Escursioni & Trekking, Giorno per giorno

TOTEM E TABU’

orologio_solare.jpg

Sono qui, più o meno. Vado e vengo, mi sono presa dei momenti di sano far niente che riempio con un insano desiderio di uscire e fare duemila cose più del solito, che si risolve tra l’altro nel non aggiornare mai questo sito, dimenticarmi di telefonare a Tizio e Caio e inviare invece una mail sorprendente a Sempronia che non sentivo da una vita. Vivo un momento così, come se uscissi da vent’anni di carcere e non mi restassero più di dieci giorni di vita.

Ultimamente ho ripreso anche a uscire in coppia, vedere amici, gente nuova, posti nuovi o a girare semplicemente a caso, una cosa che amo fare da sempre e che porta ottimi risultati, nonostante la mia metà ultimamente si sia incaponito con il Tom Tom. Io però ho imparato che per sopravvivere con un uomo è consigliato onorare, con un certo margine preventivo, il silenzio in caso di ultime meraviglie tecnologiche.

Abbiamo un nuovo totem, TomTom. E un nuovo tabu: non devo pronunciarmi contro TomTom. Io sospettavo già che un affare il cui nome va ripetuto due volte non poteva essere un’aggiunta troppo geniale alla mia vita… In ogni caso ora siamo un triangolo, lui lei e TomTom.
L’altro giorno TomTom ci ha portati a Genova – che ci sono sempre andata solo con i cartelli dell’autostrada e una cartina. TomTom però si è sparato la posa che lui ci sapeva andare senza pagare l’autostrada e con dei punti panoramici, si è aggregato. Dopo due ore stavamo ancora vagando per la Lomellina, però con dei paesaggi bellissimi. Arrivati a Genova abbiamo scoperto due aspetti interessanti di TomTom: primo che in mezzo ai palazzi genovesi cade in letargo cronico, dando indicazioni di massima tipo salire una collina passando attraverso le case. Secondo che la sua toponomastica è aggiornata al 1492 o giù di lì, quindi per farsi guidare da TomTom bisogna prima passare al catasto e farsi dare la mappa di Genova antica. Noi non ne eravamo provvisti e TomTom stava riuscendo a farci imbarcare per Tunisi.

Però queste non sono cose da far notare all’essere di sesso maschile che si innamora di TomTom, le cose brutte sono come le cose vere: non si dicono. Invece io l’ho detto e il livore del suo silenzio me ne ha fatto pentire subito. Per riscattare il suo amante siamo partiti a piedi alla ricerca di un bancomat, “guarda mi segnala tutti gli sportelli qui intorno, anche con il nome della banca“. Ottimo, ero sinceramente pronta a ricredermi, ma TomTom era deciso a farci fare 10 km a nuoto e tre di marcia in pineta prima di raggiungere il bancomat dietro l’angolo, il tutto in mezzo all’ilarità dei passanti. Complice il pranzo, TomTom è sparito nei meandri della mia borsa. Zitto. Totem contro tabù: 0 – 1

Andare a Genova aveva uno scopo preciso, visitare il castello D’Albertis, che è un posto bellissimo, anche lui pieno di totem e tabù. Ma io ho allertato subito il mio selfcontrol, ho settato la verbalizzazione su -10 e ascoltato in silenzio la visita guidata.
Il castello è il totem del capitano D’Albertis, ora sede del bel Museo delle culture del Mondo, che le preparatissime guide fanno visitare arrossendo come liceali del primo ottocento davanti ai non pochi tabù. Se passi davanti a una teca con raccolte di oggetti portati dal Capitano da tutto il mondo, ti elencano qualsiasi meraviglia dall’ornitorinco impagliato al vasetto Nasca, ignorando volutamente una scatola che fa bella mostra di un etto buono di cannabis rinsecchita. Inutile dire che noi invece ci siamo abbondantemente sgomitati davanti a erbe e calumet.
E se passi nella ricca sezione di etnomedicina sembra che nessuno noti la presenza di due peni seccati o meglio, la guida è ben lungi dall’introdurre il tabù. O il totem? 😉
L’apoteosi di questo inferno del tabù della guida culturale italiana è la sala turca: divanetti bassi, tappeti, ventagli, pipe, colori scuri, tessuti drappeggiati… vi fa venire in mente niente? La guida ha candidamente esternato che ‘non si sa precisamente a cosa servisse questa sala, forse per intrattenere gli amici‘. Il come, ovviamente, è un tabù. Io avrei un paio di idee, così, alla buona. Sarebbero associabili a quella cinquantina di cilum e pipe da oppio sparse per tutta la collezione, ma sono convinta che in perfetta buona fede alcuni di quei cilum potrebbero essere stati scambiati per colonne corinzie e catalogati come tali.

