unagiostrachegirasoli
Appelli & Boicottaggi, Consumo consapevole, Decrescita, Giorno per giorno, Vita da veg

CI VOGLIONO FERMI PER PRENDERE LA MIRA, NOI DIVENTEREMO UNA GIOSTRA CHE GIRA

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” Ci vogliono tristi per farci contenti, ci fanno sognare i loro diamanti
ci vogliono fermi per prendere la mira, noi diventeremo una giostra che gira ”
… cantavano i Mercanti di Liquore nel bel cd “La Musica dei Poveri” (2002), il pezzo è “El pueblo entiende la poesia“. Lo sto canticchiando mentre scrivo.

Sapete che vi dico? A me della pubblicità della Littizzetto che si abbraccia una vacca dicendo che il manzo della Coop la fà sentire sicura non frega niente. Quattro buoni motivi per ignorare bellamente la Littizzetto e le sue apologie a pagamento della Coop:

1. La Littizzetto è una madre di famiglia, deve portare a casa i soldi. L’anno scorso (casualmente subito dopo il mio sproloquio sul tonno Nostromo, ma è stato solo un caso) si è scandalizzata in diretta da Fazio-io-però-mi-dissocio perché la pubblicità del tonno in scatola prendeva sostanzialmente per i fondelli i tonni. Un tonno guardando il funerale di un altro che finiva in scatola diceva “Sono sempre i migliori ad andarsene”. Littizzetto scandalizzata!
Quest’anno però le offrono qualche milione di euro e quindi trova giusto prendere per il culo le vacche. Intese come mucche, non quelle che circolano negli studi televisivi. Ma cosa vi fa stupire? E’ la stessa che sempre da Fazio-io-però-mi-dissocio sbraita contro le ingiustizie e l’inquinamento che fa venire il cancro, poi prende qualche vagonata di euro dalla H3G per promuovere i loro abbonamenti e telefonini, proprio quella H3G più volte chiamata in causa per aver superato i livelli di elettrosmog e aver provocato – sostengono quelli che gli hanno fatto causa – una quantità di cancri a gente che viveva in prossimità di dette antenne. Oh, sta povera donna tiene famiglia, mica tutti hanno l’ex marito che gli bonifica trecentomila euro al mese. Dove c’è lavoro lei va, è giusto. C’è da pulire una scala, sgorgare un cesso, fare una pubblicità? Lei viene! Non guarda in faccia a niente, lei lavora! Cosa non si fa per la famiglia!

2. La Littizzetto forse beve la sua urina (***). Ora, io ho un’unica opinione su chi beve la propria urina e questa opinione non è per nulla olistica. La mia modesta opinione è che queste persone non mi devono parlare della qualità del cibo, possibilmente non devono usare le mie stoviglie e devono parlarmi a una distanza di almeno 2 metri, a salvezza di sputacchio. Siamo su due pianeti diversi, non c’è comunicazione, su questa cosa sono profondamente ottusa. A me la Littizzetto non ha nulla da dire su quello che va messo in bocca.

3. La pubblicità in oggetto è evidentemente indirizzata a un pubblico di decerebrati, quelli che ridono ancora alla battuta “Si chiama Pietro, torna indietro”. Pare che mia nonna, classe 1910, la trovasse noiosa alle elementari. Quelli che guardano il cinepanettone e il tg5 e Fazio-io-però-mi-dissocio e le non-inchieste delle Iene e la finta-satira di Striscia. Non è gente come noi, loro non hanno mai letto le traduzioni di Woody Allen di Luttazzi, non hanno mai riso alla satira davvero libera di Michael Moore e Jay Leno, non hanno la minima idea di chi sia Richard Linklater e pensano che la Guzzanti sia la sosia di D’Alema. Siamo su pianeti diversi, è evidente. Quindi, che me ne importa di questa pubblicità? Mica è indirizzata a me.  Per esempio, a me Silvio Orlando piace, ha fatto dei bellissimi film come Il caimano, Sud, La mia generazione… però quando è uscito Genitori & Figli non l’ho visto. Se c’è la Littizzetto, il mio personale termometro della qualità scende e secondo me nemmeno Silvio Orlando si aspetta che io e quelli come me andiamo a vedere due ore di non-attori che fanno un non-film sulle non-famiglie. Si vede che anche lui tiene famiglia, è da un po’ che ogni tanto ci infila qualche cineschifezza. Ma io non le guardo, leggo il cast e le cestino. Pensa se lo facessero tutti, è solo un’idea.

4. In generale ho da dire solo una cosa. Se il sistema non ti piace, se non lo condividi, hai solo una scelta: esci dal sistema. Non è vero che si combatte da dentro, da dentro non combini niente. Ti devono vendere dei prodotti, mica scrivere la costituzione. Cosa puoi cambiare? Niente. Io prima alla Coop ci compravo parecchie cose che non erano frutta e verdura. Perché la Coop aveva i prodotti che dicono no alla vivisezione e che non costano un rene come quelli del Naturasì. Ma che senso ha promuovere la carne halal, presentare gli animali solo come cibo (vedi pubblicità della Littizzetto, dalle triglie nel microonde al manzo che la fa sentire sicura) e poi farmi due pigne così di pubblicazioni sul fatto che hanno i prodotti non testati sugli animali? Cioè: te li magni, li macelli all’islamica ma non gli spalmi la crema per vedere se fa allergia? Ah beh, una scelta coerente.

Te lo dico io: la Coop vuole la fetta di mercato di animalisti e vegetariani, come tutti, ma vuole anche la palma della più etica, come pochi, e poi vuole anche il vessillo di quella che ha la carne macellata migliore. Mi ricorda un altro italiano famoso…

Attualmente alla Coop compro solo la cartaigienica e ogni volta che la uso mi rallegro immaginando la Littizzetto mentre dice che la cartaigienica Coop la far star bene e la usa come tovagliolo, visto quello che serve da bere a casa sua. Così la uso pensando che sia il tovagliolo della Littizzetto, mi alleggerisce la coscienza. Ma dopo la pubblicità del manzo, penso che preferirò piuttosto usare un mazzo di ortiche, quindi mi appresto a trovare un altro spacciatore di  cartaigienica certificata FSC. Se non ti piace il sistema, esci dal sistema.

