gratuito il Comune, per dire quanto sono bravi e importanti.
Gratis per lui, non gratis per me. Il treno, la benzina, il b&b, i pasti io li pago come tutti i comuni mortali. Quando una conferenza è gratis e non c’è rimborso spese, per l’oratore è un costo.
Una volta arrivata sul posto, vengo però a conoscenza del fatto che la conferenza che io faccio gratuitamente, ha invece un biglietto di ingresso di ben 30 euro a persona e che gli oratori menzionati come partecipanti sarebbero stati invece presenti in altre giornate. Niente tavola rotonda, ma un monologo, “per darti più spazio” dice il Furbacchione Buonista. Ma non è finita. Scopro con orrore che i presenti si aspettano da programma che io gli fornisca una formula magica per cambiare vita, per trovarsi il secondo dopo l’uscita dalla conferenza a vivere in campagna, in modo sostenibile, correre felici per i prati e avere un sacco di tempo libero. Ecco, a trasformarmi in un fenomeno da baraccone ci hanno provato in molti, ma di solito mi propongono di scrivere cose tipo “Il segreto per cambiare vita”, non mi cambiano il programma di una conferenza gratuita in un monologo a pagamento in stile Rhonda Byrne!
Dieci minuti per decidere. Cosa fare?
Ascoltare la rabbia in ebollizione ed esplodere insultando il presidente dell’associazione? No, sarei passata per una pazza isterica e pochi avrebbero capito cos’era successo.
Ascoltare l’istinto di conservazione e darsela a gambe prima che la trasformazione in Rhonda Byrne avesse inizio? Anche qui non avrebbero capito: “ho pagato trenta euro e se ne va?!”. Vagli a spiegare che i trenta euro non sono per te ma per il Furbacchione Buonista!
Impiegare i restanti cinque minuti per dimostrargli che stupido non è sinonimo di etico ma di Furbacchione Buonista? Oh, sì.

La conferenza inizia. Parlo di quello di cui parlo di solito, a braccio come faccio di solito, infilo qua e là riferimenti al fatto che essere buoni paga, che per cambiare il mondo dobbiamo cambiare da subito, oggi non domani, e bisogna farlo tutti nella stessa direzione, partendo anche da cose piccole. Per farlo da subito, chiedo ai presenti di indicarmi delle necessità della zona, ne seleziono tre affrontabili senza Hulk e una rivoluzione, poi chiedo a loro di votare una delle tre da affrontare subito. Vince la sistemazione di un parco giochi abbandonato e sporco che tutto sommato potrebbe essere risistemato a mano dai presenti, con un po’ di pulizie, guerrilla gardening e una piccola colletta in tutto il quartiere per un’altalena e due panchine nuove. Ci diamo all’organizzazione, fino ad eleggere due partecipanti come referenti per il progetto, uno dei quali è un consigliere comunale che si incarica anche di parlare con il sindaco. L’altro gestirà un gruppo online per tenersi in contatto e informati, dividersi i compiti ecc.
La conferenza sembra essere finita con tutti carichi e motivati a cominciare subito a mettere in atto questo progetto.
Ma io so che non è finita qui.
Chiamo con grandi complimenti l’organizzatore sul palco, che ovviamente arriva tronfio del successo, chiedo un applauso per l’ottima organizzazione, lui si compiace visibilmente ed è allora che annuncio: “Vi ringrazio, è stata una giornata meravigliosa con persone meravigliose! Con un rapido calcolo a occhio sul numero dei partecipanti, direi che l’Associazione ha raccolto circa tremila euro e credo che Furbacchione Buonista sarà sicuramente d’accordo nello scegliere il progetto del parco giochi come attività a cui destinare questi fondi! Vero?” Sorrido. Sbianca. Applauso fragoroso del pubblico.
Il progetto è stato realizzato.
No, inutile che andate a sbirciare nella sezione “Eventi & conferenze” del sito. L’ho tolto, nel racconto ho anche cambiato cifre e progetto perché se zuccheri un buonista fino a farlo diventare buono, magari non solo per quella volta, non è giusto metterlo poi alla pubblica gogna. Io sono certa che ha capito e voglio sperare che sia cambiato, non solo per quella volta. Sono sicura di sì.

