Consumo consapevole, Giorno per giorno

SCONTI BENZINA E SALDI GIUSTIZIA

Mi sono dovuta ricredere. Ho dato giudizi troppo affrettati su quanti girano con l’auto straripante di pelouche, animaletti di ogni tipo, borse termiche di ogni foggia e dimensione, parasole di Titti e tendine di Topolino, portabiciclette, biciclette, tostapane, due lettori cd e tre navigatori a testa. E i dadi di pelouche appesi allo specchietto. Io da ingenua credevo che fossero emuli dell’emigrante italiano di “Bianco, Rosso e Verdone”. Invece mi sono dovuta rendere conto che sono consumatori in lotta con le lobby del petrolio.

Secondo la legge 496 del 28 dicembre 1999, le società petrolifere che offrono campagne di raccolta punti che sfociano in premi in omaggio devono offrire la possibilità al cliente consumatore di convertire i punti in sconti sulla benzina acquistata presso di loro.Secondo questa legge, in sostanza, posso scegliere se trasformare i punti in pelouche o in sconti sui rifornimenti della benzina.

Io pensavo di conseguenza che il riscuotere in alternativa dei pelouche, aggiungendo per giunta una cifra congrua ad acquistarlo in via Monte Napoleone, fosse una scelta deliberata. Voglio dire, parliamoci chiaro: il televisore Phillips 14” che si prende con 6000 punti più 99 euro nella raccolta Q8, si compra in offerta negli ipermercati per 49,99 e non bisogna neanche fare 6000 euro di benzina per pagarlo 50 euro in più.
In pratica, vista la legge e visti i prezzi, pensavo che chi si era riempito l’auto di Quottini fosse sulla buona strada per la demenza senile.
Invece no.
Salta fuori che se vai a chiedere di usare i punti per uno sconto sulla benzina che hai appena fatto, ti dicono che da gennaio 2006 non si può più. Alla legge 496 sono state infatti introdotte alcune disposizioni relative alle “campagne promozionali” organizzate dalle compagnie petrolifere che operano in Italia. E’ vero che il consumatore può optare per omaggio oppure riduzione del prezzo in misura del costo unitario dell’omaggio ma… vogliamo ridere? Quanto costa uno di quei pupazzetti made in China a compagnie come la Erg, la Esso, la Total, la Q8 ecc? Facciamo 0,10 centesimi cadauno, voglio stare larga. Ve la sentite di andare a farvi fare uno sconto di 0,10 centesimi su un rifornimento da 50?
Io mi ritiro già qui, abito in un paese, tempo due ore e mi telefona mia zia da Milano per sapere se ho avuto un crack finanziario.
Qualcuno però ci prova a farsi fare lo sconto, per questione di principio. Ma non ci riesce! Non si può neanche farsi fare lo sconto per l’importo corrispondente al valore dell’omaggio. Perché tra le disposizioni introdotte ce n’è anche una che stabilisce l‘esclusione di tutti quegli omaggi “con contributo”. Ed ecco spiegato perché adesso tutti gli omaggi hanno il contributo da pagare (circolare 155 del 7 agosto 2006 del Ministero delle Finanze / fonte: Altroconsumo, Aprile 2007, pag. 203).
Quindi o prendi l’omaggio pagando altri soldi, oppure niente.

Io capisco che la cosa faccia molto adirare, è davvero una presa per i fondelli. Ma per favore, smettetela di protestare prendendo gli omaggi a pagamento. Soprattutto, per cortesia, se proprio non potete farne a meno, prendete il tostapane, il gatto di ceramica, l’orso che conta le favole ma per favore, vi prego, non prendete quelle maledette tendine parasole con Pluto che insegue Pippo che insegue Topolino perché io non vedo una beata fava attraverso il vostro suv galattico e le vostre tendine simpaticissime. E va a finire che uno dei due finisce fuori strada. Di solito quello con le tendine. Grazie.

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