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casa

neve febbraio 2018
Cucina a legna, Decrescita

Addio casetta in mezzo al bosco

Addio casetta in mezzo al bosco, sì avete letto bene. Non torno a vivere in città, devo solo lasciare questa casa al più presto, prima di finire come Christopher McCandless ed essere ritrovati a primavera.
Se avete mai provato a fare un trasloco, pensate a doverlo fare all’improvviso, senza averlo preventivato, al freddo gelido e con fuori la neve, dicendo addio alla casetta in mezzo al bosco che vi era piaciuta tanto e dove avevate costruito la vostra vita. Bella prospettiva vero? 

Cosa mi è successo è una storia che parte da novembre, ma in genere non mi lamento online quindi lo sapevano solo gli amici più stretti, fino all’epilogo drammatico di dieci giorni fa, quando ho raccontato qualcosa su un social. Non sarò molto più lunga ora, non mi piace parlare di sventure e come potrete immaginare da quanto sto per raccontarvi, ho pochissimo tempo, praticamente nulla.  Continue Reading

foglie sulla neve
Consumo consapevole, Decrescita

Tra freddo, neve e caldo buono

Un autunno caldo e soleggiato si è repentinamente trasformato in un anticipo d’inverno gelido, con un freddo spietato, che non ci ha dato il tempo di adattarci, quasi di capire. Il giorno prima ricoveravo titubante i pelargoni ancora in fiore, in maglietta, il giorno dopo stava già nevicando e il freddo diventava il compagno quotidiano. “Qui non si sente altro che il caldo buono. Sto con le quattro capriole di fumo del focolare” scrive Ungaretti in una delle poesie che amo, non a caso sul Natale e il desiderio di solitudine, due cose che per me sono strettamente legate.
Non il freddo che fa gelare le estremità e arrossare i nasi, non il freddo umido della città. E’ questo un freddo amico, che si ritira con l’accensione del fuoco ma ci sorveglia sornione da fuori per rientrare non appena qualcuno si dimenticherà di riattizzare un fuoco o ci sarà la pausa della notte, con le braci che affievoliscono poco a poco. Le mattine, qui a casa Erbaviola, adesso iniziano sempre con il freddo e negli ultimi giorni di vento molto forte e poi neve e ghiaccio, è diventato un freddo che non passa mai veramente, che fa sforzare al massimo la cucina a legna, quasi fosse una vecchia locomotiva a vapore. La stufa di sopra è rimasta muta per un paio di giorni perché un vento a un centinaio di chilometri orari ha messo fuori uso la canna fumaria. Così tra cucina a legna al piano di sotto e una stufetta Continue Reading

una zanzariera autoprodotta
Autoproduzione, Decrescita

La semplicità e l’autoproduzione di zanzariere

Ho chiesto un preventivo per delle zanzariere per le undici finestre di casa e ho realizzato che con la stessa cifra potevamo fare un viaggio di un mese in India. Circa un paio di mesi delle mie entrate per delle zanzariere… onestamente non ho proprio intenzione di lavorare due mesi della mia vita per bloccare l’accesso alle mosche. Dovevano esserci per forza altre soluzioni.
La cosa però mi ha fatto molto riflettere su quanto investiamo sulle nostre case. Anni fa, in un’altra casa più grande ma di proprietà, spesi una cifra astronomica per far cambiare la retina consumata a tutte le zanzariere. Lo feci sospirando ma come una di quelle cose che vanno fatte, come la revisione dell’auto e imbiancare le pareti ogni tanto.
Passati molti anni, davanti al preventivo ho avuto una reazione del tutto diversa. Ma davvero?! Cioè, parliamo sul serio?! Capisco le finestre quadrupli vetri, isolate ecc. perché non deve entrare la neve, il freddo, il vento … ma questa cifra per non far entrare le mosche?!
No, non ci sto, stiamo davvero esagerando. Stiamo rendendo eccessivamente articolati e lavorati degli oggetti che sono già funzionali quando sono semplicissimi. In più questa è una casa in affitto, per quanto amata non ho intenzione di investire in strutture che non posso reimpiegare in un’altra casa. Ma quello che mi ha spinta più di tutto a trovare una soluzione all’autoproduzione non è la non trasferibilità di una struttura fissa – infatti ho cambiato le piastrelle di bagno e cucina senza pensarci troppo –  ma il costo davvero spropositato per un Continue Reading

bosco con foglie cadute che formano un manto rosso
Conferenze & corsi, Decrescita, Sviluppo personale

