CHI SONO

da Grazia Cacciola
CHI SONO

Grazia Cacciola. Autrice, giornalista, ricercatore e per caso anche blogger.

La mia storia

Molti anni fa, nel pieno della carriera ma praticamente priva di vita vera, ho lasciato una grande città che sentivo ormai soffocante. Dopo anni di spostamenti, oggi vivo sull’Appennino Tosco-emiliano, una parte del mondo che amo profondamente.
Il percorso è iniziato lentamente, più o meno nel 1999, stesso anno in cui ho aperto il sito erbaviola.com, allora dedicato solo alle piante innovative come stevia, ortica, canapa, perilla ecc., le piante boicottate dalle multinazionali ma dalle innumerevoli potenzialità produttive, curative e energetiche.
Da allora a oggi sono passate tante scelte: il downshifting, poi la decrescita, l’alimentazione etica (vegan), la coltivazione diretta, l’autoproduzione, i consumi sostenibili, la frugalità … e il piacere di condividere queste esperienze con chi comincia, chi lo sta ancora sognando e chi può ancora insegnarmi tanto.
Sono nata e cresciuta a Milano, ho girato un po’ di mondo prima per studiare e poi per staccare da lavori a ritmi infernali. Finché non ho deciso che mi stavo perdendo la vita, consumandola senza andare da nessuna parte. Ho cercato di capire cosa mi piaceva davvero e ho cambiato vita a poco a poco, ridimensionando il lavoro, imparando a fare molte cose per conto mio, iniziato a vivere fuori dalla città, prima in Brianza, poi nella campagna Lomellina, ora finalmente sul meraviglioso Appennino Tosco-Emiliano, in piccolo borgo in mezzo ai boschi.

Grazia Cacciola - cucina a legna - Sfornando pane dalla mia cucina a legna del 1950, che per sette mesi l’anno fa da cucina, forno e riscaldamento.

Sfornando pane dalla mia cucina a legna del 1950, che per sette mesi l’anno fa da cucina, forno e riscaldamento.

Dopo anni di questo percorso e chiacchiere su questo sito, ho iniziato anche a scrivere per qualche editore, una cosa nata per caso e diventata ora un altro lavoro.
In questi anni ho anche studiato tanto: prima nel campo delle coltivazioni sostenibili, ottenendo il diploma in Permaculture Design al Permaculture Institute di Bill Mollison e frequentando diversi corsi professionali di botanica, di coltivazione biodinamica e sinergica. Negli ultimi anni mi sono invece concentrata maggiormente sulla nutrizione e la naturopatia, il cui passo più recente è stato il diploma in Scienze Naturopatiche.
Anni di studi e impegno nella divulgazione di questi argomenti mi hanno regalato anche l’esperienza della tv, esperienza che oggi ho ridimensionato a poche consulenze e interviste, perché cominciava ad essere troppo distante dal mio modo di vivere questi argomenti.

Certo, questi cambiamenti non sono stati così brevi come scriverli in queste poche righe, hanno comportato tanti progetti, vittorie, sogni, sentimenti, guai fuori programma, momenti di disperazione e momenti di gioia. Li ho raccontati un po’ su questo sito, molto in uno dei miei libri e ho cercato di riassumerlo un po’ nelle FAQ qui di seguito.

Oggi mi divido tra il mio lavoro di sempre in una web agency dai ritmi umani, lo studio della naturopatia e la scrittura di saggi e manuali sull’alimentazione consapevole e gli stili di vita etici. Mi sento ancora in cammino.

salone del libro Casa cookbook

Presentazione di “Formaggi Veg” al Salone del Libro di Torino

Le dieci FAQ
( ovvero le 10 Fantasie Autoprodotte Qui  – o le domande più frequenti che arrivano via email e sul blog)

1) Sei una blogger?
No, sono un’autrice che ha anche un blog.
Le uniche blogstar qui sono Mako e Kiki, due mici trovatelli con un carattere giocherellone e coccolone che erano stati buttati al freddo in una corte, forse perché scartati da una di quelle cucciolate di gatti alla moda, metà certosini e metà persiani. Ogni tanto si improvvisano blogger. Sono gli unici blogger qui. (Dal 2015 è arrivato anche Koi, ma lui non scrive, fa il fotomodello)

2) Hai degli animali? Allevi animali?
No. Credo che gli animali non si possiedano, al massimo ti trovano loro. Non allevo animali perché sono contraria a qualsiasi sfruttamento animale, per quanto mi è possibile. Le ragioni le ho spiegate in dettaglio qui. Fondamentalmente, mi fa orrore la macellazione e l’incarceramento di altri esseri viventi.
Ci sono solo animali liberi qui attorno, quando parlo dei daini o dei caprioli, dei cervi… sono quelli che vivono liberi nel bosco, così come altri piccoli animali che a volte capitano da queste parti, vengono curati e liberati.
Ci sono animali che girano per il giardino, vanno e vengono a seconda delle stagioni, si moltiplicano e sanno che qui possono sempre trovare una piccola oasi di pace. Non è raro arrivare da queste parti e trovare un gatto dei vicini che prende il sole sulla soglia di casa, le tortore che tubano nei miei vasi o il picchio di vedetta sull’antenna parabolica. O un cinghialetto che mi espropria l’uva. Qualche ospite arrivando su per i tornanti deve anche dare la precedenza alla volpe o a un tasso, quando non a qualche cervo. Sono tutti liberi.