Comunque, mentre cavalcavo quest’onda anomala del conformismo immateriale, la visita mi è piaciuta molto, se capitate da quelle parti andateci, ne vale veramente la pena.
Io ci sono capitata perché mi affascinava questo personaggio che ha girato il mondo insegnando ovunque a costruire orologi solari, eterni. Ho scoperto che ha fatto tre volte il giro del mondo senza usare nessun motore e nessuno strumento elettronico. E mentre ammiravo gli orologi solari pensavo, ebbra di superiorità intellettuale, a TomTom chiuso nella borsa, umiliato dal suo antenato sestante. Ma non ho detto neanche questo, ben attenta a non rischiare quel guasto mentale che è la verità.

A proposito, il capitano era omosessuale, il che spiega alcune sue scelte. Ma anche questo, non si può dire. Tabù.

Ok, dai, dalla prossima giuro che torno a parlare di piante, orti & affini.

p.s.

Mi sono arrivate delle mail, non rimandatemele, mi sono arrivate, lo giuro. Sono solo lenta a rispondere. I link dei siti amici ecc. li rimetto al più presto, con il recente trasferimento del sito è successo che li devo riscrivere tutti a mano, abbiate pazienza.

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L’orologio solare nella foto sopra si trova al Castello D’Albertis, è stato restaurato nel 2006 da SOLARIA OPERE s.a.s. di Fabio Garnero & C., l’unica ditta artigiana italiana altamente specializzata nel settore delle meridiane, che opera nella progettazione, costruzione e recupero di quadranti solari, nonché nella catalogazione, tutela e diffusione del patrimonio gnomonico italiano.

tipoquadrante emisferico concavo – “Bacino Equatoriale Maggiore”.
declinazione
diametro76,5 cm. (interno)
gnomonepolare.
demarcazionilinee orarie vere locali con demarcazioni al minuto primo, calendario giornaliero completo.
mottoROTUNDA IUCUNDA / HORA PROFUNDA.
altre iscrizioniHoman’s Solar Chronometer.
data originaleriferibile al 1911 da documentazione fotografica d’archivio.
autore originaleHoman’s Chronometer – Glasgow.
note sul quadranteLo strumento funziona per mezzo di due bandelle bronzee su cui sono riportate:
a) sulla bandella fissa il calendario completo giornaliero con settori calcolati sulla base dell’equazione del tempo;
b) sulla bandella mobile il calendario completo giornaliero a settori regolari e l’orologio a ore vere locali demarcato al minuto primo.
Facendo coincidere la tacca relativa al giorno in cui si legge lo strumento della bandella mobile con quella corrispondente della bandella fissa, si ottiene l’ora vera locale esatta corretta dell’equazione del tempo.
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13 Comments

  • Reply Rebus agosto 17, 2008 at 10:32 pm

    E’ lontano dall’esser perfetto, ma mi ha salvato la vita un sacco di volte! (salvato magari no, ma mi ha risparmiato ore di patimenti)
    E’ solo grazie al TT se mi son girato tutta Amsterdam in bicicletta riuscendo non solo a raggiungere gli obiettivi, ma addirittura a rientrare in albergo :-))

  • Reply Erbaviola agosto 17, 2008 at 10:43 pm

    @Rebus: fuaccio un po’ fuatica a scisponderti mentre mi prosctro dafanti alla sosctituszione dell’hd nel powerbook G4…

  • Reply kia agosto 18, 2008 at 9:52 pm

    Quel povero oggettino che sembra essere più indispensabile della carta igienica?…fosse per ogni essere maschile sulla terra ognuna di noi l’avrebbe già in casa…ma io mi son detta….sì è vero sarà anche comodo ma fin a prova contraria ancora si riesce a leggere una cartina e ancora ci sono i segnali per strada….in più se proprio uno è negato e non ha un minimo di spirito di orientamento beh puoi utilizzare quel meravilgioso mondo delle guide michelin in internet….caspita…ne inventano di necessità per poi darti il modo di soddisfarle!!!…cmq è esilarante la tua descrizione della giornata! :))) bacio e a presto

  • Reply claud agosto 20, 2008 at 5:43 pm

    Sei davvero esilarante (concordo con Kja), fossi in te farei pagare il biglietto per accedere al blog (o sito? Insomma quivi)

  • Reply Jacopo agosto 21, 2008 at 11:40 pm

    UAHUAHUAH!!
    mia cara amica, ho da dirti due cose. primo: sei tra le poche cose che rimpiango dell’Italia. Secondo: “l’onda anomala del conformismo immateriale” merita l’inchino.
    Quindi, quando vieni a trovarci? 🙂

  • Reply Yari agosto 23, 2008 at 10:18 am

    Me lo segno per il prossimo giro a Genova!