A margine, per fortuna ha smesso di piovere. Nell’orto e sul balcone è cresciuta della verzura anche in mia assenza, il che conferma che io non sono proprio l’elemento indispensabile del mio orto, il quale ha un’anima così permaculturale da essersi seminato da solo svariate essenze, compreso un gigantesco cardo. E’ tempo quindi di tornare a parlare di orto. Non che io non l’abbia fatto, ma ultimamente parlo così tanto di orto fuori dal sito che dentro al sito mi dedico solo allo sfrangiamento dei vostri maròni battendo la grancassa contro il sistema, le multinazionali e la macellazione. Pessimo fenomeno dissociativo, porrò rimedio a brevissimo.

Vi abbraccio tutti profusamente e tantissimo perché più incontro dal vivo le persone che leggono questo blog e più mi stupisco di quante persone meravigliose ci siano!

p.s.

Ah, io non tengo famiglia, tengo due gatti e un fidanzato che mangia per quattro, motivo per il quale anche se la Littizzetto ha parlato bene del mio libro nella sua trasmissione su Radio DJ, sono libera di dire che a me la Littizzetto è scaduta tantissimo e ho parecchio da ridire su queste pubblicità diseducative e speciste della Coop. Perché se sei fuori dal sistema, il sistema non ti controlla. La coerenza non è in vendita al supermercato, te la autoproduci tu 😉

(***) mi informa un’amica esperta di gossip che forse si trattava solo di una battuta. Vabbé, poco male, anche la mia è solo una battuta. L’amica  sostiene che finora solo Eleonora Brigliadori ha ammesso pubblicamente di bere la propria urina, mentre altri lo fanno ma si vergognano a dirlo. Grazie mille per la precisazione, è confortante avere amici così informati! E due: un altro amico mi informa che è proprio vero, l’avrebbe scritto in un suo libro in cui descrive accuratamente come cercava di convincere il fidanzato del beneficio di questa bevuta, non si ricorda però il titolo di tale opera letteraria.

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45 Comments

  • Reply Sara giugno 3, 2010 at 8:56 pm

    Condivido tutto, dal titolo alla coerenza autoprodotta. Grazie erbetta!

  • Reply Neith giugno 3, 2010 at 9:55 pm

    Io ti amo. 😀

    Non ho capito una cosa, però: com’è che ancora la guardi la televisione? Certo che se il risultato sono questi post scompiscianti contro il…sistema, ben venga allora! 😉
    A me la Littizzetto fa ridere, d’altra parte è il lavoro suo fare la buffona, quindi può anche scandalizzarsi, bere piscio, o rassicurarsi abbracciando le bestie che poi mette nel piatto… e continuerà a farmi ridere! ^__^

  • Reply Erbaviola giugno 3, 2010 at 10:12 pm

    @Sara: grazie a te 🙂

    @Neith: ti prego dimmi che sei ufficialmente una ragazza prima che l’uomo che vive con me, che legge anche il blog, mi tenga sveglia fino a domattina per farmi confessare chi è Neith! 😀 Guardo ogni tanto la televisione, a volte anche solo streaming di spettacoli, spezzoni. Non demonizzo il mezzo ma l’uso. Non guardo più i tg però, lì non ho proprio niente da capire, conosco i meccanismi e li reputo tempo perso e lavaggio del cervello. Per dire che Fazio e la Littizzetto sono come sopra, basta una puntata, non vedo quello spettacolo da almeno un paio di anni. A volte mi segnalano una battuta casualmente ripetuta e vado a vedere sulle teche rai. In generale non mi fa ridere. Una volta era dissacrante, poi la ripetizione senza innovazione l’ha resa solo noiosa. e più diventa noiosa, più alza la voce. Strilla banalità, un anno chiama la vagina iolanda, l’anno dopo la chiamerà filimberta e via così. Una comicità ripetitiva e caciarona, che si adatta a tutta la censura rai, fingendo di non essere censurata. In realtà è quello che Luttazzi ha giustamente definito lo sfottò: la critica di potere fatta dal potere, lo sfottò appunto. Ti faccio credere che li prendo in giro ma in realtà lo faccio solo fino al punto in cui me lo permettono. La satira invece va oltre, non ha censura e limiti e soprattutto ha la funzione di denunciare facendo ridere. Come vedi, tutta un’altra storia 😉

  • Reply Neith giugno 3, 2010 at 10:20 pm

    @Uomo che vive con Erbaviola: sono di sesso femminile, etero, e l’amore provato nei confronti di Erbaviola è *puramente* platonico e intellettuale. Giuro! 😀

  • Reply Erbaviola giugno 3, 2010 at 10:33 pm

    grazie Neith! 😀

  • Reply laMano giugno 4, 2010 at 12:12 am

    non siamo soli.
    e non siamo nemmeno pochi.
    si semina.

  • Reply Bibi giugno 4, 2010 at 12:28 am

    non mi occupo “pubblicamente” di questi temi, il mio blog è moooooooooolto più leggero e meno consiglievolmente saggio del tuo, a ognuno il suo percorso….però su moltissime cose noto che faccio gli stessi commenti tuoi (io in sfera più privata), che mi indigno come traspare (traspare, solo?) dalle tue parole, che in special modo mi fa piacere constatare che persone diverse che vivono in posti e modi diversi possono verificare personalmente le stesse ipotesi, ovvero le Iene, Striscia, e le minchiate di compagnia bella.

    sono tra le mie citazioni preferite le imbecillità di rara delizia che vedono il popolo imbesuito votante per mezzo delle cazzate che gli propinano appunto tali “programmi”, e mi vengano a dire ancora che ommadonnachebravialmenolorofannoqualcosa….. e in mezzo a tutto sto marasma sono però sempre più quelli che se ne accorgono, e che la piantano anche di osannare questa gentaglia che propina il comodo proprio aumentando l’imbesuimento generale…

    aaaaaaa….che boccata d’aria sana leggerti 😀
    Bibi

  • Reply Edera giugno 4, 2010 at 12:41 pm

    Non ho mai visto la pubblicità in questione, ma sono d’accordo con quello che dici Erbetta.
    E la Litizzetto a me non è mai piaciuta, troppo finto-volgare, e poi ha un tono di voce che rasenta l’ultrasuono e mi infastidisce assai.
    In tutto questo, la Coop davvero mi è scaduta nel modo più definitivo possibile.
    Da tutto il discorso della carne halal, non ho più comprato niente lì, solo cartigienica. Ma devo trovare anche io un nuovo fornitore!

    E proprio come dici tu: loro vogliono avere varie fette di mercato, anche incoerenti tra di loro…per ottenere tutti.
    La Coop sei, tu, si TU appunto, non io.

