Piccolo di gazza perplesso
Animali, Giorno per giorno

IL PICCOLO DI GAZZA CADUTO DAL NIDO

Casa nostra, anzi la porta di casa nostra, si è trasformata nella ruota degli esposti versione animale.
Sono in casa ammalata, niente di che ma febbre alta probabilmente per tutti questi acquazzoni che mi prendo in testa, puntualmente, ogni volta che devo andare da qualche parte. Così mercoledì sera mi trascino al piano di sotto per la cena, apro la porta d’ingresso per andare a prendere due erbe e chi ti trovo giusto sulla soglia? Ben due crisalidi di Vanessa Atalanta che si stanno schiudendo. C’è un freddo becco. Riesco, armata di paletta da cucina, a prenderle delicatamente e posarle al riparo nella casetta di legno delle coccinelle, dove possono stare protette per la notte e uscire dalle fenditure apposite quando la mutazione sarà terminata, a loro piacimento. Poi ci ripenso e visto che la notte sarà piuttosto fredda, esco di nuovo e porto la casetta delle coccinelle su un davanzale di casa, meno esposto rispetto all’albero su cui sta di solito. Accosto le ante esterne e voilà, protette dal freddo e intemperie ma libere di andarsene quando sarà il momento.

Il giorno dopo, nonostante la febbre ancora alta, scendo al piano di sotto per controllare le farfalle e vedo con piacere che se ne sono andate entrambe. Tutta contenta infilo la giacca a vento (sì, è il 30 maggio…) e faccio per riportare la casetta al suo posto. Ma, sulla soglia di casa, c’è questo signorino qui, un piccolo di gazza tutto infreddolito e tremante.

Piccolo di gazza in riscaldamento

E’ un piccolo di gazza caduto con molta probabilità dal nido gigante che i suoi genitori hanno fatto sotto il cornicione del nostro tetto, a 9 mt da terra e raggiungibile solo con impalcature… che non abbiamo, ovviamente. I genitori nel frattempo sono impegnatissimi a scacciare i gatti del circondario, spaventandoli con voli in picchiata degni di kamikaze. Io non posso fare altro che chiamare la mia metà e arraffare al volo una cesta dei gatti e due spugne dallo stendipanni in giardino (una si rivelerà poi l’accappatoio vecchio ma preferito dell’uomo di casa, che ora passata l’emergenza lo rivuole ‘disinfettato’ dalle medaglie del pennuto!). Avvolgo il piccoletto in uno straccio pulito in microfibra perché scalda pur essendo molto leggera: essendo piccolino e con poche piume è davvero delicato!

Piccolo di gazza perplesso

Appena sembra riscaldato, vado a prendergli un po’ di pane integrale bagnato e se lo mangia immediatamente. Da quel momento, appena mi vede spalanca il becco! Con la stessa immediatezza comincia a decorare di cacche l’accappatoio di cui sopra. Ma di volare non ne vuole proprio sapere. Lo guardiamo bene per capire se ha qualcosa di rotto, nel frattempo dobbiamo metterci anche noi per scacciare il gatto dei vicini che l’aveva già eletto a suo pranzo. In questo però è stata molto più brava la sua mamma: ha fatto scappare il gatto terrorizzandolo con grida e beccate, penso che non lo rivedremo per qualche giorno, poveretto!

A questo punto si pone il problema: come lo riportiamo sul nido? La sua mamma non può farcela e si sta disperando, si vede che è stanchissima di scacciare animali e ha anche gli altri piccoli da accudire. Leggiamo al volo su internet che in questi casi i genitori non li cibano più, si limitano a difenderli. Ma qui è un’impresa titanica. Il gatto è il minore dei problemi. Con il buio arriveranno faine, volpi, falchi e altri rapaci che non si spaventeranno di certo per la gazza-mamma. Se lasciamo le cose come sono, il piccolo può solo morire.
Le gazze-genitori intanto ci osservano. E devono preoccuparsi anche degli altri sul nido. Decidiamo di lasciarlo un attimo da solo in mezzo al cortile, per vedere se tenta di volare o se i genitori fanno qualcosa, intanto noi controlliamo dalla finestra per evitare l’arrivo di pericoli.

