L'opera d'arte vincitrice. Sono caduta in estasi catartica davanti all'innovazione di questa opera geniale
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SONO TUTTA PERVASA DALLA CARICA DI INNOVAZIONE DI QUESTO PAESE

Credetemi, sono elettrizzata. Sono tutta pervasa dalla carica di innovazione di questo paese. Ieri sera, complice una pioggia torrenziale ci siamo ritrovati al Festival delle Arti di Bologna. Mi è piaciuto tutto, sono entusiasta. Sono caduta in adorazione estatica dei nuovi talenti, soprattutto per i testi delle canzoni che anche se non raggiungevano il più fine Conte, comunque a Dalla ci arrivavano.
Gli artisti erano tutti fantastici, i cantanti estremamente innovativi, i gruppi hip hop originali e dissacranti e non parliamo dei musical in concorso, da far impallidire Broadway e Amici di Maria de Filippi.

L’organizzazione era degna di un teatro svizzero: tutto funzionava a meraviglia, in particolare i tecnici del suono che sono riusciti nella difficile impresa di rendere ancora più insopportabile Caligola di Camus e ammazzare contemporaneamente l’unico attore che c’era lì dentro (non che fosse il solo, ma era l’unico).
Tra le cose che hanno funzionato a meraviglia è giusto anche segnalare la lungimirante idea di riservare il 70% dei posti a personalità varie, scacciare i malcapitati che osassero sedervisi e fargli poi sorbire un pippone dal mattatore Andrea Mingardi sui posti che erano liberi, venite qui, occupateli, non si può cominciare le riprese con i posti vuoti, sedetevi, dove sono le persone che vanno in quei posti? (e che ne so, ora te li vado a chiamare a casa). Giustamente, però, perché il pubblico è servo dello spettacolo, chi non lo sa è un vecchio barbagianni.

Andrea Mingardi è un mattacchione, ha scherzato tutto il tempo sul fatto che non vende i suoi dischi di canzonette e chiosato con la regina dei casting in platea, elencato venti volte il suo curriculum e una decina il fatto che l’ha chiamato al telefono Vanessa Redgrave (che poi sarebbe la moglie del suo amico Franco Nero). Insomma… dategli un lavoro a questo ragazzino! Bisogna farli crescere i giovani, era il mantra della serata.
Infatti sono andata letteralmente in sollucchero per la carica innovativa e rivoluzionaria durante l’intervento dell’on. Bersani che nei suoi modi da amicone emiliano ha detto due cose simpatiche sul futuro, sui giovani (o su un argomento così) e ha buttato lì la notizia-bomba: stanno parlando per organizzare dei congressi tra di loro! Sono rimasta senza fiato! L’argomento dei congressi non lo so, ipotizzo sull’aggiunta di un colore al simbolo o su una mozione contro la disoccupazione nel Burkina Faso. Però sentirmi nel pieno fervore di tante energie positive mi ha quasi stordita, continuavo a sorridere, ero proprio molto positiva sul futuro dei giovani (soprattutto quelli dei musical) e su quello di questo Paese in generale.
Vedere tanta gioventù che parla alla gioventù mi ha mesmerizzata tutta, soprattutto le battutone tra Bersani e Andrea Mingardi.

L'opera d'arte vincitrice. Sono caduta in estasi catartica davanti all'innovazione di questa opera geniale

L’opera d’arte vincitrice. Sono caduta in estasi catartica davanti all’innovazione di questa opera geniale… soprattutto per il surrealismo dei buchi di scolo del lavandino. Geniale!

Ho avuto l’estasi catartica e la sindrome di Stendhal insieme quando ho visto il quadro premiato per la sezione arti figurative. Era un divano viola in una stanza nera. O una cassa da morto alle pompe funebri. O le prove colore su un palazzo dello Zen. Comunque molto commovente, d’impatto e anche un po’ dissacratorio. Purtroppo il quadro sopra nell’immagine di questo post, che piaceva molto alla mia vicina di poltrona, ha vinto un premio minore. Peccato, secondo me solo perché gli asparagi non sono di stagione e qui va di più il crescione.

Gli ospiti erano tutti esempi della giovinezza scalpitante di questo Paese: si andava dal grande Franco Nero (68) agli spassosissimi Gemelli Ruggeri (54 e 57), Iskra Menarini (63) e un poppante, Paolo Belli (47).
Tutto bellissimo. Bellissimo. Bellissimo. Molto giovane, mi sono sentita vecchia io.

L’unica cosa fuori posto è stato il discorso del buon Moni Ovadia (63) sul fatto che bisogna lasciare spazio ai giovani, che quelli come lui devono essere radici, ma radici produttive, non radici sterili e che gli art director italiani dovrebbero avere 27, 35 anni al massimo, come nel resto del mondo. Secondo me gli è sfuggito lo spirito innovativo e rivoluzionario della serata, gli altri ospiti hanno fatto delle facce che sembrava ciucciassero la mentina senza la dentiera. Ma lo giustifico, povero Moni Ovadia, noi milanesi siamo freddi, delle volte queste vibrazioni rivoluzionarie facciamo fatica a percepirle.