  • Reply Vale giugno 4, 2010 at 1:35 pm

    Io al momento la carta idiengica la prendo – ahimè – da acqua e sapone, perché hanno la ecolucart. Conto a breve di iniziare ad ordinarla via internet direttamente dal produttore.

  • Reply claudia giugno 4, 2010 at 2:24 pm

    condivido quello che hai scritto, tranne una cosa:
    “Non è gente come noi, loro non hanno mai letto le traduzioni di Woody Allen di Luttazzi, non hanno mai riso alla satira davvero libera di Michael Moore e Jay Leno, non hanno la minima idea di chi sia Richard Linklater e pensano che la Guzzanti sia la sosia di D’Alema”.
    Scusa, ma traspare una sorta di superioritá che non posso condividere. Solo cosí, per dirti che conosco gente che non solo ha letto le traduzioni di Woody Allen fatte da Luttazzi, ma che ne ha discusso con Woody Allen, direttamente, delle suddette traduzioni. E (scandalo!!!)guarda anche Fazio, ogni tanto. Io vivo all´estero, e la TV italiana mi fa ribrezzo: lungi da me prenderne le difese. Anzi, penso che se gli italiani rimanessero per qualche guasto miracoloso senza tv per tre giorni, ci sarebbe la rivoluzione, e non potrebbe che essere una buona cosa. Magari!!
    Conosco molti saggi, giovani e vecchi, e la maggior parte di loro (non avendo la TV) non conosce né la Guzzanti né Luttazzi (perché non dimentichiamocelo, che sono diventati famosi grazie alla tv…).
    Peraltro: bello, grazie, continueró a leggerti!
    claudia

  • Reply ramalkandy giugno 4, 2010 at 4:14 pm

    condivido!
    e… propongo una cosa

    spegniamo la TV e buttiamo il telecomando
    forse è davvero l’unica soluzione

    ciao

    ramalkandy

  • Reply giusinives giugno 4, 2010 at 4:21 pm

    Io sono sempre in ritardo. Ora mi sono data alla lettura dell’INCI dei prodotti, carissimi, che compro in profumeria. Cercando nella cronologia il mio pc mi ha riportata da te, cara Erbaviola ed allora ti leggo con piacere e mi accorgo di non essere la sola che si rifiuta di vedere i tg o la finta satira contro Berlusconi di Ficarra e Picone (peccato, due conterranei che mi piacevano molto). A proposito, l’urina fa miracoli contro i geloni, lo sapevi, vero? Rimedio della nonna che non c’è più, classe 1899! Ciao!

  • Reply Giovanna2.0 giugno 4, 2010 at 5:55 pm

    La Coop è una catena di _grande_ distribuzione. Purtroppo non può essere altrimenti. Penso si debba prendere il buono che ci si trova, se e come e quando si vuole, e remare contro il resto, oppure ignorarlo. Per adesso non faranno altro che rispondere con letterine fintocortesi e comunicati stampa.
    Ma non so voi, a me sembra che la massa critica diventi via via più vicina. Magari non presto, ma voglio credere che arriverà.

  • Reply TroppoBarba giugno 5, 2010 at 12:10 am

    Non so se interessa, ma il mio cane mangia la sua m***a. Che ci sia un nesso?

  • Reply mara giugno 5, 2010 at 10:38 am

    la pubblicita’ col vitellino mi ha fatto letteralmente rabbrividire sarebbe stato fighissimo se il vitello trasformandosi in leone spalancasse le fauci e inghiottisse la testa della littizzetto..peccato che nella realta’ avvenga esattamente l’opposto.
    grazie, sei un mito.
    un abbraccio
    mara

  • Reply mara giugno 5, 2010 at 11:02 am

    p.s.
    ma come ho scritoooooo!!!!!!!!!!!!anche il mio italiano fa rabbrividireeeeee!
    mi correggo : se AVESSE SPALANCATO le fauci e AVESSE INGHIOTTITO la testa!!
    ti riabracio 😉
    mara

  • Reply Vale giugno 5, 2010 at 2:58 pm

    @Giovanna, se permetti, non sono d’accordo sulla prima cosa che hai detto.
    Grazia dice proprio l’opposto, e cioè che non si può cambiare il sistema dall’interno. I signori della Coop continueranno bellamente a fare il loro mestiere, cioè accaparrarsi clienti, e per far cambiare davvero qualcosa bisogna uscirne.
    La fetta di consumatori veg* non cambierà mai nulla continuando a comprare il loro seitan gommoso e il tofu plasticoso.
    Quello che a me disturba di più, da ex socia, è proprio che mi sono sentita presa per il c**o, più da loro che da qualsiasi altro GDA che non fa propaganda animalista per avere a tutti i costi anche i nostri soldi. Sempre per citare Grazie, vendono i loro bravi prodotti cruelty free (e questa, discorso a parte, è tutta da vedere, visto che non hanno la certificazione lav) e accanto mi ci mettono loreal e procter e gamble?
    Non mi frega niente che il loro detersivo sia cruelty free sew poi gli scaffali sono pieni dei prdotti di gente assassina come procter e gamble.
    E soprattutto, mi infastidisce molto il fatto che mi dicano: ma noi in realtà siamo tanto tanto bravi. Perché è una cavolata.

    Ho trovato molto meno irritante una catena come Auchan, che non fa proclami, non è ecosostenibile, sarà una schifezza quanto vuoi, ma ha un signor scaffale di prodotti veg. E soprattutto non fa tutte quelle irritantissime dichiaranzioni sulla radio del supermercato. Irritanti – ovvio – non per il contenuto che condivido, quanto per il fatto che mi stanno prendendo in giro.

    I fascismi non si sono battuti combattendo da dentro, ma uscendone.
    E speriamo davvero che la massa critica, come la chiami tu, arrivi.
    Io sono piuttosto pessimista, ma magari mi sbaglio. 🙂

  • Reply Jacoz giugno 5, 2010 at 8:28 pm

    mi assento un attimo e mi stai diventando il subcomandante Marcos!

