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Vite agli antipodi: Rubens e Princess Anita

babies.jpg Il 4 febbraio 2007 c’è stata la prima riunione tra i primi temerari liberi sognatori pacifisti e vegani che hanno partecipato alla STESURA DELL’ATTO COSTITUTIVO del nuovo ecovillaggio nato da un’idea di Rubens Gardelli (l’atto costitutivo è online qui)[nota 25/06/2014: la documentazione non è più presente online].

Mi è dispiaciuto molto non poter partecipare, purtroppo il lavoro a volte è insopportabile, gli impegni troppi e il tempo scarsissimo. sigh.
Rubens mi ha mandato l’atto costitutivo e posso affermare senza ombra di dubbio che è il progetto di ecovillaggio più ambizioso che abbia mai letto! Ci vorranno proprio delle persone in gamba per riuscirci.

Alcune cose però mi lasciano un po’ perplessa… tipo la scelta di non coltivare niente direttamente (permacultura), raccogliere solo i frutti che dona la terra MA addirittura farsi gli abiti con i prodotti della terra. Ehm… che io sappia, cotone, lino e canapa non sono erbe spontanee in Italia… la canapa men che meno purtroppo!

L’altra cosa che mi lascia perplessa è l’esenzione dalle tasse da richiedere allo Stato… temo che almeno la tassa di proprietà del terreno vada pagata e che l’edificazione, a parte il sud Italia, abbia regole ben precise. Dubito fortemente che la regione Toscana abbia la stessa tolleranza del sindaco di Agrigento verso l’edificazione abusiva 😉

Ultima ma non minore cosa che mi riesce un po’ difficile da inquadrare è l’educazione dei bambini. Capisco benissimo la non standardizzazione, tanto che ci sono da sempre scuole di pensiero pedagogico di questo tipo, basta citare le idee della Montessori o quelle fin troppo rivalutate di Rudolf Steiner (mi chiedo sempre, per esempio, in base a quale idea bislacca gli steineriani vietino la televisione visto che Steiner è morto prima che si diffondesse persino il cinema muto…).

Quello che invece non capisco è privare i bambini del libero arbitrio. Un uomo adulto può anche decidere consapevolmente di andare a vivere sui monti cibandosi di bacche in completa armonia con la natura. E’ una sua decisione. I bambini invece se vengono tenuti in questo mondo a parte, vengono privati del libero arbitrio, perchè non gli si danno i mezzi per vivere nell’altra società, quella tecnologica, chiamiamola così. Saranno obbligati a restare per forza in quella parallela creata dai genitori, che invece hanno goduto di libero arbitrio nello sceglierla.

In secondo luogo, è abbastanza improbabile che lo stato lo permetta. Tutte le comuni che ci hanno provato sono state giustamente obbligate a far seguire ai bambini dei programmi scolastici, anche restando in comunità a studiare e dando gli esami a fine anno. C’è da dire che la realtà continua a dimostrare che i bambini seguiti da adulti e insegnanti nelle comuni sono molto più preparati dei bambini che frequentano le scuole normalmente.

Non contesto comunque il progetto ma la parte pedagogica: si priva la futura generazione della comune di quel libero arbitrio che è invece un diritto umano sacrosanto. Questa non può essere mai una scelta corretta.

***

Tanto per andare agli antipodi di questa idea di vita primitivista, oggi ho scoperto per caso che un’amica ritrovata dopo tanto tempo ha un blog, davvero simpatico: 2 Europeans & a Baby (The every day’s life and adventures of a family composed by an italian mom, a belgian dad and an european baby), con la bellissima Anita come star.