  • Reply sarmizegetusah agosto 27, 2008 at 1:36 am

    Ho fatto un viaggio a Livorno con un amico che ci aveva installato la voce di Albertino. E’ stato terribile.

  • Reply Marzia agosto 27, 2008 at 3:15 pm

    Io non abbandono mai gli atlanti del touring, che ti portano davvero dappertutto.
    In macchina, il navigatore, SONO IO! 🙂

  • Reply Nadir settembre 5, 2008 at 11:37 am

    il mio lui, fortunatamente se ne è disamorato un pochino, sopratutto da quando non è riuscito ad aggiornarlo via internet.
    Ma anche prima lo criticava, anche se meno aspramente di quanto faccio io, diciamo che la fiducia cieca non gliela accordata, consulta sempre cartine e atlanti, anzi li fa consultare a me tranne poi fermarsi e controllare perchè non si fida… sarà perchè quando gli dò le istruzioni faccio il verso al povero TT? 😉

  • Reply Anna novembre 20, 2008 at 7:05 pm

    Sono contenta che il tuo tom tom ti abbia portato sana e salva al Castello d’Albertis. Mi fa anche piacere che tu abbia notato le pipe da oppio e simili aggeggi: d’Albertis era abbastanza curioso per provarle, e lo ha ammesso senza problemi, anche se non era così stupido da abusarne. Ma omosessuale, fammi il piacere! Te lo garantisco, se d’Albertis era omosessuale, Ferrara è anoressico!

  • Reply Erbaviola novembre 20, 2008 at 7:36 pm

    Anna, mi spiace per il tono un po’ aggressivo del messaggio, questo è un posto di passione dove però si dibatte con una certa calma… Ho capito comunque le ragioni, solo quando ho letto il tuo indirizzo email.
    L’informazione si trova accennata in qualche cronaca coeva e spiattellata bellamente da qualcuna delle guide – non quella preparatissima che ci ha condotti per la verità. Ma essendo una curiosa irriducibile e una taccagna da far impallidire qualsiasi genovese, io con il prezzo del mio biglietto ho parlato con ben due guide e due (?) che vendevano i biglietti. Documentato poco o per nulla? Va bene, parliamone.
    D’altra parte, non è documentato nemmeno che il tom tom mi abbia portata sana e salva al castello… semmai lo è il contrario 😉
    Non ultimo, non è scritto nemmeno che ci fossero abusi di sostanze stupefacenti, lungi da me affermarlo.. come potrei saperlo tra l’altro? Ma francamente, a meno che tu non abbia 110 anni e sia stata presente a queste riunioni, penso che nessuno di noi possa sapere in quali quantità venivano utilizzati questi profumi d’erbe. Per esempio io oggi pomeriggio ho mangiato XY quantità di cioccolato fondente… e ora se ne preoccupi il mio biografo di sapere la quantità giusta 😀
    Suvvia, toni meno acidi sono spesso la via migliore per le spiegazioni interessanti. Confutiamo questa notizia, se è da confutare. Ma su basi solide e documenti, non su paragoni con fenomeni mediatici e alimentari 😉

  • Reply Anna novembre 21, 2008 at 6:38 pm

    Cara Erbaviola, mi dispiace che la mia email ti sia sembrata aggressiva: non lo era per niente. Ma, ohibò, l’informazione dei gusti sessuali è proprio fuori e mi ha fatto sussultare! Non che sia niente di male, ma è falso! Mi dici che è scritto in qualche cronaca coeva, ma non mi risulta, anzi, non ci credo. Dici che lo ha accennato qualcuna delle guide: questo può essere, ma non basta affermare una cosa per farne una verità! Non che ci sia niente di male ad essere omosessuali, sia chiaro, ma lui era noto per amare moltissimo il genere femminile e ha perseverato in questa sua passione in tutta la sua lunga vita.
    Ciao e stammi bene!

  • Reply Bi-nonno GP , uomo di mare novembre 21, 2008 at 11:49 pm

    Cara Erbaviola buonasera,
    meno male che ti sei schivata un incontro ravvicinato con il Capitano… Ne saresti uscita sicuramente felice, ma piuttosto malconcia e distrutta da tanta ruvida e marinaresca vitalita’.
    Se non altro ti avrebbe dimostrato ( con i fatti e non con le chiacchere, come usa adesso ) che le donne furono una delle passioni piu’ intense della sua vita !

    Vai subito a visitare la sua tomba a Staglieno, quella circondata dall’acqua, e vedrai che lo confermera’ anche a te, con un sussurro nel vento…

    Eh , voi , beata gioventu’ del terzo millenio ( quella di D.G. & Company ) !!!

    Ciao

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