  • Reply stefania giugno 6, 2010 at 3:53 pm

    Ciao Erbaviola, è tanto che non passo da queste parti, ma in questi giorni sono a casa dal lavoro e mi sto prendendo di certi lussi… tipo visitare i blog che mi piacciono. Bel post, condivido tutto. Ma qual è il tuo libro di cui parli?
    Un bacione

  • Reply adriana giugno 7, 2010 at 11:20 am

    ahia!…ed io che inconsapevolemente ad occhi aperti ma con il cervello mezzo acceso non faccio caso a certi stratagemmi mass-mediologici che conosco e non condivido ma di cui faccio parte inconsapevolmente. E’ difficile vivere coerentemente ma per quello mi piace leggerti: rientro nelle “mie corde” …
    grazie e baci
    Adri

  • Reply Erbaviola giugno 7, 2010 at 8:11 pm

    @laMano: 😉

    @Bibi: vedi? il nostro è uno scamio etico-equo… io mi alleggerisco con tutte le delizie del tuo 😉

    @Edera: appunto 🙂 Io ho trovato una cosa che si chiama ‘emporio’ non so se è l’ultimo sopravvissuto in Italia oppure se è un tipo di negozio che esiste nei piccoli centri, comunque hanno sia detergenti eco (per quando non riesco a farli io) che cartaigienica. Forse bisogna solo fare lo sforzo di guardarsi in giro alla fine 😀

    @Vale: non ho idea di come sia organizzato Acqua e Sapone… non sono un franchising? Comunque ci sarà un negozio in zona che la vende…

    @Claudia: forse c’è stata un po’ di confusione. Il paragone è Littizzetto vs Luttazzi, non avrebbe senso paragonare Fazio a Luttazzi perché Fazio non dice di fare satira. E’ la Littizzetto che fa la satira a buon mercato dopo aver intascato un bell’assegno e firmato una liberatoria per non dire determinate cose. Penso che sia abbastanza improbabile che una persona parli di satira con Luttazzi e poi guardi la Littizzetto, se non come fenomeno mediatico. Sono proprio livelli diversi. E’ come paragonare Harry Potter e l’Ulisse di Joyce. Tolto questo, temo che agli italiani non verrebbe in mente la rivoluzione nemmeno con sei mesi senza televisione. La maggioranza sono ebeti vuoti che votano a simpatia, è famoso l’outing di una telefonista ex mediaset che raccontava della gente che telefonava dicendo “Se non rimettete Beautiful alle 14 non vi voto più” oppure “Bello il programma di tizio caio, vi voto” e anche “Se il Milan vince, vi voto”. Siamo in mano a questi beoti perché loro sono la maggioranza, lasciaci almeno un briciolo di superiorità se no ci buttiamo dalla rupe 😉

    @ramalkandy: mah, io sono sempre per non demonizzare il mezzo. semmai condanniamone l’uso improprio 🙂 Un paio di programmi a settimana non fanno male a nessuno, 3 ore al giorno nuociono gravemente alla salute 🙂

    @giusinives: ahah! ma ti capisco, una volta usavo delle creme costose ma basta vedere i risultati dei trattamenti naturali per convincersi che dentro ci sono delle porcherie, anche senza leggere gli inci 😉 L’urina di vacca fa miracoli anche per le muffe sui muri delle vecchie case… è la bevuta che proprio non riesco a condividere 😀

    @Giovanna2.0: sì penso che ci sia una massa critica ma molto piccola. Sono termini di cui si appropria anche la GDO purtroppo quindi alcuni credono di fare massa critica comprando l’equo e solidale al supermercato. Quello, perdonami, è infinocchiamento. La massa critica si fa quando il supermercato non lo si guarda nemmeno 🙂 (parlo anche per me, ovvio, a volte mi piace darmi lezioni in diretta)

    @TroppoBarba: no ed è un vizio pericoloso, possono venirgli infezioni esofagee e intestinali. Se la mangia è perché mangia troppo in fretta le pappe senza masticare bene. Negli escrementi ritrova pezzi di cibo, un sistema godurioso per loro per avere delle scorte a ciclo continuo. Ti conviene fargli perdere il vizio. O gli trituri tu il cibo (un rompimento che eviterei) oppure lo abitui a masticare bene dandogliene poco per volta invece che la ciotola piena di colpo, cosa che lo induce a mandare giù senza masticare. Sono dei golosoni 🙂

    @mara: è stato il dissesto prodotto dalle immagini forti! 😉 sì oggi mi hanno segnalato una pubblicità anche con galline e cane, non le ho viste ma ho un augurio per la LIttizzetto: che un giorno diventi almeno vegetariana e passi il resto dell’esistenza a vergognarsi profondamente per queste pubblicità speciste.

    @Jacoz: sai che non devi toccarmi il sup!! E poi chi ti dice che magari non hai fatto una scoperta? sai che è stato anche lui un ricercatore in una materia umanistica e pare che la prima protesta sia stata contro il sistema baronale universitario?

    @Stefania: ciao cara, come va? è il libro dell’anno scorso “L’orto sul balcone. Coltivare naturale in spazi ristretti”, adesso è in uscita un altro che magari ti interesserà di più, vedrai 😉 Un bacione!

    @adriana: grazie a te! Non ti preoccupare, dubito che qualcuno non ci caschi almeno una volta. Io mille, tanto per dire 😉

  • Reply chiaragallo77 giugno 8, 2010 at 8:15 am

    Bhe….e lo spot in cui Luciana si sollazza davanti alla televisione del suo salotto contornata da polli????