Piccolo di gazza, si è un po' ripreso dal freddo

Lui poverino si alza tutto baldanzoso e cerca un paio di volte di allargare le ali, ma niente da fare, è ancora piccolino e con pochissime piume. I genitori gli saltellano intorno per un po’ ma non gli portano nemmeno da mangiare. Scopriamo intanto che le gazze così piccole vanno nutrite solo a carne trita e larve… è capitato proprio nella casa giusta!
A questo punto decido di chiamare la LIPU per sentire cosa devo fare, visto che è un uccello selvatico. La presidente della LIPU di Bologna, Nadia Caselli, gentilissima, mi dice che ormai l’unica possibilità per farlo sopravvivere è portarlo al loro Centro di Recupero e nutrirlo artificialmente, poi quando sarà in grado di volare verrà liberato.

Piccolo di gazza con le granaglie

Nel frattempo arriva la nostra vicina di casa che gentilmente offre anche le granaglie che dà in inverno agli uccelli, ma il piccolo ci guarda perplesso: ehi, sono un corvide, mica un canarino!!
Siamo partiti per un’ora di tragitto in macchina fino a Bologna al Centro di Recupero LIPU (sì, io sempre con febbre, nausea… che vuoi che sia! Aveva più bisogno il piccolino). Viaggio in auto tranquillissimo, ha osservato tutto il tempo il mondo dal finestrino, al calduccio in una cassetta da frutta piena di stoffe morbide e calde.
All’arrivo finalmente questo signorino è stato alloggiato in una gabbia-incubatrice con altri sei suoi simili e rifocillato con un omogeneizzato apposito servito in siringa. La volontaria che l’ha preso in affido dice che stando tra loro simili e rifocillati dai volontari sopravvivono tranquillamente e diventano splendide gazze. Chi lo sa, magari un giorno torna anche a trovarci… Ieri per un attimo il borghetto ha contato un abitante in più.

SE TROVATE UN PICCOLO DI GAZZA CADUTO DAL NIDO, queste sono le indicazioni che mi ha dato la LIPU:

1) portatelo in un centro di recupero della fauna selvatica, sul sito della LIPU ci sono tutti gli indirizzi. E’ inutile chiamare la forestale o altre associazioni per la tutela degli animali, vi risponderebbero tutti di chiamare la Lipu.

2) NON allevatelo da soli, per crescere bene ha bisogno di stare con i suoi simili, non è un animale domestico. Nonostante online si trovino esperienze di gente che si mette un po’ egoisticamente ad allevare uccelli caduti dai nidi, questa cosa per i volatili è deleteria: li private del giusto imprinting per la loro specie e del rapporto con i loro simili, una cosa che gli darà molti problemi in seguito, sempre che sopravvivano. I piccoli di corvidi hanno moltissimo da imparare dai loro simili, da come volare a come procurarsi il cibo, a come scaldarsi stando uno vicino all’altro: voi non potete fare nulla di tutto questo.

3) Se non siete in grado di portarlo al centro recupero fauna, chiedete aiuto a un vicino, un amico o in casi proprio limite alle Guardie Ecozoofile per organizzare un trasporto. Sia alla LIPU che nelle Guardie Ecozoofile sono tutti volontari, è meglio se i fondi li utilizzano per curare gli animali piuttosto che per andare in giro a raccoglierli da chi li trova… portarli in questi centri è il vostro aiuto concreto. Per trasportarli, basta usare una cassetta da ortofrutta e un po’ di stracci o una scatola di cartone opportunamente forata. Se è un po’ più grandino di quello in foto, potrebbe tentare di svolazzare anche se non ne è capace. Per evitare che si faccia male durante il trasporto, chiudete la scatola con un panno o mettete sopra alla cassetta un’altra cassetta capovolta e un panno: al buio stanno più tranquilli. Controllate che abbiano abbastanza aria.

4) Non dategli troppo pane o cereali, soprattutto nei piccoli può provocare un bolo difficile da digerire e fermentazioni. Io gliel’ho dato perché ho trovato online le informazioni di queste persone che li allevano da soli , cosa che non bisogna fare (vedi punto 2). I piccoli di gazza vanno alimentati ogni 45 minuti con carne trita fresca e larve, solo per l’emergenza e per poche ore si possono utilizzare degli omogeneizzati di carne per bambini, da somministrargli con la siringa (senza ago ovviamente). La cosa migliore però è portarli al più presto nelle mani di volontari e veterinari esperti che li cureranno fino al momento di renderli indipendenti.