Per inzuccherare il buonista, propongo una delle mie ricette preferite del momento: lo yogurt di avena. Siccome però del buonista e dell’avena non si butta via niente, con l’okara di avena avanzata, ho fatto i biscotti.

Latte di avena & Biscotti di avena

Yogurt di avena

Ingredienti
850 ml di latte di avena
starter (come starter si può usare: rejuvelac, fermenti lattici per vegan, oppure 1 vasetto da 125 gr di yogurt di avena naturale, a temperatura ambiente)
sciroppo di agave
stecca di vaniglia

Attrezzi
Un termometro per alimenti
Una caraffa oppure una yogurtiera
Una coperta calda
Una pentola per riscaldare il latte

Procedimento

Preparare 850 ml di latte di avena. Se come me lo fate in casa con una macchina per latte vegetale, va fatto con fiocchi di avena e bisogna ripetere il procedimento due volte, per ottenere un latte ‘forte’ e più denso. Riscaldare il latte in una pentola, finché non raggiunge la temperatura precisa di 40°C. Versare lo starter a temperatura ambiente (si intende tra i 20 e i 35°C, se non li raggiungete basta tenere lo starter nel forno con la sola lampadina accesa fino al raggiungimento della temperatura) nel latte e mescolare delicatamente. Verificare la temperatura, deve essere tra i 36 e 40°C, in caso sia inferiore procedere con il riscaldamento come sopra. Versare tutto in una caraffa tiepida (basta sciacquarla con acqua calda) o nella yogurtiera e coprire l’apertura con l’apposito tappo o un piattino. Avvolgere la caraffa o la yogurtiera in una coperta calda e lasciarla riposare in luogo tiepido, al riparo da correnti d’aria, per 8-10 ore. Più riposa, più si addensa. Non superare le dieci ore, oltre questo limite di tempo, produce il siero e tende a un sapore spiccatamente acido. Dolcificare con sciroppo di agave e insaporire con una grattatina di vaniglia dalla stecca.

Biscotti all’okara di avena 

L’okara è la parte di polpa dei fiocchi di avena che resta dopo aver fatto il latte di avena. Ottima, perché già dolce di suo, sia nell’impasto dei dolci che nei ripieni, creme o per addensare le zuppe.

Per i biscotti di okara, basta amalgamare in una ciotola 100 gr di okara di avena (se è molto asciutta aggiungere del latte di avena, deve assomigliare a una pappina), 2 cucchiai di zucchero di canna grezzo, 1 cucchiaio di malto di orzo, 100 gr di nocciole tritate, 50 gr di fiocchi di avena, 50 gr di uvetta sultanina già idratata, 1 pizzico di bicarbonato di sodio,  80 gr di olio di semi di girasole spremuto a freddo. Si deve formare un impasto consistente ma friabile e un po’ unto, come di norma per i frollini. Fare delle palline uguali e schiacciarle formando dei biscotti tondi, aiutandosi magari con uno stampino o un bicchiere piccolo. Infornare in forno statico per 10 minuti a 180°C. All’uscita dal forno saranno un po’ morbidi, si induriscono raffreddando.

 
Approfondimento video:

In questa puntata di Geo&Geo, Rai3, dimostro in diretta come fare il latte vegetale manualmente e con una macchina apposita, in questo caso la SoyaJoy.

 

 

 

 

Dado vegetale, ricetta di Erbaviola.it - si conserva in vasetti di vetro
Ricette, Sviluppo personale

DADO VEGETALE FATTO IN CASA (PER METTERE UN ANNO SOTTOVETRO, VAMPIRI ENERGETICI COMPRESI)

Se vi serve solo la ricetta del dado vegetale, scorrete il post, la trovate in fondo 😉  Per gli altri, prima si chiacchiera.