  • Reply kia giugno 8, 2010 at 11:52 am

    Condivido pienamente quasi tutto ciò che dici, tranne che una piccola piccola cosa: sono concorde sull’uscirne (e dato che tu leggi il mio blog so’ che sai che sono concorde!^-^) ma ragioniamo un attimo per ipotesi…mettiamo per es. che da domani tutti i soci coop animalisti-antispecisti e magari attenti ell’etica e che seguono un consumo critico (insomma tipo tutti noi) smettano di acquistare alla coop….e mettiamo che la maggior parte di loro non possano recarsi in posti tipo NATURASì e affini…e che quindi si rivolagno ad altre catene tipo Carrefour (che leva diritti ai dipendenti come fossero patatine) o Esselunga (che se sei un dipendente ti vieta l’utilizzo dei wc se ci sei andata già troppe volte a loro parere e che è anche poco poco etica circa la trasparenza del confezionamento della frutta e verdura bio…)…beh….cosa accadrebbe?…accadrebbe che tutti quei prodotti che fino ad ora sono “decollati” in una catena di larga_distribuzione come coop (vedi tofu, seitan, prodotti a base di soia, alghe,..prodotti ecologici e cruelty-free, FSC …etc…) e che quindi piano piano si sono ‘insinuati’ anche nel carrello della spesa della ‘famiglia comune’ scomparirebbero…e allora via largo campo di nuovo a Nestlè,l’Oreal e affini….e alllora il mio atroce dubbio è : dato che siamo in un mondo dove con 700/1000 euro al mese non ce la fai a fare la spesa in posticini come le catene bio (ci ho provato ma ho dovuto fare una scelta: pagare le bollette o andare a fare acquisti nella grande distribuzione)…io mi chiedo se sia meglio dimostrare il nostro disappunto mandando lettere di protesta magari oltre che alla coop stessa anche ai giornali e perchè no ai concorrenti della coop (visto che tipetti come quelli dell’esselunga non disdegnerebbero fare pubblicità negativa alla coop…arrivano a scriverci libri addirittura!) ma comunque continuare ad acquistare prodotti etici in coop (che poi sarebbe comunque quello che si sarebbe costretti a fare in una qualunque altra catena di larga distribuzione), pur essendo consapevoli dell’ipocrisia ma soprattutto del fatto che coop come dici tu ‘ deve vendere mica fare la costituzione’….non possiamo delegare alla grande distribuzione le scelte giuste però possiamo indurla a falre con le nostre scelte ( che è poi il principio base del boicottaggio e del consumo critico…) perché per me il messaggio da lanciare è che se tu catena X vendi delle cose che sono compatibili con i miei bisogni ( in questo caso etici ) io li acquisto altrimenti no (altro discorso invece è per le marche per il quale c’è molta più possibilità di scelta).
    Chiaro che se invece fossimo in un paese più ‘avanzato’ non saremmo obbligati ad andare alla grande distribuzione perché le catene bio hanno prezzi proibitivi, in Svizzera o in Germania non devi spendere il tuo tfr per fare la spesa lì ma i prezzi relativi al costo della vita e agli stipendi sono molto più equi, ma in Italia le cose sono ancora ‘d’elitè’ e perciò purtroppo la maggior parte di noi deve ricorrere alla grande distribuzione, anche perché il negozietto della Zia Pina sotto casa vende tonno in scatola e ragù di viittelino….insomma altro che etico…
    In conclusione, a livello teorico sono in accordo completo con quello che dici ma all’atto pratico ho forti forti dubbi, magari sbaglio ma per ora purtroppo ritengo che fino a quando compagnie del biologico che seguitano a voler guadagnare uno sproposito su prodotti che dovrebbero costare meno e non di più, solo per cavalcare l’onda del guadagno facile anche loro saranno i responsabili della situazione che induce consumatori etici come noi a dover fare compromessi per rendere compatibili scelte pratiche e etica personale….
    …comunque….è sempre un piacere leggerti…
    …a proposito…forse ci vedremo giovedì sera a Milano per la presentazione del tuo libro…^-^…un bacione a presto!

  • Reply Erbaviola giugno 8, 2010 at 8:10 pm

    @chiara: mi hanno detto ma non l’ho ancora visto… per fortuna!

    @kia: mmmmhhhh tutto giusto ma la mia idea è di agire su due fronti: molta autoproduzione, no supermercato, molto acquisto dai produttori locali. Infine questi ultimi mesi di follia di Coop li ho trovati una buona spinta a cambiare ancora di più nei consumi. Non è accettabile nemmeno comprare solo i prodotti ‘etici’ come facevo fino a poco tempo fa perché, ma è solo una mia idea, se il sistema non ti piace, esci dal sistema. L’alternativa alla coop non è comprare all’auchan e nemmeno comprare nelle catene bio. L’alternativa alla coop è comprare con i gas, per esempio, o direttamente dai produttori-
    Se ci sei giovedì sera mi fa veramente piacere 😀

  • Reply TroppoBarba giugno 9, 2010 at 12:25 am

    Grazie. Non lo sapevo. Adesso vado a controllare se trovo pezzi di cibo… 🙂 Lo so che tutti dicono cosi` dei lori amici animali. Ma devi sapere che il mio cane e` speciale. Non sara` facile farla desistere.

  • Reply Erbaviola giugno 9, 2010 at 11:07 am

    @TroppoBarba: altrimenti mettile dei pezzetti di ananas fresco o essiccato (meglio fresco) mischiati nella pappa. Le fa bene, non sente il gusto insieme al resto del cibo ma le feci assumono un sapore schifoso per lei 😉

  • Reply kia giugno 9, 2010 at 1:27 pm

    E in linea di massima sono davvero davvero daccordo ma se come nel mio caso di gas in zona non ce ne sono e sono riuscita a trovare solo 1 produttore di frutta e verdura bio che però tiene aperto 2 volte sì e 10 no come faccio?…purtropppo non ho moltissima scelta…perciò diciamo quindi che per ora faccio la scelta di fare la spesa in coop (anche se in realtà è una cooperativa indipendente che si affianca a coop per alcuni prodotti)e dal produttore di bio quelle 2 volte che è aperto…per il resto ok all’autoproduzione (sto diventando una fanatica dell’autoproduzione!!! ) …baci baci ^-^

  • Reply Bibi giugno 9, 2010 at 10:49 pm

    …tu però mica l’hai detto che domani sera sei a Milano a tenere un incontro sull’Orto sul Balcone. Io ci sarei venuta volentieri a conoscerti.
    umpf.
    ^^

  • Reply Erbaviola giugno 10, 2010 at 7:00 am

    Ma come! Se ho mandato anche la segnalazione dell’evento a tutti i contatti milanesi su fb! Se guardi nella mia pagina eventi lo trovi ma di sicuro hai anche l’invito 🙂

  • Reply Bibi giugno 10, 2010 at 12:58 pm

    nu….io l’invito non ce l’ho 🙁
    e comunque, ci saranno altre occasioni ^^
    Bibi

    • Reply Erbaviola giugno 11, 2010 at 9:54 pm

      @Bibi: sì fb è una vera ciofeca, anche altri hanno evidenziato lo stesso disservizio. Mi armerò di mailing list corsi a breve 🙂

      @equipaje: guardi madame che a lei non lo fo sapere apposta 🙂 Manca solo che mi debba scavare una fossetta pro-vergogna con il piedino mentre sto a conferenziare…

  • Reply equipaje giugno 10, 2010 at 1:33 pm

    Mademoiselle, forse è giunto il momento che anch’io l’aggiunga ai contatti su FB? In deroga alla mia religione.

    (e comunque ‘stasera non ci sono, peccato!)

