Giorno per giorno

IL MALEDETTO CARICABATTERIE

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Dunque, prima quel maledetto caricabatterie del cellulare è sparito. Sono sicura di averlo avvistato un’ultima volta verso Natale. O forse Capodanno. Comunque giù di lì. Dopo di che non l’ho più trovato, allora caricavo il cellulare con quello della macchina. Poi quello della macchina è morto. O forse è morto l’accendisigari, non abbiamo ancora capito bene. Fatto sta che dopo un po’ la batteria si è scaricata. Un giorno, due, tre. Hanno iniziato a lasciarmi messaggi feroci sulla segreteria del telefono fisso. Sono irraggiungibile. Al quarto giorno ho considerato lo spegnimento del cellulare un segno divino. Potevo vivere anche senza cellulare. Per un po’ mi sono beata della situazione e mi ci sono crogiolata. Lavoro = email, fax, icq, telefono fisso. Vita sociale = email, icq, telefono fisso.
Quando uscivo bastava dire alla mia metà le parole magiche: “Tu ce l’hai il cellulare?” e ricevere la sua confortante risposta “Sì ma spento”. Ok, se ci investe un autotreno o avvistiamo un UFO possiamo contattare il resto del mondo.
La pace è durata quasi venti giorni. Hanno smesso persino di lasciare messaggi sulla segreteria. Hanno imparato a mandare una mail. Ero soddisfattissima.
Questo finché non ho realizzato che ci sono persone che usano solo il tuo numero di cellulare. Se non ti trovano, fine. Tu puoi avere fax, mail, telefono fisso, puoi anche comprarti tutta la Telecom compreso il loro telefono ma niente. Loro ti chiameranno solo sul cellulare. Esiste solo quello. Non ci credevo ma è così.
Rassegnata, mi decido a comprare un caricatore e ridare vita a Frankenstein.
Guardo online, il caricatore per il mio cellulare costa dai 12 ai 13,55 euro. Dico, non andrò mica fino all’ipercoop, 5 km e soldi agli ipermercati, per comprare un caricatore del cellulare?! Consideriamo il commercio locale, il futuro è nel commercio locale. Aiutiamo il commercio locale.
Andiamo in questo negozio fighissimo di cellulari sulla via fighissima del paesello, che a Milano sarebbe una vietta qualunque di un quartierino di periferia. Però qui è la via dei negozi fighi. Entro con le mie scarpe ginniche e jeans, il proprietario sembra uscito dalla quarta di copertina del Paninaro, solo un po’ più vecchio. Mi squadra. Mi spiace sig. Negozio Fighissimo, capita che io il mercoledì alle tre del pomeriggio non giri in abito da cocktail. Ho bisogno un caricatore per questo cellulare.
Guarda il mio cellulare come se gli ricordasse vagamente qualcosa della sua gioventù, poi dice di non ricordarsi il modello e me lo smonta per leggerlo sulla batteria. Sì, è del 2004. Pensa. E’ incredibile, ci telefono e registro i numeri che mi interessano, poi ha altre 200 funzioni che non uso comprese delle suonerie polifoniche che ignorano la dodecafonia e degli screensaver per sfigati che non hanno il Mac. Le sembrerà strano, ma troverei stupido dotarmi di altre 200 funzioni che non uso, quindi non lo cambio. Intanto ha capito che modello preistorico è, va a prendere il caricatore. Mi porge la confezione: 20 euro. Ecco, lo sapevo. Il commercio locale. Adesso perchè questo deve mettere giù il palquette e farsi la lampada due volte al giorno io pago un merdosissimo caricabatterie (esattamente quello nella foto) ben 6.45 euro in più. Contando che vale un terzo del mio cellulare. 20 euro il caricabatterie.
Non bastasse, mi ha anche avvertita che per aprire la confezione devo tagliarla, perchè è termosaldata. Ah, ecco. Se non me lo diceva provavo a infilarlo nella presa con tutta la confezione…

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4 Comments

  • Reply jakoz marzo 29, 2007 at 4:10 am

    LOL!

    Torna a Milano!

  • Reply Riccardo marzo 29, 2007 at 7:57 am

    Pensa che io giro con un telefonino del ’98… purtroppo mi è caduto e si e rotto il display, ma vedo ancora i primi caratteri delle prime righe e gli ultimi delle ultime. Con un po’ di impegno riesco anche a leggere i messaggi. Perchè cambiarlo?

  • Reply nina marzo 29, 2007 at 11:55 am

    scusa ma davanti alla richiesta di venti euro non potevi dirgli di no, che se lo tenesse??

  • Reply grace marzo 29, 2007 at 12:04 pm

    @nina: eh, che ti devo dire? sono la felicità dei commercianti… sono una di quelle che si vergognano a dire ‘no, costa troppo’ 🙁

    @Riccardo: ma tu sei veramente imbattibile! 😀 Un decrescitore estremista!

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