Piccolo di gazza perplesso

Un piccolo di gazza caduto dal nido e salvato.

3) Vivi in una capanna su un albero in mezzo a una comune hippie? Passi la giornata a zappare e fare il bucato a mano?
No, non è la mia idea di decrescita. Oggi vivo in un piccolissimo borgo in pietra, in mezzo ai boschi, sull’Appennino Tosco-Emiliano, in una casa in pietra riscaldata solo con la legna del bosco attorno.
Ho un lavoro a tempo pieno e una vita sociale. Vivo intensamente in effetti, incontrando tanta gente, spesso spostandomi e non disdegno le nuove tecnologie, ma con parsimonia: solo quello che è davvero necessario, solo quello che può durare tanto e preferibilmente può essere anche smaltito in modo sostenibile o riciclato.

sdraio in terrazza luglio 2015

Il mio angolo lettura, tra l’orto sul balcone e i colli

4) Cosa intendi con “tecnologia con parsimonia”?
Intendo che non ci serve tutto, che spesso si vive irretiti da un marketing pressante che induce l’idea che qualsiasi gadget tecnologico sia assolutamente indispensabile, con l’unico risultato di farci lavorare il triplo per acquistare cose di cui in realtà non abbiamo bisogno. Io ho deciso di scendere da questa giostra e vivo molto meglio. Ti faccio qualche esempio concreto.
Dal 2012 ho un computer autocostruito da degli amici, uso sistemi opensource per il privato e Apple per il lavoro. Sono insofferente solo al cellulare, tanto che il mio è vecchissimo …ma funziona. Meno mi telefonano, più mi stanno simpatici. Parlo più volentieri di persona, o se proprio per email o skype.
Ho anche degli elettrodomestici, anche se pochi e a risparmio energetico, perché ritengo che per la mia persona non ci sarebbe una grande crescita tornando a fare il bucato a mano.
Compro con oculatezza, solo il necessario, solo cose che dureranno tanti anni o che prevedono pezzi di ricambio.
Baratto, ma non online.
Restauro mobili in legno massello da anni, antichi e nuovi. Evito il truciolare e non sopporto la formica: la mia casa è arredata con tanti mobili in legno recuperati e restaurati.
Taglio e cucio qualche vestito da sola (non tutto il guardaroba!), amo le macchine da cucire e andavo fierissima della mia Elna Supermatic del 1952 (neanche un pezzetto di plastica!) che però è defunta senza possibilità di ripararla nel luglio del 2015. Non so cosa mi porterà il futuro, per ora uso la Oper a navetta orizzontale di fine Ottocento, ereditata e restaurata con amore. Va a pedale, posso cucire persino in giardino, una cosa che compensa un po’ il fatto che cucia solo dritto 😀 Ma per ora va così.
Gran parte della maglieria di casa nostra è opera mia: maglioni, berretti, sciarpe ecc. Lavoro a maglia nelle sere d’inverno, quando fuori nevica, di solito guardando un film perché lavoro senza necessità di guardare le mani.
Non compro cibo confezionato, produco io tutto il cibo che utilizziamo, partendo da alimenti base come legumi, cereali, pasta madre. Non sto ore in cucina, ho sviluppato da anni un sistema di pianificazione che mi permette di cucinare non più di un’ora al giorno o anche meno. O anche niente. Ho sempre qualcosa di pronto per quando non ho voglia di fare nulla.
Abbiamo due orti e attorno un Appennino pieno di erbe spontanee. Per il cibo che non produciamo, acquistiamo presso cooperative agricole e produttori bio della zona.

La salvezza: cucina a legna, riscaldamento a legna, lampade a olio e candele. (immagine di dicembre)

La salvezza in una settimana senza elettricità (e per gli altri anche senza gas). Ce la caviamo con la cucina a legna, le stufe a legna, le lampade a olio e candele. (immagine di dicembre 2014)

5) Si, vabbé, si fa presto a fare l’ecologista vivendo così, prova a dover lavorare a Milano e farti tre ore di traffico al giorno…
Vivevo a Milano. C’è stato un periodo in cui lavoravo contemporaneamente vicino a Viale Cassala, a Sesto San Giovanni e a Busto Arsizio. Ci sono stati giorni che partivo di casa alle 7.00 e rientravo alle 23.00. Altri in cui prendevo un aereo alle 6.00 della mattina e un altro alle 22.00. C’erano domeniche con il brunch sui navigli, happy hour scambiati per cene e guardaroba cambiati ad ogni stagione. C’erano costi folli, molta apparenza, rapporti sociali effimeri e una corsa incessante per la carriera, l’apparire, il relazionarsi.
Ci ho messo anni di lavoro, fatica, sogni e speranze per arrivare a questo tipo di vita. Non ho ricevuto in regalo una cascina in Toscana dalla famiglia, non ho rapinato una banca (semmai il contrario, ma questo succede a molti) e non è successo tutto dall’oggi al domani. Ho fatto fatica, come tanti. Ce la sto facendo, come altri che nascono per caso nel centro di una metropoli e un giorno decidono che gli piacerebbe di più fare un’altra vita. Si puo’.

fuori di casa, il bosco- erbaviola

Oggi l’inverno è così, aprendo la porta di casa.