Autunno, cambiamenti e una nuova strada

È quasi sera, poco prima della cena, in una sera d’autunno, ancora tiepida e densa di cambiamenti. Scrivo di fianco alla cucina a legna, avvolta dal profumo resinoso delle cortecce ancora umide che scoppiettano nel fuoco. Scrivo nel raccoglimento che segue un’estate molto intensa. Nei boschi fuori si affaccia il crepuscolo autunnale che un giorno dopo l’altro ci abituerà alle lunghe sere invernali. Dentro, sulla ghisa della cucina a legna, la cottura lenta e leggera della cena. L’attesa silenziosa. L’arrivo del mondo delle ombre e di quell’altro silenzio, quello nebbioso e ovattato della notte. Continue Reading

Il trasloco dal film The Music Box, 1932
Restauro e recupero mobili, Ridendoci sopra

L’arte sottile di traslocare in sei facili lezioni

L’arte sottile di traslocare l’ho appresa in molte lezioni, tante quante i traslochi degli ultimi anni. Sono un’organizzatrice piuttosto maniacale, così spesso vengo interpellata dagli amici in veste di esperta nell’arte di traslocare e sopravvivere a qualsiasi disastro.  In realtà, l’organizzazione è l’aspetto meno necessario in un trasloco. Spesso è quella che determina invece una perdita di tempo superiore, intendo di tempo di vita.
In questi giorni di agosto, mi sorprendo a non dover risistemare casa dopo un trasloco. Negli ultimi quindici anni ho cambiato casa e località di vita cinque volte, una media di 3 anni in ogni posto. Passati ormai 4 anni in questa casa, inizio a chiedermi se posso finalmente parlare del trasloco come di un ricordo, invece di passare l’estate a spostare scatoloni.
Così, eccolo qui. L’agognato post, quello richiesto da innumerevoli amici, follower e conoscenze casuali. Resterete delusi però, non ho nessun segreto di Fatima su come affrontare un trasloco ma magari riesco a regalarvi un po’ di leggerezza. Il post, in realtà, volevo chiamarlo “Avrei voluto sapere che potevo far tutto in un giorno e vivere felice“. Ma sarei finita come la Kondo che vi promette una vita più felice mettendo in riga le mutande. Continue Reading

zona pranzo erbaviola casa nel bosco
Giorno per giorno, Sviluppo personale

Minimalismo concreto e minimalismo apparente

I miei lavori di semplificazione in casa si sono arrestati a beneficio di giorni di intenso, intensissimo, lavoro. Molti progetti stanno arrivando a termine, molti impegni tendono ad accavallarsi e devo essere sempre pronta per far fronte a tutto. Periodi che capitano e che affronto ormai con la serenità mentale di chi sa che arrivano a un termine e ci sarà tempo per occuparsi di altro. A tal proposito, ho aggiornato la pagina degli eventi con le prossime date, ci incroceremo da qualche parte?

Intanto penso e osservo quanta strada ho percorso e le nuove mete da raggiungere. Ormai mi sembra sempre più imperativo semplificare maggiormente tutto, vita e lavoro, cose concrete e pensieri, gli attrezzi della cucina come il modo di affrontare la giornata, il lavoro, i progetti. Continue Reading

UP! in volo con i palloncini dall'omonimo film
Decrescita, Giorno per giorno

Andare via dall’Italia? Quando la frugalità non basta

Potrebbe essere una possibilità. Nessuno si spaventi, c’è un punto di domanda.

Sono un po’ assente perché sto recuperando giorni e giorni di lavoro perso per l‘avventura di ritorno alla preistoria di cui vi raccontavo nel precedente post. Approfitto dell’occasione per aggiornarvi, avendo ricevuto diverse email di persone che volevano sapere com’era andata a finire.
Quindi, prima di passare al resto, eccovi l’aggiornamento in tre simpatici punti elenco, una cosa da non fare mai al di fuori dei testi tecnici. Ma io sono io.

