Animali, Autoproduzione

L’ALBERO DI SATURNALIA

Come tutti gli anni, non festeggio il Natale, festa consumistica per antonomasia, ma faccio l’albero di Saturnalia.
Saturnalia è infatti l’antica festa in onore del dio Saturno, una delle più antiche del calendario festivo romano, la cui caratteristica di addobbo erano i rami di pino infiocchettati e colorati, spesso anche fuori dalle porte. Si celebravano ogni anno, in origine per un solo giorno, forse partendo dal 17 dicembre e proseguiva per più giorni, di solito fino al 26 dicembre.
La festa di Saturnalia cadeva non a caso durante il riposo dai lavori agricoli e rappresentavano la temporanea liberazione dalle fatiche del lavoro, dalle costrizioni sociali e dalle convenzioni morali. La festa, dedicata Saturno quale dio della fertilità, serviva anche ad augurare la fecondità della terra. Da qui l’uso di un sempreverde come il pino, per l’augurio di fertilità e prosecuzione della vita vegetale durante la pausa dell’inverno. (ne avevo già parlato qui un paio di anni fa).

Ho pensato di postare a partire da oggi un po’ dei regali che ho creato in rigorosa autoproduzione. Il problema per chi non vuole festeggiare il Natale è che gli altri però lo fanno e non è affatto carino non ricambiare i regali…  allora che siano almeno autoprodotti!

Ma, ovviamente, dove si mettono i regali? Sotto l’albero. Quindi prima devo metterci l’albero.

Anche perché l’albero di quest’anno è un po’ particolare. Intanto compie otto anni, cosa che a un pino in vaso non potrà mai accadere. Se non si vogliono privare dell’albero i bambini, i gatti e gli adulti, secondo me l’albero sintetico è un buon compromesso, conosco persone che ne possiedono alcuni  che hanno ormai passato i 25 anni.

Ma c’è di più.

Reduce dalla sparizione di una confezione di palline vintage americane a cui tenevo moltissimo, della stella-puntale con luci e, non bastasse, di qualche filo di perline dorate, probabilmente scomparsi in qualche punto indeterminato dei vari traslochi, mi sono ripresa dallo sconforto arrangiandomi con quello che avevo. Ovvero, si ricicla!
Invito quindi gli amici che hanno portato pacchetti dono nel corso dell’anno ad individuare i propri nastri e coccarde: ovviamente non ho buttato niente e mi sono divertita a infiocchettare l’albero, così che ogni nastro ricorda un amico, un momento speciale, un dono prezioso 🙂  Forza, darsi da fare per riconoscerli!

Come si può notare, l’albero è a rotelle, causa necessità di spostarlo. Niente di complicato: uno scatolone sotto il quale ho fissato con spago un carrellino a rotelle per piante, riciclato dal balcone che in questo momento è tra l’innevato e il ghiacciato. Poi ho ricoperto con carta da regalo di recupero e infiocchettato. Altra carta di recupero per la base dell’albero.

Come dicevo, per sopperire alla carenza di palline e addobbi, ho tirato fuori il saccone di nastri di recupero e ho fatto dei fiocchi direttamente sui rami, senza troppi sforzi. Per i nastri più ‘molli’ che non volevano assumere sembianza di fiocco ma si afflosciavano,  li ho inumiditi con una soluzione di acqua e zucchero che asciugando ha fatto le funzioni di una lacca.  I nastri da pacco piccoli li ho sparpagliati tra un ramo e l’altro, così Mako e Kiki nelle arrampicate quotidiane li possono spostare continuamente e buttarli per terra, trascinarseli per casa e tentare saltuariamente di cibarsene.

A proposito di gatti e alberi di natale, vi segnalo – se non lo conoscete già – Simon’s Cat, un fumetto strepitoso che solo chi ha dei gatti può capire a fondo. I filmati sono da ridere alle lacrime, quindi non guardateli in ufficio, soprattutto se avete un capo triste e insensibile. Simon’s Cat con l’albero di Natale è il cortometraggio di quello che succede in casa mia tutti i giorni, infarto compreso!