  • Reply francesca giugno 11, 2010 at 3:28 pm

    Avevo scritto questo,sono contenta di sapere che non sono del tutto cretina.Ho avuto 1 solo commento..
    Anche oggi sulla puntata di Annozero,l’ultima, nessuno si esprime,è frustrante..
    Ciao Silvia,in realtà volevo chiederti se sai qualcosa sulla tosatura delle pecore,ho letto il bel libro di Dan Mathews, ,Committed ed.ARCANA .Una zampatina vorrei darla visto tutto questo lavorare a maglia che c’è in giro per la rete.Sono testarda.
    francesca

  • Reply maria giugno 13, 2010 at 11:39 am

    Mah!io sono sfavorevole ad ogni tipo di estremismo anche quello alimentare.La Littizzetto la guardo perchè qualche volta mi fa ridere,Fazio lo guardo perchè qualche volta propone della cultura in tv ed è una rarità assoluta in Itlia,diciamo che in giro c’è di peggio di Fazio o della Littizzetto. Anche Luttazzi guardo perchè qualche volta mi fa ridere anche se adesso non so se rido per le sue battute o per le battute di altri “riconstetualizzate” da Luttazzi….ma ciò non toglie che nonostante non sia sempre originale mi fa ridere.Quando una cosa mi piace la guardo quando non mi piace non la guardo e certamente non giudico un film dal cast ma solo dopo averlo visto, non mi piacciono i pregiudizi e le intolleranze a priori ma rispetto tutte le opinioni anche la Sua carissima.Prendo posizione seguendo le mie posizioni è giusto che lo facciano tutti ha ragione quando dice che se qualcosa del sistema non ci piace basta uscirne ma senza essere così radicali altrimenti da schiavi del sistema diventiamo schiavi dell’oscurantismo ideologico.

  • Reply Yari giugno 13, 2010 at 11:45 pm

    E così beve la sua urina… Chissà che acida, con i polli e i vitelli della Coop che se magna.

  • Reply Erbaviola giugno 14, 2010 at 11:26 am

    LOL!!! 😀

  • Reply diana giugno 15, 2010 at 3:17 pm

    mi inserisco per la prima volta anche se ti leggo da qualche mese.
    quello che scrivi e’ sempre interessante e stimolante.

    in effetti analizzare criticamente la propria spesa e’ un processo continuo.
    io faccio parte di un GAS ma sto ripensando a quello che compriamo insieme perche’ mi rendo conto che faccio ancora troppa spesa da sola
    oltretutto sono la sola vegana e quindi latte di soia, tofu e altre cose finisco per comprarle alla biobottega, ma e’ veramente un salasso (ho provato l’autoproduzione, a partire dai semi di soia, ma il risultato e’ stato cosi’ orrendo che mi sono depressa)

    il vero problema e’ che prodotti biologici, solidali e non inquinanti sono ancora considerati uno sfizio per pochi ricchi e quindi gestiti con una politica dei prezzi analoga ai beni di lusso e l’unica arma che noi consumatori abbiamo, cioe’ non consumare o inventarci canali alternativi, per essere veramente efficace ha un impatto significativo sull’organizzazione della vita : pane fatto in casa, orto e frutteto, conserve, scambio con i vicini
    e mi fermo, per non continuare con taglio e cucito, falegnameria, carta fatta in casa ma qui si deborda verso l’anarchia…

    e cosi’ si finisce sempre alla coop, che pur essendo GDO almeno fa un po’ meno ribrezzo di Auchan o Carrefour.

    bisogna solo informarsi, conoscere, approfondire, per evitare di cascare nelle trappole della pubblicita’ che ha scoperto il filone dei buoni (apparentemente sinonimo di fessi)
    ma voi non siete stufi di essere sempre considerati fessi, che si bevono tutto, tranne forse l’urina (speriamo) ?

  • Reply laMano giugno 15, 2010 at 8:40 pm

    @maria: mi scusi, ma Lei dice: “..la cultura in tv ed è una rarità assoluta in Itlia,diciamo che in giro c’è di peggio di Fazio o della Littizzetto”…e poi dice: “certamente non giudico un film dal cast ma solo dopo averlo visto, non mi piacciono i pregiudizi e le intolleranze a priori”.
    ….
    non sarà che avere dei pre-giudizi fa parte dell’essere umano e che solo quando si accetta questa verità si riesce veramente a liberarsene?

    oscurantismo ideologico è esattamente l’opposto di sete di verità, rispetto per la vita, curiosità per l’altro, desiderio di un cambiamento in meglio, pacifismo: tutte cose (tra le altre) che questo sito non solo dichiara nei suoi intenti, ma soprattutto propugna con forza e grande passione, senza menzogne e in maniera assolutamente costruttiva.
    non conosco Grazia che dal web, ma credo sia lampante che si tratta di una Persona che si scontra quotidianamente con le conseguenze belle e brutte delle sue scelte, che non sono facili, e da’ il buon esempio F A C E N D O: ideologia-comunicazione-azione concreta….quanti conoscente che ci riescono?
    ma non sentite quanta energia, quanta gioia nelle sue righe? e quale è la fonte di tutta questa forza? avere SCELTO e avere LOTTATO per le proprie scelte. E vederle fiorire.
    a me non sembra un sito oscurantista (nessuno mi ha chiesto se sono vegana, ad esempio, e non credo che sarei messa a tacere se dichiarassi che ogni tanto la carne la mangio), non mi sembra nemmeno un blog di facinorosi iper-politicizzati, non mi sembra un luogo di scontro, ma di condivisione.

    estremismo è uccidere persone coi diserbanti per difendere i propri guadagni progresso_e_schiavitu_come_leggere_la_storia.html), imporre i propri semi sterili a coltivatori del terzo mondo (http://www.fondazionedirittigenetici.org/fondazione/new/displaynews.php?id=344) svendere l’acqua a privati chi più ne ha, di voglia di arrabbiarsi veramente, più ne metta.

    oscurantismo ideologico è chiudere gli occhi sul mondo, nascondendosi dietro a buonismi che sanno tanto di imbiancatura, salvare la capra e il cavolo, mettere la testa nella sabbia, sorridere con fiducia al proprio boia (suvvìa! non può essere così cattivo, in fondo…o no?)

    scelte, per carità, sempre scelte.
    o no?