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11 Comments

  • Reply TroppoBarba settembre 22, 2009 at 12:02 am

    Sono le undici e cinquantanove e tutto va be

  • Reply TroppoBarba settembre 22, 2009 at 12:03 am

    ne

  • Reply Alessandro settembre 22, 2009 at 9:30 am

    troppo giovani!

  • Reply TuttoQua settembre 22, 2009 at 9:47 am

    Spettacolare!! Mi spiace essermi perso tutto cio’! 😛 Ora, di’ la verita’, che sei contentissima di essere venuta a vivere da queste parti. Ma dove li trovi in Italia, eventi come questi, dai, su! 😀

  • Reply Nina settembre 22, 2009 at 3:03 pm

    ahaha troppo bello!!! ma dove li trovi questi eventi? a saperlo, avrei fatto volentieri i 100 km che ci separano!!

  • Reply yari settembre 22, 2009 at 7:43 pm

    Avrei tanto, tanto, tanto voluto esserci anch’io 😉

  • Reply cristinab settembre 25, 2009 at 11:53 am

    Ha ha ha, sei fantastica! Povera Italia, vista dall’estero poi fa proprio ridere. Se si pensa alla condizione degli italiani invece fa piangere, cosa fare? Boicottate le elezioni invece di votare in massa, fate qualcosa! Tanta gente è troppo rimbambita dai vari giochi di quiz e pacchi televisivi per pensare o troppo presa a tirare la fine del mese. Mah… La tv è la piu’ scadente d’Europa, cultura poca e tante scemenze…mah…

  • Reply equipaje settembre 26, 2009 at 5:48 pm

    Oh, ma il mondo invecchia di brutto! Nel 2020 ci saranno più over65 che bambini sotto i 5 anni! (no, questa non è una chiosa corporativa, non sono ancora nel novero, grazie! e non ci sarò nemmeno tra dieci anni, prego!)

  • Reply Erbaviola settembre 27, 2009 at 1:38 pm

    @TroppoBarba: mah…

    @Alessandro: sì, infatti, l’ho pensato anche io

    @TuttoQua: contentissima son contentissima… ma tali eventi pullulano a Milano, mica avete l’esclusiva dello spettacolo geriatrico! 😀

    @Nina: son capitata per caso… in realtà volevo solo una piadina alla festa dell’unità ma la festa dell’unità ormai si chiama festa del PD (!) e piadine veg non ne avevano. ho ripiegato sulla minestrina del ricovero per anziani e c’era in omaggio questo spettacolo

    @Yari: non hai che da dirlo, te ne trovo uno per quando vieni, l’Italia ne è piena!

    @cristinab: non è che gli italiani sani non facciano niente, semplicemente le notizie positive non vengono diffuse, NEMMENO dalla stampa estera! La stampa estera si diverte ormai a scimmiottare il presidente del consiglio, e fanno benissimo intendiamoci, ma mai una volta che io legga sui giornali esteri di una protesta o di una manifestazione contro tutto questo. Eppure ci sono. Guarda solo quanto poco spazio hanno dedicato all’uscita de Il fatto quotidiano e quanto ne dedicano invece a scrivere in modo generico e approssimativo che non c’è libertà di stampa. Sembra che gli italiani, tutti, stiano sul divano a guardare canale 5, dal primo all’ultimo, contenti di quel che succede. Non è così, anche all’estero la visione è molto distorta e poi, diciamocelo con franchezza: la maggior parte degli inviati dall’estero in Italia non fa altro che comprare il giornale la mattina e fare un riassunto banale di quello che legge.

    @equipaje: in Italia invecchierà sempre di più visto che ormai si è costretti a vivere in casa dei genitori fino almeno a 30 anni.. (e anche la mia non è una chiosa corporativa, io sono uscita di casa a 22 e non ho mai fatto ritorno)

  • Reply Edera ottobre 1, 2009 at 10:42 am

    Mamma mia, cara Viola, cosa hai riportato alla mia mente. Quando vivevo a Bologna, e facevo l’attrice (eh si, quella di teatro, la giovin attrice che presto si è rotta del mondo marcio del teatro e ha deciso di virare verso lo studio delle erbe) ho partecipato anche io a quel Festival.

    Terribile.

    Mi ricordo solo che nei camerini c’era Brigitte Nielsen, con uno degli spogliarellisti di non so quale team dell’epoca. Si parla di circa sei o sette anni fa. Avevo 22 anni, ero giovanissima, e lì in quel Festival di giovane non c’era un bel niente.

    Meno male che non ho vinto 🙂

  • Reply cristinab ottobre 10, 2009 at 10:19 am

    Non guardo la tv da 5 anni ed in effetti non sapevo di questo nuovo giornale, grazie dell’informazione, tentero’ di comprarlo nei miei giretti in Italia, mi sembra una buonissima idea. Quello che dici sulle buone cose che non vengono pubblicizzate è vero, del resto il regime in vigore si da molto da fare per insabbiare cio’ che è scomodo. D’altronde pero’ io quelle elezioni le ho boicottate, mentre l’80% dei nostri connazionali ha votato e guarda un po’chi ha vinto…

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