Bene, l’albero l’ho fatto, ora ci posso mettere sotto i regali autoprodotti con relativi tutorial e modelli 🙂  A presto!

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15 Comments

  • Reply Celidonia dicembre 15, 2010 at 12:32 pm

    Bellissimo!! Un fiocco per ogni amico, come nella tradizione americana del quilting… dà proprio un senso di vicinanza e calore! 😀
    Il mio albero ha vent’anni, ha subito anche un allagamento quando era in cantina, tempo fa… ma si è ripreso benissimo! 🙂

  • Reply Alchemilla dicembre 15, 2010 at 12:33 pm

    Ma grazie per i tuoi consigli, aspettiamo fiduciosi!
    A me intanto S.Lucia ha portato due libri MOOOOLTO graditi, la cui autrice è la stessa che ha fatto questo bell’albero!

  • Reply mammafelice dicembre 15, 2010 at 12:36 pm

    Ciao! Bello coi fiocchi!
    Ma i miei gatti sarebbero troppo tristi senza palline 😀
    Mia madre ha preso per il topo l’albero vero che ha resistito i 2 scorsi natali, ma da qualche mese l’alberello è felice in piena terra e si sono arresi anche loro alla plastica. La mia idea era di farlo durare molto a lungo il nostro, ma i gatti che ci zompano sopra mi hanno già spianato verso il basso tutti i rami 😛
    P.S. ho citato un tuo paragrafo (naturalmente scrivendo che l’ho preso dal tuo libro) sul mio sito, si può fare? So che non si fa di scivere prima e chiedere poi, ma tanto la pagina è in costruzione perchè ancora tutta storta (sono sull’incapace andante), cancello subito se devo! Fammi sapere e buona saturnalia!

  • Reply elena dicembre 15, 2010 at 4:38 pm

    …il mio pino finto quindicenne quest’anno ha chiesto pietà alla micia Francine dopo avere sopportato per anni micio Mozart (che adesso è un vecchio giudice saggio e non si occupa più di smontare l’albero), ma ho addobbato la lampada del soggiorno che è troppo scomoda da assaltare!!

  • Reply Erbaviola dicembre 15, 2010 at 4:50 pm

    @Celidonia: certo, c’è anche un tuo fiocco! 😀 Trovalo prima che Mako lo rapisca! Sì, alla fine la tristezza per tutte le palline e la stella scomparsa ha lasciato il posto a un’idea molto più personale, quindi mi sa che lo rifarò tutti gli anni con ancora più cose raccolte nel corso dell’anno 😉

    @ Alchemilla: ciao cara! Mi dirai se ti sono piaciuti post-lettura, allora! 😉 Sui miei consigli non contare troppo, sui tutorial sono una frana… il primo l’ho appena finito, pronto da postare ma bravi voi se capirete come si fa! 😀

  • Reply Erbaviola dicembre 15, 2010 at 4:53 pm

    @mammafelice: Isabelle, ma certo, scherzi? Le informazioni sono fatte per essere diffuse e tutti i libri possono essere citati 🙂 Io ce l’ho solamente con quelli che invece di citare la spacciano per un loro prodotto! Non è ovviamente il tuo caso! Le palline comunque ci sono, poche, ma ci sono! I gatti sono felici di staccarle ogni giorno 😀 Vengo a leggere il tuo post!

  • Reply Erbaviola dicembre 15, 2010 at 5:00 pm

    @elena: se la questione lampada funziona, sono tentata di seguirti! non so se reggo fino a natale a raccogliere palline e nastri 😉 ma qui di inaccessibile ci sono solo i lampadari… (o forse li ignorano perché privi di addobbi)

  • Reply Silvia P. dicembre 15, 2010 at 5:45 pm

    Ma quante ne sai!