  • Reply Yari giugno 16, 2010 at 10:05 am

    @diana
    Ho letto che hai fatto riferimento alla Biobottega, sei di Torino o dintorni? Perché qui a Torino abbiamo un GAS vegano, se ti interessa. Nel caso scrivimi a yari(punto)prete(chiocciola)gmail(punto)com

  • Reply Erbaviola giugno 16, 2010 at 11:17 am

    @Maria: io credo semplicemente che la cultura del ‘meno peggio’ ci abbia portato a un governo di ladri buffoni e a livello mondiale ad una situazione che ha già sorpassato il punto di non ritorno. Se una cosa non è bella, non la considero, mi sembra che il mio tempo sia sprecato per guardare il meno peggio. Voglio il bello. O mi fai ridere o non mi fai ridere. Per ridere qualche volta, ci sono gli amici del bar e credimi che è una pratica più sana che intontirsi davanti alla televisione. Chi ha detto poi che la televisione deva fare cultura? Ma in ogni caso, anche qui, se mi interessa la cultura e la televisione ne dà solo bricioline attraverso Fazio-io-però-mi-dissocio (che, ricordo, è entrato alla Rai grazie a un signore che si chiamava Bettino Craxi che gli fece anche abbuonare il servizio militare)… a che pro guardarla?
    Voglio dire, se vado a una mostra di un pittore e mi piace solo un quadro, non sarò così masochista da tornare a tutte le personali che farà, almeno finché non migliora. Mi sfugge quindi il motivo per cui riaccendete sempre su quel programma? Per le bricioline di cultura e una risata ogni tanto? Maria, ti consideri così poco, una che deve leccare le bricioline per terra e ridere quando decidono loro?
    In quanto al giudicare il film dal cast: a me piacciono i bei film con i bravi attori. Certo, non possono tutti essere Fassbinder, ma una cosa su cui non transigo è la competenza degli attori. Gli attori sono quelle persone che hanno passato minimo 5 anni all’accademia e si sono fatti un mazzo così sui palcoscenici di teatri di periferia. Non sono personaggi starnazzanti privi della minima competenza che recitano sempre e solo la parte di se stessi. Ti ricordo un film di anni fa, quando ancora la Littizzetto non era così famosa, “Tre uomini e una gamba”, 1997, lì puoi vedere la differenza fra 3 attori veri che fanno anche i comici (aldo, giovanni e giacomo, ora purtroppo caduti nel buco nero della follia mediatica), un’attrice vera (marina massironi) e un’oca starnazzante che recita come sempre la parte di sé stessa pensando di essere comica (luciana littizzetto). Se riesci a vederci una differenza, tra questi attori-comici e la forse-comica, allora possiamo parlare di cinema. In caso contrario, sarebbe come spiegare l’uso della penna stilografica a un maiale, con tutto che io ritengo molto intelligenti questi animali.
    In quanto all’oscurantismo ideologico… posso solo immaginare che la locuzione ti sia piaciuta tanto 😀 In effetti anch’io sono tentata a volte di usare questa dialettica da brigate rosse o da canale 5, purtroppo vengo frenata dal mio alter-ego di filologa e non posso giocare con queste (diciamocelo!) bellissime espressioni del tutto e niente.
    Però oggi mi diverte molto l’idea di essere recepita come un’oscurantista ideologica, quindi voglio rincarare la dose chiudendo con una citazione del buon Karl Marx che pensi, Maria, già nel 1843 aveva capito che le persone come lei sono inamovibili e merce preziosa per l’audience. Scriveva infatti: “Il credere che gli esseri umani possano abbandonare le illusioni riguardo la loro condizione, equivale all’esigere che una condizione che necessita di illusioni sia essa stessa abbandonata.” (in “Critica della Filosofia del Diritto di Hegel”, la barbara traduzione è mia).
    Insomma Maria, di sicuro io e te non ci incontreremo alla coop o al cinema, ma magari un giorno da qualche parte ci incontreremo 🙂

    @Diana: hai perfettamente ragione sul dislivello dei prezzi ma credo che la ragione a monte di ciò non sia la gestione volontaria che come dici li fa diventare beni di lusso. Penso piuttosto che da una parte siamo abituati a dei prezzi irreali, mentre dall’altra a acquirenti numericamente molto alti.
    Faccio un esempio su tutti: i pomodori secchi sott’olio. Ora, se 1 kg di pomodori freschi non bio costa dal produttore 0,30 – il barattolo di vetro con tappo 0,40 – l’etichettatura 0,10 – l’olio 0,30 – gli aromi e spezie 0,05 – trasporti e essiccazione 0,40 per un totale di 1,55 euro mi spieghi come diavolo fanno alla Coop a venderlo a 1,49 ? Il non-sense non è il vasetto di pomodori secchi a 3 euro del Baule Volante ma quello a 1,50 della gdo. Che diavolo c’è dentro? Eppure mi capita a volte di dover andare al Naturasì che a suo modo è una piccola gdo e puntualmente sento qualche tizio che davanti ai sottoli esclama “QUATTRO euro per i carciofini sott’olio???? All’auchan 2 euro!”. Ma santa pazienza, quello sbagliato è l’Auchan, mi verrebbe da dirgli. Prova per una volta a farti i carciofini sott’olio da solo o anche solo a fare il conto di quanto costa quel vasetto e spiegami poi cosa c’è dentro a quello dell’Auchan.
    Ci hanno drogati di prezzi bassi e questo ci porta a pensare che dove sono un po’ più alti ci stiano fregando. Contiamo poi che distributori come Baule Volante non hanno certo il traffico merci di una catena di ipermercati e possiamo capire con buon margine di ragione perché non è il bionegozio che ci prende per i fondelli ma il non-bio-ipermercato. Anzi, per esperienza personale posso dire che tolta la catena Naturasì (solo perchè non conosco i loro numeri) negli anni ho incontrato parecchi gestori di bio-negozi che si disperavano per contenere i prezzi, perché la concorrenza con il bio e non bio dei supermercati era particolarmente dura.
    La mia scelta è di comprare meno, produrre in proprio di più ma andare verso l’eliminazione totale del supermercato. Anche perché non è vero che alla Coop, Auchan, Bennet, Carrefour si spende meno. Si spende meno sul singolo articolo, a volte, ma siete mai entrati e usciti con solo ed esclusivamente i tre prodotti che avevate deciso di comprare?
    Credimi, prova a non usare il supermercato per un paio di mesi e vedrai che incredibilmente, anche comprando prodotti a prezzi più alti, spenderai alla fine di meno 🙂 Se vuoi approfondire questo meccanismo, c’è un libro molto ben fatto e leggero, “Antropologia dello shopping. Il fascino irresistibile dei centri commerciali” di Paco Underhill. Svela tutti i trucchi e le magie di chi lavora dietro le quinte per metterci in mano qualche prodotto in più, per farci credere che ne abbiamo bisogno e che solo lì lo troveremo a così buon mercato. Suona famigliare? 😉