6) Per te è stato più facile perché non c’era la crisi.
Leggi l’ultima frase qui. Poi fatti delle domande sul perché cerchi immediatamente una giustificazione che ti metta al riparo dal non fare qualcosa. Ti sono familiari frasi come: “Lui però aveva già la casa”, “Lei è raccomandata”, “Sarebbe facile anche per me se…”? Significa farsi opposizione da soli. Smetti di farlo o non ti muoverai mai da dove sei. E’ solo un consiglio.

 7) Se tutti emigrassero dalla città verso la campagna, ci sarebbe il problema contrario.
Lapalissiano, Watson. Ma non c’è mai stato un momento nella storia del mondo in cui tutte le persone hanno deciso di fare la stessa identica cosa. Possiamo stare tranquilli.
Andarsene dalla città non è la panacea di tutti i mali. C’è chi ama vivere in città e sta bene così. Ma ci sono persone a cui non piace e che vorrebbero vivere altrove, in un altro modo. Io spiego a queste persone, attraverso la mia esperienza, come realizzare i loro sogni. Se a te piace la vita in città e vuoi essere informato sullo yacht più bello del momento, sei nel sito sbagliato. 🙂

8 ) Tutte le domande che cominciano con: Voi decrescitori / Voi vegani / Voi vegetariani / Voi blogger / Voi animalisti / Voi qualunquecosa-isti…
Io sono una persona, non un movimento di pensiero. Sono una persona che ha fatto delle scelte, che a volte sono comuni ad altre persone ma non sono il portavoce o il promotore di nessuno. Io rispondo solo per me, per le mie scelte personali, non per quelle di altri.
Ci sono associazioni che rispondono per le categorie citate: rivolgiti a loro. 🙂
Detto questo, sì, ogni tanto tengo conferenze anche su questi temi e in quei casi la discussione è benvenuta.

Con Camilla Lattanzi di ControRadio, durante la conferenza per il premio Sabrina Sganga 2015

Con Camilla Lattanzi di “Restiamo Animali”, Radio Popolare, durante la conferenza per il premio Sabrina Sganga 2015

9) Come fai a fare tutte queste cose? Non è possibile!
Primo, vedi la risposta n.6. Secondo: dormo poco per natura, guardo poca tv e solo cose selezionate prima di accendere, non mi ci siedo davanti a caso passandoci le ore. No, non sono una di quelli che hanno buttato via la tv e guardano di nascosto i programmi tv sul portatile 😉
Uso poco facebook e i social. Spesso spengo il cellulare. Se sto camminando per strada, cammino, se sono al ristorante parlo con gli altri e mangio, se sto lavorando a maglia al massimo guardo un film e se sto lavorando a qualcosa di importante, o studiando o scrivendo, allora ho tutti i browser e app chiusi. Mi concentro su una cosa alla volta, me le gusto tutte e ne documento lo 0,0001% su facebook. Ho lavorato duro per ottenere un lavoro che potessi svolgere buona parte del tempo dal mio studio di casa, eliminando così ore di pendolarismo. Preferisco ore di orto, di passeggiate e di cose piacevoli.
Prova per una settimana e verifica quanto tempo ti resta. Ora impiegalo bene 😉

Zucchine sott'olio al Teroldego - erbaviola.com

Vivere con cura, nel presente, in tutto quello che si fa, anche le etichette delle conserve.


10)
 Puoi venire a Milano a tenere un corso personale alla mia ragazza di orto sul balcone, sul suo terrazzo? Vorrei farglielo come regalo di Natale, perché l’anno scorso le ho regalato un viaggio a Miami ma lei voleva qualcosa di più “eco”, quest’anno non vorrei sbagliare. (Questa è una proposta realmente ricevuta, l’ho solo riassunta)
Prima di tutto, osserviamo un minuto di silenzio per la fidanzata. Ammetto che mi spiacerebbe non ricevere più queste proposte perché sono motivo di risate mie, di tutto lo studio se sono al lavoro, e di un certo numero di amici dovunque io sia. Però mi preme spiegare, se non si fosse altrimenti capito, che io sono una persona, un professionista e un’autrice. In nessun momento della mia vita sono stata un giardiniere a domicilio, una personal coach o addirittura una cosa da regalare.
Mi chiedo se questi soggetti chiedano anche a Umberto Eco di andare a casa loro a correggergli le bozze della tesi di laurea, solo perché ha scritto un libro su come si fa la tesi di laurea. O se invitino Banksy a fargli un murales in bagno quando dice di preferire i muri alla tela.
Questa è una domanda che mi assilla da anni…

 

sono ancora quella che soffia ai fiori di tarassaco