Non me ne vogliano quelli che amano follemente il capodanno: a me non dice nulla. E’ un giorno come un altro, domani già che è festivo si pranza con degli amici, come facciamo anche altre volte nel corso dell’anno. Non ci serve una data per festeggiare, tutto qui. E ci danno anche un po’ fastidio i movimenti di massa in una notte all’anno. Per chi invece li ama: buona serata 🙂

Quest’anno, poi, non ho dovuto certo aspettare la fine del calendario per entrare nei tempi del bilancio. E’ stato sicuramente uno degli anni più intensi in assoluto, con tanti eventi positivi e, quasi a sottolinearli, anche tanti negativi. Allora ho pensato di parlare di uno di questi, che da negativo è diventato la soluzione per un bel po’ di problemi.

Si chiacchiera, insomma, come faremmo davanti a una tazza di té. Oggi vi racconterei questo e, come succede spesso tra amici, chiacchierando vi allungherei questa ricetta, rispolverata giorni fa.

Dado vegetale, ricetta di Erbaviola.it - si conserva in vasetti di vetro

 

Un primo tempo del bilancio per me è stato forzatamente agosto: dopo una caduta rovinosa dalle scale sono rimasta bloccata un po’ di tempo e costretta a riposo forzato. Ho maledetto la sorte, annullato una quantità di impegni, rendendomi conto così che ne avevo veramente troppi (lo so Barbara, me lo ripeti da tempo! Ma dovevo sbatterci il naso). Grazie però alla pausa della malattia, ho avuto modo di cominciare a riflettere su amicizie che si sono rivelate per quel che erano: tremendi gironi dell’inferno, in cui ero cascata senza accorgermene quasi.
Come nei migliori luoghi comuni, ti accorgi di avere dei pessimi amici solo nel momento del bisogno. Siccome il momento del bisogno per me arriva raramente, possono passare anni prima che mi accorga del problema.
La malattia ha portato il bene della riflessione, della pausa e ho dovuto anche fare i conti con la rivalutazione di certe amicizie bacate. Avendo un carattere un po’ forte, non è raro che alcune persone mi si incollino, letteralmente. Sono di solito persone che hanno dei bisogni eccessivi e devono ancora fare i conti con Edipo, Elettra e tutti e i primi tre volumi della psicoanalisi freudiana. In genere sono piuttosto abile nello schivarli, ma forse per troppi impegni, forse per troppi cambiamenti in poco tempo, forse per la lontananza geografica dai miei vecchi amici, forse per altre duecento ragioni che non ho ancora capito, negli ultimi anni ho lasciato la porta troppo aperta. La mia metà e qualche amica mi ripetevano da tempo “Non puoi essere sempre così disponibile” ma a me sembrava eccessivo. Non sono “così disponibile“, ripetevo. Ma invece sì e non lo vedevo.

Hanno un tratto comune questi ‘vampiri energetici’ o ‘vampiri psichici’ (non parlo di serie tv ma di psicologia), almeno nel mio caso: instaurano un rapporto quasi quotidiano e ti portano in qualche modo a proporti spontaneamente per risolvere i loro problemi. Sottolineo “spontaneamente“! Così cominci a trascurare il tuo quotidiano, a mettere in secondo piano i tuoi problemi. Perché, cavoli, questi vampiri psichici prendono 2-3 ore al giorno in media! Ti convincono pian piano che il loro dramma del momento DEVE essere anche il tuo. E hanno sempre un problema, una lagna, una rottura che li rende tristi e infelici e bisognosi di aiuto, del tuo aiuto, ovviamente (eccheppalleee aggiungerei ora!). Per poi mostrarsi meravigliosamente dolci, soavi e ingenui con il resto del mondo, altro tratto in comune. Ma non si mostrano così a caso: stanno solo pescando le prossime vittime; infatti anche tu ci sei finita dentro così.

Dicendolo ora, mi sento anche più cretina ad esserci cascata, ma come quelli che per smettere di fumare hanno bisogno di dichiararlo al mondo e prendere un impegno pubblico, anche io probabilmente ho bisogno di dire pubblicamente di essere imbecille per non ricaderci!