1) L’Enel ha risposto alle richieste di tutti, privati, commercianti e aziende con un’unica email preconfezionata in cui si dice che siamo stati colpiti dalla celebre “neve collosa“. Voi sapete cos’è? No? Nemmeno io.
Purtroppo non è presente in nessuno dei miei libri. Voi direte, ma che libri hai? Meteorologia? Sì, anche, perché come molti ricorderanno, tra le mie avventure Continue Reading

Brioche vegan farcite con marmellata di pesche - erbaviola.com
Autoproduzione, Cucina a legna, Giorno per giorno, Ricette

BRIOCHE VEGAN VELOCI E CASA DOLCE CASA

Brioche vegan farcite con marmellata di pesche - erbaviola.com

Stamattina un timidissimo raggio di sole ha deliziato per un attimo breve e intenso la nostra colazione domenicale, con brioche vegan ripiene di marmellata di pesche, l’ultimo vasetto della mia produzione estiva. Queste brioche le faccio da così tanti anni che ormai è diventato un lavoretto veloce, infornate mentre faccio altro e gustate ancora tiepide.
Veloce fare la sfoglia?!
E chi ha detto che faccio la sfoglia? 😀
La ricetta è sotto, le brioche non si fanno solo con la pasta sfoglia!

E’ ritornata poi la nebbia fitta con pioggerellina noiosa e gelida, ma noi intanto ci eravamo coccolati adeguatamente con questa colazione.

cucina a legna - erbaviola.com

Ieri mattina mi sono data alle pulizie generali, così mi sono sfogata un po’ dalla settimana stressante causa frana. Cose che capitano, non è che la vita si fermi per quello.
Pulizie qui vuol dire anche pulizia della cucina a legna e, credetemi, è un lavoretto che fa dolere le braccia per un paio di giorni se comprende anche lo smontaggio e pulizia della canna fumaria! Speravo di poter aspettare la primavera inoltrata, quando verrà spenta, ma mi sono accorta che tirava un po’ meno e non sarebbe bastato pulire solo lei, andavano puliti anche i tubi.
Così ho dato il via anche alla pulizia dei tubi di tiraggio, visto che hanno annunciato il ritorno della neve in Emilia, da stanotte. Tra il calore buono e asciutto che ci regala e le pietanze che ci fa cucinare sopra, è stata la compagna più affidabile di tutto l’inverno, alla faccia della stufa nuova del piano sopra e della caldaia che andava per i fatti suoi.

piano di lavoro cucina - erbaviola.com
Alcuni mi hanno scritto chiedendo come facciamo a resistere a questa infilata di contrattempi e problemi. Un po’ ce lo aspettavamo: quando si cambia casa ci vuole qualche tempo prima che le cose si assestino e funzioni tutto bene.
Cerco di guardare soprattutto i lati positivi: quest’anno abbiamo speso pochissimo e solo in legna, per scaldare una casa di due piani. Abbiamo speso circa la metà che a scaldare un appartamento di 80 mq con il metano. Con buona pace anche dell’inquinamento.
Tra i vari lati positivi che guardo c’è l’altra cucina, quella non a legna, che è quasi finita, abbiamo terminato di montare i pensili alti in cui ho infilato un bel po’ di cose, togliendole dal piano di lavoro. C’è ancora un po’ di lavoro da fare, ma almeno ho il piano quasi sgombro e utilizzabile velocemente, mentre prima dovevo spostare tutto se volevo anche solo fare un impasto.
Non ho due locali cucina, non fraintendetemi: la cucina vera e propria è troppo piccola per farci stare anche la cucina a legna e l’avrebbe resa rovente, così l’abbiamo messa nella zona pranzo: da lì scalda meglio il piano terra e non manda a fuoco chi cucina.

Portamestoli in smalto per cucina a legna, antico - erbaviola.com

Utilizzando davvero la cucina a legna e non come oggetto d’arredo, mi sono resa conto presto che non c’è un posto per appoggiare i mestoli, cucchiai e altro. Per le spezie ho rimediato con delle mensoline volanti di recupero, ma appoggiare il mestolo o il cucchiaio era diventato un problema, tutto il piano è in ghisa rovente e vicino non c’è altro: correvo avanti e indietro dalla cucina con una mano sotto il mestolo.
Poi è stata la volta della sedia con sopra un poggiamestolo, ma la gatta Kiki, non vedendolo da sotto, è saltata sulla sedia per sedersi vicina al teporino della cucina a legna e ha fatto volare via tutto.