 

 

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20 Comments

  • Reply Anna&Ipa&Silo maggio 31, 2013 at 6:35 pm

    <3 <3

    • Reply Erbaviola maggio 31, 2013 at 6:39 pm

      sì ti fanno sciogliere questi tipetti quasi implumi! 😉

  • Reply Gloria maggio 31, 2013 at 6:52 pm

    Massima solidarietà Grazia, si vede che questa è la settimana delle gazze! 🙂
    Noi (come avrai ben letto) alla Guardia Forestale non abbiamo trovato nessuno, i Vigili Urbani ci hanno indirizzato verso l’ENPA che a sua volta ci ha indirizzato verso il Centro di Recupero Animali Selvatici del Parco della Gola di Frasassi qui vicino. Peccato che non abbiano risposto per più di un giorno alle nostre telefonate. Per fortuna il nostro veterinario ha già avuto esperienze con questo tipo di animali ed ha una bella voliera, e soprattutto si è mosso a compassione per prendersene cura lui prima di rimetterlo in libertà! Anche perché ci ha detto “Questo almeno campa, sarà una soddisfazione rimetterlo in libertà! Se si è fatto imboccare così bene questo giorno, sopravvive di sicuro e in dieci giorni vola, a volte mi hanno portato dei rondoni che non avrebbero avuto speranza!” Ovviamente la prima mezza giornata io gli ho dato l’orzo visto che di domenica non avevo altro (meno che meno mangime per insettivori), anche se Sveva da saggia che è si era già proposta di andare a raccogliere lombrichi!! 🙂

    • Reply Erbaviola maggio 31, 2013 at 7:03 pm

      Gloria infatti ti ho pensata!!! In effetti ce n’erano altri 6 ‘caduti’ dai nidi quando l’ho portata… si vede che è periodo davvero! Le marche in effetti sono una delle tre regioni in cui non c’è ancora la Lipu 🙁 Sulla forestale io non ci conterei per nulla, soprattutto in alcune regioni la maggior parte del personale è assunto in funzione ‘ghost’… non c’è mai. Misteri italiani. Grande il vet, ma grandissima Sveva che aveva già capito tutto! 😀 Noi in effetti abbiamo valutato di fare qualche buca alla ricerca di vermi, ma nel frattempo si era già risolto con la Lipu e meglio così 😉

      • Reply Gloria maggio 31, 2013 at 7:22 pm

        Il veterinario è stato davvero grande, mi ha dato conferma di aver scelto proprio quello giusto (forse proprio perché non c’è la LIPU e i Centri di Recupero non rispondono, si adatta a fare anche da Centro di Recupero lui stesso), mi ha veramente dimostrato di fare il suo lavoro con una passione smisurata!!

        Sveva è stata grandiosa, poi non so se avrei avuto io il coraggio (visto che la tipetta si faceva imboccare solo da me, si vede che ha colto subito il mio lato materno) di darle poi da mangiare i lombrichi!!! 😀

  • Reply natadimarzo maggio 31, 2013 at 8:05 pm

    Piccino, tutto becco, è troppo simpatico! 😀
    Brava Erbaviola salvapennuti…penso nostalgica che potevo aver fatto veterinatria e a quest’ora accudire aquilotti a tutta randa, sigh. Certo che con questo tempaccio i pennuti sono messi a dura prova…io spero sempre che se mai verrà caldo vengano a nidificare in giardino come l’anno scorso ma ho un po’ perso le speranze…andrò in cerca di uccellini da fotografare per i campi…
    Un abbraccio!

    • Reply erbaviola giugno 3, 2013 at 8:34 am

      grazie cara! Temo però che il vet salva-aquilotti lo faccia per la maggior parte come volontariato e si guadagni il pane con pompose signore con chihuaua nella borsetta… non so se ti sarebbe piaciuto davvero di più 😉

  • Reply Tiziana♥ maggio 31, 2013 at 8:37 pm

    Qui da me in questi giorni le gazze avevano un po’ di mal di testa: le “mie” rondini le beccavano senza pietà appena si avvicinavano troppo al nido. E, per loro, se sei in Italia sei decisamente troppo vicino, al nido…

    • Reply erbaviola giugno 3, 2013 at 8:35 am

      ahahah! sì da noi si sono divise tra due case a un centinaio di metri di distanza… la mia vicina ha il campo volo delle rondini, noi le gazze… siamo stati lottizzati!

