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farina 00

Autoproduzione, Giorno per giorno

AL POSTO DEI BIGLIETTI… SEGNAPACCO SOSTENIBILI (e riutilizzabili!!!)



Quando andrà online questo post, avrò già consegnato il pacco, quindi non rovino il fattore sorpresa 🙂

Quest’anno ho deciso, salvo rarissimi casi, di non fare bigliettini ma solo segnapacco in pasta tipo pasta al sale. Dico ‘tipo’ perché la ricetta l’ho trovata mesi fa su un blog americano (non riesco a ricordare quale purtroppo!!!) ed è simile alla pasta al sale ma con una variante nell’uso del bicarbonato e sale fino, così che il risultato è molto più particolare. I materiali, oltre ad essere alla portata proprio di tutti, sono anche economici e completamente biodegradabili.
I segnapacco fatti così sono riutilizzabili: da appendere all’albero o in giro per casa, o alle maniglie delle finestre…

Non bastasse, mi sembra l’unico uso decente per la farina 00 che, come ormai sappiamo, provoca più danni che benefici. Sono mesi che ho smesso di usarla del tutto, mi era rimasto questo mezzo pacchetto che ha trovato l’impiego perfetto nei segna-pacco. Non che prima ne consumassi tanta … o, meglio, i primi anni da veg sì, purtroppo la disinformazione era tanta, la rete ancora poco diffusa e ho finito per mangiare una tonnellata di glutine, cosa che mi ha provocato anche, a distanza di qualche tempo, una modesta intolleranza e qualche problema di salute. Tutto risolto, fortunatamente, dopo aver abbandonato completamente le farine di grano tenero raffinate e utilizzando cereali integrali (poco) e farine alternative, dal mais, al riso, al grano saraceno. Ma magari di questo parlerò approfonditamente un’altra volta. Ora vorrei solo mostrare come ho esorcizzato l’ultimo avanzo della tremenda farina 00: i segna pacco per Yule.

La ricetta è semplicissima e si realizza tutto in un paio d’ore massimo, quindi a prova di super-impegnate e pigroni. Io li ho fatti una sera dopo cena.

500 gr di farina 00
250 gr di bicarbonato di sodio
50 gr di sale fino
acqua tiepida quanto basta

Sciogliere il sale in mezzo bicchiere di acqua tiepida e unirlo in una ciotola a farina e bicarbonato. Impastare con le mani fino a ottenere una palla morbida, aggiungendo acqua tiepida al bisogno.
Stendere l’impasto con un mattarello, lasciandolo alto circa mezzo centimetro.
Ritagliare usando sagome di carta e rotella per pizza, oppure usando come me le formine per biscotti a tema Yule. Queste che ho usato sono vecchissime e le avevo comprate a Bristol, ma credo che ora si possano trovare facilmente anche in Italia.
Asciugare all’aria oppure vicino a una stufa. Non fatevi tentare dal metterle in forno o sul calorifero o sulla stufa: si gonfiano e si bruciacchiano sotto. Non dimenticate, prima di farli asciugare, di fare i buchi necessari con uno stuzzicadenti. Se usate della stagnola riciclata per asciugarli, o un vassoio di acciaio, spolverate leggermente sotto con altra farina che poi verrà rimossa una volta asciutti, in questo modo non si attaccano alla base. Per questo uso si può riutilizzare lo stesso pezzo di stagnola infinite volte.

Quello che mi è piaciuto particolarmente di questo impasto è che resta molto bianco e non grossolano come la pasta al sale normale. Sembra più gesso. Si possono poi colorare con acquerelli o tempere, oppure scriverci sopra con pennarelli, matite o quello che ispira di più. A me piacciono di più al naturale. Con gli avanzi, ho fatto dei quadretti che ho messo a seccare su legnetti da spiedino, servono come ‘perline’ da intervallare tra una figura e l’altra.
Questo nella foto in particolare è stato realizzato con del filo di cotone sbucato dai miei contenitori di avanzi, si intonava perfettamente alla carta regalo.