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LA GUERRA DEL LATTE IN POLVERE

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Mentre da noi impazza la pubblicità di latte in polvere e derivati del petrolio destinati alla prima infanzia senza che le neomamme si curino della cosa (se non poche ma in aumento), in altre parti del mondo si solleva la protesta, persino nelle Filippine. Forse siamo troppo abituati a vedere i filippini che puliscono umilmente i nostri bei loft per associarli a qualcosa di più che terzomondisti. Ma è proprio nel terzo mondo, o nel secondo come in questo caso, che la battaglia delle multinazionali del latte in polvere si sta svolgendo. La battaglia è lì, perché qui da noi è già stata vinta e non solo si sono convinte le neomamme che il latte artificiale è più sano e i pannolini di plastica più igenici, ma sembra addirittura eretico dire il contrario! Chi vigila in Italia? Nessuno.

Se il pediatra regala cofanetti e l’ostetrica consiglia marche di latte, è ignobile pensare che il rappresentante uscito poco prima dallo studio gli dia qualcosa in cambio per farlo! Suvvia, con i 200 euro a visita che si prende, vuoi anche che accetti regali dal rappresentante?! Ops, volevo dire “Informatore Medico”, bisogna essere politically correct.
Scusate, posso farvi una domanda banale? Pensate veramente che i rappresentanti delle case farmaceutiche che vanno a trovare i vostri pediatri o che girano per gli ospedali, siano lì per spiegargli come si usa questo o quel farmaco? Per caso il vostro pediatra é analfabeta e non sa leggere le istruzioni da solo? 😀 Dai, fatevele un po’ di domande, è un sano esercizio per non atrofizzare del tutto il cervello!
Ma forse esagero io. In definitiva le aziende farmaceutiche che si occupano di prima infanzia e latti in polvere, ai medici e ostetriche danno solo informazione medica, tipo due settimane a Sharm El Sheik tutto compreso per pediatra e famiglia, con mezza giornata di corso di aggiornamento, sui farmaci, latti e tettarelle prodotte dall’azienda stessa. E qualche campioncino quando passano in studio. Questo se sono bravi e hanno tante pazienti che usano i prodotti Pincopallo. Se ne hanno ancora poche, o non le convincono abbastanza, prendono solo due giorni di corso a Voghera o al massimo possono competere per la settimana bianca a Foppolo.
Siete i bollini di una raccolta punti sulla pelle dei vostri figli.

E’ vero. Ci sono professionisti che non si piegano a questa logica. Sono pochi, pochissimi. Non date per scontato che sia il vostro pediatra perchè se chiedete a chiunque, il proprio pediatra è bravissimo, molto attento e onesto. E allora chi lo consiglia il latte in polvere, le pappe con i coloranti, l’allattamento a biberon? Ma certo, a voi è stato consigliato solo perchè ne avevate REALMENTE bisogno. Eccola lì!
Se la reale necessità corrispondesse davvero il 70% delle mamme, come avviene in Italia, bisognerebbe farsi ricoverare tutti. Vi sembra probabile che il 70% delle mamme abbia bisogno della ‘giunta’ e che poi improvvisamente si trovi ad allattare solo con latte in polvere perchè il bambino dopo la giunta rifiuta il latte materno?! Il 70%? Non sarà che qualcuno è invece interessato a vendervi tettarelle e latte in polvere?
E se non ci pensa il pediatra, ci pensa la televisione o la rivista per mamme e bambini. Non vorrete mica dare ai vostri bambini qualcosa di meno nutriente del latte Pincopallo per farlo crescere bene ?! Pazze! Per risparmiare date delle porcate ai vostri figli che poi si ammalano! Scriteriate! … questo il messaggio.

Dove invece l’attaccamento alla vita è quotidiano, la sopravvivenza necessaria e il mondo non è ancora quello di tronisti e veline, ci sono leggi che impediscono alle multinazionali di imbottire i neonati di prodotti chimici in massima parte dannosi. Queste leggi passano anche per il non pubblicizzare alle neomamme prodotti sostitutivi del latte materno. Nei paesi civili, infatti, dove la salute dei bambini viene prima degli interessi e della speculazione di pochi, il latte in polvere viene consigliato dal pediadra solo in casi di reale necessità.

Agenzia Epa, su Il Corriere della Sera, 19 Giugno 2007:
L’originale protesta di alcune madri filippine davanti alla Corte Suprema di Manila. Le donne mostrano i propri seni dipinti a sostegno della nuova normativa in fatto di pubblicità del latte artificiale. Con il calo dell’allattamento al seno (in Asia soltanto il 35% delle madri allatta i propri bambini nei primi sei mesi) il ministero della Salute filippino lo scorso anno ha vietato le réclame di prodotti destinati a bambini con meno di un anno, quindi anche del latte vaccino. Immediata la reazione delle aziende farmaceutiche che hanno citato in giudizio il Dipartimento per la Salute sostenendo che soltanto il Parlamento ha il potere di cambiare il regolamento in fatto di pubblicità. La Suprema Corte prima ha dato ragione al ministero ma in appello ha ordinato uno stop delle nuove regole. E oggi, mentre le due controparti sono in udienza davanti alla Corte per un ulteriore confronto, è andata in scena la singolare protesta delle neomamme. (Reportage)

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4 Comments

  • Reply Nina giugno 19, 2007 at 11:40 pm

    E brave le mamme filippine!!!! Incrocio le dita, che non debbano abrogare questo santissimo regolamento! Ci fosse anche in Italia….!!!