  • Reply luby giugno 1, 2013 at 12:08 pm

    da bambina me ne hanno regalate due giapponesi.
    una signora salvava tutti gli uccellini che cadevano dai nidi e poi li liberava,
    ormai faceva da centro di recupero lei, ne sapeva piu’ della lipu del posto 🙂
    in quell anno aveva troppe gazze e cercava chi la potesse aiutare a salvarle, due divennero mie
    sono robuste e molto intelligenti.
    adorano la pasta lessa e rubare anche le crocchette del cane 🙂
    quando se la sentono se ne svolazzano via da sole in cerca dei loro simili

  • Reply Eliana giugno 1, 2013 at 3:39 pm

    Che bella storia memo male con possibile lieto fine! Una curiosità : la casetta delle coccinelle com’è fatta, non ne ho mai sentito parlare. Eliana

    • Reply erbaviola giugno 3, 2013 at 8:39 am

      è fatta come una casetta per uccelli ma invece di avere un foro davanti ha delle fenditure laterali. Si riempie di foglie, rametti e erba dallo sportellino anteriore e le coccinelle entrano ed escono dalle fenditure laterali, trovando rifugio dal freddo e un posto ideale per riprodursi 🙂 Mi è stata regalata un paio di anni fa ma credo si possa fare qualcosa di simile anche in proprio, se cerchi online ‘casa delle coccinelle’ trovi diversi modelli.

  • Reply CescaQB giugno 3, 2013 at 11:51 am

    AMOREEEEE <3_<3

  • Reply Su giugno 3, 2013 at 12:43 pm

    Ma che simpatica la cucciola! Mia nonna spesso ritrovava piccoli di rondine e li nutriva fino a quando volavano via, gli dava prevalentemente pane ammollato al quale noi nipoti, aitanti predatori, aggiungevamo qualche mosca o zanzara. Anni più tardi ho vissuto in una casa con 2 nidi di rondine a vista e ho rimesso con le mie mani un piccolo caduto dal nido (e non ancora trovato dai gatti!) e ho visto che immediatamente dopo i “fratelli” lo spingevano fino a buttarlo giù di nuovo. A quanto pare c’è una “selezione naturale” nella nidiata, questa almeno è stata la mia esperienza. Te ne ha per caso parlato la responsabile Lipu?
    P.S. ah, anche le piccole rondini fanno i kamikaze con i gatti, sono coraggiosissime!
    Su

  • Reply Jessica giugno 6, 2013 at 12:57 pm

    Anche a me è successa una cosa simile; L’anno scorso ho recuperato un piccolo di rondone finito a terra a causa di una macchina. L’ho portato al CRAS di Bergamo e quando sono arrivata anche lui era già in compagnia. È comunque bello vedere che la gente se ne cura e non è sempre indifferente.
    E sempre a proposito di incontri e nidiate, il mio primo esperimento di orto sul balcone ha prodotto un’insalata molto gradita agli afidi. Stanca di mettere macerato d’aglio, ho raccolto una coccinella trovata per caso nel prato e l’ho messa sul vaso. Ebbene, ci è rimasta per qualche giorno mangiando i piccoli insetti infestanti ed ha pure deciso di farci le uova! Ora ho un vaso che brulica di piccole larve di coccinella! Confido nel piccolo esercito per il recupero del vaso di insalata! 😀

  • Reply I TELEVISORI HD DI MAKO » Erbaviola.com - Grazia Cacciola luglio 4, 2013 at 6:44 pm

    […] gazze hanno finito di addestrare i piccoli a volare. Quello che era caduto dal nido invece sta imparando a volare con i volontari della LIPU. Dopo qualche giorno che i […]

  • Reply Monica luglio 10, 2013 at 10:39 pm

    Che bello il piccolo di gazza! Per fortuna dai nidi del nostro giardino non ne sono mai caduti. Anche qui i felini abbondano… Noi invece abbiamo dovuto occuparci di 5 baby ricci rimasti orfani a vagare nel nostro cortile, dopo che qualche idiota aveva causato la morte della mamma per avvelenamento da lumachicida o topicida.
    Noi li abbiamo portati al Corpo di Guardia Forestale (da noi, fortunatamente, non in modalità “ghost”! )
    Un abbraccio,
    Monica

  • Reply randO agosto 28, 2013 at 7:50 pm

    Bellone lui e bravona te!

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