Giorno per giorno

MARMELLATA DI ARANCE SPEZIATA ovvero… QUELLO CHE AVANZA DALLE SCORZETTE AL CIOCCOLATO

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A quanto pare leggenda culinaria vuole che la realtà sia il contrario del mio titolo. Ovvero: sarebbe nata prima la marmellata delle scorzette e queste sarebbero solo un modo creativo di riutilizzare le bucce. Ho qualche dubbio in proposito visto che in molti paesi come la Spagna ho trovato marmellate di arance con dentro tutto, scorze, polpa… e semi! Si vede che i sevigliani sono l’equivalente dei nostri genovesi e non vogliono sprecare proprio nulla! Anche perchè, diciamocelo, le bucce degli agrumi fuori dalla cucina sono grossomodo inutili, non si possono buttare nemmeno nel compost se non in minima parte, quindi ai riciclatori estremisti danno qualche grattacapo (equipaje, stai sbuffando e alzando gli occhi al cielo, ti si vede da qui 😀 ).

Insomma, le scorzette erano la mia meta, la marmellata è stato il modo di riciclare la polpa di arancia… mica potevo buttare via 10 arance bio sane sane! Neanche fossi una novella Morticia Addams che taglia i boccioli di rose e si circonda di vasi di steli spinati!

Bene quindi, in questo pomeriggio sonnacchioso e pre-festivo aggiungo la ricetta della marmellata che nasce dopo le scorzette al cioccolato 😀

Ingredienti:

10 arance sbucciate da agricoltura biologica
zucchero in quantità identica alla pesatura delle arance. io ho usato il fruttosio però.
1 limone da agricoltura biologica
1 stecca di cannella
1 stecca di vaniglia
4 chiodi di garofano

Io, come avrete già capito dagli ingredienti, sono di quella vecchia scuola marmellatara che non usa la pectina (orrore!) e tantomeno aggiunge acqua (doppio orrore!). Per la prima tornata di scorzette ho aggiunto alla marmellata in cottura lo sciroppo avanzato dall’ultima cottura delle arance: ho dovuto far cuocere mezz’ora in più e la marmellata è risultata troppo dolce, è un riciclaggio che secondo me non vale la pena. Però. A me piace la marmellata di arance amara. Se vi piace dolcissima, non mettete il limone e allungate con il suddetto sciroppo (o aumentate lo zucchero).

Procedimento: le arance sbucciate e il limone sbucciato, tagliati a pezzettini, in una pentola capiente. Si versa sopra lo succhero e si fa andare a fuoco medio, nel giro di poco le arance rilasciano l’acqua e il tutto diventa facile come girare una zuppa. Si aggiunge cannella, vaniglia e 4 chiodi di garofano… non sceglieteli troppo piccoli perché alla fine vanno ripescati.

Si lascia sobbollire per un’ora o più, dipende da quanto sono succose le arance. Quando raggiunge uno stadio un po’ più liquido della marmellata che desiderate, si toglie stecca di vaniglia, cannella, si ripescano i 4 chiodi di garofano e… è ora di invasarla.

Io di solito intanto che cuoce la marmellata sterilizzo i vasetti facendoli bollire in una pentola di acqua, poi li faccio asciugare capovolti fino a che non è pronta. Non uso il canovaccio da cucina per asciugarli perché i canovacci sono tra i principali veicoli di germi e schifezze varie, con le conserve è sempre bene non rischiare e usare barattoli di vetro ben sterilizzati, con tappi nuovi. Il vetro si ricicla nella campana del vetro, non riutilizzando la confezione delle olive in salamoia per la marmellata fatta in casa 😉

Ordunque, la marmellata è invasata, si mette a riposare rovesciata, appoggiata sul coperchio, in modo che esca bene tutta l’aria. Io di solito la lascio così qualche ora. Poi metto via in dispensa (luogo fresco, asciutto e buio) e si può consumare dopo una settimana. Si può anche subito, ma dopo una settimana il gusto è migliore 😀

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5 Comments

  • Reply La vicina aprile 24, 2008 at 6:08 pm

    E io che ho perso quasi tutto il giorno per inventarmi un nuovo look x il blog… che giornata inutile! Poi, io che ho imparato a mangiare la frutta a 30 anni, devo confessare che ADORO la marmellata di arance! E’ la volta buona che vengo a trovarti… posso ricambiare con qualche tavoletta di cioccolato belga extrafondente!

  • Reply equipaje aprile 25, 2008 at 1:54 am

    Acc… e io che speravo di esser passata inosservata 😀

    (Mis parabienes, de corazon)

  • Reply Yari aprile 25, 2008 at 10:50 pm

    Non posso neppure riciclare il barattolone del pesto vegetale?

  • Reply Erbaviola aprile 28, 2008 at 10:52 pm

    @LaVicina: e dove la vedi l’inutilità? 😀 Certo che potete venire e il cioccolato belga al seguito lo davo per scontato ovviamente 😀 Qui si paga pegno eh, c’è scritto sul campanello: “Friends welcome. Friends with chocolate very welcome. Relatives by appointment.”
    Sarebbe anzi ora di organizzare qualcosa di primaverile…

    @equipaje: il digiuno acuisce i miei sensi 😉

    @Yari: se è intatto con il tappo perfetto, ben gommato e aderente… io mi riferivo comunque in modo generico ai pessimi barattoli da supermercato, quelli secondo me sono da evitare, i tappi dopo un buon lavaggio hanno sempre la gommatura screpolata e salta anche lo smalto a lungo andare. Ne ho visto persino di arrugginiti (orrore!) tra quelli che avevo conservato per le mie faccenduole orticole.

  • Reply ALTRI REGALI AUTOPRODOTTI SOTTO L’ALBERO » Erbaviola.com - Grazia Cacciola agosto 28, 2013 at 8:08 pm

    […] cotognata alle spezie, crema di marroni, carciofini sott’olio, peperoni sott’olio, marmellata di arance speziate e scorzette al cioccolato. Mi sono accorta, scrivendo, che manca la ricetta della mia cotognata, […]

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