  • Reply Elena giugno 21, 2007 at 9:06 am

    e brave le Filippine!

    concordo tristemente in toto,
    ti lascio uno stralcio di un articolo sul latte in polvere che avevo trovato e trascritto per il manuale sui pannoli che stiamo mettendo a punto al
    http://forum.promiseland.it/viewtopic.php?t=21068&start=0

    “NDR: Le multinazionali recuperano milioni di clienti di pannolini e latti in polvere sponsorizzando gli ospedali.
    Per quanto riguarda i pannolini ancora non sono emersi grandi scandali, semplicemente perchè quasi nessuno se ne occupa.
    Ma per i latti artificiali gli scandali emergono eccome. Il meccanismo è lo stesso, per pannolini e per latti.
    Trascriviamo una parte di un interessante articolo a questo riguardo:

    “Lettera a un biberon troppo caro” di Gianna Milano, Panorama del 1/2/2007

    La scelta del latte, e quindi della marca, dipende il più delle volte dall’ indicazione che la madre riceve in ospedale al momento della dimissione dopo il parto. “Basterebbe passare una giornata in un reparto di neonatologia per capire. Le varie marche sono fornite al punto nascita gratuitamente con una rotazione di 2-3 mesi, e i latti che ruotano non sono, guarda caso, quelli che costano meno, come Neolatte o quello della Coop” racconta Conti Nibali.
    Già nel 2000 l’Antitrust era intervenuto e sei aziende produttrici di latte in polvere (Nestlè, Heinz Italia, Milupa, Nutricia, Humana e Abbott) accusate di essersi accordate per vendere solo in farmacia pagarono una multa di 6 miliardi di lire. Il latte, dopo quella sentenza, fu venduto anche nei supermercati.
    Quattro anni dopo l’Antitrust è reintervenuto, aprendo un’istruttoria su 15 prodotti, i sei della volta precedente più altri: le differenze di prezzo tra le marche non erano giustificate dal momento che tutti i latti in polvere devono avere le caratteristiche nutrizionali indicate dall’ European society of pediatric in gastroenterology and nutrition (Espgan)

    Il 12 ottobre del 2005 l’Autorità garante ha deliberato che le società Heinz, Plada, Nestlè,Nutricia, Milupa, Humana e Milte, che avevano stretto un’intesa per non farsi concorrenza, pagassero una multa complessiva di oltre 9 milioni di euro.
    …….

    I produttori di latte in polvere continuano ad avere in Italia contatti stretti con società e organizzazioni di categoria, in particolare pediatriche.
    Succede che offrano loro aiuti economici, fondi per congressi e riviste, per comprare strumentazione scientifica.
    Tutti interventi con un costo che alla fine si riflette sul prezzo del prodotto e sulle famiglie.”

  • Reply edgardo cafisse luglio 6, 2011 at 5:30 pm

    Forse ci siamo scordati che il latte materno e’ una ricchissima e preziosa fonte di anticorpi e che quindi e’ e dovrebbe restare l’unica FONTE NATURALE per lo svezzamento dei neonati; per non parlare della componente psicologica che crea un legame particolare, anche questo assolutamente naturale, tra neonato e mamma.
    Purtroppo l’aspetto economico crea false considerazioni e suggerisce di andare, secondo me, CONTRO NATURA creando una infanzia che, prima ancora di imparare a parlare, e’ gia’ farmaco-dipendente e soggetta a non poter contare su una assolutamente naturale, e gratuita, immunizzazione.
    Ovviamente le colpe sono solo nostre e causate dalla pigrizia e scarsa dose di buon senso che ci impediscono di utilizzare un vera liberta’ fondata sulla conoscenza
    anziche’ sottostare a “suggerimenti pseudo scientifici”
    fuorvianti ed esclusivamente interessati.
    Io sono un uomo e… se fossi stato donna… avrei scelto SENZ’ALTRO di allattare; mi auguro che quanto sopra faccia riflettere le future mamme e che quindi non priveranno i loro nascituri di una ricchezza naturale cosi’ importante.
    Edgardo Cafisse

  • Reply Gianni F. agosto 5, 2012 at 2:21 pm

    Salve a tutti. Io penso che lo stato o gli stati dovrebbero fare dei controlli più severi ,per quando riguarda le case farmaceutiche delle loro campagne puplicitarie,e di fare più campagne pubblicitarie per quando riguarda l’allattamento naturale hai neonati

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