Si spera, almeno. Perché, terribilmente vero, ho il complesso della crocerossina. Se vedo qualcuno in difficoltà devo aiutarlo. E c’è gente che se ne approfitta anche troppo, ti elegge seduta stante a sua madre sostitutiva, salvo poi piantarti in asso non appena subodora che potresti essere in un momento complicato. Capace anche che si offenda perché il tuo momento complicato non ti permette di dare la giusta attenzione alla sua banale quotidianità elevata a melodramma (il tuo stupido momento complicato può essere anche solo un trasloco, schiena bloccata e vita da baraccati perché hai otto fatture con pagamento in super-ritardo grazie alle quali è saltato l’acquisto della cucina e il pagamento delle tasse… problemini da nulla, insomma).

Direte: dai, almeno te ne sei liberata. Sì, vero. Però non è la prima volta che ci casco, non è stata l’unica quest’anno, e alla fine resti inebetita, con l’anima stracciata e nessuna voglia di frequentare altre persone, persino gli amici di sempre.

Soluzione. Se vi siete riconosciuti nella mia esperienza e avete problemi anche voi a scollarvi di dosso gente del genere, vi consiglio questo libro: Mario Corte, Vampiri energetici, Edizioni Punto d’Incontro.
Sì, lo so che siamo in tanti, il mondo abbonda di questi soggetti, dal collega che ti chiede di fare il suo lavoro alla madre che pretende che il figlio si trasformi nel suo badante a costo zero.
Il libro mi è servito. Molto chiaro e pratico, ma la soluzione sta solo in noi: non ripetere certi comportamenti è una questione personale. Pensate che io ci sono ricascata solo un paio di mesi dopo..! Fortunatamente è durata poco e, anche se ne sono uscita di nuovo con l’anima stracciata e una grande rabbia verso me stessa per essermi fatta coinvolgere in problemi che non erano miei, sono stata però più veloce a riconoscere e allontanare. Almeno comincio a capire e a far durare meno la questione.

Sicuramente, un altro tratto comune in tutti questi soggetti è il cercarti quotidianamente, incessantemente e fino allo sfinimento mentre hanno bisogno. I peggiori vanno avanti anni. I narcisisti durano invece – deo gratia! – solo qualche settimana, il tempo in cui gli servi, poi spariscono da soli. Se riesci a stare in guardia per quel periodo, non ti fai troppo male. Detta così, sembra facile individuarli ed evitarli, no?  No, non lo è. Perché è come vedere per strada un cucciolino maltrattato e accorrere in suo aiuto, nutrirlo e accudirlo, poi svegliarsi un giorno mentre ti sta sbranando una mano o se ne è andato a vivere a casa del tuo peggior nemico. (Ovviamente con gli animali non succede mai, sono solo gli umani a essere così complicati).

Ok, come avrete capito mi sono appena tolta un peso. Però…

Dado vegetale, ricetta di Erbaviola.it - si conserva in vasetti di vetro


… però cosa c’entra tutto questo con il dado vegetale?

C’entra. In tanti modi.

Era una cosa che non avevo più tempo di fare. Ora ho il tempo, un lusso! In genere ne faccio parecchi vasetti in estate, quando tutti gli ingredienti sono disponibili nell’orto, ma quest’anno causa trasloco e vampiri non ce l’ho fatta. Così eccomi qui, un dado vegetale fatto poco prima di Natale, giusto per arrivare alla primavera.

Quando non ho il mio dado, uso quello vegetale di Alce Nero, uno dei pochi buoni, bio e senza glutammati. E mi sento una consumista indecente. Mi infastidisce quella scatolina con i pochi dadi impacchettati uno per uno con la stagnola non riciclabile. E zero controllo delle verdure… mmmmhhhh… sufficiente per non restare troppo senza il mio!

E’ un modo molto bello per portarsi nell’inverno tutti i profumi dell’orto estivo. Il profumo che fa questo dado nei brodi e nelle preparazioni, è unico!