Anita è una futura filosofa, ha già capito infatti che le Desperate Housewives sono principesse. Io l’ho capito solo a metà della prima serie dopo una mattina di pulizie di casa, passando davanti a uno specchio. Nel mondo delle casalinghe di Wisteria Lane avrei avuto un delizioso twin set pastello, un grembiulino minuscolo alla francese, tacchi a spillo come quella che lavava i pavimenti con Spic e Span (che fine ha fatto a proposito?) e soprattutto sarei stata pulita, pettinata e truccata, con la casa perfettamente in ordine e il pranzo pronto nel forno. Nella realtà che la piccola Anita ha già capito, mi aggiravo per casa sporca, sudaticcia e spettinata, brandendo il mio Dyson come Terminator e rischiando di risucchiare anche i gatti perché sarà anche potente e fighissimo ma è l’unico aspirapolvere senza la regolazione di potenza. Non ha neanche ‘piano’ e ‘forte’ come gli aspirapolvere degli anni ’70, ha solo ON e OFF come il phon della Barbie (l’aspirapolvere di Barbie non esiste, la Barbie è un’altra che aveva capito tutto).

Insomma volevo dire solo che Anita mi sembra un bel tipino con il suo bel libero arbitrio e magari uno di questi giorni glielo dice lei ai suoi genitori che il cioccolato Nestlé non è etico né sano. Poi se proprio, può chiamare me come rinforzo, arrivo brandendo un toblerone del ctm e prendiamo tutti a tobleronate 😀 Forza Anita!

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3 Comments

  • Reply Alain&Barbara (i vicini vigevanesi) febbraio 13, 2007 at 4:38 am

    Anch’io tifo per Anita! Spero che da grande, con in mano il suo scettro da principessa danzante, metta un po’ in ordine questo mondo che, rotolando rotolando, sta proprio andando a rotoli! Quanto a libero arbitrio, lei è sempre stata libera di decidere e di pensare, già a 2 settimane di vita quando ha deciso che nella culla non ci voleva più stare perché non vedeva il mondo fuori… E’ molto impegnativo e faticoso, lei ha già un bel caratterino, ma preferiamo che lei cresca indipendente e capace di decidere. Tanto sbagliando si impara e si cresce!

  • Reply grace febbraio 19, 2007 at 5:58 am

    …qualcosa mi dice che ha preso il caratterino di una certa persona che so io … 😀

  • Reply valentina gennaio 7, 2010 at 11:56 am

    Ciao,
    intanto complimenti per il tuo blog…da un’onnivora…mi sa ancora per poco!!
    Cercavo la ricetta del seitan per fare una sorpresa ad una cara amica vegetariana. Ho trovato il tuo blog e la galleria fotografica per l’arrosto di seitan degno di un’enciclopedia di cucina. Che sbattimento ma che soddisfazione vederla fare il bis e il tris! Grazie.

    Un appunto a questo post: quando scrivi..”’edificazione, a parte il sud Italia, abbia regole ben precise.. ” mi sembri un pò caustica, un pò troppo. Mi spiego.
    Nel sud le regole ci sono, il problema è che chi non le rispetta lo fa in modo clamoroso! Il dramma è che ci sono giovani che decidono, coscientemente, di piegarsi ad una mentalità perversa solo per comodità.
    Ma ce ne sono tanti come me che decidono per principio di rispettarle tutte le regole, anche quelle “all’italiana” cioè con poco senso. Ce ne sono tanti che come me aspettano da 9 anni un’approvazione dalla regione per costruire una piscina, nel rispetto di ohni vincolo urbanistioco e paesaggistico, e probabilmente non la realizzeranno mai senza versare un obolo (lo chiamiamo così?) a qualche fallito insulso che abbia un ruolo stupido nell’ingranaggio burocratico. C’è chi come me continua a sognare ma sa della piscina dell’albergatore improvvisato (ex politicante), pensata, approvata e realizzata nel giro di 90 giorni scarsi.
    E il politicante è del nord, piemontese doc, di Verbania, che ha solo deciso, come tanti colonizzatori del 3 millennio, di venire a cannibalizzare dove il fianco è scoperto.
    Forse è proprio l’attitudine dell’italiano medio a fare un pò schifo.
    Ma ci sono tanti sognatori, dall’Alpe alla Sicilia. Tutto qui. Ma, soprattutto, le regole ci sono, ovunque.

    Grazie per il tempo che perderai a leggere il mio post (lo ammetto un pò sconclusionato ma partito davvero di getto).

    Valentina

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