    @laMano: sì sono solo scelte, hai ragione (per il resto del messaggio non ti ho pagata, vero? 😀 ). Il problema è che manca la capacità di scegliere. La maggioranza pensa in buona fede di fare una scelta quando prende la farina dallo scaffale bio piuttosto che da quello non-bio. La scelta sarebbe invece di scegliere tra chi vende solo bio e chi vende un po’ di tutto. Tra chi ci crede davvero e chi fa un paio di battute qui e uno spot là. La scelta è anche non aver bisogno di tutto, non farsi drogare di prezzi bassi.
    Ma da qualche parte bisogna cominciare. Anni fa io compravo la farina bio-logici della Coop, non mi vergogno mica di dirlo. Costava 0,50 meno di quella di Alce Nero e viste le quantità utilizzate in casa mia (pane, pizze, torte, preparazione cibi vari) alla fine faceva la differenza sulla spesa. Ma una differenza illusoria. Perché se entravo con una lista “3 kg farina bio – 1 kg zucchero di canna”, uscivo con questi più il detersivo eco in offerta 3×2 (così si risparmia… seh!), il nuovo prodotto in offerta, il vecchio prodotto scontato, il prodotto che mi era proprio venuta la voglia di provare…
    …e il bello è che ci si convince di averle scelte 😉

  • Reply Yari giugno 16, 2010 at 1:33 pm

    Ma che belle risposte cara Erba Viola ;-)(come al solito), è sempre un piacere leggerle. A proposito dei (veri) attori che han fatto gavetta, un particolare piccante su quello della Massironi… È stata la doppiatrice italiana della protagonista principale di una serie di cartoni animati giapponesi porno, chiamata “La clinica dell’amore” (O-genki kurinikku) 😉

  • Reply Mirko giugno 16, 2010 at 5:36 pm

    Sono entusiasta e profondamente d’accordo! 🙂

  • Reply diana giugno 16, 2010 at 7:43 pm

    faro’ sicuramente l’esperimento, almeno di analizzare criticamente ed elencare senza bugie quello che davvero mi serve e quello che alla fine compero, o meglio stilando una rigorosa lista della spesa a cui attenermi e dirottare su altri canali una quota piu’ significativa di acquisti

    e’ esattamente quello che intendevo quando pensavo al processo continuo

    il tuo ragionamento sulla costruzione dei prezzi e’ sicuramente valido ma solo in parte : ci sono dei prezzi “drogati in basso” creati apposta per agire come specchietti per le allodole e attirare altri acquisti, ma e’ anche vero che alcuni prodotti etichettati come naturali, biologici, … in particolare nella GDO sono prezzati come beni di lusso.
    il vero problema dei prezzi e’ dato dal numero di passaggi intermedi, e di conseguenza dal numero di ricarichi che ogni attore che entra in gioco vuole applicare.
    Me ne sono resa conto recentemente in una occasione :
    ho cominciato a produrre un po’ di marmellate, con l’eccedenza di produzione di alcune piante da frutto che ho la fortuna di avere e sto cercando di sperimentarne la vendita; ho quindi dovuto fare l’esercizio di stabilire un prezzo di vendita.
    tenuto conto della totale assenza di economie di scala e ipotizzando una vendita diretta, ho stimato un prezzo a mio parere assolutamente paragonabile a quello di una buona marca disponibile al supermercato -> quindi se riuscissi ad organizzare meglio la produzione e la distribuzione e se potessi aumentare un po’ i volumi, riuscirei ad ottenere un equilibrio fra remunerazione del mio lavoro da un lato e un prezzo “giusto” per chi acquista

  • Reply Oscar Ferrari giugno 20, 2010 at 10:39 am

    il bio costa tanto anche perchè c’è da mantanere un sacco di gente che fa i controlli, che il più delle volte sono un semplice controllo delle fatture e una pacca sulla spalla

  • Reply Erbaviola giugno 22, 2010 at 2:01 pm

    @Yari: grazie a te per il gossip piccante 😀 Conoscevo il fumetto, non il cartone…

    @Mirko: allora cosa ne dici di partecipare a un progetto a più mani di “come si fa a liberarsi dal supermercato?”

    @diana: infatti i costi vengono abbattuti anche nel bio se si acquista da piccoli produttori. Però qui entra in gioco una logica poco felice dei negozianti. In pratica, se io sono un piccolo produttore di tofu, posso vendere o ai singoli negozi oppure al distributore che poi vende ai negozi. Nel primo caso il prezzo resta basso e magari vendo anche a km zero, nel secondo caso il prezzo è maggiorato dal passaggio della distribuzione. Però i piccoli produttori in realtà non possono vendere al distributore perché questo richiede una produzione minima di tot per fornire tutti i negozi.
    Come si potrebbe abbattere questo ostacolo? Se i negozi bio facessero un buon lavoro, comprerebbero direttamente dai produttori. Invece contestano la grande distribuzione dei supermercati e poi loro comprano dai tre unici distributori italiani perché non hanno tempo o voglia o organizzazione sufficiente per acquistare dai produttori piccoli, magari locali. (infatti in tutti i negozi bio trovi i prodotti di baule volante, finestra sul cielo e Ki, anche quelli non etichettati a loro nome, solo perché sono i tre distributori)
    Faccio un esempio di follia: a Pian di Macina, vicino Bologna, c’è la Sun Soy Food che è a parere mio una delle migliori produttrici italiane di tofu, tempeh e lavorati (affettati, pasta ripiena ecc.) però se andate in tutti i negozi bio di Bologna trovate quel tofu immondo durissimo compresso nella plastica a caldo che trovate nel resto d’Italia. Perché? Perché lo distribuisce Baule Volante, ed è più facile per il negoziante ordinare tutto da baule volante che fare diversi ordini di qualità a un passo da lui.
    Resta la soluzione di fare il più possibile da soli e comprare direttamente dai produttori.

    @Oscar: sì vero, ma anche qui dipende… Demeter è un marchio molto serio con controlli costanti, mentre altri effettivamente sono come dici tu e appartengono per lo più alla gdo

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