La ricetta è piaciuta alla Cucina della Capra, che oltre a una cuoca sopraffina è anche una personcina molto carina. Ho promesso che avrei postato la ricetta dopo che lei ne ha parlato su Facebook, ed eccomi qui a condividerla 🙂

La ricetta molti la conoscono già: c’è su uno dei miei libri, Scappo dalla città. Manuale pratico di downshifting, decrescita, autoproduzione, Ed. FAG Questo libro è arrivato alla seconda edizione, una delle belle notizie di quest’anno, anche se ha causato un bel po’ di stress. La nuova edizione era prevista per il 2013, ma a settembre, quando la casa editrice ha riaperto, sono arrivate una quantità di richieste dalle librerie e sono andate esaurite tutte le copie, così siamo corsi a fare la seconda edizione, riveduta, ampliata, con le foto a colori e nuovi personaggi. Fortuna che ci stavo già lavorando nei mesi precedenti!

E’ simbolico. Bisogna mettere sotto vetro e usare spesso le cose belle che abbiamo e che ci capitano, guardarle e usarle all’occorrenza, per insaporire la vita. Gli amici che si fanno sentire anche se non hanno bisogno niente, solo per il piacere di una chiacchierata. Gli amici che ci sono sempre quando hai bisogno. Gli amici che devi minacciare di respingerli con il lanciafiamme mentre vogliono venire a aiutarti con il trasloco anche se hai solo un fornellino elettrico per rifocillarli. Gli amici che “scriviamo qualcosa insieme?” e lo si fa davvero, scoprendo che si è molto molto più in sintonia di quel che si pensava.

Ricetta per 3 vasetti di dado vegetale 

Dado vegetale fatto in casa - ricetta Erbaviola.itIngredienti

200 gr di sedano

2 carote

1 cipolla grossa rossa

1 zucchina

100 gr di prezzemolo

20 foglie di basilico

2 rametti di rosmarino

15 foglie di salvia

150 gr di sale integrale o gomasio tritato finissimo

1 cucchiaio di olio extravergine di oliva

50 ml di olio extra vergine di oliva

 

Preparazione

Sminuzzare molto finemente le verdure e le erbe aromatiche e mettetele dentro a una pentola meglio se di coccio, insieme a un cucchiaio d’olio, quindi coprire con sale e far cuocere per almeno 1 ora e mezza senza aggiungere mai acqua. A questo punto frullare con un frullatore a immersione o un robot da cucina e rimettere sul fuoco finchè non si sarà addensato ancora. L’operazione può essere fatta direttamente nella pentola se utilizzate un frullatore a immersione. Terminata la cottura, spegnere la fiamma e incorporare l’olio, mescolando bene.

Durante la cottura del dado di cui sopra, sterilizzare per bollitura dei contenitori di vetro e versarvi il dado quando ancora caldo. Meglio utilizzare barattolini piccoli, così da non lasciare aperto un singolo barattolo per molto tempo.


Avviso
: molti vi diranno di buttar dentro tutte le verdure che avete. Pessima idea se siete dei buongustai. L’insaporitore è un equilibrio di sapori, se si mettono verdure a caso può variare molto; per esempio un finocchio o le foglie di cavolo o spinaci ne altererebbero inevitabilmente il sapore, con conseguenze su tutti i piatti che verranno.

Come si usa:  1 cucchiaino da caffé = un dado vegetale. Grazie alla consistenza cremosa, può essere utilizzato senza scioglierlo in acqua. Per esempio, nelle verdure in padella è fantastico, così come negli stufati di seitan, arrosti di seitan, spezzatino di soia, verdure al forno e come brodo per la cottura di risotti, sughi e minestre, ovviamente.

Alcuni usi particolari: per far rinvenire lo spezzatino di soia, lo rende molto più saporito; per fare un sugo di pomodoro molto veloce si può saltare il soffritto e far cuocere la passata con uno/due cucchiaini di dado vegetale; per una velocissima zuppa di miso, basta un cucchiaino di miso, uno di dado vegetale e acqua calda… fatto!

Conservazione: grazie all’alta quantità di sale, si conserva per 6-8 mesi in barattoli di vetro ben tappati e non fermenta né dà ospitalità a batteri. Non è necessario bollire i vasetti, per lo stesso motivo. Se non vi sentite sicuri però, potete sia congelare i vasetti che tenerli in frigo.