  • Reply kia dicembre 16, 2010 at 3:25 am

    Ma che bello il tuo festeggiamento del “non Natale”(…che come sai per una sbattezzata come me è sempre piacevole…)…il problema infatti è proprio il fatto che gli altri invece lo festeggiano il Natale!…anch’io mi son data all’autoproduzione dei regali e poi trovo che sia così piacevole fare e non acquistare!…il mio di albero ecologico mi è stato donato parecchi anni fa’ dalla mia mamma che odia farlo perciò se n’è liberata felicemente!^-^è perfetto e durerà molto a lungo!!! e…per rimanere in tema i miei 2 cagnoloni amano le palline dell’albero vai a far capire che non sono da tennis e che non si prendono e riportano!^-^ un bacione

  • Reply diana dicembre 16, 2010 at 11:39 am

    adesso non prendetemi per leghista (sia mai) ma i celti festeggiavano il solstizio d’inverno (Yule) con alcune tradizioni molto carine e in parte recuperate e rivisitate nelle feste di natale.
    – rami di pino e agrifoglio per decorare la casa
    – un bel ceppo di legno decorato con agrifoglio e edera messo a bruciare nel camino
    – pranzo tutti insieme con tavola decorata con sempreverdi, rosmarino, vischio e 3 candele, una rossa, una bianca e una verde

    dato che vivo da sola, non ho molta voglia di fare l’albero (anche il mio rigorosamente sintetico e con decorazioni autoprodotte da materiali riciclati) ma mi avete fatto venire voglia di fare almeno qualche ghirlanda per la porta d’ingresso

  • Reply Erbaviola dicembre 16, 2010 at 3:32 pm

    @kia: che cariniii!!! e almeno loro le riportano! I miei gatti quando riescono a staccarne una cercano anche di imboscarla con i loro giochini …ladroni! 😀

    @diana: eccotela! 😀 Se qualcuno poteva cogliermi in fallo… in realtà ho poca ricettività verso le tradizioni celtiche, primo per un sudatissimo esame universitario con un prof veramente antipatico, secondo per la connotazione leghista… allora mi sono buttata su un paganesimo più recente 😀 Forza ora, ghirlanda!!! (sulla mia c’è accampato uno gnomo di feltro con i calzettoni a righe 🙂 )

  • Reply LLa dicembre 16, 2010 at 10:01 pm

    E’ molto molto bello! Io quest’anno volevo prenderne uno vero, ma alla fine è arrivata prima mia suocera che ce ne ha regalato uno di plastica.. l’abbiamo infiocchettato e ora ci diamo all’autoproduzione anche noi.. aspetto con ansia di vedere cosa hai prodotto!

  • Reply diana dicembre 17, 2010 at 10:48 am

    nessuna critica, anzi : e’ solo che il solstizio d’inverno lo festeggiavano proprio tutti (tranne gli aborigeni australiani, perche’ per loro e’ piena estate) e la chiesa cristiana l’ha simpaticamente “incluso” nei suoi riti
    la cosa carina e’ che per Yule e i Saturnalia si usavano praticamente gli stessi simboli
    e allora vai di ghirlande, ciocchi e alberi decorati, gatti arrampicati sull’albero e cani che ingoiano palline e nastri decorati autoprodotti con grande fatica
    e i biscotti alla cannella? e le mele al forno? ne vogliamo parlare?
    (mentre evito di citare i “verdoni di Pontida” e gli infiniti aneddoti che mi verrebbero in mente e vi chiedo 1 minuto di silenzio e compassione perche’ sto in Piemonte)

  • Reply Nadir dicembre 18, 2010 at 3:39 pm

    quest’anno abbiamo un albero vero, in vaso e in balcone (al riparo dalla neve però) decorato con pochi addobbi e luci, ma la tua idea dei nastri è carina, peccato io non ne abbia da riciclare. In primavera l’alberello (che non è nemmeno un abete, ma un cipresso leylandi) finirà piantato in giardino 🙂

  • Reply Erbaviola dicembre 19, 2010 at 12:39 pm

    @LLa: sto giusto per dare sfogo a una fila di post sulle autoproduzioni 😛

    @diana: la compassione la voglio io invece! stavo nel pavese (c’è di peggio?), mi trasferisco in emilia-quasi-toscana e Current come benvenuto manda in onda il documentario “Occupiamo l’Emilia” che racconta l’avanzata leghista nella regione (http://occupiamolemilia.blogspot.com/). CINQUE minuti di silenzio per me, grazie 😀

    @Nadir: quindi l’anno prossimo albero in giardino! che bello!

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