Ma insomma, cosa diavolo usavano le bisnonne per appoggiare il cucchiaio di legno?!
Eccolo, il portamestoli da parete con raccogli-gocce.
L’ho trovato al Mercatino della ruggine e del tarlo, a San Giorgio di Piano, BO (si tiene ogni terza domenica del mese e non hanno “i prezzi da madamìn in cerca del pitale per metterci i fiori“, come dice una mia amica).
Non uso ovviamente i mestoli sbeccati e un po’ arrugginiti che erano insieme, ho messo invece un piattino ovale dentro il raccogligocce e ci appoggio il mestolo e il cucchiaio di legno mentre cucino. Poi è facile prelevare per il lavaggio e passare un cencio.

Così ieri, già che c’ero, ho finito di sistemare anche questo spazio: le spezie su vecchi supporti riciclati hanno fatto spazio al portamestoli in alluminio smaltato di inizio novecento (per un po’ era rimasto solo appoggiato) e sotto i ferri da stiro in ghisa che vengono dal mio rigattiere preferito: la soffitta della nonna e della bisnonna del mio compagno.  Completi di ‘poggiaferro‘, un pezzo che mi dicono ormai rarissimo. Comunque sono quelli che usavano e ho messo appositamente vicino alla cucina a legna, perché è lì che si scaldavano. Se ne usava più di uno, perché intanto che con uno stiravano, ne mettevano un altro paio a scaldare. Quello più grande con manico in legno, invece, era per ‘stirature pesanti’ come le lenzuola in canapa: si mettevano dentro le braci della cucina o del focolare e restava più caldo e più a lungo.

Ovviamente dopo questa nuova aggiunta, la mia metà è sempre più timoroso che prima o poi la casa diventi così.

cucina a legna antica - Archivio Shorpy - www.shorpy.com

Cucina a legna antica – Archivio Shorpy – www.shorpy.com

O, come dice lui, trasformi la casa nel “Museo della vita contadina“, citando un museo che abbiamo visto anni fa in Belgio e nel quale per tutto il tempo lui ha continuato a scuotere la testa e dire “sembra la soffitta di mia nonna”. Ma io lo tranquillizzo, non è affatto la mia idea di decrescita. Io amo vivere con cura, in modo sostenibile ma con agio.

Non ha ancora capito che il mio ideale è semmai così, il cottage inglese. Bassi consumi, rispetto per l’ambiente, riciclo e recupero, caldo tepore e profumo di dolci appena sfornati. Profumo di casa.

Antica cucina a legna restaurata - Country Living- www.countryliving.co.uk

Antica cucina a legna restaurata – Country Living – www.countryliving.co.uk


Ho divagato anche troppo e devo tornare al lavoro per recuperare quello che non ho fatto questa settimana. Vi lascio con un abbraccio e con la ricetta delle mie brioche, buone e senza troppa fatica

Brioche vegan veloci - erbaviola.com

BRIOCHE VEGAN VELOCI ALLA MARMELLATA DI PESCHE

Ingredienti:

▪ 250 gr di farina integrale di grano tenero
▪ 50 gr di farina di manitoba
▪ 175 ml di acqua tiepida
▪ 60 ml di olio di semi di girasole spremuto a freddo

Procedimento:
Impastare la farina integrale con olio e acqua q.b. fino a formare un panetto un po’ molle. Aggiungere la manitoba e impastare nuovamente, aggiungendo l’acqua quando serve. Io uso l’impastatrice e faccio lavorare l’impasto per dieci minuti. Formare un panetto e metterlo a riposare sotto un canovaccio un quarto d’ora, a temperatura ambiente (salvo se sopra i 25°C, perché in quel caso l’olio trasuda. In questi casi cercate un posto fresco e non metterlo mai in frigo, la temperatura è troppo bassa).
Stendere la pasta con il mattarello, fino a uno spessore di 2-3 millimetri. Tagliare in triangoli della misura che si preferisce per le brioche. Mettere in ogni triangolo un cucchiaio generoso di marmellata di pesche e chiudere bene arrotolando e dando la forma della brioche.
Cuocere in forno statico a 180°C per 10 minuti. Non è necessario lucidarle prima di infornare perché l’impasto è fatto con olio, come vedete dalle foto risulta bello lucido e croccante.

Si possono preparare la sera prima o giorni prima, congelarle senza cuocerle e poi cuocerle direttamente congelate al bisogno. Non è un procedimento sano, ma ogni tanto può servire per un té senza troppo lavoro o per deliziare gli ospiti a colazione, cosa che io adoro fare 😉